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Tradelab mette il moment marketing in primo piano a IAB Forum 2018

Tradelab prende parte al prossimo IAB Forum (consulta qui l’agenda dell’evento) con “Moment Marketing Optimization: essere presenti nei momenti del customer journey che contano”: questo il titolo del workshop che terrà il programmatic service provider indipendente il 12 novembre alle 15.00 presso la sala Amber 3.

Sempre più persone accedono ad internet da mobile per interagire con i propri brand preferiti e prendere decisioni di acquisto. “Il modo in cui gli utenti fruiscono i contenuti soprattutto attraverso i propri smartphone porta con sé inevitabilmente anche un cambiamento nel modo di fare advertising e di vivere la customer journey”, dichiara Gaetano Polignano, Country Manager Tradelab Italia. La società, che dedica il 47% delle sue risorse alla ricerca e sviluppo di nuove soluzioni, ha recentemente lanciato un algoritmo di instant marketing mobile che permette di individuare i momenti migliori del customer journey degli utenti ed utilizzarli in maniera strategica per aumentare l’efficacia delle proprie campagne pubblicitarie.

Durante il workshop vedremo come attraverso l’analisi dei percorsi di navigazione e l’incrocio di aspetti come giorno, ora o tipo di connessione è possibile intercettare i micro-moment più propizi per comunicare con l’utente sul suo smartphone a seconda del brand e del messaggio. “Secondo alcuni nostri studi adottare una diffusione pubblicitaria in base ai momenti di vita permette di moltiplicare per 1,8 le probabilità di conversione degli utenti”, ha concluso Polignano. Durante il workshop verrà inoltre presentato anche un caso di successo di un cliente del settore travel.

Sizmek, l’integrazione con Rocket Fuel continua: parola a Enrico Quaroni

Prosegue il processo di integrazione tra gli strumenti di ottimizzazione creativa e di attivazione dati di Sizmek e la piattaforma di marketing predittivo di Rocket Fuel. L’obiettivo, secondo Enrico Quaroni, Managing Director per l’Italia di Sizmek, è offrire al mercato una soluzione full-stack che permetta di coniugare soluzioni in ambito ad server e acquisto media.

«Stiamo unendo due team altamente performanti e nel frattempo siamo al lavoro per consolidare l’offerta. A livello globale, il nostro impegno è quello di combinare le tecnologie in tempi brevi, per quanto riguarda l’Italia, intendiamo rendere disponibili il prima possibile i nostri prodotti a tutti i nostri clienti», ha dichiarato Quaroni.

Le audience comportamentali determinano la fine dei target socio-demo? La risposta in uno studio Beintoo

Le audience comportamentali stanno determinando la fine dei target socio-demo? Il tema è stato affrontato da Beintoo in occasione di Iab Forum, nel corso di una tavola rotonda che ha coinvolto Roberto Dragone, Head of Programmatic and Data per Mediamond, Adriana Ripandelli, Chief Operating Officer di Mindshare e Marco Storti, Head of Digital Marketing & Sales di Sky Italia.

Dal confronto sono emersi in particolare vantaggi e nuove sfide in termini di disponibilità, sorgenti, qualità, pricing e strumenti di post valutazione. Un’analisi sul comportamento di acquisto del panel di utenti Beintoo su due case history concrete (automotive e fashion), ha permesso di capire come, affidandosi ai soli dati socio-demografici, si corra il rischio di perdere fette importanti di audience che, analizzando dati geocomportamentali, risultano invece interessati al brand (e viceversa, come si finisca per colpire segmenti, individuati per età o genere, che non lo sono per niente).

Beintoo ha analizzato oltre 50.000 device ID all’interno del panel BeAudience.

Partendo da una case history nel comparto automotive, in cui il target definito dal cliente corrisponde a un pubblico maschile di età compresa tra i 30 e i 54 anni, è emerso come, in realtà, il brand abbia un’importante fetta (28%) di potenziali clienti interessati ai propri prodotti anche nelle fasce di età escluse, in particolare: l’8% delle persone interessate al brand ha tra i 18 e i 24 anni, il 16% è nel range 55-64 anni e il 4% ha più di 65 anni. Lo stesso succede considerando la suddivisione di genere, dove emerge che tra gli utenti interessati al brand, ben il 32% sono donne.

Inoltre, solo il 20% degli utenti in target conserva un reale interesse per l’acquisto dopo 60 giorni dalla prima associazione, recandosi effettivamente in concessionaria: da questo dato emerge come la profilazione dell’audience non possa prescindere dal considerare dati in tempo reale e non solo dati socio-demo statici.

La seconda case history ha analizzato una campagna per un cliente fashion, con l’obiettivo di colpire un pubblico femminile tra i 25 e i 44 anni. Anche in questo caso è emersa una porzione importante (50%) di clienti interessati al brand esclusi dalla sola profilazione socio-demo, tra cui un 12% appartenente alla fascia 18-24, un 23% tra i 45 e 54 anni, un 10% nella fascia 55-64 e un 5% tra gli over 65. Sul piano della profilazione di genere, un sorprendente 44% degli utenti interessati, ma esclusi dal target, sono uomini – probabilmente partner che cercano un regalo o che accompagnano mogli o fidanzate nel punto vendita.

Beintoo-Iab-2

“I dati socio-demo non sono più un parametro sufficiente se considerato a sé stante. La tecnologia ha spinto l’utilizzo dei dati per permettere agli advertiser di tracciare meglio il customer journey e proporre un’offerta più profilata in base ai comportamenti dell’utente. Se fino a poco tempo fa convivevano tre tipi differenti di dati – socio-demo, geocomportamentali e dati su intenzioni di acquisto – oggi è possibile e necessario integrare sempre meglio queste informazioni, per arrivare a veicolare il messaggio in modo sempre più rilevante, riducendo al minimo le dispersioni di budget, in un’ottica di crossmedialità”, ha dichiarato Andrea Campana, Ceo di Beintoo.

Il dibattito con agenzie e clienti ha permesso di evidenziare anche alcuni aspetti legati ai dati comportamentali che rappresenteranno le prossime sfide per il 2018 e per gli anni a venire. Dal momento che ogni individuo non è inquadrabile in un preciso profilo, ma possiede caratteristiche molto fluide e mutabili da un giorno all’altro, i dati non-sociodemo non sono standardizzabili e quindi non è semplice realizzare benchmark da proporre al mercato. I dati più affidabili sono quelli di prima parte, ma non tutti i player hanno sviluppato internamente un propria tecnologia per raccogliere e fornire questo importante asset: questo finisce inevitabilmente con l’avvantaggiare i “big” come Facebook e Google generando un problema di concorrenza e quindi di prezzi. La trasparenza del dato è un parametro fondamentale e certificarne provenienza e freschezza ha un costo, ma sarà necessario per differenziarsi dai grandi player, che offrono dati di qualità e in grande quantità. La qualità del dato si rifletterà necessariamente sul pricing, vista la crescente importanza che questo sta acquisendo e alle sue caratteristiche di maggiore trasparenza e misurabilità, anche in termini di Roi. In un futuro prossimo il “costo per outcome” potrà sostituire la logica del Cpm.

In Italia il Programmatic crescerà del 26% nel 2017, raggiungendo quota 396 milioni di euro

Nella cornice di IAB Forum è ormai un appuntamento atteso quello con l’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano. Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio, ha rivelato le stime del Politecnico sulla chiusura 2017 del mercato della pubblicità online, che parlano di una crescita del 12% e di un valore pari a 2,65 miliardi di euro (leggi qui l’articolo dedicato).

Dopo un’analisi dei vari formati, l’intervento di Lamberti punta i riflettori sul mercato del programmatic advertising che crescerà quest’anno del 26% raggiungendo il valore di 396 milioni di euro. «Parliamo non più di una crescita a tripla cifra come negli scorsi anni, ma comunque importante», specifica il Direttore.

Programmatic-adv-Lamperti-IAB-Forum2017

Il peso del programmatic advertising sul totale della pubblicità su internet passerà a fine 2017 dal 13% del 2016 al 15%, mentre il suo peso sul totale display adv dichiarato dal Politecnico si stima sarà pari al 25% (contro il 23% del 2016).

La crescita del comparto sarà guidata principalmente da Video e dal Private & Direct: «Saranno queste a fine 2017 secondo le nostre rilevazioni le principali voci in crescita. In particolare, il peso del video sul totale programmatic arriverà ad essere di circa il 30%, mentre la voce Private & Direct peserà circa il 45%».

A influire sullo sviluppo del mercato programmatico in Italia saranno i temi della media trasparency e della brand safety: «Su questo terreno si giocherà la partita, con una industry sempre più allertata su questi aspetti», ha concluso Lamperti.

IAB Forum, Moving Up e Clear Channel insieme in un workshop dedicato al Digital OOH

Moving Up sarà ospite di Clear Channel al workshop dedicato al digital out-of-home, che si terrà presso lo IAB Forum.

La società specializzata in processi di digitalizzazione per editori e professionisti prenderà anche parte al tavolo di lavoro che coordina insieme alla filiale italiana dell’Interactive Advertising Bureau con l’obiettivo di definire gli standard tecnici e di posizionamento per il DOOH, che si stima raccoglierà nel 2021 il 43% degli investimenti pubblicitari del mercato, con un tasso di crescita pari all’11,7% (CAGR 2017-2021 – Fonte PWC). Insieme a Moving Up, partecipano al tavolo alcuni tra i player di riferimento per questo mercato – a iniziare da Clear Channel e IGPDecaux fino a Grandi Stazioni, Telesia e alle principali centrali media.

A Moving Up ha recentemente progettato un sistema di pianificazione digitale avanzato per il DOOH in OTS (opportunity to see). Il modello permette di misurare in tempo reale la quantità di persone potenzialmente esposte ad uno spot erogato su impianti di affissione digitale. La misurazione della quantità di persone potenzialmente esposte avviene in tempo reale e il tutto può essere pianificato e determinato sulle principali DSP di mercato.

L’innovazione tecnologica e di visione, si legge nella nota, sono alla base della scelta di Clear Channel di rivolgersi a Moving Up per implementare tra gli altri anche questo modello. “Grazie ad un know-how che definirei pressoché unico, Moving Up è per noi sia un partner tecnologico strategico, sia un partner in grado di supportarci in maniera significativa commercialmente attraverso l’attivazione di nuovi canali data-driven e/o di interlocutori nativi digitali”, ha commentato Paolo Dosi, Amministratore Delegato di Clear Channel Italia.

Per l’occasione, Marco Valenti, Ceo e Fondatore di Moving Up, ha anticipato un’importante novità che verrà svelata nelle prossime settimane: «Siamo lieti di annunciare che abbiamo appena lanciato un sistema di pianificazione chiamato Drive To Store. Con questa modalità di pianificazione, siamo in grado di fornire al cliente che ha investito in una campagna DOOH il numero di persone che fisicamente si sono recate presso i suoi punti vendita dopo essere stati esposti alla campagna».

L’appuntamento con Moving Up e Clear Channel a IAB Forum è domani, mercoledì 29 novembre 2017, alle 17:15 al workshop “DOOH: La digital transformation è realtà” nella Glass Room. L’incontro è realizzato da Clear Channel in collaborazione con IAB Italia, Class, IGPDecaux, Grandi Stazioni e Moving Up.

Iab Forum 2016, intervista a Rupert Staines di RadiumOne

Il nuovo posizionamento, effettuato anche attraverso una recente operazione di rebranding, ha ampliato i confini di RadiumOne: non più una semplice società di tecnologia pubblicitaria ma un business per marketing tecnologico tout-court.

Ne ha parlato Rupert Staines in occasione dello Iab Forum 2016. Il Managing director per l’Europa della piattaforma ha poi identificato la rinnovata missione della società: educare il mercato e guidarlo nella comprensione dei nuovi fenomeni che stanno interessando la pubblicità digitale.

IAB Forum/ La video intervista a Enrico Quaroni, Rocket Fuel

Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe e MENA Region di Rocket Fuel, ha spiegato a Engage, in occasione di IAB Forum 2016, il cambio di prospettiva della realtà: «La direzione dell’azienda a livello globale è quella di diventare una software as a service company. Un cambio di passo che ha permesso alla sede italiana di essere una delle prime in Europa in termini di fatturato. Rocket Fuel si posizionerà sempre di più come facilitatore nel mercato del programmatic, all’insegna della trasparenza».

IAB Forum 2016, l’intervista a Francis Turner di Adyoulike

Puntare sui contenuti per attrarre utenti sempre più distanti dai classici banner. Il Native Advertising è uno dei grandi trend della comunicazione digital e proprio di questo si occupa la piattaforma internazionale Adyoulike, arrivata in Italia grazie a un accordo con la concessionaria Good Move, che ne cura la commercializzazione in esclusiva nel nostro Paese.

A IAB Forum abbiamo incontrato Francis Turner, CRO & UK Managing Director di Adyoulike, con cui abbiamo fatto il punto sull’approccio al Native della società.

IAB Forum / Michele Marzan, MainAd: «Occhi sulla semplificazione del Data Management»

MainAd, impegnata nell’ambito del programmatic buying e del machine learning, è stata tra i testimoni e i partecipanti di IAB Forum 2016.

Constatando il crescente interesse, emerso anche nel corso di questa edizione della due giorni, per tecnologia, programmatic e soprattutto per i dati, l’azienda si appresta a inaugurare il nuovo anno con una serie di novità che vanno proprio in questa direzione. L’obiettivo, spiega Michele Marzan, di recente nominato Chief Strategy Officer di MainAd, ai microfoni di Engage è «semplificare la complessità insita nel Data Management attraverso soluzioni in grado di mettere a terra un patrimonio e sfruttarlo a vantaggio della propria comunicazione».