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Come è evoluta la pubblicità su LinkedIn [INFOGRAFICA]

Dai primissimi annunci nel 2005 a oggi, LinkedIn ha compiuto vari passi avanti nella costruzione di un’offerta di soluzioni per i brand capace di consentire loro di raggiungere il pubblico di riferimento sia in maniera organica che paid.

Negli ultimi anni, il social dei professionisti ha iniziato ad approcciare in maniera sempre più sistematica anche l’analisi del dato, e il suo utilizzo per rendere più efficiente ed efficace la pubblicità, mettendo a punto strumenti in grado di permettere ai brand di conoscere in maniera sempre più approfondita gli utenti.

Nell’infografica che segue, realizzata da LinkedIn, una sintesi di come è evoluta l’offerta pubblicitaria del social negli ultimi 14 anni.

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Su LinkedIn si potrà misurare la pubblicità video con Moat Analytics

LinkedIn ha annunciato la disponibilità, sulla sua piattaforma, delle misurazioni delle campagne video attraverso Moat Analytics.

La soluzione, di proprietà di Oracle Data Cloud, consentirà agli inserzionisti del social di “misurare coerentemente le metriche di viewability delle loro campagne pubblicitarie su molteplici piattaforme – spiega LinkedIn in un blog post -. Utilizzando l’integrazione con Moat Analytics, gli inserzionisti di LinedIn potranno validare l’accuratezza delle loro metriche e confrontare i risultati delle campagne video sulle varie piattaforme in un unico luogo e flusso di lavoro”.

L’integrazione offrirà la possibilità di misurare le metriche di viewability degli annunci ed anche di verificare la qualità del traffico.

Sempre a proposito di misurazioni, LinkedIn ha recentemente reso disponibili nuove metriche “di attenzione”, che tengono in conto segnali come la capacità degli annunci di essere sentiti (audibility). “Con una migliore comprensione delle metriche di visibilità e udibilità che le vostre campagne producono, sarete capaci di determinare in maniera più approfondita quali messaggi catturano meglio il vostro pubblico”, spiega il social.

L’integrazione di Moat Analytics e LinkedIn è già disponibile sui clienti di entrambe le società.

LinkedIn si rafforza su identity e misurazioni con una nuova acquisizione

LinkedIn ha annunciato di avere avviato un accordo per l’acquisizione di Drawbridge, piattaforma specializzata nella digital identity che utilizza l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning per fornire soluzioni di marketing, customer experience e sicurezza.

L’acquisizione, di cui non si conosce il valore economico, dovrebbe chiudersi entro la fine di giugno.

“Crediamo che il team e la tecnologia di Drawbridge possano consentirci di dare una spinta alle capacità della nostra piattaforma Marketing Solutions, aiutando i nostri clienti a raggiungere e comprendere meglio il loro pubblico di professionisti ed a misurare in maniera più accurata il ROI delle loro campagne su mobile e desktop”, spiega LinkedIn in un blog post.

In particolare, l’apporto della società consentirà al social di migliorare il matching delle audience sul suo Audience Network e di affinare le proprie tecniche di attribuzione, aiutando così i suoi inserzionisti a targettizzare più efficacemente il pubblico e misurare i risultati delle campagne sui vari canali e dispositivi.

Il social sottolinea che questa novità non apporterà cambiamenti alla sua data policy: “Man mano che provvederemo a integrare la tecnologia di Drawbridge in LinkedIn, dopo la chiusura dell’accordo, continueremo a mantenere l’alto livello di controllo che membri e clienti hanno sui dati che scelgono di condividere con noi”.

Circa due mesi fa, LinkedIn aveva annunciato un rafforzamento della propria offerta di targeting pubblicitario con due nuove soluzioni, una basata sulle audience lookalike, l’altra sui dati di ricerca di Bing.

LinkedIn punta sulla trasparenza con un nuovo strumento per gli utenti

Quello della privacy e della trasparenza è uno dei temi caldi dell’industria digitale, e le grandi piattaforme social hanno imparato a dover fare i conti con esso, mettendo a punto soluzioni e approcci volti a rendere chiaro e comprensibile agli utenti come vengono erogate le campagne pubblicitarie e quali dati personali sono eventualmente utilizzati a questo scopo.

Così, dopo Google e Facebook, un altro social annuncia la propria personale mossa sul tema. Si tratta di LinkedIn, con il lancio di un nuovo strumento dedicato ai propri utenti.

Sulle pagine del social dei professionisti arriva infatti un nuovo tipo di schede, le schede Ads, su cui gli iscritti potranno vedere tutti i Contenuti Sponsorizzati (campagne native pianificate sul feed della piattaforma) che i brand hanno diffuso su LinkedIn nei precedenti sei mesi. Gli utenti potranno cliccare su questi annunci, ma in questo caso ai brand non verrà chiesto il pagamento dell’annuncio, e il click non verrà considerato a fini di reportistica.

“Le nuove schede Ads sono costruite sulla scia di altri simili strumenti che abbiamo recentemente introdotto per aiutare i nostri iscritti a capire e controllare le loro esperienze pubblicitarie, incluse nuove impostazioni degli annunci cui ogni utente può accedere dal proprio account LinkedIn – ha spiegato la società in un blog post -. Le schede Ads sono il primo di svariati futuri aggiornamenti volti a fornire ai nostri membri informazioni utili sulla pubblicità che vedono su LinkedIn“.

Lo strumento sarà disponibile per tutti gli utenti a livello globale nel corso delle prossime settimane.

LinkedIn potenzia la sua offerta pubblicitaria con tre aggiornamenti

LinkedIn aggiorna la sua offerta pubblicitaria. Il social network professionale ha introdotto due nuove funzioni di targeting, una basata sulle audience lookalike, l’altra sui dati di ricerca di Bing, e oltre 20 modelli di audience B2b. La società ha dichiarato di aver testato queste soluzioni negli ultimi mesi e che esse saranno disponibili a tutti gli inserzionisti nelle prossime settimane.

Le nuove audience lookalike permettono alle aziende di raggiungere gli utenti LinkedIn che hanno gli stessi tratti del “cliente ideale” dell’inserzionista, basandosi sulla loro somiglianza ai clienti esistenti, ai visitatori del sito dell’azienda e ai profili obiettivo. La società sostiene che questa soluzione di targeting aiuterà i marketer a raggiungere in scala pubblici con maggiori probabilità di conversione e che gli utenti beta sono stati in grado di migliorare la portata delle loro compagne da cinque a dieci volte.

Il secondo aggiornamento potenzia la funzione di targeting per interessi introdotta a gennaio (leggi l’articolo dedicato), integrando i dati di ricerca delle ricerche effettuate su Bing. Gli inserzionisti saranno in grado di colpire gli iscritti al social network basandosi non solo sui loro interessi professionali su LinkedIn ma anche sugli argomenti professionali e sui contenuti con cui interagiscono sul motore di ricerca di Microsoft.

L’ultima novità riguarda i nuovi modelli di audience predefiniti, oltre venti, che includono caratteristiche come competenze, cariche lavorative e gruppi LinkedIn. I template possono essere attivati con un clic, ottimizzando i tempo di impostazione delle campagne.

Audience Network, targeting e gestione self-service: ecco come viene usato LinkedIn dai brand

Come viene usato LinkedIn dai brand? La risposta ci arriva dallo stesso social.

Con l’intento di avere feedback sull’utilizzo della propria piattaforma da parte degli inserzionisti, qualche mese fa LinkedIn ha aperto un sondaggio rivolto alle aziende, per indagare strumenti utilizzati e finalità e modellare così la propria strategia di sviluppo nell’anno corrente. Il risultato è stata una visione interessante su quelle che sono le priorità dei marketer sul social network “pro” e le soluzioni della sua offerta su cui è necessaria più assistenza. Vediamo insieme le principali evidenze dello studio.

Alla domanda “quali sono i tuoi principali obiettivi di marketing?”, l’anno scorso gli intervistati avevano per lo più risposto la “brand awareness”. Ora questo goal è stato scavalcato dalla “generazione di lead“, mentre più giù nella classifica troviamo “creare contenuti migliori“, “dimostrare una leadership di pensiero” e “capire meglio il ROI di marketing“.

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Interessante anche il quesito su “cosa conti di raggiungere su LinkedIn?”. Se la maggior parte delle aziende ha dichiarato “costruire una base utenti per la mia pagine“, pure quasi la metà ha dichiarato di voler “padroneggiare Campaign Manager“, la piattaforma self-service di marketing del social, “ottimizzare le proprie campagne” e “migliorare le performance di annunci Video e Carousel“.

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Ancora, LinkedIn ha indagato l’esigenza di ricevere maggior supporto su specifiche sue soluzioni pubblicitarie. Alla domanda “Su quali prodotti di LinkedIn vorresti più aiuto”, il 40% ha risposto Audience Network, seguito dalla soluzione di targeting Matched Audiences e dai form per la Lead Generation. Parecchio in basso nella classifica, con un 20% di risposte, gli annunci Programmatic Display.

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L’infografica completa con i risultati dello studio è accessibile a questo link.

Su LinkedIn arriva il targeting basato sugli interessi

Dopo oltre tre mesi di beta test, è ora disponibile sulla piattaforma pubblicitaria self-service Campaign Manager di LinkedIn il targeting basato sugli interessi.

“La segmentazione sulla base degli interessi consente di raggiungere i membri [di LinkedIn] con annunci rilevanti che si abbinano ai loro interessi professionali, in relazione ai contenuti che condividono o con cui interagiscono su LinkedIn – spiega la società in un blog post -. Con queste opzioni aggiuntive, è possibile raggiungere ancora più facilmente i propri obiettivi di campagna e aumentare il business”. I test condotti finora hanno dato ottimi risultati, con picchi del +25% del CTR.

In particolare, il social metterà a disposizione degli inserzionisti oltre 200 categorie di interessi professionali, come “intelligenza artificiale”, “economia globale”, “customer experience” e così via.

Le nuove segmentazioni in base agli interessi vanno ad aggiungersi alle altre opzioni di targeting di LinkedIn su Campaign Manager, come la localizzazione e i dati di profilo (azienda, ruolo professionale, settore di riferimento, etc.). Le aziende possono anche caricare le loro liste di indirizzi email sulla piattaforma, per trovare aziende e utenti abbinati.

La segmentazione per interessi sarà resa disponibile per tutti gli inserzionisti di LinkedIn nel corso della prossima settimana.

Simon Harris, Dentsu AN: «La supply path optimization può ridurre il rischio di frodi»

Oggi nella nostra rassegna si parla di supply path optimization e di dati, tra l’attacco hacker alla catena di alberghi Marriott International e i nuovi setting di LinkedIn per la privacy.

Simon Harris, Dentsu AN: «La supply path optimization può ridurre il rischio di frodi»

L’header bidding ha reso comune per un’inserzionisti vedere la stessa impression diverse volte, visto che parecchi editori adesso offrono la singola impression su svariate SSP per aumentare i ricavi. Questo, secondo Simon Harris, head of programmatic activation at Dentsu Aegis Network, solleva una domanda per i buyer: qual è il migliore exchange tramite cui acquistare? Domanda lecita, che ha peraltro portato la tecnica della supply path optimization (SPO) a diventare un tema caldo del mercato programmatico quest’anno, anche come possibile soluzione al rischio di frodi. Leggi di più su AdExchanger.

Marriott International, a rischio i dati di oltre 500 milioni di clienti

Il problema della fuga di dati personali colpisce ancora. Stavolta ad esserne coinvolto è stato il colosso alberghiero Marriott International: attraverso una falla nella sicurezza del sistema di prenotazioni degli alberghi Starwood Hotels and Resorts, infatti, sono stati hackerati i dati personali di fino a 500 milioni di clienti. Tra le informazioni compromesse, nomi, indirizzi di posta e email, numeri di telefono, numeri di passaporto, e date di nascita. Nel caso di alcuni clienti, inoltre, il database attaccato conteneva anche numeri e date di scadenza di carte di pagamento, sebbene questo tipo di informazione – a detta dell’azienda – sarebbe stato criptato. Leggi di più su Variety.

LinkedIn non consentirà più di esportare gli indirizzi email dei contatti

LinkedIn ha introdotto nuovi setting per la privacy, che consentono agli utenti di scegliere se i loro indirizzi email possono essere esportati o meno dai loro contatti. L’opzione è di default su “no”. La novità potrà avere impatto anche sugli inserzionisti del social network, che fino ad ora potevano utilizzare gli indirizzi email esportati dai loro contatti LinkedIn per targettizzare annunci sia sulla piattaforma che fuori. Leggi di più su Marketing Land.

LinkedIn punta sulla pubblicità per obiettivi col restyling della suite adv

A pochi giorni dalla pubblicazione della trimestrale di Microsoft, che ha evidenziato per LinkedIn un aumento delle entrate del 33% nel Q3 2018, il social network dei professionisti ha annunciato la disponibilità in beta pubblico della nuova versione di Campaign Manager.

La piattaforma pubblicitaria self service, tramite cui gli inserzionisti di LinkedIn gestiscono e misurano le campagne acquistate sul social network, ha infatti adesso una veste completamente rinnovata, volta a “rendere più facile per i nostri clienti comprendere cosa succede quando essi acquistano campagne su di noi”, spiega Nitin Julka, Group Product Manager di LinkedIn.

In particolare, la nuova versione di Campaign Manager è ora maggiormente votata alla pubblicità “objective-based”, ossia “per obiettivi”. Invece che far scegliere al cliente uno specifico formato o prodotto pubblicitario per una campagna, la piattaforma facilita adesso la selezione della soluzione migliore sulla base dell’obiettivo cui punta l’inserzionista, per esempio la generazione di brand awareness, o piuttosto il direct response.

Direttamente legata a questo è la scelta di LinkedIn, con la nuova piattaforma, di far pagare gli inserzionisti sulla base dei KPI, invece che attraverso un costo fisso. A partire dalla metà del 2019, il social farà selezionare ai brand specifici obiettivi pubblicitari per il pagamento.

Al di là di questi cambiamenti “strutturali”, il restyling è anche grafico, con un nuovo layout progettato per rendere più facile l’utilizzo della piattaforma e schermate unificate per targeting, budgeting e forecasting in tempo reale, oltre a nuove anteprime dal vivo per la creazione degli annunci.

La virata verso la pubblicità in base agli obiettivi servirà come fondamento per altre innovazioni future, come ha sottolineato Julka, “volte a rendere più facile e intuitivo lanciare campagne e raggiungere gli obiettivi di business attraverso Campaign Manager. Questa nuova esperienza sarà disponibile per tutti i clienti a partire dal 14 novembre”.

LinkedIn, il formato Dynamic Ads ora disponibile in modalità self service

Il formato pubblicitario native Dynamic Ads di LinkedIn è ora ufficialmente disponibile su Campaign Manager, la piattaforma self service del social network. Le aziende che utilizzano la soluzione adv saranno ora in grado di creare campagne, gestirle e tracciarle in maniera totalmente autonoma attraverso la piattaforma.

La caratteristica principale del formato Dynamic Ads è che è in grado di personalizzare automaticamente il messaggio sulla base delle informazioni contenute all’interno dei profili degli utenti, come l’azienda di appartenenza e il ruolo professionale, consentendo di raggiungere il pubblico più idoneo per una comunicazione. Inoltre, questo tipo di formato può essere facilmente creato utilizzando dei template preimpostati e realizzato in varie lingue grazie a funzionalità di traduzione automatica.

Con questa novità, LinkedIn ha ufficialmente reso disponibili in modalità self service tutte le sue principali soluzioni pubblicitarie. “Dynamic Ads è l’ultimo formato native ad essere reso disponibile per una gestione autonoma”, spiega la società in un blog post.

I Dynamic Ads saranno disponibili su Campaign Manager per tutte le aziende entro la prossima settimana.