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IAS espande la sua offerta di brand safety alla pubblicità su Facebook

Novità sul fronte brand safety per chi acquista pubblicità su Facebook.

Integral Ad Science (IAS) ha annunciato la disponibilità di una soluzione di brand safety che consentirà agli inserzionisti di verificare che gli annunci pubblicati su Facebook in-stream, Instant Articles e Audience Network appaiano accanto a contenuti sicuri per i loro brand.

“Questa nuova integrazione – spiega IAS in una nota – è un’aggiunta inestimabile alle già esistenti soluzioni di viewability e ad fraud di IAS su Facebook, che offrono agli inserzionisti l’accesso a dati fondamentali attraverso l’inventory display e video della piattaforma, su desktop e mobile”. Sfruttando i modelli di brand safety basati sul machine learning di IAS, gli inserzionisti ricevono block list che aiutano a controllare i tipi di contenuti intorno alla loro pubblicità.

L’integrazione di IAS-Facebook è globale, e comprende Facebook Audience Network, Instant Articles e In-Stream Video con copertura in 40 lingue.

«La capacità di brand safety attraverso il nostro programma di Facebook Marketing Partners aiuterà gli inserzionisti a connettersi con terze parti di fiducia come IAS. È importante fornire una scelta per indirizzare le preferenze di brand safety dei nostri clienti e continueremo a consentire ai partner di creare nuove soluzioni per soddisfare tali esigenze», ha commentato Gene Alston, VP Partnerships di Facebook.

«Uno dei nostri obiettivi in IAS è di fornire le soluzioni più complete su tutti i dispositivi e piattaforme, al fine di assicurare che la pubblicità dei nostri clienti raggiunga il loro pubblico e appaia in ambienti adatti per il brand. Facebook rappresenta un’enorme opportunità per gli inserzionisti e siamo entusiasti di aggiungere la nostra soluzione di brand safety alla nostra solida offerta per Facebook», ha aggiunto Joe Quaglia, VP, Business Development, IAS.

Informazioni in cambio di un compenso economico: Facebook lancia “Study from Facebook”

Facebook ha annunciato il lancio di “Study from Facebook“, un nuovo programma di ricerche di mercato volto a raccogliere dagli utenti che vorranno parteciparvi informazioni utili per il miglioramento dei propri prodotti e della propria roadmap strategica.

L’idea alla base del progetto è coinvolgere gli utenti nel fornire volontariamente alcune informazioni sui loro dispositivi: ad esempio, le applicazioni installate sul proprio telefono, quanto tempo gli utenti impiegano su ogni app, le attività o le funzioni delle app che vengono considerate più utili, il Paese di provenienza dell’utente e il tipo di dispositivo di network utilizzato. Per aver partecipato alla “survey”, gli utenti coinvolti riceveranno un compenso economico (su cui Facebook non ha fornito dettagli).

I risultati delle ricerche verranno utilizzati per migliorare i servizi e le strategie di Facebook: potrebbero essere utilizzati ad esempio per sapere se e quanto un proprio servizio viene utilizzato, valutare le performance dei concorrenti o anche capire il valore di un’app potenzialmente acquistabile. Nel blog post in cui annuncia il lancio del programma, il social promette che non si approprierà di identificativi, password, foto, video o messaggi degli utenti, e che le informazioni raccolta non verranno vendute a società esterne, né utilizzate per targettizzare pubblicità, né rese pubbliche sui profili. L’iniziativa, precisa Facebook, sarà all’insegna della sicurezza e della trasparenza.

Il riferimento a queste due parole chiave non è casuale: all’inizio di quest’anno Facebook aveva rimosso un servizio molto simile, l’app Research, dopo essere stata accusata di pagare teenager per avere un accesso praticamente illimitato ai loro dati e alle attività dei loro smartphone.

Questa volta, il servizio sarà destinato solo ai maggiorenni (18+) in USA e in India – anche non utenti di Facebook – a cui verrà chiesto di partecipare volontariamente al progetto in cambio di un corrispettivo economico. Il “recruiting” avverrà attraverso degli annunci pubblicitari: agli utenti che accetteranno di partecipare al programma verrà chiesto di scaricare un’app Android che poi “leggerà” le informazioni richieste.

Come incrementare le lead con la giusta strategia Facebook

Siamo su Facebook e Instagram mentre andiamo a lavoro, postiamo immagini e storie quando siamo alle feste con gli amici. I social sono diventati parte integrante delle nostre vite – secondo un recente studio, l’utente medio spende 2 ore e 22 minuti sui canali social. È chiaro il perché abbiano un ruolo così importante nelle strategie online degli advertiser. Ecco alcune tattiche che permetteranno ai brand di ottenere le migliori performance per le loro campagne Facebook:

1. Targeting: Ottieni dati di interesse e intent 3rd party

Scegliere il target giusto è fondamentale per ogni strategia digitale. È chiaro quindi che trovare i segmenti di pubblico migliori è di importanza critica. La buona notizia è che Facebook offre dati demografici molti forti, poiché vengono forniti direttamente dagli utenti che si registrano. Tuttavia, a Facebook mancano dati di interesse e intent.

Dopo lo scandalo Cambridge Analytica, i dati di terza parte sono stati rimossi dalla piattaforma di Facebook e nuove restrizioni come Clear History sono state implementate – il che ha reso la vita più difficile ai marketer. Ecco dove zeotap entra in gioco: siamo l’unico data provider di terza parte in grado di rendere disponibile su Facebook dati di app usage e purchase intent, in totale compliance con la GDPR. Possiamo generare per i nostri clienti un uplift del 670% sulle lead e un saving del 75% grazie al miglioramento delle metriche di ad relevance diagnostics (prima relevance score) su Facebook.

2. Obiettivi: Concentrati su uno soltanto

C’è una chiara differenza rispetto alle altre piattaforme che molti advertiser non conoscono quando settano gli obiettivi per una campagna su Facebook. Rispetto ad altri canali, l’algoritmo di Facebook è piuttosto aggressivo e funziona soltanto verso l’obiettivo impostato all’inizio della campagna. Questo significa che, ad esempio, quando un advertiser imposta un obiettivo di traffico, può dimenticarsi dell’engagement e delle conversioni. Per Facebook, quindi, i brand devono definire i propri obiettivi in maniera intelligente per ogni campagna e concentrarsi solo su questi ultimi. Scegliendo una metrica e ottimizzando su di essa.

3. Formati e creatività: assicurati che siano il giusto fit per i tuoi obiettivi

Facebook offre una vasta gamma di formati, come video, carosello e canvas – ed ognuno di essi ha un modo specifico attraverso cui l’utente può interagire con esso. Assicurarsi come ogni formato si combina con gli obiettivi e la strategia della campagna è fondamentale per assicurarsi il successo. Per fare alcuni esempi: video e canvas sono ideali per la brand awareness ma non troppo efficaci nel portare traffico al sito per via del costo elevato. D’altra parte, carosello e banner standard sono i formati più efficaci per generare traffico. La performance dal canvas è ottima anche quando si tratta di mostrare il catalogo prodotti – grazie all’opportunità del retargeting dinamico – o per raccontare una storia che necessita di più di un’immagine.

4. Medium: Capire l’uso della piattaforma da parte di ogni utente

Raggiungere i clienti potenziali al momento giusto è molto più importante quando si parla di social media. Perché non tutti gli utenti usano il canale allo stesso modo e nello stesso momento della giornata. Ecco perché comprendere in modo granulare l’uso del mezzo consente agli advertiser di mostrare i propri prodotti o servizi al momento più opportuno per il proprio pubblico. Alcune domande da porsi sono: dovrei parlare agli utenti mentre sono al lavoro, o aspettare che arrivino a casa alla sera quando sono più rilassati? Sono più ricettivi mentre leggono le news la mattina o mentre guardano la TV dopo cena?

5. Analytics: oltre i KPI di base

Se non lo misuri, non puoi capirlo e non puoi agire. I marketer dovrebbero usare l’analytics di Facebook per comprendere i risultati delle proprie campagne – in profondità. Le metriche di base come CTR e CPC sono fondamentali, ma non bisogna dimenticarsi di prendere in considerazione quelle più avanzate come la video retention o la durata di visualizzazione del canvas. Una conoscenza approfondita delle metriche di Facebook aiuta gli advertiser a correggere ed ottimizzare le proprie campagne.

Facebook porta gli annunci “giocabili” sull’Audience Network

Facebook estende la portata delle campagne “giocabili”, un formato che consente agli utenti di testare un gioco mobile in versione demo, anche al suo Audience Network.

Questo tipo di annunci è stato lanciato dal social la scorsa estate sul suo News Feed, e adesso sarà acquistabile anche sui posizionamenti video “a premio” (rewarded) e interstitial del suo network di property esterne.

Il social ha anche annunciato l’arrivo di nuovi strumenti di misurazione per questi annunci giocabili, che consentiranno di visualizzare quando un utente comincia a interagire con il formato e quanto attivamente interagisce con esso, e di tracciare il traffico in uscita. L’obiettivo è aiutare i brand a misurare quanto il pubblico è interessato al gioco in modo da poterlo eventualmente migliorare.

Queste nuove metriche, insieme al supporto per la compressione dei file e il vertical video che aiuteranno gli inserzionisti ad adattare per la piattaforma il materiale già in loro possesso, saranno resi disponibili nelle prossime settimane.

Facebook ammette: la funzione “Clear History” impatterà sul targeting pubblicitario

Lo scorso anno, in occasione della conferenza F8, Facebook aveva annunciato di stare lavorando a uno strumento, chiamato “Clear History“, che consentiva agli utenti di cancellare le informazioni raccolte su di loro relativamente all’utilizzo di siti e app esterni. Più avanti, circa due mesi fa, la società aveva ripreso l’argomento, annunciando che i lavori sul tool stavano continuando, e che il suo lancio era a calendario entro l’anno.

Sin da subito il mercato si è interrogato sulle possibili conseguenze che “Clear History” potrebbe avere sull’efficacia del targeting pubblicitario sul social network e sulle sue property, ed oggi, con un annuncio ufficiale, Facebook lo ammette: la soluzione potrebbe avere impatto sul targeting, ma non su misurazioni e analytics.

In un blog post, Facebook ha fornito ulteriori dettagli su come funzionerà lo strumento, ad esempio indicando che la funzione in effetti non cancellerà le attività di navigazione o di interazione con property esterne, ma renderà questi dati anonimi. Il che vuol dire che tali informazioni non verranno più associate a specifici utenti, ma potranno comunque contribuire, in maniera aggregata, ai dati di analytics di tali property.

Il social ha anche specificato quali potrebbero essere le sue implicazioni per la segmentazione degli utenti a fini pubblicitari. “Quando qualcuno disconnette la propria attività al di fuori di Facebook (il tool consente di “spegnere” la propria visibilità fuori dal social network), noi non potremo usare a fini di targeting i dati cancellati. Questo significa che le opzioni di targeting che sfruttano strumenti di business di Facebook, come i pixel di Facebook, non potranno essere usati per raggiungere qualcuno con la propria pubblicità. Questo include le Custom Audiences costruite partendo dai visitatori di un sito o un app [esterni]. Le aziende dovranno tenere tutto ciò a mente quando svilupperanno le loro strategie per questi tipi di campagne nella seconda parte dell’anno e oltre”.

Clear History, invece, non avrà effetti in ambito misurazioni e analytics. “Saremo ancora in grado di fornire accurate misurazioni per aiutare le aziende a comprendere l’impatto dei loro investimenti su Facebook, allo stesso tempo onorando la scelta degli utenti di esercitare un controllo sulle loro attività al di fuori di Facebook”.

Il prodotto, ha ribadito la società, verrà immesso sul mercato nei prossimi mesi.

Facebook lancia una nuova suite di soluzioni pubblicitarie per le PMI

Con l’intenzione di rendere più semplice per le PMI creare e gestire le campagne sulla piattaforma, Facebook ha annunciato il lancio di una nuova suite di strumenti pubblicitari che punta ad automatizzare gran parte dei processi di back-end richiesti nella creazione di una campagna.

Si tratta di una piattaforma per gli annunci automatizzati (Automated Ads) e di una serie di funzioni per l’editing dei video e la prenotazione di appuntamenti.

Grazie ad Automated Ads, le PMI avranno adesso a disposizione uno strumento capace di creare automaticamente fino a sei differenti versioni di un annuncio, pianificabili su Facebook, Instagram, Messenger e l’Audience Network. Attraverso una serie di domande poste all’azienda sul tipo di business condotto e gli obiettivi pubblicitari, la piattaforma suggerirà pulsanti di call-to-action e dettagli creativi, per rendere più facile e veloce la creazione degli annunci. Il tool offrirà anche suggerimenti sul targeting degli annunci e sul budget da investire in base agli scopi da raggiungere e, una volta partita la campagna, la ottimizzerà per massimizzarne le performance.

All’interno di Ads Manager, inoltre, arrivano tre nuovi strumenti di editing dei video: il cropping automatico, la rifilatura dei video e l’overlay di immagini e testi. I nuovi tool, volti ad aumentare le possibilità creative degli inserzionisti a budget limitato, saranno disponibili anche su Business Manager.

Infine, le aziende presenti su Facebook e Instagram potranno ora avere accesso a nuovi strumenti di gestione degli appuntamenti, che consentiranno ai loro clienti di prenotare servizi tramite le due piattaforme. Saranno disponibili gratuitamente per tutte le imprese presenti sui social.

A livello globale, sono oltre 90 milioni le PMI presenti su Facebook.

Facebook: ThruPlay diventa l’opzione di acquisto di default per la pubblicità video

Facebook ha annunciato che ThruPlay diventerà l’opzione di acquisto di default per la propria pubblicità video. Contestualmente a questa decisione, il social inizierà a partire da questo mese lo spegnimento della soluzione per l’ottimizzazione delle visualizzazioni video da 10 secondi, mettendo in pausa le campagne su cui è ancora impostato questo tool.

ThruPlay è uno strumento, lanciato lo scorso settembre, che consente alle aziende di ottimizzare e pagare soltanto per quegli annunci che vengono visti interamente o per almeno 15 secondi, mentre il tool per l’ottimizzazione delle visualizzazioni video da 10 secondi, come dice lo stesso nome, ottimizza l’erogazione delle campagne agli utenti che ci sono più probabilità guardino 10 secondi o più del video.

“Dal momento della sua introduzione, l’ottimizzazione ThruPlay ha funzionato molto bene sugli inserzionisti video – ha spiegato Facebook in un blog post -. Di fatto, per ogni dollaro speso in una campagna, l’ottimizzazione ThruPlay performava in maniera comparabile all’ottimizzazione delle visualizzazioni video da 10 secondi nel miglioramento dell’ad recall e della brand awareness. Per questo abbiamo reso ThruPlay il tool di ottimizzazione di default per le campagne video”.

Dopo il 31 luglio, ThruPlay e “2-second Continuous Video Views” saranno le sole opzioni disponibili per l’ottimizzazione dell’erogazione degli spot. Fino a quella data, gli inserzionisti dovranno sostituire manualmente con una di queste due l’eventuale opzione 10 secondi precedentemente impostata, pena la messa in pausa delle loro campagne.

Il cambiamento non influenzerà le modalità di pagamento degli annunci. Gli inserzionisti potranno sempre scegliere se pagare a CPM (ossia, nel caso di Facebook, quando un pixel del video è visibile) o in modalità ThruPlay (quando un annuncio viene riprodotto per il 97% della sua durata o fino a 15 secondi).

Facebook rinnova Ads Manager e lancia una nuova strategia di bidding per i brand

Facebook ha annunciato una serie di novità pubblicitarie.

Il social, innanzitutto, ha rinnovato l’interfaccia di Ads Manager, con un design più pulito per una migliore navigazione sulla piattaforma. Il nuovo look ha semplificato le funzioni di navigazione e aggiornato l’esperienza di gestione delle campagne, anche grazie all’aggiunta di una nuova barra di navigazione che mette in evidenza gli strumenti di reportistica e di misurazione delle performance delle campagne. Tra le novità, anche una nuova funzione di copia-incolla per la creazione degli annunci, e una nuova feature di auto-naming per una più rapida personalizzazione delle campagne. Facebook, inoltre, conta di lanciare in futuro nuovi strumenti per la creatività e il posizionamento delle campagne, che saranno disponibili entro il prossimo anno.

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Tra le novità annunciate dal social, anche una nuova strategia di bidding per gli inserzionisti. Oltre a bid cap (focalizzata sul volume delle conversioni) e target cost (sulla prevedibilità dei costi), i brand potranno ora utilizzare anche la strategia del cost cap bidding, che massimizza sia il rapporto costo-efficienza che i risultati. “Il cost cap semplifica la gestione delle campagne e aiuta a focalizzarsi sul rendere scalabile il volume dei risultati controllando allo stesso tempo i costi. A differenza delle altre strategie di bid che aiutano a ottimizzare sulla base dei costi, il cost cap consente di stabilire un CPA/CPI massimo che si è disposti a pagare per i risultati, riducendo la complessità di gestione dei bid e al contempo massimizzando i risultati di campagna”, scrive Facebook nel blog post. La novità verrà resa disponibile per tutti i buyer nel corso di quest’anno.

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Infine, per le agenzie che gestiscono account di clienti, Facebook ha annunciato di stare lavorando a un aggiornamento della piattaforma Business Manager, che arriverà entro quest’anno. L’aggiornamento includerà modalità più semplici di importare nuovi clienti all’interno del sistema, oltre a funzioni arricchite per la reportistica storica dei clienti e un nuovo modo di organizzare gli asset e renderli accessibili agli utenti che hanno i permessi.

Facebook manda in pensione l'”ad relevance score” e lancia tre nuove metriche

Facebook ha annunciato di aver sostituito l’ad relevance score, il punteggio che misura la rilevanza di un annuncio pubblicitario, con tre nuove metriche.

L’ad relevance score, lanciato all’inizio del 2015, era uno strumento che offriva alle aziende la possibilità di verificare quanto erano rilevanti i loro annunci per il pubblico target. Sarà definitivamente disattivato il 30 aprile, e sostituito da Facebook con nuovi tool che il social definisce “più granulari”. Si tratta del “quality ranking”, dell'”engagement rate ranking” e del “conversion rate ranking”.

Il quality ranking misurerà la qualità percepita dell’annuncio, paragonata ad annunci che hanno lo stesso pubblico target. Anche l’engagement rate ranking sarà “comparativo”, misurando il livello di engagement stimato per una campagna rispetto a quello di un annuncio “concorrente”. Il conversion rate ranking, infine, mostrerà il tasso di conversione stimato dell’annuncio, a paragone con una campagna con gli stessi obiettivi di ottimizzazione e audience.

Tutte e tre le nuove metriche, come l’ad relevance score prima di loro, non si applicano alle performance degli annunci nell’asta, ma forniscono informazioni su come eventuali cambiamenti alla creatività, il targeting o l’esperienza post-click possono avere impatto sulle performance pubblicitarie.

Contemporaneamente a questa novità, Facebook ha annunciato lo spegnimento il mese prossimo di altre sei metriche pubblicitarie: Offers Saved, Cost Per Offers Saved, Messaging Replies, Cost Per Messaging Replies, Mobile App Purchase ROAS e Web Purchase ROAS, che verranno sostituite con nuove metriche aggregate.

In particolare, verrà introdotta la metrica Posts Saved, per vedere quante persone hanno salvato un annuncio, in cui convoglieranno Offers Saved e Cost Per Offers Saved; Messaging Replies e Cost Per Messaging Replies verranno sostituiti dalle nuove misurazioni Messaging Connections e Messaging Conversations Started; infine, i ROAS per web e mobile verranno unificati in un’unica metrica di ROAS per tutti i canali.

Per Zuckerberg il futuro di Facebook è focalizzato sulla privacy

Dopo gli scandali in tema di sfruttamento dei dati, e desiderosa di recuperare la fiducia dei suoi utenti, Facebook ha deciso di puntare a diventare sempre più una “piattaforma di comunicazione focalizzata sulla privacy”.

Questo nuovo obiettivo della società è stato annunciato dal suo stesso Ceo e fondatore Mark Zuckerberg in un lungo blog post, in cui il manager ha annunciato quelli che saranno i prossimi passi dell’azienda verso una maggiore protezione delle informazioni personali dei suoi utilizzatori.

Tra questi, l’intenzione di rendere di default criptati e “a scadenza” i messaggi sui suoi servizi di chat, in particolare Facebook Messenger e Instagram Direct (su WhatsApp è già parzialmente così).

“Capisco che molte persone non pensino che Facebook possa o voglia mai costruire una piattaforma focalizzata sulla privacy, perché onestamente non abbiamo al momento una grande reputazione nella realizzazione di servizi che proteggano la privacy, e ci siamo storicamente focalizzati su strumenti maggiormente volti a un’aperta condivisione – ha spiegato Zuckerberg -. Ma abbiamo più volte dimostrato che possiamo evolvere costruendo soluzioni che le persone davvero vogliono, anche nella messaggistica privata e nelle storie”.

Facebook, dunque, cripterà i messaggi end-to-end dei suoi servizi di chat, il che significa che, al di là del mittente e del destinatario, nessun altro potrà leggerli (neanche la stessa Facebook); renderà i messaggi “effimeri”, ossia capaci di autocancellarsi dopo un determinato periodo di tempo; unirà parzialmente le app di messaggistica in maniera tale che gli utenti possano scambiarsi messaggi da una piattaforma all’altra (una volontà di cui si era già parlato in passato); e si rifiuterà di immagazzinare i dati in Paesi “con una storia negativa in tema di diritti civili come la privacy e la libertà di espressione”, per evitare ai governi di queste Nazioni di entrare in possesso di tali informazioni. Mossa, quest’ultima, che verrà attuata nonostante, secondo Zuckerberg, potrebbe avere delle conseguenze su un eventuale blocco del servizio in alcuni Paesi: “E’ un compromesso a cui siamo disposti a scendere”, ha scritto in proposito.

Non è ancora chiaro quando queste novità verranno concretamente realizzate. Nel blog post, Zuckerberg non dà delle tempistiche precise, limitandosi a dire che sarà necessario “qualche anno” per realizzare l’obiettivo di trasformare Facebook da una piazza pubblica digitale ad un social network sicuro e affidabile.