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Il Native si apre all’RTB: accordo tra Sharethrough e AppNexus

La piattaforma di “in feed ads” e la DSP firmano “la prima completa integrazione” della tecnologia Rtb nella pubblicità nativa. Gli inserzionisti avranno accesso in Programmatic all’inventory di centinaia di editori premium

di Simone Freddi
05 ottobre 2015
sharethrough

Sharethrough, società specializzata nella vendita di “in feed ads“, ossia di pubblicità “Nativa” integrata nei contenuti del sito che li ospita, e AppNexus, una tra le principali piattaforme di Programmatic Buying (DSP) al mondo, hanno annunciato la prima integrazione completa della tecnologia RTB nel Native Advertising.

Grazie a questo accordo, gli inserzionisti e le agenzie potranno avere accesso a miliardi di impression sulle centinaia di siti premium – tra cui Forbes, Time Inc., Hearst – e app parte dell’Exchange di Sharethrough.

Gli annunci nativi – ossia ben integrati nel contenuto editoriale del sito che li ospita, come i post sponsorizzati di Facebook – su display raggiungono Ctr di tutto rispetto, 0,15%, secondo dati di Polar Media Group, mentre sui nuovi device volano addirittura all’1% secondo Celtra. Dando quindi a seller e buyer pubblicitari soddisfazioni maggiori rispetto alla display più tradizionale.

Fino ad oggi però, un problema del Native adv è stato quello della “scalabilità”. Ben pochi player hanno infatti delle audience tali da diventare interlocutori davvero interessanti per inserzionisti che pensano al native come canale di comunicazione ad ampio raggio (e alto budget). Non a caso, in questo campo i veri big player sono sostanzialmente Facebook e, a notevole distanza, Twitter (che per colmare i limiti di una reach pari “solo” a poco meno di 300 persone, da tempo ha iniziato a vendere i promoted tweet anche “fuori” da Twitter).

Con la piena integrazione delle DSP all’interno delle piattaforme di Native, di cui l’accordo tra Sharethrough e Appnexus costituisce uno tra i primi esempi concreti, il problema della “scalabilità” potrebbe essere risolto e portare a un decollo di annunci “in feed” nei siti e nelle app.

La stessa Sharethrough, che nel 2014 aveva fatturato 48 milioni di dollari nel 2014, a inizio anno aveva dichiarato l’intenzione di arrivare a 100 milioni di dollari di ricavi già quest’anno proprio grazie al Programmatic.

 

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