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Out of Home data-driven, tre regole da rispettare per il targeting

Oggi nella nostra rassegna parliamo di Out of Home, Google e dei nuovi tool di Facebook e Twitter per la trasparenza.

OOH, tre regole da rispettare per l’uso dei dati

L’Out of Home sta per abbracciare definitivamente le tecnologie data-driven. Per questo è giunto il momento, per chi opera in questo settore, di imparare le giuste regole da tenere in considerazione per evitare di compiere certi errori del mondo digitale, soprattutto nel campo della privacy. Ci sono in particolare tre principi che il mercato dell’OOH deve aver presente: usare i dati quanto basta per rendere efficace un’azione, essere pienamente trasparenti con l’utilizzo dei dati, e non targettizzare singoli individui con la pubblicità. Leggi di più su MediaPost.

Google riorganizza il suo programma di marketing partner: nasce Marketing Platform Partners

In seguito all’annuncio della riorganizzazione dei suoi prodotti pubblicitari, Google ha comunicato di aver ristrutturato anche il proprio programma di marketing partner. Il nuovo Marketing Platform Partners di Google combinerà insieme i Google Analytics Certified Partners e i DoubleClick Certified Marketing Partners, includendo risorse provenienti dai vari prodotti pubblicitari della piattaforma. I partner appartenenti al programma potranno essere di tre tipi: Certified Individuals, Certified Companies e Sales Partners. Leggi di più su MarTech Today.

Facebook e Twitter puntano sulla trasparenza con nuovi strumenti

Sia Facebook che Twitter hanno annunciato il lancio di una serie di nuovi strumenti per la trasparenza, con l’obiettivo di dare una spinta alla fiducia nei confronti dei social network e limitare l’azione di attori fraudolenti. In entrambi i casi, si tratta di tool che consentono di visualizzare l’elenco di tutte le campagne pianificate da un’azienda su Twitter e, nel caso di Facebook, sul social, su Instagram e su Messenger, insieme a una serie di informazioni sugli annunci. Leggi di più sul New York Times.

Prosegue la roadmap programmatica di Twitter: «Test con aziende, agenzie e trading desk»

Oggi nella nostra rassegna la roadmap programmatica di Twitter, il debutto di Google sul mercato dei podcast e una ricerca sull’uso dei dati.

Prosegue la roadmap programmatica di Twitter: «Stiamo effettuando test con aziende, agenzie e trading desk»

«Stiamo effettuando test con varie aziende, agenzie e trading desk, ma stiamo procedendo con molta cautela, in parte per il GDPR ma anche per altre nostre priorità». Così Bruce Falck, General Manager Revenue Product di Twitter, sintetizza i passi che il social network di San Francisco sta compiendo sul fronte programmatico. «Stiamo cercando di capire quanta domanda potrà esserci – aggiunge il manager -. Ma il mio principio generale è che se gli inserzionisti vogliono acquistare i nostri spazi in modalità programmatica, dovremmo offrire loro questa possibilità». Leggi di più su AdExchanger.

Google lancia l’app Google Podcasts

Il mercato dei podcast è in crescita e da oggi ha un nuovo player: Google. Big G ha annunciato il lancio di una nuova app mobile autonoma per i podcast: Google Podcasts. Il sofware utilizza algoritmi di recommendation per offrire agli utenti contenuti in linea con i loro gusti, sulla base delle loro abitudini di ascolto. I podcast erano già presenti all’interno dell’offerta Android, attraverso Google Play Music e app terze, ma adesso secondo Google è giunto il momento di dedicare a questo genere di contenuti uno strumento apposito, con cui la società conta di attirare centinaia di milioni di nuovi ascoltatori nel mondo. Leggi di più su The Verge.

Utilizzo dei dati: solo il 13% dei marketer si considera “leader”

Le competenze nel campo del marketing data-driven sono in aumento, ma i professionisti non ne stanno traendo ancora il massimo vantaggio, secondo quanto rivelano i risultati di uno studio globale di Forbes Insights e della CDP Treasure Data. Nonostante la crescità dell’utilizzo dei dati a fini di marketing da parte delle aziende, la ricerca ha evidenziato che solo il 13% delle società si considera “leader” nello sfruttamento degli insight sui consumatori. Il rimanente 87% si considera “in ritardo”. Leggi di più su MarTech Today.

Come proteggono i loro dati gli utenti? Le strategie più diffuse

Dalle strategie più usate dagli utenti per proteggere i loro dati alle ultime novità di Google e Twitter: ecco la nostra rassegna di oggi.

Ecco le strategie più diffuse tra gli utenti per proteggere i loro dati

La questione GDPR ha contribuito a rendere gli utenti più consapevoli dei loro dati personali, dando loro degli strumenti aggiuntivi per proteggerli. Ma una recente ricerca internazionale, condotta da Blue Fountain Media, ha rivelato che le persone mettevano già in pratica diverse strategie per assicurarsi una esperienza online più sicura. Secondo lo studio, condotto in USA, più della metà degli intervistati cancella regolarmente i propri cookie o la cronologia di navigazione, e un altro 44% rifiuta di fornire informazioni o nega il consenso all’utilizzo dei cookie. Fin qui si tratta di metodi abbastanza consueti, ma tra le risposte degli utenti c’è anche l’iscrizione a società specializzate nella sicurezza per mantenere le proprie informazioni protette (17%) e abbandonare gli smart speaker come Amazon Alexa a causa del loro microfono incorporato (5%). Leggi di più su eMarketer.

Google annuncia una serie di novità dedicate ai retailer fisici

Nel tentativo di ridurre la distanza tra l’ecommerce e le vendite in-store, Google ha annunciato una serie di novità all’interno di Google Shopping dedicate ai rivenditori fisici e locali. Tra di esse, il lancio della funzione “See What’s In Store”, che consente ai negozi disici di fornire una lista gratuita del proprio inventario sia nei “Knowledge Panel” (ossia quei contenitori che appaiono nella colonna a destra dei risultati di ricerca per alcune società) sia su Google Maps. Big G, inoltre, darà la possibilità agli annunci video su YouTube di ospitare delle estensioni di localizzazione, e a quelli display di mostrare maggiori informazioni di catalogo, come immagini di maggiori dimensioni o liste dell’inventario in-store insieme a dettagli su prezzi e disponibilità. Leggi di più su TechCrunch.

Twitter porta la pubblicità video in-stream in 12 Paesi del mondo

Twitter apre la sua offerta di annunci video in-stream a tutte le aziende in 12 mercati a livello mondiale. I formati saranno acquistabili in modalità automatizzata, attraverso lo piattaforma pubblicitaria self-service del social, in Australia, Brasile, Canada, Francia, India, Giappine, Messico, Arabia Saudita, Spagna, Emirati Arabi, UK e Stati Uniti. Lanciati ad aprile dell’anno scorso, fino ad oggi gli spot in-stream su Twitter erano disponibili solo per un limitato numero di aziende, e richiedevano una gestione a quattro mani con un team del social. Leggi di più su Marketing Land.

Havas Group punta sull’intelligenza artificiale con un nuovo hub

Havas Group apre un laboratorio di intelligenza artificiale e Twitter si prepara a lanciare un sito informativo dedicato ai piccoli editori. Questo ed altro oggi nella nostra rassegna.

Havas Group punta sull’intelligenza artificiale con un nuovo hub dedicato

Havas Group apre un centro di Intelligenza Artificiale a Montréal, focalizzato sul miglioramento della customer experience. L’hub impiegherà 60 professionisti nel campo dell’intelligenza artificiale, della data science, del customer experience design e della programmazione entro la fine del 2020. Includerà anche uno studio di realtà aumentata. L’obiettivo del progetto è quello di creare un laboratorio che unisca tecnologia, dati e creatività per sviluppare esperienze arricchite dall’intelligenza artificiale per i clienti del gruppo in Europa e Nord America. Leggi di più su The Drum.

Quali sono le informazioni personali di cui gli utenti sono più gelosi?

Grazie alla GDPR che entrerà in vigore il 25 maggio, gli utenti potranno avere più controllo dei loro dati. Ma quali sono le informazioni di cui le persone sono più gelose, quelle che più di tutte vorrebbero non fossero utilizzate dalle aziende? Una ricerca effettuata il mese scorso in Europa da Capgemini ha rivelato che si tratta delle informazioni di tipo “identificativo”, come passaporto e insight biometrici: il 61% dei rispondenti vorrebbe che le aziende li cancellassero e non li utilizzassero più. Gli utenti si sono mostrati meno irremovibili, invece su dati come i contatti social, la cronologia dei luoghi visitati o le abitudini di spesa. Leggi di più su eMarketer.

Twitter pronta a lanciare un sito informativo per i piccoli editori su come creare contenuti e monetizzarli

Twitter conta di lanciare nelle prossime settimane un sito volto ad insegnare ai piccoli editori come produrre e monetizzare contenuti sulla piattaforma, inclusi video dal vivo e on-demand. Il social lavora già con un migliaio di grossi publisher attraverso un team di un centinaio di persone dedicato alle media partnership; il sito sarebbe stato pensato invece per supportare gli editori più piccoli, a cui la società non può riservare personale dedicato. Leggi di più su Digiday.

Twitter al lavoro sul suo ad network: si chiamerà Twitter Timeline Ads

Dall’ad network di Twitter al programma di funding per i creatori di contenuti mobile di Snap, passando per il nuovo framework di IAB su dati e targeting. Ne parliamo nella nostra rassegna di oggi.

Twitter al lavoro sul suo ad network: si chiamerà Twitter Timeline Ads

Dopo Google col suo Display Network e Facebook col suo Audience Network, ora anche Twitter punta a portare la pubblicità al di fuori della sua piattaforma. Il social starebbe contattando vari editori per un nuovo progetto pubblicitario, chiamato Twitter Timeline Ads: un ad network attraverso cui Twitter punta a erogare pubblicità attraverso un software automatizzato al di fuori del suo sito e della sua app, espandendo le sue capacità programmatiche oltre l’exchange MoPub. Leggi di più su Business Insider [accessibile su iscrizione].

Trasparenza nei dati e nel targeting, IAB lancia un framework dedicato

IAB Tech Lab ha proposto al mercato un nuovo framework, chiamato “Data Transparency Framework”, volto ad offrire agli inserzionisti maggiori informazioni sul tipo di dati dei consumatori migliori per la segmentazione della pubblicità. “Senza un approccio coerente e flessibile all’organizzazione dei dati e alla loro etichettatura all’interno della supply chain, la possibilità di classificazioni sbagliate aumenta, producendo esperienze pubblicitarie più intrusive per i consumatori, investimenti pubblicitari meno efficienti e minori opportunità di monetizzazione per gli editori”, ha dichiarato l’associazione. Il framework fornirà informazioni standardizzate riguardo ai fattori che hanno portato un utente ad essere catalogato all’interno di un determinato segmento. Leggi di più su MediaPost.

Snap lancia un programma di finanziamento per le startup specializzate in contenuti mobile

Snap, società proprietaria di Snapchat, ha intenzione di investire nei creatori di contenuti mobile. L’azienda ha infatti annunciato la nascita di Yellow, un nuovo programma volto al finanziamento di startup specializzate nello storytelling mobile. Snap ha dichiarato di voler investire 150 mila dollari in ogni team ammesso al programma, mettendo anche a disposizione per tre mesi anche uno spazio all’interno della sua sede a Venice, in California. I partecipanti potranno anche distribuire i loro contenuti su Snapchat. Leggi di più su Variety.

Oracle si rafforza sulla brand safety con un’acquisizione

Oggi nella nostra rassegna parliamo di Oracle, Twitter e della pubblicità video.

Oracle acquisisce una società specializzata in brand safety

Oracle ha acquisito Grapeshot, società specializzata in soluzioni per la brand safety. Attraverso lo sviluppo di strumenti per il targeting contestuale, Grapeshot aiuta le aziende a comprendere se i posizionamenti pubblicitari da loro acquistati sono sicuri per i loro brand. La sua offerta andrà a far parte di Oracle Data Cloud, dove verrà unità a quella di Moat per rafforzare i servizi di brand safety della società. Leggi di più su TechCrunch.

Twitter si adatta alla GDPR

Anche Twitter si adatta alla GDPR. Il social network ha iniziato ad informare i suoi utenti su prossime modifiche della propria politica sulla privacy, che saranno attivate il 25 maggio, proprio il giorno in cui entrerà definitivamente in vigore il nuovo regolamento europeo sui dati. Le novità sono volte soprattutto a chiarificare il linguaggio tecnico della policy, ad esempio spiegando in maniera chiara concetti come “dati di location” o “dati dei partner pubblicitari”. Leggi di più su Adweek.

Qual è l’impatto della pubblicità video per un brand?

Secondo uno studio condotto dal CMO Council e dalla società ad tech video ViralGains, le aziende hanno dubbi sul tipo di impatto generato dalle loro campagne video online. Secondo la ricerca, ci sarebbe infatti un grosso gap tra come il successo di una campagna viene misurato (per la stragrande maggioranza attraverso metriche di awareness come click e impression) e le tipologie di misurazione che fanno realmente la differenza per i brand. Ciononostante, gli investimenti in pubblicità video continuano a crescere. Leggi di più su The Drum.

Pubblicità digitale, Amazon e Snapchat erodono quote al duopolio Google-Facebook

Mentre Amazon e Snapchat cominciano a erodere budget pubblicitari al duopolio Google-Facebook e Twitter si prepara a bloccare le campagne sulle criptovalute, uno studio analizza la correlazione tra investimenti sui dati e vendite.

Digital adv, Amazon e Snapchat erodono quote al duopolio

Secondo stime internazionali, negli Stati Uniti l’avanzata di nuovi player come Amazon e Snapchat sta erodendo quote al predominio di Google e Facebook nel mercato della pubblicità digitale: lo scorso anno la fetta di investimenti pubblicitari destinati alle due società copriva il 58,5% del totale, mentre nel 2018 la quota sarebbe scesa al 56,8%. Amazon, in particolare, quest’anno arriverebbe al 2,7% di share del mercato adv digitale, percentuale che nel 2020 potrebbe salire fino al 4,5%. Leggi di più su eMarketer.

Tra i retailer vince chi investe sui dati

Uno studio di Salesforce e Deloitte rivela, nel mondo retailer, una correlazione tra investimenti sul fronte dati e performance di vendita. Secondo la ricerca, i rivenditori che mettono a punto forti strategie di data management, fornendo così ai propri consumatori esperienze su misura, sono quelli che hanno più successo in termini di business. Tuttavia, l’utilizzo di tecnologie avanzate come l’Intelligenza Artificiale per la raccolta e l’attivazione dei dati è ancora poco diffusa e considerata sfidante dalle aziende. Leggi di più su MarTech Today.

Anche Twitter blocca gli annunci pubblicitari di criptovalute

Dopo Facebook e Google, anche Twitter si prepara a bloccare gli annunci pubblicitari di criptovalute. La novità, che dovrebbe essere lanciata nelle prossime settimane, impedirebbe l’erogazione di campagne inerenti sistemi di pagamento in criptocoin, piattaforme di scambio e ICO (Initial Coin Offerings), ma sarebbero previste delle eccezioni. Come già nel caso di Google e Facebook, anche per Twitter dietro la mossa ci sarebbe l’intenzione di proteggere gli utenti da attività fraudolente. Leggi di più su Tearsheet.

L’Oréal spinge su Realtà Aumentata e Intelligenza Artificiale con una nuova acquisizione

Mentre l’Oréal investe nella Realtà Aumentata e Facebook si prepara al lancio del suo nuovo headset di realtà virtuale, aziende e agenzie si interrogano sugli effetti della nuova policy di Twitter contro lo spam.

L’Oréal spinge su Realtà Aumentata e Intelligenza Artificiale con una nuova acquisizione

L’Oréal accelera sul fronte tecnologico con l’acquisizione di una società specializzata in Realtà Aumentata e Intelligenza Artificiale nel mondo beauty. La società in questione si chiama ModiFace, ed è famosa per aver sviluppato sistemi avanzati in 3D virtuale di servizi per il make-up, il colore e le diagnosi della pelle utilizzando una tecnologia proprietaria per riconosce le caratteristiche del viso e i suoi colori. Per la multinazionale francese della cosmesi, questa acquisizione è parte di uno sforzo più ampio di accelerazione dello sviluppo digitale per i suoi 34 marchi internazionali. Leggi di più su Campaign.

Facebook lancerà il suo Oculus Go alla conferenza f8

Facebook conta su lanciare ufficialmente sul mercato il suo headset di realtà virtuale Oculus Go il prossimo 1 maggio, in occasione della sua conferenza per gli sviluppatori f8. Il primo annuncio del dispositivo risale allo scorso ottobre, quando la società aveva annunciato che sarebbe stato immesso sul mercato all’inizio di quest’anno e che avrebbe avuto un prezzo di 199 dollari o più. Leggi di più su Variety.

La nuova policy di Twitter contro lo spam potrebbe avere effetti anche sulle aziende

Lo scorso mese, Twitter ha annunciato che non avrebbe più permesso sulla piattaforma la pubblicazione da differenti account di tweet simultanei contenenti identici contenuti. La decisione, nata con l’obiettivo di combattere la diffusione di spam e attività bot, potrebbe però coinvolgere anche i brand e le agenzie che fanno marketing sui social media. Ecco quali potrebbero essere gli effetti più probabili sul loro lavoro. Leggi di più su Marketing Land.

Twitter prepara la sua offerta in programmatic. E non sarà un “walled garden”

In un mercato in cui i social network creano “giardini chiusi” intorno alla loro offerta data-driven, con l’obiettivo di mantenere un alto controllo del proprio patrimonio di dati e non solo, una piattaforma manifesta l’intenzione di approcciare il programmatic in maniera totalmente diversa.

Si tratta di Twitter che, secondo indiscrezioni riportate da AdAge, starebbe mettendo a punto un piano per portare al di fuori dei propri canali la sua inventory pubblicitaria in programmatic. Il social, in particolare, starebbe puntando a varie integrazioni con DSP e trading desk.

Questo significa che le sue audience potrebbero presto essere acquistabili in modalità automatizzata tramite piattaforme esterne, con un conseguente maggior controllo della spesa da parte degli inserzionisti. Cosa che potrebbe fare molto piacere alle aziende, oggi più che mai attente al tema della trasparenza, e che costituisce una vera rarità nel mondo dei social. In questo settore, infatti, gli operatori di solito vendono i loro spazi esclusivamente tramite le proprie piattaforme, recintando la propria offerta pubblicitaria all’interno di cosiddetti “walled garden” non integrati col resto dell’ecosistema digitale.

Twitter starebbe testando la nuova offerta pubblicitaria con alcune aziende e agenzie ed avrebbe in piano di avviare accordi con i trading desk delle principali holding pubblicitarie, come WPP, Dentsu Aegis e Omnicom, e con varie DSP.

La società ha deciso dunque di puntare sull’ad tech per dare una spinta alle proprie performance pubblicitarie, come del resto aveva comunicato già in occasione della sua quarta trimestrale 2017 un mese fa. Nell’ultimo trimestre dello scorso anno, Twitter ha visto crescere solo dell’1% i propri ricavi pubblicitari, a quota 644 milioni di dollari. E adesso intende attirare nuovi inserzionisti cercando di capitalizzare al massimo le proprie risorse: un’offerta composita di formati e un patrimonio non indifferente di dati sugli utenti.

Salesforce batte le attese degli analisti nel Q4 fiscale 2018

Le performance di Salesforce, i nuovi Segnalibri di Twitter e le novità di Adobe per il marketing mobile. Ne parliamo oggi nella nostra rassegna.

Salesforce batte le attese nel Q4

Salesforce batte le aspettative degli analisti con le sua ultima trimestrale, relativa al Q4 fiscale 2018. Nel trimestre, la società ha registrato un aumento del 24% anno su anno del suo giro d’affari, a 2,85 miliardi di dollari contro le stime di 2,81 miliardi. Lo stesso dato nell’intero anno fiscale 2018 ha segnato una crescita del 25% rispetto al 2017, a 10,48 miliardi contro i 10,44 stimati dal mercato. Leggi di più su Business Insider.

Su Twitter arrivano i Segnalibri

Twitter introduce Segnalibri, un nuovo strumento che consente di salvare i Tweet e rivederli in seguito. La novità è accessibile tramite le opzioni di condivisione del singolo tweet: cliccando sull’icona “Condividi” si potrà aggiungere un Tweet ai preferiti, inviarlo tramite un messaggio diretto a un altro utente o condividerlo o su altre piattaforme al di fuori di Twitter. Leggi di più su Variety.

Adobe, nuovi strumenti di testing per il marketing mobile

Adobe ha annunciato una serie novità per Target, la sua soluzione che tramite A/B test consente di personalizzare i servizi rendendoli su misura per l’utente. La principale si chiama Visual Experience Composer, ed è un tool per le app mobile rivolto ai marketer. Lo strumento consente di effettuare e condividere test sugli annunci mobile in maniera visuale, più semplice e immediata. Leggi di più su MarTech Today.

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