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Snapchat punta sull’ecommerce: ufficializzato il lancio globale dei Collection Ads

Gli ultimi giorni sono stati particolarmente dinamici per Snapchat. Dopo aver comunicato pochi giorni fa l’avvio di un accordo con Amazon per testare uno strumento capace di identificare oggetti nelle foto ed acquistarli sul sito ecommerce, il social adesso annuncia altre novità in ambito pubblicitario.

Una è il lancio ufficiale di Collection Ads, un formato pubblicitario simile a dei cataloghi di prodotto, che mostra una serie di articoli all’interno di un singolo annuncio; allo sfioramento di un prodotto l’utente accede a informazioni aggiuntive su di esso e alla possibilità di acquistarlo. La soluzione, inizialmente annunciata a giugno con il nome di Shoppable Snap Ads e da allora testata con una serie di partner tra cui eBay e Guess, da ottobre sarà ufficialmente disponibile per tutte le aziende a livello globale.

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I nuovi Collection Ads di Snapchat

Sempre a proposito di “cataloghi”, le aziende avranno adesso anche la possibilità di importare i loro “feed di prodotto” – ossia elenchi contenenti informazioni come immagini, prezzi e colori dei prodotti – all’interno dell’Ad Manager di Snapchat, per creare in maniera più rapida e semplice i loro annunci pubblicitari sul social.

Un’altra novità annunciata dalla società è poi l’ampliamento delle possibilità di targeting offerte dai pixel Snapchat, grazie a cui gli inserzionisti potranno non solo tracciare quali pagine del loro sito i consumatori hanno visitato, ma anche eventuali specifiche azioni compiute nel corso della navigazione: tutte informazioni utili per erogare campagne personalizzate al pubblico.

Il social continua dunque a mettere a punto la propria offerta di strumenti pubblicitari self-service. Il social ha definitivamente spostato l’intera sua offerta in programmatic, compresi i formati in Realtà Aumentata, e il suo business adv sta sempre più virando verso il modello a performance, combinando realtà virtuale e aumentata con l’e-commerce, come testimoniano le novità annunciate in questi giorni. In occasione di una recente incontro con la stampa italiana, Tanya Ridd, Director of Communications EMEA di Snapchat, ha dichiarato: «Stiamo rendendo le nostre soluzioni sempre più flessibili e accessibili per i nostri inserzionisti. Il rilascio dello strumento self-serve Ad Manager, gli accordi con i partner di misurazione e l’apertura dell’inventory al programmatic si inseriscono in questa strategia».

Nuova strategia pubblicitaria per Snapchat: da “venditori” a “consulenti”

Oggi nelle nostra rassegna parliamo di ad fraud e dei progetti di Amazon e Snapchat.

Nuova strategia adv per Snapchat: da “venditori” a “consulenti”

Da poco rimasta senza il suo storico chief strategy officer Imran Khan, appena uscito dalla società, Snap sta facendo i conti con un’importante trasformazione strategica: quella da venditore di singoli formati pubblicitari a consulente di soluzioni di business. “Quando tutti i tuoi prodotti sono disponibili in self-service, diventi quasi un consulente per un brand”, spiega Peter Sellis, director of product management for monetization di Snap. Intanto la società ha definitivamente spostato l’intera sua offerta in programmatic, compresi i formati in Realtà Aumentata. “Non ci aspettavamo di farlo così rapidamente, stavamo tastando il terreno – ha dichiarato il manager -. Ma i risultati sono stati abbastanza positivi da convincerci a trasferire l’intera offerta”. Leggi di più su AdExchanger.

Amazon mira alle inventory televisive

Amazon punta a stringere accordi con grossi broadcaster e canali televisivi per la vendita di pubblicità sui loro contenuti. Il colosso di Seattle starebbe lavorando a un programma pilota per la vendita di annunci sulle app della sua Fire TV, e avrebbe già avviato dei colloqui con selezionate applicazioni video per la commercializzazione di adv targettizzate con i propri dati, in cambio della distribuzione dei contenuti. Nelle sue intenzioni, però, ci sarebbe quella di coinvolgere anche network di grosso calibro, come Fox, NBCUniversal e Hulu. Un progetto che, qualora andasse in porto, costituirebbe una rivoluzione per il mercato della pubblicità televisiva, i cui operatori sono tradizionalmente restii a consentire a società terze di vendere la propria preziosa inventory. Leggi di più su Business Insider [a pagamento].

Quanto è “conveniente” un’impression fraudolenta?

Uno studio della società di sicurezza informatica Confiant ha analizzato più di 50 miliardi di impression pubblicitarie su migliaia di siti, provando a dare delle dimensioni di quanto uno spazio adv fraudolento possa costare meno rispetto ad uno non contraffatto. La società ha scoperto che, in media, i CPM che gli editori ricevevano dalle impression immesse poi in maniera fraudolenta sul mercato dagli intermediari erano il 54% più bassi di quelli ricevuti da inventory correttamente rappresentate nelle aste in programmatic. Leggi di più su eMarketer.

Acquisizioni in vista per MediaMath? Tra i nomi spunta quello di Rubicon Project

Oggi nella nostra rassegna parliamo di MediaMath, Netflix e di un nuovo accordo tra Snapchat e Nielsen.

Acquisizioni in vista per MediaMath? Tra i nomi spunta quello di Rubicon Project

MediaMath ha recentemente ottenuto un’importante iniezione di capitali, da utilizzare – anche – per possibili acquisizioni. E il mercato si è già scatenato su quali potrebbero essere le società più papabili per un eventuale acquisto da parte della società. Tra i vari, spunta anche il nome di Rubicon Project, SSP di pregio che potrebbe far gola a MediaMath (specializzata invece sul fronte domanda) per completare in chiave full stack la propria offerta. Leggi di più su AdExchanger.

Netflix top spender pubblicitario: raddoppiati gli investimenti nel 2018

Netflix non è ancora nell’arena pubblicitaria come editore (non ospitando pubblicità all’interno dei suoi contenuti) ma lo è già – ed anche ad alti livelli – come inserzionista. In un documento presentato all’americana Securities and Exchange Commission, l’azienda ha dichiarato di aver speso in marketing ben 527 milioni di dollari nel trimestre chiusosi il 30 giugno, e oltre un miliardo nel primo semestre di quest’anno. Entrambe le cifre costituiscono il doppio di quanto la società ha investito negli stessi periodi del 2017. Leggi di più su MediaPost.

Snapchat si rafforza sul targeting grazie a un accordo con Nielsen

Snapchat ha esteso la sua partnership con Nielsen sul fronte dati. I due player adesso offriranno agli inserzionisti la possibilità di effettuare acquisti pubblicitari ancora più targettizzati sulla base di dati offline. Ad esempio, un’azienda potrà utilizzare i dati di audience di Nielsen per raggiungere su Snapchat una persona che ha acquistato un rossetto in un negozio fisico. Il nuovo accordo mette a disposizione dei brand circa 30mila segmenti di audience. Al momento l’accordo è operativo solo sul mercato americano. Leggi di più su AdAge.

MediaMath amplierà l’offerta con nuove acquisizioni?

Mentre MediaMath pensa a nuove acquisizioni dopo la recente iniezione di capitali, Snapchat vede crescere il valore della propria inventory agli occhi degli inserzionisti, e uno studio fotografa il sentiment delle aziende nei confronti del MarTech.

MediaMath amplierà l’offerta con nuove acquisizioni?

Grazie a un round di capitali di 225 milioni di dollari appena ottenuto, MediaMath ha a disposizione circa 180 milioni di dollari che potrà spendere su acquisizioni e sviluppo di nuovi prodotti. In particolare, secondo quanto dichiarato dal CEO Joe Zawadzki, possibili acquisizioni potrebbero avvenire nei prossimi 9-12 mesi. Tre in particolare le aree su cui il manager intende focalizzare i prossimi sforzi della società: identity, riprogettazione della supply chain e Intelligenza Artificiale. Leggi di più su AdExchanger.

Cresce per gli inserzionisti il valore della pubblicità su Snapchat

La pubblicità sulle Storie di Snapchat acquista sempre più valore agli occhi degli inserzionisti. A un costo estremamente più basso rispetto a quello dei suoi competitor, 1,88 dollari di CPM contro 19 dollari per le Storie di Instagram, garantisce comunque un alto ROI e livello di conversione. Inoltre, col tempo il social del fantasmino sta mettendo a punto delle buone funzionalità di misurazione e varie opzioni per l’acquisto self-service, altre due cose particolarmente apprezzate dalle aziende. Leggi di più su Digiday.

MarTech, le aziende ci credono ma faticano a tenere il passo con la sua evoluzione

Il MarTech è un campo in rapidissima evoluzione e, nonostante gli investimenti delle aziende in questo settore siano in crescita, molte società fanno fatica a tenere il passo con i suoi cambiamenti e novità. È quanto rivela lo studio “State of Marketing Technology 2018: Maximizing the Value of Martech Innovations”, effettuato dall’agenzia di comunicazione Walker Sands su 300 professionisti del marketing. La maggioranza dei manager (65%) conta di aumentare la propria spesa in marketing tecnologico, e il 63% ammette che questo mercato sta evolvendo a rapidissima velocità: solo il 28% dichiara che l’uso del MarTech da parte della propria azienda stia crescendo di pari passo con lo sviluppo del settore. Leggi di più su MarTech Today.

Il targeting basato su interessi e caratteristiche degli utenti è più efficace di quello contestuale?

Oggi nella nostra rassegna parliamo di targeting, brand data-driven “coraggiosi” e di una novità di Snapchat.

Il targeting basato su interessi e caratteristiche degli utenti è più efficace di quello contestuale?

Nell’era post-GDPR, in cui raccogliere e utilizzare i dati degli utenti è diventato più complicato, molti vedono una possibile rinascita del targeting contestuale. Ma questo tipo di segmentazione basata sul contesto della pubblicità è efficace come quella fondata sugli interessi e sulle caratteristiche degli utenti? L’agenzia britannica di marketing a performance Roast ha effettuato insieme a Teads un test. E dai suoi risultati è emerso che ai costi e ai rischi per la privacy di utilizzare dati di terza parte sugli utenti per classificarli in base a interessi, caratteristiche demografiche e altro non corrisponde un’efficacia significativamente più alta di quella dell’acquisto di un’audience su base contestuale. Leggi di più su MarTech Today.

Marketing data-driven: i 10 brand più “coraggiosi”

Per una grande azienda, cambiare il proprio approccio al marketing non è cosa semplice, eppure può essere fondamentale per rispondere alle caratteristiche e ai bisogni in evoluzione del pubblico. Ci sono dei brand che si sono assunti il rischio di fare questo passo, con l’obiettivo di averne dei benefici di business nel lungo termine. Alcuni di loro hanno messo in discussione i loro rapporti con le agenzie in nome della trasparenza, altri sono stati pionieri nell’uso della tecnologia per rendere più efficaci gli investimenti pubblicitari, altri ancora hanno puntato sui dati in loro possesso per ottimizzare le strategie a livello multicanale. Tra di loro ci sono AB InBev, Kellogg’s, Nestle e Unilever. Leggi di più su AdExchanger.

Snapchat, l’ecommerce arriva nei contenuti degli influencer

Da qualche tempo, Snapchat ha iniziato ad approcciare il mondo ecommerce, dando la possibilità ai suoi utenti di acquistare prodotti direttamente dal social network. Adesso la piattaforma compie un nuovo passo avanti in questa direzione, col lancio di un nuovo strumento che consente di inserire store in-app all’interno dei contenuti postati dagli influencer. Questo vuol dire che si potranno acquistare prodotti non più solo dai contenuti aziendali, ma anche da quelli dei “top creator”. Prima utilizzatrice dello strumento è stata Kylie Jenner, che il 28 giugno ha postato uno Snap Video in cui mostrava il suo prodotto di make-up The Sorta Sweet Palette for Kyshadow: con uno “swipe” gli utenti avevano la possibilità di acquistare l’articolo. Leggi di più su Digiday.

Contenuti video: quelli lunghi o ad episodi rendono meglio a livello adv, secondo gli editori

Oggi nella nostra rassegna parliamo di video, Snapchat e società di consulenza.

Contenuti video: quelli lunghi o ad episodi rendono meglio a livello adv, secondo gli editori

Gli editori sembrano preferire video di lunga durata o ad episodi, rispetto a brevi contenuti virali. I video più corti e virali, infatti, sarebbero una fonte più instabile di ricavi pubblicitari, in quanto la loro popolarità sarebbe legata alle piattaforme di distribuzione come Facebook, e ai suoi algoritmi sempre in evoluzione. I video più lunghi, invece, risulterebbero più efficaci sia a livello di mantenimento dell’audience che di ricavi adv, in quanto percepiti come premium rispetto ad altre tipologie di contenuto. Leggi di più su Axios.

Snapchat, in autunno arriva la nuova piattaforma di gaming

Snap, la società cui fa capo Snapchat, sta attivamente lavorando ad una piattaforma di gaming, il cui lancio è previsto per questo autunno. Il progetto, a cui l’azienda sta lavorando da almeno un anno, consentirà a sviluppatori esterni di creare giochi utilizzabili all’interno dell’app di Snapchat. Una mossa con cui Snap punta ad attirare nuovi utenti sul social e portarli a passare più tempo sull’app. La società starebbe già avviando accordi con alcuni produttori di giochi. Leggi di più su CNET.

L’epoca d’oro delle società di consulenza, sull’onda del trend del marketing “in-house”

Con la tendenza di molte aziende a portare in-house la gestione di parte del proprio business pubblicitario, le società di consulenza stanno vivendo una nuova epoca d’oro. Player come Accenture Interactive, PwC e Deloitte Digital si stanno infatti ponendo sempre più sul mercato come “abilitatori”, capaci di insegnare alle aziende come gestire qualcosa prima appaltato ad agenzie esterne e su cui le imprese hanno spesso carenza di competenze. E le aziende le percepiscono come partner obiettivi, non semplici venditori. Leggi di più su Digiday.

Snapchat sempre più programmatic: entro fine mese il lancio di un nuovo strumento

Entro fine mese, le aziende potranno acquistare la maggior parte dei formati pubblicitari di Snapchat in programmatic, attraverso uno strumento, chiamato “reach and frequency” (già utilizzato da altre piattaforme come Facebook), che consentirà alle aziende di comprare i famosi effetti “Lens” in realtà aumentata, insieme ad altri formati, in maniera automatizzata e targettizzata.

A rivelarlo è la testata americana The Drum, fornendo una tempistica di massima per il passaggio della soluzione dall’attuale fase di beta test – in cui sono coinvolti brand del calibro di Unilever, P&G, Google e Microsoft – al lancio vero e proprio. Una mossa con cui il social vorrebbe puntare a rendere i propri effetti Lens, attualmente considerati un formato costoso e tipicamente utilizzato per la brand awareness, uno strumento più accessibile, targettizzabile e adatto anche a obiettivi di performance.

Nello specifico, il lancio dello strumento “reach and frequency” consentirà alle aziende di acquistare questo formato insieme ad altre soluzioni pubblicitarie di Snapchat, come i video ad verticali, in anticipo attraverso la piattaforma self-service Ad Manager, ed avendo la possibilità di accedere a varie opzioni di targeting e a prezzi fissi a lungo termine.

Continuano dunque gli sforzi di Snapchat per offrire ai propri inserzionisti una gamma di soluzioni pubblicitarie sempre più automatizzata e data-driven. Una strada che il social ha iniziato a intraprendere da tempo e che, se da un lato ha contribuito a far scendere progressivamente i prezzi dei singoli annunci sullla piattaforma, dall’altro ne ha fatto aumentare sensibilmente il numero di inserzionisti e le entrate pubblicitarie, il che in ultima istanza era il principale obiettivo del social, desideroso di rassicurare i propri investitori sul business futuro della compagnia.

Il più recente bilancio di Snap Inc., relativo al Q1 2018, ha infatti visto crescere il business adv della società del 62% anno su anno, a 229 milioni di dollari. Tuttavia i prezzi hanno frenato le performance complessive della società: il costo di un annuncio su Snapchat (al netto di quelli sulle Stories) è sceso del 65% anno su anno nel trimestre, proprio a causa del progressivo passaggio da un modello di vendita diretto a uno basato su asta in programmatic. A fine 2017, era transato in modalità automatizzata ben il 90% degli annunci sulla piattaforma.

Snapchat, la pubblicità in realtà aumentata piace alle aziende. Ecco perché

Il successo della pubblicità in realtà aumentata per Snapchat, una nuova acquisizione di Oracle e una nomina di Salesforce in vista della GDPR. Ne parliamo oggi nella nostra rassegna.

Snapchat, la pubblicità in realtà aumentata piace alle aziende. Ecco perché

A novembre, Snapchat ha iniziato a testare i propri Snap Ad in realtà aumentata, una forma di annuncio in cui l’utente, scorrendo su un video o un’immagine poteva far apparire un effetto brandizzato (“lens”) e interagire con esso. Sei mesi dopo, il formato, secondo quanto rivelato dal social network, è stato acquistato in programmatic da oltre 100 inserzionisti, tra cui grandi nomi come Foot Locker, Nike e il gigante americano del cioccolato Hershey’s. Tra i motivi, il costo minore rispetto agli altri effetti brandizzati sul social e l’alto tasso di engagement offerto dal formato. Leggi di più su Digiday.

Oracle si rafforza nel machine learning con l’acquisizione di DataScience.com

Oracle ha annunciato di avere acquisito DataScience.com, startup specializzata in machine learning. La piattaforma andrà ad arricchire l’offerta di servizi della Infrastruttura Cloud di Oracle, per mettere a disposizione dei clienti una singola, unificata soluzione di machine learning. «Con la combinazione di Oracle e DataScience.com, i clienti potranno sfruttare un’unica piattaforma di data science per trarre il meglio da machine learning e big data per le loro analisi predittive e per migliorare i loro risultati di business», commenta Amit Zavery, Executive Vice President di Oracle Cloud Platform. Leggi di più su Venture Beat.

Salesforce nomina la sua Data Protection Officer

Anche Salesforce si prepara alla GDPR. L’azienda di cloud computing ha nominato il suo Data Protection Officer in vista della definitiva entrata in vigore del regolamento europeo tra meno di 10 giorni: si tratta di Lindsey Finch, già senior vice president of global privacy and product legal della società. Prima di arrivare in Salesforce, Finch ha lavorato per la U.S. Federal Trade Commission, per il Department of Homeland Security americano e, in ambito aziendale, per General Electric. Leggi di più su MediaPost.

Facebook, aumenta la consapevolezza degli utenti sul fronte privacy

Oggi nella nostra rassegna il nuovo CFO di Snap e due studi su Facebook e la pubblicità video.

Facebook, aumenta la consapevolezza degli utenti sul fronte privacy

Dopo lo scandalo Cambridge Analytica è diminuito o cambiato l’utilizzo di Facebook da parte degli utenti? Non proprio, secondo un recente sondaggio di Reuters/Ipsos, che ha indagato il comportamento di due migliaia di utenti del social media. Circa il 74% di loro ha dichiarato di utilizzare la piattaforma di Zuckerberg almeno una volta al giorno. Ma, nota interessante, il 44% di loro ha ammesso di aver recentemente modificato le proprie preferenze per la privacy. Leggi di più su Marketing Land.

Pubblicità video in programmatic, cosa ne pensano le aziende

Dai risultati dello studio “Video Ad Spend” di IAB emergono interessanti spunti sul ruolo del programmatic nell’ambito della pubblicità video. La possibilità di acquistare spot in programmatic, infatti, risulta essere uno dei principali criteri di scelta tra le piattaforme digitali per il 29% degli intervistati. Il 44% ha dichiarato che la quota di spot acquistati tramite piattaforma aumenterà quest’anno (percentuale in netto aumento rispetto al 29% di due anni fa). Tra le categorie che fanno più uso di questa modalità di acquisto adv le aziende del settore salute/bellezza e quelle retail. Leggi di più su MediaPost.

Snap, un ex Amazon è il nuovo Chief Financial Officer

A pochi giorni dall’ufficializzazione dei dati – non proprio rosei – della prima trimestrale 2018, Snap annuncia la nomina del suo nuovo CFO: si tratta di Tim Stone, manager di lungo corso di Amazon, di cui è stato recentemente VP of finance. Prenderà il posto dell’attuale capo finanziario Drew Vollero, che rimarrà in carica fino al 15 maggio. Leggi di più su Variety.

ePrivacy, ecco che impatto potrebbe avere sulla pubblicità digitale

Gli argomenti di oggi della nostra rassegna: l’impatto dell’ePrivacy sulla pubblicità digitale e le ultime novità di Snapchat e Instagram.

ePrivacy, ecco che impatto potrebbe avere nel mercato della pubblicità digitale

Secondo un report di Citi, il regolamento sull’ePrivacy potrebbe avere un impatto molto pesante sul mercato della pubblicità digitale, sempre più data driven, anche per i big Facebook e Google che proprio su dati e adv derivano il proprio sostentamento. Secondo l’istituto, il regolamento, che estende l’ambito di applicazione della disciplina sui dati personali nelle comunicazioni esistente per i mezzi tradizionali anche all’ambiente digitale, potrebbe portare a una riduzione del 70% dei ricavi pubblicitari display in Europa, e a un taglio del 33% della spesa pubblicitaria digitale, mettendo a dura prova anche le grandi piattaforme online. Leggi di più su Axios.

Snapchat, niente più fee agli editori per la distribuzione dei contenuti su Discover

Snap non pagherà più una fee agli editori per l’utilizzo dei loro contenuti sui canali Discover di Snapchat. Condividerà invece con loro i ricavi pubblicitari ottenuti da quei contenuti. In passato, il social tratteneva l’intera raccolta pubblicitaria, a fronte di una commissione per la distribuzione dei contenuti degli editori sulla propria piattaforma. «Non rilasciamo commenti sui particolari degli accordi finanziari coi nostri partner, ma il nostro obiettivo nell’avviarli è quello di aiutare i nostri partner a costruire un modello di business su Snapchat sostenibile e a lungo termine», ha spiegato un portavoce di Snap. Leggi di più su Digiday.

Su Instagram via ai test per un nuovo servizio di prenotazioni e pagamenti

Prende forma un nuovo strumento di Instagram che consente agli utenti di prenotare servizi ed effettuare pagamenti alle aziende direttamente dall’app. Inizialmente annunciato mesi fa, il tool è ora in fase di test con un limitato numero di partner, tra cui app per la prenotazione online di ristoranti. Gli utenti potranno registrare una carta di credito o di debito utilizzando il loro profilo Instagram e stabilire un codice di sicurezza per il suo utilizzo; in futuro questo servizio potrebbe essere utilizzato, ad esempio, per la vendita di biglietti del cinema. Leggi di più su TechCrunch.