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Cosa ne pensa il mercato della nuova piattaforma pubblicitaria di Apple?

Dal nuovo progetto pubblicitario di Apple al fenomeno delle frodi nell’influencer marketing, all’avanzata delle big di internet tra i top spender pubblicitari: ne parliamo nella nostra rassegna di oggi.

Apple prepara una nuova piattaforma pubblicitaria. Avrà successo?

Qualche tempo fa si è diffusa la notizia che Apple fosse al lavoro su un nuovo network di pubblicità a performance in-app, segno di una sua definitiva apertura al business pubblicitario dopo il tentativo fallito dell’esperienza iAd. Che il pubblico iOS sia estremamente interessante non ci sono dubbi, ma Apple sembra essere ancora restia a voler utilizzare i dati dei propri utenti a fini pubblicitari, in un mercato che – ora ancor di più rispetto a qualche anno fa, ai tempi di iAd – è sempre più data driven. E molti operatori pubblicitari nutrono dubbi sul possibile successo di questa nuova iniziativa. Leggi di più su AdWeek.

Amazon è il quarto spender pubblicitario in USA

Crescono gli investimenti pubblicitari delle internet company. Secondo uno studio di AdAge, ben undici società digitali tra cui Amazon, Alphabet (Google) e Netflix hanno aumentato a doppia cifra la loro spesa adv negli Stati Uniti nel 2017: Netflix del 45%, Alphabet del 32% e Amazon del 28%. Il colosso dell’ecommerce l’anno scorso è stato il quarto principale spender pubblicitario nel Paese, in crescita dall’8° posto del 2016 e dal 70esimo del 2010. Secondo lo studio, lo scorso anno Amazon ha investito in pubblicità e promozione un budget stimabile in 3,4 miliardi di dollari. Leggi di più su AdAge.

Frodi nell’influencer marketing: di chi è la responsabilità?

Il caso “influencer marketing fraud” è scoppiato pochi giorni fa, quando il chief marketing officer di Unilever Keith Weed, al Festival di Cannes, ha sottolineato l’urgenza di prendere provvedimenti per ripulire l’ecosistema dell’influencer marketing, impegnandosi a terminare ogni collaborazione con influencer trovati a comprare follower e dando la priorià a partner attivamente impegnati sul fronte trasparenza. Ma in effetti il problema dei “fake follower” è diffuso ormai da qualche tempo. Di chi è la colpa? Solamente degli influencer? O anche delle piattaforme che ospitano i loro contenuti? E qual è il ruolo di aziende e industria in tutto questo? Leggi di più su The Drum.

Su Snapchat arrivano le videochiamate e un tool per taggare gli amici nelle Storie

Oggi parliamo delle ultime novità di Snapchat e Mozilla e di una ricerca di ANA sull’influencer marketing.

Su Snapchat arrivano tag sulle Storie e videochiamate

Snapchat continua la messa a punto della sua piattaforma con nuove funzionalità per gli utenti. Adesso sul social sarà infatti possibile effettuare videochat di gruppo, coinvolgendo fino a 16 persone. Utilizzando l’icona della videocamera in una chat di gruppo sarà possibile effettuare la chiamata video e nel frattempo mandare messaggi o chat ai partecipanti. Il social ha anche annunciato la nuova funzionalità “Mentions” che consente di taggare gli amici all’interno delle Storie. Leggi di più su The Verge.

L’influencer marketing cresce, ma secondo le aziende non è sempre efficace

Secondo un recente studio dell’Association of National Advertisers (ANA) americana, solo il 36% delle azienda considera efficaci i propri investimenti in influencer marketing. Ciononostante, gli investimenti su questo canale di comunicazione sono in aumento: il 43% dei brand conta infatti di spendere di più nel 2019 in attività di influencer marketing, e il 27% di chi ancora non lo utilizza ha in piano di farlo nei prossimi 12 mesi. Tra le piattaforme vincono Facebook e Instagram. Leggi di più su The Drum.

Mozilla lancia un browser open source per dispositivi VR e AR

Mozilla punta su realtà virtuale e realtà aumentata col lancio di Firefox Reality, un nuovo browser specificamente pensato per chi utilizza dispositivi VR e AR. La maggior parte dei produttori di questo genere di device, come Oculus, Samsung e Microsoft, offre dei programmi di navigazione proprietari, che però non sono utilizzabili da dispositivi di altre aziende. Firefox Reality invece è un software trasversale, utilizzabile da hardware differenti, ed è open source, il che rende più semplice per le case produttrici adattarlo ai propri prodotti. Leggi di più su Venture Beat.

Pinterest automatizza l’influencer marketing con una nuova piattaforma self-service

Circa un anno fa, Pinterest lanciava Pin Collective, uno strumento volto ad aiutare le aziende a dialogare con i più importanti influencer del social, connettendo con i creatori di contenuti gli inserzionisti interessati a fare attività di influencer marketing (leggi qui l’articolo dedicato).

Adesso, il social network annuncia una nuova versione dello strumento: un’interfaccia self-service che consente alle aziende di trovare degli influencer capaci di realizzare per loro dei contenuti sponsorizzati per campagne Promoted Pin. La differenza rispetto a prima è che con la versione originaria di Pin Collective era il team vendite di Pinterest a fare il matching tra brand e creatore di contenuti; adesso invece i brand possono scegliere di fare tutto in maniera automatizzata. Il che rende lo strumento accessibile anche a quelle imprese medie e piccole che non spendono abbastanza sul social da poter avere un addetto commerciale dedicato.

Ecco come funziona lo strumento: il brand posta su di esso un brief creativo, e gli influencer presentano le loro richieste per produrre il contenuto. A questo punto l’azienda sceglie uno dei creatori di contenuti tra i partecipanti ed entra in contatto con lui, sempre attraverso la piattaforma, per portare a termine l’accordo. Il personale di Pinterest sarà a disposizione, se serve, per dare assistenza, ma normalmente tutto può avvenire senza il suo intervento.

Pinterest, che ha messo in contatto azienda e influencer, avrà l’esclusiva del contenuto sponsorizzato prodotto alla fine del processo. Il brand pagherà soltanto l’acquisto del Promoted Pin. Pinterest infatti non prenderà delle fee aggiuntive per l’utilizzo di Pin Collective, né percentuali sul compenso degli influencer.

La novità rende Pin Collective uno strumento più “democratico”, ma in realtà tra i primi utilizzatori del servizio self-service c’è un big spender pubblicitario: Adidas Originals, che attraverso lo strumento è entrato in contatto con una stilista freelance, Liz Chernett, la quale ha poi prodotto per il brand 12 Promoted Pin.

(Anche) l’Influencer Marketing si apre al Programmatic. Ecco come

Acquistare campagne di influencer marketing in modalità programmatica? Negli Stati Uniti è realtà.

ROI Influencer Media, società che si occupa di connettere le aziende agli influencer, ha siglato una partnership con MediaMath per dare ai brand la possibilità di acquistare campagne di influencer marketing in Programmatic, utilizzando i CPM standard. Gli acquisti avverranno tramite aste in tempo reale.

ROI Influencer Media offrirà a MediaMath accesso a un nutrito gruppo di celebrità, insieme a 425 star di internet del campo della moda e del lifestyle, che le aziende potranno utilizzare per distribuire contenuti brandizzati su pagine social, blog e siti. Il tutto in modalità automatizzata.

L’accordo verrà poi successivamente ampliato ad influencer di altri campi, tra cui viaggi, food, intrattenimento, sport e tecnologia.

ROI Influencer Media non è nuova a partnership di questo tipo. Alla fine di novembre, ha siglato analoghe collaborazioni con Rubicon Project, PubMatic, OpenX e DoubleClick Ad Exchange. L’obiettivo? Rendere il mercato fruttuoso degli endorser più semplice da raggiungere per inserzionisti e agenzie.

Condé Nast investe sull’influencer marketing, siglata intesa con Influential

Condé Nast ha annunciato un accordo con Influentialpiattaforma di influencer marketing e partner sviluppatore di IBM Watson, grazie al quale l’editore utilizzerà la piattaforma Watson per permettere ai clienti inserzionisti di entrare in contatto più efficacemente con il pubblico sui social media e di guadagnare insight misurabili sulle campagne.

Utilizzando la tecnologia di IBM Watson, sulla cui intelligenza artificiale si basa anche l’assistente digitale per il marketing LucyInfluential consentirà a Condé Nast di offrire ai suoi marchi clienti una piattaforma di influencer marketing maggiormente targettizzata.

L’azienda utilizza Personality Insights di IBM per analizzare dati destrutturati dal feed di social media di una personalità popolare sul web e identificare le caratteristiche chiave che incontrano il favore di un segmento demografico preciso. I social influencer amplificheranno le campagne di marchio attraverso le piattaforme digitali di ogni pubblicazione e forniranno insight e reportistica in tempo reale agli inserzionisti.

L’intesa con Influential, finalizzata allo sfruttamento delle capacità cognitive di Watson per identificare gli influencer appropriati e attivarli nelle giuste campagne, dà ai nostri clienti un vantaggio e migliora le nostre prestazioni”, ha dichiarato Matt Starker, General manager, digital strategy e initiatives in Condé Nast, “Coinvolgiamo i nostri utenti attraverso modalità innovative su tutte le piattaforme e questo accordo è un ulteriore passo in avanti verso quell’obiettivo di innovazione”.

“Siamo entusiasti di collaborare con Condé Nast in qualità di loro partner preferito di influencer marketing”, ha dichiarato Ryan Detert, Ceo di Influential, “Posseggono il più ricercato e innovativo portafogli di marchi e crediamo che l’aggiunta della nostra piattaforma tecnologica, alimentata da IBM Watson e dal nostro network di influenzatori, migliorerà significativamente le attività di Condé Nast”.

Le funzionalità di Watson incorporate nella piattaforma di Influential offrono a Condé Nast un modo innovativo per identificare gli influencer social che trovano il favore con il pubblico di un marchio e forniscono un engagement di maggior valore”, ha dichiarato Stephen Gold, Vice presidente di IBM Watson, “Sempre di più, realizziamo che la tecnologia cognitiva è una risorsa preziosa per i marketer nel momento in cui utilizzano i dati non strutturati per ottenere nuovi insight e migliorare le strategie di marketing”.

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