Main partner:

Jobs

P&G continua la sua battaglia per la trasparenza online. Pritchard: «Siamo a metà, poi la parte più complessa»

A gennaio il Chief Brand Officer di Procter & Gamble aveva scosso il mercato dell’advertising digitale, sollevando il problema della carenza di trasparenza nell’ecosistema della pubblicità online. Dal palco dell'”Interactive Advertising Bureau’s Annual Leadership Meeting” di Hollywood, il manager aveva detto che la trasparenza era una conditio sine qua non per raggiungere accordi con le agenzie pubblicitarie, e per promuoverla aveva formalizzato un vero e proprio contratto sviluppato in 5 punti, che la sua azienda avrebbe fatto sottoscrivere a tutti i suoi fornitori a partire da quest’anno.

Sono passati sei mesi, e cosa è successo nel frattempo? Da un altro palco, quello dei Cannes Lions, Marc Pritchard è tornato a ribadire il concetto della necessità di una maggiore limpidezza nel rapporto tra aziende e agenzie, rivelando che il personale lavoro in tal senso di P&G è arrivato a metà dell’opera.

«Siamo a circa il 40-50% dal completamento», ha dichiarato, puntualizzando che, come parte della revisione dei contratti coi propri fornitori media, la sua azienda non farà più affidamento su editori che misurano autonomamente le proprie inventory, aspettandosi invece che tutti i fornitori di spazi (inclusi editori e operatori specializzati nelle misurazioni) adottino verifiche terze accreditate dal Media Ratings Council.

La battaglia di Pritchard sta andando avanti anche sul fronte frodi: P&G infatti insiste sul fatto che tutte le società coinvolte nel media digitale quest’anno debbano ottenere la certificazione del Trustworthy Accountability Group (TAG) che assicuri che siano libere da frodi.

«C’è bisogno che questa cosa accada – ha dichiarato Pritchard -. Loro sono già in ritardo. E noi dobbiamo continuare su questa strada. Così speriamo che entro la fine di quest’anno saremo arrivati a un punto… ma poi comincerà la parte più dura. Una volta che hai trasparenza su tutte le piattaforme, poi puoi confrontare in maniera più chiara un mezzo con un altro».

«Il ragionamento “siccome questa è una nuova tecnologia, allora non deve aderire a degli standard”, è una bufala – ha aggiunto il manager -. State cercando di scansare la realtà. Naturalmente, noi vogliamo avere innovazioni e continuare a far cose, e la tecnologia digitale ce lo consente. Ma prima di investire 72 miliardi di dollari online (tale è il valore della spesa in digital adv in USA nel 2016 stimato da eMarketer, ndr), il mercato ha bisogno di sapere cosa sta acquistando, quante persone raggiungerà, e dove e come queste persone verranno coinvolte».

Recentemente P&G ha rivisto strategia e partner per il Programmatic, redistribuendo i compiti all’interno della sua unit dedicata all’Automated Buying e terminando il rapporto con il proprio fornitore tecnologico AudienceScience (leggi qui l’articolo).

Niente Cannes nel 2018 per Publicis Groupe. Sadoun: «Focus sull’AI»

L’anno prossimo Publicis Groupe potrebbe non essere presente ai Cannes Lions.

Proprio mentre entra nel vivo l’edizione 2017 del Festival della Creatività, Arthur Sadoun, novello Ceo della holding pubblicitaria francese che all’inizio di questo mese ha preso il posto di Maurice Lévy, ha dichiarato che il gruppo si prenderà un anno sabbatico da premi e attività promozionali (incluso il Festival), sfruttando le stesse risorse per sviluppare un nuovo prodotto di Intelligenza Artificiale.

«Tutti gli investimenti e l’attenzione» del gruppo saranno votati alla costruzione di questo nuovo strumento, spiega il manager. «Nessun evento promozionale. Siamo seri su questo. Niente Cannes l’anno prossimo».

La piattaforma si chiamerà Marcel dal nome del fondatore del gruppo Marcel Bleustein-Blanchet, e consisterà in una sorta di assistente professionale tecnologicamente avanzato. Il suo obiettivo sarà quello di connettere gli 80 mila dipendenti del gruppo, impegnati in 200 discipline in 130 Paesi, identificando per essi opportunità di progetti cross-mercato e anticipando i bisogni dei loro clienti attraverso analisi predittive.

Il progetto è ancora in fase iniziale e il suo sviluppo potrebbe prendere un anno di tempo. Publicis Groupe starebbe puntando a presentarlo ufficialmente in occasione del prossimo VivaTech, la conferenza annuale organizzata dalla holding a Parigi insieme a Les Echos (qui un resoconto di Andrea Di Fonzo sull’edizione 2017, che si è conclusa qualche giorno fa).

Il gruppo infatti deve ancora capire quale sarà la struttura di Marcel da un punto di vista finanziario, e coinvolgere il reparto Risorse Umane nella registrazione di tutti i dipendenti della società all’interno del sistema. Un processo complesso, che potrebbe vedere la partecipazione non solo delle agenzie interne del gruppo (secondo quanto riporta AdvertisingAge, molta della tecnologia dovrebbe essere sviluppata da Publicis.Sapient) ma anche di alcuni partner terzi per specifiche aree, come quella degli algoritmi di Intelligenza Artificiale.

Le più lette