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[Videointervista] zeotap a Programmatic Day(s): «Necessario verificare i dati degli utenti per abbattere le frodi pubblicitarie»

Il Vp Marketing di zeotap, Oliver Kanders, è tornato sul palco dell’Auditorium Iulm in occasione di Programmatic Day(s) 2018. E stavolta, il Vp marketing della società lo ha fatto raccontando lo scenario digitale con immagini e suggestioni prese in prestito dalla serie cinematografica Disney, Pirati dei Caraibi.

Nei panni del benevolo ed eccentrico avventuriero dei mari Jack Sparrow, Kanders ha descritto le principali sfide dell’industria, quali le frodi pubblicitarie, la General Data Protection Regulation e la qualità dei dati, con riferimento particolare alle misure intraprese da zeotap per affrontarle con successo.

Guarda la videointervista al VP Marketing di zeotap, realizzata a margine del suo intervento all’evento:

Per questo è importante verificare e testare i dati a propria disposizioni, assicurandosi anche che i partner selezionati rispettino standard elevati. «In un certo senso, il mondo della pubblicità online è come una storia di pirati, ci sono diverse minacce e c’è qualche soggetto che, attraverso condotte scorrette, sta sottraendo in maniera impropria qualcosa al mercato. È necessario quindi intraprendere delle azioni concrete per essere dei buoni navigatori», ha dichiarato Kanders.

Attingendo i dati degli utenti dalle compagnie telefoniche, zeotap è in grado di garantire che ogni ID e cookie in possesso della piattaforma sia collegato ad una persona reale.

[Videointervista] Oyster a Programmatic Days: «Uniamo big data ed emozioni»

I dati? Sono il motore dell’advertising online, ma la possibilità di usarli per targettizzare gli utenti non deve far dimenticare una legge senza tempo della pubblicità: solo i messaggi capaci di catturare le emozioni del cliente possono essere realmente efficaci.

Lo ha detto Patrizia Conte, founder dell’ad tech company Oyster Technology, a Programmatic Day(s) 2018, l’evento italiano sul programmatic advertising organizzato da Engage e Programmatic Italia.  «Oggi la tecnologia è alla base della comunicazione digitale, e i dati sono la chiave per farla funzionare bene ma – ha avvertito Patrizia Conte – i cookie sono tanti, non sempre consistenti tra loro e molto costosi. Affidarsi esclusivamente a loro, credendo ciecamente in una comunicazione “causa-effetto” e senza tenere conto di altri fattori, come la capacità di un messaggio di generare l’”effetto wow”, può essere un mero esercizio di stile».

Il consiglio, quindi, è quello di riscoprire creatività, e contesto: all’interno della filiera del Programmatic, Oyster si pone come operatore specializzato nel segmento dei private deal, con formati ingaggianti distribuiti su molti tra i più autorevoli siti italiani.

«Forse dobbiamo uscire da una ‘fredda’ concezione di “target”, cercando di parlare a, persone, o meglio “personaggi”, non solo pensando alle caratteristiche e alle abitudini che li rendono nostri clienti potenziali, ma anche in quei contesti e con quelle particolari creatività che si rivelano più adatti a veicolare correttamente il messaggio».

La manager ha quindi ricordato i punti chiave del posizionamento della società: Oyster offre consulenza e supporto tecnico, per la costruzione di private marketplace su editori premium. La sua tecnologia proprietaria è in grado di creare in tempo reale creatività interattive, mixando video e immagini su tutti i formati standard di mercato: box, halfpage, overlay, floor ad, strip espandibili. E in chiusura di intervento, ecco la novità: «Stiamo lavorando per rilasciare la nostra tecnologia proprietaria in modalità SAAS, per grandi clienti che vogliono lavorare con il nostro stack tecnologico direttamente in-house».

Guarda la videointervista a Patrizia Conte, realizzata a margine del suo intervento a Programmatic Day(s) 2018:

[Videointervista] Giorgio Mennella (Ciaopeople) a Programmatic Day(S): «Il dato cambia anche il modo di informare»

Il punto di vista di un editore sull’importanza del dato per fare informazione: è stato questo il cuore dell’intervento di Ciaopeople, nella persona del suo Advertising Director Giorgio Mennella, a Programmatic Day(S) 2018.

Per arrivare subito al fulcro della questione, Mennella è partito da un caso che di recente è stato al centro dell’attenzione di buona parte della stampa mondiale: parliamo del caso “Facebook e Cambridge Analityca”.

Dopo aver ripercorso le tappe più importanti di questo particolare caso, che ha inoltre portato Mark Zuckerberg davanti al Congresso Americano, Mennella però sovverte la questione puntualizzando una cosa ovvia per gli addetti ai lavori, ma evidentemente meno evidente per i neofiti: «Al netto della questione etica e della procedura non proprio chiara, in termini generali il lavoro svolto da Aleksandr Kogan e da Cambridge Analytica è molto simile a un lavoro che tanti di noi conoscono molto bene: l’audience targeting. Insomma, quello di Cambridge Analytica è un chiaro caso di comunicazione politica, che ha però una enorme, spaventosa e preoccupante sfumatura tecnologica».

Guarda la videointervista a Giorgio Mennella, a margine del suo intervento a Programmatic Day(s) 2018:

«Se i fatti saranno confermati», ha puntualizzato ancora l’Advertising Director di Ciaopeople, «sapremo che un algoritmo di distribuzione ha influenzato le elezioni politiche in due grandissime democrazie occidentali, con le elezioni presidenziali negli USA e con il referendum sulla Brexit in UK. E secondo indiscrezioni anche in un terzo paese europeo, uno di quelli che affacciano sul mediterraneo. Una questione talmente grande da portare lo stesso Zuckerberg a richiedere una legge per la Silicon Valley, una regolamentazione che coadiuvi l’autoregolamentazione che fino a ora ha guidato il progresso tech sviluppato nella culla più liberale d’America».

Da qui alla riflessione su come il dato possa cambiare per un editore il modo di fare informazione è breve: «Se posso far vedere uno spot P&G a una donna 25-54 e se Cambridge Analytica può far vedere un post su una rapina in villa nel nord est a un lettore conservatore assecondandone i gusti, perché io non posso far vedere a un conservatore indeciso che l’ISTAT smentisce tutte queste bugie sui crimini degli immigrati?».

Si rivela così dunque il valore del dato, che nello specifico Fanpage.it sta provando a usare: «Abbiamo quindi deciso di provarci, di usare i dati per veicolare contenuti diversi a lettori diversi. Tutto avviene attraverso la profilazione degli utenti, che creano un loro profilo sul sito, “flaggano” i loro interessi, consentono la lettura della loro navigazione sul giornale e acconsentono all’invio di notifiche push su dispositivi desktop e mobile. Questo paga. In termine di views e di fidelizzazione», precisa ancora Mennella sottolineando come il dato e il contenuto ormai vanno a braccio, «così come la tutela della privacy dei nostri utenti», chiude.

Ligatus, primo trimestre a +50%. Appuntamento domani al Programmatic Day(s)

Ligatus preannuncia l’avvio di un secondo trimestre 2018 ricco di iniziative, a cominciare dalla partecipazione rinnovata al Programmatic Day(s), in programma oggi e domani a Milano.

Forte di un primo trimestre positivo, in cui la filiale italiana ha raggiunto un incremento dei ricavi netti del 50% rispetto allo stesso periodo del 2017, il fornitore di pubblicità nativa continua a consolidare la sua offerta proponendo formati non intrusivi e pertinenti contestualmente.

In questa quarta edizione dell’evento, Ligatus porterà la propria visione internazionale, contribuendo alla comprensione e all’analisi di dati e tendenze del mercato programmatico in Italia emersi dalla ricerca dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico, che sarà presentata dal suo direttore, Andrea Lamperti.

«L’avvento del Programmatic ha dato una spinta importante alle soluzioni ad-tech, a includere quelle di pubblicità nativa, consentendo ai marchi di ottimizzare i loro investimenti digitali. Questo contesto così positivo richiede però un’assunzione di responsabilità, a ogni livello della catena di creazione e sviluppo. Mantenere alto il focus sulla qualità dei contenuti, sull’affidabilità dei canali di pubblicazione e sulle corrette modalità di erogazione delle campagne pubblicitarie è il minimo presupposto perché il settore cresca sano e proficuo», ha commentato il Country Manager italiano di Ligatus, Sebastiano Cappa.

All’interno di una cornice dedicata quest’anno al tema della fiducia, oltre al fattore qualità, i temi della trasparenza, della sicurezza per i marchi e di una esperienza pubblicitaria positiva per gli utenti rappresentano per la società i valori da cui non è possibile prescindere: «I risultati di business che stiamo ottenendo sono la testimonianza numerica che il nostro approccio incentrato sull’eccellenza e trasparenza è l’unico perseguibile. Il web è stato sporcato negli ultimi tempi da chi ha guardato a facili e immediate monetizzazioni; una condotta che ha tradito quanti, tra brand e utenti, nel web hanno invece riposto la loro fiducia», ha concluso il Country Manager.

L’appuntamento con Ligatus è alla seconda giornata del Programmatic Day(s) 2018, presso l’Auditorium IULM di Milano, domani giovedì 19 aprile.

[Videointervista] MediaMath a Programmatic Day(s): «Qualità e trasparenza per migliorare la fiducia degli utenti»

I comportamenti degli utenti sono cambiati. E quelli del digital? Il programmatic e le nuove frontiere tecnologiche che ogni giorno consentono di fare un passo in avanti per raggiungere il proprio consumatore sono sempre più all’avanguardia, ma non sempre il digital nel suo complesso, unico mezzo in grado di farlo in maniera puntuale, è in grado di stare al passo con gli utenti.

A sottolinearlo è Giovanni Tricarico, Account Strategy Lead, EMEA di MediaMath, in apertura del suo speech nel corso della prima giornata di lavori al Programmatic Day(S) 2018. «Negli ultimi anni si è instaurato un rapporto inedito tra brand e consumatore, non sempre allineato con l’esperienza dell’utente, che spesso vede la publicità come opprimente e ha una scarsa fiducia sulla condivisione dei dati. In particolare, gli utenti rifiutano la cattiva pubblicità ma non l’advertising in sé».

E i publisher e i brand non possono restare a guardare: «Molti siti si stanno muovendo e investono per migliorare la user experience degli utenti mentre i marchi puntano sulla trasparenza e su un migliore rapporto di fiducia».

Guarda la videointervista a Gonzalo Garcia, Regional Manager Southern Europe di MediaMath:

Questo non alimenta la fiducia né nel programmatic né nel digital in generale. A questo proposito, Tricarico punta i riflettori sull’AD Fraud: «La frode pubblicitaria costerà nel 2018 16,4 miliardi di dollari, quasi il 20% della spesa pubblicitaria è ritenuta fraudolenta e il 29% dell’investimento in programmatic è ritenuto sospetto. Inoltre il 12% del budget investito è a rischio frode».

Quali sono dunque gli step per migliorare la fiducia nel programmatic? Secondo Tricarico tutti si basano sulla ricerca costante della qualità: «Sono tre i trend da seguire per far crescere la fiducia nel programmatic: puntare su una pubblictà di qualità, migliorare l’esperienza dell’utente e combattere l’ad fraud».

In chiusura, Tricarico sposta l’attenzione sull’offerta di MediaMath in questo particolare contesto: «La frode è un problema grande e ogni advertiser deve usare una tecnologia per affrontarla. Questo è uno dei focus di MediaMath con diverse iniziative e prodotti, tra cui Curated Market e Two Hops».

zeotap pronta alla GDPR. Intanto Nielsen e comScore premiano la reach on-target dei suoi dati

zeotap continua a investire nella qualità e nella precisione della propria piattaforma. Secondo le analisi condotte da Nielsen e comScore attraverso i loro strumenti di misurazione, i dati socio-demografici in possesso hanno registrato prestazioni di reach on-target fino a tre volte superiori alla media del mercato italiano.

zeotap
I risultati dei test sui dati socio-demo di zeotap

Parallelamente, la società ad-tech guidata nel nostro Paese da Riccardo Polizzy Carbonelli si è messa al lavoro per adeguare la sua tecnologia alla nuova regolamentazione europea sulla privacy, diventando una delle prime strutture a ricevere la certificazione della General Data Protection Regulation già dal 2016.

Inoltre, la squadra è stata potenziata con un’unità dedicata composta da due legali, un project manager e un direttore dell’Information Security, che hanno l’obiettivo di supervisionare la conformità della piattaforma alla nuova normativa.

zeotap sarà presente al Programmatic Day(s) con il suo VP Marketing, Oliver Kanders, che interverrà nel corso della seconda giornata dell’evento.

Programmatic Day raddoppia: appuntamento il 18 e 19 aprile a Milano

Programmatic Day, l’evento italiano dedicato all’universo del Programmatic Advertising, nel 2018 raddoppia e dà appuntamento all’Auditorium IULM di Milano il 18 e 19 aprile.

Giunto alla quarta edizione, il meeting, organizzato da Programmatic Italia ed Engage, si amplia per una due giorni più ricca che mai: tra le attività in programma, convegni, attività di formazione a cura della Engage Digital School, occasioni di networking e tante altre novità, come una serie di appuntamenti “fuori evento” inseriti nel cartellone ufficiale, per una manifestazione che vuole porsi sempre di più come punto di riferimento italiano per l’aggiornamento dei professionisti della comunicazione sui temi dell’ad tech.

L’obiettivo è quello di offrire una panoramica completa sullo stato attuale e le prospettive del settore: il programmatic è, infatti, una storia in cui c’è ancora molto da scrivere. Nell’online, la tendenza a scegliere questo approccio all’acquisto di spazi pubblicitari è sempre più attuale, con gli investimenti che nel 2017 sfiorano i 400 milioni di euro. Ma è nel media che chiamiamo “tradizionale” che l’ingresso della tecnologia programmatica nelle metodologie di pianificazione e acquisto di inventory inizia a farsi concreto: l’OOH è sempre più digitale e connesso, il programmatic audio muove i primi passi, l’addressable tv inizia a generare volumi concreti. Il mercato del Programmatic, quindi, cresce, ma allo stesso tempo temi come la mancanza di trasparenza riguardo i costi della filiera, l’inventory e i dati continuano a preoccupare i marketer e a limitarne il potenziale.

Restano poi da superare alcune resistenze di tipo culturale, e altre ancora di tipo “commerciale”. Il prossimo passo per la maturazione del mercato passa quindi, necessariamente, attraverso un’accresciuta fiducia nelle dinamiche e nelle potenzialità del settore. Come si legge sulla stampa anglosassone su questo tema, “It’s all about trust“. Ed è proprio questo il titolo scelto per i “Programmatic Days” 2018. Le iscrizioni alle due giornate di convegno apriranno il 15 gennaio. Nel frattempo, Save The Date!

FreeWheel, il video integrale dell’intervento al Programmatic Day

Stiamo vivendo un forte cambiamento a livello mondiale nella fruizione dei contenuti televisivi: tutto ruota intorno alla digitalizzazione, con una sempre maggiore vicinanza tra contenuti tradizionali, video on demand, decoder e OTT. Per rispondere a questo cambiamento, la ricetta di FreeWheel è quella di puntare sulla convergenza tra le diverse piattaforme video e l’unificazione delle strategie pubblicitarie attraverso la tecnologia.

Proprio così è nato HyLDA, uno strumento già utilizzato con successo negli Stati Uniti in occasione del Super Bowl per Fox dall’azienda che fa parte del gruppo Comcast. Di seguito potete trovare la versione integrale della presentazione di Luca Morpurgo, Senior Regional Director Southern Europe della società, intervenuto alla terza edizione del Programmatic Day.

Zeotap, il video integrale dell’intervento al Programmatic Day

È in corso una guerra nell’industria della pubblicità digitale? Sì, secondo zeotap, perché tutti gli operatori stanno combattendo per ottenere maggiore innovazione ma, soprattutto, per ottenere dati pregiati in larga scala, indispensabili al fine di implementare un’efficace ed efficiente campagna in Programmatic. Non a caso, l’intervento sul palco del Programmatic Day di Oliver Kanders, Director Market Building & Marketing della società, è stato intitolato proprio “Advertising Wars III: The Data Awakens”.

Salito sul palco in apertura di conferenza, Kanders ha coinvolto il pubblico presente in sala plenaria con una presentazione originale, spiritosa e allo stesso tempo ricca di spunti. Ve la riproponiamo in versione integrale.

 

Avere un partner unico per il Programmatic conviene? Sì, secondo Adform

Oggi avere un partner unico per il Programmatic offre alle aziende innumerevoli vantaggi. Ne sono convinti Jay Stevens e Julien Gardes, rispettivamente CRO e General Manager Southern Europe di Adform, che abbiamo intervistato a margine del Programmatic Day.

«Lavorare con una piattaforma full stack costituisce tutta una serie di vantaggi per i brand – ci ha spiegato Stevens -. Dall’efficienza dei processi di lavoro, al ritorno della spesa pubblicitaria, alla trasparenza. E’ qualcosa di provato che il modello full stack semplifica l’esperienza dell’advertiser e consente alle agenzie che lavorano per i brand di essere più efficienti nell’esecuzione delle campagne».

Oggi Adform si posiziona come operatore full stack per il Programmatic, offrendo Ad Server, DSP e DMP in un’unica piattaforma. E tra gli obiettivi della società, in Italia come in tutta l’area del Sud Europa, c’è proprio quello di spingere questo posizionamento, come ci ha detto Gardes: «Il mercato chiede sempre più fattori chiave come trasparenza e controllo, e il nostro obiettivo è quello di compiere dei passi avanti proponendo le nostre soluzioni con un approccio più di impresa, dialogando con i nostri clienti in modo da renderli consepevoli del grande potenziale del Programmatic».