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Header bidding, SpotX apre la sua piattaforma a soluzioni di terze parti

Gli editori potranno ora avere accesso a sorgenti di domanda provenienti da diversi fornitori, così come dalle oltre 70 DSP integrate nella piattaforma SpotX, massimizzando i loro ritorni

di Alessandra La Rosa
13 aprile 2017
spotx

SpotX annuncia novità relative alla sua soluzione di header bidding server-to-server, per consentire agli editori di integrare header bidder di terze parti all’interno delle loro soluzioni di gestione della monetizzazione. Una novità che consentirà ai clienti della piattaforma di gestire meglio le latenze, settare i floor price, stabilire livelli di priorità nelle campagne, e accedere a strumenti di analisi e reportistica integrati.

“Costruita intorno all’avanzata tecnologia di ad serving di SpotX, che fornisce capacità di bidding server-to-server e cloud-based dal 2007, la suite di prodotti è stata ampliata per includere opzioni di header bidding client-side e server-side”, spiega l’azienda in una nota ufficiale.

Gli editori potranno ora avere accesso a sorgenti di domanda provenienti da diversi fornitori di header bidding, così come dalle oltre 60 DSP integrate nella piattaforma SpotX, il tutto da un luogo unico. Un modo per ridurre la complessità dei processi per gli editori, e consentire di aumentare il numero di fonti di domanda che possono competere alle aste contemporaneamente.

“La visione dietro la suite di prodotti di SpotX è quella di un sistema che massimizza i guadagni attraverso un’integrazione con oltre 60 DSP e partner pubblicitari – recita la nota stampa – che possono essere attivati e disattivati con un semplice interruttore, fornendo al contempo controllo, reportistica e analytics attraverso una singola piattaforma”.

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