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Mobile, le aziende puntano sulla pubblicità in-app. I nuovi dati di PubMatic

Cresce tra gli utenti la predilezione delle app rispetto ai siti mobile, e con essa aumenta anche la pubblicità in-app. E’ quanto rileva la ricerca trimestrale Mobile Index di PubMatic, condotta analizzando le impression commercializzate tramite la piattaforma durante il secondo trimestre 2018.

Secondo lo studio, la spesa adv mobile è cresciuta del 25% anno su anno nel trimestre, intensificandosi a livello globale. E in linea con le nuove preferenze dei consumatori, sempre più aziende hanno convogliato i loro sforzi pubblicitari sull’ambiente in-app, optando in particolare sui private marketplace, con il duplice obiettivo di aumentare il ROI e migliorare la prevenzione dalle frodi.

L’in-app è infatti cresciuto del 21% anno su anno, un’espansione guidata principalmente da un aumento annuale del 47% su iOS e del 13% su Android.

Il mobile, peraltro, sembra essere un mezzo in crescita anche sul fronte video. Rispetto allo scorso anno, la spesa pubblicitaria video su mobile è cresciuta di ben il 239%, con un +688% registrato sull’in-app (a ulteriore conferma del trend positivo di questo canale) e un +73% sul mobile web.

Gli investimenti adv mobile hanno positivamente risentito anche di alcuni importanti eventi mediatici accaduti durante il periodo in esame: sulle property sportive, ad esempio, i Mondiali di Calcio hanno spinto la spesa mobile il 50% in più rispetto alla media settimanale a livello globale.

Per quanto riguarda i costi degli annunci, PubMatic registra un calo degli eCPM su mobile web del 16%, a fronte di un aumento degli eCPM in-app dell’11%. In crescita anche il dato su desktop: +5%.

Pubmatic, nuovi strumenti per massimizzare il valore dell’audience

Novità da casa PubMatic: la società specializzata in soluzioni di programmatic per gli editori ha annunciato una serie di nuovi strumenti per l’Audience Management, pensati per risolvere le principali sfide che riguardano la valorizzazione e la sicurezza dei dati sull’utenza.

Uno dei temi affrontati da Pubmatic con la nuova suite di tool per l’audience management, attualmente rilasciata in “open-beta”, è quello del data-leakage, ossia l’utilizzo non autorizzato di dati proprietari da parte di terze parti. Un tema sensibile nell’attuale scenario del programmatic, spiega la società, dal momento che attualmente gli editori non hanno un controllo adeguato su chi e come sta usando i loro dati, attraverso le DMP. Come è emerso chiaramente nel caso Facebook – Cambridge Analytica, l’uso dei dati da parte di venditori multipli dev’essere strettamente controllata e compresa.

Per ovviare al problema e offrire al contempo un efficace strumento di business, la soluzione di Pubmatic offre ai publisher un controllo granulare sui dati di prima parte a livello di singolo inserzionista: gli editori possono costruire uno o più segmenti di audience accessibili per usi determinati e per buyer specifici. Sarà così possibile sapere, per esempio, quali segmenti di audience vengono targettizzati, da quale sorgente di domanda, e su quali siti del proprio network. In questo modo, sarà più semplice per gli editori ottimizzare, espandere o bloccare l’uso dei loro dati. Oppure, il tool potrebbe essere usato per fare dei test con una selezione circoscritta di buyer al fine di valutare i rischi di data-leakage.

I nuovi tool di Audience Management di Pubmatic, inoltre, promettono di aumentare del 20% i tassi abituali di match-rate, massimizzando l’audience reach degli inserzionisti attraverso il proprio network. Non solo: i publisher potranno rendere i loro dati visibili direttamente ai buyer (bypassando l’uso di una DMP) ed eventualmente contrattare direttamente degli accordi diretti. Infine, le nuove soluzioni di Pubmatic permettono ai publisher di vendere i propri dati direttamente ai buyer, senza dover dividere i ricavi con piattaforme di intermediazione.

PubMatic, alla PubAcademy spazio agli “hot topic” del Programmatic

Si è svolta giovedì a Milano l’edizione italiana della PubMatic Publisher Academy, l’evento, dedicato a editori e buyer, che la società di advertising tecnologico organizza in tutti i mercati in cui è presente per aiutare i clienti a comprendere meglio l’evoluzione del programmatic e coglierne tutte le opportunità.

Anche stavolta, l’appuntamento è stato un occasione per approfondire gli “hot topic” del momento per il mercato della pubblicità digitale e del programmatic in particolare, come ci ha spiegato Cristian Coccia, Regional Director Southern Europe di PubMatic: «La PubAcademy è un format consolidato, che replichiamo in tutti i mercati in cui siamo presenti. Tra i temi toccati in questa edizione, il GDPR a un mese dalla sua entrata in vigore, le più recenti tecnologie di Header Bidding e la presentazione del rapporto sul Mobile (Quarterly Mobile Index)».

A descrivere le nuove tendenze della pubblicità mobile e le sue interazioni con la tecnologia è stato chiamato Roger Williams, VP International Marketing di PubMatic, che durante l’evento ha illustrato alcuni dei principali highlight del Quarterly Mobile Index, il report trimestrale della società.

Coccia ha invece approfondito la questione GDPR, un tema che negli ultimi mesi è stato di assoluta priorità per i vari attori del Programmatic, dai buyer agli editori ai fornitori di tecnologia. E che, al di là di possibili effetti immediati, sta imponendo delle importanti riflessioni al mondo del data-driven. Coccia ha fatto il punto su cosa una società come PubMatic ha appreso dal nuovo regolamento europeo e su come la SSP ha aiutato gli editori in questo importante momento di passaggio.

Poi è stata la volta di Diana Zighetti, Customer Success Manager Southern Europe, e Stefano Minerva, Customer Success Operations Manager Southern Europe di PubMatic, che hanno invece affrontato il tema dell’Header Bidding, una tecnologia di vendita sempre più utilizzata dagli editori. L’evento è stata l’occasione per chiarire il funzionamento di alcune delle soluzioni più diffuse, da quelle basate su Prebid.js (come quella della SSP) o OpenWrap ai tool server-side che si stanno affacciando sul mercato come A9 e EB, cercando di capire come ottenere il meglio da ogni tipologia di integrazione.

Mohsin Pervez, Director Solutions Engineering della società, ha invece approfondito il tema delle Dinamiche d’Asta, i cui modelli stanno vivendo una profonda trasformazione in un mercato sempre più assetato di trasparenza e ottimizzazione di ricavi e investimenti.

L’evento si è concluso con una tavola rotonda che ha visto confrontarsi il lato “vendita” con quello dei buyer.

Nasce PubMatic Cloud, la nuova SSP Platform-as-a-Service di PubMatic

PubMatic ha annunciato il lancio di una nuova soluzione: si chiama PubMatic Cloud ed è dedicata agli editori e alle società tech che puntano a migliorare l’implementazione e il controllo delle proprie tecnologie programmatiche.

Si tratta di una SSP operativa in modalità Platform-as-a-Service (PaaS): i clienti avranno accesso alla tecnologia, l’infrastruttura globale e le connessioni alle fonti di domanda di PubMatic, allo stesso tempo assicurandosi piena trasparenza e un maggiore controllo sulla monetizzazione dei loro spazi in programmatic.

Secondo la società, le innovazioni del mercato pubblicitario come l’header bidding o i controlli contro le frodi hanno portato grandi vantaggi agli editori, ma d’altro canto hanno contribuito a un aumento sensibile dei costi infrastrutturali e alla necessità di dover gestire complicate integrazioni con i fornitori di pari passo con l’innovazione delle tecnologie. In questa situazione, sia i media owner che le società tecnologiche che collaborano con loro si trovano a dover scegliere se continuare ad effettuare transazioni secondo il modello della revenue share o se costruire una SSP completa in-house. E qui si inserisce l’alternativa di PubMatic Cloud.

Nello specifico, PubMatic Cloud offre uno strumento platform as a service customizzabile, che da un lato offre tutti i benefici di avere una tecnologia programmatic in-house, dall’altro garantisce tutti i vantaggi di un prodotto PubMatic, come integrazioni con oltre 200 DSP e altre sorgenti di domanda, e gli strumenti di verifica degli annunci, fraud detection e brand safety della società.

“Con un ricco set di API in una soluzione configurabile e pienamente verificata, PubMatic Cloud fornisce massima trasparenza e controllo”, dichiara la società in una nota.

Contattato da Programmatic Italia, il Regional Director Southern Europe di PubMatic Cristian Coccia ci ha confermato che «PubMatic Cloud è disponibile per tutti i nostri clienti worldwide» e dunque anche in Italia, aggiungendo che la società è «una delle prime SSP ad offrire i nostri servizi con un modello PaaS (Platform-as-a-Service)».

PubMatic e Publicis Media lanciano un private marketplace per i Mondiali di Calcio Russia 2018

Nella nostra rassegna di oggi: l’accordo tra PubMatic e Publicis Media in vista dei Mondiali di Calcio, la tendenza degli editori a guardare con sempre più interesse a YouTube, e la trimestrale positiva di Salesforce.

PubMatic e Publicis Media lanciano un private marketplace in vista dei Mondiali di Calcio

PubMatic e Publicis Media hanno siglato un accordo per il lancio di un private marketplace targettizzato in vista dei prossimi Mondiali di Calcio in Russia. Obiettivo della piattaforma è consentire alle aziende di avviare accordi privati scalabili con gli editori premium della SSP, basati su segmenti di audience di appassionati di sport. L’accordo è attivo nell’area Asia-Pacifico, con un’iniziale disponibilità in Indonesia, Singapore, Vietnam, Tailandia e Filippine, a cui si aggiungeranno in futuro altri mercati della regione. Leggi di più su Marketing Interactive.

Gli editori guardano a YouTube: il caso Hearst

Sconfortati dal cambio di algoritmo di Facebook, sempre più editori guardano con interesse a YouTube. Come Hearst, che ha iniziato da qualche tempo a creare contenuti specificamente pensati inizialmente per YouTube, e poi distribuiti su altre piattaforme, per le sue testate di punta Seventeen, Harper’s Bazaar, Elle e Cosmopolitan. L’editore avrebbe anche iniziato a misurare nuovi KPI come il tempo di visualizzazione e le visualizzazioni ripetute, invece di metriche più a breve termine tipiche di Facebook come i like e le condivisioni. Il risultato: un’aumento esponenziale dei follower delle riviste del gruppo sulla piattaforma video. Tuttavia, anche in questo caso, non mancano rischi. Leggi di più su Business Insider [articolo accessibile su abbonamento].

Salesforce continua a correre nel Q1 2018

Salesforce ha battuto le attese degli analisti nel primo trimestre del 2018, segno che gli sforzi della società nell’espandere i propri prodotti software e la base clienti si sono rivelati premianti. Il fatturato della società ha raggiunto 3,23 miliardi di dollari, contro le stime di mercato di 3,1 miliardi. In considerazione di questi risultati, Salesforce ha ritarato al rialzo le sue previsioni di business per l’anno in corso, portandole a 13,1 miliardi di dollari. Leggi di più su AdAge.

L’adozione dell’header bidding continua a crescere, spinta dal mobile

Continua la crescita dell’header bidding, trainata dal mobile. E’ quanto rivelano i dati del Quarterly Mobile Index di PubMatic, relativi al primo trimestre 2018. Lo studio ha analizzato oltre tre mila miliardi di aste condotte sulla SSP a livello mensile, rivelando alcune delle principali tendenze chiave della pubblicità su smartphone e tablet a livello globale.

L’utilizzo dell’header bidding è ora diventato la norma per molti editori, ma nonostante questa ormai ampia diffusione la tecnologia continua a crescere, grazie a un aumento del volume di impression e della spesa pubblicitaria sui dispositivi mobili. Le campagne mobile transate tramite questa tecnologia sono aumentate del 110% anno su anno nel trimestre, contro un aumento del 60% di quelle da desktop.

All’interno del mercato ad tech mobile, il bilanciamento tra ambiente web e in-app varia da regione a regione: nell’area EMEA è il primo a giocare la parte del leone, con una crescita dell’82% (ma le app registrano un +64%), così come anche in APAC con un sorprendente +290%. In America, invece, è l’in-app a crescere di più, con un +90%.

Un altro trend è poi quello del mercato aperto: gli editori, secondo il report, continuano a investire nelle “open auction” cercando di massimizzare la competitività su ogni impression. Il volume degli annunci mobile venduti in modalità aperta è aumentato del 56% anno su anno nel trimestre, e la spesa sugli open exchange è anch’essa aumentata di un 23%.

D’altro canto, lo studio evidenzia anche un’espansione dei private marketplace mobile (+43% del volume di impression). Dietro questa tendenza, il bisogno da parte delle aziende di avviare partnership più strette con gli editori, che consentano ad entrambi di avere maggiore controllo sulla qualità, i brand dell’inventory acquistata, gli editori delle campagne erogate.

Infine, la pubblicità video. Nel trimestre, il 37% delle campagne video è stato venduto su mobile: una percentuale in crescita del 146% rispetto a un anno fa. Gli inserzionisti sono infatti sempre più alla ricerca di modi per raggiungere gli utenti sugli schermi di smartphone e tablet, mentre dal canto loro gli editori stanno puntando a migliorare sempre più la qualità dei loro spazi e la protezione contro le frodi.

PubMatic e Sizmek siglano un accordo globale all’insegna della trasparenza

Un ambiente sicuro per gli acquisti pubblicitari e una maggiore trasparenza nell’ambito della filiera del Programmatic. E’ quello a cui punta il nuovo accordo globale siglato tra PubMatic e Sizmek. Le due società di ad tech hanno annunciato di aver avviato una partnership di supply path optimization (SPO) a livello mondo, che consentirà a PubMatic di essere inserita nel network di piattaforme di vendita preferenziali di Sizmek.

L’accordo prevede inoltre che Sizmek possa fornire alle aziende un accesso prioritario sicuro all’inventory premium del portfolio di editori di PubMatic via programmatic direct, sfruttando i prodotti PMP-Guaranteed e Targeted PMP della SSP.

«Con questo accordo, i nostri inserzionisti potranno avere accesso ad audience targettizzate in ambienti brand-safe, migliorando in ultima istanza il ritorno della loro spesa pubblciitaria», commenta Mike Caprio, Chief Growth Officer di Sizmek.

«Il consolidamento è inevitabile con l’evoluzione del mercato ad tech e la sempre maggiore attenzione alla supply chain digitale. In PubMatic abbiamo investito parecchio in qualità, inventory sicure per i brand e infrastrutture efficienti per i nostri inserzionisti. Siamo entusiasti che Sizmek abbia capito il valore della nostra piattaforma, e che grazie a questo accordo questi benefici possano essere portati anche ai clienti condivisi», aggiunge Rajeev Goel, Co-Founder e CEO di PubMatic.

Programmatic Mobile: cresce l’adozione dei private marketplace. I dati di PubMatic

In un contesto in cui aziende ed editori sentono più che mai l’esigenza di avere un maggiore controllo sui processi di compravendita di spazi adv, senza rinunciare ai benefici del programmatic, i modelli di trading “diretti” sono in piena crescita. Lo confermano i dati del Q4 2017 Quarterly Mobile Index di PubMatic, che identificano i principali trend della pubblicità mobile in ambito ad tech.

Il report, che si basa sull’analisi di oltre dieci migliaia di miliardi di transazioni pubblicitarie effettuate sulla piattaforma di PubMatic su base mensile, ha registrato un aumento del volume di impression mobile monetizzate tramite PMP del 50% nel 2017 rispetto all’anno precedente. Un aumento del numero di annunci transati che corrisponde anche a un incremento dei prezzi: gli eCPM delle inventory mobile in private marketplace sono cresciuti di oltre il 150% rispetto ai prezzi su open exchange.

Su smartphone e tablet non si ferma il trend dell’header bidding, con un volume di impression monetizzate nel Q4 aumentato di circa il 250% anno su anno, e un progressivo nuovo focus sull’evoluzione della tecnologia e sulla sua ottimizzazione.

La ricerca ha evidenziato inoltre come, se a trainare le performance del canale è stata per lo più la pubblicità in-app, anche il mobile web ha messo a segno importanti performance, con un aumento degli eCPM di oltre il 50% anno su anno a livello globale.

Sul fronte sistemi operativi, ancora una volta è Android quello dominante in termini di volumi, con circa 8 impression in-app su 10 monetizzate nel 2017 a livello globale, mentre iOS vince sul fronte eCPM.

A livello geografico, infine, il report di PubMatic ha registrato una forte crescita dei volumi nelle aree APAC ed EMEA e un maggiore aumento dei prezzi nelle Americhe.

PubMatic elimina le fee lato acquisto sulla propria piattaforma

Dopo Rubicon Project, un’altra SSP cancella le fee lato acquisto. E’ PubMatic, che con una nota ufficiale ha annunciato oggi 8 febbraio l’introduzione di un modello semplificato di pricing privo di costi per gli advertiser.

Questo significa che la società non chiederà un costo a quegli advertiser – aziende, agenzie o DSP – che effettueranno transazioni pubblicitarie sulla sua piattaforma.

Una mossa con cui PubMatic punta a “fare chiarezza nella confusione presente nel mercato e fornire una maggiore visibilità nei modelli di pricing in modo che sia gli editori che gli inserzionisti possano beneficiare appieno dall’ecosistema in rapida crescita del programmatic”, spiega PubMatic nella nota, aggiungendo che “offrendo modelli di pricing semplificati, PubMatic mette in grado i buyer di effettuare aste in maniera più efficiente per tutte le inventory sulla propria piattaforma, con un conseguente vantaggio sia per loro che per gli editori”.

«Siamo sempre stati una società publisher-first e siamo sempre stati chiari sul bisogno di portare una maggiore trasparenza nel programmatic. In PubMatic, analizziamo costantemente i mutevoli bisogni del mercato in modo da poter fornire il miglior servizio e le migliori innovazioni di prodotto ai nostri clienti. E’ importante che i nostri modelli di prezzo riflettano questo nostro posizionamento», ha commentato Rajeev Goel, co-founder and CEO of PubMatic.

La cancellazione delle fee lato acquisto è l’ultima di una serie di iniziative lanciate dalla società per promuovere una maggiore trasparenza nell’ambiente programmatico, rispondendo a un bisogno sempre crescente che proviene da entrambi i lati del mercato – acquisto e vendita. Recentemente la società ha lanciato un programma “fraud-free” che prevede il rimborso della spesa pubblicitaria agli inserzionisti che hanno acquistato inventory fraudolenta sulla piattaforma; è passata inoltre a un unico modello first-price per le aste in header bidding.

Pubmatic, inventory video e mobile più sicura grazie a un accordo con White Ops

White Ops e PubMatic hanno annunciato oggi di aver stretto un accordo che proteggerà le inventory video e mobile della SSP da frodi e traffico non umano.

La partnership prevede l’implementazione da parte di PubMatic delle soluzioni pre-bid e post-bid di White Ops per la rilevazione delle frodi e la loro prevenzione, a livello globale.

«PubMatic è un leader globale con una reach incredibile in ambito video – dichiara Rajeev Goel, Co-Founder e CEO di PubMatic -. Crediamo che il modo migliore di servire i nostri clienti sia quello di fornire loro trasparenza e qualità. Quando le frodi pubblicitarie sono evitate, è una vittoria per tutti. I nostri editori, che hanno contenuti e audience di qualità, ne avranno maggiori ricavi, e i partner della nostra DSP acquisteranno pubblicità con un maggiore senso di fiducia».

«Le frodi da bot minacciano il futuro della pubblicità digitale e, in senso più ampio, quello di internet – aggiunge Sandeep Swadia, CEO di White Ops -. PubMatic si è impegnata a creare una maggiore trasparenza nel programmatic advertising. Siamo contenti di star lavorando con loro per combattere le frodi nell’ecosistema della pubblicità digitale e nella rete in generale».