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Programmatic mobile: un mercato che cresce, tra video, header bidding e PMP

L’header bidding in-app non è ancora definitivamente decollato. E’ quanto rileva la nuova edizione del Quarterly Mobile Index di PubMatic, relativa al Q1 2019, in cui la SSP ha analizzato oltre 13 migliaia di miliardi di aste passate dalla sua piattaforma.

Secondo i dati dello studio, la spesa pubblicitaria mobile nel trimestre ha proseguito la sua crescita, registrando un +29%, grazie soprattutto al video. Ed ha ancora un forte potenziale per il futuro, complici le possibilità che la diffusione del 5G potrà offrire in termini di contenuti più ricchi e interattivi e dunque anche di una migliore esperienza pubblicitaria video.

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Quanto all’header bidding, l’altro grande trend del mobile, stando alle evidenze della ricerca la sua applicazione nel mondo in-app non ha ancora raggiunto alti livelli. Molti editori lo utilizzano ora per la prima volta, ma altri che lo hanno già adottato da quelche tempo stanno cominciando a coglierne i primi, positivi frutti. Questo, secondo PubMatic, porterà la tecnologia ad avere un buon potenziale di crescita in futuro, man mano che la sua diffusione si espanderà.

Lo studio ha anche rilevato un aumento delle transazioni condotte tramite private marketplace, dovuto in gran parte alla necessità delle aziende di avere un maggior controllo e sicurezza sui propri acquisti pubblicitari, in un settore – quello della pubblicità digitale – dove il trend delle frodi continua ad essere diffuso. Nel mondo in-app, i PMP sono cresciuti nel primo trimestre del 51% anno su anno.

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Gameloft sceglie PubMatic per la vendita dei suoi spazi mobile in-app in programmatic

Gameloft ha scelto PubMatic per la vendita dei suoi spazi mobile in-app in programmatic. Lo sviluppatore e distributore di videogiochi e la SSP hanno siglato un accordo che consentirà ai clienti della piattaforma di accedere al pubblico di giocatori delle app mobile della società.

Gameloft, che conta tra i suoi giochi titoli come Minion Rush, Disney’s Magic Kingdoms, March of Empires, Song Pop e Asphalt Legends, ha dichiarato che il suo pubblico raggiunge 114 milioni di utenti unici al mese.

«Abbiamo scelto di lavorare con PubMatic perché sono in prima linea nell’in-app e stanno davvero promuovendo i benefici di questo canale presso i loro clienti – ha commentato John-Paul Burke, Country Manager, UK Ireland & Nordics di Gameloft, annunciando la partnership -. Le app portano i brand più vicini agli utenti, in maniera scalabile, e li mettono davanti a un pubblico fedele e più rilassato. La pubblicità, in particolare sulle app di gioco, possono essere costruite sulla base delle esperienze di gioco, rendendole più su misura, efficaci e meno intrusive di altri canali».

«Siamo soddisfatti di stare lavorando con Gameloft, un leader globale nel mobile gaming, per aiutarli ad attivare tutto il potenziale della pubblicità in-app – ha aggiunto Emma Newman, Vice President, UK di PubMatic -. PubMatic sta lavorando per rendere facile per gli editori monetizzare meglio la loro inventory in programmatic. Il nostro recente lancio di OpenBid offre loro accesso a più inserzionisti e investimenti, allo stesso tempo offrendo alle aziende accesso ad opportunità di qualità nel mondo in-app».

PubMatic si rafforza nel mobile con OpenBid, una nuova soluzione per l’in-app

PubMatic ha annunciato il lancio di OpenBid, una soluzione che fornisce agli sviluppatori di app accesso a nuove fonti di domanda per monetizzare i loro software in programmatic.

Il prodotto, secondo quanto spiega la SSP in una nota ufficiale, consente l’accesso a oltre 200 sorgenti di monetizzazione, tra cui accordi preferred deals e in supply path optimization.

Il mondo dell’in-app si sta aprendo sempre più ai vantaggi della vendita automatizzata delle inventory. Secondo dati di Forrester Consulting, oltre il 90% delle aziende a livello globale conta di aumentare la propria spesa in pubblicità in programmatic sulle applicazioni nel 2019. Tuttavia, non sempre gli sviluppatori riescono a capitalizzare al meglio questo crescente interesse degli inserzionisti.

Storicamente, la gestione di molteplici partner di domanda viene gestita manualmente dagli sviluppatori di app, e ciò richiede risorse di software engineering, modifiche da apportare all’app e permessi da App Store e Google Play. Il nuovo prodotto di PubMatic, invece, elimina tutti questi ostacoli consentendo accesso agli inserzionisti attraverso una gestione dei partner via cloud, che avviene all’interno dell’infrastruttura della SSP.

«Le soluzioni di monetizzazione su sistemi a cascata, che attualmente sono prevalenti nell’ambiente in-app, sono diventati per lo più obsoleti sul web – ha spiegato Evan Simeone, SVP product management of PubMatic -. OpenBid è un SDK programmatic-first che è ottimizzato per migliorare la user experience e creare una maggiore competizione pubblicitaria per le inventory delle app. Livellare i sistemi a cascata con l’header bidding e con dati sul pricing in tempo reale aiuta gli editori ad aumentare i ricavi, ben oltre la domanda che arriva dagli attuali partner di mediazione. Fornendo tutti i benefici del programmatic, possiamo rafforzare gli sviluppatori di app con maggiori opportunità di monetizzazione».

PubMatic chiude il 2018 in crescita, trainata dal video in-app

PubMatic ha chiuso il 2018 in crescita grazie soprattutto agli investimenti effettuati sul mobile e agli accordi diretti con gli editori, più che raddoppiati in un anno. In particolare, l’incremento del giro è trainato dalla pubblicità vide in-app, che ha registrato un +200% sul 2017.

Quest’anno, la società ad-tech guidata in Italia da Cristian Coccia, conta di espandere l’organico del 20% a livello globale. La metà dei nuovi assunti sarà collocata in aree specifiche, ovvero mobile in-app e video.

PubMatic ha inoltre annunciato la promozione di John Sabella a Chief Technology Officer. “Il modello dell’ad network è ancora dominante nell’ecosistema in-app e, come abbiamo visto sul web, presenta debolezze effettive. La società è ben posizionata per diventare leader nella monetizzazione del mobile in-app grazie ai suoi professionisti e alla sua tecnologia proprietaria. Sono entusiasta di poter contribuire a realizzare la visione di PubMatic e trovare soluzione innovative nelle aree che possono alimentare la crescita futura e offrire nuove opportunità per i nostri clienti”, ha commenta Sabella.

Ulteriori promozioni notificate da PubMatic riguardano Paulina Klimenko, nominata Senior Vice President, Corporate Development & General Manager of Mobile, e Jonas Olsen, scelto come Vice President of Video.

PubMatic integra la soluzione di ID unificato di The Trade Desk

PubMatic ha integrato la soluzione di ID unificato di The Trade Desk sulla sua piattaforma sell-side. L’obiettivo è migliorare l’impatto e l’efficacia l’estensione delle audience addressable.

L’adozione dello strumento, si legge nella nota, permette a tutti gli operatori della filiera (SSP, DSP, DMP e fornitori di data) di utilizzare il cookie footprint di The Trade Desk per accrescere la propria copertura di cookie su tutto l’internet. In aggiunta, la soluzione di ID unificato consente di ottenere migliori match rate a tutte le parti coinvolte.

“La portata e la scala dell’internet aperta rende strumenti come quello di The Trade Desk necessari per un marketing più efficace a livello globale”, ha dichiarato Amar Goel, Fondatore e Chief Growth Officer di PubMatic, “Il lato offerta del mercato pubblicitario giocherà un ruolo cruciale nell’accrescimento dell’adozione della soluzione, che rappresenta una vittoria sotto tutti i fronti per l’industria al fine di generare maggiori rendimenti per gli editori, migliorare l’internet indipendente e sfidare i walled garden”.

“PubMatic è leader nel panorama del programmatic lato offerta, e siamo entuasisti che loro siano stati i primi a implementare la soluzione di ID unificato”, ha dichiarato Brian Stempeck, Chief Client Officer, The Trade Desk, “Abbiamo deciso di lanciare questa iniziativa per offrire alla nostra industria una soluzione semplice e gratuita per migliorare internet. Un ampia diffusione della soluzione aiuterà la pubblicità digitale a essere più efficace”.

Cresce l’header bidding mobile, spinto dall’adozione in-app. I dati PubMatic

Il Mobile Video è la tipologia di spot più in crescita tra i consumatori, e quella che attualmente ha la più alta quota di tempo speso, e anche in considerazione di ciò, è un canale che sta destando sempre più l’interesse delle aziende e creando opportunità di ricavi in aumento per gli editori.

E’ quanto rivela il terzo Quarterly Mobile Index (QMI) 2018 di PubMatic, lo studio trimestrale con cui la SSP indaga l’andamento della pubblicità su smartphone e tablet e i suoi principali trend, dal mobile video all’header bidding e all’espansione della monetizzazione cross-canale.

Tra le principali evidenze dello studio, la crescita dell’header bidding mobile, man mano che la tecnologia inizia ad essere applicata anche all’ambiente in-app. Il volume dell’header bidding mobile è quasi raddoppiato, con un +95% anno su anno nel terzo trimestre (su desktop la tecnologia è cresciuta del 3%). Anche il “parallel bidding in-app” (l’equivalente dell’header bidding) sta proseguendo la sua ascesa, raggiungendo il 14% del volume complessivo dell’header bidding mobile.

Lo studio ha anche evidenziato un’importante spinta (a tre cifre) del volume della pubblicità mobile nel settore retail, trainato dalla stagione del Back to School. Gli editori del mondo retail hanno infatti visto un aumento del 142% nel volume delle impression mobile monetizzate nel trimestre. Le impression monetizzate tramite app sono aumentate di 62 volte anno su anno, arrivando a coprire il 41% del volume mobile erogato attraverso PubMatic nel 2018.

Mobile, le aziende puntano sulla pubblicità in-app. I nuovi dati di PubMatic

Cresce tra gli utenti la predilezione delle app rispetto ai siti mobile, e con essa aumenta anche la pubblicità in-app. E’ quanto rileva la ricerca trimestrale Mobile Index di PubMatic, condotta analizzando le impression commercializzate tramite la piattaforma durante il secondo trimestre 2018.

Secondo lo studio, la spesa adv mobile è cresciuta del 25% anno su anno nel trimestre, intensificandosi a livello globale. E in linea con le nuove preferenze dei consumatori, sempre più aziende hanno convogliato i loro sforzi pubblicitari sull’ambiente in-app, optando in particolare sui private marketplace, con il duplice obiettivo di aumentare il ROI e migliorare la prevenzione dalle frodi.

L’in-app è infatti cresciuto del 21% anno su anno, un’espansione guidata principalmente da un aumento annuale del 47% su iOS e del 13% su Android.

Il mobile, peraltro, sembra essere un mezzo in crescita anche sul fronte video. Rispetto allo scorso anno, la spesa pubblicitaria video su mobile è cresciuta di ben il 239%, con un +688% registrato sull’in-app (a ulteriore conferma del trend positivo di questo canale) e un +73% sul mobile web.

Gli investimenti adv mobile hanno positivamente risentito anche di alcuni importanti eventi mediatici accaduti durante il periodo in esame: sulle property sportive, ad esempio, i Mondiali di Calcio hanno spinto la spesa mobile il 50% in più rispetto alla media settimanale a livello globale.

Per quanto riguarda i costi degli annunci, PubMatic registra un calo degli eCPM su mobile web del 16%, a fronte di un aumento degli eCPM in-app dell’11%. In crescita anche il dato su desktop: +5%.

Pubmatic, nuovi strumenti per massimizzare il valore dell’audience

Novità da casa PubMatic: la società specializzata in soluzioni di programmatic per gli editori ha annunciato una serie di nuovi strumenti per l’Audience Management, pensati per risolvere le principali sfide che riguardano la valorizzazione e la sicurezza dei dati sull’utenza.

Uno dei temi affrontati da Pubmatic con la nuova suite di tool per l’audience management, attualmente rilasciata in “open-beta”, è quello del data-leakage, ossia l’utilizzo non autorizzato di dati proprietari da parte di terze parti. Un tema sensibile nell’attuale scenario del programmatic, spiega la società, dal momento che attualmente gli editori non hanno un controllo adeguato su chi e come sta usando i loro dati, attraverso le DMP. Come è emerso chiaramente nel caso Facebook – Cambridge Analytica, l’uso dei dati da parte di venditori multipli dev’essere strettamente controllata e compresa.

Per ovviare al problema e offrire al contempo un efficace strumento di business, la soluzione di Pubmatic offre ai publisher un controllo granulare sui dati di prima parte a livello di singolo inserzionista: gli editori possono costruire uno o più segmenti di audience accessibili per usi determinati e per buyer specifici. Sarà così possibile sapere, per esempio, quali segmenti di audience vengono targettizzati, da quale sorgente di domanda, e su quali siti del proprio network. In questo modo, sarà più semplice per gli editori ottimizzare, espandere o bloccare l’uso dei loro dati. Oppure, il tool potrebbe essere usato per fare dei test con una selezione circoscritta di buyer al fine di valutare i rischi di data-leakage.

I nuovi tool di Audience Management di Pubmatic, inoltre, promettono di aumentare del 20% i tassi abituali di match-rate, massimizzando l’audience reach degli inserzionisti attraverso il proprio network. Non solo: i publisher potranno rendere i loro dati visibili direttamente ai buyer (bypassando l’uso di una DMP) ed eventualmente contrattare direttamente degli accordi diretti. Infine, le nuove soluzioni di Pubmatic permettono ai publisher di vendere i propri dati direttamente ai buyer, senza dover dividere i ricavi con piattaforme di intermediazione.

PubMatic, alla PubAcademy spazio agli “hot topic” del Programmatic

Si è svolta giovedì a Milano l’edizione italiana della PubMatic Publisher Academy, l’evento, dedicato a editori e buyer, che la società di advertising tecnologico organizza in tutti i mercati in cui è presente per aiutare i clienti a comprendere meglio l’evoluzione del programmatic e coglierne tutte le opportunità.

Anche stavolta, l’appuntamento è stato un occasione per approfondire gli “hot topic” del momento per il mercato della pubblicità digitale e del programmatic in particolare, come ci ha spiegato Cristian Coccia, Regional Director Southern Europe di PubMatic: «La PubAcademy è un format consolidato, che replichiamo in tutti i mercati in cui siamo presenti. Tra i temi toccati in questa edizione, il GDPR a un mese dalla sua entrata in vigore, le più recenti tecnologie di Header Bidding e la presentazione del rapporto sul Mobile (Quarterly Mobile Index)».

A descrivere le nuove tendenze della pubblicità mobile e le sue interazioni con la tecnologia è stato chiamato Roger Williams, VP International Marketing di PubMatic, che durante l’evento ha illustrato alcuni dei principali highlight del Quarterly Mobile Index, il report trimestrale della società.

Coccia ha invece approfondito la questione GDPR, un tema che negli ultimi mesi è stato di assoluta priorità per i vari attori del Programmatic, dai buyer agli editori ai fornitori di tecnologia. E che, al di là di possibili effetti immediati, sta imponendo delle importanti riflessioni al mondo del data-driven. Coccia ha fatto il punto su cosa una società come PubMatic ha appreso dal nuovo regolamento europeo e su come la SSP ha aiutato gli editori in questo importante momento di passaggio.

Poi è stata la volta di Diana Zighetti, Customer Success Manager Southern Europe, e Stefano Minerva, Customer Success Operations Manager Southern Europe di PubMatic, che hanno invece affrontato il tema dell’Header Bidding, una tecnologia di vendita sempre più utilizzata dagli editori. L’evento è stata l’occasione per chiarire il funzionamento di alcune delle soluzioni più diffuse, da quelle basate su Prebid.js (come quella della SSP) o OpenWrap ai tool server-side che si stanno affacciando sul mercato come A9 e EB, cercando di capire come ottenere il meglio da ogni tipologia di integrazione.

Mohsin Pervez, Director Solutions Engineering della società, ha invece approfondito il tema delle Dinamiche d’Asta, i cui modelli stanno vivendo una profonda trasformazione in un mercato sempre più assetato di trasparenza e ottimizzazione di ricavi e investimenti.

L’evento si è concluso con una tavola rotonda che ha visto confrontarsi il lato “vendita” con quello dei buyer.

Nasce PubMatic Cloud, la nuova SSP Platform-as-a-Service di PubMatic

PubMatic ha annunciato il lancio di una nuova soluzione: si chiama PubMatic Cloud ed è dedicata agli editori e alle società tech che puntano a migliorare l’implementazione e il controllo delle proprie tecnologie programmatiche.

Si tratta di una SSP operativa in modalità Platform-as-a-Service (PaaS): i clienti avranno accesso alla tecnologia, l’infrastruttura globale e le connessioni alle fonti di domanda di PubMatic, allo stesso tempo assicurandosi piena trasparenza e un maggiore controllo sulla monetizzazione dei loro spazi in programmatic.

Secondo la società, le innovazioni del mercato pubblicitario come l’header bidding o i controlli contro le frodi hanno portato grandi vantaggi agli editori, ma d’altro canto hanno contribuito a un aumento sensibile dei costi infrastrutturali e alla necessità di dover gestire complicate integrazioni con i fornitori di pari passo con l’innovazione delle tecnologie. In questa situazione, sia i media owner che le società tecnologiche che collaborano con loro si trovano a dover scegliere se continuare ad effettuare transazioni secondo il modello della revenue share o se costruire una SSP completa in-house. E qui si inserisce l’alternativa di PubMatic Cloud.

Nello specifico, PubMatic Cloud offre uno strumento platform as a service customizzabile, che da un lato offre tutti i benefici di avere una tecnologia programmatic in-house, dall’altro garantisce tutti i vantaggi di un prodotto PubMatic, come integrazioni con oltre 200 DSP e altre sorgenti di domanda, e gli strumenti di verifica degli annunci, fraud detection e brand safety della società.

“Con un ricco set di API in una soluzione configurabile e pienamente verificata, PubMatic Cloud fornisce massima trasparenza e controllo”, dichiara la società in una nota.

Contattato da Programmatic Italia, il Regional Director Southern Europe di PubMatic Cristian Coccia ci ha confermato che «PubMatic Cloud è disponibile per tutti i nostri clienti worldwide» e dunque anche in Italia, aggiungendo che la società è «una delle prime SSP ad offrire i nostri servizi con un modello PaaS (Platform-as-a-Service)».