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IAS: «I brand si aspettano migliori capacità di dimostrare l’efficacia delle misurazioni»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Nel 2018 il settore ha sfiorato nel nostro Paese il mezzo miliardo di euro di valore, con un tasso medio di crescita annua negli ultimi 5 anni del 34,4%, come ha rivelato una recente ricerca di IAB Italia confermando le stime del Politecnico di Milano di qualche mese fa. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Elisa Lupo, Director Italy di IAS. Ecco cosa ci ha risposto.

Quali sviluppi vedete per il mercato del Programmatic Advertising nel 2019?

«L’investimento in programmatic advertising è cresciuto tantissimo nel 2018, e nel 2019 ci aspettiamo che i brand continuino a spostare la maggior parte dei loro budget di marketing verso questo tipo di compravendita. Come conseguenza, l’industria in generale richiederà una maggiore trasparenza in termini di viewability, brand safety e ad fraud, ma anche un’analisi più efficace del ROI. Anche gli editori spingeranno più che mai verso un inventory più premium nei canali programmatici, garantendo spazi pubblicitari di qualità per gli inserzionisti che continuano a trasferire la maggior parte della loro spesa digitale lontano dalle trattative dirette.

Inoltre, si vedrà una crescita nei nuovi formati disponibili in programmatic, in particolare i formati per il mobile. Secondo quanto riportato da eMarketer, quest’anno è previsto che quasi l’80% della spesa programmatica andrà agli annunci mobile, anziché su desktop. In particolare, con la continua adozione di Open Measurement SDK di IAB Tech Lab, sicuramente ci sarà un incremento nella pubblicità in-app. E nel 2019, le DSP si concentreranno sul portare sui formati in-app misurazioni, trasparenza e capacità di targeting equivalenti a quelle a cui siamo abituati con il web».

Nel 2018 il programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà quest’anno?

«Sebbene l’ecosistema programmatico sia in continua crescita e gli investimenti in aumento, il programmatic advertising continua a essere messo sotto i riflettori dai tanti punti interrogativi degli inserzionisti su argomenti come trasparenza, ad fraud e brand safety. Poiché gli inserzionisti diventano sempre più esperti di tecnologia digitale, si parlerà ancora di più su questi argomenti, soprattutto di ad fraud. Nel 2019, l’industria dovrà collaborare per dimostrare l’efficacia delle campagne in un panorama dei media sempre più frammentato. Gli inserzionisti, in particolare, si aspetteranno un miglioramento nelle capacità di dimostrare sia l’audience che l’efficacia della misurazione.

Il 2019 potrebbe essere l’anno in cui vedremo più allineamento tra acquisti diretti e programmatici. La frode continua a essere una battaglia contro cui la nostra industria sta combattendo, e gli editori continueranno a fare la loro parte garantendo inventory di qualità e senza frodi anche in programmatic».


IAS sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

La soluzione di IAS per la brand safety su YouTube è ora disponibile per tutti gli inserzionisti

Lo scorso anno, Integral Ad Science (IAS) e YouTube hanno stretto una partnership finalizzata a rispondere alla necessità di misurazioni esterne della brand safety sulla piattaforma video di Google. Dopo oltre un anno di test condotti in sette Paesi, con oltre 50 inserzionisti, la soluzione sviluppata da IAS esce dalla fase “beta” e diventa disponibile per tutti gli inserzionisti.

C’è dunque un’importante novità di prodotto per IAS, che solo pochi giorni fa ha ufficializzato la nomina del nuovo Ceo, la ex Yahoo Lisa Utzschneider.

La soluzione per la brand safety di IAS coniuga il machine learning e la revisione umana al fine di ricalibrare continuamente i modelli, piuttosto che basarsi esclusivamente su un algoritmo statico. L’utilizzo di questa tecnica consente a IAS di informare gli inserzionisti e YouTube di contenuti poco appropriati, offrendo la possibilità di smettere di monetizzare i contenuti e di ricalibrare al meglio le campagne per ridurre i rischi.

“Universal McCann e i nostri clienti hanno partecipato alla beta del programma di IAS per la brand safety su YouTube. Siamo entusiasti che la verifica della brand safety da parte di compagnie esterne sia ora disponibile per offrire a tutti gli inserzionisti un ulteriore livello di protezione su YouTube”, ha dichiarato Joshua Lowcock, Global Brand Safety Officer e EVP/US Chief Digital and Innovation Officer di UM.

Il programma di beta condoto da IAS e YouTube ha monitorato centinaia di campagne condotte in sette Paesi. Brand globali come Diageo, Bayer Health e Verizon hanno usufruito dei report di IAS allo scopo di adeguare la loro strategia di brand safety e ottenere risultati migliori nel posizionamento dei loro annunci su YouTube.

“Tutte le parti interessate del nostro settore devono lavorare sinergicamente per trovare una soluzione alle criticità della brand safety”, ha dichiarato Nick Morley, Managing Director EMEA di IAS. “La beta ha avuto grande successo, perché YouTube, IAS e i brand di rilievo coinvolti hanno instaurato un dialogo costruttivo al fine di creare una soluzione congiunta. Lavorando sinergicamente abbiamo creato un’offerta di brand safety di cui gli inserzionisti possano fidarsi per proteggere i loro investimenti YouTube“.

Ora che l’integrazione è disponibile per tutti i clienti di IAS, i modelli di machine learning sviluppati, assicura IAS, continueranno a essere perfezionati. Con l’assimilazione di una quantità sempre maggiore di dati, “arricchiti” dal feedback umano, i modelli IAS analizzeranno nuovi contenuti e impareranno a identificare video, ritenuti non sicuri, permettendo ai brand di poter prendere decisioni quasi in tempo reale per le loro campagne.

IAS nomina il nuovo CEO; è l’ex Chief Revenue Officer di Yahoo

Integral Ad Science (IAS) ha nominato il suo nuovo Chief Executive Officer. Si tratta di Lisa Utzschneider, ex CRO di Yahoo uscita dalla società dopo la sua acquisizione da parte di Verizon lo scorso anno.

La manager sarà alla guida della società di misurazioni pubblicitarie a partire dal 7 gennaio 2019, prendendo il posto del Presidente e CEO Scott Knoll, passato dopo 8 anni a un ruolo di consulenza per l’azienda.

Prima di entrare in Yahoo nel 2014, la manager ha lavorato in Amazon per 6 anni, arrivando a ricoprire il ruolo di VP of global ad sales. Prima ancora, è stata in forze per 10 anni in Microsoft, dove si è occupata del coordinamento di attività pubblicitarie a livello strategico e organizzativo.

In IAS, Lisa Utzschneider punterà soprattutto all’espansione della società in ulteriori mercati globali e a spingere l’innovazione in nuovi settori come il video OTT e l’audio.

Triboo adotta il protocollo R.O.A.R. per certificare la propria inventory

Triboo adotta un protocollo per certificare la qualità della propria offerta di adv online.

Il protocollo – denominato R.O.A.R., acronimo di Reactive Optimization Advertising Rules – si basa sull’intera suite Integral Ad Science (IAS) per la Brand Safety, Ad Fraud e la Viewability anche nel Programmatico.

Triboo continua dunque a investire in innovazione tecnologica per migliorare e certificare la qualità della propria offerta di adv online a benefici dei propri clienti.

La società, quotata sull’MTA, ha quindi ideato un proprio protocollo denominato R.O.A.R. che permette di aggiungere un ulteriore tassello al percorso di qualificazione dell’inventory rappresentato e messo a disposizione attraverso canali tradizionali o in programmatico.

Dopo essersi posizionato come primo publisher italiano ad aver avviato il processo di qualificazione con IAS nel 2017 (leggi qui l’articolo dedicato), la partnership si è ora ulteriormente rafforzata abbracciando l’intera suite che sarà operativa già a partire da dicembre 2018.

L’obiettivo è garantire ai propri clienti impression “Fraud Free”, “Viewable only” e “Safety First”. Ciò ha permesso di raggiungere importanti risultati in termini di expertise e competenza sui KPI attesi.

Cos’è il R.O.A.R. di Triboo

Il R.O.A.R. consiste in una serie di procedure per il costante controllo della qualità e l’impiego di sofisticate tecnologie sviluppate sia internamente, che tramite partnership internazionali, finalizzate da un lato a stabilizzare i KPI attesi sui siti, e dall’altro a monetizzare in modo congruo l’inventory così ottenuta.

Un lavoro mirato a targettizzare solo le impression migliori e che premia i siti che lavorano costantemente al miglioramento delle posizioni pubblicitarie, a limitare l’affollamento pubblicitario e ridurre la frequenza per utente.

Il protocollo R.O.A.R richiede l’adozione da parte degli editori di una suite tecnologia complessa – ma facile da implementare – messa a disposizione da Triboo, per governare le posizioni banner in modo dinamico e ottimizzarne la monetizzazione. Con questa soluzione, la società garantirà ai clienti la qualità dell’inventory acquistata dal provider Triboo, senza dispersione e underdelivery.

Pubblicità digitale, in aumento la viewability in Italia. I dati di IAS

Integral Ad Science (IAS) ha ufficializzato i dati del suo ultimo report sulla Media Quality per il mercato italiano.

Lo studio ha preso in considerazione oltre 500 miliardi di annunci pubblicitari di campagne nazionali ed internazionali, pubblicati tra il 1 gennaio e il 30 giugno 2018, rivelando che attualmente meno della metà degli annunci in formato Desktop Display soddisfa gli standard minimi di viewability (un annuncio viene considerato “in-view” se almeno il 50% dei pixel è visualizzato sullo schermo per almeno un secondo, nel caso di display su desktop o mobile, o se viene riprodotto mentre almeno il 50% dell’immagine è sullo schermo per un minimo di due secondi consecutivi nel caso di spot video). Il dato è comunque in aumento (+9,7%), essendo passato dal 43,2% nella seconda metà del 2017 al 47,4% nella prima parte del 2018.

Per la prima volta, il report ha evidenziato anche i livelli di viewability nei formati video e mobile. La viewability per gli annunci video su desktop raggiunge il 68,8% e il 77,9% per dispositivi mobile web. D’altra parte, solo il 46,9% degli annunci display sulle applicazioni mobili viene considerato “in-view”.

«Capire le differenze tra i dispositivi è essenziale per aiutare gli inserzionisti ad attrarre il loro pubblico – commenta Elisa Lupo, Director di IAS in Italia -. Questo report evidenzia un progresso significativo e positivo per il settore della pubblicità digitale, con una percentuale più elevata di annunci che superano gli standard di viewability».

Lo stato della Brand Safety

Anche i livelli di Brand Safety sono migliorati nella prima metà del 2018. Il numero di annunci pubblicati su pagine che potrebbero danneggiare l’immagine e la reputazione dei brand è infatti diminuito del 35% (dal 4,3% nel 2017 al 2,8% quest’anno).

Il report mostra anche una riduzione del fenomeno dell’Ad Fraud in Italia del 12,3% – dal 0,9% alla fine del 2017 fino al 0,8% all’inizio del 2018. Questi dati sono rappresentativi per le campagne ottimizzate contro le frodi (campagne che impiegano tecnologie o strategie di prevenzione delle frodi pubblicitarie).

«Guardando al futuro – aggiunge Elisa Lupo -, dobbiamo essere più consapevoli di non concentrarci su un solo fattore della Media Quality. Dobbiamo avere una visione più olistica dei media e dell’impatto che hanno».

La ricerca è scaricabile qui.

IAS lancia una soluzione che protegge la spesa pubblicitaria video delle aziende

Integral Ad Science (IAS) lancia una nuova soluzione volta a proteggere la spesa pubblicitaria video delle aziende.

Si tratta di un nuovo tag, costruito all’interno della tecnologia di bloccaggio della società per desktop e mobile web, e dedicato precisamente agli spot pubblicitari. Indipendentemente dall’ad server utilizzato, la soluzione consente di bloccare l’erogazione degli annunci laddove viene riconosciuto che lo spazio che la ospiterà non è brand-safe, o è fraudolento. In questo modo, consente alle aziende di evitare sprechi di investimenti pubblicitari, dal momento che i brand non sono tenuti a pagare l’ad server o l’editore se l’impression non viene erogata.

Un recente report di IAS sulla qualità dei media ha svelato che aziende e agenzie che hanno lavorato in maniera proattiva per proteggere le loro campagne video dalle frodi hanno registrato una riduzione del 5,5% degli sprechi di investimenti, a confronto con chi non ha utilizzato alcuna tecnologia di prevenzione.

E l’esigenza di protezione per gli inserzionisti è tanto maggiore quanto sono cospicui e in continua crescita gli investimenti in pubblicità video: secondo uno studio di WARC, quest’anno le aziende hanno speso in video adv circa 30 miliardi di dollari.

«Dal momento che i brand stanno sempre più puntando sul video, essi hanno bisogno di una soluzione completa che li possa proteggere a livello globale nei vari canali e formati che utilizzano – commenta David Hahn, Chief Strategy Officer di IAS -. La nostra missione in IAS è di proteggere i clienti ovunque, ed avere una sofisticata soluzione di bloccaggio per l’ambiente video è fondamentale a questo scopo».

La nuova soluzione di IAS è attualmente disponibile per tutti i clienti della società.

Integral Ad Science, accordo con FreeWheel per la qualità della pubblicità video

Integral Ad Science (IAS) ha annunciato la stipulazione di un accordo con FreeWheel che permette agli editori di misurare la qualità del video digitale secondo i parametri di viewability, sicurezza del marchio e livello di frodi.

Gli strumenti di IAS saranno disponibili globalmente su Video Ad Serving Template (VAST) e Video Player Ad Interface Definition (VPAID) su desktop e mobile web.

La collaborazione, attiva anche in Italia, permette agli editori che utilizzano la piattaforma di monetizzazione video di FreeWheel di comunicare facilmente la qualità dei loro spazi pubblicitari e garantire ai marketer che gli annunci siano posizionati in ambienti viewable e senza frodi. Inoltre, l’integrazione aiuta gli editori ad essere più trasparenti e fornire agli inserzionisti esperienze online in sicure per il marchio.

“Siamo entusiasti di collaborare con FreeWheel per accrescere la nostra copertura video”, ha commentato Nick Morley, Managing Director EMEA MD di IAS, “Oggi più che mai, la verifica di terza parte è essenziale affinché tutti gli operatori dell’industria possono investire efficacemente e con fiducia. IAS è impegnata nel supporto sia del lato acquisto sia del lato vendita e nella promozione di alti standard qualitativi in ambito media, e questo accordo ci permette di proseguire la nostra iniziativa”.

“Creare soluzioni e standard globali per il video digitale è un fattore critico per la salute dell’intero ecosistema televisivo”, ha dichiarato Thomas Bremond, General Manager di Freewheel International, “L’integrazione di FreeWheel con i servizi di misurazione di IAS incrementerà la fiducia degli inserzionisti nell’integrità dell’inventario che stanno acquistando e permetterà agli editori di seguire strategie di monetizzazione più consapevoli”.

Integral Ad Science (IAS): Vista Equity Partners acquisisce la maggioranza della società

La società di private equity Vista Equity Partners ha firmato un accordo per acquisire la maggioranza di Integral Ad Science (IAS), la società specializzata in soluzioni per la verifica e l’ottimizzazione della pubblicità online. L’operazione è finalizzata a supportare i piani di crescita globale della società e dovrebbe finalizzarsi nel terzo trimestre dell’anno.

Si spengono così i rumors circa una possibile quotazione di IAS, di cui si era iniziato a parlare dopo che i suoi principali competitor erano stati acquisiti: è il caso di Moat (comprata da Oracle per una cifra vicina agli 850 milioni di dollari) e DoubleVerify (passata sotto il controllo del fondo Providence per circa 200 milioni). Al momento, l’ammontare dell’investimento di Vista Equity Partners non è stato specificato.

Fondata nel 2009, con sede principale a New York e uffici in 13 Paesi, IAS è leader di mercato nelle soluzioni tecnologiche in grado di garantire che ogni annuncio digitale raggiunga utenti reali in ambienti viewable e brand safe.

L’operazione permetterà a IAS di intensificare i suoi piani di sviluppo, salvaguardandone al tempo stesso la neutralità, come sottolinea la stessa società in una nota: “l’accordo con Vista offre a IAS il meglio di entrambi i mondi. La partnership consente a IAS di rimanere una terza parte neutrale, aspetto fondamentale per fornire fiducia e trasparenza non solo ai nostri clienti, ma all’industria nel suo complesso. Inoltre, [questa operazione] ci aiuterà ad accelerare la nostra crescita e la nostra visione“.

Per Vista non si tratta del primo investimento nel campo delle tecnologie per l’advertising online. Il fondo ha infatti acquisito Mediaocean nel 2015 e l’azienda fornitrice di software per l’automazione del marketing Marketo nel 2016 per 1,8 miliardi di dollari.

Brand safety, nuovo accordo globale tra Outbrain e IAS

Le soluzioni di brand safety di Integral Ad Science (IAS) arrivano su Outbrain. La società di misurazioni e la piattaforma di content discovery hanno infatti siglato un accordo che le vedrà collaborare sul fronte della sicurezza per gli inserzionisti.

Grazie ai tool di brand safety di IAS, Outbrain potrà garantire alle aziende un’offerta pubblicitaria sicura e appropriata per i brand. L’accordo sarà di respiro globale, e coinvolgerà Europa, Asia e Nord e Sud America.

«Un partner affidabile sulla brand safety come IAS rappresenta un componente chiave della nostra strategia di offrire ai brand la massima fiducia nel raccontare le loro storie all’interno del nostro network di editori», spiega Gilad de Vries, SVP, Strategy di Outbrain, aggiungendo: «la nostra partnership con IAS è una naturale evoluzione del nostro focus sulla qualità e sul rafforzamento del publisher network più di qualità a livello globale. Stiamo tuttora implementando diversi step per contribuire ad aumentare la fiducia dei brand allo stesso tempo migliorando affidabilità e trasparenza in tutto il network».

«Siamo entusiasti di offrire alle aziende che usano la piattaforma Outbrain la nostra soluzione di brand safety di primo livello – aggiunge Jim Egan, VP of Publisher Development di IAS -. Unire le forze con Outbrain ci consente di continuare a dedicarci al nostro lavoro di rendere la pubblicità digitale un posto sicuro per i brand che vogliono far crescere il loro business».

La collaborazione tra le due società consentirà ai clienti di Outbrain di escludere determinate categorie “non sicure” attraverso specifici controlli nella propria dashboard delle campagne. Con un sistema di punteggi sia per gli spazi che per i siti, IAS garantirà a inserzionisti ed editori un ambiente pubblicitario brand safe.

Italiaonline, accordo con Integral Ad Science per la verifica pubblicitaria

Italiaonline investe in trasparenza e qualità dei media scegliendo Integral Ad Science (IAS) come partner di verifica per viewability, sicurezza del marchio e frodi pubblicitarie.

“Siamo davvero orgogliosi che Italiaonline abbia scelto IAS per un tema tanto sentito dal mercato”, ha commentato Elisa Lupo, Director Italia della società di misurazione, “Il nostro impegno è di dare gli strumenti necessari alla compagnia per analizzare, comprendere e ottimizzare la propria inventory”.

“Con la nostra concessionaria di pubblicità nazionale iOL Advertising forniamo forti garanzie di trasparenza agli inserzionisti sul posizionamento degli annunci. La partnership con IAS rappresenta un ulteriore passo in avanti su queste tematiche sempre più centrali nel mercato in cui ci muoviamo”, ha aggiunto Massimo Crotti, Sales House Director BU Large Account di Italiaonline.

“Italiaonline è stata uno dei primi player sul mercato italiano a indirizzare il tema della qualità dei media, il quale così come i dati rappresenta un fattore competitivo per un editore”, ha commentato Domenico Pascuzzi, Marketing Director BU Large Account di Italiaonline, “Lavoriamo sulla qualità delle nostre properties a livello di contenuti e prodotti pubblicitari, sulla sicurezza della nostra posta elettronica e la protezione dei dati personali dei nostri utenti. Siamo soddisfatti di questa partnership perché IAS è una soluzione scalabile e un partner capace di capire le nostre esigenze di business e le sfide che siamo chiamati ad affrontare.”

Secondo i dati forniti da IAS, i prodotti pubblicitari di Italiaonline presentano dati di viewability e time in view che sono del 10% superiori alla media degli editori a livello italiano. Anche i risultati relativi all’incidenza del traffico non umano mostrano che la compagnia si colloca nei primi posti delle classifiche, con un livello medio inferiore che supera il 50% rispetto alla media di mercato.

Carmine Laltrelli e Sabina Lombardo, rispettivamente Responsabile programmatic advertising Business unit large Account e Responsabile media center business unit Large Account di Italiaonline, sono intervenuti a Programmatic Day(s) 2018, parlando proprio dell’approccio della compagnia alla trasparenza nell’industria della pubblicità digitale.