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GDPR: tre quarti delle aziende conta di essere conforme entro l’anno

Nella nostra rassegna di oggi parliamo di GDPR e di due mezzi in piena crescita nel mercato pubblicitario: le TV connesse e l’Out of Home.

GDPR: tre quarti delle aziende conta di essere conforme entro l’anno

Un mese e mezzo dopo la definitiva entrata in vigore del GDPR, solo il 20% delle aziende europee e americane reputa di essere completamente conforme al regolamento. Lo rivela uno studio condotto dalla società di gestione della data privacy TrustArc, secondo cui il 53% delle aziende è in fase di implementazione delle procedure di conformità e circa tre quarti conta di essere compliant entro la fine dell’anno. E tra le motivazioni che spingono le aziende ad adattarsi alla normativa europea spicca la volontà di soddisfare le aspettative del pubblico, più che di mettersi al sicuro da multe e sanzioni. Leggi di più su MarTech Today.

AppNexus “vola” nel mercato delle Connected TV

AppNexus ha ufficializzato alcuni dati relativi alle performance del suo marketplace pubblicitario su Connected TV. Rispetto allo scorso anno, nel secondo trimestre la piattaforma ha registrato una crescita del 748% relativamente a questo mezzo, e del 69% sul primo trimestre. Una crescita che riflette quanto, recentemente, le aziende stiano puntando sulle tv connesse a livello pubblicitario. La società di ad tech ha dichiarato che attualmente sulla sua piattaforma vengono transate “più di 20 miliardi di impression mensili su Connected TV, tra Smart TVs, set top box e console di gioco”. Leggi di più su The Drum.

La rinascita dell’OOH grazie a dati e digitalizzazione

In svariati mercati, l’Out of Home sta vivendo una vera e propria rinascita. Grazie a una ritrovata versatilità data dalla digitalizzazione e dai dati, le aziende stanno sempre più rivalutando questo mezzo e il suo ruolo all’interno dei loro piani media. A volte descritto come “l’ultimo mezzo di trasmissione” capace di targettizzare le persone in movimento, l’OOH riesce a offrire sia un’ampia reach, seconda forse solo alla TV, sia, grazie alla tecnologia e ai dati, la possibilità di targettizzare e raggiungere specifiche audience. Leggi di più su Warc.

Adcity (Havas Group) punta su Olivetti per le campagne OOH data-driven

Olivetti, polo digitale del Gruppo TIM, e Adcity, piattaforma di Havas Group dedicata alla pubblicità Out of Home, hanno annunciato di avere stretto un accordo per la gestione di campagne in audience planning.

I dati in mobilità forniti da Olivetti serviranno ai clienti Havas Media per selezionare gli impianti di OOH più efficaci ed efficienti sui singoli target e valutare a posteriori i risultati delle campagne. L’integrazione dei big data forniti da Olivetti ad Adcity implementerà così le funzionalità della piattaforma, consentendo di caratterizzare ulteriormente i dati legati alla misurazione dell’audience outdoor, sia nella fase precedente alla pianificazione, sia in post valutazione della singola campagna.

«La nostra Big Data Platform consente di realizzare soluzioni standard e personalizzate grazie alla combinazione di tecnologie avanzate e competenze specifiche – dichiara Giuseppe Sola, Responsabile Data Monetization Solutions Olivetti -. L’accordo con Havas Media e l’integrazione della tecnologia messa a disposizione da Adcity e dalle professionalità dell’agenzia, permettono di creare una proposizione unica nell’area dell’outdoor».

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Giuseppe Sola

«In un mondo dove le tecnologie proliferano, la differenza sta nella capacità di individuare quelle che generano valore per i propri clienti – aggiunge Stefano Spadini, CEO Havas Group Media -. Le capacità tecniche e professionali di Olivetti nell’integrare le soluzioni Big Data con la nostra piattaforma Adcity permettono di creare un vantaggio distintivo e competitivo senza eguali sul mercato».

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Stefano Spadini

L’Out of Home cresce nel mondo, trainato da dati e tecnologie

Costi relativamente bassi e tecnologie all’avanguardia: ecco quali sono i due ingredienti principali del successo dell’Out of Home.

Uno studio di WARC ha messo in luce lo stato dell’arte a livello globale del mezzo, che attualmente assorbe mediamente il 13% dei budget media delle aziende. Una quota che cambia in base alla tipologia di brand, passando dal 26% delle campagne pubbliche e non-profit al 16% dei marchi di alcolici, al 14% dei retailer, le categorie che investono di più sul canale.

La ricerca, che ha analizzato il panorama pubblicitario in diversi Paesi, Italia inclusa, ha registrato un CPM per manifesto al di sotto della media di tutti gli altri mezzi, il che spiegherebbe in parte il fatto che le campagne con budget bassi e medi sono quelle che allocano sull’Out of Home le maggiori quote di investimenti. Prezzi che comunque sono destinati ad aumentare col tempo: secondo la società, quest’anno il CPM sul mezzo aumenterà mediamente del 3,5%.

L’apporto del Digital

All’interno del settore, la parte digital sta crescendo rapidamente: quest’anno la quota digitale sulla spesa pubblicitaria OOH complessiva raggiungerà il 34,8% e, secondo WARC, si stima arriverà al 45% entro il 2021.

E sarà proprio il digitale, e la tecnologia data-driven, a segnare il futuro del mezzo, secondo il Data Editor di WARC James McDonald: «L’Out of Home è ben posizionato per avanzamenti futuri, grazie all’aumento della penetrazione del digital, che consentirà di mettere a disposizione creatività flessibili guidate da ricchi dati sul pubblico».

Il tema della raccolta dei dati

Sul tema della raccolta dei dati, tuttavia, è bene ricordare che al mezzo tocca muoversi con cautela. Recentemente, il Garante della Privacy in Italia ha stabilito che i totem pubblicitari presenti nelle stazioni ferroviarie e dotati di telecamere che analizzano le reazioni del pubblico alle campagne (oltre 500 sul territorio) dovranno informare gli utenti della presenza di tali telecamere. E, ovviamente, chi gestirà le installazioni che utilizzano tecnologie per la raccolta e l’analisi dei dati dovrà sottostare anche a norme di più ampia portata geografica, come la GDPR.

Ma al di là della conformità a norme e regolamenti, c’è anche un altro aspetto che il mezzo deve e dovrà tener presente nella raccolta dei dati: ciò che ne pensa l’utente. Secondo un’altra recente ricerca di WARC, realizzata con Toluna in UK sul tema del riconoscimento facciale, il 65,2% delle persone non ama l’idea di un’applicazione della tecnologia per la personalizzazione dei messaggi di marketing. «Le nuove tecnologie, come il riconoscimento facciale, sono state create per migliorare la shopping experience, ma le aziende dovrebbero ascoltare le preoccupazioni dei consumatori», ha detto a proposito il manager di WARC.

L’apertura al Programmatic

Intanto, da qualche tempo il mezzo ha abbracciato le tecnologie programmatiche. Alcune grandi holding pubblicitarie si sono dotate di soluzioni ad hoc, come Kinetic, la unit di WPP specializzata in marketing OOH, che ha lanciato una piattaforma per la compravendita automatizzata che raggrupperà in un unico mercato virtuale i principali proprietari di media Out-of-Home. E già diverse aziende hanno messo alla prova il mezzo da un punto di vista ad tech, come SAECO: che grazie a un accordo tra Adform e Grandi Stazioni ha potuto collegare oltre 700 schermi distribuiti nelle 12 principali stazioni italiane alla sua DSP, acquistando così spazi tradizionalmente offline in modalità programmatica.

Non da ultimo, società specializzate nell’Out of Home si sono dotate di strutture specializzate per la vendita in programmatic dei loro spazi. E’ il caso di Clear Channel, che recentemente ha stretto una partnership con Moving Up per gli spazi pubblicitari localizzati in sette aeroporti italiani, a Milano e in 30 centri commerciali. Sempre Clear Channel ha inoltre deciso di sfruttare le possibilità cross-mediali offerte dai dati, e grazie a un accordo con la DSP mobile Sonata di TAPTAP Networks, ha lanciato una piattaforma che consente di erogare agli utenti che si trovano in prossimità degli impianti OOH di Clear Channel campagne mobile in linea con quelle outdoor.

Ed a riprova che il mezzo sta assumendo un’importanza sempre maggiore, anche a livello di industry, in Italia IAB ha recentemente aperto un tavolo di lavoro dedicato al Digital OOH, finalizzato alla definizione di standard tecnici e di posizionamento per l’affissione digitale. Ne fanno parte alcuni dei player di riferimento del mercato, come IGPDecaux, Clear Channel, Grandi Stazioni, Telesia, Moving Up e le principali centrali media.

Telecamere sui totem pubblicitari: bisognerà informare il pubblico

In un mercato pubblicitario sempre più dominato dai dati, cresce l’attenzione nei confronti della protezione della privacy degli utenti, anche a livello istituzionale. E non solo sui mezzi digitali.

E di questi giorni la notizia che il Garante della Privacy ha stabilito che le colonnine pubblicitarie presenti nelle stazioni ferroviarie italiane dotate di telecamere che analizzano le reazioni del pubblico alla pubblicità (oltre 500 sul territorio) dovranno informare gli utenti della presenza di tali telecamere.

La decisione del Garante è stata presa in seguito a segnalazioni della stampa sui possibili rischi per la privacy del pubblico posti da questi dispositivi lo scorso anno. Segnalazioni a cui le aziende responsabili dei totem hanno risposto spiegando che la tecnologia utilizzata analizza solamente alcuni comportamenti, come le espressioni facciali, in maniera localizzata al singolo totem, inviando le informazioni in forma totalmente anonima a un server centrale, e che le stesse società non trasmettono in alcun modo all’esterno informazioni che possano ricondurre alle specifiche persone osservate.

Secondo il Garante, tuttavia, tale sistema effettua comunque, in qualche modo, un trattamento di dati personali, e pertanto è necessario che ne dia informazione agli utenti coinvolti. Per questo motivo, ha richiesto che su ciascun totem sia collocato un cartello che avvisi della presenza della telecamera, su cui verranno riportati i principali dettagli del trattamento dei dati effettuato, e i riferimenti per accedere all’informativa completa sul sito internet della società, raggiungibile tramite apposito QR Code.

Le società responsabili dei totem dovranno anche effettuare una manutenzione almeno semestrale della telecamera e delle sua memoria interna, per individuare eventuali tentativi di manomissione o accesso illecito.

Clear Channel Italia sceglie Moving Up per il Digital OOH data-driven

Clear Channel Italia e Moving Up annunciano la sigla di un accordo di collaborazione per la commercializzazione degli spazi pubblicitari digitali connessi al canale data-driven al fine di rafforzare la leadership della concessionaria di OOH, che detiene una quota di mercato di circa il 27%.

Attraverso questo accordo, la società specializzata in processi di trasformazione digitale diviene punto di riferimento per tutti i trading desk di aziende clienti e dei centri media che vorranno acquistare in modalità data-driven gli spazi digitali di Clear Channel Italia, localizzati presso sette aeroporti italiani – Roma Fiumicino e Ciampino, Venezia e Trevis, Bologna, Bari, Brindisi – nell’area downtown di Milano e nel circuito Bike-sharing nelle città di Milano e Verona e nei 30 centri commerciali premium distribuiti nel Paese.

Fondata nel 2015, Moving Up conta ad oggi oltre 150 milioni di pagine viste al mese e una struttura di 16 professionisti, attivi dalle tre sedi di Palermo, Roma e Milano.

«Siamo lieti che Clear Channel Italia abbia scelto la nostra proposta tecnologica e, quindi, di avvalersi del nostro approccio consulenziale per lo sviluppo di un percorso di digital transformation dei circuiti di pubblicità esterna. Siamo onorati della fiducia che ci viene accordata e confermiamo il nostro impegno a operare secondo la medesima idea di business condivisa, volta a creare standard di qualità e trasparenza per un mezzo che vive oggi il suo momento di trasformazione epocale. Rispetteremo l’identità e i valori, e consentiremo ad inserzionisti e operatori di settore di acquistare, a partire da oggi, anche in modalità data-driven», ha dichiarato il Ceo della struttura.

Paolo Dosi-Clear Channel Italia
Paolo Dosi, Ad di Clear Channel Italia

«Siamo molto contenti di questo accordo in quanto ci consente di poter accelerare l’attivazione di un nuovo canale di vendita a cui oggi non abbiamo accesso. C’è un crescente interesse da parte del mercato nel valorizzare gli impianti DOOH in termini di impression e il know-how di Moving Up è fondamentale anche per supportarci nello sviluppo interno di competenze cruciali per valorizzare al meglio i nostri asset digitali», ha aggiunto Paolo Dosi, CEO di Clear Channel Italia.

Out of home e mobile si uniscono all’insegna del data-driven: nasce Moohbile

Da un accordo tra la media company specializzata in Out of Home Clear Channel e la DSP mobile Sonata di TAPTAP Networks, nasce una nuova soluzione pubblicitaria crossmediale e data-driven.

Si chiama Moohbile, e come dice il suo nome è una fusione tra ooh e mobile, che combina gli asset di Clear Channel con le capacità della DSP specializzata nell’erogazione di campagne mobile iperlocalizzate (GPS e Beacon).

Grazie alla nuova soluzione, gli utenti che si trovano in prossimità degli impianti OOH di Clear Channel potranno visualizzare campagne mobile in linea con quelle outdoor. Tutti gli impianti di Out of Home di Clear Channel infatti sono stati inseriti nella piattaforma mobile Sonata mediante le loro coordinate GPS per poter erogare campagne mobile a tutti gli utenti che si trovano vicino ad essi, con creatitivà legate a quelle usate per l’OOH (dal semplice banner a video e soluzioni rich media). Il messaggio della campagna risulterà quindi più completo e amplificato, e sarà inoltre per la prima volta possibile misurare il livello di engagement dell’OOH con “real data” attraverso la tecnologia del geofancing e tutti gli analytics che possono essere forniti da una campagna mobile.

«I Centri media hanno espresso grande interesse per questa innovativa soluzione che fornisce ai brand uno strumento in più per essere accanto al target audience quando questo è più ricettivo – commenta Paolo Dosi, CEO di Clear Channel Italia -. Oltre alla misurabilità delle performance che consente all’OOH di fare un salto quantico, questa soluzione di comunicazione ha un elevatissimo livello di flessibilità e di forte verticalizzazione… pensate ad esempio ad una campagna OOH di un brand di cellulari e, nel contempo, all’erogazione di una campagna web che punta solo sui possessori di modelli meno recenti di un brand competitor. Questo prodotto cross media consente di realizzare progetti molto orientati all’engagement, soprattutto sfruttando l’importante asset digitale di Clear Channel formato da oltre 1700 schermi distribuiti su 7 Aeroporti, 30 Centri Commerciali Premium e nel cuore di Milano. Sono entusiasta di Moohbile perché è una soluzione che, da un certo punto di vista, esemplifica l’approccio che abbiamo adottato in Clear Channel dal 2013 per rilanciare la nostra azienda: grande apertura alle partnership e forte spinta all’innovazione».

«Siamo entusiasti di questo accordo con Clear Channel – dichiara Marco Seniga, ceo della Senxation e partner italiano di TAPTAP networks -. Negli ultimi anni abbiamo operato al fianco di clienti locali e internazionali focalizzando la nostra attività su progetti di comunicazione hyperlocal. Abbiamo messo a disposizione dei nostri clienti la possibilità di raggiungere il proprio target quando e soprattutto dove poteva essere più sensibile alla sua comunicazione: centri commerciali, stadi, durante i concerti. Questa partnership con Clear Channel esalta questo concetto e propone un efficace modello di comunicazione cross media che avrà inoltre a disposizione tutti gli elementi di analisi e misurabilità della sua efficacia».

Virgin Active personalizza la sua campagna in Tv e sul web: scelti Sky AdSmart e Cadreon

Virgin Active sceglie AdSmart di Sky Media per la sua prima campagna del 2017. E lo fa in collaborazione con Initiative, il network globale del gruppo IPG che ne gestisce la pianificazione pubblicitaria.

Il brand Virgin Active torna dunque comunicare sugli schermi tv dopo diversi anni e lancia la prima campagna televisiva realizzata internamente all’azienda e basata su AdSmart, la tecnologia sviluppata da Sky che unisce la personalizzazione e la misurabilità del web alla televisione.

La pianificazione AdSmart di Virgin Active si è inserita all’interno di una campagna che ha puntato molto anche sul digital, un altro canale in grado di assicurare diverse possibilità di geolocalizzazione, grazie al programmatic, ai social e alla Sea (search engine advertising). L’attività digital si è avvalsa in particolare di Cadreon, l’ad tech company di IPG Mediabrands, specializzata nelle attività di acquisto automatizzato di spazi.

Leggi l’articolo completo su Engage.it.

Clear Channel: via al piano europeo di espansione nel Programmatic OOH. Entro fine anno l’offerta in Italia

Clear Channel International (CCI), divisione internazionale di Clear Channel Outdoor (CCO), lancia un nuovo strumento di Programmatic Buying con offerta garantita per l’affissione, il primo nel suo genere in Europa secondo quanto dichiara in una nota la società.

Il primo mercato in cui è stata appena lanciata l’offerta è il Belgio, ma altri seguiranno, a partire dal Regno Unito a marzo. Contattata da Programmatic Italia, Clear Channel ci ha fatto sapere che in Italia la soluzione arriverà entro fine anno.

“La prima funzionalità della proposta di programmatic buying di CCI – spiega la società nel comunicato – consiste nella compravendita del suo patrimonio su base automatizzata garantita – questo offre ai media buyer la possibilità di prenotare un determinato volume di impianti ad un prezzo stabilito. I clienti possono avere accesso e acquistare pacchetti, creati in funzione dell’audience, di tutto il circuito out-of-home digitale (DOOH) di Clear Channel, in questo caso della BU belga, attraverso canali programmatic, fra cui figurano le principali DSP, Adform e una piattaforma di proprietà di Clear Channel. Il sistema è alimentato da una serie di dati esistenti sulle audience in ambito out-of-home, sia di proprietà di Clear Channel che di terzi. Offrendo soluzioni basate sull’audience, grazie all’uso di strumenti e tecnologie con cui i media buyer hanno già dimestichezza, la soluzione programmatic di Clear Channel semplifica notevolmente il processo d’acquisto dell’Out-of-Home”.

Una soluzione che pare avere riscosso delle ottime risposte da parte del mercato. In 10 giorni dal lancio, tra i media buyer che hanno scelto la soluzione ci sono stati Blue 449, Kinetic e ZenithOptimedia, che hanno acquistato campagne out-of-home digitali in Programmatic per, rispettivamente, Beobank, Deliveroo e Mercedes-Benz.

Clear Channel e il Programmatic OOH: i piani per il futuro

Lo strumento continuerà a svilupparsi mediante l’integrazione di funzionalità aggiuntive, man mano che verrà implementato a livello internazionale.

Secondo quanto fa sapere l’azienda, il Programmatic comprenderà in futuro tutti i prodotti di CCI, ivi inclusi i pannelli tradizionali e gli schermi digitali, ma si concentrerà inizialmente sul patrimonio digitale out-of-home, per la sua peculiarità di saper adattare e declinare campagne in tempo reale. Già entro quest’anno la società sarà in grado di commercializzare in Programmatic il 100% della sua offerta su prodotti e mercati chiave.

«Il programmatic buying ha rivoluzionato il processo di acquisto in molti settori chiave dei media e riteniamo che farà lo stesso nell’out-of-home – commenta William Eccleshare, Presidente e CEO di Clear Channel International -. Siamo aperti a qualsiasi iniziativa che possa agevolare l’acquisto del nostro fantastico prodotto. Stiamo facilitando la pianificazione, l’acquisto, l’ottimizzazione e la misurazione del nostro mezzo mediante tecnologie di acquisto conosciute, offrendo soluzioni basate sulle audience e supportate da dati in tempo reale. Offriamo, dunque, ai nostri clienti, siano essi nuovi o già attivi, la misurabilità, la creatività e la flessibilità di cui hanno bisogno. La soluzione Programmatic di Clear Channel International consente ai brand di trasmettere il messaggio più idoneo all’audience più appropriata nel momento più opportuno. Effettivamente li connette ancora di più alla propria audience, consentendo loro, nel contempo, di ottenere una copertura e una visibilità che l’Outdoor è in grado di fornire meglio di qualsiasi altro mezzo».

«L’annuncio di oggi è solo l’inizio del viaggio di Clear Channel International nel Programmatic – aggiunge Stefan Lameire, Chief Customer e Revenue Officer di Clear Channel International -. La nostra visione è quella di avere una piattaforma programmatic tecnica che possa essere configurata e adattata ad ogni mercato, per rispondere alle specifiche esigenze locali di acquisto dei nostri clienti. Una volta introdotta l’attività di compravendita automatizzata in tutto il nostro business, valuteremo dove e quando immettere i nostri prodotti nei “bidder marketplace” e consentiremo ai media buyer d’integrare i loro dati sull’audience per arricchire ulteriormente il processo di targetizzazione. Saranno, quindi, i nostri clienti e non la tecnologia, a segnare il passo e a fornire i presupposti per ulteriori sviluppi del Programmatic».

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