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FreeWheel e Adform estendono all’Europa la partnership nel video advertising premium

Novità nel campo della pubblicità video online in ambienti “premium”: FreeWheel e Adform hanno infatti annunciato l’estensione al vecchio continente della partnership finalizzata a semplificare l’acquisto di campagne di campagne video in programmatic, con particolare attenzione per ambienti come tv connesse, advanced tv e OTT.

L’accordo, già attivo negli Stati Uniti, prevede un utilizzo congiunto dei software delle due società per semplificare il programmatic buying e rendere più agili i processi. “Gli investimenti nell’automazione dei media che abbiamo realizzato negli USA si sono rivelati un grande successo ed è più che naturale replicare il medesimo approccio nel mercato europeo”, ha detto Justin Beere, VP, DSP Partnerships di FreeWheel.

Dall’unione dell’esperienza delle due aziende nasce un’offerta personalizzata sul fronte demand (DSP), grazie all’integrazione dell’inventory Advanced TV e TV connessa (CTV) di FreeWheel (che fa parte del gruppo Comcast) con la DSP multicanale di Adform. Attraverso una gestione congiunta degli acquisti che tiene conto degli interessi dei publisher e dei buyer, il sistema offre ad agenzie e inserzionisti una soluzione affidabile e consolidata in grado di garantire risultati qualitativi di branding e performance.

Forti di un’esperienza congiunta di più di 20 anni nel video advertising, FreeWheel e Adform presenteranno anche un programma di formazione, con workshop e webinar, per supportare inserzionisti, agenzie e contribuire ad approfondire le loro competenze nell’ambito del video programmatic buying.

“Il video continua a registrare tassi di crescita elevati, attrae gli investimenti dei brand, perché è molto apprezzato dai consumatori, su tutti i canali. Grazie alla connected tv le opportunità diventano ancora più interessanti ed è per questo motivo che è importante intensificare gli investimenti in formazione e gestione dei progetti, in modo da poter contare su un’esecuzione corretta delle campagne per centrare gli obiettivi”, sottolinea Filippo Gramigna, VP Global Commercial Partnerships di Adform.

Nei prossimi mesi la partnership vedrà un ulteriore sviluppo per offrire agli advertiser opportunità di transazioni programmatic garantite.

Video inventory di qualità e deal diretti: sono queste le richieste che riceviamo dai clienti che puntano sul video come leva di comunicazione. L’accordo con Freewheel ci permette di rispondere a questa domanda con una proposta di audience personalizzate su inventory video tradizionali e CTV. In particolare la tv connessa suscita grande interesse e curiosità in questo momento e l’integrazione dell’inventory Advanced TV di Freewheel con la DSP multicanale di Adform permetterà di offrire soluzioni di video buying d’avanguardia”, commenta Davide Corcione, Country Manager di Adform Italia.

Conclude Davide Fiorentini, Responsabile Commerciale Freewheel Media Italy: “Le tecnologie best-in-class e l’expertise locale dei due team mettono a disposizione un sistema di compravendita degli spazi video altamente automatizzato in ogni fase della transazione, dalla selezione della migliore inventory alla negoziazione di tutte le condizioni di erogazione”.

Per quanto riguarda le inventory accessibili in Italia, spiega Fiorentini a Programmatic Italia, “la novità principale è la disponibilità di inventory connected tv su TV LG e Samsung grazie agli accordi internazionali con Xumo e Funke. Per il VOD su Web, mobile e in-app facciamo affidamento sulle nostre partnership consolidate con Mediamond e Discovery Network International, mentre per il digital video è possibile accedere alla quasi totalità dell’audience italiana attraverso la tecnologia SSP proprietaria”.

Facebook vuole espandere le capacità di targeting per le campagne video su Watch

Facebook continua a guardare con grande interesse al mercato della pubblicità televisiva e annuncia un’importante novità per Facebook Reserve, la sua soluzione per l’acquisto di campagne in-stream a volumi garantiti sulla piattaforma di video Watch.

La società di Menlo Park ha detto che estenderà il suo set completo di funzionalità di targetizzazione a un piccolo gruppo di inserzionisti che già utilizzano lo strumento, lanciato a febbraio 2019 e precedentemente chiamato Facebook Showcase.

La novità al momento riguarda un nucleo di brand-pilota negli Stati Uniti, ma il rilascio dovrebbe essere completato nel 2021.

Tra le opzioni che la società guidata da Mark Zuckerberg sta testando c’è la possibilità di creare segmenti di target usando le più comuni metriche televisive americane, come quelle elaborate dalla DMA o i dati sociodemografici della Nielsen, ma anche parametri tipicamente social come gruppi interesse, informazioni comportamentali e segmenti realizzati con dati di prima parte.

L’appeal di Facebook presso gli inserzionisti televisivi dipende principalmente dalla sua capacità di fornire una copertura incrementale tra gli spettatori più giovani. La società afferma di raggiungere il 38% delle persone di età compresa tra 18 e 34 anni, rispetto al 29% che è raggiungibile attraverso la TV tradizionale.

JW Player lancia un pacchetto di soluzioni per il targeting delle campagne video

JW Player, la società americana che sviluppa il popolare player usato da migliaia di siti per la riproduzione di video sul web, ha annunciato il rilascio di un pacchetto di tre nuove soluzioni per il video advertising studiate per migliorare l’efficacia delle campagne pubblicitarie digitali.

Utilizzando queste soluzioni, gli inserzionisti e le loro agenzie possono “targettizzare” le loro campagne video basandosi su un’analisi della brand safety e del contenuto del video in sé, invece che del testo della pagina che li ospita, come comunemente avviene.

Gli inserzionisti possono inoltre beneficiare di informazioni sulla viewability dell’annuncio basandosi su segnali inviati in tempo reale dal player stesso.

Sono oltre 12 mila i siti editoriali che utilizzano la tecnologia di JW Player per riprodurre e monetizzare video sulle proprie pagine, totalizzando oltre 10 miliardi di visualizzazioni al mese, sottolinea un comunicato emesso dalla società.  “Abbiamo sviluppato queste soluzioni per mettere a disposizione degli inserzionisti degli strumenti per la brand safety, il content targeting e la viewability basati sui dati del player, superando l’efficacia delle comuni soluzioni basate sui testi delle pagine”, afferma Michael Schwalb, Co-General Manager dell’Advertising a JW Player.

I prodotti sono stati sviluppati sulla base della più che decennale storia di JW Player nella riproduzione e monetizzazione dei video, che include una soluzione brevettata per il “video player bidding” utilizzata dai quattro partner SpotX, EMX, Telaria e PubMatic.

Tremor International compra Unruly e cresce nel programmatic video advertising

Cambio di proprietà per Unruly, la società operativa nel programmatic video advertising.

News Corp ha infatti ceduto il controllo della compagnia, comprata nel 2015 per 114 milioni di sterline, a Tremor International, la società israeliana quotata alla Borsa di Londra attiva nel mercato della pubblicità video con i marchi Tremor Video, RhythmOne e Taptica.

Secondo i termini dell’accordo, News Corp riceverà il 6.91% del capitale di Tremor International, una partecipazione che la società che fa capo a Rupert Murdoch non potrà cedere prima di 18 mesi. Unruly si è quindi assicurata un contratto triennale in esclusiva per la vendita di video pubblicitari su oltre 50 testate di News Corp. nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Australia, garantendo al colosso media una spesa pubblicitaria minima di 30 milioni di sterline.

Unruly è specializzata nella produzione di video outstream e contenuti interattivi pubblicati in modalità programmatica all’interno degli articoli dei siti di news o sui social media. La società, secondo quanto dichiarata da Tremor, dovrebbe raggiungere il break even già quest’anno non tenendo conto dei costi dell’operazione. Con sede a Londra, Unruly è stata fondata nel 2006 e può contare su oltre 1,2 miliardi di visualizzazioni mensili uniche per i suoi annunci. La società è operativa sul mercato anche con una divisione specializzata nell’analisi dei dati e nello studio dell’impatto emotivo della pubblicità.

Tremor International, guidata dal ceo Ofer Druker, ha uffici centrali in Israele e sedi sparse in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Canada, dall’Asia Pacifica all’Europa, dall’India al Sud America. Lo scorso giugno Tremor International ha annunciato la sua nuova identità societaria, evoluzione del precedente nome Taptica International.

 

Mediaocean integra SpotX nelle sue piattaforme dedicate ai tv buyers

È accordo tra Mediaocean e SpotX. La piattaforma supply-side di video advertising è stata quindi integrata nell’offerta del software provider per il mondo della pubblicità per consentire ai media buyer delle tv lineari di effettuare transazioni video premium su larga scala in un ambiente sicuro per il brand, avvalendosi – inoltre – di insight attivabili in tempo reale.

La partnership è stata pensata, in particolare, per aiutare le agenzie pubblicitarie a scoprire e, quindi, connettersi, con gli oltre 600 editori che offrono spazi pubblicitari video di tipo premium attraverso SpotX.

In pratica, grazie a questa integrazione, i clienti di Mediaocean potranno da oggi selezionare la piattaforma per accedere all’inventory disponibile e, al contempo, al servizio e all’infrastruttura programmatica della piattaforma di video advertising proprietaria della società del Gruppo RTL e guidata in Italia dal Managing Director Giuseppe Bronzino.

Tutte le transazioni effettuate sulla piattaforma saranno esaminate dal Brand Safety Team interno a SpotX per garantire un “ambiente affidabile e trasparente”, si legge in una nota ufficiale della società.

“La nostra visione su tv e convergenza digitale prende forma attraverso partnership di valore come quella siglata con SpotX, che è in grado di offrire ai nostri clienti la gamma di spazi video premium più ampia e ricca”, ha dichiarato Ramsey McGrory, Chief Revenue Officer di Mediaocean.

SpotX è ora disponibile tramite la Connect Partner Platform di Mediaocean, tramite Spectra OX, Spectra DS local systems e Prisma.

Tra gli editori presenti sulla piattaforma, SpotX vanta A+E Networks, AT&T, The CW Network, Discovery, Electronic Arts, E.W. Scripps e Fox Corp.

SpotX scelta da UpStory come partner tecnologico per la distribuzione video

SpotX, la piattaforma leader di video advertising e monetizzazione incrementale per publisher, è stata scelta da UpStory, piattaforma di native advertising italiana, per rafforzare la sua strategia di valorizzazione del video advertising.

UpStory, realtà specializzata in native advertising, con formati studiati e personalizzati per integrarsi perfettamente in ogni ambiente editoriale, è composta da circa 4.000 siti, blog verticali e social influencer che permettono ai brand di veicolare con successo campagne in target. Insieme a SpotX, la società si concentrerà sulla sua proposizione video per supportare i brand e gli editori e rafforzare la sua presenza sul mercato.

La collaborazione con SpotX permetterà ad UpStory di accedere a diversi tool per garantire brand safety con la propria inventory premium di oltre 100 editori e valorizzare i posizionamenti in-text, in-feed ed in-image. La società italiana inoltre beneficerà anche delle partnership di SpotX con Moat e IAS garantendo che i formati siano certificati da strumenti di terze parti leader di settore.

“Siamo molto orgogliosi di questa partnership con SpotX che ci permette di accrescere la nostra competenza nel mondo programmatico e di supportare i nostri brand con un’infrastruttura tecnica all’avanguardia, per l’erogazione di deal e nella gestione delle dirette”, commenta Enrico Nunnari, Head of Sales di UpStory. “Il sistema di chiamate in parallelo, tra l’altro, ci permette di gestire le varie fonti di domanda in maniera più accurata, dando le giuste priorità che un classico sistema a cascata non ci permetteva”.

Fabio Zoboli, General Manager, SpotX Platform Italy, commenta: “Siamo davvero soddisfatti di supportare UpStory nello sviluppo della propria strategia video e crediamo che, raggiungendo insieme i bisogni e gli obiettivi prefissati, potremo effettivamente scalare il mercato video”.

SpotX continua a espandersi in Europa e punta sull’Italia: «Ampi margini di crescita»

Già in una fase avanzata negli Stati Uniti, il processo di digitalizzazione della tv si sta affermando anche in Europa, soprattutto in Regno Unito e nella regione settentrionale del Vecchio Continente. Grazie alla capacità dei nuovi apparecchi televisivi di connettersi alla rete, le emittenti sono in grado di fornire contenuti attraverso modalità e tempistiche totalmente personalizzate, con grandi benefici per gli spettatori.

Ma la televisione avanzata, macro-categoria in cui rientrano Programmatic tv, addressable tv e televisione connessa, porta dei vantaggi anche per le aziende inserzioniste, che sfruttando le piattaforme di tecnologia per la pubblicità possono erogare i loro spot a segmenti di utenti altamente profilati in maniera efficace ed efficiente, minimizzando la dispersione dei messaggi.

SpotX, società americana proprietaria di una supply-side platform, intende sfruttare questa tendenza in atto nel comparto per espandersi in Europa, soprattutto nei mercati giovani, dove prevale ancora il modello della televisione lineare, caratterizzati da promettenti margini di crescita. Ne abbiamo discusso, approfondendo anche altri temi cruciali per l’industria, con Leon Siotis, Managing Director UK & Southern Europe e Joanna Burton, VP European Strategy di SpotX.

Quali sono le prospettive di SpotX in Europa e in Italia in particolare?

«In questi ultimi anni, la televisione connessa ha registrato una forte espansione e ci aspettiamo che diventi una tendenza in Europa. Nel Regno Unito è già diffusa ma Paesi come Italia e Spagna si trovano ancora indietro. I mercati si evolvono in modo diverso, bisogna sapersi adattare, ma nel lungo termini ci sarà una crescita e questo darà agli inserzionisti l’opportunità di acquistare annunci mirati.

In generale, man mano che la televisione sarà più connessa ci sarà più business per SpotX. Il mercato europeo si è rivelato molto importante per noi: negli ultimi tre anni, da quando abbiamo aperto il nostro primo ufficio qui, abbiamo raggiunto un organico di oltre 50 unità, di cui ben 30 sviluppatori, un dato inusuale ma indicativo per una società americana che opera in questo settore. Per noi l’Europa è strategica.

In Italia lavoriamo con grande entusiasmo, continuando a espanderci e a lavorare con i nostri partner. Anche se partito da una base più bassa, il mercato sta crescendo molto velocemente. Sicuramente ci aspettiamo un’impennata nell’adozione della televisione connessa».

Trasparenza, viewability e verifiche sono temi prioritari nell’industria della pubblicità digitale. Quali misure avete adottato per soddisfare le esigenze dei vostri clienti?

«Abbiamo recentemente stipulato un accordo con Meetrics per la misurazione della qualità dell’inventario video, che si aggiunge alle collaborazioni già in vigore con Moat, DoubleVerify e altre società analoghe.

Investiamo in brand safety e viewability da molti anni, sono molti i partner già integrati nella piattaforma. In particolare, la viewability sta diventando una vera e propria metrica e gli inserzionisti richiedono sempre un tasso minimo prima di acquistare gli spazi. Diventa dunque vitale per gli editori avere pieno controllo su questo parametro, adoperando strumenti per misurare e vendere in modo efficace ed efficiente.

Un ulteriore impegno in quest’ambito è rappresentato da Audience Lock, uno strumento che protegge i dati degli editori nelle transazioni pubblicitarie e permette, al contempo, agli inserzionisti di pianificare la loro campagna, senza problema di privacy o fuga di informazioni».

SpotX lavora principalmente con gli editori televisivi. Qual è l’incidenza di una tecnica di vendita come l’header bidding in un ambiente video?

«Alcuni pensano che non sia il meccanismo più adatto, altri sostengono, invece, che sia destinato a risolvere tutti i problemi degli editori. Nel dibattito, noi occupiamo una posizione mediana: crediamo che l’header bidding giocherà comunque un ruolo nell’ecosistema programmatico. Crediamo che gli editori debbano avere la possibilità di far competere tutti i loro partner pubblicitari in un’unica piattaforma. Ma non è una soluzione adatta a tutti: l’header bidding si dimostra molto efficace in ambienti desktop, ma non è adeguato per tutti gli editori video, soprattutto per quanto riguarda la televisione connessa».

DataXu lancia una piattaforma self-serve per l’acquisto di pubblicità tv

DataXu ha rilasciato OneView, una piattaforma self-serve per l’acquisto di pubblicità televisiva. La soluzione dovrebbe permettere a marchi e agenzie di raggiungere audience personalizzate e accedere a insight in tempo reale su dispositivi addressable.

Grazie a questo strumento, i marketer potranno definire segmenti di utenti basandosi sui propri dati di prima parte e su dati di terze parti provenienti da fornitori come Oracle Data Cloud, oltre a coinvolgere le persone su siti web, app mobile e contenuti televisivi

La società ad-tech, di cui in Italia è Sales Manager Giordano Buttazzo, ha dichiarato che OneView è stata progettata con l’obiettivo di aiutare gli operatori a comprendere come raggiungere una specifica tipologia di consumatori con messaggi coerenti e ad una determinata frequenza.

In una nota, DataXu ha aggiunto che la soluzione consentirà agli inserzionisti di personalizzare gli annunci su tutti i tipi di dispositivo, inclusa la televisione, con servizi che includono anche il sequenziamento dei messaggi.

I clienti di OneVew possono accedere a contenuti televisivi da network come Fox e AMC, scegliere da quasi 300 fornitori di contenuti curati su Google AdX, Tremor, AOL, SpotX e OpenX, ridurre la saturazione sui dispositivi grazie a controlli di frequenza in tempo reale e accedere ad insight come reach in-demo, interessi, stile di vita e comportamenti d’acquisto.

Adobe lancia Advertising Cloud, per ottimizzare la spesa pubblicitaria

In occasione dell’evento Adobe Summit di Las Vegas, la software house ha presentato la nuova Advertising Cloud, una piattaforma progettata per aiutare gli inserzionisti ad ottimizzare la spesa pubblicitaria su una varietà di canali.

Il lancio della soluzione è stato possibile grazie alla crescita del segmento Marketing Cloud. Negli ultimi anni, la compagnia ha aggiunto alla propria suite di prodotti un’ampia gamma di strumenti di analytics, ottimizzazione media e gestione dei contenuti.

Advertising Cloud fornirà ai marchi un unico pannello di controllo attraverso il quale essi possono gestire e ottimizzare gli investimenti su search, display, social e gli acquisti video. Inoltre, connettendola alla Creative Cloud, sarà possibile creare inserzioni personalizzate attraverso l’ottimizzazione delle creatività dinamiche della soluzione.

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Il pannello di controllo di Advertising Cloud

Lo scorso dicembre, Adobe ha finalizzato l’acquisizione di TubeMogul. Integrando i prodotti della piattaforma di pubblicità video, la società tecnologica ha così reso disponibili ai suoi clienti funzioni di gestione di annunci video e televisione lineare.

Perform Group estende la partnership con Improve Digital ai Paesi nordici

Perform Group estende la sua collaborazione con Improve Digital ai Paesi nordici. Contando sulla piattaforma integrata di pubblicità video come partner principale, il gruppo potrà quindi valorizzare la sua inventory video e display anche nella regione scandinava.

La media company produttrice di contenuti sportivi online, che annovera siti del calibro di Goal.comSportingnews.comVoetbalzone.nl Spox.com, collabora a stretto contatto con Improve Digital già nei Paesi Bassi, in Francia, Italia e Regno Unito per accrescere il proprio business grazie ad attività RTB e programmatic.

Nel quadro di questa collaborazione, Improve Digital diventa anche partner per la monetizzazione di ePlayer, la piattaforma di Perform di video sportivi on-demand, il cui modello di distribuzione garantisce l’offerta di contenuti video di alta qualità attraverso un network di oltre 2.000 tra i principali editori a livello mondiale. ePlayer consente alle testate digitali di aggiungere alla loro offerta editoriale dei video sportivi in relazione al contesto, rafforzando l’engagement e prolungando il tempo di permanenza sul sito.

«È ormai da quattro anni che monetizziamo il nostro inventario display e video grazie ad Improve Digital e abbiamo trovato un eccellente partner per espandere e far crescere la nostra azienda in diversi Paesi», ha spiegato Bart Hillen, Sales Director di Perform.

«Siamo lieti di ampliare la nostra collaborazione con un gruppo media tanto rinomato per la creazione di contenuti quale è Perform. Disponiamo di una profonda e vasta esperienza nei Paesi nordici e siamo onorati della continua fiducia dimostrata dal gruppo Perform nei confronti della nostra piattaforma e delle nostre capacità di monetizzazione. Ci impegniamo a costruire insieme una solida strategia Programmatic che possa essere declinata anche su questi nuovi mercati», ha aggiunto Rogier Lammers, Senior Director Business Development per l’area Nordics di Improve Digital.

Improve Digital ha recentemente annunciato anche un accordo con Level Up Media, in virtù del quale la società ad-tech guidata da Joelle Frijters metterà a disposizione dell’editore lo strumento 360 Polaris per monetizzare l’offerta video sulla proprietà digitale dingit.tv (leggi l’articolo).

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