Main partner:

Jobs

Verizon Media arricchisce la DSP con un nuovo strumento per l’ottimizzazione degli acquisti

Verizon Media ha annunciato il lancio di un nuovo strumento dedicato agli utilizzatori della sua DSP.

Il tool consentirà agli inserzionisti di avere una visione omnicomprensiva delle loro possibilità di acquisto in programmatic: grazie all’utilizzo del machine learning, garantirà agli inserzionisti massima chiarezza sul loro ecosistema programmatico di riferimento, con insight e suggerimenti per le pianificazioni in base ai canali, ai formati e alle piattaforme di scambio.

Il nuovo strumento all’insegna della trasparenza “offre una visione a 360 gradi dell’ambiente programmatico omnicanale del cliente della DSP, con analisi della reach e dei costi per canale (display, connected tv, dooh, audio, etc.) per formato (video, native, etc.) e per exchange. Consentirà agli inserzionisti di capire appieno come ogni canale, formato e piattaforma di scambio sta performando per loro, allo stesso tempo fornendo stime per modellare le strategie, le creatività e il targeting delle campagne“, spiega la società in una nosta, aggiungendo che in futuro il tool verrà arricchito con nuove segmentazioni per dispositivo, durata del video, posizionamento del video e dominio, “fornendo agli advertiser informazioni senza precedenti sul loro universo programmatic”.

«Con l’annuncio di oggi, continuiamo ad avere un ruolo da leader, offrendo ai clienti della nostra DSP una intelligence granulare su tutti i canali a livello d’asta, dando loro tutto ciò di cui hanno bisogno per capire come e dove allocare al meglio i loro investimenti», spiega il chief business officer di Verizon Media Iván Markman.

MainAd presenta l’offerta di LeadBI e apre la DSP Logico al self-service e al Video Retargeting

MainAd sfrutta l’occasione del prossimo Netcomm Forum, a Milano il 29 e 30 maggio 2019, per presentare le novità ed i risultati più rilevanti del primo semestre e che faranno da base per lo sviluppo di ulteriori attività e proposte nella seconda parte dell’anno.

Si parte con Logico, la DSP (Demand Side Platform) proprietaria di MainAd con la quale l’azienda serve la maggior parte dei suoi clienti per attività di performance retargeting, è che ora disponibile anche in modalità self-service, così da poter estenderne l’utilizzo a quei brand e agenzie che vorranno dotarsi di una gestione in-house, in totale trasparenza circa le dinamiche di pricing e di targeting del programmatic advertising.

Da una recente ricerca di IAB US già oggi l’86% dei brand italiani che operano in programmatic advertising ha iniziato ad internalizzare parte di queste attività, tra chi ha già completamente trasferito le funzioni di acquisto interne (41%) o lo ha fatto in parte (45%). Il mercato sia domestico sia internazionale potrà quindi beneficiare degli importanti sviluppi di Logico: la soluzione è certificata da IAB Europe per la gestione del consenso degli utenti in ottica GDPR, e da Google Cloud Platform per la tecnologia di sviluppo. Su di essa, lo scorso anno, sono state condotte 4,6 milioni di transazioni, con l’erogazione di oltre 1,1 miliardi di impression.

Altra novità relativa a Logico, la piattaforma offre adesso anche la possibilità di erogare campagne di Video Retargeting. “L’associazione del formato Video con la Customer Journey dell’utente permette di gestire una sequenza di storie in vari formati video su cluster di utenti specifici – spiega la società -, sia per migliorare il conversion rate delle campagne di display retargeting sia per espandere le iniziative volte al branding e alla loyalty”.

Il Netcomm Forum costituirà anche la prima partecipazione ad un evento pubblico di LeadBI, piattaforma di Marketing Automation della quale MainAd ha recentemente acquisito una partecipazione significativa (30%), e che ora si presenta al mercato forte di uno sviluppo continuativo di soluzioni per il marketing automation raggruppate in una piattaforma direttamente utilizzabile dai brand. Il focus di LeadBI sono le PMI, segmento di mercato con un alto bisogno in termini di digital transformation. Grazie a LeadBI l’automazione viene utilizzata al massimo delle sue potenzialità per comprendere al meglio il traffico di utenti sul sito web e mobile dei brand con analisi svolte in tempo reale, fino alla creazione di campagne personalizzate di marketing multicanale.

«La presenza a Netcomm Forum 2019 arriva in un momento importante per MainAd – precisa Michele Marzan, Chief Strategy Officer di MainAd e anche IAB Italia Board Member -. L’azienda è ormai lanciata in una fase di sviluppo decisamente all’avanguardia in termini di tecnologie. Siamo attivi sul deep learning da ormai tre anni, in un contesto come quello del Media e della personalizzazione dell’advertising chiaramente sempre più demanding. Grazie alle altre aziende del gruppo, LeadBI e ProfiliAd, stiamo creando un sistema virtuoso che ha origine in Italia venendo però esportato in tutto il mondo. Insieme con i Founder di MainAd sono chiaramente eccitato di fronte alle opportunità che stiamo creando e che si sintetizzano anche nella collaborazione con nuovi clienti come Farfetch in ben 14 Paesi, Swarovski in 10 Paesi, Stradivarius da pochissimo in 4 Paesi».

«L’acquisizione portata avanti da MainAd nel 2018 ci arricchisce enormemente potendo contare non solo su una realtà solida e affermata nel proprio settore di riferimento ma anche e soprattutto su reciproche soluzioni che si integrano perfettamente e aumentano in maniera esponenziale e variegata il portfolio prodotti a disposizione del mercato globale del digital», aggiunge Nicolò Capone, CEO e Co-founder di LeadBI.

Il gruppo MainAd ha base in Italia, a Pescara e Milano, unitamente agli altri uffici operativi di Londra, Istanbul, Trivandrum e Manila. Già dal 2016 ha iniziato una progressiva espansione delle linee di business lanciando ProfiliAd, un network di performance marketing attivo in India. Oggi MainAd collabora con oltre 400 brand in più di 60 Paesi, e il suo fatturato si sviluppa già oggi per oltre il 50% nel mercato US, che è attualmente oggetto di studio per una prossima apertura di una sede operativa.

Google arricchisce la sua DSP con nuovi strumenti per l’acquisto di pubblicità tv

Anche quest’anno, in occasione della conferenza Marketing Live, Google ha presentato alcune novità relative alla sua offerta pubblicitaria. Tra di esse, c’è anche una serie di nuovi strumenti all’interno della sua DSP Display & Video 360 (ex DBM), che aprono di fatto le porte della piattaforma agli acquisti televisivi.

Le novità, raccontate dal director product management di Google Marketing Platform Payam Shodjai anche su un blog post, sono volte ad aiutare gli inserzionisti a targettizzare in maniere più efficace gli utenti attraverso i vari schermi, ed a facilitare i loro acquisti media, con un occhio di attenzione alla privacy degli utenti.

“Innanzitutto – ha spiegato il manager – implementeremo degli standard volti alla privacy per le tv connesse, capaci di assicurare pratiche responsabili di gestione delle audience offrendo agli utenti trasparenza e possibilità di scelta sulle loro impostazioni della pubblicità. In secondo luogo, lanceremo delle nuove funzionalità per la tv lineare, in modo che si possa estendere la reach pubblicitaria agli spettatori della tv tradizionale, acquistando pubblicità sui broadcaster nazionali o su quelli locali. Infine, per aiutare a realizzare strategie tv coerenti nei vari metodi di erogazione, stiamo creando un flusso di lavoro centralizzato per l’acquisto di pubblicità sia su tv connesse che lineari”.

Nello specifico, la DSP supporterà un identificativo standard di IAB Tech Lab, chiamato IFA, tramite cui gli inserzionisti potranno gestire la frequenza delle campagne, misurare la reach e attuare strategie di segmentazione delle audience efficaci nel rispetto della privacy degli utenti (tale supporto è previsto anche per la piattaforma di Google per gli editori, Ad Manager).

Big G ha anche annunciato l’arrivo su Display & Video 360 di nuovi specifici strumenti per gli acquisti televisivi, tramite cui ad esempio “si potranno impostare parametri di campagna dettagliati come geografia, porzione della giornata, genere del programma o direttamente i network tv – ha spiegato Payam Shodjai -. Ed ovunque nella campagna, sarà possibile gestire rapidamente l’allocazione dei budget e ottimizzare la reach aggiustando questi parametri”. L’omogeneità degli acquisti sulle due tipologie di tv sarà garantita anche da una nuova, unica dashboard che potrà essere utilizzata sia per tv lineari che per tv connesse, e da un nuovo processo di audience buying che riunirà entrambi i flussi di lavoro in un singolo insertion order su Display & Video 360. “Inizieremo a rendere disponibile questo nuovo flusso di lavoro questo autunno”, ha specificato il manager.

Google, la DSP Display & Video 360 supporterà ads.txt di default

Google ha annunciato una serie di novità per la brand safety dedicate ai brand e agenzie che utilizzano la sua DSP Display & Video 360. Tra queste, il supporto di default alle inventory dotate di ads.txt.

A partire da agosto, le campagne acquistate tramite la piattaforma verranno posizionate solo su spazi con ads.txt. Il che vuol dire che solo gli editori che si sono dotati di questo strumento anti-frode per le loro property saranno idonei a ricevere offerte d’asta tramite Display & Video 360.

Google, inoltre, ha comunicato che supporterà anche app-ads.txt, il nuovo standard per la pubblicità in-app creato da IAB per promuovere una maggiore trasparenza delle inventory su mobile e tv connesse, ufficialmente disponibile da marzo. Google ha annunciato che nei prossimi mesi la sua DSP non acquisterà più spazi in-app non autorizzati e, man mano che l’adozione di app-ads.txt aumenterà, anche questo strumento verrà adottato di default dalla piattaforma.

Big G è stato da sempre promotore delle soluzioni anti-frode di IAB. Lanciata nel 2017, ads.txt è una lista pubblicamente accessibile dei venditori e rivenditori autorizzati delle inventory di un sito, che le DSP possono “leggere” per individuare eventuali impression non autentiche.

App-ads.txt è il suo equivalente per la pubblicità sulle applicazioni e, disponibile da pochissimo sul mercato, ha un’adozione ancora bassa, ma Google si sta muovendo attivamente per farla crescere: «Sono ancora i primi giorni per app-ads.txt, ma stiamo attivamente lavorando per incoraggiare gli sviluppatori di app a pubblicare i loro file app-ads.txt – ha spiegato Roshan Khan, Senior Product Manager di Display & Video 360 -. Nei prossimi mesi, Display & Video 360 smetterà di acquistare inventory in-app non autorizzate sulla base della lettura dei file app-ads.txt. E quando l’adozione di app-ads.txt raggiungerà livelli sufficienti, consentiremo ad aziende e agenzie di scegliere di acquistare solo inventory in-app che sono autorizzate». E, considerato il peso di Google nel mercato della pubblicità digitale, c’è da aspettarsi che questa roadmap possa effettivamente dare una spinta all’adozione dello strumento anti-frode.

Infine, Google ha reso disponibile sulla sua DSP una nuova bacheca Brand Controls, che centralizza in un solo strumento tutti i controlli di brand safety delle piattaforma, fornendo una visione delle impostazioni fissate per ogni campagna, dalle esclusioni all’utilizzo dei soli venditori autorizzati in ads.txt, ai servizi di verifica per le campagne display, video, in-app e TrueView.

AppNexus rafforza l’organico in Europa: 60 posizioni aperte

AppNexus vuole rafforzarsi in Europa: la società specializzata in programmatic ha annunciato di aver aperto una ricerca finalizzata al reclutamento di 60 nuovi professionisti in tutto il continente. Le posizioni aperto riguardano le sedi di Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Italia.

AppNexus, acquisita da AT&T nel 2018 e ora parte della sua divisione dedicata all’ad tech, Xandr, si sta espandendo attraverso servizi, attività commerciali e una serie di altri team funzionali. Questo ulteriore investimento mira a promuovere la crescita della sua attività nell’area EMEA, nonché a potenziare il supporto e la copertura dei clienti e a diversificare le offerte, tra cui spiccano il media trading in programmatic e gli strumenti avanzati di analisi e intelligenza artificiale.

Adform rafforza l’area sales con Michela Passera e Alessandra Viganò. Esce Valeria Mazzon

Novità in casa Adform: la piattaforma di programmatic “full stack” usata da agenzie media, trading desk, brand ed editori a livello globale ha annunciato un’estensione degli incarichi per il VP Southern Europe Julien Gardès, che allarga le sue responsabilità all’area Middle-East Africa, e due nuovi ingressi nell’area sales della sede italiana: Michela Passera e Alessandra Viganò.

Ufficializzata anche l’uscita di Valeria Mazzon, che lascia il ruolo di country manager Italia per intraprendere un nuovo progetto professionale. La carica sarà ricoperta ad interim dallo stesso Gardès.

Nell’ambito della riorganizzazione del team locale, Adform conferma dunque la propria strategia di sviluppo del team sales, attraverso un ulteriore potenziamento del gruppo vendite con l’ingresso di due nuove risorse che andranno a supportare quest’area: Michela Passera, in qualità di Sales Director per la linea di Business Publisher e Digital Outdoor e Alessandra Viganò nel ruolo di Sales Account.

Adform, il profilo di Passera e Viganò

Passera entra in Adform come Sales Director dedicata al comparto publisher, rich media, SSP, adserver, programmatic, Dynamics ads, e DOOH. Esperta in marketing, sales e advertising, Michela vanta un’esperienza ventennale nel settore, grazie ai ruoli coperti in concessionarie e aziende digital. Prima di approdare in Adform, la manager è stata Sales Director di Erredue Communication, responsabile della gestione dei rapporti commerciale con clienti, agenzie e centri media/trading desk. Dal 2014 al 2016, ha ricoperto il ruolo di Responsabile Commerciale Digital presso il Gruppo Finelco con l’obiettivo di coordinare forza vendita, clienti e centri media. In precedenza, ha ricoperto la carica di Sales Manager con focus al comparto web per diverse testate editoriali e concessionarie italiane.

Alessandra Viganò fa il suo ingresso in Adform come Sales Account dopo aver ricoperto le cariche di Digital Sales Manager presso Quantum Advertsing e Digital Sales Account presso SHAA. Ruoli che hanno permesso ad Alessandra di approfondire il proprio know-how in campo digital e appassionarsi alle tematiche di settore dopo una laurea in Relazioni Internazionali e un Master in International Business – Economia presso l’Università Cattolica di Milano.

Esce Valeria Mazzon, nuovi incarichi per Gardès

Con l’uscita di Valeria Mazzon, la guida della italiana sarà dunque ricoperta da Julien Gardès. “Il 2019 si è aperto all’insegna del cambiamento per Adform Italia dando il benvenuto a due nuove figure che andranno a rafforzare un’area molto importante per la società”, afferma il manager. “Grazie all’ingresso di Michela e Alessandra il team Sales si amplia ulteriormente contribuendo a rafforzare il servizio e la presenza di Adform nel territorio italiano, intensificando in modo particolare l’attenzione al cliente in termini di supporto locale e partnership di lungo periodo che il mercato ci riconosce”.

Per Gardès, oltre alla responsabilità dell’ufficio italiano, sono poi arrivati nuovi incarichi internazionali: il manager, entrato in Adform nel 2017 con il ruolo di VP Southern Europe, grazie al nuovo incarico di VP Southern Europe & Middle-East Africa avrà la responsabilità di sviluppare il business di Adform in Turchia, Dubai e Sud Africa oltre che nei mercati sud-europei.

Con un’esperienza ventennale in ambito marketing e digital, prima di approdare in Adform, il manager ha ricoperto dal 2011 al 2017 la carica di Managing Director, Continental Europe & Mena presso Rubicon Project con il focus di espandere il business dell’azienda nei mercati di riferimento. In precedenza, Julien Gardès è stato Head of Technology Sales per la Francia di 24/7 Real Media (WPP Company), Head of Publishers & Operations di Valueclick Media e Business Development Director France di Miva Media.

In questo contesto Adform – che ha di recente presentato al mercato la nuova soluzione di targeting “self service” Audience marketplace – continua anche la sua espansione a livello globale. Solo nell’ultimo anno la società adtech ha aperto uffici in sette nuovi mercati, tra cui: Dubai; Australia; Sud Africa; Giappone; Estonia; Romania e Cina. Ad oggi l’azienda conta di circa 900 dipendenti ed è attiva in 28 Paesi.

Amazon migliora la sua DSP: nuove funzionalità e interfaccia

Amazon Advertising annuncia novità relative alla sua DSP, la piattaforma per l’acquisto di pubblicità display e video sui siti e le app della società, sulle property degli editori partner e sugli ad exchange terzi, dedicata ai grandi inserzionisti che spendono più di 35mila dollari.

Grazie agli ultimi aggiornamenti, la piattaforma consentirà adesso di effettuare l’editing in blocco delle impostazioni di targeting per dominio, audience e localizzazione: un piccolo cambiamento che potrebbe però far risparmiare non poco tempo ai brand, fino ad ora costretti ad inserire i dati molteplici volte.

amazon-dsp

Anche l’aspetto grafico e la navigabilità sono stati migliorati: pulsanti, tasti di accensione e stato delle campagne sono ora più visibili, e sulla piattaforma sono arrivate inoltre nuove funzionalità di reportistica customizzate, che consentiranno agli inserzionisti di scegliere quali colonne includere nei loro report, salvarle all’interno della piattaforma e avviarle in automatico su base regolare se desiderato.

amazon-dsp

Infine, sono stati apportati miglioramenti sul processo di approvazione delle creatività, ora più rapido.

Per Amazon, si tratta dell’ultimo di una serie di arricchimenti dell’offerta pubblicitaria. Recentemente, il colosso di Seattle ha lanciato il dynamic bidding e l’aggiustamento delle offerte all’interno dei suoi annunci Sponsored Products, ed ha attivato nuove metriche di acquisizione dei consumatori nelle campagne Sponsored Brand.

Zeotap porta sulla piattaforma mobile Sonata i suoi dati deterministici relativi al mercato italiano

Zeotap ha annunciato di aver stretto un accordo con Sonata, DSP/DMP mobile di TapTap, grazie alla quale metterà a disposizione della piattaforma tecnologica i propri dati deterministici di qualità, inclusi dati socio-demo e dati relativi a profilazioni per Interessi e per Intenzione d’Acquisto per il mercato italiano.

Grazie al processo di analisi, intelligence e processamento dei dati di audience e di localizzazione, Sonata progetta e sviluppa segmenti di audience ad hoc che, unitamente agli algoritmi di ottimizzazione di pre-bid, consentono una profonda selezione dell’inventory digitale e, conseguentemente, un alto livello di affinità col target ricercato.

«L’estensione del nostro accordo con Zeotap in Italia è una grande opportunità per continuare ad offrire ai nostri clienti nuovi e innovativi modi per trasferire il valore e garantire strategie focalizzate su profilazione, attivazione e misurazione dell’audience, in grado di replicare grandi storie di successo sviluppate worldwide –  commenta Alvaro Mayol, Partner & Group CTO di Sonata -. Per Sonata poter contare sui dati di Zeotap è importante perché permette di combinare dati proprietari con dati certificati, deterministici e di alta qualità, fondamentali per fornire migliori garanzie e migliori risultati nello sviluppo e nell’attivazione di cluster audience in tutto il funnel del consumatore».

Zeotap fornirà segmentazioni socio-demografiche sulla base di dati deterministici con elevati On-Target High Reach (OTR) per fasce di età, genere, brand, nazionalità e lingua impostata sul dispositivo. Inoltre, la società dispone di un catalogo di oltre 10.000 App a cui si potrà accedere direttamente da Sonata, sia individualmente sia scegliendo tra oltre 100 Categorie di interesse, con dati aggiornati quotidianamente. Infine, Zeotap offrirà più di 200 categorie di Intention to Buy che vanno dalla categoria di prodotto alla marca stessa.

Con la piattaforma proprietaria DSP/DMP mobile, Sonata dal canto suo traccia e memorizza tutti gli Unique ID raccolti con campagne mobile display, video, audio o native. Utilizza a questo scopo ogni fonte di dati con localizzazione esatta, quali gps, wi-fi o beacons, specie a livello di indoor, misurando l’attribuzione della campagna globale grazie a strumenti esclusivi (Location Quality Index). Grazie a Sonata LQI, è possibile anche geolocalizzare con precisione in Real Time anche l’audience mobile attorno alle postazioni di OOH. E con il tool esclusivo da poco lanciato in Spagna ed Italia, il Sonata Moohbile Real & Forecast Sync, la società rende anche possibile sincronizzare la pubblicità mobile con quella erogata sui Totem digitali OOH.

«È un grande passo per estendere geograficamente la nostra collaborazione con Sonata – commenta Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Manager di Zeotap in Italia -. Stiamo lavorando fianco a fianco per replicare il successo che abbiamo avuto nel territorio spagnolo e latinoamericano e la risposta del mercato è molto positiva. Insieme, stiamo offrendo capacità di targeting con dati di alta qualità che non erano disponibili prima, e gli inserzionisti stanno sperimentando un notevole miglioramento nei loro KPIs che molto presto potremo condividere».

Programmatic Advertising: la spesa globale raggiungerà i 75 miliardi di dollari quest’anno

Il mercato della pubblicità programmatica globale quest’anno raggiungerà i 75 miliardi di dollari di valore con una crescita del 25,9% rispetto al 2017, secondo gli ultimi dati del rapporto “Global Data Market Size” di OnAudience.com. La ricerca prevede per il 2019 un’ulteriore balzo a 89,5 miliardi di dollari.

Programmatic-stime-2018

A livello geografico, gli Stati Uniti continuano a dominare il mercato globale, ma la loro quota di mercato dovrebbe lentamente diminuire. Nel 2017, la spesa in programmatic negli USA rappresentava il 54,7% del totale (a 32,6 miliardi di dollari), ma OnAudience.com prevede che questa quota scenderà di 3,6 punti percentuali entro il 2019.

D’altro canto, la Cina registra la maggiore crescita nello stesso arco di tempo. Partendo da una quota dell’11,4% nel 2017, il grande Paese asiatico crescerà di 4,9 punti nel 2019, con una spesa che raggiungerà i a 14,6 miliardi di dollari. Gli altri Paesi considerati vedono cambiamenti molto più piccoli, al di sotto di 1 punto percentuale.

Nonostante la crescita della spesa in programmatic, quasi la metà degli annunci “programmatici” non soddisfa gli standard qualitativi stabiliti dal Media Rating Council, secondo quanto riportato da Warc. Di conseguenza, quasi un quinto degli inserzionisti statunitensi ha spostato completamente l’acquisto programmatico all’interno dell’azienda. Tra coloro che hanno adottato un approccio in-house all’acquisto, particolare focus viene rivolto al risparmio sui costi e al “time-to-market”.

Amazon testa il retargeting basato sulle ricerche degli utenti

Amazon sta testando un programma che consente agli inserzionisti di utilizzare le ricerche degli utenti sulla piattaforma di ecommerce per indirizzare campagne di retargeting sul web. Lo riporta Adexchanger, citando come fonte alcune agenzie coinvolte nella sperimentazione.

Questa funzionalità sarebbe disponibile tramite la DSP di Amazon, ed è la prima volta che i dati di ricerca del colosso di Seattle vengono utilizzati su questo strumento.

La società americana, che a settembre ha riorganizzato i propri prodotti per gli inserzionisti con il debutto del brand Amazon Advertising, è già attiva con un’offerta di retargeting, basato però sugli utenti che hanno visitato le pagine prodotto. Con questa novità amplierà le opportunità offerte agli inserzionisti, che potrebbero intercettare gli utenti che hanno espresso determinate intenzioni di acquisto.

In generale, i servizi per la pubblicità costituiscono una voce sempre più importante all’interno del bilancio di Amazon, con ricavi pari a circa 2,5 miliardi di dollari solo nell’ultimo trimestre.