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Travel: i consigli di Tradelab per una strategia di digital marketing vincente

Oggi i viaggi si prenotano, si pianificano e in gran parte si vivono online. Basta un semplice click per iniziare ad assaporare le meritate vacanze o organizzare il proprio viaggio di lavoro.

Internet è diventato lo strumento principale per la pianificazione e l’organizzazione di un viaggio. Un numero sempre maggiore di italiani si informa online sui portali dedicati al turismo e ad acquistare una vacanza su Internet. Veloci, semplici ed efficaci, le tecnologie digitali accompagnano i viaggiatori in tutte le fasi del viaggio: dalla ricerca di informazioni alla concreta pianificazione, dalla prenotazione di hotel e aerei fino alla condivisione delle esperienze di viaggio.

Emergere in un mercato affollato e competitivo come quello del travel non è cosa facile; pertanto, per massimizzare la visibilità della propria offerta e aumentare le opportunità di fatturato, è fondamentale individuare e coinvolgere gli utenti mentre cercano e acquistano la loro vacanza o viaggio di lavoro sul sito web o, come sempre più succede, da mobile.

Per prendere le giuste decisioni è importante per i marketer del travel avere una panoramica su quelli che sono i principali trend del settore e le tecnologie che possono aiutarli a ricavare il massimo dai propri investimenti pubblicitari online.

Tradelab, programmatic platform specializzata nelle campagne display, video e mobile in programmatic e con una forte esperienza nel settore travel, ha stilato in un’infografica (qui sotto: fai click sull’immagine per visualizzarla più grande) 4 strategie di digital marketing per raggiungere e coinvolgere gli utenti durante il loro percorso di ricerca e di acquisto di un viaggio.

 

Infografica-TRAVEL-tradelab

Competenze, dati, tecnologia: spazio al Programmatic a WMF 2018

Parlando di programmatic, la tecnologia serve a poco se non si hanno competenze adeguate: parola di Marco Dall’Olio, B2C Sales & Marketing Manager presso Mediaset Infinity, che nell’ambito del Web Marketing Festival ha aperto i lavori della sala verticale dedicata al Programmatic Advertising, realizzata con la collaborazione di Engage.

Dall’Olio ha raccontato nel dettaglio il lavoro svolto per rendere “full programmatic” la strategia di comunicazione del servizio di streaming on demand del Gruppo Mediaset. Partendo dall’importanza della costruzione del team, che deve integrare competenze interne ed esterne (tra cui il centro media – Webranking, nel caso di Infinity – e l’agenzia creativa GMG Production) a monte dell’utilizzo delle piattaforme, e dei legami strategici con la creatività che a sua volta «oggi dev’essere anch’essa ‘tech’». D’impatto le case history mostrate, tra cui la prima campagna italiana con targettizazione meteosync e la “infinite pre-roll campaign” realizzata di recente per lanciare la serie Will&Grace, capace di variare automaticamente tra oltre 2500 creatività diverse sulla base delle ricerche dell’utente su Google e YouTube.

Le potenzialità di un approccio “data-driven” alla comunicazione è stata poi ribadita da Claudio Calzolari, co-founder e Ceo di Turbo, che non si è limitato alle potenzialità dei dati di navigazione dell’utente ma si è spinto agli spostamenti nel territorio delle persone, che oggi è possibile “intercettare” grazie allo smartphone, incrociando varie fonti (dalle celle telefoniche al GPS, dal Wi-Fi ai sensori nei negozi). Questo rende possibili strategie avanzate di proximity marketing su mobile. «Ancora oggi il 65%-70% delle decisioni d’acquisto vengono prese all’interno del punto di vendita, quindi è un luogo che va assolutamente presidiato con efficacia», ha detto Calzolari, che ha individuato nell’ultimo miglio e, perché no, nell”ultimo metro” «la nuova frontiera della comunicazione. Anche perché le barriere all’ingresso sul fronte dei costi non sono elevate, non serve essere una azienda di grandissime dimensioni per fare una campagna di prossimità efficace».

Quindi Gaetano Poligano, country manager di Tradelab, ha affrontato le quattro principali preoccupazioni degli online marketer – ossia la difficoltà nelle misurazioni, la viewabilty, l’ad fraud e la brand safety – dimostrando come, nonostante queste criticità vengono spesso associate al programmatic, è proprio l’ad-tech a poter dare le risposte più efficaci. «Le tecnologie ci aiutano a comunicare con una profondità maggiore che mai, ma bisogna conoscerle a fondo ed essere in grado di maneggiarle, e magari personalizzarle sulle proprie esigenze: non usate la tecnologia a scatola chiusa», ha avvertito Polignano.

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Gaetano Polignano a WMF 2018

Di approccio “Olistico” alla tecnologia ha parlato anche Patrizia Conte, founder e Ceo di Oyster, secondo cui il «programmatic di qualità» passa da un uso delle tecnologie multidisciplinare e aperto, ma non ossessivo: «non ci si deve accanire sul dato, ricordiamoci che solo il 10% delle decisioni avviene grazie a impulsi razionali, il resto è emotività». Spazio alla marca e alle emozioni, quindi, anche in programmatic ma con la giusta considerazione per i formati rich (sempre rispettosi dell’utente) e alla creatività che ancora oggi deve essere in grado di sorprendere, di dare valore al brand.

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Patrizia Conte a WMF 2018

Infine, nella seconda parte della giornata, dalla display l’attenzione si è spostata sui nuovi “territori” del programmatic, come il native advertising: anche quest’ambito è sempre più “integrato” con le piattaforme di programmatic come ha spiegato Enrico Nunnari, Head of Sales di UpStory. Il manager ha offerto vari spunti pratici per “automatizzare” le strategie di native advertising, le quali offrono un’interessante soluzione a un panorama display che tende alla saturazione. L’audio, poi, è un altro canale di grandissimo interesse per brand ed editori. Quest’ultimo tema è stato sviscerato da Davide Panza, Cmo dell’azienda specializzata Digital MDE, che ha parlato del digital audio come uno dei settori emergenti nella considerazione di brand e editori,in un contesto in cui le “vecchie” distinzioni tra on e offline sono sempre più labili.

Engage partner della sala Programmatic al Web Marketing Festival: il programma

Manca ormai poco più di una settimana all’apertura dell’edizione 2018 di Web Marketing Festival, l’evento di Rimini dedicato all’innovazione digitale e al web marketing in tutte le sue sfaccettature. Per la prima volta su tre giorni – 21, 22 e 23 Giugno al Palacongressi della città romagnola – il Festival quest’anno si presenta con un programma più ricco che mai, con oltre 300 espositori, 400 speaker complessivi e 40 sale tematiche dedicate alla formazione su temi verticali.

Tra queste, una è dedicata al Programmatic Advertising ed è organizzata in collaborazione con Engage, che ha cooperato con gli organizzatori di Search On Media Group nella selezione degli speaker e nella definizione dei contenuti della sala, confermando così la propria expertise in questo campo maturata con Programmatic Italia e con Programmatic Day, il più importante evento italiano dedicato al mondo dell’ad tech.

Nato appena sei anni fa, il Web Marketing Festival di Rimini si è rapidamente fatto largo nel panorama degli eventi dedicati al marketing online e alla digital economy, conquistandosi un ruolo di rilievo sia a livello nazionale che a livello internazionale.

I numeri da record dell’edizione 2017 – oltre dodici mila presenze registrate al Palacongressi – hanno spinto gli organizzatori ad allungare da due a tre giorni la durata della manifestazione. Se in plenaria quest’anno si avvicenderanno esperti di fama internazionale provenienti da aziende che dettano legge nel loro settore, come per esempio Amazon, Microsoft e Google, altrettanto interessante appare programma delle oltre 40 sale formative, che approfondiranno i più svariati temi del marketing digitale, dal contenuto ai social media, dal video all’email marketing e molto altro.

Programmatic al WMF 2018: Il programma

Per quanto riguarda la sala Programmatic, il programma si concentrerà nella giornata del 21 di giugno e vedrà l’intervento di sei relatori, moderati dal direttore di Engage e Programmatic Italia, Simone Freddi.

Ad aprire il lavori della sala sarà Marco Dall’Olio, B2C Sales & Marketing Manager di Infinity TV, che spiegherà come impostare una strategia full programmatic, partendo dal team di lavoro per arrivare alle piattaforme e alla realizzazione di uno storytelling efficace.  Claudio Calzolari, Co-Founder e Ceo di Turbo, spiegherà invece come i dati di prossimità possano impattare sulle strategie di comunicazione ed essere usati in modo proficuo con gli strumenti del programmatic.

Quindi Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab, illustrerà le soluzioni offerte dal programmatic per massimizzare la visibilità di un messaggio pubblicitarioPatrizia Conte, Ceo e Founder di Oyster, fornirà invece un punto di vista originale sull’evoluzione del programmatic negli ultimi 5 anni fino a definire nuovi ruoli e nuovi valori per la gestione di campagne pubblicitarie efficaci in un ecosistema sempre più complesso.

Enrico Nunnari, Head Of Sales di UpStory, parlerà delle sempre più forti connessioni tra il programmatic e il native advertising. Infine Davide Panza, Cmo e Co-Founder di Digital MDE, aprirà una finestra sul mondo del Digital Audio, un nuovo canale può diventare un potente alleato della comunicazione dei Brand e un protagonista nel media planning delle agenzie, anche in programmatic.

Spazio all’intrattenimento

Oltre a una vera e propria abbondanza di seminari sul marketing, occasioni di aggiornamento professionale e stand informativi, quest’edizione del Web Marketing di Rimini ha anche in serbo un ampio novero di attività, appuntamenti e iniziative.

Tra le principali, si segnalano la Startup Competition, il Digital Job Placement, i WMF Awards.

Nell’arco della manifestazione non mancheranno poi momenti di show e intrattenimento artistico e musicale con diversi ospiti che si alterneranno sul palco, tra cui Gli Autogol, e un contest musicale in collaborazione con RDS 100% Grandi Successi. A condurre la tre giorni, insieme a Cosmano Lombardo, Founder e Ceo di Search On Media Group, ci saranno Elio e Le Storie Tese e Cristina Chiabotto.

Dupasquier, Tradelab: «Personalizzazione e conoscenza sono la chiave per salvare la pubblicità digitale»

«È cruciale per inserzionisti e marketer approfondire la loro conoscenza del programmatic; se penseranno solo a esternalizzare queste attività, senza apprenderne realmente il funzionamento, rischieranno di distruggere il valore del loro marchio», ha affermato Yohann Dupasquier, Ceo di Tradelab all’evento IAB Interact (qui l’articolo dedicato all’evento).

Per sventare questo scenario, e risanare l’industria della pubblicità digitale, bisogna personalizzare gli strumenti tecnologici volti alla comunicazione. Il risultato sarà un miglioramento delle prestazioni delle campagne e acquisti più intelligenti da parte dei consumatori.

Da qui, deve conseguire una migliore comprensione delle modalità con cui si raggiungono le persone online: «Quando un annuncio ha dei livelli di frequenza ed esposizione elevati, l’azienda distrugge il valore del suo messaggio e la sua reputazione. Grazie alla nostra visione, incentrata sull’utente, vogliamo rivoluzionare le basi della pubblicità, a partire dai modelli di attribuzione attualmente utilizzati, che noi reputiamo totalmente arbitrari. Con il programmatic questo è possibile», ha proseguito Dupasquier.

Tradelab, che sta registrando una crescita annua del 100%, dispone di in organico 220 persone e conta di impiegare entro la fine dell’anno 280-300 individui. «Il business procede bene, ma continuiamo a batterci affinché gli inserzionisti abbiano una maggiore consapevolezza dell’automatizzazione. Solo così la pubblicità sarà più rispettosa nei confronti degli utenti e diventerà per loro un vero servizio», ha concluso il Ceo.

Food Lab, la soluzione verticale che permette alle aziende di targettizzare i lettori di testate sull’alimentazione, analogo a Game Reach, sarà disponibile nel nostro Paese nel quarto trimestre dell’anno.

Tradelab a Interact 2018: focus su algoritmi e tempo di esposizione ai messaggi adv

In occasione di Interact 2018 Milano, l’evento di IAB Europe sul digital advertising che raccoglie ogni anno i maggiori esperti del settore, ad arricchire il panel internazionale di speaker ci sarà anche Yohann Dupasquier, CEO di Tradelab. Il manager salirà sul palco mercoledì 23 maggio alle ore 14.25 con un intervento dal titolo “Controllo della durata di esposizione per utente per aumentare la memorizzazione del messaggio pubblicitario” .

Come i brand possono oggi ottimizzare l’impatto dei loro messaggi pubblicitari? Numerosi studi hanno dimostrato che esiste una correlazione precisa tra tempo di esposizione alla pubblicità e memorizzazione del messaggio. Attraverso un case study, Dupasquier illustrerà come generare un aumento significativo dell’attrattività pubblicitaria con un tempo di esposizione cumulato per utente, andando oltre gli standard esistenti di misurazione della viewability.

«Da diverso tempo si nota una insoddisfazione da parte degli inserzionisti sugli standard di misurazione esistenti che non sono sufficienti a massimizzare la memorizzazione del loro messaggio pubblicitario – commenta Gaetano Polignano, Country Manager Tradelab Italia -. È quindi necessario andare oltre e introdurre metodi di valutazione più evoluti e precisi rispetto alla viewability che permettano di andare più in profondità nella misurazione dell’impatto reale della pubblicità sul brand».

Nel corso dell’evento, Dupasquier spiegherà inoltre come è possibile aumentare le performance delle campagne pubblicitarie con l’utilizzo di algoritmi costruiti su misura del proprio brand. «Un algoritmo “one size fits all” può rispondere al 70% delle necessità di due brand di settori differenti. Il restante 30% delle necessità specifiche di ciascun brand non verrà invece gestito per un semplice motivo: industry differenti non possono essere trattate allo stesso modo dal momento che hanno esigenze di marketing differenti. Per raggiungere questo 30% mancante i brand hanno bisogno di soluzioni dedicate e un set di dati applicabili alla loro specifica industry. Gli inserzionisti che decidono di adottare soluzioni su misura ne guadagnano in performance e acquisiscono quote di mercato che loro competitor che si affidano a soluzioni standard non ottengono», spiega il CEO di Tradelab.

Programmatic pure player indipendente in Europa che offre soluzioni tecnologiche verticali e dati modellati su misura delle necessità dei clienti, Tradelab oggi conta 5 uffici internazionali e 200 professionisti, di cui il 47% dedicato alla ricerca e sviluppo.

Tradelab nomina Hichem Karoui nuovo Vice President 3rd Party Data Services & International

Tradelab amplia il suo leadership team con l’ingresso di Hichem Karoui in qualità di Vice President 3rd Party Data Services & International.

Karoui avrà il compito di consolidare l’offerta tecnologica di Tradelab ampliandola su nuovi settori, così come evangelizzare i mercati dove la società è presente. Prima di entrare a far parte della squadra di Tradelab, Karoui è stato consulente strategico presso OC&C Strategy Consultants e successivamente responsabile della gestione di importanti progetti in fifty-five prima di creare e guidare la Business Unit “Strategie Digitali”.

Il programmatic è in costante evoluzione in mercati con livelli di maturità molto diversi che richiedono risposte specifiche e un supporto adeguato. A livello sia europeo che internazionale questo rappresenta una sfida importante per i nostri clienti e i per i prospect alla ricerca di partner che offrano una proposta differenziata. Tradelab risponde alla molteplicità di esigenze sviluppando delle offerte personalizzate costruite intorno a data partnership dal forte valore aggiunto, facendo leva sulle nostre risorse e sulle tecnologie per spingere oltre il nostro servizio di costruzione algoritmica su misura”, ha dichiarato Karoui.

Il suo ingresso si inserisce all’interno di un anno in forte crescita per l’azienda che ha registrato un aumento del 53% delle sue risorse, il 50% delle quali dedicate all’R&D, raggiungendo un totale di 200 esperti in programmatic.

Programmatic Day(s) 2018: tra nuovi media e trasparenza, ecco come sta cambiando l’ad tech

Se c’è una parola chiave che forse più di tutte condensa l’attuale situazione del programmatic e le sfide che questo mercato si trova a dover affrontare in questi mesi, quella parola sarebbe “trasparenza”. E proprio il tema della “trasparenza” e della “fiducia” nell’ad tech sono stati i protagonisti dell’edizione 2018 di Programmatic Day(s), l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alla pubblicità automatizzata e per la prima volta quest’anno diviso in due giornate.

La manifestazione, svoltasi il 18 e 19 aprile a Milano, ha visto alternarsi sul palco oltre 40 speaker, che hanno illustrato le varie sfaccettature del mercato programmatico attuale a una platea di più di 1700 persone nel corso delle due giornate. Ecco una sintesi di quello che è successo all’evento.

La sintesi della prima giornata

I lavori sono stati aperti con i risultati di Yoursight, la ricerca sulle tendenze della comunicazione online realizzata da Engage con Human Highway che quest’anno si è concentrata in modo particolare sui punti di forza (e di debolezza) del Programmatic.

Tra i primi si segnala in modo particolarmente evidente, ha raccontato Giacomo Fusina, Ceo di Human Highway, «la capacità di targettizzare le campagne. Questa caratteristica, unita alla personalizzazione del messaggio e alla semplificazione dei processi, produce il terzo beneficio, la maggiore efficienza del sistema. La ricerca ha messo in luce, però, anche degli inibitori allo sviluppo del Programmatic, riassumibili in tre scarsità: scarsa informazione e conoscenza su questa prassi di comunicazione, scarsa trasparenza e scarso controllo sulle inventory. Tra questi, le persone che lavorano abitualmente sul digitale avvertono come forte inibitore il basso livello delle inventory».

Ad ogni modo il Programmatic, dopo aver chiuso il 2017 con una crescita del 27%, ha detto Giacomo Fusina, dovrebbe aumentare ancora nel 2018 il suo valore di mercato, con un trend del 20%, raggiungendo così il mezzo miliardo di euro.

I dati illustrati sul palcoscenico Giacomo Fusina sono quindi stati commentati in una tavola rotonda, alla presenza di Giorgio Mennella, Advertising Director di Ciaopeople, Filippo Marchio, managing director di Adasta, Erik Rosa, Managing Director di Xaxis ed Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek, intervenuto in video collegamento dallo Sri Lanka.

Sul palcoscenico sono saliti Giovanni Tricarico di Mediamath (qui l’intervento), Lucio Mormile di Teads (leggi qui il resoconto) e Gaetano Polignano di Tradelab, intervenuto sul tema dell’efficacia.

La tavola rotonda dedicata al tema della trasparenza (qui l’articolo), con protagonisti Integral Ad ScienceAnnalect (OMG), FCA, Italiaonline e 4w Marketplace, ha chiuso la prima parte della giornata, prima di un coffee break.

La seconda parte della mattinata si è aperto con l’intervento di Italiaonline: Carmine Laltrelli e Sabina Lombardo hanno raccontato come la concessionaria abbia affrontato le sfide del programmatic grazie al concetto di “unified view”, mentre in seguito Valeria Mazzon di Adform e Andrea Stefanini di De Agostini Publishing hanno raccontato i frutti di una collaborazione in campo ad tech che dura orma da oltre 5 anni.

Ma il Programmatic, oggi, vuol dire anche approdo a nuovi media, al di fuori dell’online dove il trading automatizzato aveva avuto origine. A tal proposito, una delle novità di quest’anno è il rapido sviluppo del Programmatic Audio: la crescente popolarità di tecnologie come streaming e podcast su mobile, insieme con la saturazione del mercato display, sta infatti mettendo questo canale in primo piano nell’agenda di aziende ed editori. Se ne è parlato in chiusura di prima giornata in un focus organizzato con DigitalMDE cui hanno preso parte anche S4M, Gruppo Triboo e Dentsu Aegis Network.

Gli highlight del secondo giorno

Il Programmatic Advertising continua la sua corsa e vede aumentare ancora il suo peso nel mercato del digital advertising. «Dopo i risultati positivi ottenuti negli scorsi anni», ha detto Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano aprendo i lavori della seconda giornata di Programmatic Day(s), che ha registrato ancora una buona affluenza con quasi 700 ingressi all’Auditorium Iulm di Milano, «il Programmatic dovrebbe chiudere il 2018, secondo le nostre previsioni, con un incremento nell’ordine del 20%, o qualcosa di meno». Il giro d’affari salirà così a 480-490 milioni di euro, sfiorando il mezzo miliardo, contro i 409 milioni del 2017.

Il Programmatic rappresenterà a fine anno quasi il 30% di tutta la spesa display, confermandosi così un fenomeno sempre in salute e ormai consolidato, anche se il trend sarà meno positivo rispetto agli anni passati. Se il 2015 è stato l’anno del boom del Programmatic, i numeri del 2016 e il 2017 ne hanno certificato le potenzialità e anche l’inizio della maturazione. Dopo il +113% registrato dal comparto nel 2015 e un comprensibilmente più contenuto, ma incoraggiante +35% nel 2016, il 2017 ha visto la voce “Programmatic Advertising” registrare un +30% nel giro d’affari, mentre il 2018, come detto, dovrebbe registrare sempre una crescita intorno al 20%.

All’interno del Programmatic, il Video giocherà un ruolo fondamentale, così come la voce Private & Direct che peserà più del 45% «a discapito non tanto delle transazioni in open market ma più in generale della compravendita diretta». Passando al peso del Video sul totale Programmatic, i dati dell’Osservatorio dicono che arriverà nel 2017 a essere superiore al 35%: «È questa la principale voce che ha dato una forte spinta al Programmatic e al mercato della pubblicità digitale in generale».

I lavori sono proseguiti con una tavola rotonda dedicata proprio al nuovo scenario di mercato del Programmatic, che ha visto gli interventi di Sara Buluggiu di Rubicon Project, Cristina Ughes di Publicis Media Italy e Simone Pepino di Ligatus.

Sui dati, e sul futuro del loro utilizzo in pubblicità, si è incentrato anche l’intervento di Oliver Kanders, VP Marketing di Zeotap, mentre di creatività ed evoluzione dei formati acquistabili in Programmatic ha parlato Stefania Giovinazzo, Account Director Italy di Sublime Skinz. Tra gli ospiti anche Patrizia Conte, Ceo & Founder di Oyster Technology, che ha delineato le basi di una strategia programmatica di qualità nell’ambito di uno scenario per certi versi sempre più complesso.

Focus quindi su un altro tema caldo dell’advertising digitale: le nuove guidelines in termini di “annunci pubblicitari accettabili” definite dalla Coalition for Better Ads e adottate da Google come criterio di filtraggio per il browser Chrome: qual è l’impatto reale che questa novità sta avendo sul mercato della pubblicità online? Se ne è parlato in una tavola rotonda con, tra gli altri, Francesco Apicella di Evolution Adv, Andrea Ceccoli di Smart, Edoardo Negri di Instal e Davide Ingrassia di Adform.

Spazio quindi ai media, partendo dall’online con Cristina Pianura, Ceo di Prime Real Time e Coo di Triboo Media (leggi qui l’intervento). Dopo esserci occupati di radio e di Programmatic Audio il giorno precedente, la panoramica delle prospettive “programmatiche” dei mezzi “tradizionali” è proseguita con la tv, grazie all’intervento di Daniel Bishoff, Marketing Director di RTL AdConnect, sul palco insieme a Luca Di Cesare, Managing Director di Smartclip, e con l’OOH con il contributo di Carlo Grillo, Chief Operating Officer di Kinetic Italia, e di Erik Rosa, Managing Director di Xaxis (qui la cronaca). Ha chiuso i lavori Giorgio Mennella, Advertising Director di Ciaopeople, con un intervento sul ruolo degli editori e sull’importanza del dato nell’informazione.

[Videointervista] Tradelab a Programmatic Day(s): «Il cost-per-hour può essere un nuovo standard di mercato»

Massimizzare l’impatto di un messaggio pubblicitario attraverso un tempo di esposizione controllato. Possibile? Sì secondo Tradelab, che propone proprio questo paramentro come possibile soluzione ad alcune oggettive difficoltà titpiche del media online e dell’acquisto in programmatic.

«Tra viewability e frode, solo una parte degli investimenti pubblicitari sono utili al brand», ha dichiarato Gaetano Polignano, Country Manager Italia di Tradelab a Programmatic Days 2018.

«E’ dimostrato – ha spiegato Polignano – che esiste una correlazione tra durata di esposizione a una campagna e il numero di visite al sito di un inserzionista. Per questo la società ha lanciato Brand Impact, una soluzione che ottimizza il tempo di esposizione lungo le varie impressione di una campagna».

Guarda la videointervista al Country Manager della società ad-tech, realizzata a margine del suo intervento:

Il senso è quello di offrire una diffusione controllata del messaggio per utente fino a raggiungere l’obiettivo di durata di esposizione al messaggio pubblicitario.

Polignano arriva a ipotizzare l’uso del “cost-per-hour” come nuovo standard di misurazione accettato dal mercato: «Tra le altre cose, il cost-per-hour ci può aiutare a capire come una strategia sia ottimale in termini di costo nell’esposizione accumulata. I marchi hanno ottenuto campagne più efficaci, con un’esposizione maggiore del 60% con ripercussioni positive anche su altre metriche, come un aumento del 30% delle visite sul sito»

Tradelab: al via i webinar per approfondire i vantaggi e le tecnologie del programmatic

Tradelab presenta un serie di webinar tematici gratuiti rivolti ai responsabili marketing e professionisti del digitale per approfondire i vantaggi di una campagna in pubblicità programmatica, dal targeting granulare ed efficace degli utenti all’ottimizzazione in tempo reale delle performance, e comprendere le tecnologie alla base del real-time bidding.

Il tema del primo webinar in programma il 24 aprile alle ore 17.30 sarà “Misurare l’efficacia delle campagne online” (è possibile iscriversi qui), un’occasione per conoscere come misurare in termini quantitativi ed oggettivi i canali che generano migliori performance e ritorno sull’investimento, il target su cui la propria campagna ha avuto più effetto o i momenti più propizi per comunicare. A tenerlo sarà Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab Italia.

In arrivo altri webinar su bidder, viewability e nuove metriche di misurazione e su come costruire una strategia data-drive su misura.

Tradelab sarà presente domani mercoledì 18 aprile al Programmatic Day(s) proprio con Gaetano Polignano, che salirà sul palco dell’Auditorium IULM con la presentazione dal titolo “Massimizzare l’impatto del messaggio pubblicitario con un tempo di esposizione controllato”.

 

GDPR e Web Marketing: istruzioni per l’uso

Tra poco più di un mese entrerà in vigore il GDPR (General Data Protection Regulation) il nuovo regolamento dell’Unione Europea per la raccolta e il trattamento dei dati degli utenti.

La normativa impatterà anche i professionisti del digitale e il modo in cui si approcciano ai dati nel loro lavoro, nonché i processi adottati dalle aziende nella raccolta, gestione e conservazione dei dati online di cittadini europei. In questa infografica, Tradelab riassume i punti più importanti da conoscere sul GDPR e le buone pratiche da adottare per non arrivare impreparati al cambiamento.

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