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S4M, Arianna Castoldi entra nel team come sales director

Continua la crescita di S4M, società adtech e martech specializzata in campagne mobile drive-to-store, che rafforza il team italiano con l’ingresso di Arianna Castoldi in qualità di sales director.

Castoldi proviene da Adot, dove ricopriva il ruolo di senior sales manager. In precedenza ha affinato le sue competenze nel marketing digitale in tg|adv, Gruppo Trilud, dove come sales manager ha avuto modo di lavorare su tutte le tipologie di campagne online (display, branding e performance, native e branded content) rapportandosi sia con i centri media che con i clienti diretti. E’ Laureata alla Università degli Studi di Milano-Bicocca.

L’arrivo di Arianna Castoldi, che fa seguito ad altri tre ingressi annunciati lo scorso settembre, si inserisce in un periodo di rapida evoluzione per l’azienda guidata in Italia dal country manager Andrea Pongan, che a maggio ha incassato un nuovo finanziamento da 12 milioni di euro e si prepara a annunciare a breve altre novità.

«Con l’ingresso di Arianna – spiega Pongan a Engage – si compie un altro passo nell’importante rafforzamento dell’organico che S4M sta compiendo in Italia, per far fronte alla crescita dell’azienda. Stiamo per aprire un ufficio a Roma, mentre la sede di Milano verrà ampliata e riorganizzata anche grazie a diverse nuove assunzioni che abbiamo in programma entro i prossimi sei mesi. Tante sono anche le novità di prodotto che introdurremo a breve per rafforzare ulteriormente la nostra offerta nel drive-to-store e nel media buying, a partire dalla nostra DSP proprietaria».

Deezer apre al Programmatic Audio grazie a un’intesa con Triton Digital

Deezer ha annunciato di aver aperto l’offerta pubblicitaria della sua app free (gratuita e ad-supported) al programmatic audio, grazie a una partnership appena siglata con il fornitore di tecnologie e servizi per la pubblicità audio Triton Digital.

Adesso, gli inserzionisti potranno acquistare in tempo reale l’inventory digital audio del servizio di streaming musicale. L’offerta automatizzata è attiva da oggi in 20 Paesi, inclusa l’Italia, attraverso la SSP audio di Triton, Yield-Op.

“La nuova partnership punta a offrire ancora più valore ai brand che vogliono fare pubblicità sul servizio di streaming, dato che la pubblicità audio su Deezer è non-saltabile e consiste in un solo annuncio per break“, spiegano le due società in una nota. Caratteristiche che, prosegue il comunicato, garantiscono “una maggiore visibilità per il brand, senza disturbare eccessivamente l’esperienza dell’utente”. In più, grazie ai dati proprietari di Deezer, le aziende potranno usufruire di una profilazione di alta qualità e di un elevato livello di impression servite al pubblico più rilevante.

«Deezer è un editore premium, e siamo orgogliosi che la sua inventory venga offerta tramite Yield-Op in private deal e in open auction sul nostro marketplace a2x. Consentire ad aziende ed agenzie di tutto il mondo di raggiungere i milioni di utenti attivi mensili di Deezer con campagne targettizzate e rilevanti contribuirà a rafforzare ulteriormente l’esperienza di ascolto personalizzata e di alta qualità che Deezer ha sempre offerto», ha commentato Benjamin Masse, Managing Director, Market Development and Strategy di Triton Digital.

«Siamo entusiasti di offrire un modo più efficiente di fare pubblicità su Deezer – ha aggiunto Marianne le Vavasseur, VP Adsales di Deezer Brand Solutions -. Adesso, con gli annunci in programmatic attraverso Triton, un maggior numero di aziende ed editori potrà raggiungere il pubblico di cui ha bisogno per avere più visibilità e awareness, mentre i nostri utenti free beneficeranno di pubblicità più su misura per loro».

Ads.txt per le app: ecco le ultime novità sullo strumento anti-frode

Dopo un lungo periodo di alpha test, comincia a prendere maggiormente forma il progetto di IAB Tech Lab di applicare lo strumento anti-frode ads.txt anche all’ambiente in-app. Il laboratorio tecnologico di IAB ha infatti pubblicato le specifiche tecniche in beta per la versione in-app dello strumento.

Una lunga gestazione, quella di ads.txt per app, cui hanno contribuito difficoltà oggettive come l’assenza, per le applicazioni, di URL su cui invece normalmente i file ads.txt vengono ospitati su web. Difficoltà, questa, a cui IAB aveva proposto come soluzione l’utilizzo di un campo normalmente usato dagli app store per identificare i software all’interno del loro marketplace, una sorta di codice identificativo – un meta-tag – dell’app nello store. Tuttavia, i marketplace di app non si sono rivelati molto contenti di dover utilizzare tali codici.

Così, in attesa dell’implementazione da parte di App Store e Google Play di meta-tag standard che consentano l’applicazione di ads.txt, l’associazione ha deciso di portare avanti lo stesso il progetto, utilizzando le URL dei siti degli sviluppatori normalmente contenute sugli app store come informazioni di contatto. “Pubblicare le autorizzazioni in un file di testo sul sito dello sviluppatore creerà una risorsa online centralizzate che lo sviluppatore potrà controllare in maniera indipendente – spiega IAB Tech Lab in una nota -. Essendo una specifica in beta, essa può essere implementata adesso, e successivamente gli app store potranno adottare un modo standardizzato per rendere tale informazione disponibile”.

Ma la questione dei meta-tag non è la sola sfida per il progetto. Anche l’adozione di ads.txt tra gli sviluppatori potrebbe rivelarsi difficoltosa. Se infatti, come già visto in ambiente web, utilizzare ads.txt può contribuire a diminuire i casi di frodi, con un conseguente ritorno economico per l’editore, nell’ecosistema app molti sviluppatori (soprattutto i più grossi) guadagnano più con gli abbonamenti che non con l’adv, il che potrebbe renderli meno interessati ad utilizzare un tale strumento.

Le specifiche beta di ads.txt per app sono aperte ai commenti fino al 4 febbraio 2019. Il documento è scaricabile a questo link.

Sublime amplia l’offerta mobile con nuovi formati

Nell’ambito di un ampliamento dell’offerta pubblicitaria in ottica cross-device, Sublime, marketplace specializzato nella creazione ed erogazione di esperienze pubblicitarie di qualità, ha annunciato il lancio di nuove soluzioni specificamente pensate per l’ambiente mobile.

I nuovi formati, che comprendono annunci Sticky e In-feed, sono state realizzate per essere facilmente tagliate sugli obiettivi di campagna. I formati Sticky sono posizionati come banner in fondo alla pagina web, includendo anche un’opzione di rimozione, e si ampliano a dimensione intera nel momento in cui l’utente raggiunge il termine del contenuto editoriale. Gli annunci In-feed, invece, sono incorporati all’interno della pagina e possono mostrare sia video che immagini, garantendo un’esperienza fluida all’utente mentre scorre la pagina. “Grazie al suo team interno di design, Sublime può facilmente utilizzare e riadattare gli attuali asset social delle aziende per ampliare la loro reach su mobile, aumentando sia il ricordo dei brand che, allo stesso tempo, le performance”, spiega la società in una nota.

Già disponibili in UK (dove i primi test hanno rivelato il raggiungimento di una reach del 25%), Irlanda e USA, entrambi i formati verranno lanciati nel resto dei mercati EMEA e APAC all’inizio del 2019.

«In un mercato altamente competitivo, aziende ed editori cercano soluzioni creative capaci di seguire il journey dell’utente e di coinvolgere il pubblico, particolarmente su mobile – spiega Andrew Buckman, Managing Director EMEA di Sublime -. Anche la domanda di Outstream Video è alta: oltre la metà di tutto il video online sfrutta questo formato. Per cui, siamo felici di annunciare nuovi formati che rispondono a questa domanda e che dimostrano inoltre il nostro impegno a fornire un’esperienza positiva agli utenti, garantendo nel frattempo un alto ritorno per gli inserzionisti. Questo, insieme ai nostri eccellenti livelli di creatività e di customer service, ci permettono di continuare a garantire il nostro posizionamento di marketplace pubblicitario innovativo e di punta a livello internazionale».

L’ampliamento dell’offerta di Sublime segue la crescita del business dell’azienda, che negli scorsi mesi ha aperto un ufficio in Germania ed avviato un importante riposizionamento, anche con una nuova immagine.

Mobile App Install, in aumento le frodi. Lo rivela uno studio globale

Il trend dell’ad fraud è arrivato anche nel mondo delle app. Lo conferma uno studio della società di mobile attribution AppsFlyer, che ha analizzato 17 miliardi di installazioni di app su 7 mila applicazioni a livello globale.

Dalla ricerca è emerso che oltre un quarto delle installazioni analizzate dalla società nel periodo in esame (novembre 2017 – ottobre 2018) è fraudolento, e che la quantità di installazioni “fake” – ossia la pratica di quelle società che si prendono il merito di aver fatto scaricare un’app a un utente – è sensibilmente aumentata nel tempo.

app-install-fraud-2018

Secondo stime di eMarketer, quest’anno verranno spesi in annunci di app-install circa 7,1 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 6,5 miliardi dell’anno scorso.

Un trend che si sta rivelando particolarmente oneroso per gli inserzionisti. Un report della società di performance marketing Tune ha rivelato che le frodi di app-install sono costate alle aziende lo scorso anno 2 miliardi di dollari. Secondo il player anti-frode DataVisor, inoltre, in alcuni ad network la metà delle app-install erano fraudolente. E il trend in crescita delle frodi in ambiente app è stato confermato anche da Google, che nel 2017 ha rimosso 700 mila applicazioni fraudolente dal suo Play Store, un numero in crescita del 70% rispetto al 2016.

Cresce l’header bidding mobile, spinto dall’adozione in-app. I dati PubMatic

Il Mobile Video è la tipologia di spot più in crescita tra i consumatori, e quella che attualmente ha la più alta quota di tempo speso, e anche in considerazione di ciò, è un canale che sta destando sempre più l’interesse delle aziende e creando opportunità di ricavi in aumento per gli editori.

E’ quanto rivela il terzo Quarterly Mobile Index (QMI) 2018 di PubMatic, lo studio trimestrale con cui la SSP indaga l’andamento della pubblicità su smartphone e tablet e i suoi principali trend, dal mobile video all’header bidding e all’espansione della monetizzazione cross-canale.

Tra le principali evidenze dello studio, la crescita dell’header bidding mobile, man mano che la tecnologia inizia ad essere applicata anche all’ambiente in-app. Il volume dell’header bidding mobile è quasi raddoppiato, con un +95% anno su anno nel terzo trimestre (su desktop la tecnologia è cresciuta del 3%). Anche il “parallel bidding in-app” (l’equivalente dell’header bidding) sta proseguendo la sua ascesa, raggiungendo il 14% del volume complessivo dell’header bidding mobile.

Lo studio ha anche evidenziato un’importante spinta (a tre cifre) del volume della pubblicità mobile nel settore retail, trainato dalla stagione del Back to School. Gli editori del mondo retail hanno infatti visto un aumento del 142% nel volume delle impression mobile monetizzate nel trimestre. Le impression monetizzate tramite app sono aumentate di 62 volte anno su anno, arrivando a coprire il 41% del volume mobile erogato attraverso PubMatic nel 2018.

Facebook annuncia novità pubblicitarie per chi promuove app

Facebook ha annunciato il lancio a livello globale di alcune nuove soluzioni a livello pubblicitario legate a chi promuove app.

La prima è un’opzione che consente di ottimizzare la retention: quando utilizzata su annunci volti all’installazione di app, il prodotto consente agli inserzionisti di ottimizzare il ritorno degli utenti due giorni o sette giorni dopo che l’app è stata scaricata, puntando a influenzare gli utenti nel punto più critico di interazione con l’app.

Facebook offrirà adesso ai brand anche quattro nuove metriche all’interno di Ads Manager per tracciare la retention connessa agli annunci pubblicitari app-install, capaci di misurare ad esempio l’apertura di app e il costo per retention al secondo e al settimo giorno dopo l’installazione.

Tali novità saranno disponibili per tutti gli inserzionisti a livello globale.

Header bidding in-app: quanto ne sanno gli editori?

La conoscenza delle dinamiche dell’header bidding in-app tra gli editori non è così diffusa come si crede, secondo una ricerca internazionale di InMobi.

Secondo i dati della società, relativi al mercato nordamericano, quando ai publisher di applicazioni è stato chiesto se capivano il concept dietro l’header bidding in-app, il 22% di essi ha risposto di comprenderlo molto bene, il 28% bene e il 27% moderatamente; ma il 12% ha rivelato di averne una conoscenza limitata e l’11% di non comprenderlo per nulla.

E proprio una ridotta comprensione di questa tecnologia, per il 31%, è un freno alla sua adozione. Tra gli altri ostacoli, problemi di implementazione (23%), pochi accordi in programmatic (14%), latenza (11%), difficoltà a livello di scalabilità (11%) e questioni di compatibilità (10%).

Tra i vantaggi registrati dall’adozione dell’header bidding, il 37% degli editori ha segnalato una maggiore trasparenza a livello di valore delle inventory e di offerte. Il 36% ha già registrato un aumento dei ricavi, mentre il 49% si aspetta di averlo nei giro dei prossimi 12 mesi.

I dati di InMobi mostrano inoltre che il 52% degli intervistati utilizza una piattaforma di mediazione. Un ulteriore 15% conta di adottarne una nei prossimi 12 mesi.

Tra i principali metodi di monetizzazione nell’ambiente in-app, al primo posto si posiziona il real-time bidding, usato dal 43% degli editori interpellati, seguono l’header bidding (31%), la self-mediation (28%) e l’uso di un ad network per tutta l’inventory (14%).

Il Programmatic in Europa vale 12 miliardi di euro. I numeri di IAB

Come ogni anno, il DMEXCO è anche l’occasione per fare un punto sulle dimensioni e i principali trend del mercato programmatico in Europa, grazie alla presentazione dei risultati di un apposito studio di IAB Europe, un appuntamento fisso all’evento tedesco.

Ed anche quest’anno l’associazione non ha mancato di ufficializzare i numeri del mercato.

Un mercato, quello del Programmatic Display, che nel 2017 ha registrato una crescita a doppia cifra, +27,1%, raggiungendo un valore di 12 miliardi di euro. L’anno scorso il 62% della spesa display è stato transato in modalità automatizzata.

Ancora una volta è il Mobile a farla da padrone: su questo mezzo infatto è stato commercializzato tramite piattaforma l’80% delle inventory. Molto bene anche i formati Video, il 74,1% dei quali è stato transato in programmatic. Il Video ancora una volta è stato tra i principali traini del mercato programmatico, con una crescita del 64,6% a quota 3,9 miliardi di euro, seguito dal Mobile con un +53,2% a 6,8 miliardi.

Quanto alla geografia dei mercati, in Europa Occidentale il mercato programmatico ha raggiunto un valore di 10,8 miliardi di euro (+24%), mentre quello dell’Europa Centrale e Orientale di 1,2 miliardi (+65%).

Mobile, le aziende puntano sulla pubblicità in-app. I nuovi dati di PubMatic

Cresce tra gli utenti la predilezione delle app rispetto ai siti mobile, e con essa aumenta anche la pubblicità in-app. E’ quanto rileva la ricerca trimestrale Mobile Index di PubMatic, condotta analizzando le impression commercializzate tramite la piattaforma durante il secondo trimestre 2018.

Secondo lo studio, la spesa adv mobile è cresciuta del 25% anno su anno nel trimestre, intensificandosi a livello globale. E in linea con le nuove preferenze dei consumatori, sempre più aziende hanno convogliato i loro sforzi pubblicitari sull’ambiente in-app, optando in particolare sui private marketplace, con il duplice obiettivo di aumentare il ROI e migliorare la prevenzione dalle frodi.

L’in-app è infatti cresciuto del 21% anno su anno, un’espansione guidata principalmente da un aumento annuale del 47% su iOS e del 13% su Android.

Il mobile, peraltro, sembra essere un mezzo in crescita anche sul fronte video. Rispetto allo scorso anno, la spesa pubblicitaria video su mobile è cresciuta di ben il 239%, con un +688% registrato sull’in-app (a ulteriore conferma del trend positivo di questo canale) e un +73% sul mobile web.

Gli investimenti adv mobile hanno positivamente risentito anche di alcuni importanti eventi mediatici accaduti durante il periodo in esame: sulle property sportive, ad esempio, i Mondiali di Calcio hanno spinto la spesa mobile il 50% in più rispetto alla media settimanale a livello globale.

Per quanto riguarda i costi degli annunci, PubMatic registra un calo degli eCPM su mobile web del 16%, a fronte di un aumento degli eCPM in-app dell’11%. In crescita anche il dato su desktop: +5%.