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Tradelab diventa Facebook Marketing Partner, ampliando le opportunità dei brand sul social

Tradelab amplia le opportunità di advertising per i propri clienti alla ricerca di nuove modalità per raggiungere la propria audience anche sui social media.

Il player globale specializzato in campagne di programmatic advertising è stato infatti nominato Facebook Marketing Partner. Un titolo che arriva a seguito dell’espansione dell’offerta della società sui social con la creazione di un team di specialisti certificati Blueprint Buyer e Planner di Facebook.

Il marchio Facebook Marketing Partner è il livello di partnership più prestigioso assegnato da Facebook alle migliori società del settore, attribuito solo a pochi player in Italia, e permetterà a Tradelab di proporre ad inserzionisti ed agenzie un servizio di consulenza più avanzato sull’ecosistema di Facebook grazie all’accesso privilegiato a strumenti, risorse e corsi di formazione offerti dalla piattaforma.

«Siamo orgogliosi di questa nomina grazie alla quale potremo accedere a risorse e strumenti esclusivi che ci permetteranno di sviluppare strategie social sempre più performanti e di migliorare i risultati delle campagne sia su Facebook che Instagram dei nostri clienti a livello globale», dichiara Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab.

Ad ampliamento della propria offerta social, la società ha inoltre sviluppato Tradelab Engagement Score, un indicatore basato sul tipo e il livello di interazione, che consentirà agli inserzionisti di avere una visione unificata dell’engagement reale generato dalle proprie campagne nel corso dell’anno.

Programmatic Digital Out of Home: la nuova frontiera dell’outdoor advertising

Come per la TV e la radio, anche l’industria dell’Out of Home sta diventando protagonista di una rivoluzione digitale. La possibilità di integrare insieme i dati e la convergenza con tecnologie mobile, stanno portando ad una crescita degli schermi digitali e a campagne sempre più d’impatto ed efficaci in grado di stimolare l’engagement del consumatore.

Con il programmatic questo processo di sviluppo si sta arricchendo sempre di più, dando la possibilità di effettuare campagne Out of Home sempre più flessibili, dinamiche e misurabili.

«Grazie alla tecnologia e al programmatic si riescono a superare alcuni limiti dell’affissione tradizionale: non si è più obbligati a pianificare per settimana ma si può essere “on air” anche solo per un giorno o in una determinata fascia oraria e cambiare creatività all’interno della stessa campagna a seconda del contesto, realizzando uno storytelling dinamico e coinvolgente – dichiara Gaetano Polignano, Country Manager Tradelab -. La trasformazione dell’Out of Home è sempre più orientata verso il dato e verso l’integrazione con i diversi canali, soprattutto con il mobile, dando così la possibilità di compiere attività di retargeting sugli utenti esposti a una determinata campagna DOOH andando successivamente ad intercettarli direttamente sul loro smartphone».

In questa infografica Tradelab spiega che cos’è il Programmatic Digital Out of Home e ne illustra i principali vantaggi:

  • Misurabilità: le campagne sono sempre misurabili sulle persone realmente esposte alla pubblicità
  • Creatività dinamiche: le creatività sono adattabili in funzione del traffico, del meteo o di un evento
  • Integrazione: grazie al Programmatic DOOH è possibile integrare diversi canali come il mobile aumentando le possibilità di compiere attività di retargeting

Tradelab_DOOH

[Videointervista] Polignano (Tradelab) a Programmatic Day 2019: «Aziende italiane sempre più esigenti e informate sul martech»

Nel suo intervento al Programmatic Day 2019Gaetano Polignano, country manager italiano di Tradelab, ha affrontato il tema della “maturazione” del mercato Programmatic dal punto di vista della domanda.

La trattazione è avvenuta attraverso l’analisi delle “4 fasi del programmatic”: una piramide in cui alla base ci sono le aziende (ancora la maggioranza) che adottano verso l’adtech un approccio fatto prevalentemente di outsourcing, con tanti partner e limitate competenze interne, per poi salire fino ad arrivare fino al vertice occupato dalle imprese che adottano un approccio “full in-house” agli acquisti di media su piattaforma.

Per Polignano, il modello che alla fine finirà per imporsi è quello “ibrido”, in cui le aziende disporranno di account proprietari sulle principali piattaforme di acquisto, ma lasceranno a operatori specializzati le funzioni di trading, di analisi e di integrazione tecnologica. Si tratta infatti, secondo il country manager di Tradelab Italia, di una soluzione in grado di generare la massima efficacia, senza dover ricorrere all’investimento necessario per realizzare una gestione totalmente interna del programmatic.

Guarda la videointervista a Gaetano Polignano, Country Manager per l’Italia di Tradelab, a margine del suo intervento al Programmatic Day 2019:

Programmatic, la nuova parola d’ordine è “qualità”

Dopo alcuni anni di crescita rapida e “tumultuosa”, il programmatic advertising sta acquisendo una nuova maturità e questo porta aziende ed editori a dover approcciare il settore in modo più strutturato ed evoluto sfruttando tutte le opportunità fornite dalla tecnologia, dai formati e dalla multimedialità. Il tema, sotto angolazioni differenti, è stato approfondito dagli interventi di Evolution Adv, Tradelab, Teads e Rubicon Project al Programmatic Day 2019.

Rubicon Project: il programmatic è “maggiorenne”

Di programmatic «maggiorenne» ha parlato Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project. La manager ha raccontato gli sforzi della società per rendere “semplice la complessità” dell’attuale panorama del Programmatic, in particolare con il contributo offerto alla diffusione dell’header bidding allo sviluppo della Supply Path Optimization. Buluggiu ha poi tratteggiato le possibili linee di sviluppo dell’ad tech nei prossimi anni, prevedendo l’affermazione del “Programmatic Open Source” e il superamento dei walled garden che attualmente dominano lo scenario digitale.

«Nell’evoluzione del programmatic advertising è importante garantire un traffico umano e scegliere bene i propri partner. Per Rubicon Project il 2018 è stato un anno di grande collaborazione. Siamo passati al first price in header bidding ed è stato l’anno della trasparenza per l’introduzione del Gdpr. E’ stato introdotto il concetto di Universal ID e la Demand manager, un’interfaccia che semplifica i processi che stanno dietro alla complicazione della tecnologia che sta alla base del programmatic», spiega Buluggiu.

Sara Buluggiu
Sara Buluggiu

Teads: qualità in 4 step

Nello speech “Programmatic Match: strategie di qualità in 4 step”, Luca Aiello, Head of Business Development di Teads Italia, e Giuseppe Brugnone, Senior Digital Marketing Manager di Lego, hanno sviscerato i quattro punti strategici attraverso cui si snoda una strategia qualitativa nell’advertising online, spaziando tra creatività, audience, erogazione e analisi, anche attraverso l’esempio concreto del lavoro svolto dalla società specializzata in soluzioni per l’advertising online con l’iconico brand di giocattoli.

«Una campagna di successo dovrebbe essere strutturata in quattro step ben definiti. Si parte con una prima fase di valutazioni in cui le tecnologie vengono impiegate per avere insight, per passare poi alla comprensione di come realizzare la creatività, puntando su elementi interattivi. Si passa poi all’erogazione che deve essere effettuata tramite inventory safe e viewable, oltre che libere da frodi, e, infine, analizzare i risultati con una reportistica dettagliata. Teads accompagna, in questo, i clienti in ogni passaggio grazie a soluzioni come Creative Lab, Brand Pulse, Teads Studio e Teads Ad Manager», spiega Aiello.

Tradelab e il controllo dell’ad tech

Gaetano Polignano, Country Manager Italia del trading desk indipendente Tradelab, ha invece approfondito il percorso che le aziende devono compiere per «riprendere il controllo dell’ad tech», superando le più comuni difficoltà tecnologiche e organizzative. Un percorso che, ha spiegato Polignano, passa per vari step: innanzitutto selezionare le proprie stack tecnologiche sulla base delle proprie esigenze e costruire le proprie competenze in collaborazione con i propri partner, quindi razionalizzare i propri canali e mettere in atto strategie audience-centric, in particolare imparando a creare sinergie tra i dati di prima e terza parte. Si deve poi innovare per garantirsi un vantaggio, specialmente nel campo della valutazione dei diversi touch point e farsi accompagnare dai giusti partner per ottimizzare il proprio ecosistema digitale.

Gaetano Polignano
Gaetano Polignano

«Il rapporto tra brand e agenzie nella gestione dell’ad tech si sta evolvendo profondamente e si aprono nuove sfide del panorama globale del programmatic. P&G ha lavorato con 6.000 agenzie in tutto il mondo. Sono state ridotte a 2500 e ora le ridurranno ancora per avere un rapporto più stretto con i consumatori e con le proprie properties. Ci sono 7000 aziende adtech disponibili oggi. Per gli inserzionisti è difficile capire chi scegliere e giudicare i partner e capire se si è intrapreso il percorso giusto. Inoltre, gli editori affrontano problematiche sia tecnolgoche che organizzative. La sfida per i publisher è riuscire a integrate tutto e ottimizzare il proprio sistema digitale. Noi operatori dobbiamo essere dei partner per i clienti e non dei fornitori, essere trasparenti e consulenziali ed essere sempre alla conoscenza delle nuove tecnologie. Inoltre, dobbiamo avere l’integrazione di tutte le varie parti per avere pianificazioni di un certo livello», ha spiegato il manager.

Evolution ADV: la ricerca di un nuovo equilibrio

Ha, infine, ruotato attorno al concetto di “qualità” l’intervento al Programmatic Day di Francesco Apicella. Secondo il co-Founder di Evolution ADV, concessionaria indipendente di pubblicità online, il punto di arrivo è un nuovo equilibrio tra le esigenze della domanda (brand e agenzie) e dell’offerta (editori e concessionarie), fondato sulla “qualità al giusto prezzo”.

Francesco Apicella e Michele Carbonara
Francesco Apicella e Michele Carbonara

«Il programmatic ha un potere di dettaglio tale che permette di dire dove va a finire il budget investito nelle campagne. Purtroppo però a volte non è sempre così e si apre la necessità di proporre qualità a un costo giusto. La nostra concessionaria seleziona, per questo, editori di qualità a cui chiediamo di dare spazio a un minor numero di bunner sulle loro properties, mettendone di più qualitativi. Inoltre, grazie all’header bidding si premia l’interesse e la qualità dell’inventory con il giusto prezzo. La tecnologia Optiload ci permette di mostrare i banner quando sono in focus con l’utente e quando è il momento giusto».

L’intervento di Evolution ha costituito l’occasione anche per presentare ufficialmente Michele Carbonara, che si è unito al team della concessionaria come Sales Director: «Evolution ADV arriva da due anni di crescita e prevede una chiusura del 2019 tra i 7 e i 10 milioni. Nel primo trimestre abbiamo superato i 2 milioni».

Programmatic Day, manca poco all’appuntamento. Scopri l’agenda dell’evento (parte 1)

Ci siamo: mancano pochi giorni all’edizione 2019 del Programmatic Day, l’evento di riferimento in Italia per chi vuole conoscere e scoprire tendenze e novità nell’ambito del Programmatic Advertising e delle novità tecnologiche legate al mondo della pubblicità.

L’appuntamento è all’Auditorium IULM di Milano, in via Carlo Bo, mercoledì 11 aprile. Mentre invitiamo a iscriversi chi non l’avesse già fatto (abbiamo già raggiunto quota 1500 registrazioni per questa edizione, che promette di essere come sempre molto seguita) iniziamo a scaldare i motori entrando nel dettaglio del programma, partendo dall’agenda della prima parte della giornata.

Per partire, vedremo “che aria tira” nelle percezioni degli operatori del mercato pubblicitario attorno ai temi del digital advertising e dell’ad tech. Stiamo raccogliendo gli ultimi dati per l’edizione 2019/1 di YourSight, la ricerca congiunta di Engage e Human Highway che due volte all’anno costruisce una visione d’insieme su cosa sta succedendo e cosa si prevede che accadrà nel campo della comunicazione online.

Se lo desideri, puoi dare il tuo contributo compilando questo questionario.

I risultati dello studio saranno presentati in apertura di evento (ore 9:00) da Giacomo Fusina, Ceo di Human Highway, e saranno discussi nel primo panel della giornata che coinvolgerà Davide Fiorentini (Manager, Demand Sales di FreeWheel Italia) e Massimo Pattano (Marketing Manager di 4w MarketPlace).

James Prudhomme, Executive Vice President International di Index Exchange, sarà invece il protagonista del primo speech della giornata (9:25). Ogni anno, il Programmatic Day è vetrina di una novità per il nostro mercato, e stavolta tocca a questo importante marketplace canadese, che ha appena aperto un ufficio a Milano e parteciperà per la prima volta a un evento pubblico nel nostro Paese, condividendo la sua visione circa le nuove frontiere della monetizzazione pubblicitaria.

Il palinsesto del Programmatic Day 2019 darà ampio spazio ai temi del mobile, ambito da cui passano gran parte delle aspettative del mercato pubblicitario per l’uso intensivo che gli utenti fanno dello smartphone e per i margini di crescita in ambito ecommerce e proximity. Diversi e ricchi di spunti gli interventi dedicati: limitandoci alla prima parte della giornata Nicolò Palestino, Country Manager Italy di Widespace, spiegherà come districarsi tra le possibili strategie data-driven (9:45); mentre Stefania Giovinazzo, Account Director Italy e Stefano Guidi, Business Development Manager di Sublime illustreranno come realizzare campagne mobile che uniscono creatività ed efficacia (11:50).

Dopo i primi anni di crescita rapida e per certi versi “incontrollata”, il Programmatic sta acquisendo una certa maturità, e questo porta a dover approcciare il settore in modo più strutturato ed evoluto sfruttando tutte le opportunità fornite dalla tecnologia, dai formati e dalla multimedialità. Di questo parleranno sotto prospettive diverse Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project, che descriverà le caratteristiche salienti di un mercato del programmatic diventato “maggiorenne” (10:05); Luca Aiello, Head of Business Development di Teads Italia, che nello speech “Programmatic Match: strategie di qualità in 4 step” (10:25) sarà accompagnato da un brand tanto importante quanto universalmente conosciuto; Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab Italia, che spiegherà come le aziende possano progressivamente prendere un maggior controllo sulle strategie dell’ad tech; e Francesco Apicella, Co-Founder di Evolution ADV, che ci aiuterà a tracciare i contorni di una nuova prospettiva di “qualità” nel Programmatic a beneficio degli editori (12:10).

Dati, KPI e Performance sono senz’altro tre parole chiave dell’edizione 2019 del Programmatic Day: approfondiremo ulteriormente questi punti in un panel apposito (11:25) con Greta Gilardi, Sales Director di Viralize; Elisa Lupo, Director Italy di IAS; Enrico Quaroni, VP of Global Sales di Fanplayr; Gino Ruli, Programmatic Sales Director di Ogury Italia e Domenico Pascuzzi, Direttore National Marketing BU Large Account di Italiaonline.

Non mancheranno poi interventi dedicati a due ambiti emergenti: l’audio, un settore di cui si stanno letteralmente riscrivendo le regole sotto la spinta del digitale e delle tecnologie, come spiegherà Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo (10:45); e l’intelligenza artificiale, che entra anche nel programmatic aprendo nuovi scenari non solo in fatto di targeting ma anche di personalizzazione del contenuto. A illustrare questo trend (12:30) sarà Julien Gardès, VP Southern Europe & Middle-East Africa di Adform, cui spetta il compito di chiudere la prima parte della giornata, prima del lunch break by Edimaker e della seconda parte dei lavori, di cui parleremo nei prossimi giorni… annunciando anche qualche sorpresa!

Esprimi la tua opinione sui trend del digitale: partecipa a Yoursight!

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Cosa può offrire il Programmatic al mondo del Travel?

Il Digital sta trasformando il mondo del turismo offrendo nuove opportunità che le aziende devono saper cogliere tempestivamente per restare competitive e per riuscire a gestire in maniera efficace la relazione con un cliente sempre più esigente e digitale. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano, il digitale traina il mercato del turismo italiano con un valore che si attesta attorno ai 14,2 miliardi di euro, diventandone sempre più una parte rilevante. Dati importanti che aprono il campo a dinamiche e abitudini tutte nuove. Anni fa la pianificazione di un viaggio implicava prevalentemente andare in agenzia, raccogliere brochure e informazioni e settimane di organizzazione. La “digital disruption” ha oggi cambiato il mercato, i player, i tempi e i modi di viaggiare. Il viaggiatore moderno utilizza strumenti digitali online per ricercare, pianificare e soprattutto prenotare i propri viaggi in modo semplice e veloce.

Di conseguenza, il tourist journey è diventato lungo e articolato, frazionato in più giorni e svolto su differenti touch point sia online che offline. Secondo una ricerca di Expedia, prima di compiere una prenotazione gli utenti arrivano a consultare fino a 100 siti online. Il mobile ha ormai assunto un ruolo primario sia nella fase di ricerca di informazione che di prenotazione del viaggio, soprattutto tra i Millennials, intensivi utilizzatori di smartphone e di app per la ricerca di offerte e per prenotare voli e alberghi. Ma anche chatbot, realtà virtuale e machine learning sono tecnologie che, soprattutto all’estero, vengono già utilizzate per migliorare l’esperienza di viaggio. Anche nel nostro Paese le aziende del settore sono di conseguenza chiamate a modificare i propri modelli di business per cogliere le opportunità che questi strumenti generano all’interno della filiera e nella relazione finale con il cliente, e per non soccombere.

Il programmatic al servizio del settore del turismo

Il digitale può sostenere tutti gli attori del travel, aziende, agenzie viaggio e tour operator, aiutandoli a mantenere una relazione stabile con il cliente durante tutto il customer journey con notevoli benefici a livello di brand awareness, engagement e retention.  Elemento fondamentale è la capacità degli operatori di creare esperienze sempre più fluide, veloci e personalizzate. Ed in questo la tecnologia e soprattutto l’utilizzo dei dati sono necessari per ottimizzare e customizzare l’esperienza del cliente.

Il programmatic advertising, grazie all’utilizzo di un’ampia mole di dati, permette ai marketer del travel di combinare la giusta opzione di viaggio con l’utente giusto, fornendogli il giusto messaggio al momento giusto. Grazie al programmatic anche un’agenzia o un tour operator può ora competere con i grandi brand che investono milioni di euro in marketing. E sempre grazie al programmatic è possibile conoscere la propria audience e targettizzarla indipendentemente da dove si trova online. Questo permette un investimento efficiente ed efficace dei propri soldi perché si va ad individuare e concentrare il budget unicamente sugli utenti potenzialmente interessati o in procinto di organizzare o di acquistare una vacanza.

Il programmatic non è solo legato al digitale ma anche al mondo dell’Out of Home, grazie al quale è possibile acquistare contenuti multimediali digitali dinamici visualizzati su schermi di stazioni, palazzi e aeroporti in specifici giorni e fasce orarie misurando la reale audience esposta. Per raggiungere con successo i propri utenti è oggi importante adottare una strategia a 360° che integri il digital, il mobile e l’Out of Home ai tradizionali canali di vendita diretti.

In Tradelab stiamo lavorando per offrire soluzioni all’avanguardia che permettano ai nostri clienti di rispondere a queste nuove sfide restando competitivi. Per approfondire l’argomento Tradelab sarà presente il 21 marzo alle ore 12.40 al BTO di Firenze per parlare dei vantaggi del programmatic per il settore del turismo e di come costruire una campagna in programmatic integrata con il mobile e l’Out of Home.

Tradelab: «Il trend dell’in-house arriverà anche in Italia. Ma il modello sarà “ibrido”»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Nel 2018 il settore ha sfiorato nel nostro Paese il mezzo miliardo di euro di valore, con un tasso medio di crescita annua negli ultimi 5 anni del 34,4%, come ha rivelato una recente ricerca di IAB Italia confermando le stime del Politecnico di Milano di qualche mese fa. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Gaetano Polignano, Country Manager Italy di Tradelab. Ecco cosa ci ha risposto.

Gaetano, quali sviluppi vedi per il mercato del Programmatic Advertising nel 2019?

Il mercato del programmatic in Italia è ormai ben consolidato ed ha un grande potenziale per un ulteriore sviluppo. Nei mercati più maturi come quello statunitense, inglese o francese stiamo già assistendo al fenomeno dell’in-housing, ovvero l’internalizzazione delle aziende delle proprie attività ad-tech. La ricerca di un maggior controllo da parte delle aziende sui diversi processi – dalla gestione dei dati, alle tecnologie utilizzate fino ad arrivare alle relazioni con gli editori – fa nascere però una domanda: gli inserzionisti dispongono effettivamente di competenze e delle risorse interne sufficienti per gestire autonomamente l’acquisto di media in programmatic? Sì, se ristringiamo il cerchio ai pochi grandi clienti global. La direzione verso quale la maggioranza dei brand si stanno muovendo è piuttosto quella di adottare un “modello ibrido”, cioè un modello in cui vengono internalizzate solo specifiche attività ma supportato dalla consulenza e dalla tecnologia di fornitori esterni. Negli USA il 65% dei marketer ha preso il controllo in ambito programmatico e di questi 2 su 3 l’ha fatto con un modello ibrido. In Italia è ancora presto ma è certo che il cambiamento arriverà anche nel nostro Paese. Questo fenomeno di internalizzazione andrà a favorire soprattutto un attore su tutti: Google. Per molti advertiser che utilizzano già Google Analytics Premium, l’adserver DCM e che acquistano la search da Adwords, la scelta di DBM è ovvia. Optando per la fullstack di Google, si assicurano così di avere una visione multicanale dei loro investimenti di marketing e un controllo della pressione pubblicitaria. Solo i player che riusciranno a siglare delle partnership con i big del mercato saranno in grado di fornire consulenza e accompagnare gli inserzionisti con successo lungo questo nuovo percorso.

Nel 2018 il Programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà quest’anno?

Anche quest’anno si continuerà senza dubbio a parlare di brand safety ma in particolar modo sentiremo parlare ancora di privacy. Se il 2018 verrà ricordato come “l’anno della privacy” in cui il tema della protezione dei dati personali ha acceso il dibattito legislativo dentro e fuori dall’Europa, il 2019 potrebbe essere “l’anno della ePrivacy”, l’anno in cui dibattito si estenderà in materia di cookie e ID e quindi più direttamente al mondo dell’online. Un dibattito che ci riguarda direttamente in quanto i cookie, specialmente quelli di breve durata, ci permettono di individuare quali sono gli interessi e le intenzioni del consumatore e di fornirgli un’esperienza di fruizione della pubblicità sempre più customizzata sulla base delle loro esigenze e su tutti i device. I riflettori saranno puntati anche all’utilizzo del programmatic nell’ambito dei media “tradizionali”.  Addressable Tv, DOOH e radio stanno muovendo i primi passi nelle vendite programmatiche. Siamo solo agli inizi e una quota minoritaria di inventory di questi media è già disponibile in programmatic, ma è solo questione di tempo: prima o poi tutti i mezzi saranno disponibili in modalità programmatic RTB e la creatività potrà esprimersi senza limiti creando sempre più integrazione tra differenti device e un maggior coinvolgimento con i brand. Mobile, video, TV, audio: tutto verrà gestito da un’unica DSP che permetterà di acquisitare in programmatic su tutti i touch point.


Tradelab sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

Tradelab si aggiudica la gara e pianifica la nuova campagna programmatic di Valtellina

Dopo una gara che ha coinvolto più agenzie, Tradelab si aggiudica l’incarico destinato a promuovere l’immagine della Valtellina attraverso il programmatic, nell’ambito del progetto di valorizzazione della Destinazione Valtellina finanziato da Regione Lombardia e Camera di Commercio di Sondrio, di cui Valtellina Turismo è il braccio operativo.

La società guidata in Italia da Gaetano Polignano, si legge nella nota, è stata scelta per l’efficacia e la qualità delle proprie tecnologie, per il suo approccio su misura e per i criteri di trasparenza e sicurezza adottati nelle campagne.

“Siamo lieti che il comitato tecnico di valutazione abbia scelto la nostra tecnologia e che sia stata apprezzata soprattutto la nostra consulenza e la flessibilità delle nostre soluzioni”, dichiara Polignano, “Grazie alle nostre tecnologie e la competenza dei nostri specialisti offriremo una targettizzazione iper granulare dell’audience per una diffusione personalizzata della pubblicità che ci permetterà di coinvolgere ogni utente attraverso uno storytelling che valorizza le molteplici peculiarità di questa splendida destinazione”.

L’incarico, oltre alla promozione del sito Valtellina.it, è esteso anche ad accrescere l’awareness del blog amolavaltellina.eu che raccoglie le esperienze vissute sul territorio da turisti e abitanti.

Per rispondere a questa doppia sfida, Tradelab ha messo a punto una strategia costruita sulle specificità del brand con l’obiettivo di aumentarne la notorietà e il posizionamento sul mercato nazionale e internazionale. Per la campagna saranno creati dei cluster di utenti ad hoc partendo da alcune macro-categorie come famiglie, sportivi e appassionati di enogastronomia. Verrà inoltre fatta un’analisi dei percorsi di navigazione degli utenti e delle keyword presenti sulle pagine consultate per intercettarne l’intenzionalità o un interesse nel momento in cui si manifesta.

Tradelab raggiungerà gli italiani che si apprestano a partire per le festività invernali attraverso a un mix di formati impattanti e una whitelist di siti selezionata per ridurre al minimo il rischio di frode. La campagna prevede anche l’utilizzo del geotargeting e del meteo planning per erogare creatività diverse in base alle condizioni climatiche delle diverse zone.

Trentino Marketing sceglie Tradelab per le campagne in programmatic

Trentino Marketing, società impegnata nella realizzazione e nella promozione di iniziative e progetti orientati allo sviluppo del turismo trentino, ha scelto la tecnologia e l’esperienza di Tradelab per la pianificazione di una delle proprie campagne media internazionali in programmatic.

Con questa nuova collaborazione la piattaforma programmatica indipendente va ad arricchire ulteriormente il suo portfolio clienti che operano nel settore dei viaggi. “Siamo felici di poter lavorare con Trentino Marketing”, dichiara Gaetano Polignano, Country Manager Tradelab, “Per il cliente abbiamo sviluppato una strategia su più paesi, per raggiungere tutti gli amanti della natura, dello sport, del benessere e altre nicchie di viaggiatori appassionati per far conoscere la straordinaria bellezza turistica del Trentino a chi ancora non la conosce”.

Per questa campagna verrà fatta un’analisi accurata del comportamento degli utenti interessati a temi come natura, sport e benessere non solo sull’Italia ma anche in area DACH, e studiati contenuti ad hoc per segmento turistico per offrire all’utente un’esperienza utile e unica. Ad arricchire la profilazione anche l’integrazione con dati di seconde parti del settore Viaggi e l’utilizzo di dati intenzionisti che consentiranno intercettare l’interesse di ogni utente in quel determinato momento.

La pianificazione coinvolgerà i quotidiani, le principali testate destinate alle famiglie, al mondo dei viaggi, dello sport e del turismo, selezionate sulla base della loro viewability e affinità con il brand. La campagna prevede anche l’utilizzo del geotargeting e del meteo planning per erogare creatività diverse in base alle condizioni climatiche e sulle diverse aree di interesse.

Black Friday: da Tradelab 7 consigli per aumentare le performance degli e-commerce

Mancano ancora pochi giorni al Black Friday, la giornata di sconti e di offerte che ogni anno scatena la voglia di shopping.

Per molte aziende dell’e-commerce questo appuntamento rappresenta una opportunità per accrescere il proprio business sia online che offline. Nato come tradizione americana, oggi il Black Friday si è diffuso anche nel nostro paese ed è diventato un appuntamento da non perdere per tutti gli amanti dello shopping anche in vista dei regali di Natale. Secondo le stime del Codacons, l’evento quest’anno genererà in Italia un giro d’affari superiore a 1,6 miliardi di euro con una crescita del 10% rispetto al 2017.

Le promozioni inizieranno a partire a breve e per permettere ai brand di sfruttare questa occasione al meglio Tradelab ha realizzato un’infografica con 7 suggerimenti di marketing da tenere a mente per ottenere il massimo dal Black Friday e non perdersi neanche una conversione.

Tradelab-BlackFriday