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Rockin’1000, la campagna unisce OOH e mobile grazie al programmatic

Numeri importanti per la campagna DOOH sviluppata da Grandi Stazioni Retail e Adform per la rock band Rockin’1000, in occasione di Rockin’1000 That’s Live. Il quarto evento italiano della band ha visto esibirsi all’unisono 1.500 musicisti sabato 21 luglio presso lo Stadio Artemio Franchi di Firenze, con la partecipazione straordinaria di Courtney Love e il Maestro Peppe Vessicchio.

La campagna realizzata da Grandi Stazioni Retail per Rockin’1000, on air per due settimane dal 26 giugno 2018 al 9 luglio, ha visto il coinvolgimento di Adform in qualità di partner tecnologico per la realizzazione di un’iniziativa di proximity marketing volta a promuovere l’evento. L’operazione ha voluto coniugare il DOOH con il mobile e la prossimità al cliente facendo leva su 355 impianti GoTv, 8 Maxi Led e 108 Digimupi, nonché sulla piattaforma lato acquisto di Adform.

L’attività di coinvolgimento e ingaggio del target è avvenuta sia sui canali social di Rockin’1000 che nei luoghi fisici: i viaggiatori in passaggio dalle stazioni di Milano Centrale, Torino Porta Nuova, Bologna Centrale, Roma Termini e Firenze Santa Maria Novella, hanno potuto approfittare di una promozione esclusiva a loro dedicata sull’acquisto dei biglietti per Rockin’1000, attraverso mobile e QR code. Navigando su internet con il proprio smartphone all’interno delle stazioni e cliccando sul banner di Rockin’1000 comparso sullo schermo, gli utenti hanno potuto accedere alla pagina con gli sconti sul sito di prevendite online ufficiali www.mailticket.it.

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L’intera operazione è stata eseguita utilizzando la piattaforma di Adform che ha integrato la sua DSP nei sistemi di inventory di Grandi Stazioni Retail, consentendo a Rockin’1000 di selezionare le posizioni Out of Home su cui desideravano investire sulla base di ciascuna impression. La soluzione hyperlocal targeting offerta da Adform permette di targetizzare il punto fisico sia attraverso l’indirizzo, sia attraverso latitudine e longitudine: grazie alla tecnologia basata su GPS, infatti, alla location fisica viene applicato un raggio intorno al quale è possibile intercettare i device in tempo reale, consentendo in questo modo di raggiungere un target mirato e geolocalizzato.

La sinergia tra la soluzione di DOOH e le campagne di proximity marketing, gestite tramite la piattaforma di Adform, ha portato ad un risultato di 1.500.000 impression prevalentemente su mobile e in-app erogate ad oltre 8,5 milioni di contatti esposti alla campagna DOOH.

«La tecnologia è di fondamentale importanza quando si tratta di raggiungere e analizzare le campagne digital, siamo stati i primi ad affacciarci in questo settore già nel 2016, e grazie alle capacità della nostra piattaforma e delle nostre soluzioni abbiamo stretto collaborazioni importanti contribuendo in prima linea allo sviluppo del mercato del DOOH in Italia – afferma Valeria Mazzon, Country Manager Adform Italia -. Siamo lieti di essere stati scelti ancora una volta come partner tecnologico da Grandi Stazioni Retail, realtà leader sul territorio italiano, confermando Adform come piattaforma di fiducia per l’implementazione di campagne di successo».

Iniezione di capitali per MediaMath: arrivano 225 milioni di dollari

Nuovi investimenti per MediaMath. La società di ad tech ha ottenuto dalla società Searchlight Capital Partners un’iniezione di capitali di 225 milioni di dollari. Il fondo, che sarà fornito in due differenti tornate, “porta il capitale totale investito di MediaMath a oltre 500 milioni di dollari, e fornisce le risorse necessarie per aiutare a guidare la sua prossima fase di crescita”, spiega la società in una nota.

I fondi verranno utilizzati soprattutto per rafforzare l’offerta di MediaMath, accelerando lo sviluppo delle sue DSP e DMP “attraverso iniziative di crescita sia organiche che inorganiche”, ma potranno servire anche per finanziare delle acquisizioni e per sovvenzionare la messa a punto di soluzioni in determinate aree strategiche come l’identity (l’individuazione di profili unici a partire dai dati provenienti da varie fonti) e l’intelligenza artificiale, ma anche la tv connessa e il digital out of home.

La società, infatti, è attualmente impegnata nell’espansione del suo “identity stack“, un’infrastruttura capace di connettere i vari punti di contatto delle aziende con i consumatori per garantire l’individuazione di profili unici (anche attraverso attività su mezzi in grande crescita come le tv connesse e il DOOH) e nell’ampliamento dell’adozione dell’intelligenza artificiale per garantire maggiori performance di business ai clienti nel rispetto della privacy dei loro utenti.

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, inoltre, alcuni dei fondi verranno utilizzati per acquisire le quote di uno degli investitori di MediaMath, Safeguard Scientifics, che a gennaio aveva dichiarato di voler terminare gli investimenti in nuove compagnie a causa di una strategia di taglio dei costi.

L’iniezione di capitali per MediaMath arriva in un periodo particolarmente “caldo” di consolidamento per il mercato ad tech, che nell’ultimo mese ha visto sia l’acquisizione di AppNexus da parte del gigante telco AT&T, sia quella della divisione Marketing Solutions di Acxiom da parte di IPG, sia l’acquisto della maggioranza di Integral Ad Science (IAS) da parte di Vista Equity Partners.

Out of Home data-driven, tre regole da rispettare per il targeting

Oggi nella nostra rassegna parliamo di Out of Home, Google e dei nuovi tool di Facebook e Twitter per la trasparenza.

OOH, tre regole da rispettare per l’uso dei dati

L’Out of Home sta per abbracciare definitivamente le tecnologie data-driven. Per questo è giunto il momento, per chi opera in questo settore, di imparare le giuste regole da tenere in considerazione per evitare di compiere certi errori del mondo digitale, soprattutto nel campo della privacy. Ci sono in particolare tre principi che il mercato dell’OOH deve aver presente: usare i dati quanto basta per rendere efficace un’azione, essere pienamente trasparenti con l’utilizzo dei dati, e non targettizzare singoli individui con la pubblicità. Leggi di più su MediaPost.

Google riorganizza il suo programma di marketing partner: nasce Marketing Platform Partners

In seguito all’annuncio della riorganizzazione dei suoi prodotti pubblicitari, Google ha comunicato di aver ristrutturato anche il proprio programma di marketing partner. Il nuovo Marketing Platform Partners di Google combinerà insieme i Google Analytics Certified Partners e i DoubleClick Certified Marketing Partners, includendo risorse provenienti dai vari prodotti pubblicitari della piattaforma. I partner appartenenti al programma potranno essere di tre tipi: Certified Individuals, Certified Companies e Sales Partners. Leggi di più su MarTech Today.

Facebook e Twitter puntano sulla trasparenza con nuovi strumenti

Sia Facebook che Twitter hanno annunciato il lancio di una serie di nuovi strumenti per la trasparenza, con l’obiettivo di dare una spinta alla fiducia nei confronti dei social network e limitare l’azione di attori fraudolenti. In entrambi i casi, si tratta di tool che consentono di visualizzare l’elenco di tutte le campagne pianificate da un’azienda su Twitter e, nel caso di Facebook, sul social, su Instagram e su Messenger, insieme a una serie di informazioni sugli annunci. Leggi di più sul New York Times.

Erik Rosa (Xaxis) e Alberto Cremaschi (Kinetic): «Il DOOH evolve incontrando l’automazione»

Quello del DOOH è un mercato in crescita, con oltre 42 milioni di euro di investimenti nel 2017 (erano 30 milioni nel 2013), e oggi per questo mezzo nuove frontiere si stanno aprendo grazie alla tecnologia e all’affermarsi di logiche di acquisto automatizzate degli spazi. Ma come si concretizza l’incontro tra il mondo dell’affissione e quello del programmatic? Lo abbiamo chiesto ad Alberto Cremaschi, Managing Director Kinetic Italia, ed Erik Rosa, Managing Director Xaxis Italia.

Come sta evolvendo il mondo del Digital Out of Home?

Cremaschi: «Negli ultimi anni il mercato del Digital Out of Home è cresciuto considerevolmente su due fronti paralleli: l’offerta di impianti digitali e il valore del relativo mercato. Gli schermi sono presenti non più solo in ambienti chiusi come metropolitane, aeroporti, stazioni, centri commerciali ma anche nel contesto urbano, per le strade cittadine. Questo è particolarmente evidente in una città come Milano, ma la trasformazione sta prendendo piede su tutto il territorio nazionale. Dal 2013 al 2017 stimiamo un incremento complessivo di impianti digitali pari al 30% e il trend è destinato a crescere anche se ad un passo inferiore. Parallelamente, si è intensificato l’interesse dei clienti che, nello stesso periodo, ha determinato un incremento del 40% degli investimenti sul Digital Out of Home, quindi un andamento più che proporzionale rispetto all’offerta. Questa evoluzione combinata alla dotazione di infrastrutture tecnologiche da parte delle concessionarie ha permesso la nascita e l’affermarsi dell’acquisto automatizzato degli spazi in logica “programmatica”».

A che punto è, in generale, l’integrazione tra Digital Out of Home e Programmatic? C’è qualcosa che ancora manca?

Rosa: «In questo momento il processo è ancora in itinere. Più che di “Programmatic” parliamo di automazione dell’acquisto e vendita degli spazi di Digital Out of Home proprio perché oggi non è ancora possibile sfruttare al meglio tutte le potenzialità del programmatic attive nel mondo digitale (trigger, dati etc..). Rispetto al passato, tuttavia, è un grande passo avanti in termini di mercato e di vantaggi reali per le pianificazioni dei clienti, rese più flessibili, dinamiche e misurabili.

Crediamo molto in questo progetto, ma tutto l’ecosistema dovrà fare ulteriori passi avanti per sfruttare al massimo l’efficienza del digitale, in questo momento c’è ancora molta frammentazione. Il mercato necessita di regolamentazioni e standard, come per il tracking e la misurazione delle cosiddette Opportunity To See. Attualmente, ad esempio, ci sono diverse tecnologie per il conteggio e la stima delle persone attorno agli schermi, dalle telecamere agli impianti wi-fi. La novità tecnologica legata al mezzo DOOH dovrà, come avvenuto in passato con l’adozione del programmatic, nel mondo internet più classico, standardizzarsi sempre più e offrire delle metriche univoche per clienti ed editori».

Qual è il valore aggiunto che il Programmatic può offrire al DOOH e nello specifico come si è arricchita l’offerta di Kinetic e Xaxis?

Cremaschi: «L’Out of Home è il mezzo offline per eccellenza, il più antico. La digitalizzazione in corso ha portato non solo una qualità superiore dei messaggi dei nostri clienti ma, soprattutto, delle possibilità di pianificazione impossibili senza un supporto tecnologico avanzato. Utilizzando queste potenzialità, e mettendo a fattor comune le conoscenze approfondite di Kinetic e Xaxis su mezzi che parlano linguaggi totalmente diversi (OOH e Digital) abbiamo creato RealDOOH, un prodotto che consente ai nostri clienti di acquistare spazi DOOH tramite Demand-Side Platform. In questo modo possiamo superare alcune caratteristiche dell’affissione considerate limitanti: non si è più obbligati a comprare un periodo predeterminato di 7 o 14 giorni, ma si può andare on air anche solo per un giorno o in una specifica fascia oraria intercettando il target “on the go” presente in determinati luoghi (oggi stazioni, aeroporti, metropolitane, mall e centri cittadini). L’automazione porta con sé l’ulteriore valore di poter gestire più soggettivi creativi all’interno della stessa campagna dando, così, ai clienti l’opportunità di creare una sequenza nei messaggi e realizzare uno storytelling dinamico e coinvolgente.

Sempre insieme a Xaxis siamo attivi anche con un altro prodotto, PlaceMob: un’offerta integrata e complementare, Out of Home e Mobile, basata sul proximity targeting, per massimizzare l’efficacia della comunicazione con una logica di targetizzazione iperlocalizzata e mirata».

Come prevedete evolverà l’interazione tra questi due mondi – DOOH e Programmatic?

Rosa: «Come anticipato, l’evoluzione dovrà coinvolgere una maggiore standardizzazione del mercato, con uno sviluppo della tecnologia a supporto, come ad esempio la possibilità di agganciare feed/trigger o la pianificazione rispetto alle condizioni meteo direttamente nel flusso tra DSP/SSP. Prevediamo sicuramente anche un allargamento del numero di publisher disponibili per permettere ai clienti di raggiungere più luoghi e persone, in particolare stiamo lavorando sull’integrazione dei cosiddetti “grandi impianti”, i grandi schermi impattanti presenti nei centri cittadini dei principali capoluoghi italiani. È necessario anche un grande lavoro di education per consentire a tutti gli interlocutori della filiera di conoscere le dinamiche digital e viceversa».

Programmatic OOH: JCDecaux lancia la sua piattaforma, presto anche in Italia

Dopo Clear Channel lo scorso anno, un altro colosso dell’outdoor fa il suo ingresso nel mercato programmatico. Si tratta della multinazionale francese JCDecaux, che ha appena annunciato il lancio di VIOOH, la sua nuova piattaforma globale e indipendente per la vendita automatizzata di spazi Out-of-Home. VIOOH (che si pronuncia come “view”) è di proprietà per il 93.5% di JCDecaux e per il restante 6.5% di Veltys, società attiva sul fronte dati.

La piattaforma, sviluppata in due anni, offre una gamma di soluzioni full stack per la compravendita automatizzata di spazi outdoor: dalla gestione dei dati, all’ad serving a funzioni di ad exchange. E’ capace di incorporare diverse fonti di dati e si affida ad algoritmi di machine learning per migliorare il targeting e l’efficacia delle campagne transate, nel rispetto delle nuove norme europee per la protezione della privacy. «Fornirà ad aziende e agenzie una promessa di maggior valore per l’Out-of-Home, consentendo la possibilità di pianificare e acquistare audience sul mezzo, inclusa la capacità di pianificare su schermi digitali OOH insieme a schermi mobile», commenta Jean-Charles Decaux, chairman del board esecutivo e co-chief executive di JCDecaux.

VIOOH, per il momento, è stata lanciata in UK – avrà sede a Londra, dove godrà di un team di 65 tra sviluppatori, programmatori, commerciali e staff di supporto – e in USA ma, secondo quanto ha rivelato JCDecaux in una nota, sarà presto estesa in vari altri Paesi, tra cui l’Italia. La società conta infatti di portarla a breve anche in Italia, Belgio, Spagna, Hong Kong, Australia, Danimarca, Finlandia, Germania, Singapore, Dubai e Norvegia e in altri mercati.

“L’obiettivo di VIOOH – spiega la società – è quello di far crescere la spesa pubblicitaria Out-of-Home nel mondo offrendo una piattaforma integrata capace di fornire automazione e strumenti per il trading programmatico a venditori e compratori. Se il Digital Out-of-Home (DOOH) si stima sarà il secondo mezzo a più rapida crescita tra il 2017 e il 2020, allo stesso tempo la piattaforma rafforzerà la capacità di JCDecaux di incontrare le aspettative dei suoi clienti, aziende e agenzie, ed ampliare l’ecosistema del gruppo”.

A guidare VIOOH, in qualità di CEO, sarà Jean-Christophe Conti, manager dalla lunga carriera in ambito ad tech: Vice President Global Partnerships di Yahoo dal 2010 al 2014 e poi Vice President EMEA di AppNexus dal 2014 al 2017, nel nuovo incarico Conti sarà responsabile dello sviluppo globale della piattaforma.

Il Programmatic Display cresce in USA: 46,55 miliardi la spesa nel 2018

Mentre Alibaba punta sull’intelligenza artificiale, due studi gettano luce sul mercato programmatico in USA e su quello del DOOH nel mondo.

Il Programmatic Display cresce in USA: 46,55 miliardi la spesa nel 2018

Cresce il mercato programmatico negli USA. Le nuove stime di eMarketer proiettano a 46,55 miliardi di dollari la spesa in pubblicità automatizzata display nel 2018 nel Paese. La maggior parte di questa cifra (il 58%) va al Programmatic Direct, mentre il rimanente è distribuito tra Private Marketplace (22,7%) e Open RTB (19,3%). Dallo studio è emerso anche l’82.5% degli acquisti display oggi sono effettuati tramite macchine. Leggi di più su eMarketer.

Alibaba punta sull’intelligenza artificiale

Il gigante dell’ecommerce Alibaba ha investito 600 milioni di dollari in SenseTime, startup cinese di punta nel mondo dell’intelligenza artificiale. La società è specializzata in riconoscimento facciale e di immagini, guida autonoma, diagnostica per immagini e ottimizzazione di dispositivi di deep learning. Il nuovo capitale verrà utilizzato per aprire nuovi business. Leggi di più su Variety.

Il DOOH nel mondo arriverà a toccare gli 8,3 miliardi di dollari entro il 2023

Il Digital Out-Of-Home arriverà a toccare gli 8,3 miliardi di dollari entro il 2023 a livello globale, secondo un’analisi di Allied Market Research. Secondo la società il mercato, che nel 2016 valeva solo 3,6 miliardi di dollari, crescerà alla velocità di un +12,6% medio annuo nei prossimi cinque anni. Leggi di più su The Drum.

Julien Gardès, Adform: «Il DOOH tra le nostre priorità nel 2018, anche in Italia»

Se c’è un mezzo che più di ogni altro, oggi, sta catalizzando l’attenzione del mercato, anche in chiave digitale e programmatica, quel mezzo è l’Out-of-Home.

Un mezzo che conta già numeri importanti: uno studio di Research & Markets stima che il Digital OOH raggiungerà i 26,2 miliardi di dollari entro il 2023 a livello globale, e una ricerca di PQ Media rileva che l’esposizione dei messaggi pubblicitari questa modalità nel corso del 2018 si attesterà su una media di 21 minuti. E il fatto che IAB abbia costituito un gruppo di lavoro totalmente dedicato all’affissione digitale e abbia recentemente pubblicato un glossario dedicato ai suoi termini che lo contraddistinguono, non fa che confermare l’importanza che tale canale sta assumento anche a livello di industry.

E grazie alla possibilità di integrazione di dati e informazioni (location data da mobile, rilevamento facciale, condizioni meteo, eventi sportivi e molto altro ancora), il DOOH è da qualche tempo un mezzo su cui la pubblicità viene acquistata anche in modalità programmatica.

L’impegno di Adform nel DOOH

Tra le società che per prime hanno introdotto nel mercato le prime campagne in Programmatic Out Of Home c’è Adform, che con Grandi Stazioni Retail ha realizzato una campagna che ha coinvolto alcune delle maggiori stazioni ferroviarie italiane (e che oggi si sta estendendo anche su altre stazioni dell’alta velocità).

Nel corso dello scorso anno, l’impegno di Adform verso il DOOH si è intensificato sia a livello internazionale, attraverso un accordo con la media company tedesca Ströer, sia a livello locale. In Italia Adform ha avviato partnership con alcuni dei principali operatori per fornire le proprie soluzioni per la gestione di campagne DOOH. Tra queste, Moving Up, con cui Adform collabora per le pianificazioni sui circuiti Clear Channel e Telesia, per cui Moving Up è digital company ufficiale. Grazie alle attività avviate da Moving Up nell’ultimo anno è possibile oggi misurare tramite un approccio hardware e software la quantità di persone potenzialmente esposte per tutta la durata di uno spot (OTS) e di tracciarne e misurarne i volumi in real time direttamente all’interno della piattaforma full stack di Adform.

Anche Xaxis, l’outcome media company di GroupM, e Kinetic, agenzia specializzata nella pianificazione OOH, hanno iniziato già da fine 2017 a sfruttare la DSP di Adform per offrire ai propri clienti la possibilità di pianificare gli schermi digitali del mondo out-of-home in programmatic. Aeroporti, metropolitane, stazioni e centri commerciali sono alcuni dei luoghi raggiungibili che beneficiano di tutti i vantaggi della gestione in programmatic, come la possibilità di pianificare per singolo giorno o fascia oraria e utilizzare più soggetti creativi, novità assolute per il mondo OOH.

«Essere stati i first mover in questo settore che nel 2016 si affacciava timidamente sul mercato, ci ha premiato permettendoci di diventare i partner di riferimento di agenzie, brand e media company – dichiara Julien Gardès, VP Southern Europe Adform -. La tecnologia è alla base dei successi delle campagne di DOOH: la nostra piattaforma, insieme al servizio di accounting d’alto profilo che da sempre ci contraddistingue, hanno dimostrato di poter far fronte alle nuove sfide del digitale».

DOOH una priorità per Adform anche nel 2018

E questo mezzo rimarrà prioritario per la società ad tech anche quest’anno, come conferma Gardès a Programmatic Italia: «Il DOOH resta una nostra priorità, a livello globale e locale, e ci auguriamo di continuare a poter collaborare con operatori come Grandi Stazioni e Stroer, così come con partner locali come Moving Up e Xasis. Pertanto continueremo a porre grande attenzione sull’evoluzione delle tecnologie che stanno alla base del digital signage».

Il nostro Paese si conferma strategico per Adform, con performance dinamiche grazie alle quali la società ha potuto concludere positivamente l’esercizio 2017: «Abbiamo chiuso un 2017 al di sopra dei target prefissi, segno di un forte dinamismo di Adform Italia e del mercato italiano – ci ha detto il manager -. L’Italia resta uno dei mercati chiave del successo di Adform e puntiamo a continuare lo stesso trend nel 2018 valorizzando la nostra offerta full stack e creando soluzioni per sostenere i nostri interlocutori – advertiser e publisher – ad affrontare le nuove sfide del mercato, come ad esempio Google Chrome Adblock».

Telecamere sui totem pubblicitari: bisognerà informare il pubblico

In un mercato pubblicitario sempre più dominato dai dati, cresce l’attenzione nei confronti della protezione della privacy degli utenti, anche a livello istituzionale. E non solo sui mezzi digitali.

E di questi giorni la notizia che il Garante della Privacy ha stabilito che le colonnine pubblicitarie presenti nelle stazioni ferroviarie italiane dotate di telecamere che analizzano le reazioni del pubblico alla pubblicità (oltre 500 sul territorio) dovranno informare gli utenti della presenza di tali telecamere.

La decisione del Garante è stata presa in seguito a segnalazioni della stampa sui possibili rischi per la privacy del pubblico posti da questi dispositivi lo scorso anno. Segnalazioni a cui le aziende responsabili dei totem hanno risposto spiegando che la tecnologia utilizzata analizza solamente alcuni comportamenti, come le espressioni facciali, in maniera localizzata al singolo totem, inviando le informazioni in forma totalmente anonima a un server centrale, e che le stesse società non trasmettono in alcun modo all’esterno informazioni che possano ricondurre alle specifiche persone osservate.

Secondo il Garante, tuttavia, tale sistema effettua comunque, in qualche modo, un trattamento di dati personali, e pertanto è necessario che ne dia informazione agli utenti coinvolti. Per questo motivo, ha richiesto che su ciascun totem sia collocato un cartello che avvisi della presenza della telecamera, su cui verranno riportati i principali dettagli del trattamento dei dati effettuato, e i riferimenti per accedere all’informativa completa sul sito internet della società, raggiungibile tramite apposito QR Code.

Le società responsabili dei totem dovranno anche effettuare una manutenzione almeno semestrale della telecamera e delle sua memoria interna, per individuare eventuali tentativi di manomissione o accesso illecito.

IAB Forum, Moving Up e Clear Channel insieme in un workshop dedicato al Digital OOH

Moving Up sarà ospite di Clear Channel al workshop dedicato al digital out-of-home, che si terrà presso lo IAB Forum.

La società specializzata in processi di digitalizzazione per editori e professionisti prenderà anche parte al tavolo di lavoro che coordina insieme alla filiale italiana dell’Interactive Advertising Bureau con l’obiettivo di definire gli standard tecnici e di posizionamento per il DOOH, che si stima raccoglierà nel 2021 il 43% degli investimenti pubblicitari del mercato, con un tasso di crescita pari all’11,7% (CAGR 2017-2021 – Fonte PWC). Insieme a Moving Up, partecipano al tavolo alcuni tra i player di riferimento per questo mercato – a iniziare da Clear Channel e IGPDecaux fino a Grandi Stazioni, Telesia e alle principali centrali media.

A Moving Up ha recentemente progettato un sistema di pianificazione digitale avanzato per il DOOH in OTS (opportunity to see). Il modello permette di misurare in tempo reale la quantità di persone potenzialmente esposte ad uno spot erogato su impianti di affissione digitale. La misurazione della quantità di persone potenzialmente esposte avviene in tempo reale e il tutto può essere pianificato e determinato sulle principali DSP di mercato.

L’innovazione tecnologica e di visione, si legge nella nota, sono alla base della scelta di Clear Channel di rivolgersi a Moving Up per implementare tra gli altri anche questo modello. “Grazie ad un know-how che definirei pressoché unico, Moving Up è per noi sia un partner tecnologico strategico, sia un partner in grado di supportarci in maniera significativa commercialmente attraverso l’attivazione di nuovi canali data-driven e/o di interlocutori nativi digitali”, ha commentato Paolo Dosi, Amministratore Delegato di Clear Channel Italia.

Per l’occasione, Marco Valenti, Ceo e Fondatore di Moving Up, ha anticipato un’importante novità che verrà svelata nelle prossime settimane: «Siamo lieti di annunciare che abbiamo appena lanciato un sistema di pianificazione chiamato Drive To Store. Con questa modalità di pianificazione, siamo in grado di fornire al cliente che ha investito in una campagna DOOH il numero di persone che fisicamente si sono recate presso i suoi punti vendita dopo essere stati esposti alla campagna».

L’appuntamento con Moving Up e Clear Channel a IAB Forum è domani, mercoledì 29 novembre 2017, alle 17:15 al workshop “DOOH: La digital transformation è realtà” nella Glass Room. L’incontro è realizzato da Clear Channel in collaborazione con IAB Italia, Class, IGPDecaux, Grandi Stazioni e Moving Up.

DOOH, la GoTV di Telesia debutta nel Programmatic con una nuova soluzione

Una nuova soluzione data-driven arricchisce l’offerta DOOH di Telesia.

La media company digitale controllata da Class Editori approfitterà dell’occasione del prossimo IAB Forum per presentare WeCounter, una soluzione di people counting, specificatamente progettata per il mondo del DOOH e interamente sviluppata dalla divisione tecnologica della società, che rileva e trasmette in real-time il numero delle persone potenzialmente esposte allo spot al momento della sua diffusione e che consente di valorizzare ed acquistare anche i soli individui esposti al 100% della sua durata.

In questi ultimi mesi sono stati completati positivamente tutti i test della nuova piattaforma digitale di Telesia previsti per l’erogazione delle campagne con tecnologia VAST – un protocollo universale per l’erogazione di in-stream video che permette all’ad-server del cliente e/o del proprio centro media di usare un unico materiale per l’erogazione su più piattaforme video, dal web, al mobile e fino agli schermi della GoTV di Telesia degli aeroporti e delle metropolitane.

Per Telesia si tratta di un vero e proprio debutto della GoTV sul mercato programmatico, come dichiara la stessa società, contattata da Programmatic Italia: «Nel corso dei precedenti mesi e grazie al continuo confronto con le principali agenzie media operative sul Programmatic abbiamo perfezionato la nostra proposta seguendo le istanze che ci sono state avanzate dal mercato target. Quanto andremo a presentare allo IAB Forum costituisce un vero debutto della GoTV Telesia sul digital advertising in modalità data-driven».

In particolare, nei mesi scorsi la società si è concentrata a sviluppare quanto necessario per divenire conforme alle DSP. Oggi WeCounter è potenzialmente compatibile con qualsiasi piattaforma di terze parti per l’acquisto in modalità programmatic, a cominciare con quella full-stack di Adform, con la quale è già operativa. «Siamo disponibili ad approfondire con eventuali altre DSP che avessero intenzione di entrare nel mercato italiano del DOOH», aggiunge la società.

Ecco come funziona il nuovo strumento. WeCounter rileva la presenza minima di audience in prossimità degli schermi in cui è installato, contando le persone presenti durante la diffusione dello spot, rilevandone il tempo di esposizione e trasmettendo alla DSP il feedback dati in tempo reale e per ogni spot. In questo modo, la soluzione garantisce una misurazione ancora più puntuale e in tempo reale delle cosiddette Opportunity To See (OTS), ovvero della potenziale esposizione al messaggio da parte della stessa audience in movimento.

Il segmento della GoTV contatta circa 10 milioni di persone in movimento ogni giorno – spiega Telesia in una nota -. Si tratta di un target evoluto e attivo, di responsabili e di influenzatori di acquisto, alto spendente ed anticipatore di stili e tendenze, che in genere sfuggono alle pianificazioni televisive tradizionali e/o satellitari perché in movimento e fuori casa per gran parte della giornata lavorativa e del proprio tempo libero”.

Grazie anche a quest’ultima novità, l’inserzionista, pianificando la propria campagna su Telesia in modalità digitale, può raggiungere con il proprio spot quattro obiettivi in ottica di performance: un’emissione digitale certificata del proprio spot; una numerica dell’audience presente durante la trasmissione del proprio messaggio pubblicitario; la valorizzazione anche delle sole OTS fruite al 100% (end to end), beneficiando gratuitamente di tutte le altre visualizzazioni parziali, così come delle visualizzazioni, intere o parziali, riconducibili al pubblico presente ma non rilevato per via del wifi off del proprio smartphone; infine, un’unica gestione da remoto e dell’acquisto delle OTS sul circuito Telesia, all’interno di un normale media planning digitale.

L’approdo del Programmatic sull’offerta GoTV aggiunge un tassello in più alla collaborazione tra Class Pubblicità e Moving Up per la raccolta pubblicitaria in Programmatic sulle proprietà digitali del gruppo Classeditori. «L’accordo in essere tra Class Pubblicità, che è la nostra concessionaria in esclusiva, e Moving Up per il Programmatic sul web è stato esteso anche alla GoTV Telesia», precisa la società.

Telesia e Class Pubblicità parleranno di DOOH in occasione di un workshop allo IAB Forum il 29 novembre.

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