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L’indipendenza del mondo ad tech è al tramonto?

Oggi nella nostra rassegna parliamo di player indipendenti e di due nomine in SpotX e WPP.

L’indipendenza del mondo ad tech è al tramonto?

L’indipendenza del mondo ad tech è al tramonto, ora che uno dei suoi principali nomi – AppNexus – è stato acquisito dal gigante telco AT&T? Secondo il CEO di ExchangeWire, no. Il manager ha fiducia nel fatto che i player indipendenti dell’advertising tecnologico – secondo lui, il 20% del totale – sopravviveranno e, anzi, prospereranno. Questo perché il mercato ha bisogno di operatori indipendenti oggi più che mai. Sono nove i campi che potranno offrire delle interessanti opportunità a questi player: dai grandi editori all’OOH, dai broadcaster al mondo delle app, senza tralasciare il tema dell’attribuzione, in cui strumenti imparziali sono sempre più richiesti. Leggi di più su ExchangeWire.

SpotX nomina Edward Wale Managing Director UK e Spagna

Nuova nomina internazionale per SpotX. La società ha promosso Edward Wale al ruolo di Managing Director Uk e Spagna. Con più di 8 anni di esperienza in campo pubblicitario maturata tra Brightroll e Videology, Wale si è unito al team SpotX nel 2016 come Director of Platform Services in UK e Sud Europa. Nel nuovo ruolo, si pccuperà di coordinare le squadre al lavoro con i clienti lato domanda e offerta della società in UK, Spagna e nei mercati emergenti dell’Europa Centrale e Orientale. Leggi di più su The Drum.

Mark Read nuovo CEO di WPP. Quali sfide lo aspettano?

E’ arrivata oggi l’ufficializzazione della nomina di Mark Read a nuovo CEO di WPP. Una notizia con cui la holding pubblicitaria dà definitivamente il via alla sua era post-Sorrell. Ma quali saranno le sfide che il nuovo manager si troverà ad affrontare? Dall’esigenza di una ristrutturazione ragionata intorno ai principali brand del gruppo, alla costruzione di un nuovo modello d’agenzia che sia meno dipendente dai budget media dei clienti, alla necessità di prestare maggiore attenzione ai pericoli derivanti dal mondo della consulenza e dal duopolio, sono tante le imprese che Read si trova davanti, in un momento non tra i più positivi per l’azienda. Leggi di più su Digiday.

Il futuro di WPP? «Trarre vantaggio dalle opportunità della tecnologia»

Nella nostra rassegna di oggi spazio al futuro di WPP, raccontato dal suo co-chief operating officer, e a due studi di ANA ed Ebiquity.

Il futuro di WPP? «Trarre vantaggio dalle opportunità della tecnologia»

Il futuro di WPP? E’ quello di «trarre vantaggio da tutte le opportunità messe a disposizione dalle nuove tecnologie e dai nuovi modi di comunicare coi consumatori». A dirlo è stato Mark Read, co-chief operating officer di WPP, in occasione di un’intervista rilasciata al Festival di Cannes. «Questo non vuol dire che diventeremo una società tecnologica – ha aggiunto il manager -. Saremo ancora una società interessata in idee e creatività e che può aiutare i clienti a crescere. Ma abbiamo bisogno di capire come usare la tecnologia e i dati nel nostro lavoro, in modo da mettere entrambe le cose al servizio delle idee». Leggi di più su AdExchanger.

GDPR, oltre un quarto dei marketer non ha ricevuto training prima dell’entrata in vigore della normativa

Una ricerca condotta da DMA sul contesto del mercato pubblicitario post-GDPR ha evidenziato tra le aziende una mancanza di sicurezza sulla conformità al regolamento più diffusa di quanto ci si potesse aspettare. Il motivo? Un training non adeguato. Secondo lo studio, il 27% dei marketer non ha ricevuto alcuna formazione prima della definitiva entrata in vigore del regolamento euroepo il 25 maggio scorso, ma ha dovuto affrontare da solo le complesse questioni su conformità, comunicazione e privacy sollevate dalla normativa. Leggi di più su The Drum.

Quanto può far guadagnare alle aziende una migliore allocazione della spesa pubblicitaria?

Una migliore allocazione della spesa pubblicitaria avrebbe fornito alle aziende un profitto superiore ai 40 miliardi di dollari ogni anno a livello globale, secondo uno studio di Ebiquity. La società ha analizzato 2500 campagna in tre anni, per un totale di investimenti media di 375 miliardi di dollari, ed è giunta alla conclusione che se le aziende avessero ottimizzato tali investimenti sulla base del contributo al ROI proveniente dai vari canali (si parla di media tradizionali e digital video e display), avrebbero generato ulteriori 45 miliardi di dollari di profitti globali. «Con giuste misurazioni e analytics, i marketer possono rivalutare l’allocazione della loro spesa adv in modo da migliorare sensibilmente i loro risultati», ha dichiarato Mike Campbell, Head of International Effectiveness di Ebiquity. Leggi di più su WARC.