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[Videointervista] Programmatic Day 2019, Kourimate (Adot): «I dati ecommerce sono preziosi per il programmatic»

C’è una tipologia di dati particolarmente preziosa per l’ottimizzazione delle campagne media, ed è quella dei dati ecommerce. Sulla loro importanza per il programmatic, e su come essi possono essere utilizzati al meglio per rendere la pubblicità più efficace, si è concentrato l’intervento di Adot al Programmatic Day 2019, condotto dal Vice President of Insight and Analytics della società Hamza Kourimate.

Per il manager, utilizzare questi dati vuol dire conoscere più a fondo il consumatore, riuscendo a capire chi è, quali contenuti gli interessano, cosa fa online e così via, in un processo che prende il nome di “audience profiling” e che è al centro dell’offerta multicanale di Adot.

La società, forte di una partnership esclusiva con il colosso dell’ecommerce Vente-Privee/Privalia, ha portato sul palco del Programmatic Day due case history, mostrando come concretamente l’audience profiling può essere condotto sia prima che dopo una campagna, contribuendo ugualmente ad ottimizzarne la sua efficacia.

Guarda la videointervista a Hamza Kourimate, Vice President of Insight and Analytics di Adot, a margine del suo intervento a Programmatic Day 2019:

[Videointervista] Programmatic Day 2019, Laltrelli (Italiaonline): «Sosteniamo gli editori nello sviluppo del loro business»

Nel suo intervento “Programmatic For publishers”, Carmine Laltrelli, Monetization Strategy and Innovation Director di Italiaonline, ha messo sotto i riflettori del Programmatic Day 2019 l’evoluzione del mercato pubblicitario dal punto di vista degli editori, oggi alle prese con un ecosistema molto più complesso rispetto a 10 anni fa, e presentato EasyBid, un nuovo strumento dedicato agli editori indipendenti che permette loro di gestire la complessità della monetizzazione, sia per il mondo display che video.

EasyBid, ha spiegato Laltrelli, offre ai publisher la possibilità di monetizzare i propri spazi con tutte le più avanzate modalità programmatic – tra cui header bidding, dati, performance, pmp – e di vedere in ogni momento i reali guadagni grazie a pannello semplice da consultare.

«Il programmatic è uscito dalla sua fase pionieristica e siamo in un momento di consolidamento – ha detto il manager –. Con prodotti come EasyBid, gli editori possono concentrarsi sulla loro attività core, ossia la produzione di contenuti e lo sviluppo strategico del prodotto editoriale, capitalizzando l’expertise di una big company come Italiaonline per ottimizzare la monetizzazione».

Guarda la videointervista a Carmine Laltrelli, Monetization Strategy and Innovation Director di Italiaonline, a margine del suo intervento a Programmatic Day 2019:

 

[Videointervista] Programmatic Day 2019, Regazzoni (Amilon): «Ecco qual è il valore dell’intention-to-buy»

Amilon, società specializzata nella branded currency, la moneta di marca che nasce dalla convergenza fra gift card, punti loyalty, coupon e dati, ha scelto la cornice del Programmatic Day 2019 per presentare la sua business unit Amilon Media.

Grazie alla nuova divisione, Amilon sarà ora in grado di offrire un marketplace premium di gift card, spazi media e dati per campagne di pubblicità digitale altamente performanti. In particolare, la società ha creato delle audience con una caratteristica unica: l’intenzione “reale” di acquisto. Si tratta, infatti, di persone – future buyer – che hanno realmente in mano denaro da spendere su un certo marchio (quindi branded currency).

«Le gift card, e i dati ad esse associati, danno valore concreto all’intention to buy: un dato non inferito/statistico, ma comportamentale transazionale – spiega Fabio Regazzoni, CEO e Fondatore di Amilon -. La creazione della audience dei future buyer è una delle prime applicazioni concrete di progetti branded currency e aumenta effettivamente l’efficacia delle campagne adv per i brand coinvolti». Sul palco dell’evento, insieme a Regazzoni, Simone Fortunato, CEO e Founder di Seefore, che ha collaborato allo sviluppo del progetto.

Guarda la videointervista a Fabio Regazzoni, CEO e Fondatore di Amilon, a margine del suo intervento a Programmatic Day 2019:

Programmatic, punti di forza e sfide per un mercato alla ricerca di “competenze”. La fotografia di Yoursight

Quello del Programmatic è un mercato in costante evoluzione, e le tematiche che lo animano sono tante. Ma ce n’è una che più di altre, in Italia, si sta facendo sentire, ed è quella delle competenze.

Sebbene le conoscenze dei professionisti sul settore siano in aumento, la scarsa informazione e preparazione sui processi del Programmatic è ancora vista come uno dei principali freni a un’ulteriore crescita del mercato.

E’ quanto emerge dalla dodicesima edizione della ricerca Yoursight, la quinta condotta da Human Highway insieme a Engage, che è stata resa possibile dall’esame di 650 interviste condotte negli ultimi due anni e mezzo tra i lettori di Engage e Programmatic Italia. Lo studio, condotto ogni sei mesi, va ad analizzare i trend del mondo della pubblicità digitale e il sentiment dei professionisti del settore nei confronti dell’evoluzione del mercato. Gli ultimi risultati del report sono stati presentati in occasione del Programmatic Day, lo scorso 11 aprile a Milano.

Un mercato “Complicato”

L’industria della comunicazione e del marketing digitale sta attraversando un buon momento. Nelle cinque edizioni di Yoursight condotte negli ultimi 24 mesi, più di metà dei professionisti intervistati affermano che il business sta andando bene e nel prossimo futuro andrà anche meglio. Siamo in un momento che la maggior parte del campione definisce “Confuso” e “Dinamico”, “Promettente” ma “Complicato” (su questi termini si concentra il 72% delle citazioni) e nell’ultimo anno è aumentata la sensazione di un mondo promettente e pieno di novità. Tuttavia, l’analisi di chi lavora in modo più intenso nell’ambiente digitale è più prudente e segnala un aumento della confusione e della complessità.

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Dati e AI al centro dell’attenzione

I trending topic si confermano l’intelligenza artificiale e il data management, entrambi con livelli di interesse molto superiori rispetto alle precedenti rilevazioni, e in questa edizione si afferma il Programmatic in ambito televisivo. I brand del momento sono quattro FAANG (Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google) su cinque (Apple molto meno citato), con Amazon e Google che dominano il panorama: un anno fa il 15% del campione considerava Amazon il brand del momento, oggi il dato è salito al 25%. Insieme agli OTT si notano nella top 15 anche alcuni player nazionali.

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Tra le soluzioni per il marketing e la comunicazione digitale si distinguono i Big Data, l’intelligenza artificiale e Machine Learning e la marketing automation: in queste tre aree ci si attende un importante sviluppo nei prossimi anni.

La questione “Competenze”

Due intervistati su tre affermano che rispetto a due anni fa le competenze della propria azienda nell’ambito del Programmatic sono aumentate. Il 21,7% dichiara che le competenze interne in Programmatic sono «Molto aumentate» e il dato è più elevato nelle grandi aziende.

Ciononostante, la scarsa informazione e conoscenza su questa prassi di comunicazione è segnalata tra i principali inibitori del Programmatic, insieme alla scarsa trasparenza e allo scarso controllo sulle inventory. Le persone che lavorano abitualmente sul digitale avvertono invece come forte inibitore il basso livello delle inventory.

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Ampliando lo spettro ai freni dello sviluppo del digitale in generale, anche in questo caso viene segnalata la scarsa cultura digitale, oltre alla confusione nelle metriche e nelle misurazioni delle attività di marketing. I due inibitori prevalgono in modo netto sugli altri 12 proposti ai rispondenti ma il tema delle metriche ha guadagnato più attenzione negli ultimi due anni. Gli inibitori che hanno accresciuto il loro peso negli ultimi due anni sono la scarsa viewability e la scarsa conoscenza del Programmatic. La trasparenza è tuttora un problema rilevante (è ancora il secondo inibitore) ma meno di due anni fa.

Targeting, personalizzazione, efficienza: i punti di forza del Programmatic

Ma il Programmatic ha anche svariati punti di forza per chi opera nel settore: tra di essi ce n’è uno che si segnala particolarmente evidente, ed è la capacità di targetizzare le campagne. Questa caratteristica, unita alla personalizzazione del messaggio e alla semplificazione dei processi, produce il terzo beneficio, ossia la maggiore efficienza del sistema.

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Dalla ricerca viene fuori un mercato che gode di ottima salute, secondo chi ci lavora. I professionisti del digital si sono rivelati anche ottimisti sulla stima di crescita del settore, prevedendo per l’anno in corso una crescita del Programmatic Advertising tra il +18 e il +20% con il raggiungimento di un valore complessivo prossimo ai 570 milioni di euro. Numeri lievemente più positivi di quelli previsti dall’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano, che al Programmatic Day ha proiettato invece una chiusura del 2019 intorno ai 550/560 milioni a valore, in crescita del 12-15%.

[Videointervista] Apicella e Carbonara (Evolution ADV) a Programmatic Day 2019: «Fondamentale garantire la qualità lato offerta e domanda»

Ruota attorno al concetto di “qualità” l’intervento al Programmatic Day 2019 di Francesco Apicella, Co-Founder di Evolution ADV, concessionaria indipendente di pubblicità online. Qualità che, nell’ambito dell’ecosistema del programmatic, si traduce nella ricerca di un equilibrio tra le esigenze della domanda (brand e agenzie) e dell’offerta (editori e concessionarie).

Fionora, ha spiegato Apicella, chi compra ha visto nel programmatic soprattutto la possibilità di comprare “solo” l’inventory più ricercata, pagandola poco. Per reazione, gli editori hanno deteriorato la qualità della propria offerta sovraffollando di pubblicità i propri siti, e ricorrendo a pratiche non sempre trasparenti per massimizzare il traffico. Tutto ciò però tende a peggiorare l’intero ecosistema, inclusa l’esperienza di navigazione dell’utente.

Per questo motivo, la strategia di crescita di Evolution ADV – società che in meno di due anni è passata da zero ai 7/10 milioni di euro di fatturato previsto per il 2019 -, passa da un miglioramento qualitativo dell’inventory dei siti gestiti (anche con tecnologie come Optiload, che consentire l’erogazione della pubblicità solo quando questa è viewable) e sull’affinamento delle strategie di monetizzazione con tecnologie come l’header bidding, anche in app.

L’intervento di Evolution ha costituito l’occasione anche per presentare ufficialmente Michele Carbonara, che si è unito al team della concessionaria come Sales Director.

Guarda la videointervista a Francesco Apicella, Co-founder, e Michele Carbonara, Sales Director di Evolution ADV:

[Videointervista] Guidi e Giovinazzo (Sublime) a Programmatic Day 2019: «Cinque consigli per una campagna mobile di successo»

Come riuscire a creare campagne performanti ma allo stesso tempo rispettose dell’esperienza degli utenti? La domanda è al centro dell’intervento di Sublime al Programmatic Day 2019, che ha visto sul palco l’Account Director Italy, Stefania Giovinazzo, e il Business Development Manager della società, Stefano Guidi.

Nella loro presentazione, i due manager hanno fornito alla platea 5 consigli per campagne mobile di successo, capaci di portare risultati sia a livello performance che a livello branding.

Un esempio? Gli asset creativi. Secondo Sublime, ad esempio, è importante utilizzare sul mobile video verticali e di breve durata, che ben si adattano alle caratteristiche del dispositivo e alla sua fruizione. Spesso utilizzare spot creati per altri media, come la tv, può infatti risultare controproducente: al contrario, bisogna iniziare a pensare mobile-first, modulando la creatività del messaggio sullo specifico dispositivo utilizzato per comunicare.

Tutto questo però senza essere invasivi, e nel pieno rispetto dell’esperienza dell’utente. E, ovviamente, senza dimenticare il tema della brand safety, su cui è necessario secondo la società vigilare costantemente per garantire che l’immagine dei brand non venga intaccata.

Guarda la videointerivista a Stefania Giovinazzo, Account Director Italy, e Stefano Guidi, Business Development Manager di Sublime:

[Videointervista] Polignano (Tradelab) a Programmatic Day 2019: «Aziende italiane sempre più esigenti e informate sul martech»

Nel suo intervento al Programmatic Day 2019Gaetano Polignano, country manager italiano di Tradelab, ha affrontato il tema della “maturazione” del mercato Programmatic dal punto di vista della domanda.

La trattazione è avvenuta attraverso l’analisi delle “4 fasi del programmatic”: una piramide in cui alla base ci sono le aziende (ancora la maggioranza) che adottano verso l’adtech un approccio fatto prevalentemente di outsourcing, con tanti partner e limitate competenze interne, per poi salire fino ad arrivare fino al vertice occupato dalle imprese che adottano un approccio “full in-house” agli acquisti di media su piattaforma.

Per Polignano, il modello che alla fine finirà per imporsi è quello “ibrido”, in cui le aziende disporranno di account proprietari sulle principali piattaforme di acquisto, ma lasceranno a operatori specializzati le funzioni di trading, di analisi e di integrazione tecnologica. Si tratta infatti, secondo il country manager di Tradelab Italia, di una soluzione in grado di generare la massima efficacia, senza dover ricorrere all’investimento necessario per realizzare una gestione totalmente interna del programmatic.

Guarda la videointervista a Gaetano Polignano, Country Manager per l’Italia di Tradelab, a margine del suo intervento al Programmatic Day 2019:

[Videointervista] Pianura (Triboo) a Programmatic Day 2019: «Grande interesse degli inserzionisti per l’audio digitale»

Un fronte di sviluppo nuovo per la pubblicità digitale e, più in particolare, per il programmatic è rappresentato dall’audio, e nello specifico dall’inventory associata ai podcast. Secondo Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo, siamo davanti a uno «tsunami chiamato Audio on Demand, dove l’ascoltatore è l’assoluto protagonista di quello che decide di scaricare e ascoltare».

Nel corso del suo intervento al Programmatic Day 2019, Pianura ha parlato della crescita di questo mercato non solo negli Stati Uniti, dove già da anni l’ascolto di podcast è un fenomeno di massa che genera oltre 600 milioni di dollari di raccolta pubblicitaria, ma anche in Europa e di fatto in Italia. Dove i fruitori abituali sono solo il 14% della popolazione maggiorenne, ma allo stesso tempo negli ultimi 3 anni questo numero è più che triplicato, nonostante un’offerta tutt’altro che matura da parte di editori e marchi.

Proprio per accogliere e stimolare l’editoria italiana a produrre podcast, e aiutarli a monetizzarli al meglio, Triboo ha
lanciato sul mercato VoiceMax: un prodotto che nasce su tecnologia Spreaker e raggruppa podcast organizzati in categorie di contenuto capaci di accogliere pre-roll e mid-roll audio, acquistabili in programmatic grazie al partner tecnologico Adswizz.

Guarda la videointervista a Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo, a margine del suo intervento al Programmatic Day 2019:

[Videointervista] Aiello (Teads) a Programmatic Day 2019: «Ecco i punti chiave per una strategia pubblicitaria di qualità»

Nell’intervento “Programmatic Match: strategie di qualità in 4 step”, fatto sul palco di Programmatic Day 2019, Luca Aiello, Head of Business Development di Teads, ha evidenziato le quattro fasi per creare una strategia di qualità nella pubblicità online, dalla fase di pre-testing delle creatività curata da Teads Studios, all’analisi dell’audience, alla erogazione con la piattaforma programmatica Teads Ad Manager, fino alla parte di analisi e post-valutazione.

Ad accompagnarlo Giuseppe Brugnone, Senior Digital Marketing Manager di Lego, che grazie al supporto della Global Media Platform è riuscita a sfruttare pienamente creatività e formati evoluti per raggiungere i propri obiettivi online.

Guarda la videointervista a Luca Aiello, Head of Business Development della società adtech e Giuseppe Brugnone, Senior Digital Marketing Manager di Lego, a margine del loro intervento al Programmatic Day 2019:

Programmatic Day, il pomeriggio di lavori: la cronaca completa della seconda parte della giornata

Il programmatic advertising continuerà a svilupparsi anche nel 2019: la crescita della spesa delle aziende italiane nell’acquisto di inventory attraverso piattaforme ad tech crescerà tra il 12 e il 15%, ha spiegato al Programmatic Day Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, aprendo il pomeriggio di lavori (qui l’articolo dedicato).

Secondo Lamperti, il programmatic continuerà a crescere ancora ma con tassi meno importanti, da  un lato per la maturità raggiunto, dall’altro perché «lo spazio che rimane da aggredire sulla display è minore rispetto agli anni precedenti, mentre aumenta il peso sul mercati degli Over The Top».  Inoltre, sottolinea Lamberti, «gli investitori puntano sulla private perché è la logica più vicina alla reservation».

Il private, dice Gianpio Gravina, Founder e Ceo di Publicom, «rappresenta un giusto compromesso in un mercato dove la creatività ad alto impatto è ancora riservata alle campagne pianificate secondo modalità di acquisto più classiche». Di pari passo con l’aumento degli investimenti, cresce anche la consapevolezza delle aziende rispetto alle potenzialità del programmatic, anche se, sottolinea Paolo Bordini, Head of Programmatic Buying di GroupM, «i clienti non sono omogenei nel loro approccio al programmatic. Esistono colossi che hanno sposato al 100% la strategia del buying automatizzato ed aziende che iniziano oggi ad avvicinarvisi. Quel che è certo è che il mercato sarà sempre più focalizzato su performance, velocità di esecuzione e approccio ai dati. In questo senso, è da guardare con attenzione l’impatto che l’intelligenza artificial e la blockchain, ama anche altre innovazioni tecnologiche, avranno sul programmatic».

La tecnologia, peraltro, si fa strada non solo dell’acquisto di pubblicità display, ma sempre di più pervade tutto l’ecosistema digitale nel suo complesso. «I clienti pianificheranno sempre di più autonomamente le loro attività di comunicazione con dashboard, seguendo le logiche automatizzate del programmatic», dice Elia Blei, Generale Manager Italia di friendz, sottolineando inoltre come il mercato sarà sempre più attento a come comunicare all’utente nel momento preciso in cui deve decidere l’acquisto, sfruttando l’implementazione e l’integrazione dei dati». Il programmatic è una realtà ormai che non riguarda più solo il web ma anche altri media, ha concluso Gianpio Gravina, citando i casi dell’addressable tv, della digital out of home e del mondo audio grazie al boom dei podcast e dello streaming.

Italiaonline e Amilon, sul palco con novità

Non solo Friendz: diverse sono le società che hanno puntato sul Programmatic Day per presentare al mercato novità legate alle tecnologie per l’advertsing: come Italiaonline, che dal palco dell’Auditorium IULM ha svelato EasyBid, un nuovo strumento dedicato agli editori indipendenti che permette loro di gestire la complessità della monetizzazione, sia per il mondo display che video. «Con prodotti come EasyBid, gli editori possono concentrarsi sulla loro attività core, ossia la produzione di contenuti e lo sviluppo strategico del prodotto editoriale, capitalizzando l’expertise di una big company come Italiaonline per ottimizzare la monetizzazione», ha detto Carmine Laltrelli, monetization strategy and innovation director di Italiaonline.

Carmine Laltrelli
Carmine Laltrelli

E poi Amilon: la società nota per le sue gift card digitali, ha scelto la cornice del Programmatic Day per lanciare la sua business unit Amilon Media. Grazie alla nuova divisione, Amilon sarà ora in grado di offrire un marketplace premium di gift card, spazi media e dati per campagne di digital adv altamente performanti. In particolare, la società ha creato delle audience con una caratteristica unica: l’intenzione “reale” di acquisto.

Simone Fortunato e Fabio Regazzoni
Simone Fortunato e Fabio Regazzoni

«Parliamo dei “future buyers”, persone, che hanno realmente in mano denaro da spendere su un certo brand», ha spiegato Fabio Regazzoni, CEO e Fondatore di Amilon, accompagnato sul placo da Simone Fortunato, Ceo & Founder di Seefore, che ha collaborato con Amilon allo sviluppo del progetto.

Adot e i dati ecommerce

Sull’importanza per il programmatic dei dati legati all’ecommerce, e su come essi possono essere utilizzati al meglio per rendere la pubblicità più efficace, si è invece concentrato lo speech di Adot al Programmatic Day, condotto dal Vice President of Insight and Analytics della società Hamza Kourimate. La società, forte di una partnership esclusiva con il colosso dell’ecommerce Vente Privee/Privalia, ha portato sul palco del Programmatic Day due case history, mostrando come concretamente l’audience profiling può essere condotto sia prima che dopo una campagna, contribuendo ugualmente ad ottimizzarne l’efficacia.

Hamza Kourimate
Hamza Kourimate

Attorno al tema sempre dinamico dei dati e delle strategie audience-driven è stata poi sviluppata una tavola rotonda che ha avuto per protagonisti Filippo Marchio, Managing Director di Adasta, Beatrice Fabiano, Sales Director Italy di AdSquare, Riccardo Polizzy Carbonelli, International Publisher and Advertising Partnership di Zeotap, e Alessandro Zaccarini, Data Strategy Director di Publicis Media. Al centro della tavola rotonda i limiti e le opportunità future per le strategie di comunicazione data-driven.

La tavola rotonda con Adasta, AdSquare, Publicis Media e zeotap

Dati e strategie audience-driven sono stati poi al centro di una tavola rotonda che ha avuto per protagonisti Filippo Marchio, Managing Director di Adasta, Beatrice Fabiano, Sales Director Italy di AdSquare, Riccardo Polizzy Carbonelli, International Publisher and Advertising Partnership di Zeotap, e Alessandro Zaccarini, Data Strategy Director di Publicis Media. Al centro della tavola rotonda i limiti e le opportunità future per le strategie di comunicazione data-driven.

Alessandro Zaccarini, Riccardo Polizzy Carbonelli, Filippo Marchio e Beatrice Fabiano
Alessandro Zaccarini, Riccardo Polizzy Carbonelli, Filippo Marchio e Beatrice Fabiano

«I dati sono sempre più importanti, non vi è dubbio, ma i clienti chiedono anche un’integrazione più forte tra il mondo online e quello offline», ha detto Beatrice Fabiano. «Per questa ragione AdSquare sta puntando su quegli strumenti che possono aiutare le aziende a capire come l’online impatta sulle scelte offline, ad esempio nell’out of home ma non solo» In questo scenario, «vanno considerate da un lato l’importanza di una misurazione sempre più precisa dall’altro la capacità di lavorare meglio sul targeting». Secondo Filippo Marchio, «ormai il media non si può disgiungere dal dato. Il mercato ci chiede infatti, in quanto concessionarie, di supportare gli editori a pianificazioni data driven, La vera sfida di oggi è far percepire ai publisher il valore reale che il programmatic può garantire loro. E’ qui di importare non solo sapere quali sono i costi ma soprattutto quali possono essere i ritorni di questo tipo di attività».

Alessandro Zaccarini ha quindi messo in evidenzia come «il programmati sia ormai giuntoalla piena maturità. Pressoché tutti i publisher, i formati e i clienti hanno abbracciato questo mondo. Il focus oggi è dunque, in un’ottica di evoluzione dell’offerta, è riposto sulla specializzazione. Dobbiamo infatti lavorare sempre più in verticale per  poter ottimizzare l’investimento dei clienti». In un mercato dei dati sempre più ricco, dove ormai è possibile poter contare su una mole di informazioni impensabile fino a qualche anno fa, informazioni oltretutto sempre più segmentate, «è importante ricordare come il programmatic sia in fondo solo il punto finale di un processo molto articolato che nasce dal dato digitale sui sarebbe importante soffermarsi di più», ha detto Riccardo Polizzy Carbonelli.

Gruppo Mondadori e IBM si confrontano

A chiusura dell’evento, un interessante “faccia a faccia” tra azienda ed editore, nelle persone di Andrea Gelmo, Digital & Social Marketing Leader di IBM Italy, e Andrea Santagata, Chief Innovation Officer di Gruppo Mondadori, in cui è stato sviluppato uno dei temi più dibattuti nel corso del Programmatic Day 2019, ossia l’esigenza di trovare un giusto equilibrio tra demand e supply side nell’ambito del digital advertising, a beneficio della salute dell’ecosistema editoriale e pubblicitario.

Andrea Gelmo e Andrea Santagata
Andrea Gelmo e Andrea Santagata

Secondo Andrea Gelmo, “le aziende oggi per essere rilevanti devono migliorare la customer experience e impostare una relazione di qualità con il cliente nel momento in cui lo intercettano. Per farlo sono chiamate ad utilizzare bene le risorse dati di cui dispongono. Inoltre devono saper emozionare, con lo storytelling ad esempio, e sperimentare tanto». Andrea Santagata ritiene quindi che «se sei rilevante per le persone, lo sei anche per i brand. Noi, con GialloZafferano, aiutiamo semplicemente i nostri lettori a cucinare. Ma lo facciamo bene, divenendo così uno strumento che funziona anche per le aziende». Oggi il digitale, grazie ai dati, al boom dei social, del video e del mobile, «è finalmente salito in Serie A ed è pienamente integrato nelle strategie di comunicazione delle aziende». Per la sua crescita il programmatic  gioca e giocherà un ruolo molto importante, «anche se è bene guardarsi dalle monete false che vengono spacciate sul mercato. Per questa ragione è di grande importanza il tema della misurabilità, della viewability e della brand safety, ma è anche più importante che queste attività siano messe in atto in modo corretto».