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La “reach” è ancora una metrica chiave per la misurazione della pubblicità?

Ne parliamo nella nostra rassegna, insieme al tema della qualità dei dati e al possibile arrivo degli spot su Amazon Prime Video

di Alessandra La Rosa
03 luglio 2018
misurazioni

Oggi nella nostra rassegna parliamo di misurazioni, pubblicità video su Amazon e qualità dei dati.

La “reach” è ancora una metrica chiave per la misurazione della pubblicità?

Non molto tempo fa, quello della “reach” era un termine chiave per la misurazione delle performance pubblicitarie. Le aziende potevano comprare spot all’interno degli spazi di un popolare programma tv, sicuri che la loro campagna sarebbe stata vista da milioni di persone. Ma nell’era della frammentazione dei media, con il sempre maggiore utilizzo del mobile e la moltiplicazione dei canali su cui fruire i contenuti, la “reach” ha sempre un significato così importante? Secondo alcuni, no. Come Neil Shah, global senior brand manager di Smirnoff nel gruppo Diageo, che l’ha descritta come una “metrica effimera”, spiegando come non fornisca informazioni sull’interazione o meno dei consumatori con la pubblicità che viene loro servita. Leggi di più su The Drum.

Amazon, a breve la pubblicità video su Prime?

Che prima o poi Amazon avesse unito due business strategici della sua offerta, quello video e quello pubblicitario, portando l’adv su Amazon Video, era cosa immaginabile. Ma a quanto pare, questa unione potrebbe avvenire prima di quanto ci si aspettasse. Un annnuncio di lavoro di Amazon in UK indica che l’azienda sarebbe alla ricerca di qualcuno cui affidare la supervisione delle proprie attività “Free-to-air TV and advertising” in Europa. I Free-to-air TV sono i canali televisivi cui si ha accesso attraverso sintonizzatore digitale, cable o satellite senza dover pagare per riceverli: che Amazon abbia intenzione di portarli presto su Prime, insieme agli spot? Leggi di più su TechCrunch

Per i marketer la gestione della qualità dei dati è ancora una sfida

I dati sono sempre più importanti per il marketing delle aziende, ma la loro qualità continua ad essere un problema. Secondo uno studio di Tune e Forrester Consulting effettuato su 300 mobile marketer americani, circa un terzo di essi trova sfidante la gestione della “data quality”. E parte del problema è la crescita degli investimenti adv su smartphone e tablet: con essi è in aumento infatti anche il numero di società fraudolente che da tali investimenti vogliono guadagnare. Leggi di più su eMarketer.

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