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TradeLab: alla conquista dell'Italia con tecnologia e know how

Nata tre anni fa, la startup francese è già diventata il primo buyer RTB d’Oltralpe. Una scalata che conta di ripetere anche in Italia, dove è presente da settembre sotto la guida di Gaetano Polignano

Simone Freddi
05 dicembre 2014
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Gaetano Polignano

Quando una società celebra il suo terzo compleanno, si può ancora parlare di startup? Sì, se i tassi di crescita sono quelli di Tradelab, primo buyer francese sul mercato del Real Time Bidding, che ha visto il proprio fatturato salire del 150% nel 2013. A maggior ragione, di startup si tratta in Italia, visto che nel nostro Paese la società si è installata solo lo scorso settembre, con tutta l’intenzione di replicare da noi – dove il Programmatic è ancora sostanzialmente agli inizi – la scalata avvenuta Oltralpe. Con il country manager italiano Gaetano Polignano, vediamo i punti-chiave dell’offerta di Tradelab.

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Il sito di TradeLab

Quali sono le specializzazioni e la filosofia di Tradelab?
Con più di 2.400 campagne pubblicitarie realizzate e 120 clienti attivi, Tradelab è il primo buyer RTB indipendente in Francia, il quarto in Europa. Ai brand che vogliono investire in campagne display, mobile e video Tradelab garantisce trasparenza, visibilità e controllo sull’immagine della marca: trattandosi di uno sviluppatore di tecnologie, Tradelab si allontana dalle black-box tradizionali, tipiche della Display, toccando gli utenti giusti, al momento più opportuno e solo sugli spazi più visibili.

Vi siete definiti uno sviluppatore di tecnologie. Quanto conta il fattore umano nel programmatic?
Non si va da nessuna parte senza un forte binomio “uomo-macchina”. Una tappa delicata e di cruciale importanza gestita in modo ottimale da Tradelab, grazie ad un’equipe di trader media e analisti esperti, che si appoggiano a un ventaglio di tecnologie proprietarie sviluppate esclusivamente all’interno dell’azienda da un team di R&S. Grazie a un know-how unico, frutto delle competenze umane, della padronanza tecnica e di partnership significative con precursori tecnologici come MemSQL, Tradelab, che ha registrato uno sviluppo del +150% tra il 2012 e il 2013, sorpassando nettamente la crescita globale del mercato nello stesso periodo (+125%), prevede per il 2014 un aumento di uguale importanza.

Qual è lo stato del RTB in Italia e perché avete scelto di investire in questo Paese?
Il mercato è molto sbilanciato in Europa: il programmatic è ben radicato in alcuni Paesi europei dove resta in crescita costante, mentre mentre altri sono obiettivamente meno maturi – come l’Italia – e il boom dell’RTB deve ancora arrivare. I tre paesi europei in cui il Real Time Bidding è più sviluppato – il Regno Unito, la Germania e la Francia – da soli rappresentano il doppio degli investimenti presenti nel resto dell’Europa Occidentale, con 625,4 milioni di euro stimati nel 2014, pari ad una crescita del 40% rispetto al 2013. In Italia, quest’anno il 10% circa degli investimenti in display adv è stato destinato al programmatic. Ciò nonostante, IAB prevede una forte crescita di questo mercato negli anni a venire, fino a raggiungere la quota di investimenti consacrati all’RTB negli Usa: il 30%.

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