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Brand safety in base alla lingua dei contenuti: da DoubleVerify un tool per le aziende globali

DoubleVerify ha annunciato il rilascio di un nuovo strumento per la brand safety che consente ai brand a livello globale di targettizzare o bloccare specifiche keyword in oltre 100 lingue.

Grazie al nuovo tool, l’azienda potrà specificare la lingua del contenuto accanto al quale vuol fare apparire la propria pubblicità; monitorare e bloccare gli annunci che vengono erogati accanto a contenuti in specifiche lingue; creare liste di keyword in molteplici lingue; ed estendere protezione e liste di keyword ad ambienti di acquisto in pre- e post-bid.

Ad esempio, un brand di CPG (Consumer Packaged Goods) potrà utilizzare lo stumento di targeting in lingua per erogare una campagna in spagnolo all’interno degli Stati Uniti, esclusivamente su siti in lingua spagnola. Anche il diverso significato che una parola può assumere in differenti lingue può, a volte, essere un problema a livello di brand safety: pensiamo ad esempio a “die” che in tedesco è l’articolo singolare, mentre in inglese vuol dire “morire”. Attraverso il nuovo tool di DoubleVerify, sarà possibile per le aziende avere sia liste di “default” utilizzabili per tutte le campagne, sia liste da applicare in relazione a specifiche lingue.

La novità è disponibile a livello globale per i clienti di DoubleVerify, sia su ambienti desktop che mobile, e sia su misurazioni e blocco post-bid che come strumento di targeting pre-bid attraverso integrazioni con le principali DSP.

DoubleVerify lancia una certificazione anti-frode per la pubblicità su tv connesse

DoubleVerify ha annunciato il lancio di un nuovo programma di certificazione anti-frode per il mercato della pubblicità in programmatic su tv connesse, con l’obiettivo di frenare l’avanzata del fenomeno all’interno di un canale adv in grande crescita.

Per ottenere questa certificazione, chiamata CTV Targeting Certification, una piattaforma ad tech deve dimostrare di riuscire a prevenire la presenza di frodi e traffico invalido applicando la soluzione per la protezione di device e app pre-bid di DoubleVerify per la compravendita di inventory su tv connesse. Al momento, questi partner certificati sono Amobee, MediaMath, SpotX, The Trade Desk e Xandr.

«DoubleVerify ha sviluppato la soluzione di identificazione delle frodi su tv connesse più accurata e omnicomprensiva del mercato, identificando milioni di dispositivi e centinaia di applicazione come non valide – ha spiegato Matt McLaughlin, COO di DoubleVerify -. La CTV Targeting Certification di DoubleVerify offre agli inserzionisti la sicurezza di sapere che i loro investimenti su tv connesse sono protetti quando effettuano acquisti attraverso le piattaforme di punta che hanno ottenuto con successo questa certificazione».

Insieme al lancio del programma, la società ha anche realizzato una guida sulle tv conesse, chiamata “The ABCs of CTV“, con l’obiettivo di educare gli inserzionisti sulle best practice nell’ambito delle misurazioni della qualità degli spazi su tv connesse e sulle performance di questi canali.

DoubleVerify lancia una nuova soluzione dati per migliorare le prestazioni della campagne

DoubleVerify ha lanciato Authentic Performance, una nuova soluzione che fornisce dati predittivi finalizzata al miglioramento delle prestazioni delle campagne. Lo strumento è già disponibile in versione beta ad alcuni clienti della piattaforma.

Authentic Performance, si legge nella nota, è in grado di analizzare in tempo reale oltre cinquanta fonti di dati sull’esposizione di un’inserzione digitale e l’interazione del consumatore con annunci e dispositivi.

Per quanto riguarda l’esposizione, la soluzione è capace di valutare la presentazione di un intero annuncio, quantificandone intensità e prominenza attraverso metriche che includono il tempo di visibilità, la porzione occupata dello schermo, la presentazione video, udibilità e altro. Per quanto concerne invece l’interazione, Authentic Performance è in grado di analizzare gli eventi attivati dagli utenti sia a livello di dispositivo sia di annuncio pubblicitario, inclusi i tocchi dell’utilizzatore, l’orientamento dello schermo, il playback video e le interazioni con i controlli audio.

Il lancio di Authentic Performance rafforza Authenthic Impression, metrica proprietaria di DoubleVerify accreditata dal Media Rating Council che consente agli inserzionisti di misurare qualità ed efficacia della pubblicità digitale.

DoubleVerify si rafforza nelle misurazioni con una nuova acquisizione

DoubleVerify, società specializzata in analytics e misurazioni dei media digitali, ha annunciato l’acquisizione di Ad-Juster, piattaforma di reportistica basata su SaaS e dedicata agli editori online.

La tecnologia di Ad-Jester unifica massicci volumi di inventory pubblicitaria e dati di vendite degli editori attraverso migliaia di integrazioni con server terzi e DSP, fornendo in maniera trasparente la reportistica necessaria per massimizzare i ricavi dei publisher e rendere più fluide le operazioni interne. Fondata nel 2007, Ad-Juster attualmente opera con oltre 110 editori.

«Ad-Juster porta con sé una soluzione di comprovato valore, una base clienti di qualità e una squadra di specialisti di tutto rispetto – commenta Wayne Gattinella, CEO di DoubleVerify -. Combinando le nostre due società creeremo una soluzioni di analytics e misurazioni olistica per l’intero ecosistema digitale, unendo la piattaforma dati per gli editori di Ad-Juster con la piattaforma di DoubleVerify per i partner lato acquisto».

Grazie all’acquisizione, DoubleVerify potrà rendere dunque ancora più completa la propria offerta di misurazioni, mentre Ad-Juster potrà godere del respiro globale della sua nuova capogruppo. La società continuerà ad operare dai suoi uffici di San Diego e New York.

Il potere della Semantica a servizio di brand safety e performance: la novità di DoubleVerify

Per migliorare la brand safety e le performance delle campagne, conoscere (e riconoscere) il contesto in cui la pubblicità viene inserita è fondamentale. In base al significato di una parola, può cambiare l’intero senso di un contenuto, e per questo l’analisi semantica del testo – un approccio linguistico che trae il significato più appropriato di una parola in base al contesto e a come essa viene utilizzata – sta diventando un campo sempre più importante anche per chi opera nel mondo ad tech, soprattutto nel campo delle misurazioni.

Lo sa bene DoubleVerify, che in questi giorni ha annunciato il lancio di una nuova divisione dedicata alle Scienze Semantiche. La unit combinerà un’analisi testuale alimentata dall’Intelligenza Artificiale a informazioni e capacità di deep human, per capire il significato del linguaggio in modo da poterlo classificare in maniera ancora più granulare.

Alla base del lavoro di questa nuova divisione, l’integrazione della tecnologia acquisita con il recente acquisto da parte di DV della piattaforma di classificazione dei contenuti Leiki, un software semantico che fornisce un’analisi approfondita di qualsiasi porzione di testo, da un articolo testuale a un video. DoubleVerify utilizzerà poi queste informazioni per proteggere la reputazione dei brand durante tutta la transazione pubblicitaria (pre- e post-bid) e per attivare un targeting contestuale dei contenuti allineato con la brand equity o con determinati utenti che l’inserzionista vuole raggiungere. La società dichiara di essere la prima azienda di verifica pubblicitaria a sfruttare l’Intelligenza Artificiale Semantica al servizio degli inserzionisti in maniera scalabile.

La nuova divisione sarà basata a Helsinki, e al suo interno lavoreranno decine di specialisti di lingue e di sviluppo del software. Un team che sarà responsabile dello sviluppo di uno dei più ampi cataloghi concettuali, composto da oltre 200 mila concetti e più di 5 milioni di regole per trovare il significato corretto per ogni porzione di contenuto, e che sarà adesso integrato sulla piattaforma di DV.

Snapchat, accordo con DoubleVerify per viewability e verifiche anti-frode

DoubleVerify è diventato ufficialmente uno Snapchat Measurement Partner, ossia uno dei partner certificati del social del fantasmino per l’autenticazione della viewability e per la prevenzione delle frodi pubblicitarie e del traffico non valido (SIVT).

Grazie al nuovo accordo siglato tra le due società, gli inserzionisti potranno verificare la qualità delle inventory di Snapchat utilizzando i dati e le tecnologie di verifica delle frodi e della viewability di DoubleVerify. La società, si legge in una nota, è l’unico fornitore di verifiche che copre Filtri, Lenti e formati Snap Ads (display e video) e Story Ads.

La società è anche partner di misurazioni di Facebook, Instagram, YouTube e Twitter.

La pubblicità sui podcast? È efficace su tutte le metriche chiave, secondo Nielsen

Nella nostra rassegna di oggi parliamo di podcast, frodi in-app e dell’ultima novità di Amazon.

La pubblicità sui podcast? E’ efficace su tutte le metriche chiave, secondo Nielsen

I podcast sono un canale di comunicazione efficace per le aziende? Secondo uno studio di Nielsen, sì. La società ha rilevato che gli annunci su podcast hanno avuto successo su varie metriche chiave, come la brand awareness, l’ad recall, l’affinità, la recommentation e l’intenzione di acquisto. Il formato più popolare sui podcast, il cosiddetto “host-read” ossia quando il conduttore del podcast legge l’annuncio, sembra essere particolarmente apprezzato sia dai brand che dal pubblico. Leggi di più su MediaPost.

In un anno le frodi in-app sono raddoppiate. Lo rivela uno studio di DoubleVerify

La nuova frontiera dell’ad fraud? Le app mobile. Secondo un nuovo studio di DoubleVerify, le impression non valide su mobile sono raddoppiate anno su anno dal 2017, e il numero totale di “app fraudolente” è aumentato di oltre il 150% tra il 2017 e il 2018. E di queste app, oltre la metà sono categorizzate come “giochi” o “utilities”. Leggi di più su AdWeek.

Amazon prepara il lancio di un servizio di streaming musicale supportato da pubblicità

Amazon starebbe per lanciare un nuovo servizio di streaming musicale, gratuito e supportato da pubblicità, che andrebbe ad aggiungersi ai già esistenti prodotti a pagamento Prime Music e Amazon Music Unlimited. Secondo indiscrezioni, non confermate da Amazon, il lancio sarebbe imminente, già la prossima settimana. Il servizio consentirà di trasmettere musica attraverso gli speaker Echo: basterà chiedere ad Alexa un brano. Leggi di più su Billboard.

Nielsen lancia una divisione dedicata alla pubblicità su Video Addressable

Protagonisti oggi della nostra rassegna sulle ultime novità ad tech internazionali, sono Nielsen, DoubleVerify e IAB Europe.

Nielsen lancia una divisione dedicata alla pubblicità su Video Addressable

Una settimana dopo l’acquisto del venditore di media addressable Sorenson Media per 11,25 milioni di dollari, Nielsen ha ufficialmente annunciato l’apertura di una nuova unit: il Nielsen Advanced Video Advertising Group. Una mossa che testimonia la volontà della società di misurazioni di rafforzare la propria posizione in un canale pubblicitario in grande ascesa, quello del Video Addressable. La divisione comprenderà, oltre a Sorenson Media, Gracenote, proprietaria di una tecnologia per l’inserimento di pubblicità dinamica nelle smart tv, e Qterics, sviluppatrice di una soluzione per la gestione della privacy. Leggi di più su AdExchanger.

DoubleVerify si rafforza negli analytics della pubblicità video con un’acquisizione

DoubleVerify ha acquisito Zentrik, società di tecnologie per i video. L’acquisizione, che si è chiusa il 15 febbraio, contribuirà alla creazione di un tag per il blocco di video e la misurazione, volto a proteggere i brand e misurare la qualità degli spazi su desktop, mobile app e piattaforme video OTT. In particolare, il tag sarà rivolto ad individuare e risolvere il problema del cosiddetto “breakage”, ossia l’impossibilità per un annuncio di essere erogato a causa di problemi tecnici, e delle latenze che ritardano la visualizzazione dello spot. Leggi di più su MediaPost.

Attivisti della privacy puntano il dito sull’approccio di IAB Europe al GDPR

Un gruppo di attivisti della privacy ha puntato il dito contro IAB Europe, accusando i suoi standard di non essere conformi al GDPR. Ad essere posto sotto accusa, in particolare, sarebbe il protocollo OpenRTB. Secondo le associazioni di attivisti, nelle transazioni pubblicitarie in RTB gli utenti attualmente non possono venire informati sull’utilizzo dei loro dati personali, e IAB ne sarebbe a conoscenza. Dal canto suo, IAB ha negato le accuse, dicendo che sono “non solo false ma anche intenzionalmente dannose”. Leggi di più su The Drum.

Scoperto un sistema di frodi che sfrutta la popolarità di ads.txt

Quando è nata due anni fa, ads.txt è stata descritta da IAB come una possibile soluzione alle frodi pubblicitarie. Purtroppo però, la sua efficacia è stata messa in dubbio in questi giorni da DoubleVerify.

Il fornitore di misurazioni ha annunciato di avere infatti scoperto un nuovo network di bot che compie frodi riuscendo ad aggirare le protezioni di ads.txt. Si tratterebbe di un sofisticato tipo di frodi, che ruba contenuti dai siti degli editori premium e crea copie falsificate delle pagine originali sul proprio server.

Il bot network, secondo quanto rivela DoubleVerify, crea nuovi posizionamenti pubblicitari che normalmente non esistono sul sito originale, e utilizza URL falsificate per ingannare le piattaforme pubblicitarie: in particolare apre degli account con i venditori categorizzati come “reseller” approvati sui file ads.txt degli editori (questi non hanno un rapporto diretto con i publisher per la vendita dei loro spazi, ma li acquisiscono da intermediari per poi rivenderli) e poi vende gli spazi attraverso questi reseller, sapendo che i brand che faranno l’acquisto li troveranno tra i rivenditori autorizzati su ads.txt.

Chiaramente, il network fraudolento sarebbe riuscito a sfruttare una falla nel sistema ads.txt, in particolare legata al fatto che non tutte le parti in causa nel trading pubblicitario effettuano i giusti controlli sulle inventory. In questo caso, i reseller autorizzati, che dovrebbero verificare in maniera più approfondita le inventory che vendono. Ma in realtà, come spiega Roy Rosenfeld, capo del Fraud Lab di DoubleVerify: «Più giù si va nella coda lunga di reseller, aggregatori e ad network, più allentati sono i processi di controllo».

Paradossalmente, il bot network sfrutterebbe proprio la crescente popolarità di Ads.txt, oggi sempre più utilizzata dai player sia lato domanda che lato offerta. DoubleVerify ha stimato che la frode potrebbe essere costata agli inserzionisti una cifra tra i 70 e gli 80 milioni di dollari in un anno di operatività.

Le aziende in USA e UK spendono più in martech che in stipendi

Oggi nella nostra rassegna parliamo degli investimenti delle aziende in marketing tecnologico, di gestione in-house della comunicazione e di un’acquisizione di DoubleVerify.

Le aziende spendono più in martech che in stipendi

Oggi le aziende spendono più in tecnologie di marketing che in stipendi per il proprio staff. E’ quanto rivela una ricerca condotta da Gartner in UK e USA. Secondo i dati dello studio, i marketer lo scorso anno hanno speso il 29% dei loro budget (nella cifra non sono incluse spese media o fee di agenzia) in martech, a fronte di un 24% di risorse destinate al pagamento dei dipendenti. Nel 2017, le percentuali erano, rispettivamente, il 22% e il 27%. Leggi di più su MarTech Today.

DoubleVerify si rafforza nella brand safety con un’acquisizione

DoubleVerify, società di ad tech specializzata nelle misurazioni, ha annunciato l’acquisto di Leiki, agenzia finlandese attiva nella classificazione dei contenuti. Leiki sfrutta l’intelligenza artificiale per analizzare testi, come notizie complesse o video contestuali, attraverso una tecnologia che DoubleVerify potrà ora utilizzare per classificare i contenuti e filtrare le offerte pubblicitarie su determinati posizionamenti. Grazie all’acquisizione, DoubleVerify potrà analizzare contenuti in 40 lingue, e rafforzare la propria presenza nell’Europa Orientale e nei mercati scandinavi e russi. Leggi di più su AdWeek.

Babbel: «A volte gestire la comunicazione in-house è più semplice che affidarla alle agenzie»

In certi settori merceologici “di nicchia”, gestire la comunicazione in-house è più semplice che affidarla alle agenzie. A pensarlo è Julie Hansen, CEO di Babbel U.S., che, intervistata da Digiday, ha detto la sua sul tema dell’internalizzazione delle attività data-driven. «Facciamo da noi ricerche e strategia. Utilizziamo le agenzie per gli acquisti media in tv e radio. Abbiamo uno strumento per gli acquisti SEM ma li gestiamo internamente. Il resto lo facciamo tutto in-house. L’apprendimento di una lingua è un’attività di nicchia. Selezionare un’agenzia e spiegarle il mondo dell’apprendimento delle lingue richiede tempo, si fa prima a sviluppare le capacità internamente». Leggi di più su Digiday.

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