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Integral Ad Science, accordo con FreeWheel per la qualità della pubblicità video

Integral Ad Science (IAS) ha annunciato la stipulazione di un accordo con FreeWheel che permette agli editori di misurare la qualità del video digitale secondo i parametri di viewability, sicurezza del marchio e livello di frodi.

Gli strumenti di IAS saranno disponibili globalmente su Video Ad Serving Template (VAST) e Video Player Ad Interface Definition (VPAID) su desktop e mobile web.

La collaborazione, attiva anche in Italia, permette agli editori che utilizzano la piattaforma di monetizzazione video di FreeWheel di comunicare facilmente la qualità dei loro spazi pubblicitari e garantire ai marketer che gli annunci siano posizionati in ambienti viewable e senza frodi. Inoltre, l’integrazione aiuta gli editori ad essere più trasparenti e fornire agli inserzionisti esperienze online in sicure per il marchio.

“Siamo entusiasti di collaborare con FreeWheel per accrescere la nostra copertura video”, ha commentato Nick Morley, Managing Director EMEA MD di IAS, “Oggi più che mai, la verifica di terza parte è essenziale affinché tutti gli operatori dell’industria possono investire efficacemente e con fiducia. IAS è impegnata nel supporto sia del lato acquisto sia del lato vendita e nella promozione di alti standard qualitativi in ambito media, e questo accordo ci permette di proseguire la nostra iniziativa”.

“Creare soluzioni e standard globali per il video digitale è un fattore critico per la salute dell’intero ecosistema televisivo”, ha dichiarato Thomas Bremond, General Manager di Freewheel International, “L’integrazione di FreeWheel con i servizi di misurazione di IAS incrementerà la fiducia degli inserzionisti nell’integrità dell’inventario che stanno acquistando e permetterà agli editori di seguire strategie di monetizzazione più consapevoli”.

Integral Ad Science (IAS): Vista Equity Partners acquisisce la maggioranza della società

La società di private equity Vista Equity Partners ha firmato un accordo per acquisire la maggioranza di Integral Ad Science (IAS), la società specializzata in soluzioni per la verifica e l’ottimizzazione della pubblicità online. L’operazione è finalizzata a supportare i piani di crescita globale della società e dovrebbe finalizzarsi nel terzo trimestre dell’anno.

Si spengono così i rumors circa una possibile quotazione di IAS, di cui si era iniziato a parlare dopo che i suoi principali competitor erano stati acquisiti: è il caso di Moat (comprata da Oracle per una cifra vicina agli 850 milioni di dollari) e DoubleVerify (passata sotto il controllo del fondo Providence per circa 200 milioni). Al momento, l’ammontare dell’investimento di Vista Equity Partners non è stato specificato.

Fondata nel 2009, con sede principale a New York e uffici in 13 Paesi, IAS è leader di mercato nelle soluzioni tecnologiche in grado di garantire che ogni annuncio digitale raggiunga utenti reali in ambienti viewable e brand safe.

L’operazione permetterà a IAS di intensificare i suoi piani di sviluppo, salvaguardandone al tempo stesso la neutralità, come sottolinea la stessa società in una nota: “l’accordo con Vista offre a IAS il meglio di entrambi i mondi. La partnership consente a IAS di rimanere una terza parte neutrale, aspetto fondamentale per fornire fiducia e trasparenza non solo ai nostri clienti, ma all’industria nel suo complesso. Inoltre, [questa operazione] ci aiuterà ad accelerare la nostra crescita e la nostra visione“.

Per Vista non si tratta del primo investimento nel campo delle tecnologie per l’advertising online. Il fondo ha infatti acquisito Mediaocean nel 2015 e l’azienda fornitrice di software per l’automazione del marketing Marketo nel 2016 per 1,8 miliardi di dollari.

Brand safety, nuovo accordo globale tra Outbrain e IAS

Le soluzioni di brand safety di Integral Ad Science (IAS) arrivano su Outbrain. La società di misurazioni e la piattaforma di content discovery hanno infatti siglato un accordo che le vedrà collaborare sul fronte della sicurezza per gli inserzionisti.

Grazie ai tool di brand safety di IAS, Outbrain potrà garantire alle aziende un’offerta pubblicitaria sicura e appropriata per i brand. L’accordo sarà di respiro globale, e coinvolgerà Europa, Asia e Nord e Sud America.

«Un partner affidabile sulla brand safety come IAS rappresenta un componente chiave della nostra strategia di offrire ai brand la massima fiducia nel raccontare le loro storie all’interno del nostro network di editori», spiega Gilad de Vries, SVP, Strategy di Outbrain, aggiungendo: «la nostra partnership con IAS è una naturale evoluzione del nostro focus sulla qualità e sul rafforzamento del publisher network più di qualità a livello globale. Stiamo tuttora implementando diversi step per contribuire ad aumentare la fiducia dei brand allo stesso tempo migliorando affidabilità e trasparenza in tutto il network».

«Siamo entusiasti di offrire alle aziende che usano la piattaforma Outbrain la nostra soluzione di brand safety di primo livello – aggiunge Jim Egan, VP of Publisher Development di IAS -. Unire le forze con Outbrain ci consente di continuare a dedicarci al nostro lavoro di rendere la pubblicità digitale un posto sicuro per i brand che vogliono far crescere il loro business».

La collaborazione tra le due società consentirà ai clienti di Outbrain di escludere determinate categorie “non sicure” attraverso specifici controlli nella propria dashboard delle campagne. Con un sistema di punteggi sia per gli spazi che per i siti, IAS garantirà a inserzionisti ed editori un ambiente pubblicitario brand safe.

Italiaonline, accordo con Integral Ad Science per la verifica pubblicitaria

Italiaonline investe in trasparenza e qualità dei media scegliendo Integral Ad Science (IAS) come partner di verifica per viewability, sicurezza del marchio e frodi pubblicitarie.

“Siamo davvero orgogliosi che Italiaonline abbia scelto IAS per un tema tanto sentito dal mercato”, ha commentato Elisa Lupo, Director Italia della società di misurazione, “Il nostro impegno è di dare gli strumenti necessari alla compagnia per analizzare, comprendere e ottimizzare la propria inventory”.

“Con la nostra concessionaria di pubblicità nazionale iOL Advertising forniamo forti garanzie di trasparenza agli inserzionisti sul posizionamento degli annunci. La partnership con IAS rappresenta un ulteriore passo in avanti su queste tematiche sempre più centrali nel mercato in cui ci muoviamo”, ha aggiunto Massimo Crotti, Sales House Director BU Large Account di Italiaonline.

“Italiaonline è stata uno dei primi player sul mercato italiano a indirizzare il tema della qualità dei media, il quale così come i dati rappresenta un fattore competitivo per un editore”, ha commentato Domenico Pascuzzi, Marketing Director BU Large Account di Italiaonline, “Lavoriamo sulla qualità delle nostre properties a livello di contenuti e prodotti pubblicitari, sulla sicurezza della nostra posta elettronica e la protezione dei dati personali dei nostri utenti. Siamo soddisfatti di questa partnership perché IAS è una soluzione scalabile e un partner capace di capire le nostre esigenze di business e le sfide che siamo chiamati ad affrontare.”

Secondo i dati forniti da IAS, i prodotti pubblicitari di Italiaonline presentano dati di viewability e time in view che sono del 10% superiori alla media degli editori a livello italiano. Anche i risultati relativi all’incidenza del traffico non umano mostrano che la compagnia si colloca nei primi posti delle classifiche, con un livello medio inferiore che supera il 50% rispetto alla media di mercato.

Carmine Laltrelli e Sabina Lombardo, rispettivamente Responsabile programmatic advertising Business unit large Account e Responsabile media center business unit Large Account di Italiaonline, sono intervenuti a Programmatic Day(s) 2018, parlando proprio dell’approccio della compagnia alla trasparenza nell’industria della pubblicità digitale.

Integral Ad Science rilascia la prima edizione italiana del Media Quality Report

Integral Ad Science ha pubblicato l’edizione italiana del Media Quality Report relativo al secondo semestre del 2017.

Rispetto al benchmark globale, la viewability in Italia è complessivamente inferiore al 22,6%. Tuttavia, l’indagine, la prima condotta specificamente sul nostro mercato su un totale di cinque miliardi di impression, rivela che nel periodo che va da giugno a dicembre dello scorso anno la viewability del formato display in ambiente desktop, partendo da un tasso del 40,8% nel primo semestre, è aumentata del 5,8%. Questo dato rispecchia, secondo il documento, gli sforzi compiuti dai principali marchi a livello mondiale.

Nel periodo in esame, le campagne non ottimizzate, ossia non facenti impiego di tecnologie di prevenzione, hanno attirato meno frodi pubblicitarie. E sebbene si sia riscontrato un leggero aumento delle frodi per le campagne ottimizzate, ossia facenti utilizzo di tecnologie di prevenzione, queste rimangono comunque alla pari con la media globale. La media delle frodi ottimizzate è stata dello 0,7% a livello mondiale rispetto allo 0,9% in Italia.

La maggior parte delle impression rischiose segnalate in Italia è considerata dai marchi come rischio moderato. Dal primo al secondo semestre del 2017, il brand risk rimane dunque invariato. Complessivamente, il rischio nel nostro Paese è inferiore alla media globale. Rispetto al benchmark globale del 7,9%, il brand risk in Italia è inferiore di oltre il 4,5%.

La maggior parte del brand risk in Italia deriva da contenuti classificati come contenuti per adulti (28,1%), linguaggio offensivo (25,0%) e download illegali (16,3%). Il maggiore incremento dal primo semestre del 2017 riguarda i contenuti segnalati per violenza, con un aumento di quasi il 139%. Tuttavia, la violenza rimane una minima parte del rischio totale.

«Che la modalità di vendita sia diretta o programmatica, la percentuale di frodi pubblicitarie nel nostro Paese non sono ad un livello allarmante. Per quanto riguarda la sicurezza del marchio, si può dire le minacce sono contenute. Questi dati dimostrano che il mercato italiano è all’avanguardia perché tutti gli operatori tengono sotto controllo le operazioni di acquisto online», ha commentato Elisa Lupo, Director di Integral Ad Science nel nostro Paese.

IAS, inventory in-app più trasparenti grazie a una nuova soluzione

Integral Ad Science (IAS), ha annunciato il lancio dei nuovi segmenti mobile in-app, una soluzione dedicata agli inserzionisti che vogliono acquistare spazi pubblicitari in-app brand safe, liberi da frodi e che soddisfino i loro obiettivi di viewability.

Si tratta di una tecnologia che consente ai chi acquista pubblicità di definire le categorie di contenuto considerate “sensibili” per il loro brand sulla base di determinati parametri di rischio customizzati, e poi identificare solo quelle app considerate “brand safe” sulla base di tali indicazioni. In più, grazie a funzioni anche per la prevenzione delle frodi e l’analisi della viewability, le aziende possono accertarsi anche che i loro acquisti non vengano sprecati su impression fasulle, e che gli spazi pubblicitari comprati rispecchino o superino gli obiettivi di viewability prefissati.

La soluzione consentirà anche di avere una reportistica in tempo reale sull’efficacia delle campagne e su eventuali aree che necessitano di una maggiore ottimizzazione.

“Fino ad ora, non esistevano delle modalità di controllo per queste aree chiave [brand safety, frodi e viewability] nella pubblicità su mobile app. La capacità di raggiungere ambienti che non solo sono allineati con i valori del brand ma che forniscono anche opportunità di essere visibili ai consumatori reali, è critica per il raggiungimento degli obiettivi di business”, spiega la società in una nota ufficiale.

Tra le piattaforme che integreranno la nuova soluzione di IAS ci sono The Trade Desk, DoubleClick Bid Manager, Oath, Adelphic, AppNexus e MediaMath.

«Il Programmatic offre agli inserzionisti delle grandi opportunità per trarre il massimo dalla loro spesa digitale e, per molti anni, le aziende sono riuscite ad ottimizzare facilmente queste opportunità sulle loro campagne web-based grazie ai dati di IAS – commenta David Hahn, CSO di Integral Ad Science -. Adesso, offrendo i segmenti mobile in-app ai nostri clienti, abbiamo ampliato questa flessibilità e controllo per far loro ottenere ancor di più dai loro acquisti automatizzati in un mercato, quello In-App, che sta vivendo un grande slancio».

Le nuove sfide della pubblicità digitale? Trasparenza, brand safety e misurazioni

Trasparenza, brand safety, misurazioni accurate. Secondo una ricerca di Integral Ad Science (IAS), sono queste oggi le sfide principali per l’industry della pubblicità digitale.

Stando ai risultati dello studio, che ha coinvolto 816 professionisti del digital, tra i principali ostacoli per la spesa pubblicitaria digitale ci sono le inventory fraudolente, citate dal 73,4% degli intervistati, e il posizionamento degli annunci in presenza di contenuti “sensibili”, menzionato dal 64,9%.

Un altro tema sul tavolo della industry è poi quello della standardizzazione delle misurazioni. La maggior parte dei professionisti coinvolti nello studio (il 74,5%) reputa che questa sia una questione necessaria da risolvere, anche se non si riesce ad ottenere un consenso generale su quale dovrebbe essere lo standard. Per il 48,9%, infatti, i parametri fissati dal Media Rating Council (MRC) sulla viewability non sono abbastanza stringenti.

Integral Ad Science ha anche chiesto a brand, agenzie ed editori che valore economico attribuirebbero agli spazi pubblicitari, alla luce delle loro preoccupazioni sulla trasparenza. Gli editori hanno risposto che utilizzerebbero per lo più un modello a cost-per-thousand (CPM) semplice o a CPM viewable, cioè per impression realmente visibili. Tra i professionisti lato acquisto, invece, al di là della preferenza assoluta per il CPM, c’è una maggiore apertura a costi a performance come cost-per-click (CPC) o cost-per-action (CPA).

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Nonostante le nuove sfide, però, marketer ed editori sono convinti che le tecnologie programmatiche sono e saranno in futuro sempre più fondamentali, anche grazie a innovazioni come AI e Machine Learning.

Brand safety, ecco quali sono le keyword più bloccate dagli inserzionisti automotive secondo IAS

Le aziende vogliono essere sempre più sicure che la loro pubblicità digitale sia erogata in ambienti sicuri in termini di brand safety. Questo comporta che gli annunci appaiano solo nelle vicinanze di contenuti che sono allineati con l’immagine, i valori e il messaggio del marchio.

Spesso questo significa evitare inside, come linguaggio d’odio e violenza; ma non c’è un approccio unico che possa andare bene per tutti. I contenuti interdetti per una azienda automobilistica con focus sulla famiglia non sono solo adatti ma potenzialmente desiderabile per un marchio di bevande alcoliche.

Basandoci sulle impression visualizzate in campagne pianificate nel 2017 da aziende automobilistiche, siamo stati in grado di stilare una lista con le parole più bloccate sulla piattaforma di IAS:

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Queste divergenti preferenze di brand safety non sono limitate alle singole categorie di prodotto, ma sono anche soggette a cambiamenti a seconda della regione geografica, della cultura locale e dell’ambiente mediale.

Considerando gli Stati Uniti e il Regno Unito, nonostante le loro evidenti analogie in lingua e cultura, i due Paesi hanno differenti preoccupazioni in materia di salvaguardia del marchio online. Nel 2017, gli inserzionisti americani hanno bloccato principalmente parole chiave connesse alla violenza d’arma da fuoco e al terrorismo, mentre il Regno Unito ha dato priorità all’esclusione di contenuti sessuali e linguaggio scabroso.

Le aziende possono sempre imparare da quello che gli altri stanno bloccando per verificare che quelle parole chiave si applicano al loro marchio. L’inizio del 2018 è un ottimo momento per gli inserzionisti per rivedere le proprie liste nere e assicurarsi che le altre impostazioni di brand safety siano aggiornate.

Triboo Media, accordo con Integral Ad Science per viewability, brand safety e frodi

Secondo dati forniti dalla società, il 60% delle pianificazioni gestite da Triboo Media è monitorato lato cliente sulla viewability, un concetto questo, insieme alla brand safetey, che si conferma oggi sempre più importante nella ricerca di qualità nella pubblicità online.

Per rispondere, quindi, alle attuali richieste di mercato, Triboo Media ha avviato una partnership con Integral Ad Science (IAS) al fine di monitorare in toto la sua offerta in termini di viewability, salvaguardia del marchio e frodi pubblicitarie sia per la display che il video, diventando così la prima realtà in assoluto in Italia ad aver scelto di essere certificata interamente da un operatore di terza parte come IAS.

Dopo un’iniziale fase di test, i risultati raggiunti e consolidati per il mese di agosto hanno restituito performance superiori ai riferimenti del mercato italiano ma soprattutto, si legge nella nota, sono diventati una cartina di tornasole per continue ottimizzazioni e miglioramenti anche tecnici relativi all’inventory gestita. Tutti gli editori in concessione a Triboo Media sono dunque parte di questo aggiornamento.

«Siamo entusiasti di unire le forze con Triboo Media per monitorare la loro inventory in termini di brand safety, ad fraud e viewabilbity», afferma Roberto Bigotti, Senior Sale Manager Italia presso Integral Ad Science. «Questa partnership rafforza la confidenza per i clienti di Triboo che i loro brand sono protetti e allo stesso tempo viewable».

Sizmek, accordo con DoubleVerify, comScore e Integral Ad Science per verifiche e misurazioni

Sizmek annuncia la propria partnership con DoubleVerify, comScore e Integral Ad Science (IAS) per garantire agli inserzionisti una maggiore efficienza del flusso di lavoro nella misurazione di video HTML5. In contemporanea, la società ufficializza la scomparsa del marchio Rocket Fuel, la cui acquisizione è stata completata a settembre, e la nuova carica di Enrico Quaroni, diventato Managing Director per l’Italia di Sizmek.

Insieme alle funzionalità di attivazione dati, ottimizzazione creativa ed esecuzione media dell’azienda, il Verification API framework di Sizmek offre un modo unificato e accelerato di operare, evitando di dover manualmente definire e scambiare ripetutamente i tag tra fornitori tecnologici, attività che può ritardare il lancio delle campagne, amplificare l’errore umano e aggiungere latenza con conseguenze sull’esperienza dell’utente.

«In un ecosistema sempre più complesso, i nostri clienti chiedono maggiore controllo e trasparenza», ha commentato Quaroni, «Questi accordi sono essenziali per supportare al meglio i nostri clienti e dimostrano il nostro impegno nell’aiutare i marketer a sfruttare i vantaggi di una piattaforma unificata che opera sull’intero piano media».

“Con la crescita esponenziale della pubblicità video digitale, è fondamentale che le piattaforme tecnologiche riescano a offrire la velocità e la precisione necessarie per rispondere alle esigenze dei clienti”, ha dichiarato Steve Woolway, SVP of Business Development di DoubleVerify. “Sizmek ha il merito di investire nelle tecnologie e nell’integrazione essenziali per supportare i livelli più avanzati di autenticazione e misurazione video di terze parti”.

Il framework per video HTML5 è pienamente supportato dai formati In-Stream HTML5-based VPAID e In-Stream Enhanced Video di Sizmek.

“Il nostro obiettivo non è solamente migliorare l’efficienza operativa ma consentire anche ai nostri clienti di essere proattivi relativamente alla qualità dei media”, ha commentato Harmon Lyons, SVP of Business Development di IAS. “Grazie all’integrazione con Sizmek, gli annunci che non rispondono alle aspettative dei clienti per quanto riguarda brand safety, frodi e conformità geografica possono essere bloccati per sempre”.

“I nostri clienti chiedono sempre di più la garanzia che i propri ad siano visibili e vengano veicolati a utenti reali”, ha dichiarato Steve Ahlberg, SVP of digital advertising products di comScore. “Le nostre soluzioni di verifica leader di mercato introducono questa certezza nel digital advertising e la nostra partnership con Sizmek offre ai clienti un modo ancora più efficiente di trarre benefici da questi servizi”.

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