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Snapchat punta sull’ecommerce: ufficializzato il lancio globale dei Collection Ads

Gli ultimi giorni sono stati particolarmente dinamici per Snapchat. Dopo aver comunicato pochi giorni fa l’avvio di un accordo con Amazon per testare uno strumento capace di identificare oggetti nelle foto ed acquistarli sul sito ecommerce, il social adesso annuncia altre novità in ambito pubblicitario.

Una è il lancio ufficiale di Collection Ads, un formato pubblicitario simile a dei cataloghi di prodotto, che mostra una serie di articoli all’interno di un singolo annuncio; allo sfioramento di un prodotto l’utente accede a informazioni aggiuntive su di esso e alla possibilità di acquistarlo. La soluzione, inizialmente annunciata a giugno con il nome di Shoppable Snap Ads e da allora testata con una serie di partner tra cui eBay e Guess, da ottobre sarà ufficialmente disponibile per tutte le aziende a livello globale.

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I nuovi Collection Ads di Snapchat

Sempre a proposito di “cataloghi”, le aziende avranno adesso anche la possibilità di importare i loro “feed di prodotto” – ossia elenchi contenenti informazioni come immagini, prezzi e colori dei prodotti – all’interno dell’Ad Manager di Snapchat, per creare in maniera più rapida e semplice i loro annunci pubblicitari sul social.

Un’altra novità annunciata dalla società è poi l’ampliamento delle possibilità di targeting offerte dai pixel Snapchat, grazie a cui gli inserzionisti potranno non solo tracciare quali pagine del loro sito i consumatori hanno visitato, ma anche eventuali specifiche azioni compiute nel corso della navigazione: tutte informazioni utili per erogare campagne personalizzate al pubblico.

Il social continua dunque a mettere a punto la propria offerta di strumenti pubblicitari self-service. Il social ha definitivamente spostato l’intera sua offerta in programmatic, compresi i formati in Realtà Aumentata, e il suo business adv sta sempre più virando verso il modello a performance, combinando realtà virtuale e aumentata con l’e-commerce, come testimoniano le novità annunciate in questi giorni. In occasione di una recente incontro con la stampa italiana, Tanya Ridd, Director of Communications EMEA di Snapchat, ha dichiarato: «Stiamo rendendo le nostre soluzioni sempre più flessibili e accessibili per i nostri inserzionisti. Il rilascio dello strumento self-serve Ad Manager, gli accordi con i partner di misurazione e l’apertura dell’inventory al programmatic si inseriscono in questa strategia».

Nasce un’alleanza tra i retailer europei per contrastare i giganti dell’ecommerce

Unire le forze per combattere i giganti del digital. Non è un’idea propria soltanto del mondo dell’editoria, con i tanti consorzi di media company nati per proporre al mercato offerte competitive rispetto a quelle di Facebook e Google, ma anche del mondo dei retailer, che sempre più sente il predominio dei colossi dell’ecommerce come Amazon.

Due importanti retailer di elettronica europei hanno infatti deciso unirsi nella formazione di una “European Retail Alliance”. Si tratta di MediaMarktSaturn, il maggiore rivenditori di prodotti elettronici nel Vecchio Continente, basato in Germania, e del gruppo francese Fnac Darty, che hanno deciso di cooperare in una serie di attività di business, tra cui la gestione dei dati.

Su quest’ultimo fronte, le società spiegano in una nota che “in piena conformità con gli attuali regolamenti per la protezione dei dati, le due aziende investiranno congiuntamente in attività di analytics per rafforzare la comprensione dei loro consumatori e prodotti“.

L’intenzione dell’alleanza è quella di aumentare l’efficienza delle aziende partecipanti, migliorare l’innovazione e arricchire l’esperienza dei consumatori, sia nei negozi fisici che online, arrivando a costituire una “piattaforma europea capace di offrire vantaggi a tutte le parti coinvolte”. Il progetto è aperto anche ad altri retailer.

Sebbene le due società non facciano diretto riferimento, nella nota, ad Amazon o ad altri player dell’ecommerce, è implicito che l’obiettivo finale dell’iniziativa sia quello di rafforzare l’offerta dei membri, anche e soprattutto rispetto ai grandi player internazionali del mercato digitale come Amazon ed eBay.

Secondo quanto riporta un’analisi del quotidiano finanziario tedesco Handelsblatt, MediaMarktSaturn e Fnac Darty non sono esattamente dei piccoli player nei loro mercati di riferimento: lo scorso anno hanno portato a casa, rispettivamente, un fatturato di 22 miliardi di euro e di 7,4 miliardi di euro. Cifre rispettabilissime, ma poca cosa rispetto ai 250 miliardi di euro di Amazon, di cui circa 14 miliardi solo in Germania. Amazon, inoltre, essendo un player puramente online, conosce molto di più i suoi utenti delle due aziende europee, più legate ai loro network di negozi fisici. Da qui l’intenzione, attraverso l’alleanza, di puntare anche sul tema dati.

S4M si rafforza con un nuovo finanziamento di 12 milioni di dollari

Nuova iniezione di capitale per S4M. L’azienda di adtech e martech specializzata in campagne drive-to-store ha annunciato infatti di aver raccolto 12 milioni di dollari nel round di investimento B da Sofiouest con partecipazione da parte degli investitori Bpifrance e Entrepreneur Venture. La società, che ha lanciato la sua piattaforma Fusio by S4M a febbraio di quest’anno in SaaS, sfrutterà i nuovi capitali per sviluppare le sue tecnologie di proprietà con l’obiettivo di permettere l’ottimizzazione, in tempo reale, del traffico e delle vendite nei negozi.

La tecnologia proprietaria di S4M è stata creata sul finire del 2011 da Christophe Collet, dopo che la sua prima start-up Adenyo, fu venduta a Motricity per 100 milioni di dollari. Oggi la start-up francese è diventata una multinazionale con otto uffici nel mondo, Italia compresa, e 160 dipendenti, e tra i suoi clienti annoverà brand del calibro di Renault, L’Oréal, Pernot Ricard, Subway e Levi’s, e agenzie media internazionali. Ogni anno, S4M realizza più di 5000 campagne pubblicitarie per dimostrare ai suoi clienti l’efficacia del digital advertising grazie al calcolo in tempo reale delle visite ai negozi in seguito alle visualizzazioni online.

Fiore all’occhiello dell’offerta della società è Fusio, piattaforma tecnologica che si pone come obiettivo quello di collegare gli investimenti online e offline, mostrando l’aumento delle visite nei negozi derivanti dalle campagne online. Grazie allo strumento, le aziende possono attribuire agli investimenti digitali le visite in negozi fisici, basandosi su visite reali, misurate da piattaforme di terze parti imparziali. «I nostri dati relativi alle visite in negozio ci vengono forniti da numerosi partner in modo da garantire di non essere noi stessi giudice e giuria dell’efficacia delle nostre campagne pubblicitarie – spiega Christophe Collet, CEO di S4M -. È evidente che nel settore si assiste ad un cambiamento in termini di attribuzione del ROI e questo nuovo finanziamento ci consentirà di essere tra i primi promotori di questo nuovo approccio».

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La piattaforma Fusio

Sempre all’interno della piattaforma Fusio, l’azienda ha recentemente lanciato Dynamic Catchment Areas (DCA), uno strumento strategico per potenziare le campagne drive-to-store grazie alla localizzazione geografica degli utenti basata sulla loro affinità al marchio e la distanza a piedi o in macchina rispetto al negozio.

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Lo strumento Dynamic Catchment Areas

Il nuovo finanziamento ricevuto permetterà un ulteriore sviluppo della tecnologia: in particolare un miglioramento di tutte le funzionalità della piattaforma e un incremento delle vendite in particolar modo nel mercato americano. S4M si è posta inoltre come obiettivo quello di riuscire a quantificare e fornire in tempo reale e direttamente sulla piattaforma, oltre ai dati relativi alle visite in negozio, anche quelli relativi agli acquisti fisici.

Le entrate previste dell’azienda nel 2020 sono di 100 milioni di dollari. «L’innovazione digitale è al centro della nostra strategia di investimento – spiega Patrice Hutin, CEO di Sofiouest, family office parte di Sipa/Ouest-France -. Le soluzioni Drive-to-store delineano il futuro del retail e crediamo che S4M con la sua tecnologia Fusio sarà il leader di questo cambiamento nel mondo pubblicitario».

IAB Tech Lab acquisisce il consorzio di società ad tech DigiTrust

Torna la nostra rassegna internazionale della giornata. Oggi parliamo delle ultime novità di IAB Tech Lab, AdRoll e P&G.

IAB Tech Lab acquisisce il consorzio di società ad tech DigiTrust

IAB Tech Lab ha acquisito DigiTrust, un consorzio non-profit di piattaforme programmatiche volto ad offrire indentificatori standardizzati per il targeting pubblicitario. L’obiettivo della società è quello di ridurre la presenza di tracker esterni con la creazione di “un token-utente anonimo, creato per essere diffuso e condiviso” tra i membri del gruppo, simile agli indentificatori per la pubblicità mobile su iOS o Android. Leggi di più su MediaPost.

AdRoll punta sull’ecommerce: annunciato accordo con Magento

AdRoll e Magento Commerce hanno annunciato un accordo che li vedrà unire le rispettive piattaforme per l’ecommerce. Gli strumenti di attribuzione e targeting pubblicitario di AdRoll verranno integrati all’interno del servizio di cloud management per i venditori online di Magento. AdRoll offrirà a Magento una fetta della propria fee quando i clienti condivisi performeranno una vendita utilizzando la tecnologia pubblicitaria. Leggi di più su AdExchanger.

P&G torna su YouTube dopo un anno

Procter & Gamble, tra i maggiori big spender mondiali, ha deciso di ritornare ad acquistare pubblicità su YouTube dopo oltre un anno di pausa dovuta a preoccupazioni sulla brand safety. Era marzo dello scorso anno, e l’abbandono del sito video di Google da parte dell’azienda aveva dato il “la” ad analoghe mosse da parte di altri inserzionisti. «Abbiamo messo in pausa la pubblicità e, nel corso dello scorso anno, abbiamo lavorato ampiamente con YouTube per migliorarne la brand safety – ha spiegato una portavoce dell’azienda -. Adesso sentiamo che sono state attivate le giuste misure per rendere possibile il ritorno di P&G sulla piattaforma». Leggi di più su AdAge.

Facebook supera il primo dei tre esami del Media Rating Council americano

Le ultime novità di Facebook, Kahuna e Pinterest nella nostra rassegna di oggi.

Facebook supera il primo dei tre esami del Media Rating Council americano

In settimane certamente non rosee, finalmente arriva una buona notizia per Facebook. La società ha superato infatti la prima delle tre fasi di controllo effettuata sui suoi spazi pubblicitari dal Media Rating Council americano. Il primo step consisteva nella verifica dell’effettiva erogazione degli annunci sulle inventory di Facebook e Instagram, sia video che display su desktop, mobile web e in-app. Leggi di più su AdExchanger.

Kahuna lancia un servizio cloud specificamente pensato per gli ecommerce

Kahuna amplia la sua offerta con il lancio di un servizio cloud specificamente pensato per gli ecommerce. La nuova soluzione della società specializzata in soluzioni di intelligenza artificiale fornirà ai negozi online quello che chiama un “programma di infrastrutture olistico” che include informazioni chiave in tre aree distinte: marketing per gli acquirenti, ottimizzazione dei rivenditori e vivacità del marketplace. Leggi di più su MarTech Today.

Pinterest sempre più usato dalle aziende, anche per l’adv

Pinterest cresce tra le aziende. Il social network fotografico ha dichiarato che 1,5 milioni di imprese utilizzano il suo sito ogni mese per connettersi coi consumatori e che la sua piattaforma sta crescendo particolarmente bene a livello pubblicitario tra le PMI, con un +50% di piccoli e medi inserzionisti rispetto allo scorso anno. La società ha anche annunciato l’estensione geografica di un suo prodotto adv, il bottone “Promote” per i Promoted Pins: prima disponibile solo in USA, adesso è utilizzabile anche dalle aziende in Australia, Canada, Irlanda, Nuova Zelanda e UK. Leggi di più su Marketing Land.

Analisi dei dati: nasce la nuova soluzione HiPay Intelligence, dedicata ai retailer

Nell’offerta di HiPay, società fintech specializzata in pagamenti digitali, arriva HiPay Intelligence, la nuova soluzione che offre ai merchant una leva d’azione innovativa attraverso l’analisi a 360° dei dati dei loro clienti.

Per i retailer, infatti, i dati sugli utenti sono una fonte di informazioni particolarmente preziosa, il cui studio permette di comprendere meglio le abitudini di acquisto dei consumatori, indirizzando l’analisi verso l’atto finale di vendita: il pagamento. Possedere queste informazioni fornisce un vantaggio competitivo, in quanto queste analisi consentono sia di perfezionare la strategia di acquisizione di nuovi clienti e migliorare la user experience del cliente con l’obiettivo di aumentare le vendite.

Da questa osservazione HiPay ha sviluppato HiPay Intelligence, una soluzione “chiavi in mano” che fornisce l’accesso a diversi stadi di analisi dei dati dei clienti.

«Grazie a questa nuova soluzione sviluppata al 100% dai team di Hipay, i merchant potranno combinare i loro dati, ricevere avvisi e notifiche per poter prendere decisioni al momento giusto. Inoltre, potranno inserire annotazioni sui grafici direttamente dall’interfaccia e quindi facilitare la condivisione delle informazioni interne. Ma la novità principale di HiPay Intelligence è che questa piattaforma consente ai merchant di inserire i loro dati di Google Analytics nella piattaforma. I merchant hanno così una visione completa non solo del percorso di pagamento dei loro clienti, ma anche di quello di navigazione dei loro visitatori, avendo così la possibilità ad esempio di segmentare le azioni di marketing verso il target di riferimento (RFM). Per riassumere, i merchant sono in grado di analizzare e reagire a tutti i dati raccolti sul loro sito da un’unica piattaforma: HiPay Intelligence», spiega Cyril Tanneau, Data & Analytics Director di HiPay.

Lo strumento consentirà di seguire KPI di Google Analytics, e dunque potrà essere utile anche all’ottimizzazione delle campagne pubblicitarie, aiutando i team di marketing a pianificare la loro pubblicità in programmatic.

Per il lancio di questo prodotto, HiPay ha collaborato con i principali fornitori del settore, tenendo conto delle loro osservazioni e delle loro aspettative in termini di analisi dei dati. Questi scambi hanno contribuito a sviluppare più di cinquanta report e dashboard su misura.

«Questo nuovo prodotto, frutto del nostro investimento in innovazione, ha un futuro sicuro sia per i pure-player in e-commerce sia per i rivenditori che hanno a disposizione anche le reti di distribuzione fisica. Per sostenere lo sviluppo delle strategie omnicanali dei nostri clienti, la nostra soluzione è ora in grado di analizzare tutti i dati di pagamento, che provengano dal web o dai negozi. La nostra piattaforma ci permette di offrire un’esperienza utente impeccabile indipendentemente dal canale di vendita. L’omnicanalità rappresenta un tema strategico per i nostri clienti e i team di HiPay si sono mobilitati per accompagnarli in questo percorso in modo intelligente ed efficace», conclude Grégoire Bourdin, CEO di HiPay.

Ecommerce: 1 transazione su 3 può essere attribuita erroneamente senza misurazione Cross-Device

L’adagio “si naviga su smartphone, si acquista sul desktop” è ufficialmente morto. I consumatori ora utilizzano gli smartphone sia per la ricerca che per l’acquisto, il che rende ancora più importante per i retailer fornire un’esperienza sincronizzata fra desktop e mobile. Attrezzarsi per mettere in campo efficaci strategie di misurazione cross-device, inoltre, è fondamentale per massimizzare il ritorno sugli investimenti (Roi).

Tutto questo emerge dalla nuova edizione dello State of Cross-Device Commerce Report di Criteo, realizzata nel secondo semestre 2016 analizzando dati da 3.300 online retailer a livello globale, oltre 1,7 miliardi di transazioni all’anno e 720 miliardi di dollari in vendite.

Lo studio si concentra molto sul tema dell’attribuzione: secondo i ricercatori della società specializzata in performance markerting, senza una misurazione cross-device quasi 1 transazione su 3 può essere attribuita erroneamente. In Italia, in particolare, i tassi di conversione risultano essere 1,6 volte più alti rispetto a quello che emerge attraverso un approccio device-centric. Secondo lo studio, inoltre, nel nostro Paese il 46% di tutte le transazioni, dalla prima visita al sito web fino all’acquisto, ha coinvolto due o più dispositivi.

Con una misurazione user-centric e cross-device, i retailer possono monitorare con maggiore precisione la conversione e ottimizzare le spese di marketing. «L’adozione di una strategia di misurazione cross-device è un imperativo fondamentale per tutti i retailer», avverte Alberto Torre, Managing Director di Criteo Italia. «I marketer non solo hanno la necessità di adottare una misurazione cross-device al fine di garantire la corretta attribuzione, ma anche di assicurarsi che il loro investimento sia ottimizzato per i canali che forniscono il massimo delle prestazioni. I retailer che sono in grado di offrire ai clienti un’esperienza coerente e personalizzata attraverso più dispositivi sapranno fare la differenza».

Il Mobile continuerà a essere una forza dominante

Se è ormai un dato di fatto che i consumatori continuano a utilizzare più dispositivi lungo il percorso di acquisto, il ruolo dei nuovi device in assoluto è sempre più trainante: il mobile, in particolare, sta mostrando un tasso di transazione più elevato e una dimensione media maggiore del valore degli ordini.

Negli Stati Uniti, il 36% di tutti gli acquisti online negli  sono stati completati su mobile, con un aumento anno su anno del 20%. A livello globale la spesa da smartphone è aumentata del 7% anno su anno (con il 55% di transazioni effettuate via App), mentre i tablet stanno raggiungendo la parità con i desktop per valore di transazioni.

In Italia, i mass merchant hanno ormai la più grande quota di transazioni mobile con una crescita del 26% su base annua, davanti al settore Health & Beauty e al Fashion & Luxury. Anche la categoria relativa agli articoli sportivi ha mostrato una forte crescita: 31% su base annua.

Smartphone, dispositivo chiave per gli acquisti cross-device

Nel nostro Paese, il 20% di tutte le transazioni cross-device completate su desktop sono iniziate su uno smartphone e il 36% di quelle completate su uno smartphone hanno avuto inizio su un desktop. E, indipendentemente dal dispositivo di acquisto, circa una transazione cross-device su quattro inizia con uno smartphone.

Le quote di transazioni eCommerce cross-device per dispositivo sono così rappresentate: smartphone (45%), tablet (50%) e desktop (46%). Gli acquisti da smartphone rappresentano un quinto di tutte le vendite al dettaglio online in Italia, con un incremento su base annua del 24%, mentre quelli da tablet continuano a diminuire.

Alla luce dei dati, i marketer – osserva Criteo – non possono più permettersi una vista in silos dei comportamenti di acquisto dei loro clienti. I retailer più consapevoli offrono una user experience coerente su tutti i dispositivi e, con una visione cross-device del percorso di acquisto degli utenti, spendono i budget di marketing in maniera più ponderata.

Il Programmatic di Hawkers, tra personalizzazione e creatività

È stata riconosciuta da Facebook nel 2014 quale azienda a maggior rendimento pubblicitario in Europa; nel 2015 ha realizzato una campagna di crowdfunding su Twitter che ha ottenuto il maggior numero di investitori della storia in Spagna, record registrato nello stesso anno anche per l’iniziativa avviata su Kickstarter per agevolare lo sbarco dell’azienda degli Usa; è entrata, sempre nel 2015, a far parte del progetto pilota di Google per le startup spagnole ad ‘Alto Potenziale’, per il quale le è stato assegnato un team di supporto dedicato. Stiamo parlando di Hawkers, azienda del settore degli occhiali da sole, commercializzati online, nata nel 2013 in Spagna.

Con un fatturato 2014 di 15 milioni di euro, di 40 milioni nel 2015 e l’obiettivo di superare i 70 milioni per il 2016, la realtà è ora presente in oltre 140 Paesi, tra cui l’Italia, con uno staff di oltre 100 giovani e una costante crescita organica. Nel 2015 ha festeggiato il secondo compleanno con oltre 1,6 milioni di occhiali venduti. Numeri ottenuti anche grazie a una strategia social ben delineata, che vede il brand vantare oltre 4 milioni di fan su Facebook15 milioni di visite l’anno sul proprio eCommerce.

Quali sono i media presidiati dalle vostre campagne pubblicitarie?

In realtà, quando abbiamo iniziato la nostra avventura, nessuno di noi aveva esperienza nel settore del marketing, abbiamo cominciato sperimentando e “giocando” con i formati pubblicitari che potevamo permetterci di pagare in quel momento. Abbiamo iniziato con campagne in canali tradizionali come Tv, stampa, riviste fino ad utilizzare tutti i canali di cui dispone attualmente internet: affiliazione, acquisto programmatico, social ads etc. Anche aziende del calibro di Facebook, Twitter e IG sono rimaste colpite dal nostro operato ed il nostro conseguente accrescimento esponenziale. Hanno potuto constatare con i loro occhi di come abbiamo iniziato investendo poche centinaia di euro al giorno fino ad arrivare a milioni di euro. La loro stima ci permette di poter godere di un accesso privilegiato ad alcuni prodotti rispetto ad altre aziende, un vantaggio considerevole che ci permette di essere sempre all’avanguardia rispetto ai nostri competitor del settore.

Cosa pensate del programmatic advertising?

É uno dei tanti canali con il quale lavoriamo, sicuramente quello che avrà maggior futuro. Il vantaggio di questo tipo di pianificazione è quello di essere parametrizzato e di conseguenza che tutto sia perfettamente misurabile, oltre a rendere possibile la fruizione di pubblicità sempre più personalizzata, aspetto molto importante per avvicinarci ai nostri utenti. Per noi è molto utile e funzionale perché lavoriamo con centinaia di creatività diverse con l’obbiettivo di voler adattarci sempre più al gusto del nostro target.

Leggi l’intervista completa su Engage.it.

Data Driven Marketing, un asset strategico per l’eCommerce

Il data driven marketing è stato tema cardine dell’ottavo appuntamento NetcommConnect, ultimo incontro prima della pausa estiva del primo ciclo di eventi mensili focalizzati su alcuni dei temi più rilevanti dell’eCommerce, organizzato dal Consorzio Netcomm con il supporto di Showroomprive.com. Un’iniziativa che ha riscosso un buon successo in termini di partecipazione, favorendo sempre ampi momenti di confronto e networking tra i partecipanti.

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Roberto Liscia

«Il web ha da tempo ridefinito le regole del marketing proprio grazie alla sua capacità di restituirci dati sempre più precisi rispetto alle persone, ai loro gusti e ai comportamenti di acquisto, proiettandoci verso un livello di personalizzazione dell’offerta sempre più elevato – ha commentato Roberto Liscia, Presidente di Netcomm -. Nel panorama del commercio elettronico la vera sfida oggi è proprio lo studio e l’interpretazione dei dati che riusciamo a conoscere rispetto alle caratteristiche delle singole persone, informazioni che diventano un punto centrale per guidare le scelte e le strategie di marketing delle aziende del web. Importante è dotarsi degli strumenti giusti per l’individuazione e l’interpretazione dei dati strategici. Il data driven marketing è sicuramente un fattore che nel commercio elettronico non potrà che acquistare sempre più valore e questo non solo per le grandi web company ma per tutte le aziende che hanno una presenza in rete».

In un contesto vasto come quello della raccolta dati derivanti dalle attività online, fondamentale diventa quindi la capacità di individuazione e analisi delle informazioni più rilevanti per guidare le attività delle aziende dell’ecommerce verso un livello di personalizzazione delle proposte sempre più elevato, come ha confermato anche Virginia Hernandez, International PR Manager and Business Development di Showroomprive.com.

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Virginia Hernandez

«I dati che abbiamo a disposizione rispetto ai nostri utenti sono per noi una ricchezza enorme che ci permette di avvicinarci a loro sempre di più e orientare la nostra offerta verso una customer experience sempre più unica e personalizzata in base alle esigenze del singolo» ha affermato la manager. Per Showroomprive.com, tutto questo significa curare con attenzione costante l’esperienza di shopping dei clienti in ogni singolo passaggio. «Conoscerne le scelte e i percorsi ci aiuta a migliorare sempre di più il nostro modo di relazionarci con loro e ci permette di proporre nuovi servizi ed offerte sempre più mirati e costruiti su misura – aggiunge Virginia Hernandez -. Diamo inoltre molta importanza al fatto di ottimizzare la customer experience a seconda delle diverse piattaforme di accesso, come ad esempio il canale mobile che rappresenta per noi più del 50% del traffico al sito»

Durante l’evento si è discusso con esperti del settore dei diversi aspetti e opportunità che caratterizzano il Data Driven Marketing, ovvero, il processo di raccolta di grandi moli di dati online, combinati con quelli offline per fornire analisi e informazioni aggiornate sui clienti, anche quando provengono da canali misti, integrati tra loro. A guidare la discussione e stimolare il confronto tra i partecipanti in questa occasione sono intervenuti: Maurizio Alberti, managing director Italy di Teradata Marketing Applications e Federico Gasparotto, ecommerce strategy lead in Accenture.

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Maurizio Alberti

«La grande sfida di oggi è far vivere al nostro cliente un’esperienza assolutamente personalizzata, centrata sulle specifiche caratteristiche del singolo – ha detto in proposito Maurizio Alberti -. Quello che cerchiamo di fare è andare ad identificare le informazioni necessarie per creare un engagement costante del cliente e che si articoli su più canali. È fondamentale partire dai dati per pianificare le campagne e analizzare i feedback per orientare di conseguenza la propria strategia. Quello che noi facciamo come Teradata Marketing Applications è cercare di unire in un’unica piattaforma, con un’unica base dati, tutte le informazioni in un sistema che permetta di leggere e assecondare le scelte del consumatore finale ma che fornisca anche uno scenario rispetto ai canali più utilizzati in determinati momenti. Partire dunque dai dati e utilizzare la tecnologia con un valore di supporto e di consulenza per aumentare la capacità di leggere e identificare i percorsi più adeguati al fine di rendere unica la customer experience finale».

«Le attività di marketing si stanno digitalizzato sempre di più, con un’attenzione crescente all’ottimizzazione dei costi. – ha commentato Federico Gasparotto -. Di conseguenza il monitoraggio dei risultati e la relazione con le reali performance delle attività assumono un ruolo fondamentale nelle strategie di marketing digitale con una conseguente trasformazione di processi, strumenti e competenze richieste ai nuovi digital marketer. In futuro il digital marketing sarà sempre più “data driven”, personalizzato e ottimizzato in termini di costi e performance».

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Un momento dell’incontro

EatalyNet: costo di acquisizione giù del 37% con il programmatic adv di zanox

Eataly, il più grande centro enogastronomico del mondo, è live con il proprio sito di e-commerce su zanox, il network europeo leader nel performance advertising.

Da oltre un anno, il mondo di Eataly è a portata di tutti con un semplice click grazie al debutto dell’e-commerce sul sito www.eataly.it. Le attività online di Eataly sono gestite da EatalyNet, startup del gruppo Eataly focalizzata sul mondo digitale. Un debutto, quello online, che ha fatto registrare nel primo anno di attività tassi di crescita a tre cifre mese dopo mese.

Eataly sta continuando la propria crescita online avvalendosi del supporto di partner competenti. zanox, a tal fine, ha attivato una vasta gamma di servizi – dallo strumento di conversion marketing, zanox Booster, alle attività di multichannel performance marketing (leggi l’articolo completo su Engage)che hanno già fatto registrare interessanti risultati.

Inoltre, per spingere le vendite incrementali sui nuovi clienti sono state realizzate delle campagne di Programmatic Advertising che hanno rilevato un notevole abbassamento del costo medio di acquisizione, sceso del 37% rispetto al costo iniziale (giugno 2014).

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Michele Marzan

Michele Marzan, Regional Director Southern Europe di zanox, commenta così la collaborazione con Eataly: «Eataly è un brand di grande prestigio che ha dato una nuova vita all’industria enogastronomica italiana grazie al catalogo di prodotti di prima qualità non facilmente reperibile. Con Eataly, il network zanox si è arricchito di un’altra grande opportunità, garantendo sempre di più il futuro del network, puntando ancora una volta su chi fa dell’innovazione il proprio cavallo di battaglia».

I piani di crescita di Eataly online «sono molto forti», spiega Laura Corallo, marketing manager di EatalyNet. «Prevediamo nel prossimo anno di potenziare le attività di vendita online in diversi mercati esteri quali ad esempio Germania, UK e Turchia, ma anche negli Stati Uniti dove siamo già attivi con un e-commerce dedicato che sta riscuotendo grande successo. Tutto questo e altro (compreso l’imminente ingresso del fresco tra i prodotti in vendita online) sarà possibile anche grazie a partner di alto livello come zanox».