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Zeotap ottiene un brevetto in USA e continua la sua espansione globale

Importanti novità in casa zeotap. La società, che ha recentemente ampliato la sua offerta con i dati di purchase intent e stretto un accordo di integrazione con Adobe, ha ricevuto un importante riconoscimento per l’innovatività della sua piattaforma tecnologica zeoCore.

ZeoCore, che processa e mette insieme ampi gruppi di dati grezzi per ottimizzare le performance delle campagne personalizzate, ha infatti ottenuto il suo primo brevetto negli Stati Uniti, essendo stata riconosciuta l’innovatività della sua soluzione di mappatura ID basata su network di telecomunicazione. Zeotap ha altri due brevetti in corso di registrazione in Europa e in Canada, che una volta approvati renderanno zeoCore una soluzione protetta e riconosciuta in alcuni dei principali mercati di pubblicità mobile del mondo.

La soluzione brevettata opera attraverso un processo conforme al GDPR che collega identificatori tradizionali e digitali con dati deterministici di utenti, all’interno degli ambienti delle reti di telecomunicazione. “Questa soluzione tecnologica proprietaria è l’unica di questo tipo a livello globale – spiega la società in una nota – ed ha aiutato zeotap ad assicurarsi tra i suoi clienti operatori telefonici di spicco in tutto il mondo”. Gli ingegneri di zeotap hanno lavorato per più di tre anni per raggiungere questo traguardo, insieme a due team esterni di avvocati ed esperti legali di brevetti tedeschi e americani.

«Siamo una società focalizzata sulla tecnologia e abbiamo investito molto sull’ingegneria e sulla data science sin dal principio – commenta Projjol Banerjea, fondatore e CPO di zeotap -. Questo brevetto chiaramente dimostra il vantaggio competitivo a lungo termine che abbiamo realizzato con zeoCore». Oggi questa tecnologia, che è alla base di tutte le soluzioni dell’offerta zeotap, è capace di processare e armonizzare più di 4 miliardi di profili di utenti, molti dei quali aggiornati quotidianamente da un’ampia gamma di data partner premium, e viene utilizzata da oltre la metà dei 100 principali brand globali.

Zeotap, intanto, continua a espandersi a livello internazionale. La data company ha da pochissimo debuttato nel suo quinto mercato europeo, la Francia, con una nuova sede a Parigi che va ad affiancarsi ai recenti lanci in Germania e UK e alle altre sedi già esistenti a Milano, Madrid, New York, Mumbai e Bangalore.

A capo dell’ufficio parigino, in qualità di Country Manager France, è stato nominato Léonard Steger, ex Tabmo e Unruly. Alla guida dell’ufficio tedesco c’è invece Stefan Blumenthal (ex Scout 24, dove è stato responsabile della costruzione del media and data business del gruppo), e in UK l’Interim Country Manager Patricia Lopez (ex Head of Mobext, mobile unit di Havas di cui la manager ha contribuito allo sviluppo nel mercato britannico).

Google ha un nuovo capo della pubblicità

Oggi nella nostra rassegna parliamo di una nuova nomina in Google, della piattaforma ad tech di Samsung e di un’alleanza in Germania sul fronte privacy.

Nuovo capo della pubblicità per Google

Google ha un nuovo capo della pubblicità. E’ Prabhakar Raghavan, ex VP Engineering delle app cloud della società. Il manager ha preso il posto di Sridhar Ramaswamy, a capo del business pubblicitario di Big G per i passati 15 anni, che ha lasciato l’azienda per diventare General Partner di Greylock Partners. Raghavan, veterano nel campo del Search e dell’Intelligenza Artificiale, coordinerà sia la parte di prodotto che quella ingegneristica. Leggi di più su MediaPost.

Samsung mette a punto la sua piattaforma ad tech

Con 32 milioni di Smart TV solo negli Stati Uniti, Samsung è il principale produttore di televisori intelligenti nel mondo, e da qualche tempo ha deciso di sfruttare questo suo successo di vendite per mettere a punto un’offerta pubblicitaria ad hoc – Samsung Ads – sui suoi dispositivi video. In particolare, l’azienda coreana ha messo a punto un modo per connettere le inventory OTT e lineari per i suoi clienti, utilizzando i suoi dati televisivi di prima parte all’interno di una stack pubblicitaria completa. L’offerta «è unica – spiega Tom Fochetta, VP of advertising sales di Samsung Ads -. Abbiamo una nostra DSP proprietaria, possiamo raggiungere gli utenti su Smart TV, mobile o desktop e seguirli in tutto il loro content journey». Samsung non vende i propri dati ad altre società, ma opera come un mini “walled garden”. Leggi di più su AdExchanger.

In Germania un’alleanza di aziende mira a proteggere la privacy degli utenti

Un’alleanza di aziende dei settore media, ecommerce e ISP (Internet Service Provider) sta lanciando una “soluzione unificata per il login dei consumatori”, che darà agli utenti un maggior controllo sulle loro impostazioni della privacy online. Il prodotto, che sarà disponibile nel giro di due settimane, è stato disegnato per rispondere alle nuove norme per i contenuti e la data privacy, ora diventate più stringenti con la definitiva entrata in vigore del GDPR, e consente agli utenti, una volta stabilite le impostazioni di privacy, di renderle automaticamente effettive su tutte le piattaforme coinvolte nell’intesa. L’alleanza, fondata lo scorso anno dai broadcaster tedeschi Prosiebensat.1 e RTL group e dall’ISP United Internet, conta ora svariati partner, tra cui Spiegel, Gruner+Jahr, Zalando, Scout24 e GroupM Germany. Leggi di più su Digiday.

zeotap amplia l’offerta con i dati di purchase intent e stringe un accordo con Adobe

Un ricco bacino di dati reali, deterministici, freschi e grezzi (ossia non preaggregati). E’ stato da sempre questo il cuore dell’offerta di zeotap. Un’offerta che col tempo si è andata ampliando e rafforzando e che ora, per la prima volta, arriva a coprire l’intero funnel di marketing.

La data company, infatti, ha annunciato l’ampliamento della propria offerta a una nuova tipologia di dati: quella sulle intenzioni d’acquisto. Adesso, attraverso la piattaforma, è possibile accedere a segmenti di purchase intent aggiornati giornalmente e suddivisi per categorie di prodotto fino a raggiungere livelli di brand. I dati, in questo caso, nascono dalla collaborazione non solo con piattaforme globali di e-commerce e marketplace ma anche con importanti aziende di affiliation, direttamente integrate con player e-commerce locali e top blog. Grazie ad essi, zeotap è in grado di creare segmenti con cui costruire profili di audience tramite varie sorgenti, come le email di conferma acquisto, i “carrelli” e acquisti e-commerce, e la vicinanza a negozi fisici.

«All’inizio la nostra offerta dati era limitata agli insight socio-demo, poi si è ampliata con i dati sugli interessi, e ora si completa con le intenzioni d’acquisto. A questo punto arriviamo a coprire l’intero customer journey, e una gamma ancora più completa di KPI, includendo indicatori “di azione” come l’engagement, le vendite o il click-through – spiega a Programmatic Italia Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Manager di zeotap Italia –. Devo dire che stiamo ricevendo ottimi feedback dal mercato sui nostri nuovi Purchase Intent Data, il che ci fa capire che siamo strategicamente sulla strada giusta».

Una strada che, nel frattempo, va anche nella direzione di una sempre maggiore integrazione con le piattaforme pubblicitarie. Perché il valore dei dati resta fine a se stesso se le aziende non riescono ad attivarlo. Col tempo, zeotap ha messo a disposizione i propri dati su numerose piattaforme di primo piano, da Google a The Trade Desk, da AppNexus ad Adform. E adesso al gruppo di partner se ne è aggiunto un altro: Adobe. «Abbiamo chiuso da pochissimo un accordo per rendere i nostri dati disponibili a chi utilizza la DMP di Adobe e l’Adobe Audience Marketplace – dichiara Polizzy Carbonelli -. L’accordo è di respiro globale, e sarà applicabile a tutte le tipologie di dati della nostra offerta», ossia sia a quelli socio-demo che a quelli sugli interessi e sulle intenzioni d’acquisto, naturalmente nel pieno rispetto della privacy degli utenti.

Tra i partner di zeotap ci sono anche importanti gruppi pubblicitari, che decidono di utilizzare i dati deterministici della società per rendere più efficaci le loro campagne di marketing, come OMD. «Quella con OMD è una collaborazione che ci sta rendendo particolarmente orgogliosi – precisa il Country Manager –, soprattutto in alcuni Paesi come la Francia dove zeotap è presente da pochi mesi ma in poco tempo è riuscita a portare a casa importanti risultati, conquistandosi la fiducia della società».

In Italia, attualmente, zeotap raccoglie più di 80 milioni di profili e offre i propri servizi a più di 50 dei top 100 brand globali. Che progetti ci sono nel suo futuro? «Oltre alle attività a servizio del targeting, un altro progetto su cui stiamo lavorando e che annunceremo a breve è una soluzione capace di collegare i dati offline – ad esempio quelli provenienti dal CRM – con touchpoint digitali di terza parte, creando delle identità uniche utilizzabili all’interno delle DSP. Si tratta di un progetto ambizioso, che si propone di rispondere a un’esigenza particolarmente sentita oggi dalle aziende. Collegare online e offline – conclude il manager – è il futuro del dato».

Salesforce “unifica” i dati tra piattaforme con la nuova soluzione Customer 360

All’indomani dell’annuncio dell’accordo stretto tra Microsoft, SAP e Adobe per la condivisione dei dati, Salesforce comunica la messa a punto di una nuova soluzione volta a rendere più facile l’utilizzo e l’attivazione degli insight sugli utenti.

In occasione della sua conferenza Dreamforce a San Francisco, la società ha presentato infatti Salesforce Customer 360, un ID utente unico che mette a fattor comune i dati provenienti dalle sue varie suite di prodotto cloud Sales, Services, Commerce e Marketing.

La soluzione è disponibile gratuitamente per i clienti che utilizzano i prodotti Salesforce, e sarà utilizzabile sia sui dati provenienti dalle piattaforme dell’azienda – come informazioni su CRM o transazioni contenuti nella suite Commerce Cloud o insight sulle campagne ospitati nella Marketing Cloud – che su dati di origine esterna, provenienti da qualsiasi partner attraverso l’API di integrazione di MuleSoft (società acquisita a marzo da Salesforce).

Una volta che Customer 360 ha eliminato eventuali duplicati tra le varie fonti, creerà degli ID che potranno essere spediti alle piattaforme di acquisto o ai partner di misurazione.

«Ci sono tanti modi diversi in cui una persona oggi può entrare a contatto con un brand, e tra tutti questi passaggi di tecnologia e media si è perso un certo livello di controllo», spiega Patrick Stokes, senior VP of product management di Salesforce. Per l’azienda, Customer 360 rappresenta un modo per consentire ai brand di superare l’approccio “a silos” ai dati, consentendo di collegare le varie fonti di informazioni sui consumatori in un unico identificativo, per una visione più reale e completa del comportamento d’acquisto utile per la messa a punto di strategie di marketing più efficaci ed efficienti.

Microsoft, SAP e Adobe lavorano a un modello unico per la condivisione dei dati

Microsoft, SAP e Adobe si alleano sul fronte dati e annunciano la nascita del progetto Open Data Initiative, volto a facilitare la condivisione dei dati tra le piattaforme.

L’iniziativa è volta alla creazione di un modello unico di dati sugli utenti, condivisibile tra le società, che da un lato possa garantire ai consumatori maggiore trasparenza e controllo sulla privacy, e dall’altro possa rendere più facile per le aziende trasferire i loro dati da una piattaforma all’altra.

Attualmente, infatti, le informazioni in possesso delle aziende sono di vario tipo, e non rifacendosi ad uno standard unico è spesso complicato condividerle tra diverse piattaforme. Il che in ultima istanza rende difficile sfruttarne appieno il potenziale.

L’intenzione delle tre società è quella di costruire un framework aperto che possa mettere a fattor comune svariati tipi di insight sui consumatori, dai dati di CRM a informazioni sui comportamenti d’acquisto ad altre tipologie. Le tre società non hanno ancora fornito dettagli sul funzionamento di questo modello unico, ma quel che si sa è che Adobe lo utilizzerà per la sua Customer Experience Platform, Microsoft per la sua soluzione Dynamics 365 CRM e SAP per la sua piattaforma Hana e per le piattaforme di CRM.

Artefact vince la gara BNL per i servizi di consulenza Data&Analytics

BNL ha scelto Artefact come nuova agenzia per le attività Analytics relative alle property BNL e Hellobank.

La collaborazione nasce in seguito alla vittoria di Artefact di un’apposita gara, ed ha come focus l’analisi, l’ottimizzazione e il mantenimento degli strumenti di Analytics e della DMP al fine di perfezionare le attività di data collection e la conoscenza dei trend di navigazione e interazione degli utenti con i touch point digitali dei domini BNL.it e Hellobank.it.

In particolare sono tre i principali ambiti della consulenza Artefact nel progetto Analytics di BNL:

●      Data collection e Data Analysis: definiti i business goals e KPI per ciascuna property online e in-app e condotta una prima fase di audit, Artefact supporterà BNL nell’impostare una corretta metodologia per la data collection e la data analysis. L’obiettivo è la comprensione del percorso completo di navigazione degli utenti attraverso l’impostazione di un monitoraggio user-centric e multipiattaforma delle interazioni con le risorse digitali BNL e Hellobank.

●      Ambiente di Analisi e Ottimizzazione: la corretta visualizzazione dei dati, ad esempio attraverso l’impostazione di rapporti personalizzati e la definizione di dashboard multicanale faciliterà l’analisi dei dati di traffico e consentirà a BNL di ricostruire e individuare eventuali ostacoli nel processo di conversione, validare l’efficacia dei contenuti, delle call to action e della user experience tout court.

●      Customer insight e nuove casistiche d’uso: l’analisi dei dati della DMP Hellobank.it mirerà a ottenere insights sul ciclo di vita dell’utente e a creare e lanciare nuovi casi d’uso in grado di generare un impatto di breve o lungo termine sugli obiettivi di business e gli investimenti media.

«Siamo molto soddisfatti della nuova collaborazione con BNL – commenta Debora Casalaspro, Country Manager Artefact Italy -. Questo progetto è il segno del buon esito del lavoro condotto dal nostro gruppo nel porre l’analisi dei dati al centro dell’offerta di consulenza strategica nel campo del marketing digitale. In qualità di partner, il nostro focus è incentrato sugli obiettivi di business di BNL che con noi condivide l’approccio ai Data Analytics come fattore abilitante per le proprie strategie digitali».

«Abbiamo scelto Artefact per continuare a crescere sul mondo digitale rinnovando gli stimoli ed il confronto con un partner di eccellenza – aggiunge Matteo Coppari, Head of Digital Marketing and Sales BNL -. Siamo rimasti molto colpiti dalla loro proposta, organizzazione ed esperienza maturata presso multinazionali complesse come la nostra realtà».

PHD lancia Engine, nuova unit per l’adv data-driven di Volkswagen

PHD ha annunciato il lancio di Engine, una nuova unit nata e progettata per il marchio automobilistico Volkswagen e dedicata alla pubblicità data-driven.

Il suo obiettivo, spiega l’agenzia in una nota, sarà quello di “valorizzare” per il brand “l’enorme mole di dati anonimi generati dai consumatori che cercano auto online”, per consentire a Volkswagen di “offrire contenuti rilevanti agli utenti durante il loro customer journey digitale che li porterà all’acquisto dell’auto”.

La unit sarà operativa a livello globale a partire dal quarto trimestre di quest’anno, e riunirà esperti delle agenzie di Omnicom Media Group – oltre a PHD, anche Annalect e Adylic – per supportare le technical operations, la costruzione delle audience, le creatività dinamiche e il reporting delle performance.

I team che lavoreranno in Engine saranno ospitati in quattro hub regionali, a Londra, New York, Singapore e Miami, e supporteranno i brand locali di Volkswagen e i team programmatici di PHD che si occuperanno della gestione delle campagne a livello locale. “Engine garantirà l’eccellenza operativa per i mercati locali – spiega PHD nella nota – e offrirà una soluzione programmatic end-to-end che include la raccolta e la gestione dei dati, la creazione dell’audience, la creatività dinamica, activation e measurement“.

Hub e team locali saranno focalizzati nell’incrementare l’efficacia e l’efficienza economica di tutti i KPI legati ai comportamenti digitali dei consumatori. Alcuni test già condotti da PHD in Italia, Francia e Spagna sul progetto Engine hanno evidenziato un aumento di efficacia ed efficienza del 30-300%.

«Oggi, nell’iter che porta all’acquisto di un’auto, la “vendita” è online mentre l’affare viene finalizzato in concessionaria. I consumatori cercano le auto online, generando così un’esplosione di dati che ci fornisce un’opportunità unica di offrire loro dei contenuti più pertinenti e coinvolgenti che rispondano ai loro bisogni in ogni fase del percorso di acquisto – spiega Oliver Maletz, Global Head of Communications and Media VW-Brand -. Engine fornirà ai nostri team locali l’esperienza per massimizzare l’efficacia e l’efficienza dei dati a pagamento, portando le comunicazioni di marketing attraverso video online, display, search e social. In sostanza, ci consente di raggiungere rapidamente i risultati che abbiamo raggiunto in alcuni mercati».

«Questo è un grande passo avanti sia per PHD che per Volkswagen – aggiunge Paul Hawkey, PHD Global Business Leader per Volkswagen -. Creando questi team unici localizzati con competenze tecniche, di analisi dei dati e creatività, PHD e Volkswagen possono sfruttare appieno i programmatic media e il panorama tecnologico per ottenere risultati migliori».

Le soluzioni di Datorama entrano a far parte di Salesforce Marketing Cloud

Si delinea il futuro di Datorama, società specializzata in analytics e gestione dei dati multipiattaforma, dopo la sua acquisizione da parte di Salesforce.

In occasione del DMEXCO di Colonia, infatti, Salesforce ha annunciato che le soluzioni della società entreranno a far parte di Salesforce Marketing Cloud.

Datorama consente di riunire tutti i dati di marketing provenienti da diversi canali, campagne e aree geografiche per ricevere insight e intervenire sulle attività in corso, dando la possibilità sia ad aziende che ad agenzie di comprendere al meglio l’efficacia dei loro investimenti di marketing e ottimizzarli in tempo reale.

In particolare, Datorama offre una vasta libreria di API marketing e connettori basati sull’Intelligenza Artificiale chiamati TotalConnect e LiteConnect che interpretano e classificano automaticamente i dati di marketing, nonché altri tipi di dati relativi a vendite, meteo, informazioni di tipo economico o provenienti dai sondaggi. Insieme, le due soluzioni acquisiscono istantaneamente tutti i dati delle campagne provenienti da qualsiasi fonte, tra cui Salesforce Marketing Cloud, Google Analytics e molte altre piattaforme per l’interpretazione dei risultati organici e a pagamento, insigth social e altri dati sulle pubblicità video, display, televisive e offline. Datorama è quindi in grado di elaborare approfondimenti sulle diverse campagne di marketing in un’unica dashboard visiva, evidenziando in modo chiaro quali campagne stanno funzionando e quali no. I marketer e le agenzie possono personalizzare la dashboard a seconda dei KPI e dei segmenti di pubblico interessati, applicando suggerimenti generati da Intelligenza Artificiale e alert per indicare eventuali criticità.

Attualmente – spiega la società in una nota – Datorama viene fornito come prodotto separato, ma in futuro “sarà integrato direttamente in Marketing Cloud, fungendo come unica fonte per la comprensione e l’analisi delle performance di marketing dei nostri clienti”. Successivamente, Datorama potrà connettersi anche con altre tipologie di dati nativi all’interno della piattaforma Customer Success di Salesforce, inclusi i dati CRM di prima parte e altro ancora.

Entro il 3 ottobre le app su iOS dovranno avere una privacy policy

Apple è sempre sembrata essere molto attenta alla privacy dei propri utenti. E un nuovo annuncio, fatto proprio in questi giorni su un blog ufficiale, lo conferma.

La società ha infatti comunicato un’importante novità per gli sviluppatori di applicazioni iOS: l’obbligo, per tutte le applicazioni, di avere una privacy policy entro il 3 ottobre 2018.

La richiesta, prima limitata solo alle app per abbonamento, è adesso stata ampliata a tutti i software, compresi quelli ancora in fase di test, che dovranno comunicare agli utenti in che modo i loro dati personali vengono raccolti, utilizzati e condivisi.

Quello che gli sviluppatori dovranno fare, in particolare, sarà aggiungere nei propri software un link alla pagina di privacy policy, su cui dovranno spiegare quali informazioni sugli utenti sono raccolte, come e in che modo vengono usate. Dovranno anche specificare le loro politiche di conservazione dei dati e come gli utenti possono negare il consenso e cancellare i loro dati.

La nuova regola sarà attiva dal 3 ottobre. Dopo questa data, le app già esistenti prive di una policy non verranno rimosse dall’App Store, ma dovranno dotarsene non appena effettueranno un aggiornamento.

Apple conferma così di prendere sul serio la privacy dei propri utenti, in un momento in cui, dopo l’entrata in vigore del GDPR e gli scandali di Facebook e Cambridge Analytica, il tema della gestione dei dati personali è diventato particolarmente importante per le società che operano nel mondo digitale.

Firefox bloccherà di default il tracciamento degli utenti. L’annuncio di Mozilla

Firefox bloccherà presto il tracking degli utenti di default, e consentirà agli internauti di controllare quali informazioni vogliono condividere con i siti su cui navigano.

Ad annunciarlo è stata Mozilla, società proprietaria del celebre browser, con un blog post ufficiale in cui spiega che la decisione è dovuta alla volontà sia di proteggere gli utenti dai tracker “aggressivi”, sia di migliorare la privacy e le performance del browser.

La società ha reso noto di stare in particolare lavorando su tre filtri anti-tracking per Firefox.

Il primo blocca i tracker che rallentano il caricamento delle pagine. Tale programma, volto a migliorare le performance e la velocità del browser, sarà testato a settembre e, se i suoi risultati saranno positivi, verrà preimpostato su Firefox 63, disponibile da ottobre.

Il secondo è dedicato invece al tracciamento “cross-site” che segue gli utenti in rete. Anche questa funzionalità, che smantella i cookie e blocca l’accesso di contenuti di tracking di terze parti, sarà testata il prossimo mese. Mozilla ha in piano di renderla definitivamente disponibile su Firefox 65, atteso per gennaio 2019.

Il terzo, infine, è volto a ridurre alcune pratiche considerate dannose o su cui l’utente non ha controllo. Mozilla cita quelle dei tracker che raccolgono le impronte digitali degli utenti – per identificarli direttamente dai loro dispositivi – o quelle dei “cryptomining scripts“, codici che sfruttano le CPU degli utenti per il “mining” di criptovalute. La società, in questo caso, non ha reso note le tempistiche di disponibilità del filtro, ma ha dichiarato che esso sarà presente di default in “future versioni di Firefox”.

“Alcuni siti continueranno a volere i dati degli utenti in cambio di contenuti, ma adesso dovranno chiedere per poterlo fare, un cambiamento positivo per le persone che fino ad ora non avevano idea del valore dello scambio che veniva loro chiesto – spiega Mozilla sul blog post -. Bloccare gli annunci pop-up nella versione originale di Firefox è stata una giusta mossa nel 2004, perché non soltanto ha reso più contenti gli utenti, ma ha anche dato alle piattaforme pubblicitarie di allora un motivo per preoccuparsi dell’esperienza del pubblico. Nel 2018, ci auguriamo che i nostri sforzi per dare più potere agli utenti avranno il medesimo effetto”.