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Amazon si apre alla vendita di pubblicità su piattaforme OTT esterne

Amazon punta a vendere inventory pubblicitarie su piattaforme OTT esterne. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, la unit ad tech lato vendita del colosso di Seattle, Amazon Publisher Services (APS), avrebbe avviato colloqui con broadcaster e proprietari di app di streaming per la vendita delle loro inventory su piattaforme OTT come Android TV, PlayStation, Xbox e Apple TV.

Di fatto, questo progetto segnerebbe il debutto sul mercato di Amazon anche come vera e propria SSP, aperta alla vendita di inventory esterne su piattaforme non-Amazon (sul fronte video, la società già vende annunci su Amazon Fire, la sua piattaforma proprietaria di streaming).

Stando a quanto scrive la testata americana, Amazon starebbe dicendo agli editori di essere in grado di riempire i loro spazi pubblicitari a prezzi particolarmente alti, fino a 40 dollari per mille impression. I colloqui sarebbero cominciati alla fine dello scorso anno.

Amazon utilizza i dati sugli acquisti e sul comportamento di navigazione degli utenti, raccolti tramite il suo ecommerce e le sue app, per targettizzare le campagne che vende su Fire TV, e secondo fonti del WSJ dovrebbe fare lo stesso per la vendita sulle piattaforme esterne. Questo tipo di targeting sarà però disponibile esclusivamente per le aziende che comprano pubblicità tramite la piattaforma di acquisto di Amazon.

I dati di Experian approdano su Amazon, anche in Italia

I dati di Experian sono ora disponibili su AWS Data Exchange, il nuovo servizio che mette a disposizione dei clienti di Amazon Web Services (AWS) trovare e utilizzare insight di terze parti su cloud.

Secondo quando recita una nota, “milioni di clienti AWS” potranno adesso scoprire e utilizzare in licenza “vari prodotti in ambito dati di Experian attraverso il Marketplace AWS” attraverso un meccanismo self-service capace di trovare, ottenere e utilizzare i dati di cui si ha bisogno in modalità nativa cloud per migliorare il proprio business in ambito analytics.

L’accordo tra Experian e Amazon vale anche per l’Italia, come ha dichiarato a Programmatic Italia Giuseppe Mauro Scarpati, Digital Account Director Italy di Experian: «Anche nel nostro paese, aziende e organizzazioni di ogni dimensione possono accedere ai prodotti Experian tramite AWS Data Exchange», ci ha spiegato.

Questi insight potranno aiutare le aziende anche e soprattutto a livello marketing. Anzi, «i dati sono pensati proprio per essere utilizzati a fini di marketing e targeting pubblicitario – ha puntualizzato Scarpati -. Il valore che possono offrire alle aziende e alle organizzazioni è quello di comprendere meglio le tendenze e i loro clienti. Ad esempio, gli insight possono aiutarli a capire dove possono avere più successo nella localizzazione di negozi e servizi, o quali canali possono utilizzare in modo più efficace per la loro pubblicità».

Tutto questo, naturalmente, in modalità privacy-safe. «Tutti i dati Experian disponibili su AWS Data Exchange sono aggregati e anonimizzati e non contengono informazioni identificative personali (PII)», ha concluso il manager.

Piccole porte nei walled garden: Amazon lavora a una “data clean room”

Tra i termini recentemente entrati nel lessico ad tech c’è quello della “data clean room“, una tecnologia che consente alle grandi piattaforme media di dare ai brand accesso a un determinato bacino di dati aggregati. Una sorta di piccola porta nei recinti dei walled garden. Sebbene limitato, questo bacino di dati è molto importante per le aziende, che possono unirlo ai propri insight proprietari per migliorare il targeting e le misurazioni delle loro campagne pubblicitarie.

Tra i big che hanno una “data clean room” ci sono già Google, con il suo Ads Data Hub (ADH), e Facebook con un proprio servizio di condivisione di dati, e secondo quanto riporta AdExchanger, presto ci sarà anche Amazon, che ha iniziato a testare uno strumento analogo.

La clean room di Amazon non includerà dati a livello di utente o di impression, ma consentirà l’analisi di gruppi di almeno 50 utenti con specifiche caratteristiche comuni che hanno interagito con una campagna. Aziende e agenzie potranno verificare, ad esempio, se una campagna ha raccolto l’attenzione di uomini tra i 18 e i 35 anni che vivono in città, o di utenti di Amazon che hanno acquistato specifici prodotti in passato, facendo anche una distinzione tra chi li ha comprati per la prima volta e che li riacquista regolarmente.

Attualmente in beta chiuso, secondo fonti vicine ai fatti il progetto dovrebbe passare in open beta, o addirittura essere lanciato, entro l’inizio del prossimo anno.

Amazon, la pubblicità arriva su Alexa: via i test degli annunci audio

E alla fine la pubblicità arrivò su Alexa.

Secondo quanto riporta la testa AdAge, che sarebbe venuta in possesso di una presentazione commerciale, Amazon starebbe coinvolgendo alcuni brand di punta nella sperimentazione di annunci audio all’interno del suo assistente vocale. Tra i brand coinvolti in questi primi test ci sarebbero Colgate e L’Oréal.

La presentazione commerciale cita l’opportunità di “testare una nuova soluzione pubblicitaria che coinvolgerà inventory audio esclusiva di Amazon su Alexa”: per Amazon si tratta del primo passo verso un’offerta di product placement “paid” all’interno del suo assistente vocale. Nonostante abbia venduto oltre 100 milioni di dispositivi dotati di assistente Alexa, il colosso di Seattle non ha infatti ancora costruito un’offerta dedicata ai brand all’interno della sua piattaforma vocale: le aziende possono avere delle applicazioni “branded” (le “skill”), ma non possono ancora acquistare spazi pubblicitari.

Gli annunci audio in fase di test saranno simili a quelli di servizi di streaming musicale come Spotify, ma saranno più interattivi: gli ascoltatori potranno “dialogare” con la pubblicità, chiedendo ad Alexa ad esempio di aggiungere al carrello il prodotto pubblicizzato.

Questo tipo di formati, in particolare, saranno inseriti all’interno del nuovo servizio di streaming musicale di Amazon, ma non raggiungeranno tutti gli utenti: AdAge spiega che dal programma sono infatti esclusi gli ascoltatori che pagano l’abbonamento per la versione libera da pubblicità di Amazon Music Unlimited, e anche gli iscritti ad Amazon Prime.

Secondo fonti della testata, gli annunci audio su Alexa saranno più ampiamente disponibili nel primo trimestre del 2020.

Amazon, a breve un nuovo team pubblicitario per il mondo del gaming?

Nella nostra rassegna di oggi parliamo di Amazon, Ascential e Dentsu Aegis Network.

Amazon, a breve un nuovo team pubblicitario per il mondo del gaming?

Amazon punta sulla pubblicità in ambito gaming. Il colosso di Seattle sarebbe alla ricerca di due figure da inserire in un nuovo team pubblicitario: “Siamo alla ricerca di un ingegnere che lavori su un sistema pubblicitario disruptive volto a rivoluzionare l’acquisizione di clienti per i gamer”, recita l’annuncio. L’obiettivo sarebbe quello di sfruttare l’ampio bacino di dati di Amazon sulla cronologia degli acquisti degli utenti, unito al potere del machine learning per costruire un servizio in programmatic che rivoluzioni il mercato del gaming da oltre 100 miliardi di dollari. Non è chiaro se il progetto sarà inerente a Twitch, la piattaforma di streaming di videogiochi. Leggi di più su Business Insider [a pagamento].

Ascential, proprietaria dei Cannes Lions, punta sull’ad tech con un’acquisizione

Ascential, la società proprietaria del Festival della Creatività Internazionale di Cannes, ha acquisito una partecipazione del 35% nella società di marketing analytics Jumpshot. Un’operazione del valore di 60,8 milioni di dollari. Lo scorso anno, Ascential ha lanciato una business unit interna, chiamata Edge by Ascential, volta a fornire reportistica per aiutare le aziende a capire le performance delle loro vendite rispetto al mercato. Similarmente, Jumpshot utilizza un pannello globale di circa 100 milioni di dispositivi per tracciare il comportamento online degli utenti attraverso le URL che questi visitano prima delle conversioni. Non è ancora chiaro se e come le due tecnologie verranno integrate tra loro. Leggi di più su AdExchanger.

Dentsu Aegis Network lancia un nuovo “insight engine”

La divisione Programmatic indiana di Dentsu Aegis Network, insieme ad AMNET, il braccio programmatico del network, lancia “DAN Explore for Programmatic“, evoluzione del motore di insight “DAN Explore” del gruppo, specificamente dedicato alla performance delle audience in programmatic. Obiettivo dello strumento è ottimizzare gli acquisti media e l’individuazione di prospect per i clienti e le agenzie del gruppo. Leggi di più su Indian Television.

Weborama esce dall’asta Sizmek: l’ad server andrà ad Amazon

Manca solo l’ufficializzazione finale, ma sembrerebbe che la curiosa storia della vendita dell’ad server e della tecnologia di Dynamic Creative Optimization di Sizmek stia definitivamente volgendo al termine, con la vittoria di Amazon.

Sizmek, in amministrazione controllata dopo aver richiesto il Chapter 11 statunitense, aveva messo in vendita i due business lo scorso mese e, il 31 maggio, Amazon aveva annunciato di aver firmato un accordo per la loro acquisizione. Tuttavia, con un colpo di scena, nella trattativa si era inserita una decina di giorni fa Ycor, società francese cui fa capo il player specializzato in tecnologia e dati Weborama, rilanciando l’offerta messa sul piatto dal colosso di Seattle.

Tuttavia, sembrerebbe questa offerta non sia bastata. Secondo quanto rivelano dei documenti depositati a una corte di New York, Amazon ha a sua volta aumentato la propria proposta economica, e il player francese a quel punto ha deciso di tirarsi fuori dall’asta. Rimasto da solo e intenzionato a chiudere il processo, Amazon, non volendo rischiare un’altra volta di trovarsi nuovi contendenti, ha siglato una lock-up letter con Cerberus (investitore di Sizmek), chiudendo le porte ad ulteriori possibili offerte.

I documenti non riportano cifre sulla vendita finale, ma la testata AdWeek, citando sue fonti, stima che il valore dell’operazione possa essere tra i 30 e i 50 milioni di dollari.

Nel frattempo, ci sono novità anche su un altro “pezzo” di Sizmek: la sua soluzione di targeting contestuale Peer39. Secondo quanto riporta Business Insider (articolo a pagamento), la divisione sarebbe stata scorporata dal resto della società da un gruppo di veterani del mercato ad tech, capitanati dall’ex Sizmek Mario Diez. Proprio Diez sarà alla guida, in qualità di CEO, della nuova azienda autonoma.

Ad aprile, Sizmek aveva ceduto le proprie DSP e DMP a Zeta Global per 36 milioni di dollari.

Weborama si inserisce nell’acquisizione di Sizmek Ad Server: superata l’offerta di Amazon

Colpo di scena nell’acquisizione dell’ad server di Sizmek da parte di Amazon. Nella trattativa per assicurarsi il secondo maggiore ad server a livello globale (superato di gran lunga dalla divisione Ad Manager di Google) si è infatti inserita la società francese Ycor, casa madre del player specializzato in tecnologia e dati Weborama.

Il gruppo d’oltralpe che vede ai vertici Alain Lévy ha infatti annunciato di aver formulato un’offerta che supera quella del colosso di Seattle per l’acquisizione della parte Ad Server di Sizmek, insieme alla sua soluzione di ottimizzazione dinamica della creatività (DCO) “con l’intento di costruire l’alternativa indipendente di cui l’industria pubblicitaria ha bisogno”, si legge in una nota.

Weborama è una società europea leader nel settore della tecnologia e dei dati, con clienti globali nei comparti dell’ad serving, del data management e dell’intelligenza artificiale. Il giro d’affari dell’azienda – si legge su Le Figaro – si aggira sui 30 milioni di euro annui, con 230 impiegati -. Weborama e Ycor, recita il comunicato “hanno trascorso gli ultimi due mesi a valutare l’acquisizione di Sizmek Ad Server e DCO. Riteniamo che rilanciare rispetto all’attuale offerta sia la decisione migliore da un punto di vista di tutta la industry. L’acquisizione sarà effettuata da Ycor, la società madre di Weborama”.

Sizmek attualmente è in amministrazione controllata dopo aver richiesto il Chapter 11 statunitense. Lo scorso 31 maggio, Amazon ha annunciato di aver firmato un accordo per l’acquisizione di due pezzi pregiati tra i suoi asset – appunto, Sizmek Ad Server e Sizmek DCO -. La nuova offerta di Ycor però avrebbe rimescolato le carte e sarebbe attualmente al vaglio della autorità competenti.

Alain Lévy, Ceo di Weborama e Partner di Ycor, ha dichiarato: “Ovviamente, siamo consapevoli che, date le incommensurabili risorse di Amazon, si possa pensare a uno scontro di ‘Davide contro Golia’. Oggi ci esponiamo da un punto di vista finanziario, tenendo conto di ciò che è in gioco per l’industria nel suo complesso: prevenire l’avvento di un duopolio. Crediamo che nessuno dovrebbe chiudere un occhio sul fatto che Sizmek Ad Server potrebbe essere acquisito da una piattaforma globale – che si tratti di Amazon o di qualcun altro. La molteplicità dell’offerta sul mercato deve prevalere”.

Amazon acquisirà l’ad server di Sizmek

La notizia era circolata qualche settimana fa a livello di indiscrezione, ma ora è ufficiale: Amazon comprerà l’ad server di Sizmek, insieme alla sua soluzione di ottimizzazione dinamica della creatività (DCO). Lo ha annunciato la stessa azienda di Seattle con una nota.

“Una volta che l’accordo sarà chiuso, Sizmek Ad Server e Sizmek DCO opereranno per il momento separatamente da Amazon Advertising. Non vediamo l’ora di lavorare con il team, e condivideremo maggiori aggiornamenti in futuro, man mano che inventeremo e creeremo nuove opportunità per servire meglio i nostri inserzionisti”, si legge nel comunicato.

Sebbene Amazon non abbia rilasciato dettagli sul futuro di queste soluzioni, e dei team che su di esse lavorano, l’azienda sembrerebbe comunque intenzionata a mantenere una certa continuità con l’offerta dei segmenti acquisiti: “Sizmek stava cercando un acquirente per Sizmek Ad Server e Sizmek DCO, e siamo entrambi impegnati a continuare a servire i loro clienti con gli alti standard che si aspettano”.

Non ci sono indicazioni ufficiali sul valore economico dell’acquisizione, ma secondo quanto riporta AdAge, citando come fonte un dipendente di un’azienda interessata anch’essa all’acquisizione, Sizmek puntava a chiedere circa 30 milioni di dollari per il proprio ad server.

Per Amazon, questa acquisizione rappresenta un importante rafforzamento sul fronte ad tech, un’area su cui la società sta facendo sempre più prepotentemente sentire la sua presenza. In particolare, gli asset di Sizmek potrebbero risultare preziosi specialmente nella competizione con l’offerta pubblicitaria di Google, considerando che l’ad server della società concorre direttamente con Google Marketing Platform (ex DoubleClick) ed è tra gli ad server lato acquisto più utilizzati sul mercato.

Sizmek, dopo aver presentato istanza per il Capitolo 11 del Codice di Bancarotta americano, ha iniziato a vendere alcuni suoi asset, all’epoca complessivamente valutati dalla società tra i 100 e i 500 milioni di dollari. Circa un mese fa, la società ha ceduto le proprie DSP e DMP a Zeta Global per 36 milioni di dollari. Sizmek possiede anche Peer39, società specializzata nel targeting contestuale.

Amazon potrebbe essere il prossimo proprietario dell’ad server di Sizmek

Amazon sarebbe vicina a siglare un accordo per l’acquisto della tecnologia di ad-serving di Sizmek. Secondo quanto riporta Bloomberg, citando persone vicine ai fatti, l’acquisto potrebbe essere annunciato già questa settimana.

Sizmek, dopo aver presentato istanza per il Capitolo 11 del Codice di Bancarotta americano, ha iniziato a vendere alcuni suoi asset, all’epoca complessivamente valutati dalla società tra i 100 e i 500 milioni di dollari. Poche settimane fa, la società ha ceduto le proprie DSP e DMP a Zeta Global per 36 milioni di dollari.

L’ad server di Sizmek è diretto concorrente di Google Marketing Platform, ex DoubleClick, e il suo acquisto da parte di Amazon porterebbe il colosso di Seattle ad arricchire ulteriormente la propria offerta di strumenti pubblicitari, accorciando le distanze con i rivali Google e Facebook.

Oltre ad Amazon, secondo indiscrezioni riportate da AdWeek, anche Adform e l’americana Flashtalking (specializzata anche lei nell’ad-serving) sarebbero interessate a un possibile acquisto dell’ad server di Sizmek. La testata parla anche di una possibile contestuale acquisizione di Peer 39, la società di Sizmek specializzata nel targeting contestuale.

Quali sono i formati pubblicitari di Amazon preferiti dai brand?

Ad oggi Amazon è considerata a tutti gli effetti, nel mondo occidentale, la terza potenza pubblicitaria, l’unica in grado di minacciare il duopolio Google-Facebook. Grazie a un preziosissimo bacino di dati a disposizione e a un’offerta adv in costante arricchimento, il business commerciale del colosso ecommerce di Seattle è in rapidissima crescita e l’azienda è sempre più popolare tra gli inserzionisti.

Ma qual è il formato pubblicitario di Amazon che le aziende preferiscono? Secondo uno studio condotto in USA dalla società Cowen and Company, la spesa pubblicitaria delle aziende è abbastanza equamente distribuita in 5 categorie: display tradizionale, display di prodotto, prodotti sponsorizzati, annunci video e headline search. Se si accorpano però i formati in tipologie più ampie, la maggior parte degli investimenti (il 57%) va su pubblicità di tipo search, mentre il restante 43% è allocato tra display e video.

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Intanto, i ricavi pubblicitari di Amazon continuano a crescere. Emarketer stima che quest’anno la raccolta possa aumentare di 4,83 miliardi di dollari a livello globale (2,12 miliardi provengono da mobile), di cui quasi 900 milioni nei mercati extra USA.

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