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Nasce Source, il nuovo progetto di MediaMath per una filiera digitale trasparente e addressable

La società, tra i pionieri del programmatic, lancia un framework volto a garantire una supply chain affidabile e libera da frodi. Tra i partner Rubicon Project, Havas Media, Business Insider e Moat

di Alessandra La Rosa
03 ottobre 2019
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MediaMath ha annunciato il lancio di un nuovo framework per gli acquisti media digitali: si chiama Source e offre a brand, editori e vari operatori della filiera visibilità sull’intera supply chain.

Alla base del progetto, l’impegno di MediaMath, supportato da una serie di partner, a rendere la catena del valore affidabile e addressable al 100% entro la fine del 2020, per un mercato in cui gli interessi di tutte le parti sono allineati.

Così spiega la genesi del progetto Joe Zawadzki, CEO di MediaMath: «Ci siamo prefissati di cambiare al meglio il marketing. Sfortunatamente, la purezza delle intenzioni del nostro mercato al momento della costruzione dell’infrastruttura digitale è andata persa tra frodi, spreco di investimenti e non pertinenza. Sono stati creati più annunci invece che annunci migliori e minimizzato il valore di un’offerta di qualità nella sua forma più pura e trasparente. In quanto uno dei primi pionieri del programmatic, ci siamo sentiti in dovere di aiutare a sistemare quello che si era rotto».

«Mettendola in maniera semplice, i brand, invece che riuscire a focalizzarsi sulla crescita e il rafforzamento delle proprie relazioni dirette coi consumatori, vedevano la maggior parte del proprio tempo impegnato dal peso, operativo e di servizio, di un ecosistema rotto – aggiunge il manager -. La supply chain deve essere ricostruita per alimentare la crescita e la salute necessarie a brand e creativi per realizzare e far funzionare un ecosistema più affidabile con ricompense allineate per tutti».

Le caratteristiche del nuovo sistema si possono sintetizzare in tre parole:

  • Affidabile: impression reali su property media reali. Una supply chain trasparente e libera da frodi composta da proprietari affidabili di contenuti, che possa dare ai brand piena visibilità sulle meccaniche e i costi della filiera, termini di commercio modernizzati e standard tecnici che migliorino l’operatività di ciascun processo pubblicitario lungo la catena.
  • Addressable: reali persone che i brand possono raggiungere con annunci reali, in maniera scalabile. Una visione singola di chi sono i consumatori e i prospect – e la capacità di accedere a un maggior numero di queste audience – tra desktop, mobile, e TV attraverso un ID coerente tra i vari canali, sempre dando la priorità alla privacy e al rispetto dell’utente. Nella realtà, connettere i segnali lungo la supply chain consente a inserzionisti e proprietari di media di comunicare più efficacemente i loro bisogni e concordare in maniera trasparente sugli obiettivi.
  • Alimentato dall’Intelligenza Artificiale: dati più puliti attraverso l’utilizzo del potere della computazione per trarre informazioni significative e individuare tendenze reali da ampi set di dati in un modo che richiede minori sforzi. Il potere dell’AI sta nella capacità di prendere decisioni di qualità velocemente. Ma perché il machine learning funzioni nel modo richiesto, sono necessari dati buoni, niente spazzatura. L’AI consente di attivare una supply chain più pulita, offrendo ad agenzie, brand e proprietari di contenuti dati affidabili, attivabili e in tempo reale.

MediaMath ha lavorato con vari partner al progetto, che hanno fornito piena visibilità sulle meccaniche e i costi della filiera, costruendo allo stesso tempo una nuova infrastruttura e nuovi termini commerciali per il mercato. Tra di essi ci sono Havas Media e i suoi clienti, le SSP Rubicon Project e Telaria, editori come Business Insider, News Corp. e Weather Company di IBM, società di misurazioni come Moat di Oracle Data Cloud e di verifica anti-frode come White Ops.

Il piano della società è quello per il momento di portare a bordo un maggior numero di partner (l’utilizzo da parte di più player possibile è fondamentale per la riuscita del progetto), e poi di introdurre rapidamente una soluzione tecnica scalabile che possa gestire l’erogazione di miliardi di impression in microsecondi.

MediaMath avrebbe avviato dei colloqui anche con Google e Amazon per la partecipazione a Source, mentre non ha ancora approcciato – apparentemente solo per questioni di tempo – Facebook.

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