Main partner:

Jobs

Xandr lancia la sell-side platform Monetize, costruita sulla tecnologia AppNexus

Dopo aver lanciato qualche mese fa la DSP Invest, costruita sulla tecnologia AppNexus, Xandr ufficializza il debutto della sua nuova piattaforma lato vendita.

Si chiamerà Xandr Monetize, e si basa anch’essa sulla tecnologia di AppNexus, proponendosi al mercato come una piattaforma in grado di mettere in contatto gli editori con gli inserzionisti per la vendita di spazi pubblicitari di programmatic OTT, a cui in futuro si aggiungerà anche la TV lineare, secondo quanto ha dichiarato ad AdAge Michael Richardson, VP of publisher products di Xandr.

Xandr Monetize riunisce tutte le caratteristiche dei precedenti prodotti di vendita di AppNexus, inclusi ad server, SSP e tool di analisi dei ricavi, unificando e semplificando le operazioni su vari tipi di inventory, transazioni (RTB e deal) e canali di domanda. Tra i primi utilizzatori della SSP ci saranno Axel Springer, Microsoft e Warner Media (acquisita dalla telco due anni fa).

«Xandr è un partner di fiducia per le società multimediali, che comprende le sfide alle quali devono far fronte e innova per sostenerne la crescita. Ora, grazie alle dimensioni, alle economie di scala e alle risorse di AT&T, siamo posizionati in modo unico per offrire la piattaforma di vendita ottimizzata, scalabile di cui il settore ha bisogno – spiega Ryan Christensen, Vicepresidente senior prodotti presso Xandr -. Con il lancio di Xandr Monetize, il nostro futuro è pronto per una collaborazione che ampli e arricchisca ciò che le società multimediali offrono agli inserzionisti e ai consumatori».

La soluzione porta inoltre l’header bidding nel mondo televisivo, attraverso l’applicazione della tecnologia Prebid sull’offerta programmatic OTT della piattaforma. Una novità che, a detta di Xandr, consentirà una separazione competitiva tra molteplici SSP per gli spazi su TV Connesse e altro tipo di inventory televisive.

Il lancio di Xandr Monetize segna anche il debutto sul mercato di Prebid Server Premium, una nuova soluzione di header bidding server-side semplificata, utilizzabile sia dai clienti della SSP che da quelli dell’ad server della società. “Con l’header bidding lato server che apre nuovi canali di domanda in header bidding e migliora le performance dei siti, Prebid Server Premium semplifica la configurazione e aumenta l’efficienza operativa tramite dati preziosi di reportistica su vari formati e una singola fonte di compensazione tra le varie SSP”, spiega Xandr in una nota.

Xandr Monetize completa l’offerta di Xandr di prodotti per l’acquisto e la vendita di pubblicità. Monetize consentirà anche di vendere spazi attraverso Community, il marketplace premium di pubblicità della società.

Ecco quanto l’acquisizione di AppNexus sta fruttando ad AT&T

Cresce il Programmatic in casa AT&T. Secondo i dati dell’ultima trimestrale del colosso telco americano, i ricavi provenienti da pubblicità in programmatic e su addressable tv sono aumentati del 24% a 484 milioni di dollari.

La maggior parte di questa crescita sarebbe dovuta all’acquisizione di AppNexus, annunciata a giugno dell’anno scorso e senza la quale la stessa voce avrebbe visto un incremento (solo) del 4,1%. A conti fatti, questo suggerirebbe che AppNexus abbia contribuito portando nelle casse di AT&T ben 77 milioni di dollari nel secondo trimestre. Complessivamente, i ricavi della telco hanno raggiunto nei tre mesi i 45 miliardi di dollari, rispetto ai 39 miliardi di un anno fa (+15,3%), una performance trainata in gran parte dall’acquisizione di Time Warner.

Intanto, la società sta mettendo a frutto l’acquisizione di AppNexus anche da un punto di vista tecnologico. A giugno Xandr, la divisione ad tech di AT&T, ha lanciato una nuova DSP, Invest, costruita proprio sulla tecnologia AppNexus. La piattaforma consente ai brand di acquistare inventory non solo dall’exchange di AppNexus, ma anche dal marketplace video di Xandr, Community, che include spazi di property premium come CNN, Warner Bros., Vice e Hearst Magazine. Il tutto potendo sfruttare i dati deterministici di proprietà di AT&T, provenienti da rapporti diretti con 170 milioni di clienti.

Un bacino di insight per lo più legato al mercato USA (dove AT&T è tra i principali operatori di telefonia e intrattenimento), ma che la società conta di espandere presto anche in Europa, come testimoniano le 60 posizioni di Xandr aperte tra UK, Italia, Francia, Germania e Spagna. Nelle intenzioni dell’operatore c’è quella di costruire una nuova offerta di dati, e non a caso, la maggior parte dei professionisti che sta cercando sono relativi alle aree vendite, marketing e partnership (in Italia si ricercano un Solution Consultant e una figura nell’area Sales).

Xandr punta ad espandersi in Europa. Ecco con quali obiettivi

Dopo gli Stati Uniti, l’Europa. AT&T, e il suo braccio ad tech Xandr, hanno piani ambiziosi di sviluppo nel Vecchio Continente, come rivelano annunci per ben 60 nuove posizioni tra UK, Italia, Francia, Germania e Spagna.

In Europa, dove AT&T non è operativa con i suoi servizi di telefonia e intrattenimento, la società non possiede l’ampio e prezioso bacino di insight sugli abbonati che invece è la sua grande forza nel mercato americano. Per questo, ha necessità di costruire una nuova offerta di dati, e non a caso, la maggior parte dei professionisti che sta cercando sono relativi alle aree vendite, marketing e partnership (in Italia si ricercano un Solution Consultant e una figura nell’area Sales, come abbiamo scritto in questo articolo).

La roadmap, secondo quanto riporta un’intervista di Digiday al CMO di Xandr Kirk McDonald, sarebbe quella di costruire questo nuovo bacino di insight sia attraverso l’acquisizione di dati che attraverso partnership con editori e broadcaster. In particolare, quello delle partnership è un modello che Xandr ha già messo a punto negli USA, dove attraverso il suo marketplace video Community mette a disposizione degli inserzionisti non solo inventory di proprietà di AT&T (il network Warner Media) ma anche spazi di editori “esterni” come Vice e Tubi, accessibili grazie alla sua nuova DSP Invest (evoluzione di AppNexus).

Nelle intenzioni di Xandr, ci sarebbe quella di replicare questo modello in Europa, portando a bordo di Community editori locali. Questi non dovranno necessariamente condividere i loro dati per vendere gli spazi sul marketplace, ma nel caso in cui lo faranno – e i loro insight verranno incrociati coi dati deterministici di Xandr -, avranno la possibilità di attirare un maggior numero di inserzionisti offrendo un targeting più raffinato.

Gli accordi sul fronte dati, inoltre, ha specificato Kirk McDonald, non saranno paneuropei, ma relativi a specifici mercati. La società sarebbe in particolare interessata all’acquisizione di dati deterministici in pacchetti diversi rispetto ai tradizionali set di dati comportamentali e di posizione. Il manager non ha rivelato i nomi delle società con cui Xandr è attualmente in contatto.

Xandr lancia la nuova DSP Invest, costruita sulla tecnologia AppNexus

Dalla tecnologia di AppNexus, nasce una nuova piattaforma lato acquisto (DSP) in seno all’offerta di Xandr, la divisione ad tech di AT&T.

Si chiama Xandr Invest e consente ai brand di acquistare inventory non solo dall’attuale exchange di AppNexus, ma anche dal marketplace video di Xandr, Community, che include spazi di property premium come CNN, Warner Bros., Vice e Hearst Magazine. Il tutto potendo sfruttare i dati deterministici di proprietà di AT&T, provenienti da rapporti diretti con 170 milioni di clienti.

Una novità che arriva dopo una serie di investimenti sull’offerta demand-side, come spiega Michael Rubenstein, Presidente di AppNexus: «Xandr Invest offre una combinazione dei nostri insight esclusivi sui consumatori e di contenuti, sorretti da una tecnologia incredibilmente potente. Abbiamo portato sul mercato una piattaforma che non solo incontra i bisogni attuali degli inserzionisti, ma consente loro di prepararsi al meglio al futuro della pubblicità, che vedrà una sempre maggiore convergenza tra digital e tv».

Attualmente, l’offerta di Xandr Invest include tv tradizionale, OTT, mobile, video digitale, audio, native e display a livello globale. Un’offerta omnichannel, in cui avrà grande importanza il video, attualmente un canale in grande crescita nell’offerta Xandr: secondo dati rilasciati dalla stessa società, gli acquisti di pubblicità video, OTT inclusi, effettuati attraverso la DSP della società vedranno nel 2019 una crescita a doppia cifra anno su anno. E proprio per capitalizzare sulle buone performance di questo mezzo, nel futuro l’offerta di Xandr Invest incorporerà sempre più strumenti e servizi volti alla convergenza tra strategie digitali e televisive, anche con specifici prodotti dedicati agli acquisti su TV tradizionale.

La nuova DSP, costruita sulla tecnologia AppNexus, avrà un’interfaccia rinnovata, ed inoltre consentirà alle aziende di prenotare in maniera automatizzata l’accesso alle inventory attraverso un’apposita offerta in programmatic guaranteed.

Secondo quanto riporta la testata The Drum, citando il vice-president of product management di Xandr Suzanne O’Kelley, Invest e la precedente DSP di AppNexus lavoreranno fianco a fianco fino a che tutti i clienti non migreranno sulla nuova piattaforma.

AppNexus investe nella DSP e apre due posizioni in Italia

C’è anche l’Italia tra i Paesi in cui AppNexus conta di rafforzare la propria struttura, nell’ambito di una strategia di ampliamento del team che sta coinvolgendo il continente europeo. La società ha recentemente aperto una ricerca finalizzata al reclutamento di 60 nuovi professionisti nel continente, con posizioni aperte nelle sedi di Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Italia.

Un investimento che mira a promuovere la crescita della società nell’area EMEA, nonché a potenziare il supporto e la copertura dei clienti e a diversificare le offerte, tra cui spiccano il media trading in programmatic e gli strumenti avanzati di analisi e intelligenza artificiale.

Della quindicina di posizioni che sono state aperte nel Sud Europa, almeno due al momento sono relative all’Italia, di cui un Solution Consultant e un altro probabile ruolo nell’area Sales.

La piattaforma – oggi parte della divisione ad tech Xandr dell’americana AT&T – continua dunque a investire nel nostro Paese, dove è presente dal 2015, e per quest’anno ha già ben chiare le direttrici dello sviluppo della propria offerta: «Per quanto riguarda il focus 2019 continuiamo a investire nel business buy side e nella nostra DSP», ha dichiarato a Programmatic Italia Marco Testa, Marketing Manager Southern Europe di AppNexus. La società negli ultimi mesi ha lanciato diverse nuove funzionalità, tra cui Guaranteed Views e Guaranteed Completes, due soluzioni che consentono a brand e agenzie di pagare rispettivamente solo per quegli annunci misurati come viewable e per quegli spot la cui visualizzazione è stata completata dall’utente.

AppNexus rafforza l’organico in Europa: 60 posizioni aperte

AppNexus vuole rafforzarsi in Europa: la società specializzata in programmatic ha annunciato di aver aperto una ricerca finalizzata al reclutamento di 60 nuovi professionisti in tutto il continente. Le posizioni aperto riguardano le sedi di Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Italia.

AppNexus, acquisita da AT&T nel 2018 e ora parte della sua divisione dedicata all’ad tech, Xandr, si sta espandendo attraverso servizi, attività commerciali e una serie di altri team funzionali. Questo ulteriore investimento mira a promuovere la crescita della sua attività nell’area EMEA, nonché a potenziare il supporto e la copertura dei clienti e a diversificare le offerte, tra cui spiccano il media trading in programmatic e gli strumenti avanzati di analisi e intelligenza artificiale.

AppNexus, ora i brand possono vedere quanto budget media va agli editori

Per le aziende che acquistano pubblicità in programmatic, il tema della trasparenza è quanto mai importante oggi. E questo tema tocca anche la questione delle fee tecnologiche, ossia quanto dell’investimento media iniziale si perde tra gli operatori della filiera prima di arrivare nelle tasche degli editori che vendono gli spazi.

AppNexus ha annunciato di aver fatto un importante passo avanti per rendere queste fee più trasparenti. Oggi infatti le aziende possono scoprire quanto dei loro budget è categorizzato come “tech fee” quando acquistano gli spazi di un editore attraverso le piattaforme della società di AT&T.

La novità arriva dopo mesi di rinegoziazione dei contratti con i venditori, precedentemente scritti e strutturati in maniera tale da non poter rendere pubbliche tali informazioni. Oggi le aziende potranno vedere le fee relative al 58% delle transazioni pubblicitarie effettuate a livello globale e l’82% di quelle effettuate in Nord America. Queste informazioni consentiranno ad esse di analizzare tali importi per ogni editore da cui acquistano, riconoscendo spazi “rivenduti” dall’accumulo di “rimbalzi” tra compratore e venditore, ed usare questi insight per ottimizzare il supply path alla ricerca delle fee più basse e del minor numero di rimbalzi.

AppNexus connetterà queste informazioni ai suoi fornitori AD/FIN, Amino Payments e Lucidity, consentendo agli inserzionisti di visualizzarle attraverso di essi. Inoltre, la SSP della società sta testando una reportistica di trasparenza nativa al proprio interno.

Il ruolo di AppNexus all’interno di Xandr, la divisione ad tech di AT&T

Il futuro di AppNexus all’interno di Xandr, la unit ad tech di AT&T? Non sarà quello di una piattaforma video, anzi.

In occasione di un recente incontro con gli investitori, il CEO di Xandr Brian Lesser ha fatto luce su quello che sarà il ruolo della società ad tech acquisita a giugno dalla telco americana: un ruolo preciso e importante, che andrà ad ampliare le aree di operatività della divisione.

Il manager ha infatti sottolineato che, oltre al business televisivo in aumento – la piattaforma tv gestita da Xandr è cresciuta del 22% anno su anno nel Q3, trainata da addressable e prodotti data-driven – la società nel 2019 sarà molto coinvolta anche nell’implementazione di pubblicità digital, per cui sarà fondamentale l’apporto di AppNexus.

Le due linee di business, tv e web, sono ora ufficialmente connesse: «Abbiamo unito una società molto forte nelle vendite media con la più robusta piattaforma pubblicitaria – ha spiegato Lesser -. Il nostro business di media sales completa quello della piattaforma tecnologica, nel senso che tutti gli editori che con cui già lavoriamo possono ora avere accesso ad ancora più domanda, associando la loro inventory di alta qualità ad ottimi contenuti per ottenere risultati eccellenti».

Ma non è solo questione di ampliamento dell’offerta media. Lesser ha aggiunto che la piattaforma digitale di AppNexus contribuirà anche a rendere l’operatività di Xandr più efficiente nell’individuazione delle audience, nell’erogazione delle campagne e nell’innovazione di formati e sistemi di misurazione.

AppNexus traina la crescita di Xandr, la unit ad tech di AT&T

Parte col piede giusto Xandr, la neonata unit ad tech di AT&T.

Il fatturato pubblicitario della divisione – che al suo interno comprende anche AppNexus dopo l’acquisizione di quest’ultima da parte di AT&T – è cresciuta del 34% anno su anno. Escluso il business di AppNexus, il dato è comunque in aumento del 22%.

Che AppNexus abbia contribuito e continuerà a contribuire in maniera sensibile al business di Xandr è convinto anche il CFO di AT&T John Stephens, il quale ha dichiarato che la piattaforma, combinata con l’inventory video di AT&T e con altri «significativi spazi pubblicitari», aiuterà a far crescere il business pubblicitario della compagnia. «A lungo termine, se utilizzeremo queste capacità, potremo fornire una enorme flessibilità alla nostra base clienti su tv lineare, DirecTV Now, OTT e trasferirla anche sul mondo wireless e su altre aree», ha aggiunto il manager.

E in effetti, il colosso telco americano ha grandi piani per Xandr. La società punta infatti a combinare i dati dei suoi 170 milioni di abbonati con i contenuti di WarnerMedia (anch’essi un asset di AT&T), generando così più pubblicità targettizzata e in ultima istanza maggiori ricavi adv. In questo disegno, il prossimo passo per Xandr sarà quello di mettere in piedi la propria base di partner, siglando accordi con varie società televisive.

Brian O’Kelley lascia il ruolo di CEO di AppNexus

Brian O’Kelley lascia la guida di AppNexus. Il co-fondatore e CEO della società di ad tech, acquisita a giugno da AT&T ed ora parte della sua neonata divisione tecnologica Xandr, abbandonerà il suo ruolo operativo, continuando a collaborare con Xandr in qualità di consulente strategico.

Per AppNexus è un po’ un’epoca che si chiude: il suo boss era uno dei volti più riconoscibili della società, nonché un professionista che ha contribuito attivamente nella costruzione di quella che – in 11 anni – è diventata una delle principali società del mercato programmatico a livello mondiale.

Adesso, O’Kelley lavorerà a contatto con il CEO di Xandr Brian Lesser su vari progetti in cantiere all’interno della divisione, che saranno annunciati nelle prossime settimane.

A dare l’annuncio dell’abbandono del ruolo operativo del manager è stato proprio Lesser, in una circolare interna ai suoi dipendenti, in cui ha scritto: “Discutendo con Brian sul migliore percorso da intraprendere, abbiamo preso insieme la decisione di un suo progressivo spostamento dall’operatività quotidiana di AppNexus a un ruolo più di consulenza strategica per l’immediato futuro. Continuerà a riportare direttamente a me”.

Ed a Lesser riporteranno anche gli altri vertici di AppNexus, incluso il Presidente Michael Rubenstein, il CTO Ben John e il SVP of Product Ryan Christensen.

Le più lette

Wordpress Social Share Plugin powered by Ultimatelysocial