Main partner:

Jobs

Omnicom, Accuen perde terreno ma cresce la piattaforma dati Annalect

Omnicom ha chiuso il periodo luglio-settembre 2017 con un fatturato di oltre 3,7 miliardi di dollari, in diminuzione dell’1,9%, mentre a livello organico la crescita è stata del 2,8%.

Rispecchiando tale risultato, anche Accuen, il trading desk della holding statunitense, ha registrato un calo nei suoi risultati finanziari, perdendo nel terzo trimestre dell’anno 9 milioni di dollari negli Stati Uniti, -0,2% rispetto allo stesso periodo del 2016. La società ha dichiarato che ciò è accaduto perché “i clienti stanno continuando a preferire gli acquisti programmatici totalmente esplicitati”.

In altri mercati, dove le transazioni non dichiarate sono state generalmente più accettate da parte dei marketer, il bilancio di Accuen si è mantenuto quasi stabile, crescendo di 2 milioni di dollari nel trimestre. “Non abbiamo perso clienti ma abbiamo cambiato il modo in cui facciamo business con loro passando ad una metodologia completamente trasparente”, ha dichiarato John Wren, Ceo di Omnicom.

Tuttavia, per consentire lo svelamento dei margini ottenuti sulle operazioni programmatiche, fa notare AdExchanger, il Gruppo sta trasferendo i suoi specialisti da Accuen all’interno delle sue agenzie. Un’operazione che si accompagna ai tagli, del valore di 500 milioni di dollari, alla spesa improduttiva. In altre parole, Omnicom sta assemblando dei team su misura per i clienti nelle diverse strutture controllate con il fine di eliminare i silos interni.

Nel frattempo la holding continua a sviluppare la piattaforma dati Annalect siglando ulteriori accordi con fornitori di dati di prima parte.

Omnicom, il trading desk non cresce più. Wren: «Cambiano le richieste dei clienti»

Ricavi stabili, nel primo trimestre dell’anno, per Accuen, il trading desk di Omnicom. E’ la prima volta in due anni che il braccio programmatico del gruppo riporta un giro d’affari costante. Dal 2014 i suoi ricavi erano aumentati tra i 18 e i 45 milioni di dollari ogni trimestre, anche se ultimamente le crescite erano rallentate.

Durante la call di bilancio in cui sono state commentate le performance del gruppo, tuttavia, il Ceo di Omnicom John Wren non ha mostrato particolare preoccupazione. Secondo il manager, il trend stabile è dovuto a un cambiamento nelle richieste dei clienti, che sempre più abbandonano metodi di acquisto in programmatic poco trasparenti, in cui le agenzie ottengono inventory e le rivendono ai clienti con un sovrapprezzo non quantificato.

«Molti clienti adesso vogliono questi servizi su base completamente trasparente, il che ci mette nella posizione di essere i loro agenti, piuttosto che vendere loro un prodotto», ha dichiarato Wren.

Le performance di Accuen, insomma, non sarebbero da imputare a un business non in salute, ma sarebbero invece la diretta conseguenza di un generale cambiamento nell’approccio delle aziende al Programmatic, desiderose di più trasparenza circa i prezzi dei loro acquisti pubblicitari automatizzati. «Il business sottostante in effetti è cresciuto – ha spiegato il Ceo di Omnicom -. Ma il metodo con il quale il nostro servizio è acquistato è cambiato, il che porta ai numeri che abbiamo visto».

Complessivamente, Omnicom ha messo a segno una crescita del fatturato globale del 2,5% a 3,6 miliardi di dollari nel trimestre (leggi qui la notizia sul bilancio riportata da Engage).

Anche Omnicom prende provvedimenti sulla brand safety su YouTube: ecco la sua soluzione

Dopo GroupM e Publicis Media, un’altra holding pubblicitaria prende posizione sul tema della brand safety su YouTube, dopo le recenti problematiche sorte per l’apparizione degli annunci di alcuni inserzionisti accanto a contenuti inopportuni sulla piattaforma, in primis legati al terrorismo internazionale.

Si tratta di Omnicom, che ha annunciato di stare sviluppando un proprio programma per la sicurezza dei brand su YouTube. Il progetto prevede la presa in esame di centinaia di migliaia di video al giorno sulla piattaforma, per verificare che siano appropriati per i brand e per le loro campagne pubblicitarie. La revisione dei contenuti di YouTube verrà fatta da macchine o, in qualche caso, da persone e porterà all’elaborazione di un punteggio di brand safety e alla collocazione dei video accettati all’interno di una whitelist. Omnicom provvederà anche a fornire alle aziende dei metadati sui video di YouTube, prima inaccessibili.

Tra i clienti della holding pubblicitaria, ci sono AT&T, Pepsi e Procter & Gamble, che sono tra le tante aziende che hanno congelato i loro investimenti su YouTube per il timore sulla sicurezza dei suoi contenuti. Non si sa ancora se queste società riprenderanno a pianificare sulla piattaforma a seguito del lancio del programma.

Omnicom dunque segue l’approccio già scelto da GroupM. La holding media di WPP ha annunciato la scorsa settimana l’avvio di una partnership con la società di analytics video Open Slate, per il whitelisting dei contenuti di YouTube considerati accettabili per il posizionamento di annunci pubblicitari (leggi qui la notizia).

Accuen, il fatturato aumenta di 86 milioni di dollari nel 2016. Ma la crescita rallenta

Positive le performance 2016 di Accuen, il trading desk di Omnicom, trainate dalle positive performance del quarto trimestre.

In occasione dell’ufficializzazione dei propri dati di bilancio, il gruppo ha reso noti anche gli andamenti del proprio “braccio programmatico”. La struttura ha visto nel Q4 2016 una crescita dei propri ricavi di 33 milioni di dollari, e di 86 milioni nell’intero anno. L’ultimo trimestre è quello che ha registrato gli incrementi più considerevoli, contro i 10 milioni del Q3, i 18 del Q2 e i 25 del Q1. Omnicom non ha fornito dati sulle entrate totali della piattaforma.

Le performance del 2016 tuttavia non raggiungono quelle dell’anno precedente. Nel 2015 infatti Accuen ha messo a segno performance ancora più brillanti, crescendo nel Q4 di 45 milioni, nel Q3 di 25 milioni, nel Q2 di 30 e nel Q1 di 40. Un andamento che probabilmente rispecchia il generale aumento, nel 2015, dell’adozione del Programmatic da parte delle aziende, e in particolare da parte dei clienti di Omnicom Media Group.

«Il business programmatico continua ad evolversi oltre l’iniziale gruppo di aziende focalizzate principalmente sul raggiungimento di un ROI», ha spiegato il Chief Financial Officer Phil Angelastro durante la call di bilancio, aggiungendo che anche il modo in cui Omnicom acquista in Programmatic sta cambiando, alla luce delle questioni sulla trasparenza emerse a giugno da un report dell’ANA. «Non sarei sorpreso nel vedere una riduzione della quota di Programmatic implementato “a pacchetti” e una crescita di quella del Programmatic eseguito in maniera tradizionale», ha dichiarato il manager. Le stesse questioni sulla trasparenza potrebbero tra l’altro avere influito sul rallentamento della crescita della piattaforma nel 2016.

Intanto, a livello gruppo, Omnicom ha registrato una crescita del fatturato nel 2016 dell’1.9%, a 15,4 miliardi di dollari. Nel quarto trimestre, il giro d’affari è aumentato del 2,1% a 4,2 miliardi (qui l’articolo con tutti i dati).

Xaxis: i ricavi globali nel 2015 crescono del 20% a 930 milioni di dollari, secondo AdAge

I ricavi delle agenzie crescono, trainati dall’incremento delle attività digital. Agency Report 2016, una ricerca di Advertising Age, fa luce sul mondo delle agenzie pubblicitarie, analizzandone le performance, il sempre maggiore peso del digital, l’ecosistema sempre più animato (soprattutto sul fronte online e tecnologico) da strutture indipendenti, le ripresa delle assunzioni di professionisti e tanti altri aspetti, tra cui anche la rilevanza del Programmatic.

Secondo quanto emerge dal report, il Programmatic è un comparto che gode di ottima salute, come si può notare dalle performance delle unit specializzate all’interno di alcuni grandi gruppi pubblicitari.

AdAge riporta infatti che i ricavi globali di Xaxis (WPP) sono aumentati del 20%, raggiungendo i 930 milioni di dollari nel 2015 dai 775 milioni del 2014.

Lo studio, inolte, riesce a dare anche un andamento di massima delle attività in Programmatic di Omnicom (il gruppo non fornisce dati sui suoi ricavi da ad-tech), derivanti sia dall’operato della unit dedicata Accuen che dagli acquisti automatizzati gestiti dalle stesse centrali media del gruppo. Secondo quanto rivelato dal Chief Financial Officer Philip Angelastro in occasione di una call di bilancio con gli investitori, il business globale in programmatic di Omnicom nel 2014 aveva coperto “poco meno del 2%” dei ricavi totali. Il che, dice AdAge, equivarrebbe a una cifra intorno ai 306 milioni di dollari.

Sempre in occasione della pubblicazione di dati di bilancio, una nota, stavolta, di Omnicom aveva rivelato che nel 2015 il fatturato organico di Accuen era cresciuto fino a raggiungere circa 140 milioni di dollari. Mettendo insieme le due cose, i ricavi globali da programmatic di Omnicom nel 2015 dovrebbero avere raggiunto poco meno di 446 milioni di dollari, cifra, precisa AdAge, “da aggiustare per eccesso o per difetto in base alle performance delle media agency del gruppo sugli acquisti automatizzati”.

Omnicom Group: dal Programmatic l'1% dei ricavi nel 2014

Quanto frutta il media buying “automatizzato” a un grande gruppo della comunicazione? Certamente una cifra considerevole e in crescita, ma forse meno di quanto ci si potrebbe immaginare.

Nel caso di Omnicom Group, la holding americana che contende a WPP il titolo di prima società globale nell’ambito dei servizi pubblicitari, il Programmatic nel 2014 ha portato nelle casse societarie 140 milioni di dollari di ricavi. La cifra è stata fatta da Philip Angelastro, chief financial officer, a margine della presentazione dei dati finanziari relativi al quarto trimestre 2014 del Gruppo.

Tale cifra rappresenta all’incirca l’1% dei fatturati totali di Omnicom, fissati a 15,3 miliardi di dollari. Nel quadro complessivo il Programmatic cresce, tuttavia il Ceo John Wren è sembrato smorzare gli entusiasmi rispetto all’impatto potenziale dell’acquisto “machine-driven” di spazi adv sul business complessivo del gruppo. «Mi aspetto una buona crescita da questo fronte, ma non il tipo di crescita che abbiamo sperimentato da quando siamo entrati in questo settore», ha confidato Wren.

In ogni caso, il 2014 è stato un anno di importanti accordi (come quello, siglato a maggio, con Twitter/MoPub) per Omnicom nel campo dell’ad-tech. Proprio negli scorsi giorni tra l’altro PHD e Resolution hanno annunciato di aver gestito, per la prima volta in Italia, l’acquisto di spazi pubblicitari in Programmatic Guaranteed per Citroën.

 

Omnicom: nel 2015 per il programmatic crescita double digit

Il tema del programmatic ha tenuto banco alla presentazione dei risultati di Omicom per il terzo trimestre dell’anno. Il Ceo John Wren è stato chiamato da molti analisti a dire la sua sul potenziale di crescita del programmatic buying e sull’eventuale impatto atteso sulle attività della holding, cui fanno capo agenzie e network come Bbdo e Tbwa e che rappresenta la numero due al mondo per fatturato, dopo Wpp. Segno inequivocabile del grande desiderio di approfondire una modalità di fare business che promette  di scompaginare le carte nel mondo dell’advertising.

Wren non ha mancato di mostrare entusiasmo ma ha anche voluto sottolineare che non è lecito attendersi un impatto immediato sui risultati. Attualmente il programmatic rappresenta meno del 2% del fatturato totale della holding, che ha raggiunto i 3,75 miliardi di dollari nel terzo trimestre, con un +7,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gran parte della crescita è dovuta al Nord America, che ha segnato un +8,9%. Proprio l’incremento delle attività di programmatic buying è stato indicato da Wren come uno dei fattori alla base del buon risultato dell’area nordamericana, insieme ai new business.

Le previsioni sono rosee dato che Wren ha dichiarato di prevedere una crescita del programmatic a doppia cifra nell’ultimo trimestre dell’anno e per tutto il 2015.  “Stiamo sviluppando e affinando skill e tecnologie“, ha detto il Ceo, aggiungendo che le attività di programmatic sono entrate nel vivo solo negli ultimi 12 mesi. La holding sta puntando e investendo molto sul gruppo di dati e analytics Annalect e il suo trading desk Accuen. Alla fine dello scorso anno Annalect ha stretto un accordo con Neustar per l’acquisizione della sua piattaforma di data management Aggregate Knowledge.

Interpellato da un analista su un confronto fra Accuen e l’omologo trading desk di Wpp, Xaxis, Wren ha commentato: “Stiamo studiando ciò che stanno facendo. Loro dichiarano di avere un business significativo in Europa, molto più del nostro. La vedo come un’enorme opportunità che dobbiamo cogliere”.