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LinkedIn, novità su Campaign Manager per il targeting

LinkedIn ha annunciato una serie di novità su Campaign Manager, volte a rafforzare le funzioni di targeting pubblicitario.

La prima è l’aggiunta, sulla dashboard di Campaign Manager, di insight sulle stime delle audience. Una nuova possibilità che consente ai brand di avere un più rapido accesso alla costruzione del proprio pubblico target, con l’opzione anche di personalizzare il pannello di forecasting per mostrare specifici dati di targeting, come mercati di riferimento, anni di esperienza o dimensioni dell’azienda. “Combinandoli con i contatti caricati su Matched Audiences, i brand potranno essere sicuri di stare non solo erogando pubblicità a specifici prospect che stanno cercando di raggiungere, ma anche di avere le informazioni demografiche per produrre contenuti e creatività adatti a loro”, spiega Abhishek Shirvastava, Director of Product Management di LinkedIn.

Un’altra novità è poi la possibilità per le aziende di creare queries di targeting utilizzando i termini della logica booleana (e/o) che consentiranno loro di costruire audience più ampie per le campagne, targettizzando vari aspetti come il ruolo lavorativo, la seniority o altro. Chi vuole indirizzare la propria campagna utilizzando la seniority Direttore e il ruolo Finance, fino ad ora poteva solo targettizzare in una singola campagna Direttori su ruoli Finance, mentre ora è possibile in una singola campagna raggiungere sia chi è Direttore su qualsiasi ruolo, sia chi ha un ruolo Finance ma qualsiasi seniority.

Le due novità sono a disposizione da ottobre a livello globale.

Infine, nelle prossime due settimane, LinkedIn inizierà a rendere disponibile la reportistica demografica – una delle sue metriche più popolari – anche per la compilazione di Lead Gen Form, aperture di InMail Sponsorizzate e visualizzazioni di annunci video.

LinkedIn, nel Marketing Partner Program arriva una nuova categoria

LinkedIn espande il proprio Marketing Partner Program con la nuova categoria Audience Engagement Insights.

I partner di lancio della nuova categoria sono Amobee, Annalect, Hootsuite, Ogilvy e Sprinklr, che hanno integrato nella loro offerta l’API Audience Engagement di LinkedIn, grazie alla quale potranno consentire ai propri clienti di scoprire nuove audience, capire le tipologie di contenuti da cui esse sono più attirate e vedere come questi contenuti performano rispetto ai riferimenti di mercato.

“Con questo tipo di informazioni sarà possibile perfezionare la propria strategia di contenuto e prendere decisioni più intelligenti per avere un migliore ROI dalle campagne pubblicitarie su LinkedIn e dai post organici”, scrive la Senior Product Manager di LinkedIn Amita Paul in un blog post.

Attualmente l’accesso alla API Audience Engagement del social network è limitato ai soli cinque partner del programma. I dati forniti da LinkedIn sono aggregati e non identificano singoli utenti, nel rispetto della privacy degli utilizzatori della piattaforma.

LinkedIn arricchisce Campaign Manager con nuove funzioni dedicate al marketing per obiettivi

Lo scorso novembre, LinkedIn ha avviato un importante restyling della propria suite di prodotti pubblicitari Campaign Manager, puntando sulla pubblicità per obiettivi. E con questo stesso focus, il social annuncia adesso un arricchimento dell’offerta della piattaforma adv, con l’arrivo di nuove funzioni legate a tre obiettivi di marketing: brand awareness, conversioni sul sito e candidature di lavoro.

“Queste nuove offerte sono state disegnate per continuare a rendere più semplice migliorare i risultati chiave e allinearsi meglio con gli obiettivi delle campagne – spiega LinkedIn in un blog post -. I primi risultati ci mostrano che la cosa funziona, vediamo un aumento del 67% nella soddisfazione dei consumatori, rispetto alla precedente esperienza con Campaign Manager”.

La nuova funzione di brand awareness offre agli inserzionisti un’opzione specificamente pensata per le campagne della parte alta del funnel, aiutandoli ad aumentare la propria “share-of-voice” sul social. Le campagne di Brand Awareness hanno un costo a CPM.

La funzione dedicata alle conversioni sul sito, invece, è stata rafforzata attraverso una maggiore integrazione con i già esistenti strumenti di tracciamento delle conversioni. Adesso sarà possibile creare campagne ottimizzate per specifiche azioni sul sito, come acquisti, download o registrazioni ad eventi.

Infine, LinkedIn apre Campaign Manager ai clienti di LinkedIn Talent Solutions, la sua suite di strumenti per la selezione e la ricerca del personale, offrendo ai professionisti delle risorse umane la possibilità di attivare campagne volte alla raccolta di candidature di lavoro complete sia via LinkedIn sia tramite il sito dell’azienda.

Infine, il social ha anche annunciato il lancio di una funzione per l’ottimizzazione del prezzo dei click in funzione degli obiettivi di marketing dell’inserzionista. “Se l’azienda selezionerà le visite al sito come obiettivo, pagherà per i click che atterreranno sulla landing page. Per le campagne di engagement social, il prezzo sarà invece ottimizzato per tutte le attività social (like, commenti, condivisioni, etc.)”, spiega la piattaforma.

Come è evoluta la pubblicità su LinkedIn [INFOGRAFICA]

Dai primissimi annunci nel 2005 a oggi, LinkedIn ha compiuto vari passi avanti nella costruzione di un’offerta di soluzioni per i brand capace di consentire loro di raggiungere il pubblico di riferimento sia in maniera organica che paid.

Negli ultimi anni, il social dei professionisti ha iniziato ad approcciare in maniera sempre più sistematica anche l’analisi del dato, e il suo utilizzo per rendere più efficiente ed efficace la pubblicità, mettendo a punto strumenti in grado di permettere ai brand di conoscere in maniera sempre più approfondita gli utenti.

Nell’infografica che segue, realizzata da LinkedIn, una sintesi di come è evoluta l’offerta pubblicitaria del social negli ultimi 14 anni.

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Su LinkedIn si potrà misurare la pubblicità video con Moat Analytics

LinkedIn ha annunciato la disponibilità, sulla sua piattaforma, delle misurazioni delle campagne video attraverso Moat Analytics.

La soluzione, di proprietà di Oracle Data Cloud, consentirà agli inserzionisti del social di “misurare coerentemente le metriche di viewability delle loro campagne pubblicitarie su molteplici piattaforme – spiega LinkedIn in un blog post -. Utilizzando l’integrazione con Moat Analytics, gli inserzionisti di LinedIn potranno validare l’accuratezza delle loro metriche e confrontare i risultati delle campagne video sulle varie piattaforme in un unico luogo e flusso di lavoro”.

L’integrazione offrirà la possibilità di misurare le metriche di viewability degli annunci ed anche di verificare la qualità del traffico.

Sempre a proposito di misurazioni, LinkedIn ha recentemente reso disponibili nuove metriche “di attenzione”, che tengono in conto segnali come la capacità degli annunci di essere sentiti (audibility). “Con una migliore comprensione delle metriche di visibilità e udibilità che le vostre campagne producono, sarete capaci di determinare in maniera più approfondita quali messaggi catturano meglio il vostro pubblico”, spiega il social.

L’integrazione di Moat Analytics e LinkedIn è già disponibile sui clienti di entrambe le società.

LinkedIn si rafforza su identity e misurazioni con una nuova acquisizione

LinkedIn ha annunciato di avere avviato un accordo per l’acquisizione di Drawbridge, piattaforma specializzata nella digital identity che utilizza l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning per fornire soluzioni di marketing, customer experience e sicurezza.

L’acquisizione, di cui non si conosce il valore economico, dovrebbe chiudersi entro la fine di giugno.

“Crediamo che il team e la tecnologia di Drawbridge possano consentirci di dare una spinta alle capacità della nostra piattaforma Marketing Solutions, aiutando i nostri clienti a raggiungere e comprendere meglio il loro pubblico di professionisti ed a misurare in maniera più accurata il ROI delle loro campagne su mobile e desktop”, spiega LinkedIn in un blog post.

In particolare, l’apporto della società consentirà al social di migliorare il matching delle audience sul suo Audience Network e di affinare le proprie tecniche di attribuzione, aiutando così i suoi inserzionisti a targettizzare più efficacemente il pubblico e misurare i risultati delle campagne sui vari canali e dispositivi.

Il social sottolinea che questa novità non apporterà cambiamenti alla sua data policy: “Man mano che provvederemo a integrare la tecnologia di Drawbridge in LinkedIn, dopo la chiusura dell’accordo, continueremo a mantenere l’alto livello di controllo che membri e clienti hanno sui dati che scelgono di condividere con noi”.

Circa due mesi fa, LinkedIn aveva annunciato un rafforzamento della propria offerta di targeting pubblicitario con due nuove soluzioni, una basata sulle audience lookalike, l’altra sui dati di ricerca di Bing.

LinkedIn punta sulla trasparenza con un nuovo strumento per gli utenti

Quello della privacy e della trasparenza è uno dei temi caldi dell’industria digitale, e le grandi piattaforme social hanno imparato a dover fare i conti con esso, mettendo a punto soluzioni e approcci volti a rendere chiaro e comprensibile agli utenti come vengono erogate le campagne pubblicitarie e quali dati personali sono eventualmente utilizzati a questo scopo.

Così, dopo Google e Facebook, un altro social annuncia la propria personale mossa sul tema. Si tratta di LinkedIn, con il lancio di un nuovo strumento dedicato ai propri utenti.

Sulle pagine del social dei professionisti arriva infatti un nuovo tipo di schede, le schede Ads, su cui gli iscritti potranno vedere tutti i Contenuti Sponsorizzati (campagne native pianificate sul feed della piattaforma) che i brand hanno diffuso su LinkedIn nei precedenti sei mesi. Gli utenti potranno cliccare su questi annunci, ma in questo caso ai brand non verrà chiesto il pagamento dell’annuncio, e il click non verrà considerato a fini di reportistica.

“Le nuove schede Ads sono costruite sulla scia di altri simili strumenti che abbiamo recentemente introdotto per aiutare i nostri iscritti a capire e controllare le loro esperienze pubblicitarie, incluse nuove impostazioni degli annunci cui ogni utente può accedere dal proprio account LinkedIn – ha spiegato la società in un blog post -. Le schede Ads sono il primo di svariati futuri aggiornamenti volti a fornire ai nostri membri informazioni utili sulla pubblicità che vedono su LinkedIn“.

Lo strumento sarà disponibile per tutti gli utenti a livello globale nel corso delle prossime settimane.

LinkedIn potenzia la sua offerta pubblicitaria con tre aggiornamenti

LinkedIn aggiorna la sua offerta pubblicitaria. Il social network professionale ha introdotto due nuove funzioni di targeting, una basata sulle audience lookalike, l’altra sui dati di ricerca di Bing, e oltre 20 modelli di audience B2b. La società ha dichiarato di aver testato queste soluzioni negli ultimi mesi e che esse saranno disponibili a tutti gli inserzionisti nelle prossime settimane.

Le nuove audience lookalike permettono alle aziende di raggiungere gli utenti LinkedIn che hanno gli stessi tratti del “cliente ideale” dell’inserzionista, basandosi sulla loro somiglianza ai clienti esistenti, ai visitatori del sito dell’azienda e ai profili obiettivo. La società sostiene che questa soluzione di targeting aiuterà i marketer a raggiungere in scala pubblici con maggiori probabilità di conversione e che gli utenti beta sono stati in grado di migliorare la portata delle loro compagne da cinque a dieci volte.

Il secondo aggiornamento potenzia la funzione di targeting per interessi introdotta a gennaio (leggi l’articolo dedicato), integrando i dati di ricerca delle ricerche effettuate su Bing. Gli inserzionisti saranno in grado di colpire gli iscritti al social network basandosi non solo sui loro interessi professionali su LinkedIn ma anche sugli argomenti professionali e sui contenuti con cui interagiscono sul motore di ricerca di Microsoft.

L’ultima novità riguarda i nuovi modelli di audience predefiniti, oltre venti, che includono caratteristiche come competenze, cariche lavorative e gruppi LinkedIn. I template possono essere attivati con un clic, ottimizzando i tempo di impostazione delle campagne.

Audience Network, targeting e gestione self-service: ecco come viene usato LinkedIn dai brand

Come viene usato LinkedIn dai brand? La risposta ci arriva dallo stesso social.

Con l’intento di avere feedback sull’utilizzo della propria piattaforma da parte degli inserzionisti, qualche mese fa LinkedIn ha aperto un sondaggio rivolto alle aziende, per indagare strumenti utilizzati e finalità e modellare così la propria strategia di sviluppo nell’anno corrente. Il risultato è stata una visione interessante su quelle che sono le priorità dei marketer sul social network “pro” e le soluzioni della sua offerta su cui è necessaria più assistenza. Vediamo insieme le principali evidenze dello studio.

Alla domanda “quali sono i tuoi principali obiettivi di marketing?”, l’anno scorso gli intervistati avevano per lo più risposto la “brand awareness”. Ora questo goal è stato scavalcato dalla “generazione di lead“, mentre più giù nella classifica troviamo “creare contenuti migliori“, “dimostrare una leadership di pensiero” e “capire meglio il ROI di marketing“.

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Interessante anche il quesito su “cosa conti di raggiungere su LinkedIn?”. Se la maggior parte delle aziende ha dichiarato “costruire una base utenti per la mia pagine“, pure quasi la metà ha dichiarato di voler “padroneggiare Campaign Manager“, la piattaforma self-service di marketing del social, “ottimizzare le proprie campagne” e “migliorare le performance di annunci Video e Carousel“.

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Ancora, LinkedIn ha indagato l’esigenza di ricevere maggior supporto su specifiche sue soluzioni pubblicitarie. Alla domanda “Su quali prodotti di LinkedIn vorresti più aiuto”, il 40% ha risposto Audience Network, seguito dalla soluzione di targeting Matched Audiences e dai form per la Lead Generation. Parecchio in basso nella classifica, con un 20% di risposte, gli annunci Programmatic Display.

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L’infografica completa con i risultati dello studio è accessibile a questo link.

Su LinkedIn arriva il targeting basato sugli interessi

Dopo oltre tre mesi di beta test, è ora disponibile sulla piattaforma pubblicitaria self-service Campaign Manager di LinkedIn il targeting basato sugli interessi.

“La segmentazione sulla base degli interessi consente di raggiungere i membri [di LinkedIn] con annunci rilevanti che si abbinano ai loro interessi professionali, in relazione ai contenuti che condividono o con cui interagiscono su LinkedIn – spiega la società in un blog post -. Con queste opzioni aggiuntive, è possibile raggiungere ancora più facilmente i propri obiettivi di campagna e aumentare il business”. I test condotti finora hanno dato ottimi risultati, con picchi del +25% del CTR.

In particolare, il social metterà a disposizione degli inserzionisti oltre 200 categorie di interessi professionali, come “intelligenza artificiale”, “economia globale”, “customer experience” e così via.

Le nuove segmentazioni in base agli interessi vanno ad aggiungersi alle altre opzioni di targeting di LinkedIn su Campaign Manager, come la localizzazione e i dati di profilo (azienda, ruolo professionale, settore di riferimento, etc.). Le aziende possono anche caricare le loro liste di indirizzi email sulla piattaforma, per trovare aziende e utenti abbinati.

La segmentazione per interessi sarà resa disponibile per tutti gli inserzionisti di LinkedIn nel corso della prossima settimana.

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