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DoubleVerify è in vendita. A breve l’asta finale

Dopo Moat, acquisita da Oracle, un’altra società di misurazioni cerca un acquirente. Secondo AdExchanger il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno ai 350 milioni di dollari

di Alessandra La Rosa
07 luglio 2017
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Un pannello di DoubleVerify all'ultimo Festival di Cannes

Dopo Moat, acquistata da Oracle per 850 milioni di dollari, anche un’altra società di misurazioni si prepara alla vendita.

Stiamo parlando di DoubleVerify. Secondo quanto riporta AdExchanger, l’azienda avrebbe recentemente assunto un funzionario della Pacific Crest Securities, società di investimenti specializzata in ambito tech, per la gestione della propria vendita. L’asta finale sarebbe attesa per martedì e, sempre secondo indiscrezioni riportate dalla testata, il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno ai 350 milioni di dollari. Una cifra discretamente alta, anche se minore di quella sborsata da Oracle per Moat.

Tra i possibili acquirenti potrebbero esserci sia società di private equity sia operatori del mercato diretti concorrenti di Oracle, come Adobe o Salesforce. Anche Nielsen, la cui acquisizione di una società come DoubleVerify potrebbe contribuire ad arricchire l’offerta di misurazioni, potrebbe essere in corsa, anche se alcune fonti hanno rivelato che la società non ha preso parte in maniera attiva al primo round d’asta.

Quel che è certo è che il settore delle misurazioni sta vivendo in questo momento un’epoca d’oro, con le aziende che richiedono sempre più verifiche indipendenti sui loro acquisti pubblicitari e le OTT che hanno iniziato a dotarsi di partner terzi di misurazione.

Attualmente sono tante le società che si sono affidate a DoubleVerify per la misurazione delle performance pubblicitarie: da Snapchat per la brand safety a Youtube per la qualità delle inventory, a Facebook per la viewability Display e Video. E le sue soluzioni sono integrate in svariate piattaforme, come quelle di AOL, DataXu e MediaMath. L’azienda, dalla sua fondazione nel 2008, ha raccolto 46,5 milioni di dollari di investimenti, a cui se ne sono aggiunti recentemente altri 33 milioni grazie a un nuovo round di capitale guidato da Institutional Venture Partners e JMI Equity.

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