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Le aziende in USA e UK spendono più in martech che in stipendi

Oggi nella nostra rassegna parliamo degli investimenti delle aziende in marketing tecnologico, di gestione in-house della comunicazione e di un’acquisizione di DoubleVerify.

Le aziende spendono più in martech che in stipendi

Oggi le aziende spendono più in tecnologie di marketing che in stipendi per il proprio staff. E’ quanto rivela una ricerca condotta da Gartner in UK e USA. Secondo i dati dello studio, i marketer lo scorso anno hanno speso il 29% dei loro budget (nella cifra non sono incluse spese media o fee di agenzia) in martech, a fronte di un 24% di risorse destinate al pagamento dei dipendenti. Nel 2017, le percentuali erano, rispettivamente, il 22% e il 27%. Leggi di più su MarTech Today.

DoubleVerify si rafforza nella brand safety con un’acquisizione

DoubleVerify, società di ad tech specializzata nelle misurazioni, ha annunciato l’acquisto di Leiki, agenzia finlandese attiva nella classificazione dei contenuti. Leiki sfrutta l’intelligenza artificiale per analizzare testi, come notizie complesse o video contestuali, attraverso una tecnologia che DoubleVerify potrà ora utilizzare per classificare i contenuti e filtrare le offerte pubblicitarie su determinati posizionamenti. Grazie all’acquisizione, DoubleVerify potrà analizzare contenuti in 40 lingue, e rafforzare la propria presenza nell’Europa Orientale e nei mercati scandinavi e russi. Leggi di più su AdWeek.

Babbel: «A volte gestire la comunicazione in-house è più semplice che affidarla alle agenzie»

In certi settori merceologici “di nicchia”, gestire la comunicazione in-house è più semplice che affidarla alle agenzie. A pensarlo è Julie Hansen, CEO di Babbel U.S., che, intervistata da Digiday, ha detto la sua sul tema dell’internalizzazione delle attività data-driven. «Facciamo da noi ricerche e strategia. Utilizziamo le agenzie per gli acquisti media in tv e radio. Abbiamo uno strumento per gli acquisti SEM ma li gestiamo internamente. Il resto lo facciamo tutto in-house. L’apprendimento di una lingua è un’attività di nicchia. Selezionare un’agenzia e spiegarle il mondo dell’apprendimento delle lingue richiede tempo, si fa prima a sviluppare le capacità internamente». Leggi di più su Digiday.

Intelligenza artificiale a supporto dell’analisi dei dati: nasce la tech company Datrix

Dall’esperienza di 3rdPlace (PMI attiva dal 2010 in ambito user & customer AI) e FinScience (startup specializzata nell’investment AI), nasce Datrix, una nuova tech company integrata, orientata al data-driven.

Forti dei qualificati investitori privati provenienti dai mondi del private equity, investment banking e big data, di una lunga esperienza nel campo degli analytics, della customer centricity e del fintech, confermata dallo sviluppo di importanti progetti per conto di diverse aziende multinazionali, e dalla partecipazione come partner tecnologico dei consorzi europei Horizon 2020, le due società, infatti, hanno deciso di unire le forze in una nuova capogruppo operativa che integra ed esalta le loro abilità, competenze, esperienze e soluzioni di Artificial Intelligence.

«Non si tratta di una fusione ma di una operazione societaria che vede raggruppate sotto lo stesso brand Datrix sia 3rdPlace che Finscience – spiega a Programmatic Italia il Chief Marketing Officer & Partner Datrix Marco Belmondo -. Gli azionisti di 3rdPlace e FinScience sono saliti nella capogruppo Datrix che ha assunto un ruolo non solo finanziario, ma anche operativo. 3rdPlace e FinScience sono quindi società totalmente controllate da Datrix, che però continuano a operare nei loro mercati di riferimento».

“La profonda conoscenza di modelli e tecniche di trattamento del dato configura per Datrix un ruolo di partner realmente abilitante per la crescita aziendale data driven – spiega la società in una nota -, grazie all’attitudine a portare innovazione, soprattutto attraverso la combinazione azionata da algoritmi di machine learning di dati tradizionali e Alternative Data (dati veramente “big” e spesso non strutturati che provengono dagli ambienti digitali come social, blog, forum, piattaforme di e-commerce, mappe, …) e la puntuale individuazione e la selezione dei segnali forti (main signals) e deboli (weak signals) ma con potenzialità notevoli in virtù della autorevolezza delle fonti e della velocità di diffusione”.

Le aziende italiane e internazionali potranno utilizzare 3rdEye e DataLysm, le soluzioni di Data Governance & Digital Empowerment, di Data Intelligence e di Data Modeling messe a punto da 3rdPlace nel corso degli ultimi anni o sfruttare le informazioni provenienti dalla Alternative Data Analysis (per analisi di mercato finalizzate al lancio di nuovi prodotti e/o Paesi oppure in ottica ESG).

«Datrix non è la semplice somma delle parti 3rdPlace e FinScience. È il passo opportuno e necessario per fornire in modo integrato alle aziende le soluzioni, i servizi e le competenze nelle tre aree di Data Governance & Digital Empowerment, Data Intelligence & MarTech Solutions, Data Modeling & Monetization di cui oggi hanno bisogno – afferma Fabrizio Milano d’Aragona, co-fondatore di Datrix -. La holding operativa Datrix consolida e struttura l’humus esperienziale maturato sul campo da un gruppo di pionieri dell’analisi del dato aziendale che, nel corso degli anni, ha ricevuto importanti riconoscimenti dal mercato e dai media. La sinergia tra dati alternativi e di trend e dati user & customer unita alla capacità di raccoglierli, trattarli e analizzarli, rappresenta oggi un fattore distintivo nel mercato e una opportunità di rapida crescita per soluzioni fortemente scalabili e su target ad alto potenziale».

Un’offerta (anche) a sostegno del marketing

Ma in cosa consiste l’offerta MarTech della società? Lo abbiamo chiesto a Fabrizio Milano d’Aragona. «Si tratta del supporto alle strategie di marketing aziendale attraverso la tecnologia. In particolare, l’analisi dei dati che in qualche modo riguardano i consumatori, in generale i clienti, attuali e prospect, dell’azienda. Dunque, non forniamo dati ma li analizziamo e li sintetizziamo, con particolare attenzione agli Alternative Data, attraverso DMP e tool proprietari, con l’obiettivo di generare informazioni utili al miglioramento e all’incremento del business aziendale».

«La nostra metodologia – prosegue il manager – può interessare diverse aree aziendali (commerciale, logistica, marketing, finanza), il marketing, per esempio, ne gode in caso di lancio di nuovi prodotti, di apertura di nuovi mercati sia in fase preliminare che, soprattutto, on going per verificare la bontà della strategia ed, eventualmente, migliorarla».

Con un management di alto livello, proveniente da Google e dal mondo della finanza, e una selezione di più di 50 risorse (Data Scientist, Data Analyst, Project Manager e Sviluppatori distribuiti nelle sedi di Milano, Roma e Cagliari), Datrix si pone come data driven partner anche per le medie e piccole aziende che vedono nel digitale un fattore di crescita.

Oltre al reclutamento di nuove risorse specializzate grazie alle partnership sviluppate con Università e Centri di Ricerca, la strategia di Datrix prevede anche un piano di acquisizione strategica di realtà già presenti sul mercato nazionale e internazionale. “In questo caso – spiega la società nella nota -, il management di Datrix opererà secondo una logica di inclusione intelligente che faccia leva sulle complementarietà delle competenze con il fine esclusivo di ampliare le prospettive e contribuire alla distinzione sul mercato”.

Lastminute.com con intarget per il programmatic e la valorizzazione dei dati

Lastminute.com e intarget, una partnership all’insegna della marketing technology: è quella che già dal 2018 ha visto l’agenzia guidata da Nicola Tanzini supportare lastminute.com nello sviluppo della strategia di programmatic advertising e nella valorizzazione dei dati raccolti, con l’obiettivo primario di rendere più performante l’attività di lead generation.

Grazie alle otto certificazioni nel programma Google Marketing Platform Partners ottenute da Mountain View, intarget ha potuto offrire una gamma completa di servizi martech alla società specializzata nel travel online, con, in particolare, un focus sui tool di Google Analytics.

Il vantaggio nell’utilizzo di strumenti di martech su misura si riscontra nella riduzione dei costi pubblicitari per l’acquisizione di nuovi clienti online, a dimostrazione di come una pianificazione intelligente porti ad un prezzo più ragionevole e adeguato per ogni lead.

«Sviluppiamo campagne per milioni di clienti in 40 Paesi ed eravamo alla ricerca di un partner che ci consentisse di dare un valore a ogni click che otteniamo per ottimizzare i nostri investimenti» afferma Marco Corradino, Coo e Board member lastminute.com group. «Abbiamo scelto intarget per la sua forte tensione all’innovazione nelle tecnologie al servizio del marketing e la sua vocazione internazionale, il lavoro ed il team che intarget ha dedicato a lastminute ci ha permesso di migliorare le nostre performance nella lead generation».

«Grazie all’elevata competenza nell’utilizzo delle API disponibili dalle piattaforme Google è stato possibile automatizzare ed ottimizzare diversi processi che ci hanno permesso di supportare lastminute.com nella gestione di oltre un milione di keywords per raggiungere clienti di quasi 10 lingue diverse», dice invece Antonio Procopio, Cto di intarget.

la partnership con Lastminute sottolinea l’impegno crescente di Intarget nel settore delle marketing technologies, al centro dell’interesse del settore della comunicazione. «In un mercato sempre più complesso diventa fondamentale la capacità di gestire e analizzare i dati, per garantire agli investitori pubblicitari la possibilità di essere competitivi. Per questo l’adozione di soluzioni di marketing automation sarà al centro delle strategie nel mercato advertising nel 2019. Grazie alle 8 certificazioni ottenute da Google e a un team internazionale che vede sedi all’estero, come a Lugano per l’area DACH e a Shanghai per la Cina, intarget è in prima linea in questo settore sia in Italia che all’estero» conclude Nicola Tanzini, Founder e Ceo di intarget.

Il mercato scommette sul mar-tech: nel 2018 le acquisizioni sono aumentate del 90%

«Le attività di Mergers and Acquisitions nel 2018 dimostrano che il grande panorama del mar-tech ha preso forma e che il 2019 vedrà le aziende passare dal facilitare l’incontro tra le tecnologie e la gestione del marketing all’effettiva integrazione nei sistemi d’impresa». A dirlo è Greg Paull, responsabile e co-founder di R3, commentando i risultati della ricerca 2018 sul M&A della società di consulenza.

Osservando le operazioni concluse nell’anno appena passato, R3 ha notato un aumento del 144% della spesa globale in fusioni e acquisizioni tra società di ambito pubblicitario; spesa che ha raggiunto la cifra di 33 miliardi di dollari nel 2018. Ma solo il 20% delle transazioni ha coinvolto holding, ora forse più concentrate a consolidare e riorganizzare i propri asset: l’unica società di questo tipo ad entrare nella top 5 dei player che hanno speso di più è IPG, al terzo posto dietro Adobe (il top global spender) e Alibaba, e seguita da AT&T e Accenture.

Ecco le principali operazioni del settore:

  • Adobe ha acquisito ad ottobre Marketo per 4,75 miliardi di dollari;
  • Alibaba ha comprato una quota minoritaria della società digital Focus Media a luglio, per 2,2 miliardi di dollari;
  • IPG ha acquistato a luglio il player martech Acxiom per 2,3 miliardi, ma nel corso dell’anno ha fatto anche altro shopping – la digital agency brasiliana Cappuccino, l’agenzia social londinese That Lot, ARC Public Relations e Hurrah Productions;
  • AT&T ha comprato AppNexus per 1,6 miliardi di dollari;
  • Accenture ha speso complessivamente 1,2 miliardi di dollari per 11 diversi acquisti.

Ampliando lo sguardo alla top 15 delle società che più hanno speso in fusioni e acquisizioni, troviamo altre holding pubblicitarie: Dentsu (7° posto, 970 mila dollari spesi), Omnicom (10°, 558 mila) e WPP (14°, 464 mila).

I settori più “richiesti”

Tra i settori che hanno visto più operazioni, c’è proprio quello del mar-tech e delle agenzie digitali full-service: nel 2018 gli acquisti in questi campi hanno registrato un aumento a livello globale, rispettivamente, del 95% e del 90%, mentre le acquisizioni di agenzie creative e media sono scese del 28% e del 30%. Secondo lo studio, è sceso anche il valore economico delle agenzie creative, -48%, mentre è aumentata la domanda di case di produzione. Balzo per le società di CRM: gli investimenti in player specializzati è cresciuto del 450%.

Dentsu Aegis Network punta sul martech con un’acquisizione da 150 milioni di dollari

All’indomani dell’acquisizione di Videobeat Networks, agenzia tedesca full-service per campagne video data-driven, Dentsu Aegis Network continua a rafforzarsi nel mondo del martech con un’ulteriore acquisto.

Stavolta si tratta dell’agenzia digitale statunitense DEG, fornitore di soluzioni di marketing data-driven. DEG, ha annunciato la holding in una nota stampa, si unirà ad Isobar, e prenderà il nome di “DEG, Linked by Isobar”.

Secondo indiscrezioni del Wall Street Journal, Dentsu Aegis Network avrebbe speso circa 150 milioni di dollari per l’acquisizione della società, che produce ricavi per 50 milioni di dollari e conta 300 dipendenti.

Una spesa non da poco, che testimonia l’intenzione della holding di affinare le competenze di Isobar nel campo delle tecnologie di marketing attraverso più fitti rapporti con piattaforme quali Salesforce e Adobe, punto di forza dell’offerta di DEG: l’agenzia ha infatti una grande esperienza nella costruzione e gestione di contenuti pubblicitari e asset ecommerce su entrambe le piattaforme, assistendo i clienti nell’operatività e nel tracciamento delle loro attività di marketing, customer service, vendite ed ecommerce.

Il CEO di DEG Neal Sharma continuerà a guidare l’agenzia e riporterà a Deb Boyda, CEO di Isobar US.

Dentsu Aegis Network continua dunque a investire nel mondo del digital marketing e in quello di data e analytics. Negli ultimi anni la holding ha acquisito diverse realtà del settore, tra cui la content agency John Brown Media, l’agenzia indipendente DWA specializzata nella comunicazione B2B, la sigla di marketing digitale Cardinal Path, l’azienda di CRM e performance marketing Merkle e la piattaforma indipendente di programmatic Accordant Media.

Selligent Marketing Cloud, Maria Carrelli nuova Senior Director per il Product Marketing

Selligent Marketing Cloud, piattaforma di marketing automation che permette ai brand B2C di intrattenere relazioni sofisticate con i consumatori attraverso differenti canali di comunicazione, ha un nuovo Senior Director per il Product Marketing. Si tratta di Maria Carrelli, a cui è stata affidata la responsabilità della strategia relativa a messaggi e go-to-market del prodotto globale Selligent in linea con la crescita aziendale.

La nomina segna la continua espansione di Selligent Marketing Cloud, che conta attualmente 400 dipendenti e dieci uffici in tutto il mondo.

«La ricchissima esperienza di Maria nel product marketing ne fa un’ottima aggiunta al team – ha dichiarato Nick Worth, CMO di Selligent Marketing Cloud -. La sua comprovata esperienza nel costruire una forte connessione bidirezionale tra un team di sviluppo del prodotto e i brand marketer sarà cruciale nell’educare il mercato sulle caratteristiche della nostra piattaforma e nel fornire al nostro team di prodotto un feedback critico del mercato, per guidare l’evoluzione della nostra piattaforma di marketing automation B2C».

Maria Carrelli arriva a Selligent da Emarsys, dove ricopriva il ruolo di Direttore Marketing del prodotto globale. In passato, Maria ha ricoperto varie cariche in società attive in campo tecnologico, come Criteo e Microsoft: in Criteo si occupava della supervisione e gestione della formazione di manager del global marketing per soluzioni SaaS, a sostegno di team polifunzionali che comprendevano funzioni di strategia dei clienti, vendite, marketing e prodotto; in Microsoft invece ha svolto tra gli altri il ruolo di “Evangelista della ricerca” e mansioni di product marketing per il Bing Global Product della società, promuovendo notorietà ed engagement del consumatore della marca.

«Sono molto entusiasta di entrar a far parte di Selligent Marketing Cloud in una fase così decisiva della crescita della società – ha dichiarato Maria Carrelli -. La mia carriera è stata finora all’insegna del business d’avanguardia e dell’innovazione: apprezzo tantissimo l’opportunità che Selligent mi ha offerto e contribuirò a portare le idee avvincenti del gruppo nel mercato supportando l’azienda nella crescita».

Con quale frequenza i marketer modificano la gamma di soluzioni tecnologiche usate?

La maggior parte dei marketer “aggiusta” il proprio roster di partner tecnologici almeno una volta all’anno. E’ quanto rivela una ricerca internazionale, effettuata dalla società Walker Sands Communications su 300 professionisti di marketing americani nel primo trimestre 2018.

Secondo lo studio, il 53% degli intervistati ha affermato di modificare la propria “tech stack” una o due volte all’anno. Oltre un quinto ha affermato di aggiungere nuovi servizi e soluzioni al proprio parterre tecnologico almeno una volta al mese, e uno su 10 ha detto che non ha mai aggiornato i propri prodotti martech.

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Questa frequenza nel modificare il proprio asset di strumenti tecnologici spiegherebbe, del resto, la tendenza che aziende e agenzie hanno sviluppato nel tempo a ridurre i propri partner di acquisto e vendita (DSP e SSP), fotografata da alcuni studi: in due anni il numero di SSP per editore è diminuito del 26%, e quello delle DSP per inserzionista del 40%.

Il recente scandalo Cambridge Analytica di Facebook, inoltre, insieme alla definitiva entrata in vigore del GDPR, ha portato con sé una serie di nuove preoccupazioni sulla gestione dei dati “esterni”, ossia quelli di terze parti, la cui provenienza è difficilmente controllabile. Ciò, col tempo, potebbe avere come possibile conseguenza quella di una riduzione del numero di fornitori di dati terzi e – e questo è già provato – un aumento dell’adozione delle CDP. Le CDP, acronimo che sta per Customer Data Platform, sono delle piattaforme volte alla esclusiva gestione dei dati di prima parte, ossia quelli di proprietà delle aziende, e il loro numero è raddoppiato in un anno, come testimonia la panoramica del mercato di MarTech Today.

MediaMath amplierà l’offerta con nuove acquisizioni?

Mentre MediaMath pensa a nuove acquisizioni dopo la recente iniezione di capitali, Snapchat vede crescere il valore della propria inventory agli occhi degli inserzionisti, e uno studio fotografa il sentiment delle aziende nei confronti del MarTech.

MediaMath amplierà l’offerta con nuove acquisizioni?

Grazie a un round di capitali di 225 milioni di dollari appena ottenuto, MediaMath ha a disposizione circa 180 milioni di dollari che potrà spendere su acquisizioni e sviluppo di nuovi prodotti. In particolare, secondo quanto dichiarato dal CEO Joe Zawadzki, possibili acquisizioni potrebbero avvenire nei prossimi 9-12 mesi. Tre in particolare le aree su cui il manager intende focalizzare i prossimi sforzi della società: identity, riprogettazione della supply chain e Intelligenza Artificiale. Leggi di più su AdExchanger.

Cresce per gli inserzionisti il valore della pubblicità su Snapchat

La pubblicità sulle Storie di Snapchat acquista sempre più valore agli occhi degli inserzionisti. A un costo estremamente più basso rispetto a quello dei suoi competitor, 1,88 dollari di CPM contro 19 dollari per le Storie di Instagram, garantisce comunque un alto ROI e livello di conversione. Inoltre, col tempo il social del fantasmino sta mettendo a punto delle buone funzionalità di misurazione e varie opzioni per l’acquisto self-service, altre due cose particolarmente apprezzate dalle aziende. Leggi di più su Digiday.

MarTech, le aziende ci credono ma faticano a tenere il passo con la sua evoluzione

Il MarTech è un campo in rapidissima evoluzione e, nonostante gli investimenti delle aziende in questo settore siano in crescita, molte società fanno fatica a tenere il passo con i suoi cambiamenti e novità. È quanto rivela lo studio “State of Marketing Technology 2018: Maximizing the Value of Martech Innovations”, effettuato dall’agenzia di comunicazione Walker Sands su 300 professionisti del marketing. La maggioranza dei manager (65%) conta di aumentare la propria spesa in marketing tecnologico, e il 63% ammette che questo mercato sta evolvendo a rapidissima velocità: solo il 28% dichiara che l’uso del MarTech da parte della propria azienda stia crescendo di pari passo con lo sviluppo del settore. Leggi di più su MarTech Today.

Adidas valuta l’efficacia dei suoi acquisti video su Facebook

Mentre Adidas si chiede se i suoi investimenti video su Facebook siano efficaci, Havas Media Group nomina il suo CSO globale e Forrester Research prevede un aumento a doppia cifra della spesa in martech nei prossimi 4 anni.

Adidas valuta l’efficacia dei suoi acquisti video su Facebook

Secondo indiscrezioni, Adidas avrebbe messo in pausa l’acquisto di pubblicità video su Facebook e starebbe valutando se terminare definitivamente le sue pianificazioni sulla piattaforma o riprenderle. Alla base delle sue preoccupazioni, l’idea che effettivamente gli spot possano non essere visti dagli utenti. Il brand sportivo sarebbe in particolare frustrato del fatto che Facebook condivida con gli inserzionisti troppo pochi dati per capire effettivamente l’efficacia delle campagne. Leggi di più su Digiday.

La spesa in marketing technology aumenterà nei prossimi anni. Le stime di Forrester Research

Sebbene alcune aziende stiano rimpicciolendo il loro numero di partner per tagliare i costi, complessivamente la spesa in marketing tecnology continuerà a crescere nei prossimi anni. E’ quanto stima un report di Forrester Research, secondo cui le aziende americane aumenteranno i loro investimenti nel martech del 27% nei prossimi 4 anni, fino a portare la spesa nel settore alla cifra di 122 miliardi di dollari nel 2022. Leggi di più su eMarketer.

Havas Media Group ha un nuovo chief strategy officer globale

Nomina internazionale in Havas Media Group. Greg James, già chief strategy officer per il Nord America, è stato promosso a CSO globale. Parte di Havas Group dal 2008, quando la sua compagnia, Cake, è stata acquisita ed è diventata parte della holding, lo stesso anno è stato nominato managing director US di Cake Group per poi diventare CSO US di Havas Media nel 2013. Nel nuovo ruolo globale riporterà al chief executive di Havas Media Group Peter Mears. Leggi di più su The Drum.

MarTech, uno studio fotografa ruoli e responsabilità di chi lavora nel settore

Quali sono i ruoli e le responsabilità di chi lavora nel marketing tecnologico? E quali i salari? Ci sono differenze tra la retribuzione di uomini e donne?

Una ricerca internazionale realizzata dai siti MarTech Today e Chiefmartec.com ha provato a dare risposta a queste domande, intervistando 432 professionisti del settore, la maggior parte dei quali (il 43,1%) ha dichiarato di avere un ruolo sia operativo che tecnologico.

Secondo lo studio, i ruoli di marketing technology e operations sono presenti in società di varie dimensioni: il 43% degli intervistati fa parte di aziende di più di 1000 dipendenti, il 57% di società con meno di 1000 dipendenti. Inoltre, il 49% è appartenente al settore B2B, il 16% a quello B2C, e il 35% a società che fanno sia marketing business che consumer.

Ancora, il 57,6% hanno un ruolo staff o manager, e il 41,3% sono direttori o hanno ruoli ancora più alti, l’11% sono VP o SVP.

La ricerca ha anche evidenziato che il settore sta acquisendo una sempre maggiore maturità: i partecipanti al sondaggio, infatti, hanno rivelato avere una media di 6-7 anni di esperienza nel mercato.

Per quanto riguarda i salari, il trend che purtroppo balza più all’occhio è la presenza di un “gender gap”, ossia di una certa differenza tra gli stipendi di uomini e donne.

Un gap che è meno evidente all’inizio della carriera e tra i ruoli “top”, ma che nella fascia media si fa più ampio, con solo il 35% delle donne che guadagnano più di 100 mila dollari all’anno, contro il 55% degli uomini.

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