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SpotX firma la campagna Addressable TV del film “Non ci resta che il crimine”

SpotX, in collaborazione con Viacom Pubblicità & Brand Solutions, ha firmato la campagna su Addressable TV del nuovo film targato Rai Cinema Non ci resta che il Crimine, di Massimiliano Bruno con Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi, Ilenia Pastorelli, prodotto da Italian International Film con Rai Cinema, uscito nelle sale il 10 gennaio, distribuito da 01 Distribution. Il titolo è stato il film più visto nel weekend 10 -13 gennaio, riporta la nota stampa.

La campagna su Addressable TV, della durata di due settimane, ha visto il coinvolgimento del centro media Media Insight, che ne ha curato la pianificazione, ed è stata distribuita da SpotX sui canali di Viacom Italia Paramount Channel, Spike e VH1 seguiti come raccolta da Viacom Pubblicità & Brand Solutions.

Il formato scelto per la comunicazione è stato il Lanner click-to-video (banner a forma di L che appare a lato dello schermo durante un programma televisivo) che ha permesso all’utente di interagire con l’adv sullo schermo del televisore premendo il tasto OK del telecomando per accedere direttamente al trailer del film. Il formato, infatti, consente di lasciare spazio al messaggio pubblicitario fornendo un’esperienza di visione dei contenuti televisivi inalterata e permettendo al contempo una pianificazione impattante ma non invadente, spiega la nota stampa. La campagna è stata inoltre pianificata con targetizzazione oraria dalle 19 alle 23 per colpire la target audience durante il prime time serale.

«01 Distribution è la prima realtà del mondo cinematografico che investe con SpotX sull’Addressable TV e siamo orgogliosi di essere stati scelti per l’implementazione della campagna di lancio del nuovo film Non ci resta che il crimine – dichiara Giuseppe Bronzino, Managing Director di SpotX Italia. – La nostra partnership continuativa con Viacom Pubblicità & Brand Solutions, iniziata a marzo 2018, è a testimonianza della qualità della soluzione e dell’impegno di SpotX nel proporre tecnologie all’avanguardia e dal grande impatto».

Paolo Romano, Direttore Generale VIMN Advertising & Brand Solutions, commenta: «Crediamo fortemente in questa modalità di comunicazione e nelle sue capacità. Grazie all’Addressable TV è possibile trasmettere messaggi pubblicitari specifici, andando a raggiungere la propria audience in maniera precisa e diretta nel momento di massima attenzione, attraverso creatività impattanti e ponendo l’utente al centro, senza essere invadente. Questa tecnologia unisce mondo TV e mondo digital e rappresenta un importante sguardo verso il futuro».

Nell’ultimo anno SpotX ha registrato un notevole aumento dei device unici connessi con sua la piattaforma di Addressable TV, conclude la nota.

Scambio di dati per l’addressable TV: Comcast lancia Blockgraph. Publitalia tra i partner

Creare un metodo sicuro di utilizzo dei dati e condivisione delle informazioni. Con questo obiettivo, Comcast Cable Advertising, divisione di Comcast Corporation, ha lanciato il progetto Blockgraph, un’iniziativa di settore volta a favorire uno scambio sicuro di informazioni relative all’audience, che siano conformi con le normative sulla privacy, ai fini della pubblicità addressable.

Attualmente, Comcast sta collaborando all’iniziativa con vari partner di settore, e con ulteriori imprese di comunicazione e distributori di programmazione video multicanale (MVPD) i cui nomi saranno divulgati prossimamente.

Blockgraph è stato ideato per fungere da “identity layer” all’interno del settore televisivo e fornisce una piattaforma tramite la quale le imprese di comunicazione e gli editori possono offrire agli addetti al marketing efficienti funzionalità di gestione dei dati, senza divulgare a terzi informazioni identificabili degli utenti; il che permette di aggiungere ulteriori tutele sul fronte della privacy.

Ma come funziona il progetto? “Al centro dell’iniziativa c’è la piattaforma Blockgraph – spiega Comcast in una nota -. Si tratta di un software con tecnologia blockchain, sviluppato fino ad ora in seno al gruppo FreeWheel di Comcast, che permette alle imprese di comunicazione e alle emittenti televisive di controllare, connettere e attivare in modo sicuro grandi quantità di dati. Comcast ha sviluppato il software con il fine ultimo di migliorare l’efficienza e l’efficacia della pubblicità e del marketing televisivi basati sui dati, riuscendo a migliorare i processi di pianificazione, targeting, esecuzione e misurazione sui diversi dispositivi”.

Blockgraph facilita la risoluzione delle problematiche in materia di attivazione dei dati per tutti gli attori dell’ecosistema della pubblicità televisiva, ovvero i compratori, i venditori e, soprattutto, i consumatori stessi. Caratteristica intrinseca della piattaforma è la tutela della privacy dei consumatori, poiché ogni dato dei partecipanti al progetto Blockgraph rimane nel sistema di partenza e il partecipante continua a tutelare i dati e a gestire la privacy dei suoi utenti, rispettando inoltre qualsiasi scelta da parte di questi ultimi relativamente al trattamento dei dati.

«I dati vanno protetti, in quanto risorsa preziosa e delicata per le imprese di comunicazione e i consumatori – afferma Jason Manningham, General Manager di Blockgraph -. Allo stesso tempo, tuttavia, al giorno d’oggi i dati alimentano i media e la pubblicità. La comunità televisiva deve assicurarsi di poter competere con le capacità di elaborazione dei dati adoperate dalle aziende “digital first”. Riteniamo che la soluzione ideale sia rappresentata da un metodo sicuro che permetta di tutelare i dati usufruendo al tempo stesso delle informazioni collettive, e siamo convinti che Blockgraph offra questa possibilità».

Attualmente, per unire gli attributi dei dati di due diverse parti, quale un inserzionista e un’impresa di comunicazione, generalmente è necessario inviare i dati a un provider centralizzato esterno. Il provider in questione provvede dunque a individuare automaticamente associazioni bilaterali tra le due parti, per poi restituire i segmenti di dati non identificabili che possono essere utilizzati a fini di targeting o misurazione. Al contrario, Blockgraph è una piattaforma peer-to-peer che permette a tutti i partecipanti di combinare i dati automaticamente, garantendo la tutela delle informazioni personali tramite tecnologie di crittografia, dati non identificabili e protocolli blockchain. Oltre a una sicurezza e un controllo maggiori, Blockgraph permette ai partecipanti di beneficiare delle conoscenze condivise della rete, poiché attributi aggiuntivi sono confrontati con Identificatori Blockgraph crittografati.

Attualmente, Comcast sta collaborando con NBCUniversal per testare il potenziale di Blockgraph, con l’intenzione di aggiungerlo all’offerta addressable agli inizi del 2019, ed è inoltre in contatto con diversi potenziali partecipanti al progetto Blockgraph per futuri roll-out, al fine di amplificare la portata e il sostegno dell’iniziativa. Tra questi, ci sono Viacom e Publitalia.

«Blockgraph è un altro esempio di collaborazione che investe l’intero settore, nell’ottica di adottare nuovi standard e tecnologie che ci permetteranno di competere in modo più efficace in quanto mezzo di comunicazione e incrementare al tempo stesso il valore offerto ai nostri clienti pubblicitari – commenta Paola Colombo, General Manager Adtech & Business Development presso Publitalia, divisione pubblicitaria di Mediaset -. Poiché Blockgraph è una rete peer-to-peer, un suo utilizzo più diffuso da parte del settore televisivo corrisponderà a conoscenze in materia di dati più definite e di maggiore portata. Siamo lieti di collaborare con i nostri partner a questa iniziativa comune».

E il progetto è aperto a nuove collaborazioni, come sottolinea Marcien Jenckes, Presidente di Comcast Cable Advertising: «Comcast ha investito nello sviluppo della tecnologia Blockgraph, ma non vogliamo che rimanga un’iniziativa esclusivamente di nostra competenza. Invitiamo l’intero settore televisivo a partecipare al progetto affinché diventi davvero un’impresa collettiva. Quando dati su larga scala non identificabili personalmente diventano disponibili per tutti, l’attenzione è rivolta a cosa è in grado di farne il singolo fornitore di servizi e come possono essere utilizzati questi dati per contribuire al raggiungimento dei risultati desiderati. Riteniamo che quando capacità avanzate di gestione dei dati incontrano i vantaggi derivanti dall’engagement e dalla consapevolezza tipici della TV e del premium video, si ottiene un livello di performance difficilmente superabile».

L’ecosistema televisivo sta per entrare in una nuova era: si passa all’Addressable TV

Quando si affronta il tema dell’ecosistema televisivo, alcuni argomenti spiccano in particolare, tra tutti l’Addressable TV. Il potere della televisione, come fattore determinante per generare impatto pubblicitario, è indiscutibile. Detto ciò, la tecnologia addressable unisce i vantaggi della televisione lineare con quelli del digitale, come il targeting del pubblico attraverso un mass media di grande impatto, offrendo al tempo stesso un ambiente ibrido, innovativo e flessibile. Nel 2017, i telespettatori nei cinque maggiori mercati europei hanno consumato in media 3 ore e 48 minuti di TV al giorno, con l’81% degli europei dai 15 anni in su che usufruiscono di contenuti video tutti i giorni. Sembra evidente che sia giunto il momento per l’industria di iniziare a convergere la visione tradizionale della TV con i contenuti online.

L’adozione dell’addressable TV è in avanzamento sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito. Negli Stati Uniti, ad esempio, 43 milioni di famiglie l’hanno già adottata. Questa crescita mostra chiaramente come la tecnologia addressable possa essere una proposta allettante per qualsiasi mercato.

L’addressable TV cambierà il modo di vendere i media – sarà il cambiamento più significativo dopo l’arrivo del programmatic. Nel 2019, questa tecnologia aprirà una porta nell’ecosistema televisivo a un nuovo segmento di inserzionisti, che saranno in grado così di raggiungere un pubblico di nicchia in qualsiasi momento. La televisione tradizionale opera in un sistema dove ogni programma è fortemente collegato ad un pubblico specifico – quello principale – e gli inserzionisti, di conseguenza, si rivolgono a quel pubblico indistintamente.

In un prossimo futuro invece, gli inserzionisti saranno in grado di indirizzare diversi messaggi, sullo stesso programma, a diverse sezioni dello stesso pubblico, cosa che in precedenza non era possibile poiché tali segmenti erano considerati troppo piccoli e non abbastanza redditizi. Ciò rappresenta una grande opportunità per gli inserzionisti più piccoli in quanto i costi delle campagne diventeranno più accessibili.

L’introduzione dell’addressable TV sul mercato forzerà non solo le emittenti ad adattarsi al cambiamento, ma l’intero settore: telecomunicazioni, partner tecnologici, ecc. Di recente, si sono viste discussioni formarsi tra diversi operatori; in vista del 2019 dovremmo cercare di definire un linguaggio comune, accettato e usato da tutti i player. Mentre l’industria si impegnerà per raggiungere questo allineamento, assisteremo ad un consolidamento delle iniziative già esistenti tra emittenti locali che mirano a testare e ad imparare attraverso diversi mezzi, come nel caso di Salto in Francia e ProSieben in Germania.

Nel video di seguito le predizioni di FreeWheel.

What’s up 2019? #2 Addressable TV – FreeWheel from FreeWheel, A Comcast Company on Vimeo.

Addressable Tv, potenziale e ostacoli per l’industria pubblicitaria

Sebbene i telespettatori abbiano sempre più la tendenza a costruire programmazioni personalizzate, mescolando contenuti live, catch up Tv e Dvr, sono ancora attratti dall’apparecchio televisivo per beneficiare della migliore esperienza di visione.

E’ questa una delle evidenze del documento Addressable Tv: guida all’acquisto della televisione di domani pubblicato dal FreeWheel Council for Premium Video Europe (FWCE), che punta a fornire una spiegazione chiara e pratica su come sfruttare le tante combinazioni di opzioni di linear e digital Tv utilizzate dal telespettatore moderno, a beneficio dei professionisti impegnati nella pianificazione e nell’acquisto del media televisivo. Rappresentando 17 editori televisivi in tutta Europa, nonché 46 a livello globale, il FreeWheel Council vuole fornire agli inserzionisti e alle agenzie partner tattiche di acquisto e soluzioni per superare alcune sfide create dalla frammentazione del media televisivo.

La ricerca svela, quindi, come il soggiorno non sia solo il punto di incontro tra visione televisiva tradizionale e contenuti online ma diventi anche il centro di un’esperienza multi-utente e multi-device. Con uno spettro sempre più ampio di dispositivi che offrono contenuti video premium in formato digitale e la possibilità di beneficiare di nuove opzioni di targeting, il potenziale impatto pubblicitario è enorme.

Tuttavia, se è vero che i consumatori non hanno tardato a usufruire di tutte le opzioni di visione offerte dal “nuovo living room”, l’industria pubblicitaria è stata più lenta ad adeguarsi al cambiamento. Gli ostacoli all’adozione sono diversi, non da ultimo la misurazione e la necessità di combinare team televisivi e digitali, competenze e processi in funzione di un approccio olistico. Tuttavia, non vi è alcun dubbio che coloro che scelgono di impegnarsi ad adattare le proprie conoscenze e capacità lungo l’intera catena del valore ne coglieranno i vantaggi.

Diversi i punti salienti di questa nuova relazione. Innanzitutto, occorre acquisire conoscenze approfondite sul “nuovo living room” al fine di conseguire un vantaggio per i clienti, in un momento in cui tali canali si trovano ancora in una fase iniziale di sviluppo. Poi, serve elaborare un media plan utilizzando canali complementari per equilibrare reach e la precisione di targeting,  sfruttando le caratteristiche comuni e uniche di ciascun canale e superare gli ostacoli di misurazione e sfruttare gli strumenti e i KPI disponibili per raggiungere queste audience attive ma non sufficientemente servite. Bisogna, quindi, personalizzare i messaggi e gestirne la frequenza con un approccio ‘cross-device’, unito ad un approccio creativo diversificato per tutte le campagne destinate al “nuovo living room”. Infine, bisogna ottimizzare a seconda della reach, adattando i KPI alle piattaforme sulla base delle necessità, tenendo in considerazione che alcuni canali oggi non possono ancora essere misurati .

«La rapida evoluzione del consumo televisivo ci impone di puntare tutto sulla conoscenza. Aiutare inserzionisti e agenzie a comprendere i benefici e le tattiche proprie di ciascun canale marketing di premium video per il piccolo schermo permetterà di massimizzare l’impatto delle campagne e il ritorno sugli investimenti – ha commentato Emmanuel Josserand, Brand, Agency & Industry Relations presso FreeWheel. – Questa guida dovrebbe essere sulla scrivania di tutti i planner e i buyer delle agenzie media che intendono restare al passo con gli spettatori moderni e raggiungerli in ogni fase del processo di acquisto».

Addressable TV, ecco perché le alleanze tra emittenti sono importanti per la pubblicità

Oggi la frammentazione di TV e video, con relativo impatto sulla pubblicità, è un tema particolarmente caldo nel settore, perché gli utenti accedono ai contenuti attraverso un ventaglio sempre più ampio di canali, piattaforme e dispositivi.

Eppure, tale varietà porta con sé tante opportunità quante sfide. Con la costante evoluzione del settore pubblicitario nascono nuove soluzioni pensate per ottimizzare i processi esistenti e migliorare i risultati.

Prendiamo ad esempio l’avvento dell’addressable TV.

Grazie ad un targeting avanzato, questa tecnologia garantisce una maggiore efficienza, consentendo agli editori di offrire posizionamenti in grado di raggiungere segmenti selezionati del pubblico televisivo, con pubblicità diverse proposte a livello domestico, nel quadro di campagne nazionali. Tuttavia, sebbene l’addressable TV goda di una diffusione sempre crescente, dovuta a caratteristiche quali velocità e precisione (secondo le stime  un terzo della pubblicità audiovisiva sarà addressable entro il 2022), le difficoltà da superare non mancano.

Unire tecnologie moderne e tradizionali non è semplice e, a livello globale, i tassi di adozione sono diversi. Nonostante l’eccezionale avanzata dell’addressable TV negli Stati Uniti e nel Regno Unito, dove i programmatori integrano inventory lineari e digitali in un’unica offerta, la sua applicazione risulta più lenta nel frammentato mercato europeo, caratterizzato da una normativa più ferrea soprattutto in Francia e in Germania.

Lo sfruttamento del pieno potenziale dell’addressable TV richiede, da un lato, collaborazioni all’interno del settore mirate all’unificazione delle piattaforme tecnologiche e, dall’altro, partnership tra aziende nel campo dei mass media, oltre che a una maggiore condivisione dei dati tra editori e fornitori di tecnologie.

In realtà, la nascita di alleanze sembra una tendenza crescente nel campo della pubblicità, in particolare tra le emittenti.

Ad esempio, con la nascita di European Broadcaster Exchage (EBX) Mediaset gestisce inventory insieme a ProsiebenSat.1 (Germania) e TF1 (Francia). Nonostante le difficoltà intrinseche legate al consolidamento sul piano internazionale (lingue diverse, restrizioni giuridiche e strumenti), le emittenti e gli operatori sono consapevoli dell’importanza strategica di tali partnership per la prosperità del settore. In occasione del recente DMEXCO, RTL AdConnect è intervenuta al fianco di ProSiebenSat.1, Telekom Deutschland e Channel 4 per spiegare perché una convergenza su larga scala sia fondamentale al fine di preservare la competitività dei media europei.

Ma le alleanze non finiscono qui. Gli editori, infatti, puntano anche a colmare il divario di acquisto tra TV e digitale. Attualmente, i gruppi di vendite per TV e digitale sono spesso trattati come entità separate dalle emittenti, le quali offrono opzioni pubblicitarie altrettanto frammentate. Ora, però, è fondamentale fornire acquisti integrati che uniscano contenuti lineari e online, sia che si tratti di soluzioni basate su abbonamento o Video on Demand da set-top box (STB VoD), facendo leva su strumenti di trading efficienti quali gli acquisti programmatici.

In questa “età dell’oro” di televisione e video, per le emittenti i contenuti sono vitali. Eppure, è indispensabile capire come associare i contenuti a strategie pubblicitarie pensate in funzione di un approccio multicanale, al fine di massimizzare le inventory e offrire la miglior esperienza utente possibile.

Programmatic buying: Sizmek annuncia nuove soluzioni per le Advanced TV

Novità da Sizmek: al Dmexco, la piattaforma indipendente per l’acquisto di pubblicità online ha presentato un nuovo progetto dedicato alle Advanced TV, che prevede il lancio a fine anno di una soluzione integrata per tv lineari, addressable e connesse (più info a questo link).

Grazie a questo sviluppo, gli investitori non solo avranno accesso con la piattaforma Sizmek all’inventory delle tv lineari, addressable, e connesse, ma saranno in grado di applicare alla tv gli insight forniti dall’intelligenza artificiale, al momento utilizzati per il digital advertising, per poter ottenere una targettizzazione, una reach e una frequenza costanti per tutta la campagna.

Unendo dati, media e creatività all’intelligenza artificiale, Sizmek permetterà quindi alle agenzie e ai marketer di veicolare la conoscenza dei brand in modo controllato e efficace sia in tv che online.

«Un feedback costante da parte delle agenzie è che avere reach e frequenza adeguate, mentre si fa un utilizzo efficiente dei media, è una delle maggiori sfide che si trovano ad affrontare», afferma Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek. «L’audience si sta spostando dalla tv lineare verso le addressable tv, le tv connesse e gli Ott. Questa frammentazione è una sfida che stiamo cercando di risolvere. La nostra capacità di utilizzare gli insight derivanti dalla pubblicità online e applicarli alle advanced tv ci permette di offrire la miglior soluzione possibile a marketer e agenzie”.

Lo scorso mese, Sizmek ha annunciato il rilascio di una nuova versione della sua DSP potenziata dall’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di offrire ai pubblicitari e alle agenzie una piattaforma di programmatic buy-side sempre più efficace ed efficiente. Questo nuovo annuncio rappresenta un ulteriore passo in avanti nello sforzo di unire dati, media e creatività attraverso tutti i canali digitali, incluse le advanced tv.

eMarketer ha stimato che quest’anno negli Stati Uniti ci saranno 182,6 milioni di utenti con una tv connessa, l’8,1% in più rispetto al 2017, il che significa il 55% della popolazione, oppure il 71,6% di tutte le famiglie guarderà programmi attraverso una tv connessa, una Smart tv o attraverso piattaforme Ott come Netflix o Amazon Prime.

Gli advertiser stanno già investendo nelle Advanced TV, ma sono anche impegnati a raggiungere quest’audience in costante crescita attraverso un approccio cross-channel. In questo senso, spiega Sizmek, un limite è che le soluzioni attuali per acquistare spazi pubblicitari in televisione richiedono il coinvolgimento di molteplici vendor, con la difficoltà di dover combinare dati e inventory differenti per la televisione lineare e per ogni tipologia di advanced tv. Il risultato è spesso una over delivery nei confronti del target a causa dell’incapacità di ottimizzare la reach e la frequenza.

Lavorando con i dati e con partner provenienti dall’intero panorama delle advanced tv (come Telaria, Spotx e Freewheel) e utilizzando l’intelligenza artificiale per colmare il divario tra loro, Sizmek offre una soluzione unica per i buyer per attivare e ottimizzare le campagne televisive all’interno di un vasto pool di inventory integrate.

Discovery Media e smartclip: al via le campagne Addressable tv sulle reti Discovery

L’accordo siglato lo scorso maggio tra Discovery Media e smartclip (leggi qui l’articolo dedicato) per la distribuzione di campagne Addressable tv su cinque canali del broadcaster, comincia a dare i suoi frutti.

Sono infatti on air sui canali free del portfolio Discovery Italia le prime due campagne realizzate con la collaborazione della piattaforma internazionale specializzata in Addressable tv e proprietaria della SSP Video Multipiattaforma “SmartX Platform”.

Procter&Gamble e Lactalis sono i primi brand/clienti che hanno creduto in questa nuova modalità che permette di profilare la comunicazione commerciale sui tratti e sui comportamenti dei telespettatori, migliorando performance, efficacia ed efficienza della campagna.

«Discovery Media ha una missione: portare novità nel mercato televisivo, cambiando e innovando», ha dichiarato Alessandro Renzi, Ad Sales Marketing Development Director Discovery Media. «Il nostro obiettivo è acquisire, nel tempo, competenza e affidabilità anche in questa nuova modalità di avvicinare i brand dei nostri clienti al nostro pubblico, composto da consumatori qualificati e interessanti».

Cosa offre l’Addressable tv ai brand?

L’Addressable tv offre ai brand la possibilità di raggiungere la propria audience in maniera mirata e targettizzata grazie alle proprie caratteristiche distributive che uniscono il potenziale della tv lineare con le possibilità di targeting mirato del mondo digitale. Il telespettatore, infatti, ha la possibilità di interagire con il contenuto adv, attivando una landing page interattiva (un minisito o un video creato ad hoc).

Discovery Media permette ai propri investitori di beneficiare, grazie alla partnership con smartclip, di una distribuzione 1to1, di una gestione dei limiti di frequenza giornaliera, oraria e targettizzazione geografica, e, in un prossimo futuro, della possibilità di interagire con le audience scelte per interesse e contenuti graditi massimizzando l’affinità tra i brand presenti e il pubblico dei canali free del gruppo Discovery Italia.

«La partnership con Discovery Media e il roll-out delle prime campagne dimostra l’interesse crescente verso una delle tecnologie più interessanti dei prossimi anni. Per smarclip l’Addressable tv rappresenta infatti il futuro della pianificazione televisiva, su cui ci siamo focalizzati già da diverso tempo», dichiara Giuseppe Bronzino, Sales Director di smartclip.

smartclip, fatturato a +50% e tante novità. Il punto con Luca Di Cesare e Giuseppe Bronzino

Dal progetto di fusione con SpotX alle prime campagne di Addressable TV in Italia, il 2018 si è aperto all’insegna delle novità per smartclip. Ce le siamo fatte raccontare da Luca Di Cesare e Giuseppe Bronzino, rispettivamente Managing Director e Direttore Commerciale della società.

Lo scorso febbraio è stata annunciata la conclusione delle principali fasi di fusione tra SpotX e smartclip. Poche settimane fa il nome di smartclip è stato citato in occasione del lancio di una delle prime campagne su Addressable TV, un tema tra l’altro di cui hai parlato anche sul palco di Programmatic Days. Molte novità, quindi, stanno riguardando smartclip. Facciamo un punto della situazione?

Luca Di Cesare: «Dopo che gli ultimi due anni hanno rappresentato per smartclip un momento di forte crescita delle revenue, con un incremento del fatturato di circa il 50%, il 2018 è cominciato con una serie di novità che rappresentano un punto di svolta decisivo per la nostra società. Parlo ovviamente del progetto di fusione con SpotX e del lancio delle prime campagne di Addressable TV nel mercato italiano».

Un incremento del 50% del fatturato è un dato significativo e importante. Da cosa è stata sostenuta questa crescita?

Giuseppe Bronzino: «Come diceva Luca, sia il 2016 che il 2017 sono stati anni di forte crescita, con un consolidamento della nostra soluzione video soprattutto in ambito programmatic; la nostra piattaforma proprietaria, SmartX, progettata e sviluppata appositamente per la gestione di campagne video, ci ha permesso di soddisfare le esigenze di trasparenza, efficacia e performance di clienti e trading desk. E il 2018 si è aperto sotto i migliori auspici: la nostra offerta video continua a incontrare il favore del mercato, il nostro team risponde con velocità e competenza a tutte le novità tecnologiche, e i nostri nuovi prodotti sono stati accolti con enorme favore da tutti i clienti».

Passiamo a SpotX. A cosa porterà questa unione? Quali benefici per gli operatori del mercato dell’advertising online?

Giuseppe Bronzino: «Nell’ottica di una strategia “total video”, l’unione tra smartclip e SpotX ha dato vita ad un colosso globale dell’Ad Tech con focus al 100% sul video, con una rara capacità di sviluppare soluzioni all’avanguardia e un’eccezionale abilità commerciale: caratteristiche fondamentali che ci consentono di soddisfare pienamente le esigenze sia della supply che della demand side. Alla fine di marzo si è svolto ad Amburgo il primo Management Meeting integrato fra smartclip e SpotX: abbiamo avuto modo di confrontarci con quello che sarà il futuro della nostra società: una realtà globale di oltre 550 professionisti in grado di sostenere la monetizzazione dell’audience online di oltre 1000 emittenti ed editori digitali».

Luca Di Cesare: «Abbiamo visto negli ultimi mesi un chiaro trend di consolidamento del mercato e, purtroppo, anche molte società ridimensionarsi drasticamente. E’ evidente che la nostra industry sta raggiungendo un livello di maturità dove solo chi può offrire soluzioni tecnologiche innovative e capacità commerciali potrà sopravvivere. Smartclip e SpotX stanno lavorando insieme proprio in questa direzione, costruendo la soluzione video totale del futuro».

Altro elemento portante della vostra proposta per il 2018 è l’Addressable TV: quanto sarà importante per smartclip questa nuova modalità di erogazione dell’advertising digitale?

Luca Di Cesare: «Il lancio della nostra piattaforma di Addressable TV nel mercato italiano – dopo Germania, Austria e Francia – rappresenta per smartclip l’inizio del futuro. Si tratta di un vero e proprio cambiamento epocale nella pianificazione delle campagne televisive che possono finalmente godere di tutti i vantaggi offerti dal digital. L’Addressable TV, infatti, permette di mostrare pubblicità gestita tramite un Ad Server durante la fruizione di un contenuto tradizionale su, ad esempio, un canale del Digitale Terrestre, con tutti i vantaggi del caso: delivery 1 a 1, gestione dei limiti di frequenza, targettizzazione geografica, per interesse, per contenuti fruiti, interattività e molto altro ancora. Come dicevo, siamo all’inizio di una vera e propria rivoluzione che trasformerà nel giro di pochi anni tutto il mercato».

Giuseppe Bronzino: «E’ proprio questo il punto, il mercato pubblicitario televisivo è entrato in una nuova era e smartclip ne è uno dei precursori; l’intuizione di puntare sull’Addressable TV è nata già diversi anni fa e si è dimostrata più che indovinata. In Italia abbiamo dovuto attendere un po’ più che in altri paesi europei perché fossero disponibili televisori con la tecnologia necessaria, ma il riscontro che stiamo avendo da clienti e centri media dimostra che siamo senza dubbio sulla strada giusta».

Visto che in Italia è ancora una novità, ci volete spiegare come funziona?

Luca Di Cesare: «La nostra piattaforma di Addressable TV funziona su tutti i televisori con tecnologia HbbTV connessi a internet; si potrebbe pensare che siano una piccola nicchia, invece i numeri che vediamo sono assolutamente di rilievo. Considerando che i primi TV abilitati sono disponibili nel nostro mercato dalla scorsa estate, devo ammettere che siamo anche noi rimasti stupiti dalla rapida propagazione di device compatibili: sui 12 canali televisivi italiani che hanno adottato la nostra soluzione vediamo ogni settimana diverse centinaia di migliaia di televisori raggiungibili, con tassi di crescita di tutto rispetto».

Che tipo di risposte state ricevendo dai clienti?

Giuseppe Bronzino: «I clienti, come dicevo, sono entusiasti; in poche settimane, brand del calibro di Toyota, Ferrero e BMW hanno già sperimentato la soluzione, e la lista è destinata ad allungarsi di parecchio. In questa fase stiamo proponendo principalmente pianificazioni di sperimentazione: il nostro obiettivo non è il fatturato, ma piuttosto far testare, imparare, mettere a sistema questa nuova tecnologia. Siamo solo all’inizio, e siamo intenzionati a restare i leader del settore. D’altronde l’esperienza fatta da smartclip in Germania ci dice chiaramente che siamo di fronte a un fenomeno destinato a consolidarsi e a svilupparsi molto velocemente».

E quali sono state le reazioni dei broadcaster? Stanno apprezzando la soluzione?

Luca Di Cesare: «Quello che è successo nel digital ci insegna una cosa: se non si innova si muore. Il mercato televisivo è ancora nelle mani dei broadcaster tradizionali, ma per quanto ancora? La fetta pubblicitaria televisiva fa gola a molti e per evitare che venga erosa è necessario dotarsi di soluzioni all’avanguardia che prima di tutto proteggano e mettano al centro delle politiche commerciali messaggi personalizzati basati sui dati dei telespettatori; si tratta di informazioni preziosissime, uniche, che costituiscono un asset fondamentale per gli operatori televisivi i quali devono avere il coraggio e la lungimiranza di capire che il mercato sta cambiando a una velocità incredibile. Coraggio e lungimiranza, ma anche trasparenza e onestà: dal digital si può anche imparare a non commettere errori imperdonabili. Tramite la nostra piattaforma Addressable TV, i nostri partner hanno già accesso a informazioni del tutto nuove e in tempo reale, che offrono opportunità di analisi impensabili fino a poco tempo fa: unite ai dati tradizionali costituiscono il vero carburante per il cambiamento».

[Videointervista] Daniel Bischoff, RTL AdConnect: «L’Addressable Tv è la nuova frontiera della pubblicità televisiva»

Il Programmatic non è solo internet. Ci sono infatti diversi altri media che, col tempo, si sono avvicinati a dati e automazione. E tra questi c’è anche la TV.

Oggi circa un terzo dei televisori europei è collegato a internet, e questa possibilità ha aperto di fatto le porte a un grande nuovo potenziale pubblicitario per il mezzo, come ha spiegato in occasione di Programmatic Day(s) Daniel Bischoff, Marketing Director di RTL AdConnect (la sales house internazionale di RTL Group) insieme a Luca Di Cesare, Managing Director di smartclip Italy (anch’essa parte di RTL Group).

«Di fatto oggi si può unire il potenziale della tv lineare con le possibilità di targeting mirato del Programmatic: questo significa che, se due persone stanno guardando lo stesso canale, potranno vedere pubblicità diverse specificamente mirate per loro. Una vera rivoluzione per questo mezzo», ha spiegato Bischoff, e proprio la disponibilità di tv connesse ha aperto la strada all’addressable tv, ossia alla possibilità di inviare messaggi pubblicitari specifici a specifiche famiglie.

Guarda la videointervista a Daniel Bischoff, a margine del suo intervento a Programmatic Day(s) 2018:

Attualmente sono presenti sul mercato diverse tecnologie a supporto dell’addressable tv, ma la più diffusa è sicuramente la HbbTV, che sta per Hybrid broadcast broadband TV. «Uno standard che in Italia è presente solo dal giugno del 2017 – ha dichiarato Di Cesare – e su cui Smartclip si è attivata a settembre. Le nostre prime campagne su Addressable TV sono partite lo scorso mese. Di fatto si tratta di una tecnologia che ci consente di portare le tecnologie finora tipiche del digital, come ad esempio il retargeting, sulla tv lineare».

Bischoff ha concluso il suo speech all’evento con una breve panoramica di quello che possono essere le nuove frontiere di questo mezzo: «Tra i prossimi sviluppi dell’addressable tv c’è innanzitutto la diffusione della Dynamic Ad Insertion, ossia la possibilità di inserire in maniera dinamica delle campagne pubblicitarie specificamente mirate a determinate famiglie. Un’altra prevedibile evoluzione dell’addressable tv sarà la disponibilità delle inventory della televisione lineare in programmatic, un’opzione per ora per lo più riservata alle tv connesse e al video on demand».

Valentino Cagnetta, Media Italia: «Per la TV, il rilancio passa dall’ad-tech»

In un mercato italiano degli investimenti pubblicitari che ha chiuso il 2017 a quota 7,5 miliardi di euro, pressoché stabile sul 2016, la presenza sempre più ingombrante dei grandi player della rete è una delle tendenze con cui gli editori devono fare i conti.

Secondo Valentino Cagnetta, Ceo di Media Italia – il centro media del Gruppo Armando Testa – ciò vale anche per la TV, che a differenza di altri mezzi “tradizionali” è riuscita a mantenere stabile la propria market share e che proprio alla tecnologia deve guardare per mantenere nel medio termine il proprio ruolo di mezzo “trainante” nel campo della pubblicità.

«Oggi», ci ha detto Cagnetta, «il mercato dell’advertising ruota sostanzialmente intorno a tre grandi protagonisti: Google, Facebook e la TV. Quest’ultima finora è riuscita a mantenere la sua quota di investimenti, ma ha completamente ceduto la funzione di traino dell’evoluzione culturale e tecnologica del Paese a internet, dopo averla ricoperta per decenni».

«Non vediamo una grande voglia di mettere mano ai contenuti e di questo siamo un po’ delusi – continua il manager – ma uno spiraglio viene dalla rete. La tv deve puntare rapidamente a un’evoluzione tecnologica. Nel passaggio a un ambiente “smart” e alle tv connesse c’è il potenziale per consentire ai player televisivi di tornare a scommetter sull’innovazione, anche in chiave pubblicitaria».

Parliamo, quindi, di programmatic? “Nì”: «Il concetto di “programmatic” come abbiamo imparato a conoscerlo su Internet – osserva Cagnetta – è ancora lontano dalla TV».

E non solo, continua l’a.d. di media Italia, per un motivo tecnico: «difficile che gli operatori televisivi acconsentano, come hanno fatto molti editori, ad affidare la propria inventory a piattaforme terze. Una parte troppo ampia dei ricavi andrebbe “dispersa” nella catena degli intermediari e i player della televisione ‘la sanno troppo lunga’ per cadere in questa ‘trappola‘. Però certamente si orienteranno verso qualcosa di “semi-programmatico” appena saranno davvero pronti. La scommessa è quella di convincere gli utenti a passare rapidamente a un ambiente televisivo più tecnologico, in cambio di un’esperienza percepita come veramente migliore».