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Ecommerce: 1 transazione su 3 può essere attribuita erroneamente senza misurazione Cross-Device

Secondo l’ultima ricerca internazionale di Criteo, solo con una visione completa del percorso di acquisto degli utenti i retailer possono spendere i budget di marketing in maniera più ponderata

di Simone Freddi
07 marzo 2017
Attribuzione-cross-device-criteo

L’adagio “si naviga su smartphone, si acquista sul desktop” è ufficialmente morto. I consumatori ora utilizzano gli smartphone sia per la ricerca che per l’acquisto, il che rende ancora più importante per i retailer fornire un’esperienza sincronizzata fra desktop e mobile. Attrezzarsi per mettere in campo efficaci strategie di misurazione cross-device, inoltre, è fondamentale per massimizzare il ritorno sugli investimenti (Roi).

Tutto questo emerge dalla nuova edizione dello State of Cross-Device Commerce Report di Criteo, realizzata nel secondo semestre 2016 analizzando dati da 3.300 online retailer a livello globale, oltre 1,7 miliardi di transazioni all’anno e 720 miliardi di dollari in vendite.

Lo studio si concentra molto sul tema dell’attribuzione: secondo i ricercatori della società specializzata in performance markerting, senza una misurazione cross-device quasi 1 transazione su 3 può essere attribuita erroneamente. In Italia, in particolare, i tassi di conversione risultano essere 1,6 volte più alti rispetto a quello che emerge attraverso un approccio device-centric. Secondo lo studio, inoltre, nel nostro Paese il 46% di tutte le transazioni, dalla prima visita al sito web fino all’acquisto, ha coinvolto due o più dispositivi.

Con una misurazione user-centric e cross-device, i retailer possono monitorare con maggiore precisione la conversione e ottimizzare le spese di marketing. «L’adozione di una strategia di misurazione cross-device è un imperativo fondamentale per tutti i retailer», avverte Alberto Torre, Managing Director di Criteo Italia. «I marketer non solo hanno la necessità di adottare una misurazione cross-device al fine di garantire la corretta attribuzione, ma anche di assicurarsi che il loro investimento sia ottimizzato per i canali che forniscono il massimo delle prestazioni. I retailer che sono in grado di offrire ai clienti un’esperienza coerente e personalizzata attraverso più dispositivi sapranno fare la differenza».

Il Mobile continuerà a essere una forza dominante

Se è ormai un dato di fatto che i consumatori continuano a utilizzare più dispositivi lungo il percorso di acquisto, il ruolo dei nuovi device in assoluto è sempre più trainante: il mobile, in particolare, sta mostrando un tasso di transazione più elevato e una dimensione media maggiore del valore degli ordini.

Negli Stati Uniti, il 36% di tutti gli acquisti online negli  sono stati completati su mobile, con un aumento anno su anno del 20%. A livello globale la spesa da smartphone è aumentata del 7% anno su anno (con il 55% di transazioni effettuate via App), mentre i tablet stanno raggiungendo la parità con i desktop per valore di transazioni.

In Italia, i mass merchant hanno ormai la più grande quota di transazioni mobile con una crescita del 26% su base annua, davanti al settore Health & Beauty e al Fashion & Luxury. Anche la categoria relativa agli articoli sportivi ha mostrato una forte crescita: 31% su base annua.

Smartphone, dispositivo chiave per gli acquisti cross-device

Nel nostro Paese, il 20% di tutte le transazioni cross-device completate su desktop sono iniziate su uno smartphone e il 36% di quelle completate su uno smartphone hanno avuto inizio su un desktop. E, indipendentemente dal dispositivo di acquisto, circa una transazione cross-device su quattro inizia con uno smartphone.

Le quote di transazioni eCommerce cross-device per dispositivo sono così rappresentate: smartphone (45%), tablet (50%) e desktop (46%). Gli acquisti da smartphone rappresentano un quinto di tutte le vendite al dettaglio online in Italia, con un incremento su base annua del 24%, mentre quelli da tablet continuano a diminuire.

Alla luce dei dati, i marketer – osserva Criteo – non possono più permettersi una vista in silos dei comportamenti di acquisto dei loro clienti. I retailer più consapevoli offrono una user experience coerente su tutti i dispositivi e, con una visione cross-device del percorso di acquisto degli utenti, spendono i budget di marketing in maniera più ponderata.

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