Main partner:

Jobs

Kinetic, in arrivo la prima DMP dedicata al Digital Out Of Home

Kinetic, l’agenzia specializzata nella pianificazione Out of Home di WPP, continua a investire nell’innovazione tecnologica applicata alla pubblicità in esterna e prepara il lancio della prima DMP specificamente pensata per il mondo del Digital OOH.

Lo hanno annunciato martedì Alberto Cremaschi, Managing Director di Kinetic, e Carlo Grillo, Chief Operating Officer di Kinetic, nell’ambito di Lasooh, l’evento organizzato da GroupM, la holding media di WPP, per creare una riflessione sul presente e il futuro dell’OOH con clienti e operatori di settore.

Kinetic è stata tra i first mover nell’ambito del cosiddetto “programmatic OOH” e continua a muoversi in prima linea. «Nel 2016 abbiamo lanciato la Kinetic Platform e nel 2017 abbiamo introdotto RealOOH, il primo prodotto di acquisto automatizzato di Digital Out Of Home in partnership con GroupM Digital – ha ricordato Grillo -. Quest’anno, l’80% del mercato DOOH acquistato via DSP in Italia è gestito da Kinetic, e il prossimo anno introdurremo la prima DMP dedicata all’audience buying & insight dell’OOH, che ci aiuterà a trasformare l’esterna in un mezzo di “precision marketing”».

Nel corso dell’evento Alberto Mattiello – Future Thinking Project di J. Walter Thompson – ha raccontato le prospettive future dell’OOH: sempre più digitale, interattiva (audio, corpo, voce) e integrata alle nuove smart city, che offrono nuovi modelli di business e di aggregazione, oltre che tecnologia (come 5G e open data). Spunto confermato anche dalle recenti evidenze internazionali dove i big player delle nuove piattaforme digital (da Netflix a Google fino ad Amazon) stanno acquistando network di OOH.

«L’importanza degli impianti Digital OOH è ulteriormente dimostrata dal fatto che già attualmente rappresentano la quota più alta del nostro spending – ha commentato Alberto Cremaschi, Managing Director di Kinetic -. Anche gli investimenti che passano attraverso le DSP sono in forte crescita. Quest’anno, il billing che abbiamo gestito via Real DOOH supera già il milione di euro e prevediamo di chiudere il 2018 a 1,5 milioni di euro, insieme a GroupM Digital».

Artefact vince la gara BNL per i servizi di consulenza Data&Analytics

BNL ha scelto Artefact come nuova agenzia per le attività Analytics relative alle property BNL e Hellobank.

La collaborazione nasce in seguito alla vittoria di Artefact di un’apposita gara, ed ha come focus l’analisi, l’ottimizzazione e il mantenimento degli strumenti di Analytics e della DMP al fine di perfezionare le attività di data collection e la conoscenza dei trend di navigazione e interazione degli utenti con i touch point digitali dei domini BNL.it e Hellobank.it.

In particolare sono tre i principali ambiti della consulenza Artefact nel progetto Analytics di BNL:

●      Data collection e Data Analysis: definiti i business goals e KPI per ciascuna property online e in-app e condotta una prima fase di audit, Artefact supporterà BNL nell’impostare una corretta metodologia per la data collection e la data analysis. L’obiettivo è la comprensione del percorso completo di navigazione degli utenti attraverso l’impostazione di un monitoraggio user-centric e multipiattaforma delle interazioni con le risorse digitali BNL e Hellobank.

●      Ambiente di Analisi e Ottimizzazione: la corretta visualizzazione dei dati, ad esempio attraverso l’impostazione di rapporti personalizzati e la definizione di dashboard multicanale faciliterà l’analisi dei dati di traffico e consentirà a BNL di ricostruire e individuare eventuali ostacoli nel processo di conversione, validare l’efficacia dei contenuti, delle call to action e della user experience tout court.

●      Customer insight e nuove casistiche d’uso: l’analisi dei dati della DMP Hellobank.it mirerà a ottenere insights sul ciclo di vita dell’utente e a creare e lanciare nuovi casi d’uso in grado di generare un impatto di breve o lungo termine sugli obiettivi di business e gli investimenti media.

«Siamo molto soddisfatti della nuova collaborazione con BNL – commenta Debora Casalaspro, Country Manager Artefact Italy -. Questo progetto è il segno del buon esito del lavoro condotto dal nostro gruppo nel porre l’analisi dei dati al centro dell’offerta di consulenza strategica nel campo del marketing digitale. In qualità di partner, il nostro focus è incentrato sugli obiettivi di business di BNL che con noi condivide l’approccio ai Data Analytics come fattore abilitante per le proprie strategie digitali».

«Abbiamo scelto Artefact per continuare a crescere sul mondo digitale rinnovando gli stimoli ed il confronto con un partner di eccellenza – aggiunge Matteo Coppari, Head of Digital Marketing and Sales BNL -. Siamo rimasti molto colpiti dalla loro proposta, organizzazione ed esperienza maturata presso multinazionali complesse come la nostra realtà».

Pubmatic, nuovi strumenti per massimizzare il valore dell’audience

Novità da casa PubMatic: la società specializzata in soluzioni di programmatic per gli editori ha annunciato una serie di nuovi strumenti per l’Audience Management, pensati per risolvere le principali sfide che riguardano la valorizzazione e la sicurezza dei dati sull’utenza.

Uno dei temi affrontati da Pubmatic con la nuova suite di tool per l’audience management, attualmente rilasciata in “open-beta”, è quello del data-leakage, ossia l’utilizzo non autorizzato di dati proprietari da parte di terze parti. Un tema sensibile nell’attuale scenario del programmatic, spiega la società, dal momento che attualmente gli editori non hanno un controllo adeguato su chi e come sta usando i loro dati, attraverso le DMP. Come è emerso chiaramente nel caso Facebook – Cambridge Analytica, l’uso dei dati da parte di venditori multipli dev’essere strettamente controllata e compresa.

Per ovviare al problema e offrire al contempo un efficace strumento di business, la soluzione di Pubmatic offre ai publisher un controllo granulare sui dati di prima parte a livello di singolo inserzionista: gli editori possono costruire uno o più segmenti di audience accessibili per usi determinati e per buyer specifici. Sarà così possibile sapere, per esempio, quali segmenti di audience vengono targettizzati, da quale sorgente di domanda, e su quali siti del proprio network. In questo modo, sarà più semplice per gli editori ottimizzare, espandere o bloccare l’uso dei loro dati. Oppure, il tool potrebbe essere usato per fare dei test con una selezione circoscritta di buyer al fine di valutare i rischi di data-leakage.

I nuovi tool di Audience Management di Pubmatic, inoltre, promettono di aumentare del 20% i tassi abituali di match-rate, massimizzando l’audience reach degli inserzionisti attraverso il proprio network. Non solo: i publisher potranno rendere i loro dati visibili direttamente ai buyer (bypassando l’uso di una DMP) ed eventualmente contrattare direttamente degli accordi diretti. Infine, le nuove soluzioni di Pubmatic permettono ai publisher di vendere i propri dati direttamente ai buyer, senza dover dividere i ricavi con piattaforme di intermediazione.

Iniezione di capitali per MediaMath: arrivano 225 milioni di dollari

Nuovi investimenti per MediaMath. La società di ad tech ha ottenuto dalla società Searchlight Capital Partners un’iniezione di capitali di 225 milioni di dollari. Il fondo, che sarà fornito in due differenti tornate, “porta il capitale totale investito di MediaMath a oltre 500 milioni di dollari, e fornisce le risorse necessarie per aiutare a guidare la sua prossima fase di crescita”, spiega la società in una nota.

I fondi verranno utilizzati soprattutto per rafforzare l’offerta di MediaMath, accelerando lo sviluppo delle sue DSP e DMP “attraverso iniziative di crescita sia organiche che inorganiche”, ma potranno servire anche per finanziare delle acquisizioni e per sovvenzionare la messa a punto di soluzioni in determinate aree strategiche come l’identity (l’individuazione di profili unici a partire dai dati provenienti da varie fonti) e l’intelligenza artificiale, ma anche la tv connessa e il digital out of home.

La società, infatti, è attualmente impegnata nell’espansione del suo “identity stack“, un’infrastruttura capace di connettere i vari punti di contatto delle aziende con i consumatori per garantire l’individuazione di profili unici (anche attraverso attività su mezzi in grande crescita come le tv connesse e il DOOH) e nell’ampliamento dell’adozione dell’intelligenza artificiale per garantire maggiori performance di business ai clienti nel rispetto della privacy dei loro utenti.

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, inoltre, alcuni dei fondi verranno utilizzati per acquisire le quote di uno degli investitori di MediaMath, Safeguard Scientifics, che a gennaio aveva dichiarato di voler terminare gli investimenti in nuove compagnie a causa di una strategia di taglio dei costi.

L’iniezione di capitali per MediaMath arriva in un periodo particolarmente “caldo” di consolidamento per il mercato ad tech, che nell’ultimo mese ha visto sia l’acquisizione di AppNexus da parte del gigante telco AT&T, sia quella della divisione Marketing Solutions di Acxiom da parte di IPG, sia l’acquisto della maggioranza di Integral Ad Science (IAS) da parte di Vista Equity Partners.

L’UPA sta costruendo una DMP condivisa tra le aziende associate

L’UPA, l’associazione che rappresenta le aziende che investono in pubblicità, è molto interessata alla possibilità di utilizzare la Blockchain per accrescere la trasparenza nell’ambito del programmatic advertising ed ha avviato, con la collaborazione tecnica del Gruppo Reply, un progetto finalizzato all’applicazione di questa tecnologia alla filiera, in modo da avere totale visibilità dell’attività di tutti i soggetti coinvolti nell’erogazione delle campagne.

Ad annunciarlo è stato il presidente dell’UPA Lorenzo Sassoli de Bianchi, mercoledì nell’ambito della tradizionale Assemblea dell’associazione. E non si tratta dell’unica novità riguardo al programmatic.

La stessa UPA sta infatti sperimentando la costruzione di una “data pool” condivisa tra i propri associati che accresca l’affidabilità e la qualità dei dati disponibili per le pianificazioni pubblicitarie. Tale DMP – che vede Neodata come partner tecnico – è attualmente in via di sperimentazione con 6/7 associati coinvolti e potrebbe diventare in un secondo momento uno “strumento aperto”, a cui le aziende potrebbero accedere per “arricchire” i propri dati di prima parte con informazioni di proprietà di altre aziende (ovviamente in forma criptata e anonimizzata) per creare segmenti di audience e altro. In una prima fase, questa DMP conterrebbe essenzialmente cookie, ma potrebbe successivamente integrare anche dati diversi.

Resta quindi alta l’attenzione dell’UPA verso il tema del programmatic, che resta uno tra i più caldi per l’associazione degli spender come si era già visto dall’ampio spazio dedicato ad esso nell’ambito del recente Libro Bianco sul Digitale realizzato insieme alle altre principali Associazioni del mercato. Del resto, l’attenzione all’innovazione è uno dei valori che il Presidente Sassoli ha indicato come fondanti nell’attività dell’Associazione, che quest’anno compie settant’anni.

Per quanto riguarda i dati di mercato, secondo le previsioni dell’UPA il 2018 sarà il quarto anno consecutivo con il segno positivo e chiuderà con l’1,5% di incremento degli investimenti in comunicazione, di cui circa il 30% saranno riversati sul digitale.

Talks Media lancia una data management platform dedicata all’intrattenimento

Talks Media, concessionaria esclusiva di Everyeye.it, portale italiano per gli appassionati di videogiochi, e Gamestop.it, sito del primo rivenditore italiano in ambito videoludico, presenta al mercato una data management platform focalizzata sull’intrattenimento, aprendo nuove possibilità di targeting, segmentazione dell’audience e modalità di acquisto agli inserzionisti del settore videogiochi, cinema/serie tv e tecnologia.

Il prodotto, che si aggiunge alle attività di vendita di spazi pubblicitari da parte della concessionaria, è stato progettato da Talks Media con il supporto tecnologico di Weborama. La DMP, già operativa, consente di disporre di tutti i dati di navigazione degli utenti di Everyeye.it e Gamestop.it e permette il presidio di un pubblico esigente, alto spendente e sempre più ampio.

Questi sono alcuni dei KPI rilevati sui profili dei videogiocatori e disponibili agli investitori:

  • Hardware e piattaforme di gioco
  • Software con marchi, PEGI, piattaforma di riferimento, genere e classificazione
  • Prezzo software/hardware
  • Azioni compiute durante la navigazione (condivisioni, sondaggi, visione di trailer, ecc.)
  • Acquisti online di prodotti videoludici fisici e/o digitali, adesioni a promozioni o scambio in usato

La prossima fase nell’implementazione della soluzione sarà un’ulteriore qualifica del database attraverso l’incrocio dei dati basati sui cookie con i profili dei clienti contenuti nei CRM dei due editori. Tutti i dati saranno raccolti in maniera anonima ed in ottemperanza alle vigenti normative sulla privacy.

“Grazie alla collaborazione dei nostri editori e del partner tecnologico credo che stiamo per dare in mano agli inserzionisti uno strumento unico sul mercato, che permette di utilizzare dati su tutto il percorso di acquisto del videogiocatore italiano, dall’informazione sul prodotto al reale acquisto finale. Ci aspettiamo oltre 5.000.000 di cookie unici con una profondità e ricchezza di informazioni eccezionale grazie alla quantità e qualità dei dati dei due siti coinvolti. Credo che ragionare data-driven oggi sia necessario, soprattutto avendo a disposizione un patrimonio di dati di prima parte di questo valore, che credo rendano unica la nostra offerta nel panorama italiano”, commenta Emiliano Messeni, direttore commerciale di Talks Media.

“GameStop spinge ancora una volta l’acceleratore sulla tecnologia. Grazie alla DMP di Weborama, potrà fornire un servizio sartoriale ai propri clienti migliorando la qualità della relazione e la velocità di reazione. Siamo molto soddisfatti del lavoro fatto finora e siamo certi che il futuro sarà ancora più roseo”, dichiara Alessandro Barchetti, Head of Digital di Gamestop.it.

“Siamo estremamente soddisfatti della collaborazione instaurata con dei partner così importanti nel panorama videoludico italiano. Il servizio di DMP sarà un’importante aggiunta per la nostra offerta commerciale, che poggia su un progetto editoriale, quello di Everyeye.it, in continua espansione: costruito con l’obiettivo di fornire un prodotto di infotainment incisivo e trascinante, ma soprattutto corretto, ai nostri utenti”, aggiunge Domenico Panebianco, Fondatore & CTO di Everyeye.it.

“Questo progetto ci rende particolarmente orgogliosi, sia perché è il frutto di un lavoro armonioso che unisce diversi operatori della filiera (un rivenditore, un editore, una concessionaria e ovviamente una data company come Weborama), sia perché mette in pratica quello che è sempre stato il nostro mantra, ovvero un approccio al marketing fortemente data-driven, che va a creare un enorme valore aggiunto per tutto il mercato. Valore che è immediatamente traducibile in termini di monetizzazione del dato ma anche e soprattutto di analisi, insight e ottimizzazione delle azioni di comunicazione in ottica sia di prospecting che di fidelizzazione”, conclude Roberto Carnazza, Country Manager di Weborama.

Quali caratteristiche sono considerate prioritarie nella scelta di una DMP?

Oggi nella nostra rassegna parliamo di DMP, anti tracking e delle conseguenze del caso Cambridge Analytica sul business pubblicitario di Facebook.

Quali caratteristiche influenzano la scelta di una DMP?

Quali sono le caratteristiche sono considerate prioritarie nella scelta di una DMP? Secondo uno studio di Advertiser Perceptions ce ne sono svariati, ma il principale è la capacità di individuare inventory pubblicitarie da acquistare, attraverso la creazione di segmenti di audience. Altre discriminanti sono l’accesso gratuito a dati per insight di CRM e l’abilità a raccogliere dati. Leggi di più su eMarketer.

Lo scandalo Cambridge Analytica e i suoi effetti sul business pubblicitario di Facebook

Il caso Cambridge Analytica ha avuto conseguenze sugli investimenti pubblicitari su Facebook? Sembrerebbe di no, almeno non nell’immediato. La società tecnologica 4C ha calcolato che Facebook ha goduto nel primo trimestre 2018 di un aumento della spesa pubblicitaria anno su anno del 62%, e che l’aumento settimanale della raccolta è stato di settimana in settimana del 7% nella settimana conclusasi il 17 marzo e del 15% in quella terminata il 24 marzo. Leggi di più su The Drum.

Mozilla lancia il nuovo Firefox per iOS con anti-tracciamento preimpostato

Ha la Protezione dal Tracciamento abilitata di default la nuova versione di Firefox per iOS, appena lanciata da Mozilla. Ogni volta che verrà aperto il browser, i siti non potranno tracciare le attività e raccogliere le informazioni personali dell’utente, a meno che questo non dia loro il proprio esplicito consenso. La funzione era presente già nella versione precedente del programma, ma doveva essere abilitata dall’utilizzatore del programma. Adesso invece sarà preimpostata. Leggi di più su TechCrunch.

Adobe lancia un programma di certificazione sull’utilizzo della sua DMP

Spotify, Adobe e GroupM protagonisti della nostra rassegna di oggi.

Adobe lancia un programma di certificazione sull’utilizzo della sua DMP

Adobe ha lanciato un nuovo programma di certificazione insieme a Digitas, dedicato all’utilizzo della sua DMP e aperto sia ai partner della società che al pubblico. L’esame, che consentirà di determinare se i partecipanti possiedono le competenze necessarie per gestire la piattaforma dati, è volto a semplificare e standardizzare il processo di ricerca di esperti nell’uso di Adobe Audience Manager. Leggi di più su MediaPost.

Spotify, dopo la quotazione un maggiore focus sulla pubblicità?

Adesso che Spotify si è quotata in Borsa, aziende e agenzie si aspettano che l’app ponga un maggiore focus sul suo business pubblicitario. Nonostante la società di streaming musicale abbia rapidamente messo a punto una fiorente offerta adv, da settembre arricchita da una piattaforma self-service in programmatic, la sua maggiore forza rimane ancora la versione dell’app “ad-free” in abbonamento, da cui arriva la maggior parte dei suoi ricavi. Adesso il mercato attende un maggiore bilanciamento tra le parti. Leggi di più su Digiday.

GroupM, Irwin Gotlieb lascia il ruolo di chairman globale

Irwin Gotlieb lascia il ruolo di chairman globale di GroupM, passando a una posizione di senior advisor in WPP. Gotlieb, veterano della comunicazione, è stato CEO di GroupM dalla fondazione della divisione media nel 2003 fino al 2012, quando ha assunto il ruolo di Chairman globale. Dopo aver fondato MediaVest nel 1993, il manager si è poi unito alla squadra di WPP nel 1999 come primo ceo globale di Mindshare, per poi occuparsi del lancio di GroupM nel mondo. GroupM continuerà ad essere guidata da Kelly Clark, global chief executive della società dal 2016. Leggi di più su Campaign.

DMP, Oracle è ancora la più utilizzata dai marketer. Ma crescono Salesforce e The Trade Desk

La data management platform di Oracle continua ad essere la più riconosciuta e utilizzata dai marketer ma Salesforce prosegue la sua ascesa all’interno dell’industria del marketing tecnologico. Nella classifica stilata dal Programmatic Intelligence Q4 di Advertiser Perceptions, la DMP di Oracle si trova al primo posto per utilizzo e intenzione d’acquisto dei marketer ma è indietro per quanto concerne alcuni fattori rilevanti per i professionisti.

dmp-advertiser perceptions

Una posizione quasi “di rendita” ereditata dall’acquisizione di BlueKai, ha fatto notare ad Adexchanger Kevin Mannion, Chief Strategy Officer di Advertiser Perceptions, ma non inespugnabile visti i progressi fatti dalle piattaforme concorrenti.

I principali criteri tecnologici che, secondo la ricerca, orientano la scelta della DMP da parte degli inserzionisti sono: la scoperta di inventario pubblicitario, l’accesso gratuito ai CRM e la capacità di raccogliere i dati da file di registro e API.

dmp-advertiser perceptions

Per quanto riguarda il primo criterio, Oracle ha ottenuto una posizione bassa, MediaMath si è invece guadagnata la vetta della classifica. Risultati medi in termini di accesso ai dati per gli insight CRM, area in cui eccelle Adobe Audience Manager. Risulta terza nella raccolta dati, in cui domina la DMP di Salesforce. The Trade Desk ha ottenuto il posto più alto per la tipologia di analytics desiderati dai marketer: qualità delle valutazioni post-campagna, insight e raccomandazioni.

dmp-advertiser perceptions

Gli analytics di Oracle, secondo Advertiser Perceptions, sono stati superati anche in aree come l’identificazione e analisi cross-dispositiivo (MediaMath, Viant e The Trade Desk hanno conquistato il podio) impostazione e partecipazione a QA (i primi tre sono stati Salesforce, The Trade Desk e eXelate).

Nel complesso, emerge dal documento, Salesforce e The Trade Desk sembrano essere le data management platform con maggiore slancio.

Da Adobe nuovi strumenti pubblicitari per editori e aziende

Novità in arrivo per le aziende e gli editori che utilizzano Adobe per le loro strategie pubblicitarie. In occasione del suo Summit di Las Vegas, la società ha annunciato infatti una serie di nuovi strumenti che andranno ad arricchire l’offerta della DMP Audience Manager e della suite Advertising Cloud.

Si parte da un nuovo strumento dedicato agli editori: Audience Manager Reporting for Publishers. Un tool di reportistica, costruito all’interno della DMP Audience Manager della società, creato per unificare dati di tipo comportamentale come click a ricerche e display ai dati di prima parte di un editore, in modo da arricchire così il patrimonio di informazioni sui lettori e dare più valore agli spazi pubblicitari.

Utilizzando questo strumento, ad esempio, i publisher potranno inserire i loro cluster comportamentali all’interno della DMP e associarli a informazioni di tipo demografico, individuando così quali contenuti sono stati visti da giovani tra i 18 e i 25 anni e mettendoli a paragano con altre fasce d’età.

Le novità di Adobe Advertising Cloud

Audience Manager Reporting for Publishers non è la sola novità annunciata da Adobe, che a Las Vegas ha presentato, tra le novità di prodotto, anche svariati arricchimenti per la sua Advertising Cloud.

La società ha presentato infatti Advertising Cloud Creative, una nuova piattaforma self-service per la creazione di annunci che va ad ampliare in maniera significativa l’offerta di Dynamic Creative Optimization (DCO) di Adobe. Su Advertising Cloud Creative saranno automaticamente disponibili gli elementi creativi presenti su Adobe Creative Cloud e le aziende potranno utilizzarli in completa autonomia per modificare o ottimizzare in itinere i loro annunci, senza bisogno di coinvolgere nuovamente l’agenzia o fare re-trafficking.

Su Advertising Cloud arrivano inoltre nuove funzioni volte a facilitare l’integrazione di mezzi e canali all’interno delle strategie di acquisto pubblicitario, grazie a una più ampia integrazione con Adobe Analytics Cloud. Grazie alla possibilità di usufruire del nuovo Adobe Experience Cloud Device Co-op – un programma che consente ai brand partecipanti di unire le forze per identificare in maniera più precisa i loro consumatori sui vari touch point digitali -, inoltre, le aziende avranno ora a disposizione un device graph indipendente per raggiungere i loro consumatori indipendentemente dal dispositivo che essi stanno usando. Altre nuove funzioni permetteranno anche di effettuare una migliore misurazione dell’attribuzione o sfruttare metriche di brand sulla demand-side platform (DSP) per prendere decisioni di acquisto più informate.

Non da ultimo, Advertising Cloud includerà adesso nuove funzionalità alimentate da Adobe Sensei, il framework di intelligenza artificiale e machine learning della società.