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Fimalac compra l’agenzia digitale Jellyfish, la integra con Tradelab e sfida S4 Capital

Fimalac, la capogruppo francese di Tradelab controllata dal miliardario francese Marc Ladreit de Lacharrière, compra la maggioranza dell’agenzia digitale Jellyfish e punta così a dare vita ad un gruppo concorrente della S4 Capital di Sir Martin Sorrell.

A seguito dell’operazione Tradelab, il data-driven specialist specializzato nell’acquisto della pubblicità in programmatic, in web analytics e ottimizzazione, sarà integrato in Jellyfish, l’agenzia londinese fondata e guidata dal Ceo Rob Pierre. La nuova società che nascerà dell’operazione avrà un valore di mercato pari a circa 500 milioni di sterline con l’obiettivo di raggiungere presto una capitalizzazione multimiliardaria. Il brand Tradelab (operativo in Italia sotto la guida del country manager Gaetano Polignano) continuerà ad operare sul mercato come unit tecnologica del gruppo Jellyfish.

La nuova Jellyfish, controllata a circa il 74% da Fimalac, incrementa l’organico da 780 a quasi 1100 professionisti, ed entra in nuovi mercati, tra cui Francia, Germania, Italia e Brasile portando a 30 il numero totale delle sue sedi. Solo negli ultimi 12 mesi la società ha aperto sei nuovi uffici, allargandosi così a nuovi territori, tra cui Asia Pacifica, paesi nordici e Medio Oriente. Il piano di sviluppo della nuova Jellyfish prevede in seguito il lancio in Australia, Sud Est Asiatico, Sud America e Africa.

Rob Pierre continuerà a guidare l’agenzia in qualità di ceo e sarà affiancato dal chief financial office Chris Lee. Yohann Dupasquier, Ceo e fondatore di Tradelab, entrerà invece nel consiglio di amministrazione di Jellyfish.

La nuova offerta di Jellyfish

Jellyfish, fondata nel 2005, è stata una delle prime agenzie ad offrire servizi di ottimizzazione dei motori di ricerca ed aiutare le aziende ad applicare l’analisi digitale al marketing e alla pubblicità. La società si occupa anche di campagne creative, formazione digitale e consulenza. E ora potrà contare sui servizi tecnologici di Tradelab completando così la sua offerta e posizionandosi sul mercato con un modello di business analogo a quello della S4 Capital (i cui ricavi e profitti sono in costante crescita come evidenzia anche l’ultima trimestrale).

In un mercato che vede il tradizionale modello di agenzia proposto dalle grandi holding della pubblicità sempre più in crisi, Jellyfish (tra i cui clienti figurano realtà come Uber, eBay, Disney, Spotify, Nestlé, Ford, Aviva e Asos) intende dunque posizionarsi come specialista della creatività, dei dati e della tecnologia analogamente alla società di Martin Sorrell. “Operiamo nello stesso mondo e cerchiamo le stesse opportunità”, ha commentato al riguardo Rob Pierre.

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“La strategia di sviluppo di Fimalac si è dimostrata molto efficace nel creare dei leader mondiali nel campo dei rating finanziario, dei media digitali e della produzione. Oggi sono molto orgoglioso di aiutare Jellyfish e Tradelab a unire le forze per costruire un nuovo leader globale con un’offerta unica di competenze e di talenti che aiuteranno i brand a muoversi nel mondo della tecnologia e dei dati”, dichiara Marc Ladreit de Lacharrière, Ceo di Fimalac.

Marc Ladreit de Lacharriere
Marc Ladreit de Lacharriere

“I brand di oggi hanno bisogno di partner digitali in grado di offrire competenze che vanno oltre il modello di agenzia tradizionale”, sottolinea Rob Pierre, Ceo di Jellyfish. “Costruire un business digitale adatto al XXI° secolo significa aggiungere tecnologia, consulenza e formazione ai servizi offerti dalle agenzie in maniera scalabil. Le sinergie che abbiamo trovato con Tradelab e l’obiettivo comune di costruire un’offerta digitale innovativa a livello mondiale, hanno fatto si che questa unione fosse ideale per il nostro business. L’investimento e la conseguente espansione ci permetterà di continuare a far crescere la nostra impronta globale portando il brand Jellyfish in tutto il mondo. Stiamo per raggiungere i 15 anni di attività e questo accordo segna l’inizio di una nuova ed entusiasmante fase della storia di Jellyfish. È la fine di un capitolo e l’inizio di uno nuovo che non vedo l’ora cominci“.

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Yohann Dupasquier

“I dati sono ovunque e gli utenti vogliono giustamente un maggiore controllo nelle relazioni con i brand”, dice Yohann Dupasquier, Ceo di Tradelab. “Siamo entusiasti di scalare la nostra tecnologia e condividere il nostro approccio data-by-design con Jellyfish. Nel corso di questa rivoluzione è essenziale per noi aiutare i brand ad adottare un approccio scientifico per renderli rilevanti ovunque nel mondo”.

Tradelab diventa Partner certificato di Google Marketing Platform

Tradelab diventa partner certificato Display & Video 360 della Google Marketing Platform. Il programmatic pure player guidato in Italia dal country manager Gaetano Polignano, che offre una suite di soluzioni per il programmatic buying in grado di arricchire i brand e le agenzie con una combinazione di competenza tecnologica e consulenza, si posiziona così come partner commerciale della suite tecnologica in Italia.

Questa novità, sottolinea Tradelab, è conseguenza dell’investimento sia umano che tecnologico della società sulla suite Google e allo stesso tempo riflette la sua capacità di fornire un supporto completo ai brand che desiderano costruire un marketing data-driven e una comunicazione personalizzata per i propri consumatori.

Commentando la certificazione, Gaetano Polignano conferma l’impegno di Tradelab verso un programmatic sempre più integrato: «Il riconoscimento dell’eccellenza dei nostri servizi sulla piattaforma di Google – afferma – deriva dagli investimenti operativi, tecnologici e professionali fatti dai nostri team. Il nostro obiettivo è quello di andare a coprire progressivamente la totalità del marketing data-driven per sviluppare un programmatic fondato su un vero approccio people-based. Sebbene le pratiche di mercato in materia siano ancora oggi molto frammentate, stiamo cercando di promuovere sinergie tra le diverse tecnologie al fine di fornire agli inserzionisti una visione più chiara e approfondita degli indicatori di performance».

La certificazione Google Marketing Platform Partner, ottenuta sulla base di alcune best practice e dopo un’analisi rigorosa da parte della società americana, conferma la conoscenza e l’utilizzo ottimale delle funzionalità offerte dalla stack tecnologica di Google, rafforzando il ruolo di Tradelab come partner d’eccellenza anche per quei brand che desiderano gestire in maniera ibrida le proprie attività di media buying.

Grazie alla certificazione come Google Marketing Partner, la società potrà inoltre offrire ai propri clienti un ulteriore vantaggio competitivo grazie all’accesso, in anteprima, alle funzionalità beta offerte dalla piattaforma.

 

Programmatic, un mercato che cresce aprendosi a nuovi mezzi. La fotografia di Tradelab

Lo scenario del marketing digitale in Italia sta cambiando, e Tradelab ha deciso di fotografarne i principali trend in una ricerca, “Digital Marketing & Advertising: i trend del 2020 in Italia”.

Lo studio, che ha coinvolto 200 professionisti del digitale, conferma alcune tendenze ma porta anche alla luce alcuni risultati inaspettati e nuovi orientamenti per il 2020, come sottolinea il Country Manager Tradelab Gaetano Polignano: «I dati che emergono dalla ricerca mettono in luce uno scenario che sta cambiando e acquisendo una nuova maturità ed un inserzionista sempre più competente e consapevole del futuro. Questo fa bene al mercato e agli stessi operatori che dovranno puntare sempre di più su innovazione e crescita delle competenze per approcciare il settore in modo più strutturato ed evoluto».

Un mercato che cresce guidato da mobile, social media e search

Il mercato del digital in Italia continua a crescere con una previsione di aumento per il 2020 che arriverà a toccare fino a +30%, complice anche l’incremento degli investimenti su search, video e social. Il mobile rivestirà un ruolo importante per le aziende, in linea con l’aumento del tempo speso per persona su smartphone per navigare, acquistare prodotti online o per vedere i video. Il 79% degli advertiser veicola già le proprie campagne su mobile con un impatto positivo sulle visite al proprio sito o e-commerce.

Gli inserzionisti investono quote sempre maggiori anche sui social media, su cui il 65% di essi punterà come mezzo per rafforzare l’awareness e la relazione con il proprio target. Negli ultimi anni anche il paid search ha visto una crescita costante grazie all’integrazione con i processi di acquisto e di vendita online, diventando così una leva di marketing strategica per il 40% degli inserzionisti. In aumento per il 39% dei marketer anche gli investimenti su video advertising.

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Programmatic: oltre i confini del web

L’acquisto automatizzato di spazi pubblicitari online è una delle componenti più dinamiche e in evoluzione del mercato ed è sempre più presente nelle scelte delle aziende soprattutto in termini di ottimizzazione dei costi e ritorno efficace degli investimenti. Dalla ricerca emerge come il 67% degli advertiser già acquisti o gestisca spazi in programmatic e sia pronto ad aumentare gli investimenti del 20% nei prossimi dodici mesi grazie anche a maggiori formati mobile disponibili e all’apertura del programmatic ai nuovi media, in particolare Digital Out of Home, TV e radio sui quali rispettivamente il 39%, il 34% e il 20% è pronto a puntare.

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In-housing: trend o realtà?

L’esigenza di maggior efficienza, più trasparenza e un maggior controllo sui costi sta portando le aziende ad internalizzare le proprie attività di digital marketing. Il 42% degli advertiser in Italia ha già scelto di gestire le proprie campagne in-house mentre il 34% ha optato per una internalizzazione parziale accompagnata dalla consulenza di partner esterni, ma il trend è in crescita.

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Il problema del marketer di oggi è un mercato sovraccaricato dall’offerta, e individuare partner che portino valore aggiunto alle proprie attività non è semplice. I fattori che incidono principalmente nella scelta di un partner sono la strategia proposta, seguita dall’offerta economica, le stime delle performance e la tecnologia utilizzata. In questo scenario agenzie e service provider si vedono necessariamente costretti a puntare sempre di più su innovazione, crescita delle competenze e trasparenza per rispondere ai bisogni dei clienti. Secondo la ricerca, per il 72% degli advertiser è fondamentale nella scelta del partner l’approccio consulenziale e strategico seguito dalla proposta di nuove soluzioni innovative (54%) e la semplificazione e l’ottimizzazione dei processi di lavoro (53%).

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Misurazione delle pubblicità: priorità ed utilizzo delle metriche

Il tema della misurazione e dell’efficacia delle campagne pubblicitarie è da sempre considerato importante per gli inserzionisti. La sfida del mercato è quella di riuscire ad evolvere ed individuare standard più precisi che permettano una misurazione più puntuale del ROI delle campagne. Secondo la ricerca, il 55% degli advertiser ritiene siano necessarie nuove metriche di misurazione in grado di tracciare una customer journey dell’utente sempre più frammentata, multi-device e multi-canale.

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Nonostante la richiesta di modelli di attribuzione più sofisticati, i modelli basati su approcci tradizionali restano però ancora quelli largamente più utilizzati: il 30% degli inserzionisti si affida ancora al modello last click e il 18% al post-view.

Tra le tecnologie che segneranno il futuro del digital non c’è dubbio tra gli inserzionisti che a farla da padrone saranno i big data e l’intelligenza artificiale, che combinati insieme saranno utili a definire con maggior precisione le strategie migliori da applicare.

Come posizionare il brand in maniera efficace sui social? I consigli di Tradelab

Come sfruttare i vantaggi di ogni piattaforma e approcciarsi in maniera ottimale ai social network? Per Tradelab è importante mantenere una visione multi-piattaforma in funzione del budget e degli obiettivi del brand. Ma come fare? Spesso è difficile perché le piattaforme sono molto diverse tra loro e ognuna con i propri dati e target specifici.

In questa infografica Tradelab dettaglia i 10 passi da seguire per posizionare efficacemente il proprio brand sui social network, tenendo presente che è fondamentale prima di tutto definire l’intenzione del marchio sui social e conoscere la specificità di ogni piattaforma.

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Tradelab diventa Facebook Marketing Partner, ampliando le opportunità dei brand sul social

Tradelab amplia le opportunità di advertising per i propri clienti alla ricerca di nuove modalità per raggiungere la propria audience anche sui social media.

Il player globale specializzato in campagne di programmatic advertising è stato infatti nominato Facebook Marketing Partner. Un titolo che arriva a seguito dell’espansione dell’offerta della società sui social con la creazione di un team di specialisti certificati Blueprint Buyer e Planner di Facebook.

Il marchio Facebook Marketing Partner è il livello di partnership più prestigioso assegnato da Facebook alle migliori società del settore, attribuito solo a pochi player in Italia, e permetterà a Tradelab di proporre ad inserzionisti ed agenzie un servizio di consulenza più avanzato sull’ecosistema di Facebook grazie all’accesso privilegiato a strumenti, risorse e corsi di formazione offerti dalla piattaforma.

«Siamo orgogliosi di questa nomina grazie alla quale potremo accedere a risorse e strumenti esclusivi che ci permetteranno di sviluppare strategie social sempre più performanti e di migliorare i risultati delle campagne sia su Facebook che Instagram dei nostri clienti a livello globale», dichiara Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab.

Ad ampliamento della propria offerta social, la società ha inoltre sviluppato Tradelab Engagement Score, un indicatore basato sul tipo e il livello di interazione, che consentirà agli inserzionisti di avere una visione unificata dell’engagement reale generato dalle proprie campagne nel corso dell’anno.

Programmatic Digital Out of Home: la nuova frontiera dell’outdoor advertising

Come per la TV e la radio, anche l’industria dell’Out of Home sta diventando protagonista di una rivoluzione digitale. La possibilità di integrare insieme i dati e la convergenza con tecnologie mobile, stanno portando ad una crescita degli schermi digitali e a campagne sempre più d’impatto ed efficaci in grado di stimolare l’engagement del consumatore.

Con il programmatic questo processo di sviluppo si sta arricchendo sempre di più, dando la possibilità di effettuare campagne Out of Home sempre più flessibili, dinamiche e misurabili.

«Grazie alla tecnologia e al programmatic si riescono a superare alcuni limiti dell’affissione tradizionale: non si è più obbligati a pianificare per settimana ma si può essere “on air” anche solo per un giorno o in una determinata fascia oraria e cambiare creatività all’interno della stessa campagna a seconda del contesto, realizzando uno storytelling dinamico e coinvolgente – dichiara Gaetano Polignano, Country Manager Tradelab -. La trasformazione dell’Out of Home è sempre più orientata verso il dato e verso l’integrazione con i diversi canali, soprattutto con il mobile, dando così la possibilità di compiere attività di retargeting sugli utenti esposti a una determinata campagna DOOH andando successivamente ad intercettarli direttamente sul loro smartphone».

In questa infografica Tradelab spiega che cos’è il Programmatic Digital Out of Home e ne illustra i principali vantaggi:

  • Misurabilità: le campagne sono sempre misurabili sulle persone realmente esposte alla pubblicità
  • Creatività dinamiche: le creatività sono adattabili in funzione del traffico, del meteo o di un evento
  • Integrazione: grazie al Programmatic DOOH è possibile integrare diversi canali come il mobile aumentando le possibilità di compiere attività di retargeting

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[Videointervista] Polignano (Tradelab) a Programmatic Day 2019: «Aziende italiane sempre più esigenti e informate sul martech»

Nel suo intervento al Programmatic Day 2019Gaetano Polignano, country manager italiano di Tradelab, ha affrontato il tema della “maturazione” del mercato Programmatic dal punto di vista della domanda.

La trattazione è avvenuta attraverso l’analisi delle “4 fasi del programmatic”: una piramide in cui alla base ci sono le aziende (ancora la maggioranza) che adottano verso l’adtech un approccio fatto prevalentemente di outsourcing, con tanti partner e limitate competenze interne, per poi salire fino ad arrivare fino al vertice occupato dalle imprese che adottano un approccio “full in-house” agli acquisti di media su piattaforma.

Per Polignano, il modello che alla fine finirà per imporsi è quello “ibrido”, in cui le aziende disporranno di account proprietari sulle principali piattaforme di acquisto, ma lasceranno a operatori specializzati le funzioni di trading, di analisi e di integrazione tecnologica. Si tratta infatti, secondo il country manager di Tradelab Italia, di una soluzione in grado di generare la massima efficacia, senza dover ricorrere all’investimento necessario per realizzare una gestione totalmente interna del programmatic.

Guarda la videointervista a Gaetano Polignano, Country Manager per l’Italia di Tradelab, a margine del suo intervento al Programmatic Day 2019:

Programmatic, la nuova parola d’ordine è “qualità”

Dopo alcuni anni di crescita rapida e “tumultuosa”, il programmatic advertising sta acquisendo una nuova maturità e questo porta aziende ed editori a dover approcciare il settore in modo più strutturato ed evoluto sfruttando tutte le opportunità fornite dalla tecnologia, dai formati e dalla multimedialità. Il tema, sotto angolazioni differenti, è stato approfondito dagli interventi di Evolution Adv, Tradelab, Teads e Rubicon Project al Programmatic Day 2019.

Rubicon Project: il programmatic è “maggiorenne”

Di programmatic «maggiorenne» ha parlato Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project. La manager ha raccontato gli sforzi della società per rendere “semplice la complessità” dell’attuale panorama del Programmatic, in particolare con il contributo offerto alla diffusione dell’header bidding allo sviluppo della Supply Path Optimization. Buluggiu ha poi tratteggiato le possibili linee di sviluppo dell’ad tech nei prossimi anni, prevedendo l’affermazione del “Programmatic Open Source” e il superamento dei walled garden che attualmente dominano lo scenario digitale.

«Nell’evoluzione del programmatic advertising è importante garantire un traffico umano e scegliere bene i propri partner. Per Rubicon Project il 2018 è stato un anno di grande collaborazione. Siamo passati al first price in header bidding ed è stato l’anno della trasparenza per l’introduzione del Gdpr. E’ stato introdotto il concetto di Universal ID e la Demand manager, un’interfaccia che semplifica i processi che stanno dietro alla complicazione della tecnologia che sta alla base del programmatic», spiega Buluggiu.

Sara Buluggiu
Sara Buluggiu

Teads: qualità in 4 step

Nello speech “Programmatic Match: strategie di qualità in 4 step”, Luca Aiello, Head of Business Development di Teads Italia, e Giuseppe Brugnone, Senior Digital Marketing Manager di Lego, hanno sviscerato i quattro punti strategici attraverso cui si snoda una strategia qualitativa nell’advertising online, spaziando tra creatività, audience, erogazione e analisi, anche attraverso l’esempio concreto del lavoro svolto dalla società specializzata in soluzioni per l’advertising online con l’iconico brand di giocattoli.

«Una campagna di successo dovrebbe essere strutturata in quattro step ben definiti. Si parte con una prima fase di valutazioni in cui le tecnologie vengono impiegate per avere insight, per passare poi alla comprensione di come realizzare la creatività, puntando su elementi interattivi. Si passa poi all’erogazione che deve essere effettuata tramite inventory safe e viewable, oltre che libere da frodi, e, infine, analizzare i risultati con una reportistica dettagliata. Teads accompagna, in questo, i clienti in ogni passaggio grazie a soluzioni come Creative Lab, Brand Pulse, Teads Studio e Teads Ad Manager», spiega Aiello.

Tradelab e il controllo dell’ad tech

Gaetano Polignano, Country Manager Italia del trading desk indipendente Tradelab, ha invece approfondito il percorso che le aziende devono compiere per «riprendere il controllo dell’ad tech», superando le più comuni difficoltà tecnologiche e organizzative. Un percorso che, ha spiegato Polignano, passa per vari step: innanzitutto selezionare le proprie stack tecnologiche sulla base delle proprie esigenze e costruire le proprie competenze in collaborazione con i propri partner, quindi razionalizzare i propri canali e mettere in atto strategie audience-centric, in particolare imparando a creare sinergie tra i dati di prima e terza parte. Si deve poi innovare per garantirsi un vantaggio, specialmente nel campo della valutazione dei diversi touch point e farsi accompagnare dai giusti partner per ottimizzare il proprio ecosistema digitale.

Gaetano Polignano
Gaetano Polignano

«Il rapporto tra brand e agenzie nella gestione dell’ad tech si sta evolvendo profondamente e si aprono nuove sfide del panorama globale del programmatic. P&G ha lavorato con 6.000 agenzie in tutto il mondo. Sono state ridotte a 2500 e ora le ridurranno ancora per avere un rapporto più stretto con i consumatori e con le proprie properties. Ci sono 7000 aziende adtech disponibili oggi. Per gli inserzionisti è difficile capire chi scegliere e giudicare i partner e capire se si è intrapreso il percorso giusto. Inoltre, gli editori affrontano problematiche sia tecnolgoche che organizzative. La sfida per i publisher è riuscire a integrate tutto e ottimizzare il proprio sistema digitale. Noi operatori dobbiamo essere dei partner per i clienti e non dei fornitori, essere trasparenti e consulenziali ed essere sempre alla conoscenza delle nuove tecnologie. Inoltre, dobbiamo avere l’integrazione di tutte le varie parti per avere pianificazioni di un certo livello», ha spiegato il manager.

Evolution ADV: la ricerca di un nuovo equilibrio

Ha, infine, ruotato attorno al concetto di “qualità” l’intervento al Programmatic Day di Francesco Apicella. Secondo il co-Founder di Evolution ADV, concessionaria indipendente di pubblicità online, il punto di arrivo è un nuovo equilibrio tra le esigenze della domanda (brand e agenzie) e dell’offerta (editori e concessionarie), fondato sulla “qualità al giusto prezzo”.

Francesco Apicella e Michele Carbonara
Francesco Apicella e Michele Carbonara

«Il programmatic ha un potere di dettaglio tale che permette di dire dove va a finire il budget investito nelle campagne. Purtroppo però a volte non è sempre così e si apre la necessità di proporre qualità a un costo giusto. La nostra concessionaria seleziona, per questo, editori di qualità a cui chiediamo di dare spazio a un minor numero di bunner sulle loro properties, mettendone di più qualitativi. Inoltre, grazie all’header bidding si premia l’interesse e la qualità dell’inventory con il giusto prezzo. La tecnologia Optiload ci permette di mostrare i banner quando sono in focus con l’utente e quando è il momento giusto».

L’intervento di Evolution ha costituito l’occasione anche per presentare ufficialmente Michele Carbonara, che si è unito al team della concessionaria come Sales Director: «Evolution ADV arriva da due anni di crescita e prevede una chiusura del 2019 tra i 7 e i 10 milioni. Nel primo trimestre abbiamo superato i 2 milioni».

Programmatic Day, manca poco all’appuntamento. Scopri l’agenda dell’evento (parte 1)

Ci siamo: mancano pochi giorni all’edizione 2019 del Programmatic Day, l’evento di riferimento in Italia per chi vuole conoscere e scoprire tendenze e novità nell’ambito del Programmatic Advertising e delle novità tecnologiche legate al mondo della pubblicità.

L’appuntamento è all’Auditorium IULM di Milano, in via Carlo Bo, mercoledì 11 aprile. Mentre invitiamo a iscriversi chi non l’avesse già fatto (abbiamo già raggiunto quota 1500 registrazioni per questa edizione, che promette di essere come sempre molto seguita) iniziamo a scaldare i motori entrando nel dettaglio del programma, partendo dall’agenda della prima parte della giornata.

Per partire, vedremo “che aria tira” nelle percezioni degli operatori del mercato pubblicitario attorno ai temi del digital advertising e dell’ad tech. Stiamo raccogliendo gli ultimi dati per l’edizione 2019/1 di YourSight, la ricerca congiunta di Engage e Human Highway che due volte all’anno costruisce una visione d’insieme su cosa sta succedendo e cosa si prevede che accadrà nel campo della comunicazione online.

Se lo desideri, puoi dare il tuo contributo compilando questo questionario.

I risultati dello studio saranno presentati in apertura di evento (ore 9:00) da Giacomo Fusina, Ceo di Human Highway, e saranno discussi nel primo panel della giornata che coinvolgerà Davide Fiorentini (Manager, Demand Sales di FreeWheel Italia) e Massimo Pattano (Marketing Manager di 4w MarketPlace).

James Prudhomme, Executive Vice President International di Index Exchange, sarà invece il protagonista del primo speech della giornata (9:25). Ogni anno, il Programmatic Day è vetrina di una novità per il nostro mercato, e stavolta tocca a questo importante marketplace canadese, che ha appena aperto un ufficio a Milano e parteciperà per la prima volta a un evento pubblico nel nostro Paese, condividendo la sua visione circa le nuove frontiere della monetizzazione pubblicitaria.

Il palinsesto del Programmatic Day 2019 darà ampio spazio ai temi del mobile, ambito da cui passano gran parte delle aspettative del mercato pubblicitario per l’uso intensivo che gli utenti fanno dello smartphone e per i margini di crescita in ambito ecommerce e proximity. Diversi e ricchi di spunti gli interventi dedicati: limitandoci alla prima parte della giornata Nicolò Palestino, Country Manager Italy di Widespace, spiegherà come districarsi tra le possibili strategie data-driven (9:45); mentre Stefania Giovinazzo, Account Director Italy e Stefano Guidi, Business Development Manager di Sublime illustreranno come realizzare campagne mobile che uniscono creatività ed efficacia (11:50).

Dopo i primi anni di crescita rapida e per certi versi “incontrollata”, il Programmatic sta acquisendo una certa maturità, e questo porta a dover approcciare il settore in modo più strutturato ed evoluto sfruttando tutte le opportunità fornite dalla tecnologia, dai formati e dalla multimedialità. Di questo parleranno sotto prospettive diverse Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project, che descriverà le caratteristiche salienti di un mercato del programmatic diventato “maggiorenne” (10:05); Luca Aiello, Head of Business Development di Teads Italia, che nello speech “Programmatic Match: strategie di qualità in 4 step” (10:25) sarà accompagnato da un brand tanto importante quanto universalmente conosciuto; Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab Italia, che spiegherà come le aziende possano progressivamente prendere un maggior controllo sulle strategie dell’ad tech; e Francesco Apicella, Co-Founder di Evolution ADV, che ci aiuterà a tracciare i contorni di una nuova prospettiva di “qualità” nel Programmatic a beneficio degli editori (12:10).

Dati, KPI e Performance sono senz’altro tre parole chiave dell’edizione 2019 del Programmatic Day: approfondiremo ulteriormente questi punti in un panel apposito (11:25) con Greta Gilardi, Sales Director di Viralize; Elisa Lupo, Director Italy di IAS; Enrico Quaroni, VP of Global Sales di Fanplayr; Gino Ruli, Programmatic Sales Director di Ogury Italia e Domenico Pascuzzi, Direttore National Marketing BU Large Account di Italiaonline.

Non mancheranno poi interventi dedicati a due ambiti emergenti: l’audio, un settore di cui si stanno letteralmente riscrivendo le regole sotto la spinta del digitale e delle tecnologie, come spiegherà Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo (10:45); e l’intelligenza artificiale, che entra anche nel programmatic aprendo nuovi scenari non solo in fatto di targeting ma anche di personalizzazione del contenuto. A illustrare questo trend (12:30) sarà Julien Gardès, VP Southern Europe & Middle-East Africa di Adform, cui spetta il compito di chiudere la prima parte della giornata, prima del lunch break by Edimaker e della seconda parte dei lavori, di cui parleremo nei prossimi giorni… annunciando anche qualche sorpresa!

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Cosa può offrire il Programmatic al mondo del Travel?

Il Digital sta trasformando il mondo del turismo offrendo nuove opportunità che le aziende devono saper cogliere tempestivamente per restare competitive e per riuscire a gestire in maniera efficace la relazione con un cliente sempre più esigente e digitale. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano, il digitale traina il mercato del turismo italiano con un valore che si attesta attorno ai 14,2 miliardi di euro, diventandone sempre più una parte rilevante. Dati importanti che aprono il campo a dinamiche e abitudini tutte nuove. Anni fa la pianificazione di un viaggio implicava prevalentemente andare in agenzia, raccogliere brochure e informazioni e settimane di organizzazione. La “digital disruption” ha oggi cambiato il mercato, i player, i tempi e i modi di viaggiare. Il viaggiatore moderno utilizza strumenti digitali online per ricercare, pianificare e soprattutto prenotare i propri viaggi in modo semplice e veloce.

Di conseguenza, il tourist journey è diventato lungo e articolato, frazionato in più giorni e svolto su differenti touch point sia online che offline. Secondo una ricerca di Expedia, prima di compiere una prenotazione gli utenti arrivano a consultare fino a 100 siti online. Il mobile ha ormai assunto un ruolo primario sia nella fase di ricerca di informazione che di prenotazione del viaggio, soprattutto tra i Millennials, intensivi utilizzatori di smartphone e di app per la ricerca di offerte e per prenotare voli e alberghi. Ma anche chatbot, realtà virtuale e machine learning sono tecnologie che, soprattutto all’estero, vengono già utilizzate per migliorare l’esperienza di viaggio. Anche nel nostro Paese le aziende del settore sono di conseguenza chiamate a modificare i propri modelli di business per cogliere le opportunità che questi strumenti generano all’interno della filiera e nella relazione finale con il cliente, e per non soccombere.

Il programmatic al servizio del settore del turismo

Il digitale può sostenere tutti gli attori del travel, aziende, agenzie viaggio e tour operator, aiutandoli a mantenere una relazione stabile con il cliente durante tutto il customer journey con notevoli benefici a livello di brand awareness, engagement e retention.  Elemento fondamentale è la capacità degli operatori di creare esperienze sempre più fluide, veloci e personalizzate. Ed in questo la tecnologia e soprattutto l’utilizzo dei dati sono necessari per ottimizzare e customizzare l’esperienza del cliente.

Il programmatic advertising, grazie all’utilizzo di un’ampia mole di dati, permette ai marketer del travel di combinare la giusta opzione di viaggio con l’utente giusto, fornendogli il giusto messaggio al momento giusto. Grazie al programmatic anche un’agenzia o un tour operator può ora competere con i grandi brand che investono milioni di euro in marketing. E sempre grazie al programmatic è possibile conoscere la propria audience e targettizzarla indipendentemente da dove si trova online. Questo permette un investimento efficiente ed efficace dei propri soldi perché si va ad individuare e concentrare il budget unicamente sugli utenti potenzialmente interessati o in procinto di organizzare o di acquistare una vacanza.

Il programmatic non è solo legato al digitale ma anche al mondo dell’Out of Home, grazie al quale è possibile acquistare contenuti multimediali digitali dinamici visualizzati su schermi di stazioni, palazzi e aeroporti in specifici giorni e fasce orarie misurando la reale audience esposta. Per raggiungere con successo i propri utenti è oggi importante adottare una strategia a 360° che integri il digital, il mobile e l’Out of Home ai tradizionali canali di vendita diretti.

In Tradelab stiamo lavorando per offrire soluzioni all’avanguardia che permettano ai nostri clienti di rispondere a queste nuove sfide restando competitivi. Per approfondire l’argomento Tradelab sarà presente il 21 marzo alle ore 12.40 al BTO di Firenze per parlare dei vantaggi del programmatic per il settore del turismo e di come costruire una campagna in programmatic integrata con il mobile e l’Out of Home.