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Il futuro di WPP? «Trarre vantaggio dalle opportunità della tecnologia»

Secondo il co-chief operating officer Mark Read, la holding ha bisogno di capire come sfruttare al meglio i dati al servizio di creatività e idee. La nostra rassegna di oggi

di Alessandra La Rosa
21 giugno 2018
wpp

Nella nostra rassegna di oggi spazio al futuro di WPP, raccontato dal suo co-chief operating officer, e a due studi di ANA ed Ebiquity.

Il futuro di WPP? «Trarre vantaggio dalle opportunità della tecnologia»

Il futuro di WPP? E’ quello di «trarre vantaggio da tutte le opportunità messe a disposizione dalle nuove tecnologie e dai nuovi modi di comunicare coi consumatori». A dirlo è stato Mark Read, co-chief operating officer di WPP, in occasione di un’intervista rilasciata al Festival di Cannes. «Questo non vuol dire che diventeremo una società tecnologica – ha aggiunto il manager -. Saremo ancora una società interessata in idee e creatività e che può aiutare i clienti a crescere. Ma abbiamo bisogno di capire come usare la tecnologia e i dati nel nostro lavoro, in modo da mettere entrambe le cose al servizio delle idee». Leggi di più su AdExchanger.

GDPR, oltre un quarto dei marketer non ha ricevuto training prima dell’entrata in vigore della normativa

Una ricerca condotta da DMA sul contesto del mercato pubblicitario post-GDPR ha evidenziato tra le aziende una mancanza di sicurezza sulla conformità al regolamento più diffusa di quanto ci si potesse aspettare. Il motivo? Un training non adeguato. Secondo lo studio, il 27% dei marketer non ha ricevuto alcuna formazione prima della definitiva entrata in vigore del regolamento euroepo il 25 maggio scorso, ma ha dovuto affrontare da solo le complesse questioni su conformità, comunicazione e privacy sollevate dalla normativa. Leggi di più su The Drum.

Quanto può far guadagnare alle aziende una migliore allocazione della spesa pubblicitaria?

Una migliore allocazione della spesa pubblicitaria avrebbe fornito alle aziende un profitto superiore ai 40 miliardi di dollari ogni anno a livello globale, secondo uno studio di Ebiquity. La società ha analizzato 2500 campagna in tre anni, per un totale di investimenti media di 375 miliardi di dollari, ed è giunta alla conclusione che se le aziende avessero ottimizzato tali investimenti sulla base del contributo al ROI proveniente dai vari canali (si parla di media tradizionali e digital video e display), avrebbero generato ulteriori 45 miliardi di dollari di profitti globali. «Con giuste misurazioni e analytics, i marketer possono rivalutare l’allocazione della loro spesa adv in modo da migliorare sensibilmente i loro risultati», ha dichiarato Mike Campbell, Head of International Effectiveness di Ebiquity. Leggi di più su WARC.

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