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Mobile is the new black, anche in Italia. L’infografica di Sublime

Mobile is the new black, in termini di connettività online, con quasi tre quarti degli utenti a livello globale che si prevede si collegheranno a internet esclusivamente via mobile entro il 2025, secondo il GSMA. E questo trend coinvolge anche l’Italia, specialmente durante la stagione estiva, con le persone che tendono ad accedere ad internet “on the go” durante le vacanze.

Sublime ha sintetizzato, nell’infografica che riportiamo di seguito, alcune cifre chiave per capire meglio questa tendenza nel nostro Paese.

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Location History: su Google sarà possibile impostare la cancellazione automatica dei dati

In occasione della sua conferenza per gli sviluppatori I/O a maggio, Google aveva annunciato che avrebbe presto reso possibile la cancellazione automatica dei dati della cronologia delle posizioni (Location History) – ossia di tutti i vari luoghi in cui un utente si è trovato – sui dispositivi mobili.

Adesso questo annuncio diventa realtà, grazie al lancio di nuovi controlli che consentiranno agli utenti di impostare che Google cancelli la raccolta di questo tipo di dati in automatico ogni 3 mesi o ogni 18 mesi.

Sebbene Google più volte abbia sottolineato che conoscere la cronologia delle posizioni aiuta ad offrire all’utente una migliore personalizzazione dei servizi, per esempio suggerendo un ristorante che può piacergli, secondo molti si tratta di una quantità di informazioni personali fin troppo vasta in possesso della società. Questa novità, disponibile su dispositivi Android e iOS, consentirà agli utenti di avere un maggior controllo su alcuni dei dati rilasciati alla società usufruendo dei suoi servizi.

Per abilitare la cancellazione automatica, basterà andare nella pagina “Dati e personalizzazione” del proprio account Google e selezionare la nuova opzione “scegli di cancellare automaticamente” nella sezione dedicata alla cronologia delle posizioni. Da lì, si potrà scegliere la finestra di tempo di 3 o 18 mesi. La nuova funzione è ufficialmente attiva da oggi, e nel giro di qualche tempo sarà disponibile in tutti i mercati.

Gli utenti, in ogni caso, possono comunque scegliere di disattivare manualmente la raccolta di dati di questo tipo, così come di ogni altro tipo di informazione raccolta da Google, dalle attività web e app alle informazioni del dispositivo, dalle attività vocali e audio alla cronologia delle ricerche e delle visualizzazioni su YouTube.

Apple punta sulla privacy al suo evento WWDC. Novità in vista per il tracciamento

Più controllo agli utenti sulla loro privacy, grazie a un nuovo sistema di log-in ad app e servizi che riduce al minimo la condivisione di informazioni personali. Apple continua la sua personale battaglia contro il tracciamento degli utenti da parte di terzi, cominciata con l’Intelligent Tracking Prevention di Safari, con una novità presentata lunedì in occasione della sua conferenza WWDC a San Jose.

Si tratta della funzione – tecnicamente, un bottone – “Sign in with Apple”, che consente agli utenti di autenticarsi a programmi e servizi attraverso il Face ID di Apple, senza la necessità di condividere altre informazioni personali. Costituisce di fatto un’alternativa ai metodi di log-in attraverso gli account Facebook e Google disponibili su svariate app, utili ad avere accesso rapido a servizi senza la necessità di creare nuovi account e ricordare password in più, ma che, ha sottolineato Craig Federighi, SVP of software engineering di Apple in occasione della presentazione del pulsante Apple, “hanno un costo in termini di privacy”.

Ecco come funziona il nuovo pulsante. Una volta autenticatisi con il loro Face ID, gli utenti accedono all’app con un account nuovo, e possono a questo punto scegliere se dare nome e indirizzo email al programma che stanno usando, o no. In quest’ultimo caso, Apple provvederà a creare autonomamente un indirizzo email unico (un insieme a caso di lettere e numeri) che inoltrerà all’indirizzo di posta reale dell’utente. Per ciascuna app verrà creato un indirizzo diverso, e proprio questa caratteristica consentirà alla singola app di potere dialogare con l’utente, ma d’altro canto renderà praticamente impossibile associare l’email a uno specifico dispositivo.

Apple: controlli più granulari sui dati di posizione

La funzione, che diventerà operativa a partire da questo autunno con la versione 13 di iOS, non è la sola novità annunciata dalla società di Cupertino in occasione del suo evento. iOS 13 includerà infatti anche controlli più granulari sul tracciamento della posizione degli utenti.

Gli utenti potranno infatti condividere la propria posizione con un’app una prima volta, e poi impostare che l’app la richieda per tutti gli accessi successivi. La persona potrà anche decidere di dare autorizzazione affinché il software faccia un tracciamento continuo in background (cioè quando l’app non è in uso), ma in quel caso Apple fornirà all’utente un report sull’utilizzo che l’app sta facendo di quel dato.

Apple limiterà anche l’adozione da parte delle app terze di tecniche opache stile-fingerprinting, che utilizzano informazioni come i segnali Bluetooth o Wi-Fi per individuare la posizione di un utente.

Nuove linee guida per chi sviluppa app per i bambini sullo Store di Apple

La società ha infine aggiornato le linee guida per le app dedicate ai bambini presenti sul suo App Store. Tali software non dovranno più contenere “link che portano fuori dall’app, occasioni di acquisto o altre distrazioni per i bambini”, recitano le nuove direttive per gli sviluppatori, e “non dovranno includere pubblicità di terze parti o servizi di analytics”, pena l’esclusione dallo store.

Novità su MoPub: gli editori potranno conoscere il valore pubblicitario dei loro utenti

MoPub ha annunciato un nuovo aggiornamento del proprio SDK, che offrirà agli sviluppatori di app l’accesso ai dati di ricavi a livello di impression.

Questo genere di informazione, che consente di attribuire un determinato ricavo e valore a specifici utenti sulla base delle impression loro erogate, fino ad ora era difficilmente accessibile e per lo più di solito aggregato, il che implicava che non fosse possibile riconoscere effettivamente ad esempio quali annunci avessero raggiunto utenti più propensi a spendere o quali utenti fossero stati meglio monetizzati attraverso le campagne, rendendo così difficile per i brand ottimizzare le proprie strategie pubblicitarie in-app.

Grazie al nuovo aggiornamento, il SDK di MoPub sarà in grado di estrapolare le informazioni a livello di impression dagli ad network che li possiedono e comunicarli agli editori direttamente o tramite un gruppo limitato di partner terzi di analytics e attribution, senza bisogno di creare nuove API. Attualmente, i partner selezionati sono Adjust, AppsFlyer, Branch, Kochava, Singular, SOOMLA e Tenjin.

I dati dei ricavi a livello di impression saranno erogati in tempo reale una volta che viene emessa un’impression, e includeranno vario tipo di informazioni quali la sorgente di domanda, il posizionamento dell’annuncio, la valuta e il Paese. Dati granulari che consentiranno agli sviluppatori di app di avere maggiore cognizione delle performance delle loro campagne.

Programmatic mobile: un mercato che cresce, tra video, header bidding e PMP

L’header bidding in-app non è ancora definitivamente decollato. E’ quanto rileva la nuova edizione del Quarterly Mobile Index di PubMatic, relativa al Q1 2019, in cui la SSP ha analizzato oltre 13 migliaia di miliardi di aste passate dalla sua piattaforma.

Secondo i dati dello studio, la spesa pubblicitaria mobile nel trimestre ha proseguito la sua crescita, registrando un +29%, grazie soprattutto al video. Ed ha ancora un forte potenziale per il futuro, complici le possibilità che la diffusione del 5G potrà offrire in termini di contenuti più ricchi e interattivi e dunque anche di una migliore esperienza pubblicitaria video.

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Quanto all’header bidding, l’altro grande trend del mobile, stando alle evidenze della ricerca la sua applicazione nel mondo in-app non ha ancora raggiunto alti livelli. Molti editori lo utilizzano ora per la prima volta, ma altri che lo hanno già adottato da quelche tempo stanno cominciando a coglierne i primi, positivi frutti. Questo, secondo PubMatic, porterà la tecnologia ad avere un buon potenziale di crescita in futuro, man mano che la sua diffusione si espanderà.

Lo studio ha anche rilevato un aumento delle transazioni condotte tramite private marketplace, dovuto in gran parte alla necessità delle aziende di avere un maggior controllo e sicurezza sui propri acquisti pubblicitari, in un settore – quello della pubblicità digitale – dove il trend delle frodi continua ad essere diffuso. Nel mondo in-app, i PMP sono cresciuti nel primo trimestre del 51% anno su anno.

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Drive-to-store: S4M integra le soluzioni di Tapad per l’attribuzione cross-device

S4M, società tecnologica specializzata nelle soluzioni per il drive-to-store, ha annunciato oggi una partnership strategica con Tapad, leader nel riconoscimento di identità cross-device. L’obiettivo dell’accordo è fornire una visione più chiara delle strade che portano l’utente a un acquisto, in forma anonima e su più dispositivi digitali.

Questa collaborazione risponde a un crescente bisogno del settore, che si confronta con percorsi di acquisto degli utenti sempre più complessi: le ricerche mostrano che più dell’80% delle persone cercano i prodotti online, offline e su più dispositivi prima di completare un acquisto.

Grazie all’accordo con Tapad, la piattaforma di S4M è ora in grado di incrementare il traffico per i rivenditori attraverso punti di contatto multicanale che includono non solo siti web in versione desktop e mobile, ma anche negozi fisici. “I dati relativi al percorso dell’utente non devono più essere conservati in compartimenti stagni. È essenziale che i retailer stiano al passo con le abitudini di acquisto multicanale: gli utenti continuano a compiere ricerche online prima dell’acquisto, per completarlo in seguito offline”, si legge in una nota.

Il Tapad Graph consente di individuare le identità digitali garantendo la tutela della privacy. Integrato alla soluzione drive-to-store di S4M, permette ai clienti S4M di usufruire di una panoramica olistica del percorso del cliente, e consente a chi si occupa di marketing di ottimizzare l’esperienza del pubblico su diversi dispositivi e canali, favorendo un maggiore ritorno sull’investimento pubblicitario grazie ai “micro-momenti” nell’esperienza mobile dei clienti.

“Le metriche pubblicitarie per il mondo digitale e quello fisico non devono più essere separate” spiega Christophe Collet, amministratore delegato di S4M. “I nostri clienti possono ora pienamente usufruire di informazioni sui comportamenti sia online che offline, per gestire meglio gli investimenti nei media e ottimizzarli sui canali più performanti.”

Google, in arrivo novità pubblicitarie per gli sviluppatori di app

Si è parlato anche di novità pubblicitarie per il mondo delle app ad I/O 2019. Nel corso della seconda giornata dell’evento californiano (qui alcune novità annunciate nella giornata di apertura), Google ha presentato una serie di nuovi strumenti dedicati agli sviluppatori di applicazioni che vogliono promuovere i loro software tramite le piattaforme di Big G.

In particolare, gli sviluppatori potranno presto effettuare offerte d’asta sulla base del parametro target return on ad spend (tROAS), che sarà disponibile sulle campagne Google App su Android e iOS a livello globale dal prossimo mese. Ciò vuol dire che i developer potranno automaticamente pagare di più per raggiungere utenti che si stima spendano di più, e di meno per utenti che spendono meno. Inoltre, se ad esempio stanno cercando utenti che spendono il doppio di quanto costa acquisirli, potranno impostare un moltiplicatore nell’offerta in tROAS, e il sistema individuerà il giusto target.

Un’altra novità relativa al mondo in-app sarà la possibilità per gli sviluppatori di sviluppare e gestire le loro creatività. I developer potranno promuovere le loro app in due nuovi posizionamenti su YouTube: il feed in homepage nel caso si abbia almeno un’immagine landscape, ed in-stream se si ha almeno un video. Dalle prossime settimane sarà inoltre possibile impostare molteplici gruppi di annunci nella stessa campagna, e personalizzare gli asset in ogni gruppo sulla base di diversi “temi” o messaggi per diversi consumatori. Google, infine, ha siglato delle collaborazioni con 8 agenzie per la gestione delle creatività end-to-end, dal design alla reportistica: si tratta di Vidmob, Consumer Acquisition, Bamboo, Apptamin, Webpals, Creadits, Kaizen Ad e Kuaizi.

Contestualmente a queste novità, Google ha reso noti gli ultimi sviluppi di Open Bidding, il modello di monetizzazione annunciato lo scorso anno che di fatto ha portato l’header bidding nell’offerta in-app della società. Al programma di beta testa della soluzione si sono aggiunte decine di sviluppatori, i quali stanno registrando significativi aumenti dei ricavi e un maggiore efficienza grazie all’utilizzo di un minor numero di SDK. Big G espanderà il programma a tutti gli editori nel corso di quest’anno.

Tra dati e creatività, il Mobile sotto i riflettori al Programmatic Day

Il mobile è un canale che ha ormai definitivamente abbracciato il programmatic advertising. Le aziende hanno presto imparato che smartphone e tablet sono diventati sempre più il mezzo su cui il pubblico impiega buona parte delle proprie giornate, e, spesso, anche quello tramite cui effettua i propri acquisti. Con dirette conseguenze sui preziosi dati che consente di raccogliere sui gusti e i comportamenti (anche di acquisto) degli utenti.

Ma non è tutto rose e fiori. Il mobile è un mezzo importante, ma bisogna saperlo utilizzare bene per trarne il massimo potenziale. Un assunto che vale su due fronti, quello dei dati e quello della creatività, come hanno mostrato Widespace e Sublime in occasione dei loro interventi al Programmatic Day.

«È necessario vedere i dati con spirito critico», ha spiegato Nicolò Palestino, Country Manager Italia della DSP mobile Widespace, sottolineando come sia indispensabile per chi opera nel settore «ricordare che l’obiettivo dei marketer è la vendita, ed è tenendo a mente questo obiettivo che bisogna individuare le giuste correlazioni tra la miriade di informazioni offerte dai dispositivi mobili».

«Lavoriamo nel mondo dei dati e abbiamo una quantità di informazioni vastissima da offrire e chi analizza i dati solo con un approccio statistico rischia di creare connessioni fra i dati non rilevanti», prosegue il manager.

Proprio questo “spirito critico” è alla base dell’operato di Widespace, dalla scorsa estate parte del gruppo olandese Azerion che, racchiudendo una serie di importanti player del mercato, fornisce servizi capaci di coprire l’intera filiera programmatica, e la cui offerta è in continua evoluzione.

«Azerion è attivo in tre aree: le soluzioni dedicate a publisher, le soluzioni dedicate agli advertiser e il contenuto. In questo modo, abbiamo il controllo di tutta la filiera e siamo riusciti a realizzare uno studio che analizza cosa succede dopo i click sulle inserzioni e cosa fanno gli utenti. Secondo questo report, il 20% della popolazione europea clicca sui banner e il click è indipendente dal contenuto e dalla industry. Queste informazioni finiscono nel nostro sistema, la Dmp centrale, alimentata dai dati, e rifornisce le Dsp del gruppo».

Palestino parla anche di un novità che arriverà presto sul mercato: «Presentiamo un nuovo prodotto, Pre-Pack Audience e Performance audience, che dovrebbe essere pronto entro giugno e che consente di avere audience già confezionate per gli editori».

Niccolò Palestino
Niccolò Palestino

Al di là del tema dati, c’è però anche un altro fattore che gli operatori del settore devono tenere bene a mente quando si parla di pubblicità mobile, ed è quello della creatività. Secondo l’Account Director Italy di Sublime Stefania Giovinazzo e il Business Development Manager della società Stefano Guidi, per realizzare campagne mobile di successo, capaci di portare risultati sia a livello performance che a livello branding, gli asset creativi sono indispensabili. Ad esempio, è importante utilizzare sul mobile video verticali e di breve durata, che ben si adattano alle caratteristiche del dispositivo e alla sua fruizione. Spesso utilizzare spot creati per altri media, come la tv, può infatti risultare controproducente: al contrario, bisogna iniziare a pensare mobile-first, modulando la creatività del messaggio sullo specifico dispositivo utilizzato per comunicare.

«La fruizione dell’utente mobile è istantanea, immediata – sottolinea Giovinazzo. – Per questo consigliamo di utilizzare video corti, tra gli 8 e i 15 secondi di durata, e di posizionare il logo e il nome del prodotto nei primi secondi del filmato. Inoltre, è importante puntare sull‘interattività. In questo senso, i formati di Sublime di maggior successo sono il Drag&Drop, il 360 views e la Configuration».

«La creatività va supportata dalla tecnologia – aggiunge Guidi – in modo da ingaggiare l’utente».

Tutto questo però senza essere invasivi, e nel pieno rispetto dell’esperienza dell’utente. E, ovviamente, senza dimenticare il tema della brand safety, su cui è necessario, secondo la società, vigilare costantemente per garantire che l’immagine dei marchi non venga intaccata. «Tutti i siti dei nostri network sono convalidati manualmente al momento dell’iscrizione e c’è un controllo durante tutta la collaborazione; ci sono persone adibite a questo e non viene fatto meccanicamente», racconta Giovinazzo.

Un altro fattore importante è il tempo. Spiega Guidi: «L’utente nel corso della giornata si sposta tra i vari device. La campagna deve sfruttare le potenzialità dei vari apparecchi, evitando la ripetitività».

S4M amplia l’offerta con il nuovo formato Pass-to-Store

A pochi giorni dal debutto del prodotto Uplift Trust all’interno della sua piattaforma Fusio, S4M annuncia un’ulteriore espansione dell’offerta con l’arrivo della soluzione Pass-to-Store. Un nuovo formato creativo che offre ai clienti della società di ad tech la possibilità di aumentare il numero di visite nei negozi grazie a notifiche push mirate.

Con questa nuova esperienza pubblicitaria, gli utenti potranno scaricare una card contenente una promozione o un invito realizzato ad hoc dal cliente e potranno salvarla direttamente nel loro wallet elettronico, compatibile sia con sistema Android che Apple. Tale formato può essere utilizzato per veicolare inviti ad eventi, promozioni e sconti o semplicemente come promemoria per effettuare un acquisto in un determinato periodo dell’anno.

Una volta che la “card” si trova nel wallet dell’utente, il  formato Pass-to-Store è in grado di generare una notifica personalizzata a seconda del luogo in cui si trova l’utente per segnalare allo stesso le offerte e gli eventi disponibili in zona.

I marketer avranno inoltre la possibilità di inviare notifiche ai consumatori in date e orari precisi. Ad esempio un dealer di auto che organizza un porte aperte può non solo inviare notifiche ai consumatori che si trovano ad una determinata distanza dalla concessionaria, ma può anche mandare notifiche in giorni e orari prestabiliti. Le notifiche vengono inviate direttamente dall’applicazione wallet presente sui device Apple e Android.

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Grazie a questa nuova soluzione, le aziende saranno ora in grado di coinvolgere ancor di più i consumatori grazie all’invio di comunicazioni strategiche in determinati momenti o luoghi al fine di aumentare il numero delle visite nei negozi e realizzare esperienze pubblicitarie più efficaci.

«Siamo molto contenti dell’arrivo del nuovo formato Pass-to-Store – commenta Andrea Pongan, Country Manager S4M Italy -. È lo strumento tecnologico perfetto per costruire un ponte tra il advertising online e l’esperienza dei consumatori in tempo reale, a livello locale e altamente mirato. I brand possono rimanere al centro dei pensieri dei consumatori grazie al fatto che possono ora concentrare i loro sforzi li dove ci sono i punti vendita».

Verizon Media lancia il nuovo SDK Verizon Ads per la monetizzazione delle app

Verizon Media ha annunciato il lancio del nuovo SDK Verizon Ads, che andrà a sostituisce le piattaforme Flurry Monetization e ONE Mobile per la monetizzazione delle app.

Il nuovo Software Development Kit riunisce i migliori asset di monetizzazione di AOL e Yahoo in una soluzione singola e modulabile, fornendo inoltre accesso alle soluzioni mobile disponibili su Oath Ad Platforms.

“L’editoria e la tecnologia mobile si sono evolute in modo significativo nell’ultimo decennio, nonostante ciò gli SDK, una componente fondamentale per la monetizzazione in ambito mobile, sono rimasti sostanzialmente gli stessi – spiega la società -. Gli sviluppatori quindi sono spesso costretti a trovare dei compromessi tra monetizzazione e user experience a causa di diversi fattori, tra cui: le dimensioni dell’SDK, i costi di integrazione e i formati pubblicitari supportati. Con il lancio di Verizon Ads SDK, sviluppatori e publisher avranno a disposizione nuovi strumenti che permetteranno loro di massimizzare le revenue e offrire una user experience positiva, senza dover scegliere tra l’una o l’altra”.

La soluzione è integrata con lo IAB Tech Lab Open Measurement SDK, per consentire a fornitori terzi di poter facilmente misurare la viewability pubblicitaria: agli sviluppatori basterà integrare un singolo SDK per dare agli inserzionisti la possibilità di effettuare misurazioni sulle inventory in-app con i loro fornitori di fiducia.

La soluzione è stata disegnata per supportare i bisogni degli sviluppatori rispetto alle dimensioni e all’estensibilità del SDK: possiede infatti un’architettura che permette agli sviluppatori di estendere le funzionalità nel tempo ed incorporare nuovi posizionamenti con il minimo sforzo. Per nuove opportunità di monetizzazione, dunque, non sarà più necessario un intero nuovo SDK ma solo un piccolo plug-in.

Il SDK, disponibile per Android e iOS, sarà inoltre customizzabile sugli specifici bisogni di monetizzazione della singola app.