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TV e internet, un connubio che si muove tra reach e targeting

Gli spettatori di oggi grazie alla banda larga fruiscono i contenuti su schermi diversi, passando dal desktop alla TV e ad altri dispositivi. Il concetto di cross-device targeting in senso classico non può più stare al passo con la continua frammentazione del pubblico su schermi e dispositivi, in quanto limita l’azione di targeting a segmenti di dati e audience predefiniti. In questo contesto, è molto più importante creare un ecosistema flessibile e completamente guidato dai dati in grado di abbracciare sia la TV lineare sia il consumo digitale. Un sistema ottimizzato, infatti, sa quando, dove e a quale pubblico è meglio rivolgersi. L’uso intelligente dei dati è essenziale in un contesto in cui il settore televisivo si appresta ad essere molto più autorevole di quanto non lo sia attualmente, a causa della continua crescita del consumo audiovisivo su tutti gli apparecchi, non solo sugli schermi TV. L’interazione con un tablet o un dispositivo mobile mentre si guarda la televisione è diventata una modalità naturale di consumare l’intrattenimento. Il modo in cui questo secondo dispositivo viene utilizzato è molto variabile e comprende attività correlate, e non, al programma televisivo.

smartclip ha fatto della funzionalità di targeting cross-device una caratteristica proprietaria e rivoluzionaria, aprendo la strada alla pianificazione di annunci pubblicitari mirati verso consumatori che interagiscono su più dispositivi all’interno della stessa abitazione, unendo efficacemente il mondo della TV tradizionale con la distribuzione e la pianificazione digitale.

Ma quando una pianificazione su più dispositivi è davvero efficace?

La tecnologia gioca un ruolo fondamentale perché è la base su cui appoggia tutta l’infrastruttura di una piattaforma di cross device targeting. smartclip utilizza un algoritmo di device-matching per estrarre i dati aggregati dal proprio Data Management Engine. La TV funge da dispositivo principale, mentre gli altri device (ad esempio telefoni cellulari, computer desktop e tablet) sono collegati sulla base di vari attributi. Viene così creata una mappatura dei dispositivi domestici relativi ad uno specifico nucleo familiare. Ed è questo che consente agli inserzionisti di legare i singoli attributi dei vari dispositivi presenti in un’unica casa.

In questo modo si copre l’intero processo – dall’integrazione attraverso la TV lineare, all’erogazione degli annunci attraverso un ad server digitale. L’attenzione sull’automazione del workflow e sul processo decisionale data-driven, ci consentono di sviluppare capacità cross-device incomparabili. Questa soluzione mirata aiuta ad abbattere gli ostacoli classici delle pianificazioni cross-device, consentendo di raggiungere tutti i diversi dispositivi di una casa – tra cui TV, tablet e smartphone – e di gestire in modo ottimale gli annunci pubblicitari.

L’integrazione tecnologica, completa e dinamica, nei sistemi di programmazione televisivi, garantisce una distribuzione controllata dei formati pubblicitari aggiuntivi che può avvenire in tempi prestabiliti. La combinazione di ad-serving e decisioning, ad-operation e ad-management, copre l’intera catena “logistica” degli annunci. Permette inoltre la misurazione e il reporting dei dati di reach e di utilizzo in un unico grafico comprendente tutti i dispositivi raggiunti. Il risultato di questo processo si traduce in un flusso di comunicazione pubblicitaria e un potenziale di ricavi completamente nuovo per le emittenti televisive, grazie a un’analisi approfondita dei dati a disposizione.

La piattaforma di Addressable TV che proponiamo è l’asset che può rendere accessibile al mercato pubblicitario i dati dei broadcaster televisivi grazie alle informazioni cross-device nel nostro sistema di ad-decisioning: gli algoritmi di proprietà non si limitano ad applicare un semplice retargeting degli utenti contrassegnati come cross-device match, ma consentono una targetizzazione conforme al GDPR e un’efficiente ottimizzazione della tipologia di contatto a livello domestico e di dispositivo. Questo permette di combinare la classica pianificazione sui media televisivi con la pianificazione su media digitali per raggiungere nuovamente gli spettatori degli spot televisivi. Per il targeting domestico basato su TV, la soluzione cross-device Addressable TV consente di indirizzare e targettizzare tutti i dispositivi collegati alla rete Internet all’interno di un‘abitazione, a partire dalla TV, anonimizzandoli in pieno rispetto del GDPR.

La rivoluzione che l’Addressable TV cross-device sta introducendo sul mercato si concretizza nell’effettiva possibilità di poter raggiungere non il potenziale pubblico di un programma, ma l’effettivo spettatore con uno specifico annuncio, attraverso un device, la televisione, che è generalmente presente nelle case.

Ciò offre agli inserzionisti opportunità completamente nuove in termini di storytelling e di targeting. L’Addressable TV cross-device di smartclip rappresenta un ulteriore passo in avanti per il miglioramento della reach attraverso una vasta gamma di formati creativi adatti (e adattabili) per desktop, tablet, dispositivi mobili e TV. La dettagliata reportistica permette di ottenere una visione complessiva delle performance della campagna — dalle interazioni ai breakout per geolocalizzazione, ora, giorno della settimana, dispositivo, formato pubblicitario e creativo – con insight che consentono di prendere decisioni strategiche sulla comunicazione di prodotto.

Oggi il marketing digitale è data-driven. Con l’aumento dei dati di prima, seconda e terza parte, i marketer promettono agli inserzionisti la possibilità di raggiungere esattamente il pubblico giusto. L’Addressable TV sta rendendo di fatto possibile la vera pianificazione supportata da dati applicandola anche ai programmi della TV lineare in diretta.

Solo unendo le forze e le peculiarità del cross-device targeting a pianificazioni online e televisive data-driven, si può creare un ecosistema globale per gli inserzionisti basato su un approccio di prenotazione ad hoc per singole campagne attraverso tutti i dispositivi.

La soluzione completa di Addressable TV cross-device di smartclip fa leva sulle funzionalità cross-device per collegare le tradizionali campagne TV con il video digitale su dispositivi mobile e desktop.

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FreeWheel e Adform estendono all’Europa la partnership nel video advertising premium

Novità nel campo della pubblicità video online in ambienti “premium”: FreeWheel e Adform hanno infatti annunciato l’estensione al vecchio continente della partnership finalizzata a semplificare l’acquisto di campagne di campagne video in programmatic, con particolare attenzione per ambienti come tv connesse, advanced tv e OTT.

L’accordo, già attivo negli Stati Uniti, prevede un utilizzo congiunto dei software delle due società per semplificare il programmatic buying e rendere più agili i processi. “Gli investimenti nell’automazione dei media che abbiamo realizzato negli USA si sono rivelati un grande successo ed è più che naturale replicare il medesimo approccio nel mercato europeo”, ha detto Justin Beere, VP, DSP Partnerships di FreeWheel.

Dall’unione dell’esperienza delle due aziende nasce un’offerta personalizzata sul fronte demand (DSP), grazie all’integrazione dell’inventory Advanced TV e TV connessa (CTV) di FreeWheel (che fa parte del gruppo Comcast) con la DSP multicanale di Adform. Attraverso una gestione congiunta degli acquisti che tiene conto degli interessi dei publisher e dei buyer, il sistema offre ad agenzie e inserzionisti una soluzione affidabile e consolidata in grado di garantire risultati qualitativi di branding e performance.

Forti di un’esperienza congiunta di più di 20 anni nel video advertising, FreeWheel e Adform presenteranno anche un programma di formazione, con workshop e webinar, per supportare inserzionisti, agenzie e contribuire ad approfondire le loro competenze nell’ambito del video programmatic buying.

“Il video continua a registrare tassi di crescita elevati, attrae gli investimenti dei brand, perché è molto apprezzato dai consumatori, su tutti i canali. Grazie alla connected tv le opportunità diventano ancora più interessanti ed è per questo motivo che è importante intensificare gli investimenti in formazione e gestione dei progetti, in modo da poter contare su un’esecuzione corretta delle campagne per centrare gli obiettivi”, sottolinea Filippo Gramigna, VP Global Commercial Partnerships di Adform.

Nei prossimi mesi la partnership vedrà un ulteriore sviluppo per offrire agli advertiser opportunità di transazioni programmatic garantite.

Video inventory di qualità e deal diretti: sono queste le richieste che riceviamo dai clienti che puntano sul video come leva di comunicazione. L’accordo con Freewheel ci permette di rispondere a questa domanda con una proposta di audience personalizzate su inventory video tradizionali e CTV. In particolare la tv connessa suscita grande interesse e curiosità in questo momento e l’integrazione dell’inventory Advanced TV di Freewheel con la DSP multicanale di Adform permetterà di offrire soluzioni di video buying d’avanguardia”, commenta Davide Corcione, Country Manager di Adform Italia.

Conclude Davide Fiorentini, Responsabile Commerciale Freewheel Media Italy: “Le tecnologie best-in-class e l’expertise locale dei due team mettono a disposizione un sistema di compravendita degli spazi video altamente automatizzato in ogni fase della transazione, dalla selezione della migliore inventory alla negoziazione di tutte le condizioni di erogazione”.

Per quanto riguarda le inventory accessibili in Italia, spiega Fiorentini a Programmatic Italia, “la novità principale è la disponibilità di inventory connected tv su TV LG e Samsung grazie agli accordi internazionali con Xumo e Funke. Per il VOD su Web, mobile e in-app facciamo affidamento sulle nostre partnership consolidate con Mediamond e Discovery Network International, mentre per il digital video è possibile accedere alla quasi totalità dell’audience italiana attraverso la tecnologia SSP proprietaria”.

The Trade Desk, ricavi in crescita del 33% nel primo trimestre grazie all’addressable tv

Nonostante la frenata della spesa pubblicitaria nel mese di marzo a causa del coronavirus, la demand side platform americana The Trade Desk ha chiuso un primo trimestre 2020 in decisa crescita: i ricavi sono stati pari a 160,7 milioni di dollari, in aumento di un terzo rispetto a un anno fa (+33%).

Si tratta di un risultato reso possibile soprattutto dal business della pubblicità sulle tv connesse, ha spiegato la compagnia commentando i dati della trimestrale.

Negli USA, “La televisione lineare ha subito una decelerazione costante del 3-4% negli ultimi cinque anni”, ha dichiarato Jeff Green, fondatore e Ceo di The Trade Desk. E mentre il confinamento a casa delle famiglie americane si è tradotto in un maggior consumo di schermi televisivi, l’attenzione si sta concentrando in particolare sui servizi di video on demand, mentre molti consumatori stanno mettendo in discussione i costosi fasci della tv via cavo, in cui gli sport dal vivo sono il principale richiamo.

Secondo Green, la tv connessa “rivaleggerà e addirittura supererà” la portata complessiva della TV lineare nel USA.

Fatto sta che, ha fatto sapere la compagnia, la spesa dei clienti di The Trade Desk nell’acquisto di inventory televisiva è aumentata di oltre il 100% in un anno, posizionandosi come principale driver di crescita insieme agli annunci audio (+60% in un anno) e al mobile (+38%). Dall’altra parte la DSP americana ammette di aver risentito della frenata della spesa in programmatic dovuta al coronavirus, con effetti che probabilmente si faranno sentire nel secondo trimestre.

“Il programmatic è stato danneggiato da una delle sue più grandi caratteristiche, la sua agilità”, ha osservato Green. “Nessun altro canale è facile da arrestare e avviare, quindi quando i CFO delle aziende impartiscono l’ordine di ridurre le spese, il programmatic è il primo pulsante che gli esperti di marketing anno ha disposizione da mettere “off”.

Lo stato dell’Addressable Tv in Europa (e il suo futuro) nel nuovo white paper di Smartclip

Oggi più del 60% delle famiglie europee (ovvero oltre 120 milioni) possiede una smart TV, e quasi tutte con standard HbbTV. I broacaster europei hanno compiuto passi in avanti in ambito Addressable TV, comprendendone l’enorme potenziale di mercato. Ma se da un lato l’ATV ha acquisito un’enorme attrattiva a livello globale, in Europa il settore si presenta molto diverso e unico nel suo genere.

Smartclip, unit di sviluppo ad-tech per broadcaster e servizi di streaming in Europa, ha deciso di indagare questo mondo all’interno del nuovo white paper “The State of Addressable TV Advertising Across Europe – Lo stato dell’arte dell’Addressable TV Advertising in Europa”, in cui fornisce un’analisi circa l’andamento della pubblicità sull’Addressable TV nei principali mercati europei e mostra le opportunità che le proprie soluzioni offrono a emittenti e servizi di streaming. Il report include insight di scenario e interviste a manager ed esperti del settore, tra cui membri di RTL Group, Atresmedia, M6 Publicité, Discovery Inc, RTL AdConnect e Ad Alliance.

A differenza di altri mercati, lo standard paneuropeo Hybrid Broadcast Broadband TV (HbbTV) è stato il motore trainante dell’Addressable TV in Europa, che smartclip ha da subito intercettato. Grazie a questo standard, i broadcaster hanno a disposizione una soluzione capace di fornire loro il controllo completo sull’intera catena del valore, dalla distribuzione dei contenuti alla monetizzazione.

La digitalizzazione e i cambiamenti nelle abitudini di consumo stanno rimodellando l’intero ecosistema della pubblicità televisiva, e questo scenario richiede alle emittenti di ripensare alle strategie a lungo termine per cogliere nuove opportunità di crescita e mantenere il proprio posizionamento nei mercati europei.

Le aspettative dei consumatori e le abitudini d’uso, ad esempio, stanno cambiando rapidamente a seguito della digitalizzazione e delle nuove offerte del mercato e si stanno orientando verso contenuti più rilevanti e personalizzati, accessibili in base alle loro esigenze individuali. Anche il pubblico si sta frammentando su nuove piattaforme e dispositivi, ponendo nuove sfide alle emittenti in termini di mantenimento della portata del mercato di massa.

Gli inserzionisti seguono i consumatori, ma hanno sempre più bisogno di approcci basati sui dati per valutare i loro investimenti attraverso le piattaforme. Allo stesso tempo, le principali aziende di internet stanno alimentando questa domanda offrendo piattaforme che forniscono agli inserzionisti dati esclusivi e avanzati e capacità di targeting. La pressione sta aumentando per le emittenti per sviluppare le loro capacità digitali e rispondere con più soluzioni a proposito di dati avanzati, targeting granulare e la capacità di misurare i risultati di business nella pubblicità televisiva.

Il white paper fornisce quindi un’analisi sullo stato dell’Addressable TV advertising nei principali mercati europei, inclusa l’Italia. Il nostro Paese, secondo l’indagine di Smartclip, sta reagendo positivamente all’ATV advertising grazie anche allo sviluppo delle tecnologie abilitanti. Molti broadcaster hanno iniziato a utilizzare formati su ATV per ottenere risultati mirati e targettizzati dalle proprie campagne. Le previsioni degli esperti di settore per il 2020 indicano una crescita 4 volte superiore delle revenue rispetto all’anno precedente.

Il brand smartclip torna protagonista in Italia ed Europa. Bronzino: «Rispondiamo ai nuovi bisogni dei broadcaster»

Recentemente, RTL Group ha annunciato una revisione strategica del suo business ad-tech in Europa, che vedrà la separazione delle attività di smartclip e SpotX per soddisfare al meglio le esigenze dei diversi mercati televisivi statunitense ed europeo. Obiettivo della revisione, attiva in tutti i mercati del continente UK escluso, dunque anche in Italia, è la creazione di un centro di sviluppo ad-tech aperto, basato sulla tecnologia sviluppata da smartclip e tagliato sulle necessità dei broadcaster europei e dei servizi di streaming.

Giuseppe Bronzino, Managing Director smartclip Italia, ci fornisce la sua visione del mercato ad-tech televisivo, a partire da quello che significa, oggi, essere un broadcaster europeo.


L’Addressable TV si è evoluta, passando dall’essere una novità per pochi esperti, a formato pubblicitario di successo all’interno dei programmi della TV lineare, riuscendo a portare le capacità di trasmissione dati della pubblicità digitale nel mondo della televisione analogica. In un settore in cui informazioni e numeri costituiscono il valore più importante, i dati provenienti dalle trasmissioni televisive lineari sono diventati una parte sostanziale degli strumenti a disposizione delle emittenti e costituiranno un pilastro importante del pensiero strategico.

Un consumo dei media diverso

La digitalizzazione ha cambiato il comportamento dei consumatori, la produzione di contenuti, la distribuzione e le funzionalità di recommendation. La TV tradizionale è ora in diretta concorrenza con le offerte digitali. I broadcaster devono promuovere i propri ambienti brand safe, privi di frodi, e viewable, garantendo al tempo stesso un ambito d’azione più uniforme. Convincere gli inserzionisti europei a spostare i propri budget verso piattaforme più in linea con il mercato del nostro continente è la sfida dei prossimi anni, ma i dati del 2019 ci dicono che i formati addressable iniziano a diventare uno standard nel media mix.

Per questo RTL Group in Europa ha recentemente annunciato la separazione delle attività di smartclip e SpotX per soddisfare al meglio le esigenze dei diversi mercati televisivi statunitense ed europeo. Obiettivo dell’iniziativa è fornire un centro di sviluppo ad-tech aperto, su misura per le necessità dei broadcaster europei e dei fornitori dei servizi di streaming sotto il brand smartclip.

smartclip è da sempre all’avanguardia nello sviluppo tecnologico per i broadcaster in Europa, costituendo un ponte tra lineare e digitale. L’ad server di smartclip permette alle emittenti di agire come un player digitale mentre vengono serviti contenuti premium. Veloce, efficiente, mirata, la piattaforma permette agli advertiser di raggiungere i propri clienti in modo efficace non solo sullo schermo tradizionale di casa, ma su tutti i dispositivi.

Le sfide del settore

Le emittenti avranno bisogno di tecnologia pubblicitaria per vendere in maniera efficiente e unire il meglio della TV e del digitale in modo da essere competitivi con i GAFA (Google, Apple, Facebook, Amazon). Il rischio è di rimanere un passo indietro rispetto a quelle aziende che rendono il processo pubblicitario più efficace e conveniente per brand di qualsiasi grandezza. In questo scenario, i broadcaster possiedono ancora l’ambiente migliore per l’advertising e smartclip, con la sua tecnologia, expertise e i suoi team specializzati, si presta a supportare le stesse emittenti nel competere con le piattaforme sopracitate.

Oggi, i broadcaster ricavano dati e insight in modo granulare sull’uso e sul comportamento di visualizzazione dei canali televisivi lineari trasmessi via DTT, cavo o satellite. Il set-up di smartclip offre un ad stack completo e indipendente per analizzare i dati televisivi lineari, rendendoli al contempo disponibili per il targeting pubblicitario da parte dell’emittente televisiva lineare.

Inoltre, le proposte cross device si stanno traducendo in prodotti realizzabili, unici ed esclusivi per i broadcaster, e l’unicità della loro configurazione rende possibile lo storytelling su più piattaforme. Con l’Addressable TV cross device, è possibile distribuire annunci pubblicitari partendo dal tradizionale schermo TV per poi passare a tutti i dispositivi digitali, unendo la distribuzione degli annunci lineari a quelli non lineari. In una campagna di test effettuata in Germania, smartclip ha gestito una serie di annunci per O2 in un periodo di quattro settimane. Gli spettatori che avevano visto il tradizionale spot O2 sulla televisione lineare sono stati specificamente raggiunti con il formato pubblicitario di Addressable TV “Lanner”, e con ulteriori contatti su tutti i device connessi, come computer portatili, smartphone e tablet.

La pubblicità è sempre stata mirata, generando complesse raccolte e configurazioni di dati che sono diventate la base per le soluzioni di targeting individuale di oggi. Agenzie e inserzionisti richiedono reach netta ottimizzata, targeting accurato, reporting valido, inventario premium e processi efficienti. I formati video premium, dalla TV classica alle offerte video on demand, offrono ancora la massima portata e la migliore brand safety, poiché le normative per i contenuti televisivi sono molto più severe di quelle online. Comprensibilmente, l’industria pubblicitaria è entusiasta della crescita dell’ATV, riscontrandone i risultati positivi. L’Addressable TV è l’occasione per le emittenti europee di promuovere la trasformazione digitale. Questo sistema basato sul protocollo HbbTV consente ai broadcaster l’accesso in tempo reale ai dati di utilizzo dei programmi.

Questa sarà la rivoluzione che permetterà attraverso gli sviluppi futuri di rendere gli spot televisivi ancora più mirati ed efficaci sia per gli investitori, che per i broadcaster e infine per gli utenti.

DigiTouch: nuova soluzione di data-driven adv per tv connesse, digital radio e Dooh

Dopo aver presentato una soluzione di Cyber Security e una piattaforma per l’analisi dei dati, il Gruppo DigiTouch è tra le prime realtà italiane a proporre una soluzione di data-driven advertising pensata per approcciare le tv connesse, le digital radio e le affissioni digitali secondo le dinamiche di acquisto, pianificazione, targeting e misurazione proprie dei media digitali.

La soluzione nasce per consentire alle aziende di avere una visibilità sui media citati a fronte di una soglia di ingresso più accessibile in termini di costi e di dinamiche più elastiche, nonché di poter beneficiare dell’innovazione nelle possibilità di targeting e nell’erogazione delle campagne, spiega l’azienda. Innanzitutto, viene utilizzata la stessa piattaforma di pianificazione dell’advertising online e questa centralizzazione permette una misurazione della reach in real-time. Inoltre, il target può essere affinato utilizzando dati di prima e terza parte o in base al parametro della geolocalizzazione. Infine, viene data la possibilità di misurare le campagne in modo più puntuale e di definire dei nuovi Key Performance Indicator per i media tradizionali.

“Siamo orgogliosi di essere tra i primi in Italia a proporre questa innovazione, che, come dimostrano i dati di mercato, ha un grande potenziale, visto il bacino in forte crescita dei media tradizionali connessi. Nel corso dell’anno abbiamo curato con successo diverse campagne di data-driven advertising sui media tradizionali digitali per alcuni clienti dei settori e-commerce, finance e retail e abbiamo colto l’interesse verso questa soluzione anche da parte di alcuni brand del settore pharma. Il fatto di essere in contatto con i principali abilitatori di questi nuovi canali e l’avere come Gruppo ben 12 anni di expertise nell’ambito del digital marketing e della digital transformation ci pone come partner ideale per tutte le aziende che vogliono cogliere questa opportunità. L’innovazione ha così potenziato anche i media tradizionali, agevolando l’accesso anche a realtà che, per particolarità del business o gestione del budget, non avevano considerato sino ad oggi di presidiare questi canali. Si pensi a chi ha un business geolocalizzato o a chi ha necessità di misurare l’investimento in termini di reach su target mirato”, dichiara Annarita Olivieri, Managing Director di Performedia, società del Gruppo DigiTouch.

Digital audio, Dooh e addressable tv: un mercato in crescita

La soluzione proposta da DigiTouch si inserisce nel mercato dell’internet advertising che ad oggi in Italia vale circa 3 miliardi di euro, rappresentando il 36% del mercato pubblicitario complessivo. Formati come il digital audio, il digital out of home (Dooh) e l’addressable tv, che fino a poco tempo fa erano disponibili solo sui media tradizionali offline, oggi, grazie all’evoluzione tecnologica, sono entrati nella pianificazione media digitale.

Secondo le stime dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano in Italia gli investimenti dell’addressable tv raddoppieranno entro fine anno, passando dagli 8 milioni del 2018 a 15 milioni di euro nel 2019. Negli Usa questa evoluzione è già molto avanti, registrando investimenti pari a 2,5 miliardi di dollari entro fine anno e stimando una crescita del 32% nel 2020 quando raggiungerà quota 3,3 miliardi di dollari (Fonte: AdWeek). Gruppo DigiTouch si aspetta in Italia un trend di crescita simile nel periodo 2020-2024.

L’affermarsi di questa innovazione è agevolato dalla diffusione crescente di media tradizionali connessi. In Italia sono sempre più gli utenti che utilizzano Spotify e altri ambienti di ascolto personalizzati, le case produttrici di tv includono la connessione a internet in tutti i nuovi prodotti e nei centri città, inoltre nelle grandi stazioni e negli aeroporti le affissioni cartacee sono state integrate in misura sempre maggiore dalle affissioni digitali.

Lo sviluppo del mercato addressable rientra nell’ambito delle strategie del Gruppo DigiTouch che intende affermarsi su tutti i canali e formati innovativi compresi voice, wearable e IoT (Internet of Things).

Sky Media lancia Sky Analytics per la pianificazione e misurazione della pubblicità su tv addressable

Sky Media, il braccio pubblicitario di Sky, lancia Sky Analytics, uno strumento che consente a inserzionisti e agenzie di avere accesso diretto a pianificazioni, reportistica e stime delle loro campagne televisive addressable.

La funzione – attualmente disponibile solo in UK – si propone di facilitare l’acquisto e il monitoraggio degli acquisti su tv avanzate, e sarà accessibile tramite un portale disponibile dal 3 luglio. La soluzione sarà utilizzabile sulle piattaforme AdSmart e On Demand, ma verrà in futuro estesa anche a tutto il resto dell’offerta Sky Media.

Su AdSmart, la piattaforma di pubblicità targettizzata del broadcaster, gli inserzionisti saranno in grado di costruire e modificare il loro pubblico di riferimento utilizzando dati demografici e su stile di vita, comportamenti di acquisto e posizione, e potranno anche stabilire obiettivi e metriche di misurazione, e definire quanto spesso il pubblico vedrà i loro annunci.

Su On Demand, invece, i brand avranno accesso diretto alla reportistica sulle campagne, che tra l’altro godrà della collaborazione di Moat, società specializzata di Oracle, per una verifica indipendente delle metriche.

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Alcune immagini della soluzione Sky Analytics

Il prossimo step, precisa una nota internazionale di Sky Media, sarà quello – entro fine anno – di rendere disponibili per le campagne su AdSmart funzioni di pricing in tempo reale e di acquisto, e per quelle su On Demand ulteriori capacità di pianificazione.

Per Sky Media, il lancio di Analytics costituisce il primo passo di una roadmap volta a semplificare l’esecuzione e la gestione della pubblicità tv cross-piattaforma su Sky.

Addressable TV, Comcast Advertising insegna ai brand come approcciarla

Quanto è importante rendere più addressable la tv, per gli inserzionisti? Secondo un studio di Advertiser Perceptions per Comcast Advertising, tanto. Il sondaggio ha evidenziato che per il 92% dei brand sviluppare una maggiore personalizzazione dei contenuti pubblicitari sul mezzo è molto importante per il futuro del mercato degli spot.

Sulla base di insight come questo, Comcast Advertising, il braccio pubblicitario della telco Comcast, ha lanciato “On Addressability”, un’iniziativa che si propone di aiutare il mercato a offrire ai brand una soluzione addressable solida, scalabile e sostenibile che possa massimizzare l’impatto e il valore della tv come piattaforma di marketing.

Il focus iniziale dell’iniziativa sarà quello di aiutare i distributori di contenuti ad approcciare il mondo della tv addressable, fornendo loro le giuste “instruzioni d’uso” per affrontare il tema, sfruttando le conoscenze in materia di Comcast, il suo affiliato europeo Sky Media e altre società coinvolte. Tra gli altri progetti in cantiere ci sono anche: lavorare con l’industria su definizioni e standard; educare i brand su casistiche d’uso e sui vantaggi raggiungibili attraverso la pubblicità addressable; e infine, per i proprietari di media, indentificare best practice e standard per la transazione delle campagne personalizzabili.

Secondo le aziende interpellate nello studio, sono ancora svariate le questioni da affrontare e risolvere per abbracciare con fiducia il mondo della pubblicità su TV addressable. Tra queste ci sono la necessità di: migliori soluzioni di misurazione (53%); prove concrete del ROI (51%); maggiore facilità di acquisto in maniera scalabile (48%); disponibilità di maggiori inventory addressable (34%); condivisione di standard nel mercato (34%); migliori possibilità di assicurare la privacy dei consumatori (32%); modi più sicuri di condividere i dati (31%); e una migliore comprensione di appropriati casi d’uso (29%).

Verisure punta sull’Addressable TV e su Discovery Media per la nuova campagna

Verisure, azienda attiva in Italia e in Europa nel settore degli allarmi monitorati per residenze e piccolo business, punta sull’Addressable TV e su Discovery Media con una campagna pianificata sui canali free del portfolio Discovery Italia dal 17 giugno.

Si tratta della prima campagna televisiva per Verisure, che raggiungerà, in esclusiva con Discovery Media, per cinque settimane le città di Milano, Roma e la sua provincia. La scelta di questa nuova modalità di comunicazione, che permette di raggiungere la propria audience in maniera mirata e targettizzata, nasce proprio dall’esigenza di geolocalizzare gli utenti residenti in due tra le diverse aree raggiunte dall’offerta di Verisure con performance più efficaci ed efficienti.

La comunicazione ideata da Discovery Media per Verisure prevede per il telespettatore la possibilità di interagire con il contenuto adv: attraverso l’annuncio sarà possibile, infatti, cliccare su un microsito interattivo che offre all’utente (privato o azienda) l’opportunità di beneficiare di uno studio di sicurezza gratuito per identificare i punti vulnerabili della propria casa o attività commerciale e di una speciale promozione.

Discovery Media permette ai propri investitori di beneficiare di distribuzione 1to1, gestione dei limiti di frequenza giornaliera e oraria e targettizzazione geografica. Un’offerta in cui, in un prossimo futuro, si aggiungerà anche la possibilità di interagire con le audience scelte per interesse e contenuti graditi, massimizzando l’affinità tra i brand presenti ed il pubblico dei canali free del gruppo.

Addressable TV, anche le agenzie nel consorzio che punta a fissare standard per la pubblicità

Pochi mesi fa, a marzo, nasceva “Project OAR“, un consorzio tra broadcaster televisivi e operatori ad tech con l’obiettivo di stabilire degli standard comuni per la pubblicità su dispositivi addressable (OAR sta per “Open Addressable Ready”). Il progetto è cresciuto e adesso agli iniziali partecipanti, tra cui Disney Media Networks, Turner, Xandr, FreeWheel e NBCUniversal, CBS, Discovery, Hearst Television, AMC Networks e Inscape, divisione del produttore di televisori Vizio che svilupperà la tecnologia, si è aggiunta anche Fox.

Il gruppo ha anche annunciato la formazione di un comitato consultivo di agenzie, costituito dai rappresentanti di alcune delle principali holding pubblicitarie: Publicis Media, Omnicom Media Group, GroupM, Magna Global di IPG, Dentsu Aegis, Havas e Horizon Media.

Il comitato di agenzie contribuirà a offrire informazioni e supporto lato acquisto per le aziende che si approcciano ai mezzi addressable. La sua prima riunione è avvenuta a maggio, dando il via a una serie di discussioni su temi e problematiche legati alle pianificazioni pubblicitarie sul mezzo, quali le misurazioni, la gestione delle inventory, le politiche di privacy e il targeting crossmediale.

Attualmente, il consorzio è focalizzato sullo sviluppo di un nuovo standard aperto per la pubblicità addressable su Smart TV e dispositivi connessi, che, secondo i programmi, dovrebbe essere immesso sul mercato nella prima metà del 2020.

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