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Snapchat, il formato Dynamic Ads è disponibile a livello globale

Snapchat ha annunciato la disponibilità globale del suo nuovo prodotto pubblicitario: i Dynamic Ads.

Il formato, introdotto lo scorso autunno e inizialmente accessibile solo ai clienti negli Stati Uniti, permette agli inserzionisti di creare annunci automaticamente e in tempo reale sulla base dei cataloghi dei prodotto delle aziende.

Un esempio del formato Dynamic Ads
Un esempio del formato Dynamic Ads

Per comporre i Dynamic Ads, il social network consente di scegliere tra diversi template già pronti per l’ambiente mobile, per poi erogare gli annunci agli utenti sulla base dei loro interessi.

In questo modo, i marchi non devono creare manualmente le inserzioni adattandole al formato verticale di Snapchat, ma devono semplicemente sincronizzare il loro catalogo prodotti con la piattaforma permettendole di assemblare l’annuncio, che cambierà seguendo le variazioni nella disponibilità e nel prezzo dei prodotti promossi.

Snap testa i Dynamic Ads, dedicati a retailer e brand direct-to-consumer

Snap ha annunciato il lancio in beta dei Dynamic Ads, una nuova soluzione che, partendo dai cataloghi di prodotto dei brand, crea e aggiorna in automatico campagne pubblicitarie sull’app.

La novità punta in particolare ad attirare gli investimenti di un gruppo di inserzionisti – quelli del campo retail, e-commerce e i brand direct-to-consumer – che di solito sono più propensi a pianificare su Instagram. Partendo da ampi cataloghi di prodotto (anche con centinaia di migliaia di articoli), la soluzione permetterà alle aziende di creare automaticamente annunci in tempo reale, che poi potranno essere erogati agli utenti del social sulla base dei loro interessi, utilizzando vari template forniti dalla piattaforma (un’immagine di prodotto potrà essere utilizzata con 5 template diversi).

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I template dei Dynamic Ads

Questo vuol dire che i brand non dovranno manualmente creare le campagne: gli basterà semplicemente sincronizzare i loro cataloghi con la piattaforma, e Snap provvederà anche ad aggiornare gli annunci laddove cambino la disponibilità o i prezzi degli articoli.

«I Dynamic Ads di Snapchat consentono adesso ai brand di creare annunci in tempo reale ottimizzati per mobile velocemente e in maniera scalabile, con i loro prodotti mostrati in template piacevoli alla vista, contestualizzati nativamente nell’app», ha spiegato il Group Product Marketing Manager di Snap, Kathleen Gambarelli.

Un'immagine del formato
Un’immagine del formato

I Dynamic Ads sono disponibili in beta per gli inserzionisti di tutto il mondo, ma per il momento gli annunci saranno veicolati solo agli utenti statunitensi. L’apertura al pubblico globale verrà avviata nei prossimi mesi.

Snapchat, novità in vista per gli spot. Ecco cosa cambia

Snapchat annuncia una serie di novità per i brand che acquistano pubblicità video sulla sua piattaforma.

La prima novità riguarda la durata degli annunci video. Prima limitati a soli 10 secondi, adesso gli spot sulla piattaforma potranno durare fino a 3 minuti. Una novità che, assicura il social, non inficerà sulla user experience degli utenti, che come sempre potranno saltare gli spot o interagire con essi, ma che d’altro canto apre la porta a nuove possibilità pubblicitarie per il social. Una casa di distribuzione cinematografica, ad esempio, potrà veicolare un intero trailer di un film.

La seconda novità è invece relativa in particolare agli spot non saltabili da 6 secondi. Su questo formato, su cui fino ad ora per gli utenti non era possibile interagire col messaggio pubblicitario, si potrà con uno “swipe” compiere delle azioni, come aprire una pagina internet o accedere a spot di durata maggiore, esattamente come succede con gli altri formati di Snapchat.

Il social ha reso noto che questo tipo di spot venduto tramite la sua piattaforma di aste pubblicitarie ha visto un aumento del CPM da 10 a 12 dollari, e un costo per visualizzazioni complete (CPCV) medio di 0,01 dollari.

Infine, gli inserzionisti video di Snapchat potranno usufruire del “Goal-Based Bidding“, una nuova opzione d’asta che consentirà loro di ottimizzare le visualizzazioni dei loro video da 15 secondi, assicurandosi specifici livelli di engagement pubblicitario da parte degli utenti.

Tre novità con cui Snap punta a rafforzare la propria offerta di video adv, cercando di attirare ancora di più l’interesse e gli investimenti degli inserzionisti.

Snapchat, accordo con DoubleVerify per viewability e verifiche anti-frode

DoubleVerify è diventato ufficialmente uno Snapchat Measurement Partner, ossia uno dei partner certificati del social del fantasmino per l’autenticazione della viewability e per la prevenzione delle frodi pubblicitarie e del traffico non valido (SIVT).

Grazie al nuovo accordo siglato tra le due società, gli inserzionisti potranno verificare la qualità delle inventory di Snapchat utilizzando i dati e le tecnologie di verifica delle frodi e della viewability di DoubleVerify. La società, si legge in una nota, è l’unico fornitore di verifiche che copre Filtri, Lenti e formati Snap Ads (display e video) e Story Ads.

La società è anche partner di misurazioni di Facebook, Instagram, YouTube e Twitter.

Snapchat al lavoro su un nuovo formato video premium

Snapchat ha annunciato di stare preparando il lancio di un nuovo formato che dà ai brand che utilizzano gli spazi video da 6 secondi non-saltabili del social accesso ad inventory video premium.

Si chiama Snap Select e consente agli inserzionisti di prenotare, attraverso la piattaforma Ads Manager, spazi all’interno dei principali show di Snapchat Discover a un cost-per-impression fisso. Debutterà ufficialmente nel corso di questo secondo trimestre.

Un modo di acquistare spazi molto simile a quello televisivo, grazie a cui i brand potranno assicurarsi in anticipo precisi posizionamenti all’interno delle trasmissioni del contenitore video del social, che includono sia le produzioni Snap Originals sia quelle dei partner esterni. Contenuti la cui popolarità è in aumento: secondo dati forniti dalla stessa società, lo scorso anno il tempo impiegato dal pubblico a guardare show su Snapchat ogni giorno è più che triplicato.

Collegato al lancio di Select è anche quello di un altro strumento, chiamato Proposals, che consente in un click di rivedere e approvare un piano di acquisto Select, senza necessariamente essere loggati su Ads Manager.

«Snap Select consente a brand e agenzie di prenotare inventory all’interno degli show più popolari e di qualità di Snapchat, offrendo loro un collegamento diretto per arrivare a utenti Millennial e Gen Z che sono sempre più difficili da raggiungere altrove. Siamo entusiasti di poter mettere a disposizione la possibilità di avere un alto ROI con spot full-screen, non-saltabili, con audio attivo e scalabili», ha commentato David Roter, VP of global agency partnerships di Snap.

Snap, che negli scorsi giorni ha annunciato di aver assunto il suo primo CMO, l’ex VP of marketing di McDonald’s Kenny Mitchell, ha visto nel primo trimestre del 2019 una crescita del fatturato del 39% e un nuovo incremento degli utenti, ora a quota 190 milioni.

La top manager di Xandr: «E’ importante per i brand regolare le strategie di bidding»

Oggi nella nostra rassegna parliamo di strategie di bidding, del nuovo Creative Partners Program di Snap e di un recente trend relativo alla pubblicità su Amazon.

Catherine Williams, Xandr: «E’ importante per i brand regolare le strategie di bidding»

Le aziende devono regolare le loro strategie di bidding programmatico, perché molti ad exchange hanno cambiato il modo in cui stabiliscono il prezzo delle inventory. Ne è convinta Catherine Williams, chief data scientist di Xandr (la nuova divisione ad tech di AT&T, di cui fa parte anche AppNexus), secondo cui per i brand si tratta di una mossa necessaria per non pagare più del normale gli spazi pubblicitari da acquistare: «Con sempre più spazi venduti in header bidding, si sono create varie incomprensioni, e i buyer si sono confusi sulla tipologia di aste condotte», in particolare tra first- e second-price. Leggi di più su eMarketer.

Snap lancia un Creative Partners Program per Lenti brandizzate

Snap, la società cui fa capo Snapchat, ha lanciato un partner program per lo sviluppo di nuove Lenti di Realtà Aumentata per i brand. Il programma è aperto ad agenzie e singoli individui esperti nella produzione di filtri e lenti brandizzate per il social del fantasmino. Una mossa che punta ad aiutare gli inserzionisti a connettersi alla communità del social, attraverso la creazione di esperienze pubblicitarie immersive e ingaggianti. Attualmente oltre 150 partner creativi di Snap sono certificati: tra questi ci sono Adobe, TBWA, DDB Worldwide, Marcel, Resolution Media, BETC Digital e Wunderman. Leggi di più su MediaPost.

I brand cercano specialisti per la comunicazione su Amazon

Le aziende vogliono portare in-house la gestione delle loro campagne pubblicitarie su Amazon, e puntano ad assumere persone capaci di “navigare” l’offerta pubblicitaria del colosso ecommerce. Generalmente, queste aziende intendono gestire autonomamente la strategia pubblicitaria su Amazon, lasciando invece alle agenzie la parte di esecuzione delle campagne, come già succede con Google e Facebook. E’ il caso, ad esempio, di Reckitt Benckiser – che sta attualmente cercando persone capaci di gestire le sue campagne search sul sito ecommerce – e il brand di moda G-Star, che sta assumento ecommerce manager specificamente per la vendita dei suoi prodotti su Amazon e per il coordinamento del lavoro delle agenzie sulla piattaforma. Leggi di più su Digiday.

Snapchat punta sull’ecommerce: ufficializzato il lancio globale dei Collection Ads

Gli ultimi giorni sono stati particolarmente dinamici per Snapchat. Dopo aver comunicato pochi giorni fa l’avvio di un accordo con Amazon per testare uno strumento capace di identificare oggetti nelle foto ed acquistarli sul sito ecommerce, il social adesso annuncia altre novità in ambito pubblicitario.

Una è il lancio ufficiale di Collection Ads, un formato pubblicitario simile a dei cataloghi di prodotto, che mostra una serie di articoli all’interno di un singolo annuncio; allo sfioramento di un prodotto l’utente accede a informazioni aggiuntive su di esso e alla possibilità di acquistarlo. La soluzione, inizialmente annunciata a giugno con il nome di Shoppable Snap Ads e da allora testata con una serie di partner tra cui eBay e Guess, da ottobre sarà ufficialmente disponibile per tutte le aziende a livello globale.

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I nuovi Collection Ads di Snapchat

Sempre a proposito di “cataloghi”, le aziende avranno adesso anche la possibilità di importare i loro “feed di prodotto” – ossia elenchi contenenti informazioni come immagini, prezzi e colori dei prodotti – all’interno dell’Ad Manager di Snapchat, per creare in maniera più rapida e semplice i loro annunci pubblicitari sul social.

Un’altra novità annunciata dalla società è poi l’ampliamento delle possibilità di targeting offerte dai pixel Snapchat, grazie a cui gli inserzionisti potranno non solo tracciare quali pagine del loro sito i consumatori hanno visitato, ma anche eventuali specifiche azioni compiute nel corso della navigazione: tutte informazioni utili per erogare campagne personalizzate al pubblico.

Il social continua dunque a mettere a punto la propria offerta di strumenti pubblicitari self-service. Il social ha definitivamente spostato l’intera sua offerta in programmatic, compresi i formati in Realtà Aumentata, e il suo business adv sta sempre più virando verso il modello a performance, combinando realtà virtuale e aumentata con l’e-commerce, come testimoniano le novità annunciate in questi giorni. In occasione di una recente incontro con la stampa italiana, Tanya Ridd, Director of Communications EMEA di Snapchat, ha dichiarato: «Stiamo rendendo le nostre soluzioni sempre più flessibili e accessibili per i nostri inserzionisti. Il rilascio dello strumento self-serve Ad Manager, gli accordi con i partner di misurazione e l’apertura dell’inventory al programmatic si inseriscono in questa strategia».

Nuova strategia pubblicitaria per Snapchat: da “venditori” a “consulenti”

Oggi nelle nostra rassegna parliamo di ad fraud e dei progetti di Amazon e Snapchat.

Nuova strategia adv per Snapchat: da “venditori” a “consulenti”

Da poco rimasta senza il suo storico chief strategy officer Imran Khan, appena uscito dalla società, Snap sta facendo i conti con un’importante trasformazione strategica: quella da venditore di singoli formati pubblicitari a consulente di soluzioni di business. “Quando tutti i tuoi prodotti sono disponibili in self-service, diventi quasi un consulente per un brand”, spiega Peter Sellis, director of product management for monetization di Snap. Intanto la società ha definitivamente spostato l’intera sua offerta in programmatic, compresi i formati in Realtà Aumentata. “Non ci aspettavamo di farlo così rapidamente, stavamo tastando il terreno – ha dichiarato il manager -. Ma i risultati sono stati abbastanza positivi da convincerci a trasferire l’intera offerta”. Leggi di più su AdExchanger.

Amazon mira alle inventory televisive

Amazon punta a stringere accordi con grossi broadcaster e canali televisivi per la vendita di pubblicità sui loro contenuti. Il colosso di Seattle starebbe lavorando a un programma pilota per la vendita di annunci sulle app della sua Fire TV, e avrebbe già avviato dei colloqui con selezionate applicazioni video per la commercializzazione di adv targettizzate con i propri dati, in cambio della distribuzione dei contenuti. Nelle sue intenzioni, però, ci sarebbe quella di coinvolgere anche network di grosso calibro, come Fox, NBCUniversal e Hulu. Un progetto che, qualora andasse in porto, costituirebbe una rivoluzione per il mercato della pubblicità televisiva, i cui operatori sono tradizionalmente restii a consentire a società terze di vendere la propria preziosa inventory. Leggi di più su Business Insider [a pagamento].

Quanto è “conveniente” un’impression fraudolenta?

Uno studio della società di sicurezza informatica Confiant ha analizzato più di 50 miliardi di impression pubblicitarie su migliaia di siti, provando a dare delle dimensioni di quanto uno spazio adv fraudolento possa costare meno rispetto ad uno non contraffatto. La società ha scoperto che, in media, i CPM che gli editori ricevevano dalle impression immesse poi in maniera fraudolenta sul mercato dagli intermediari erano il 54% più bassi di quelli ricevuti da inventory correttamente rappresentate nelle aste in programmatic. Leggi di più su eMarketer.

Acquisizioni in vista per MediaMath? Tra i nomi spunta quello di Rubicon Project

Oggi nella nostra rassegna parliamo di MediaMath, Netflix e di un nuovo accordo tra Snapchat e Nielsen.

Acquisizioni in vista per MediaMath? Tra i nomi spunta quello di Rubicon Project

MediaMath ha recentemente ottenuto un’importante iniezione di capitali, da utilizzare – anche – per possibili acquisizioni. E il mercato si è già scatenato su quali potrebbero essere le società più papabili per un eventuale acquisto da parte della società. Tra i vari, spunta anche il nome di Rubicon Project, SSP di pregio che potrebbe far gola a MediaMath (specializzata invece sul fronte domanda) per completare in chiave full stack la propria offerta. Leggi di più su AdExchanger.

Netflix top spender pubblicitario: raddoppiati gli investimenti nel 2018

Netflix non è ancora nell’arena pubblicitaria come editore (non ospitando pubblicità all’interno dei suoi contenuti) ma lo è già – ed anche ad alti livelli – come inserzionista. In un documento presentato all’americana Securities and Exchange Commission, l’azienda ha dichiarato di aver speso in marketing ben 527 milioni di dollari nel trimestre chiusosi il 30 giugno, e oltre un miliardo nel primo semestre di quest’anno. Entrambe le cifre costituiscono il doppio di quanto la società ha investito negli stessi periodi del 2017. Leggi di più su MediaPost.

Snapchat si rafforza sul targeting grazie a un accordo con Nielsen

Snapchat ha esteso la sua partnership con Nielsen sul fronte dati. I due player adesso offriranno agli inserzionisti la possibilità di effettuare acquisti pubblicitari ancora più targettizzati sulla base di dati offline. Ad esempio, un’azienda potrà utilizzare i dati di audience di Nielsen per raggiungere su Snapchat una persona che ha acquistato un rossetto in un negozio fisico. Il nuovo accordo mette a disposizione dei brand circa 30mila segmenti di audience. Al momento l’accordo è operativo solo sul mercato americano. Leggi di più su AdAge.

MediaMath amplierà l’offerta con nuove acquisizioni?

Mentre MediaMath pensa a nuove acquisizioni dopo la recente iniezione di capitali, Snapchat vede crescere il valore della propria inventory agli occhi degli inserzionisti, e uno studio fotografa il sentiment delle aziende nei confronti del MarTech.

MediaMath amplierà l’offerta con nuove acquisizioni?

Grazie a un round di capitali di 225 milioni di dollari appena ottenuto, MediaMath ha a disposizione circa 180 milioni di dollari che potrà spendere su acquisizioni e sviluppo di nuovi prodotti. In particolare, secondo quanto dichiarato dal CEO Joe Zawadzki, possibili acquisizioni potrebbero avvenire nei prossimi 9-12 mesi. Tre in particolare le aree su cui il manager intende focalizzare i prossimi sforzi della società: identity, riprogettazione della supply chain e Intelligenza Artificiale. Leggi di più su AdExchanger.

Cresce per gli inserzionisti il valore della pubblicità su Snapchat

La pubblicità sulle Storie di Snapchat acquista sempre più valore agli occhi degli inserzionisti. A un costo estremamente più basso rispetto a quello dei suoi competitor, 1,88 dollari di CPM contro 19 dollari per le Storie di Instagram, garantisce comunque un alto ROI e livello di conversione. Inoltre, col tempo il social del fantasmino sta mettendo a punto delle buone funzionalità di misurazione e varie opzioni per l’acquisto self-service, altre due cose particolarmente apprezzate dalle aziende. Leggi di più su Digiday.

MarTech, le aziende ci credono ma faticano a tenere il passo con la sua evoluzione

Il MarTech è un campo in rapidissima evoluzione e, nonostante gli investimenti delle aziende in questo settore siano in crescita, molte società fanno fatica a tenere il passo con i suoi cambiamenti e novità. È quanto rivela lo studio “State of Marketing Technology 2018: Maximizing the Value of Martech Innovations”, effettuato dall’agenzia di comunicazione Walker Sands su 300 professionisti del marketing. La maggioranza dei manager (65%) conta di aumentare la propria spesa in marketing tecnologico, e il 63% ammette che questo mercato sta evolvendo a rapidissima velocità: solo il 28% dichiara che l’uso del MarTech da parte della propria azienda stia crescendo di pari passo con lo sviluppo del settore. Leggi di più su MarTech Today.

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