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Indirizzare le campagne digitali in base alle performance dei retailer: l’esperimento di Coty

I protagonisti della nostra rassegna di oggi sono Coty, Adobe e Pinterest.

Indirizzare le campagne digitali in base alle performance dei retailer: l’esperimento di Coty

Coty, proprietario di brand di cosmesi come Rimmel e Max Factor, sta testando un nuovo strumento che analizza l’offerta ecommerce di alcuni retailer, valutando come performano in termini di vendite e marketing, per meglio indirizzare il traffico delle proprie campagne digitali. «Vogliamo essere sicuri che stiamo mandando il giusto traffico nei posti giusti», spiega Jamie Parker, e-commerce director della divisione Luxury di Coty. Il progetto, realizzato in partnership con la centrale media di riferimento dell’azienda Zenith, è al momento limitato al mercato UK, ma l’intenzione è di ampliarlo in futuro a livello globale. Leggi di più su The Drum.

Adobe Advertising Cloud Search supporterà anche le strategie di Smart Bidding di Google

Adobe Advertising Cloud ha annunciato un ampliamento della sua offerta Search, che da oggi comprenderà anche il supporto alle strategie di Smart Bidding di Google, nello specifico Target CPA (cost per acquisition) e Target ROAS (return on ad spend). Una novità che consentirà alle aziende di semplificare la reportistica e risparmiare tempo nei processi di ottimizzazione delle offerte d’asta. Leggi di più su MediaPost.

Pinterest: CPM più bassi per attirare gli inserzionisti

Pinterest, che da poco ha lanciato la sua offerta commerciale in Italia, a livello internazionale sta cercando di allargare il proprio parco pubblicitario, puntando in particolare ad attirare nuovi inserzionisti attraverso CPM più bassi. Nel 2018, il social ha generato 700 milioni di ricavi pubblicitari, in crescita del 50% rispetto all’anno precedente, e quest’anno è previsto un altrettanto significativo aumento del business, con un possibile superamento del miliardo di dollari nell’anno in cui la società diventerà pubblica. Leggi di più su Digiday.

Pinterest, gli Shopping Ads sono ora disponibili in modalità self-service

Pinterest, ormai prossima alla quotazione, ha annunciato una serie di novità relative alla sua offerta pubblicitaria.

Tra queste, la disponibilità del formato Shopping Ads anche sulla piattaforma Ads Manager, il che rende la soluzione finalmente acquistabile dai brand in modalità self-service. “Una volta che i prodotti sono su Pinterest – spiega la società in un blog post -, i brand potranno facilmente promuovere gli articoli presenti nei loro feed di prodotto tramite gli Shopping Ads”.

La soluzione, lanciata ufficialmente lo scorso marzo, fino ad ora era utilizzabile solo dietro richiesta diretta al social network; il fatto che ora sia gestibile autonomamente dagli inserzionisti la rende in tutto e per tutto simile agli analoghi prodotti pubblicitari di Google e Facebook, e consente alle aziende di rendere ancora più scalabile la loro presenza sulla piattaforma.

Un’altra novità è il lancio del nuovo formato Catalogs: una funzione che dà la possibilità ai brand di creare un vero e proprio catalogo di prodotto sul social, caricando varie immagini di articoli, organizzandoli in categorie e trasformandoli in Pin di prodotto, che poi potranno eventualmente promuovere utilizzando gli Shopping Ads.

Pinterest si rafforza sul targeting con Audience Insights

Novità sul fronte data-driven per Pinterest. Il social ha introdotto nella sua offerta agli inserzionisti Audience Insights, uno strumento che aiuta le aziende a conoscere meglio il loro pubblico sulla piattaforma.

La soluzione unisce dati demografici sugli utenti con informazioni di tipo comportamentale, come ricerche o salvataggi. In questo modo, offre una conoscenza migliore del pubblico di un brand su Pinterest, e di chi l’azienda potrà raggiungere in futuro, dando anche informazioni sugli argomenti preferiti dagli utenti. Informazioni preziose per distribuire contenuti rilevanti e campagne coinvolgenti e per realizzare media plan efficaci.

Audience Insights è attualmente accessibile, attraverso gli strumenti di Analytics di Pinterest, ai clienti Business dei Paesi di lingua inglese.

Adobe batte le attese nel Q2 dell’anno fiscale 2018: fatturato a 2,2 miliardi di dollari

Mentre Adobe continua a mettere a segno performance finanziarie positive, Pinterest annuncia delle novità per il suo programma Marketing Partners, e Havas Group potenzia il proprio network consulenziale con un importante investimento. Ne parliamo oggi nella nostra rassegna.

Adobe batte le attese nel Q2 dell’anno fiscale 2018: fatturato a 2,2 miliardi di dollari

Adobe batte le attese degli analisti coi suoi dati finanziari relativi al secondo trimestre dell’anno fiscale 2018. La società ha raggiunto un fatturato di 2,2 miliardi di dollari nel trimestre, in crescita del 24% anno su anno. Un giro d’affari in crescita su tutte le principali linee di business della compagnia, anche se come sempre la maggior parte dei ricavi proviene dalle attività digital media, che includono le unit Creative Cloud e Document Cloud e che hanno fruttato 1,55 miliardi di dollari, di cui 1,30 miliardi solo da Creative Cloud. La società, però, guarda ora a nuovi business, come quelli di marketing, analytics e pubblicità, che all’interno della sua offerta fanno capo alla divisione Experience Cloud: un’area che nel trimestre ha fruttato 586 milioni di dollari, e che Adobe punta a rafforzare anche attraverso la recente acquisizione della piattaforma di ecommerce Magento. Leggi di più su Business Insider.

Pinterest amplia il programma Pinterest Marketing Partners con 7 piattaforme per la creatività

Pinterest aggiunge un nuovo segmento al suo programma Pinterest Marketing Partners, che adesso proporrà alle aziende anche sette piattaforme per la fornitura di elementi creativi per le campagne sul social. I “Creative Pinterest Marketing Partners” sono Popular Pays, QuickFrame, Shutterstock Custom, Social Native, Vidmob, Vidsy e The Online Studio. Ognuna di loro ha costruito una API di Pinterest che consente agli inserzionisti di sfruttare asset di sviluppo creativo e strumenti ad hoc per la creazione di campagne sull’app. Leggi di più su Marketing Land.

Havas Group potenzia il suo network consulenziale con un investimento di 100 milioni di dollari

Havas Group punta a potenziare il suo braccio di consulenza corporate e di comunicazione finanziaria AMO Network con un investimento di 100 milioni di dollari nei prossimi 5 anni. Il capitale verrà utilizzato per far crescere il network in Europa, negli Stati Uniti e in Cina. Il gruppo, nato nel 2001 dalle agenzie di comunicazione finanziaria di Havas Group a Londra, New York e Parigi, è attualmente un network internazionale di consulenza strategica, presente in 51 Paesi con un team di 1200 dipendenti. Intanto Havas Group ha contribuito anche a un rafforzamento del suo organico, con l’arrivo nella squadra di Neil Bennett, CEO di Maitland a London, e di Tom Johnson, CEO di Abernathy MacGregor a New York. Leggi di più su The Drum.

La boss di CNN Digital Worldwide: «Ridefiniamo il concetto di brand safety»

Protagonisti della rassegna di oggi il punto di vista di CNN Digital sulla brand safety, il rafforzamento di Pandora nel digital audio e l’andamento di Pinterest.

La boss di CNN Digital Worldwide: «Ridefiniamo il concetto di brand safety»

«Dovrebbe emergere una nuova definizione di brand safety. Non si tratta delle aziende che non vogliono comparire accanto ai cosiddetti contenuti negativi. Si tratta di inserzionisti che vogliono essere inseriti all’interno di un ombrello di brand di notizie affidabili». E’ l’opinione di Meredith Artley, SVP/editor-in-chief di CNN Digital Worldwide, che ha affrontato il tema della sicurezza dei brand in occasione della conferenza Collision 2018. Secondo la manager, il fatto che i brand non vogliano apparire accanto a determinato tipo di notizie (che includono anche news di tragedie o dai toni crudi) può avere effetti negativi sia per gli editori che per gli utenti. Per questo è necessario, per le media company, puntare su un’offerta di contenuti all’insegna dei fatti, dell’autorevolezza e dell’integrità. Leggi di più su WARC.

Pandora completa l’acquisizione di AdsWizz

Il servizio americano di streaming musicale Pandora ha annunciato di aver completato l’acquisizione di AdsWizz, tecnologia per la pubblicità digital audio. «L’audio è il formato a più veloce crescita nel mondo della pubblicità digitale, e il mercato si sta rapidamente evolvendo – ha spiegato il CEO di Pandora Roger Lynch -. Completare questa acquisizione cementifica la nostra presenza nel futuro dell’Audio, rendendoci più pronti che mai a collaborare con brand ed editori a livello globale». AdsWizz opererà come sussidiaria autonoma di Pandora. Leggi di più su Venture Beat.

Pinterest, cresce la pubblicità nel 2017

Cresce il business pubblicitario di Pinterest. Il social network ha raccolto nel 2017 473 milioni di dollari di raccolta adv, in aumento del 58% rispetto all’anno precedente. La società ha mancato gli obiettivi di fatturato nella prima parte dell’anno, ma ha superato le aspettative nel secondo semestre. E adesso mira a raggiungere o superare gli obiettivi fissati per la prima metà del 2018. Leggi di più su Bloomberg.

Facebook supera il primo dei tre esami del Media Rating Council americano

Le ultime novità di Facebook, Kahuna e Pinterest nella nostra rassegna di oggi.

Facebook supera il primo dei tre esami del Media Rating Council americano

In settimane certamente non rosee, finalmente arriva una buona notizia per Facebook. La società ha superato infatti la prima delle tre fasi di controllo effettuata sui suoi spazi pubblicitari dal Media Rating Council americano. Il primo step consisteva nella verifica dell’effettiva erogazione degli annunci sulle inventory di Facebook e Instagram, sia video che display su desktop, mobile web e in-app. Leggi di più su AdExchanger.

Kahuna lancia un servizio cloud specificamente pensato per gli ecommerce

Kahuna amplia la sua offerta con il lancio di un servizio cloud specificamente pensato per gli ecommerce. La nuova soluzione della società specializzata in soluzioni di intelligenza artificiale fornirà ai negozi online quello che chiama un “programma di infrastrutture olistico” che include informazioni chiave in tre aree distinte: marketing per gli acquirenti, ottimizzazione dei rivenditori e vivacità del marketplace. Leggi di più su MarTech Today.

Pinterest sempre più usato dalle aziende, anche per l’adv

Pinterest cresce tra le aziende. Il social network fotografico ha dichiarato che 1,5 milioni di imprese utilizzano il suo sito ogni mese per connettersi coi consumatori e che la sua piattaforma sta crescendo particolarmente bene a livello pubblicitario tra le PMI, con un +50% di piccoli e medi inserzionisti rispetto allo scorso anno. La società ha anche annunciato l’estensione geografica di un suo prodotto adv, il bottone “Promote” per i Promoted Pins: prima disponibile solo in USA, adesso è utilizzabile anche dalle aziende in Australia, Canada, Irlanda, Nuova Zelanda e UK. Leggi di più su Marketing Land.

Su Google nuovi posizionamenti sponsorizzati per chi vende prodotti

Mentre IBM lancia il suo assistente vocale, Google e Pinterest annunciano novità pubblicitarie dedicate al mondo retailer.

Su Google arriva Shopping Actions: nuovi posizionamenti sponsorizzati per chi vende prodotti

Google punta a monetizzare le ricerche di prodotti da acquistare effettuate sul suo search engine. La società ha infatti lanciato un programma chiamato Shopping Actions, tramite cui i rivenditori possono dare visibilità ai loro prodotti all’interno di posizionamenti sponsorizzati su Google search, Google Express Shopping e Google Assistant, in cambio di una quota sulle vendite. Una soluzione diversa dalla normale pubblicità search, e invece molto simile a certe modalità promozionali presenti su Amazon. Leggi di più su Reuters.

IBM lancia il suo assistente vocale

Dopo Google, Apple e Amazon, ora anche IBM ha il suo assistente vocale. Si chiama Watson Assistant ed è stato appena presentato alla conferenza Think 2018 di Las Vegas, e come indica lo stesso nome, sfrutta gli algoritmi di intelligenza artificiale di Watson per offrire prestazioni più “smart” e sicure. A differenza di Alexa, Siri e Ok Google, però, Watson Assistant non sarà un servizio direttamente orientato ai consumatori, presente su speaker brandizzati IBM, quanto piuttosto una tecnologia offerta alle imprese. Nei piani dell’azienda c’è quello di portarla, ad esempio, all’interno di auto, negozi e alberghi. Leggi di più su Tech Crunch.

Pinterest, il formato Shopping Ads ora disponibile per gli inserzionisti

Gli Shopping Ads di Pinterest escono dalla fase di beta test e vengono messi ufficialmente a disposizione del mercato. Il formato, annunciato lo scorso anno, consente alle aziende di creare automaticamente annunci sul social a partire dalle immagini dei feed dei loro prodotti. Pinterest, intanto, ha annunciato di stare testando un nuovo design per i propri annunci, volto ad offrire più elementi visivi di acquisto, e di avere portato in nuovi mercati Shop the Look, una soluzione pubblicitaria dedicata ai brand di moda e design. Leggi di più su Marketing Land.

Snapchat guarda all’ecommerce con un nuovo formato pubblicitario

Tre social network protagonisti della nostra rassegna di oggi.

Snapchat guarda all’ecommerce con un nuovo formato adv

Snapchat sta sviluppando un nuovo formato pubblicitario che strizza l’occhio all’ecommerce. Pochi dettagli sono noti su questa soluzione, che dovrebbe essere attualmente in fase di beta testing ed essere posizionata all’interno delle Stories dell’app, dove gli utenti con uno swipe potranno accedere a vari prodotti da acquistare. Solo poche settimane fa Snapchat era entrata ufficialmente nel mondo dell’ecommerce, con il lancio di uno store in-app per la vendita di prodotti a marchio Snapchat. Leggi di più su Digiday.

Pinterest nomina il suo primo COO

Per la prima volta in otto anni, Pinterest ha un Chief Operating Officer. Si tratta di Francoise Brougher, precedentemente a capo del business della società di mobile payment Square, fondata da Jack Dorsey. La manager sarà responsabile della gestione e della crescita del business operativo del social network a livello globale. Sarà a capo dei team vendite, marketing partner, comunicazione, misurazioni, corporate e business development, e tra i suoi compiti ci sarà anche quello di far crescere il base utenti e di ampliare l’offerta pubblicitaria. Leggi di più su AdWeek.

Da Facebook 3 milioni a sostegno dei media locali

Dopo il recente cambio di algoritmo, che stabiliva ai post di parenti e amici una maggiore priorità di visualizzazione nel News Feed rispetto ai contenuti di aziende ed editori, diversi publisher si sono lamentati della scarsa visibilità offerta da Facebook. Adesso, però, il social network sembra volere riappacificare i rapporti col mondo media, in particolare con quello locale, attraverso il progetto Local News Subscriptions Accelerator. L’iniziativa, su cui Facebook stanzierà al momento del lancio 3 milioni di dollari, è volta ad aiutare i proprietari di media locali ad aumentare il numero di sottoscrittori di abbonamenti, sia dentro che fuori la piattaforma. Leggi di più su The Verge.

L’opinione di Heineken sui “walled garden”: «C’è uno squilibrio di rapporti»

Oggi nella nostra rassegna internazionale parliamo di due social network e del punto di vista di Heineken sui “giardini chiusi” della pubblicità digitale.

Heineken e i “walled garden”

«Attualmente c’è uno squilibrio tra le aziende e i cosiddetti “walled garden” del mondo digitale». E’ quanto ha recentemente dichiarato Ron Amram, ‎VP/Media di Heineken USA, che in occasione di un evento internazionale ha detto la sua sul tema dei “giardini chiusi” e sulle sfide che esso pone agli inserzionisti pubblicitari. «C’è una manciata di aziende che è così potente da non dover necessariamente collaborare con gli inserzionisti nello stesso modo in cui lo fanno altri venditori di pubblicità o editori». E tra le conseguenze di questo squilibrio, secondo il manager, ci sono problemi come brand safety e metriche, su cui le aziende hanno carenza di prospettive indipendenti. Leggi di più su WARC.

Pinterest, su Ads Manager arrivano le recommendation per parole chiave

Pinterest ha annunciato una nuova funzionalità all’interno di Ads Manager. Sulla piattaforma del social dedicata agli inserzionisti, arrivano le recommendation per parole chiave. Adesso, quando si inserisce un termine, sarà possibile vedere le parole chiave ad esso correlate e il volume delle relative ricerche che le contengono, per aiutare le aziende a decidere quali keyword usare per il targeting delle campagne. Leggi altre news sul blog di Pinterest.

Facebook, in calo l’interesse degli utenti

Il consumo di media digitali è aumentato nel 2017 del 13%, stando a un’analisi di Pivotal Research sui Digital Content Ratings di Nielsen. Molti grandi nomi, come Amazon, Snapchat e Twitter, si sono mantenuti più o meno agli stessi livelli dell’anno precedente, ma i due “big” Google e Facebook hanno registrato delle variazioni. Se però nel caso di Big G si parla di un segno “più” (+5%), in quello della società di Zuckerberg il trend è negativo: il tempo speso dagli utenti sul social network ha subito un calo del 4%, anche se le altre app della società di Menlo Park – come WhatsApp e Instagram – continuano a tenere. Leggi di più su Business Insider.

Su Pinterest la pubblicità Search diventa self-service e ancora più targettizzabile

La pubblicità search su Pinterest diventa self-service.

Otto mesi dopo il debutto degli annunci search sul social, Pinterest ha annunciato che tali posizionamenti pubblicitari saranno ora accessibili alle aziende di tutte le dimensioni, in quanto acquistabili in modalità self-service tramite la piattaforma Pinterest Ads Manager.

Insieme a questa novità, Pinterest ha annunciato anche il debutto dello strumento “autotargeting” per la pubblicità search. Si tratta di un nuovo tool di segmentazione dell’audience che consente agli inserzionisti di targettizzare le loro campagne non più solo in base alle parole chiave, ma anche in relazione a ricerche rilevanti.

La funzionalità autotargeting è opt-in per tutte le aziende che usano Ads Manager, che potranno adottarla come modalità di targeting aggiuntiva a quella per parole chiave. Alla base del suo funzionamento c’è il Taste Graph di Pinterest, una tecnologia in grado di fornire informazioni su quello che gli utenti cercano e perché, costruita su una raccolta di oltre 100 miliardi di Pin e migliaia di miliardi di interazioni che gli utenti del social producono ogni settimana.

Grazie alla funzione di autotargeting, le aziende potranno automaticamente targettizzare le ricerche che non contengono specifiche parole chiave ma che sono considerate rilevanti per quei brand. Uno strumento particolarmente utile, visto che sul social network circa il 97% degli oltre 2 miliardi di ricerche effettuate ogni mese non includono il nome del marchio, e su cui dunque il solo utilizzo delle keyword a livello pubblicitario può non risultare pienamente efficace.