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LiveRamp si rafforza sul fronte delle misurazioni tv con un’acquisizione

LiveRamp, ex Acxiom Corporation ribrandizzata dopo la vendita di Acxiom Marketing Solutions a Interpublic Group e oggi una società specializzata in identity, si rafforza in ambito televisivo con l’acquisizione della startup di misurazioni Data Plus Math.

Grazie all’operazione, l’identity graph di LiveRamp verrà collegato agli strumenti di misurazione cross-screen di Data Plus Math e ai suoi partner lato vendita. Tra questi, ad esempio, c’è l’emittente televisiva americana A&E Networks, che potrà erogare una campagna utilizzando le metriche di Data Plus Math e presentarle ai suoi inserzionisti. Questi potranno poi siglare un accordo con Data Plus Math per portare i loro dati di prima e terza parte sulla piattaforma, il che darebbe loro una visione più completa delle performance televisive delle loro campagne al di fuori di A&E. La soluzione Identity Link di LiveRamp – che mette insieme dati di brand, pubblico televisivo e fornitori terzi – aiuterà poi ad avere insight più specifici su singoli utenti.

Una volta che i due team verranno uniti, il futuro step sarà quello di chiamare a bordo più partner lato acquisto.

Le due società hanno lavorato insieme per 2 anni, con LiveRamp che ha immesso sulla piattaforma dati di prima e terza parte per conto dei propri clienti. L’acquisizione elimina alcune complicazioni operative, come la necessità di contratti separati.

L’acquisto di Data Plus Math contribuisce ad arricchire l’offerta di LiveRamp nell’ambito della pubblicità televisiva, un settore in grande crescita. E con questa proposizione più ampia, la società punta ad estendere ulteriormente la propria portata a livello internazionale.

Samsung Ads con Moat per misurare la qualità delle inventory su OTT e TV connesse

Samsung Ads, la divisione di Advanced TV di Samsung, ha stretto un accordo con Moat per la misurazione della qualità delle inventory OTT dei suoi Smart TV.

L’accordo prevede l’integrazione, nei data set degli smart TV Samsung (un bacino di 35 milioni di dispositivi, secondo quanto dichiarato dalla stessa Samsung Ads, che lo ha definito “il data set di automated content recognition più ampio sul mercato”), delle misurazioni dei livelli di viewability e di traffico non valido degli spazi pubblicitari. Quello dell’ad fraud, in particolare, è un fenomeno che in ambiente OTT non ha ancora raggiunto grandi numeri, ma la cui diffusione è in rapida crescita.

Per Moat si tratta della prima integrazione in ambito OTT e TV connesse. La domanda di misurazioni per questo tipo di ambienti, tuttavia, sta iniziando a farsi sentire, come sottolinea Michelle Hulst, GVP of marketing and strategic partnerships di Oracle Data Cloud (cui Moat fa capo): «Gli inserzionisti stanno iniziando a cercare società terze neutrali che le possano aiutare a comprendere come utilizzare al meglio questi mezzi».

La global manager di Spotify: «Non sacrifichiamo la creatività a favore dei dati»

Oggi nella nostra rassegna parliamo di creatività data-driven, pubblicità per bambini e misurazioni multicanale.

La global manager di Spotify: «Non sacrifichiamo la creatività a favore dei dati»

Con la sempre maggiore popolarità del programmatic audio, il mercato non deve arrivare a sacrificare la creatività a favore dei dati. Ne è convinta Julie Clark, global head of automation sales di Spotify. «Ci siamo focalizzati troppo sull’analisi dei dati, e abbiamo dimenticato gli aspetti più legati al marketing e alla creatività. Penso ci siano enormi opportunità in essi», ha spiegato la manager in occasione di un evento a New York. Opportunità che hanno maggiore impatto laddove l’editore lavora all’unisono con il team creativo del partner pubblicitario, per sviluppare idee che riescano ad essere complementari con le decisioni data-driven. Leggi di più su The Drum.

Pubblicità per bambini, un mercato da 1,7 miliardi di dollari nel mondo

Entro il 2021 il mercato globale della pubblicità rivolta ai bambini toccherà il valore di 1,7 miliardi di dollari. Lo rivelano nuove stime di PwC, secondo le quali gran parte di questa cifra sarà spesa online, tra desktop e dispositivi mobili, dove gli inserzionisti sono alla ricerca di preziose inventory su piattaforme video on-demand come YouTube, motori di ricerca e social media. Leggi di più su AdWeek.

Duplicazione della reach tra le varie piattaforme: una questione prioritaria per le agenzie

Risolvere il problema della duplicazione della reach tra più piattaforme è oggi una delle principali priorità per le agenzie, secondo uno studio della American Association of Advertising Agencies (4A). Il report, che ha coinvolto oltre 600 membri dell’associazione con ruoli nei settori media, investimenti, ricerca e analytics, ha rivelato che per ben il 97% degli intervistati gli strumenti di misurazione dovrebbero fornire informazioni sulla total audience tra le varie piattaforme, e che per il 93% l’industria dovrebbe stabilire un metodo per determinare la reach non duplicata tra i vari canali. Leggi di più su MediaPost.

Su LinkedIn si potrà misurare la pubblicità video con Moat Analytics

LinkedIn ha annunciato la disponibilità, sulla sua piattaforma, delle misurazioni delle campagne video attraverso Moat Analytics.

La soluzione, di proprietà di Oracle Data Cloud, consentirà agli inserzionisti del social di “misurare coerentemente le metriche di viewability delle loro campagne pubblicitarie su molteplici piattaforme – spiega LinkedIn in un blog post -. Utilizzando l’integrazione con Moat Analytics, gli inserzionisti di LinedIn potranno validare l’accuratezza delle loro metriche e confrontare i risultati delle campagne video sulle varie piattaforme in un unico luogo e flusso di lavoro”.

L’integrazione offrirà la possibilità di misurare le metriche di viewability degli annunci ed anche di verificare la qualità del traffico.

Sempre a proposito di misurazioni, LinkedIn ha recentemente reso disponibili nuove metriche “di attenzione”, che tengono in conto segnali come la capacità degli annunci di essere sentiti (audibility). “Con una migliore comprensione delle metriche di visibilità e udibilità che le vostre campagne producono, sarete capaci di determinare in maniera più approfondita quali messaggi catturano meglio il vostro pubblico”, spiega il social.

L’integrazione di Moat Analytics e LinkedIn è già disponibile sui clienti di entrambe le società.

Foursquare si rafforza sul fronte attribuzione: acquisita da Snap la piattaforma Placed

Foursquare ha acquisito Placed, società specializzata sulle misurazioni “location-based”, da Snap.

Per Foursquare si tratta della prima acquisizione in assoluto, che sarà in parte finanziata da un’importante nuova iniezione di capitali che la società ha ottenuto da The Raine Group, del valore di 150 milioni di dollari (che saranno anche utilizzati per attività di ricerca e sviluppo). Il valore economico dell’acquisizione non è stato reso noto.

Snap, società cui fa capo Snapchat, aveva a sua volta comprato Placed meno di due anni fa per 135 milioni di dollari. Da allora, però, la società aveva continuato ad operare come entità separata, mantenendo i propri uffici e senza che il suo team venisse integrato nella capogruppo.

Adesso, la piattaforma contribuirà a rafforzare Foursquare nell’ambito delle misurazioni e dell’attribuzione, attraverso la sua integrazione con lo strumento di misurazione di Foursquare. Prenderà il nome di “Placed powered by Foursquare” e contribuirà a misurare l’esposizione degli utenti agli annunci pubblicitari e la responsabilità di questi annunci sulle visite in negozio.

Circa 80 dipendenti di Placed entreranno a far parte del team di Foursquare, compreso il fondatore e CEO della società David Shim.

LinkedIn si rafforza su identity e misurazioni con una nuova acquisizione

LinkedIn ha annunciato di avere avviato un accordo per l’acquisizione di Drawbridge, piattaforma specializzata nella digital identity che utilizza l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning per fornire soluzioni di marketing, customer experience e sicurezza.

L’acquisizione, di cui non si conosce il valore economico, dovrebbe chiudersi entro la fine di giugno.

“Crediamo che il team e la tecnologia di Drawbridge possano consentirci di dare una spinta alle capacità della nostra piattaforma Marketing Solutions, aiutando i nostri clienti a raggiungere e comprendere meglio il loro pubblico di professionisti ed a misurare in maniera più accurata il ROI delle loro campagne su mobile e desktop”, spiega LinkedIn in un blog post.

In particolare, l’apporto della società consentirà al social di migliorare il matching delle audience sul suo Audience Network e di affinare le proprie tecniche di attribuzione, aiutando così i suoi inserzionisti a targettizzare più efficacemente il pubblico e misurare i risultati delle campagne sui vari canali e dispositivi.

Il social sottolinea che questa novità non apporterà cambiamenti alla sua data policy: “Man mano che provvederemo a integrare la tecnologia di Drawbridge in LinkedIn, dopo la chiusura dell’accordo, continueremo a mantenere l’alto livello di controllo che membri e clienti hanno sui dati che scelgono di condividere con noi”.

Circa due mesi fa, LinkedIn aveva annunciato un rafforzamento della propria offerta di targeting pubblicitario con due nuove soluzioni, una basata sulle audience lookalike, l’altra sui dati di ricerca di Bing.

Salesforce lancia il Datorama Marketplace, uno store di app dedicate ai marketer

Salesforce arricchisce l’offerta di Datorama, piattaforma acquisita un anno fa per 800 milioni di dollari e ora parte di Salesforce Marketing Cloud, con il lancio di Datorama Marketplace. Si tratta di uno store, disponibile da giugno, che consente ai marketer di accedere ad applicazioni per la gestione e la misurazione della pubblicità.

All’interno del Marketplace sarà possibile trovare applicazioni delle soluzioni Salesforce ma anche sofware di partner, come Google Marketing Platform e Pinterest, costruite attraverso il portale degli sviluppatori di Datorama.

L’offerta dello store è per lo più composta da programmi per la gestione della pubblicità e per la sua misurazione. Attualmente sono accessibili ai clienti in beta 14 applicazioni, tra cui strumenti automatici che si connettono con le principali piattaforme search e social (YouTube, Google, Facebook, Instagram, Twitter, Pinterest, Snapchat, Bing e LinkedIn) e programmi legati alle soluzioni di email marketing e lead generation di Salesforce. Nell’offerta, anche app sviluppate da terzi, come un software di AppNexus che riconcilia i dati di DSP e ad server.

Attualmente, gli acquisti sul marketplace sono gratuiti, anche se non si esclude che in futuro possano diventare a pagamento.

Programmatic, in Europa editori e agenzie quest’anno puntano sugli accordi diretti

Oggi nella nostra rassegna parliamo di accordi diretti, tech tax e nuove metriche per la pubblicità su TV connesse.

Programmatic, crescono tra editori e agenzie gli accordi diretti in Europa

Quest’anno in Europa la tendenza, tra gli editori, è quella di vendere più tramite accordi diretti che attraverso piattaforme aperte di scambio. Sia il Guardian (che ancora attualmente fa riferimento al mercato aperto per l’80% della sua inventory display), che il publisher del Times e del Sun, News UK, contano di aumentare la quota della vendita diretta in programmatic nel 2019. Il New York Times, intanto, ha già smesso di vendere in Europa su piattaforme aperte. E il trend non è diffuso solo tra gli editori: anche alcune grandi holding pubblicitarie hanno intenzione di fare maggiore affidamento a rapporti diretti con i proprietari di media. Tra questi c’è GroupM, che punta a semplificare la supply chain pubblicitaria e aumentare il controllo sulle transazioni. Leggi di più su Warc.

Da IAB 20 domande per capire meglio la pubblicità digitale

In UK, IAB ha lanciato un’iniziativa volta a promuovere tra i brand una maggiore conoscenza delle dinamiche della pubblicità digitale. In particolare, il progetto si propone di offrire un aiuto alle aziende nei confronti della “tech tax”, che per le aziende diventa un problema quando queste non capiscono bene il ruolo dei loro fornitori all’interno della filiera. IAB ha stilato una lista di 20 domande che i brand possono porre ai loro partner digitali, e che coprono i temi di “prezzi”, “posizionamenti” e “utilizzo dei dati”. L’intenzione sarebbe quella di usare le domande per identificare i partner giusti per il loro business pubblicitario. Leggi di più su Campaign.

Il co-viewing, una nuova metrica per l’adv su TV connesse

L’acquisto di pubblicità su TV connesse sta diventando sempre più simile a quello sulla televisione tradizionale. A dimostrazione di ciò, chi acquista spazi su questo mezzo sta iniziando a considerare anche una nuova metrica per le sue campagne su Connected TV: quella della “visualizzazione condivisa” (co-viewing), ossia quando più di una persona vede un annuncio su un singolo schermo. L’adozione della misurazione delle impression “visualizzate in condivisione” costituisce un’opportunità per la pubblicità su TV connesse di essere avvicinata a quella su TV lineare, in cui il conteggio del co-viewing è una pratica ormai diffusa. Ma non è tutto rose e fiori: sebbene siano consapevoli della sua importanza, i brand sono anche molto prudenti sull’accuratezza di tali misurazioni. Leggi di più su Digiday.

S4M rinnova la certificazione del MRC per le misurazioni mobile

Misurazioni ancora più affidabili con S4M. La società specializzata nella fornitura di tecnologia per attività drive-to-store ha annunciato che le è stata rinnovata, per la terza volta, la certificazione presso il Media Rating Council (MRC). Attualmente, secondo quanto dichiara il player in una nota, “S4M è l’unica società mobile accreditata dal MRC per la valutazione dei post-click su dispositivi mobili”.

Questa certificazione garantisce ai marketer e alle agenzie media che utilizzano la piattaforma FUSIO by S4M che esse stanno investendo i loro soldi in attività che rispettano i severi standard voluti dal MRC in collaborazione sia con IAB (Interactive Advertising Bureau) sia con MMA (Mobile Marketing Association). La certificazione del MRC di S4M va oltre le tradizionali misurazioni delle prestazioni della campagna mobile, come impressioni e click, per convalidare la misurazione di install, aperture e atterraggi.

La certificazione è stata concessa per le misurazioni, basate sulla tecnologia proprietaria di S4M, per i formati di annunci HTML5.

«Il mercato della pubblicità online è stato spesso accusato di non essere sufficientemente trasparente, è quindi compito di S4M di affidarsi a dei partner affidabili in grado di attestare e garantire i risultati della campagna – spiega Christophe Collet, CEO di S4M -. Per un’azienda come S4M, certificata dal MRC dal 2016, ha significato mesi di audit e molte centinaia di ore di lavoro. Un notevole investimento di tempo e una procedura intricata, in modo particolare per il nostro Product team. Pertanto, siamo ancora una volta orgogliosi di poter dire di essere gli unici attori sul mercato mondiale in grado di fornire questo livello di garanzia ai brand e alle agenzie con le quali lavoriamo».

MRC_Schema_2019

Il Media Rating Council è un’associazione no profit creata negli Stati Uniti nel 1963, allo scopo di garantire che i servizi di misurazione siano efficienti ed affidabili. I rivenditori e i servizi che aspirano ad ottenere l’accreditamento presso il MRC devono informare i loro clienti di tutti gli aspetti metodologici del loro servizio, aderire agli standard minimi per la ricerca nel campo della valutazione dei media di MRC, applicare altre linee guida del settore e sottoporsi ad un audit organizzato dal MRC volto a verificare e autenticare le procedure.

Le aziende cercano nuove metriche di misurazione. Lo studio di Xaxis

Dalle nuove esigenze delle aziende in ambito misurazioni, emerse da una ricerca di Xaxis, a una nuova acquisizione sul fronte del Programmatic Radio, alle mosse di Amazon sulla pubblicità televisiva. Ne parliamo oggi nella nostra rassegna.

Le aziende cercano nuove metriche di misurazione. Lo studio di Xaxis

Se svariate aziende hanno spostato gran parte dei loro budget di comunicazione dai media tradizionali al digitale e al programmatico, molti accusano la mancanza di metriche di misurazione appropriate per provare i benefici di questa loro mossa. Lo rivela uno studio condotto da Xaxis in USA e Canada. «La maggior parte degli inserzionisti con cui abbiamo parlato effettuano misurazioni utilizzando ancora KPI come il cost per visit», dichiara Matt Sweeney, CEO of Xaxis North America, spiegando che, se tali metriche dicono alle aziende che i clienti effettuano l’acquisto, non danno invece riferimenti sul tipo di engagement creato dagli annunci, nè sul valore di tale interazione ai fini del raggiungimento degli obiettivi di business. Leggi di più su MediaPost.

iHeartMedia punta sul programmatic con una nuova acquisizione

Il gigante del broadcasting radio iHeartMedia ha annunciato di avere acquisito la piattaforma di programmatic radio Jelli. Un’operazione che consentirà agli inserzionisti di iHeartMedia di raggiungere importanti segmenti di pubblico, sfruttando la scalabilità delle property di iHeartMedia, sia radio che digitali. Le due società non sono complete sconosciute: dal 2015 Jelli ha contribuito al funzionamento di SoundPoint, il private marketplace di iHeartMedia, tramite cui sono commercializzate le inventory delle 850 stazioni radio della società. Adesso, iHeartMedia porterà la tecnologia di Jelli in-house. Leggi di più su The Drum.

Amazon spinge l’acceleratore sulla pubblicità televisiva

Amazon ha iniziato a richiedere ai network televisivi e agli editori digitali che trasmettono contenuti su Fire TV, il suo dispositivo per le TV connesse, di cedere a lei il 30% dei loro spazi pubblicitari per la vendita. Fino allo scorso mese, Amazon consentiva a tali publisher di vendere autonomamente i loro spazi e di percepirne l’intero ricavato, ma a partire da settembre la policy è cambiata. Adesso Amazon gestirà la vendita di quasi un terzo delle inventory dei suoi partner, tenendo per sé l’intero guadagno. Leggi di più su AdAge.