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L’adozione dell’header bidding continua a crescere, spinta dal mobile

Uno studio di PubMatic ha analizzato i principali trend globali della pubblicità su smartphone e tablet nel Q1 2018. Ecco cosa ha scoperto

di Alessandra La Rosa
22 maggio 2018
programmatic mobile

Continua la crescita dell’header bidding, trainata dal mobile. E’ quanto rivelano i dati del Quarterly Mobile Index di PubMatic, relativi al primo trimestre 2018. Lo studio ha analizzato oltre tre mila miliardi di aste condotte sulla SSP a livello mensile, rivelando alcune delle principali tendenze chiave della pubblicità su smartphone e tablet a livello globale.

L’utilizzo dell’header bidding è ora diventato la norma per molti editori, ma nonostante questa ormai ampia diffusione la tecnologia continua a crescere, grazie a un aumento del volume di impression e della spesa pubblicitaria sui dispositivi mobili. Le campagne mobile transate tramite questa tecnologia sono aumentate del 110% anno su anno nel trimestre, contro un aumento del 60% di quelle da desktop.

All’interno del mercato ad tech mobile, il bilanciamento tra ambiente web e in-app varia da regione a regione: nell’area EMEA è il primo a giocare la parte del leone, con una crescita dell’82% (ma le app registrano un +64%), così come anche in APAC con un sorprendente +290%. In America, invece, è l’in-app a crescere di più, con un +90%.

Un altro trend è poi quello del mercato aperto: gli editori, secondo il report, continuano a investire nelle “open auction” cercando di massimizzare la competitività su ogni impression. Il volume degli annunci mobile venduti in modalità aperta è aumentato del 56% anno su anno nel trimestre, e la spesa sugli open exchange è anch’essa aumentata di un 23%.

D’altro canto, lo studio evidenzia anche un’espansione dei private marketplace mobile (+43% del volume di impression). Dietro questa tendenza, il bisogno da parte delle aziende di avviare partnership più strette con gli editori, che consentano ad entrambi di avere maggiore controllo sulla qualità, i brand dell’inventory acquistata, gli editori delle campagne erogate.

Infine, la pubblicità video. Nel trimestre, il 37% delle campagne video è stato venduto su mobile: una percentuale in crescita del 146% rispetto a un anno fa. Gli inserzionisti sono infatti sempre più alla ricerca di modi per raggiungere gli utenti sugli schermi di smartphone e tablet, mentre dal canto loro gli editori stanno puntando a migliorare sempre più la qualità dei loro spazi e la protezione contro le frodi.

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