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MediaMath licenzia l’8% della sua forza lavoro a causa del Covid-19

I danni economici che la pandemia da Covid-19 causerà al mondo intero, cominciano a spaventare i più, e alcune aziende stanno correndo ai ripari – con i mezzi che hanno a disposizione – nel tentativo di sopravvivere e poter affrontare le conseguenze dell’immobilismo derivato dalla diffusione del virus.

È il caso di MediaMath che ha annunciato la riduzione della sua forza lavoro dell’8%, attraverso licenziamenti e congedi.

Ma non solo: i dipendenti rimanenti si vedranno decurtare lo stipendio del 10%.

“Stiamo preparando le nostre imprese a superare questi tempi incerti intraprendendo azioni che rafforzeranno la nostra posizione a lungo termine”, ha spiegato Konrad Gerszk, Presidente di MediaMath.

Tra i provvedimenti presi ci sono la concentrazione delle assunzioni solo su posizioni critiche, la riduzione delle spese e dei ruoli, se necessario.

Prima di questa operazione, la DSP aveva circa 660 dipendenti, secondo LinkedIn.

Le DSP vivono di una percentuale della spesa media che transita attraverso le loro piattaforme. Pertanto, se gli inserzionisti bloccano o tagliano gli investimenti a causa della pandemia, le loro entrate scendono di conseguenza.

E non si tratta solo di teoria. Un sondaggio condotto da IAB in USA (consulta qui i risultati), ha sottolineato che il 33% dei marchi prevede di spendere meno per i media digitali tra marzo e giugno. E tre quarti dei marchi sono in pausa o stanno diminuendo la spesa in digital advertising a causa della pandemia.

MediaMath, campagne multischermo più rilevanti grazie a un accordo con LiveRamp

In seguito al lancio del suo framework per gli acquisti media digitali Source, MediaMath ha annunciato di aver siglato un accordo con la piattaforma LiveRamp, che vedrà la soluzione IdentityLink di quest’ultima integrata all’interno dell’infrastruttura per le aste di MediaMath.

Come parte di Source, MediaMath utilizzerà IdentityLink per le aste su inventory pubblicitarie display, mobile e Connected TV. Grazie a questa partnership, il player ad tech aumenterà la sua capacità di collegare i dispositivi agli utenti in maniera anonima e nel rispetto della privacy e consentirà agli inserzionisti di erogare campagne più rilevanti e fornire una migliore esperienza agli utenti, grazie a livelli di abbinamento (match rate) più alti.

In particolare, spiega MediaMath in una nota, l’accordo porta vantaggi su tutte le principali componenti del processo di indirizzamento delle campagne, inclusi: l’eliminazione della perdita di dati nel corso della filiera, assicurando alti livelli di data fidelity tra le informazioni fornite da brand, agenzie e DMP; un miglioramento della recognition, offrendo un identificatore scalabile per le transazioni; accesso a inventory “senza cookie”, attraverso una soluzione trasparente e rispettosa della privacy; e misurazioni neutrali e trasparenti, grazie alla possibilità di misurare su IdentityLink ogni impression acquistata usando la soluzione.

La notizia segue l’annuncio di circa un mese fa del lancio di Source by MediaMath, un framework per gli acquisti pubblicitari volto a garantire una supply chain affidabile e libera da frodi. All’interno del progetto entra ora anche LiveRamp, che va ad aggiungersi ai tanti altri partner dell’iniziativa, che includono Rubicon Project, Telaria, Akamai, Business Insider, Havas Media, IBM Watson, Inscape/Vizio, News Corp, Oracle Data Cloud e White Ops.

Nasce Source, il nuovo progetto di MediaMath per una filiera digitale trasparente e addressable

MediaMath ha annunciato il lancio di un nuovo framework per gli acquisti media digitali: si chiama Source e offre a brand, editori e vari operatori della filiera visibilità sull’intera supply chain.

Alla base del progetto, l’impegno di MediaMath, supportato da una serie di partner, a rendere la catena del valore affidabile e addressable al 100% entro la fine del 2020, per un mercato in cui gli interessi di tutte le parti sono allineati.

Così spiega la genesi del progetto Joe Zawadzki, CEO di MediaMath: «Ci siamo prefissati di cambiare al meglio il marketing. Sfortunatamente, la purezza delle intenzioni del nostro mercato al momento della costruzione dell’infrastruttura digitale è andata persa tra frodi, spreco di investimenti e non pertinenza. Sono stati creati più annunci invece che annunci migliori e minimizzato il valore di un’offerta di qualità nella sua forma più pura e trasparente. In quanto uno dei primi pionieri del programmatic, ci siamo sentiti in dovere di aiutare a sistemare quello che si era rotto».

«Mettendola in maniera semplice, i brand, invece che riuscire a focalizzarsi sulla crescita e il rafforzamento delle proprie relazioni dirette coi consumatori, vedevano la maggior parte del proprio tempo impegnato dal peso, operativo e di servizio, di un ecosistema rotto – aggiunge il manager -. La supply chain deve essere ricostruita per alimentare la crescita e la salute necessarie a brand e creativi per realizzare e far funzionare un ecosistema più affidabile con ricompense allineate per tutti».

Le caratteristiche del nuovo sistema si possono sintetizzare in tre parole:

  • Affidabile: impression reali su property media reali. Una supply chain trasparente e libera da frodi composta da proprietari affidabili di contenuti, che possa dare ai brand piena visibilità sulle meccaniche e i costi della filiera, termini di commercio modernizzati e standard tecnici che migliorino l’operatività di ciascun processo pubblicitario lungo la catena.
  • Addressable: reali persone che i brand possono raggiungere con annunci reali, in maniera scalabile. Una visione singola di chi sono i consumatori e i prospect – e la capacità di accedere a un maggior numero di queste audience – tra desktop, mobile, e TV attraverso un ID coerente tra i vari canali, sempre dando la priorità alla privacy e al rispetto dell’utente. Nella realtà, connettere i segnali lungo la supply chain consente a inserzionisti e proprietari di media di comunicare più efficacemente i loro bisogni e concordare in maniera trasparente sugli obiettivi.
  • Alimentato dall’Intelligenza Artificiale: dati più puliti attraverso l’utilizzo del potere della computazione per trarre informazioni significative e individuare tendenze reali da ampi set di dati in un modo che richiede minori sforzi. Il potere dell’AI sta nella capacità di prendere decisioni di qualità velocemente. Ma perché il machine learning funzioni nel modo richiesto, sono necessari dati buoni, niente spazzatura. L’AI consente di attivare una supply chain più pulita, offrendo ad agenzie, brand e proprietari di contenuti dati affidabili, attivabili e in tempo reale.

MediaMath ha lavorato con vari partner al progetto, che hanno fornito piena visibilità sulle meccaniche e i costi della filiera, costruendo allo stesso tempo una nuova infrastruttura e nuovi termini commerciali per il mercato. Tra di essi ci sono Havas Media e i suoi clienti, le SSP Rubicon Project e Telaria, editori come Business Insider, News Corp. e Weather Company di IBM, società di misurazioni come Moat di Oracle Data Cloud e di verifica anti-frode come White Ops.

Il piano della società è quello per il momento di portare a bordo un maggior numero di partner (l’utilizzo da parte di più player possibile è fondamentale per la riuscita del progetto), e poi di introdurre rapidamente una soluzione tecnica scalabile che possa gestire l’erogazione di miliardi di impression in microsecondi.

MediaMath avrebbe avviato dei colloqui anche con Google e Amazon per la partecipazione a Source, mentre non ha ancora approcciato – apparentemente solo per questioni di tempo – Facebook.

Programmatic più trasparente, il progetto di MediaMath insieme a Rubicon Project

Una supply chain che funzioni meglio a beneficio dell’intero mercato. Con questo obiettivo, MediaMath ha siglato un accordo con Rubicon Project, che vedrà le due società impegnate nella realizzazione di un’infrastruttura di erogazione di pubblicità in programmatic diretta e trasparente. Tra i partecipanti al progetto, attualmente in fase beta, c’è anche Havas.

«L’attuale catena del valore media danneggia inserzionisti, editori e consumatori – spiega Joe Zawadzki, Founder & CEO di MediaMath -. Stiamo compiendo i primi passi per produrre un cambiamento necessario, attraverso un accordo con Rubicon Project e Havas. Un’ecosistema più affidabile e addressable, con i giusti valori e proposizioni, verrà solo dal lavoro congiunto di un’alleanza unita e motivata di aziende e agenzie di punta, insieme ai giusti editori e società tecnologiche».

MediaMath si è alleata con Rubicon Project con l’intenzione di creare una supply chain più trasparente attraverso un’alleanza di agenzie, brand, società tecnologiche e publisher capace di offrire soluzioni sostenibili a lungo termine tra cui trasparenza sulle fee end-to-end, connessioni dirette tra compratori e venditori e la disponibilità di inventory visibili, libere da frodi e sicure per i brand.

«Lavorando insieme – commenta Michael Barrett, CEO di Rubicon Project -, ci auguriamo di capeggiare il mercato nella rimozione di cattivi attori ed etichette negative, attraverso una supply chain ottimizzata e addressable. Modernizzare il modus operandi della catena del valore avrà un impatto benefico sull’intero ecosistema».

«Havas è entusiasta di essere parte di questo movimento che apre la strada a un’offerta pulita e di alta qualità, e crea soluzioni da cui potranno trarre vantaggio tutti gli attori del mercato», aggiunge Andrew Goode, Executive Vice President, Head of Programmatic, Havas Media Group.

OOH acquistabile in programmatic e misurabile come digital e mobile: la novità di MediaMath

Grazie a un accordo con Place Exchange, piattaforma pubblicitaria di scambio per l’Out of Home, MediaMath è ora in grado di effettuare acquisti di inventory OOH utilizzando le stesse piattaforme e tecnologie programmatiche del digital e del mobile.

Secondo quanto dichiara la stessa DSP, precedentemente gli spazi OOH venivano acquistati in programmatic in maniera isolata, e non insieme ad altri media digitali. Adesso, invece, è possibile comprarli attravero gli stessi flussi di lavoro usati per il web e il mobile, e misurarli con le medesime metriche e reportistiche, inclusi gli stessi modelli di attribuzione.

In particolare, le campagne sono acquistabili tramite il sistema open auction di Place Exchange, che include spazi OOH sia interni che esterni di vari circuiti statunitensi.

«L’omnicanalità consiste nel fornire alle aziende la capacità di esprimere i loro obiettivi di marketing e sfruttare l’automazione e l’intelligence per raggiungere questi scopi, indipendentemente dal dispositivo, schermo o canale su cui si trova il pubblico», commenta Karen Chan, director of emerging channels di MediaMath, aggiungendo: «Per decenni, gli inserzionisti sono stati obbligati a separare i canali [di comunicazione] a causa di differenze tecniche, disparità di dati o altri fattori che ostacolavano un approccio customer-centrico. Questo sta finalmente cambiando. Siamo in grado di erogare campagne in affissione in maniera programmatica e aiutare i brand raggiungere direttamente i loro consumatori dove vivono, lavorano e si divertono».

MediaMath lancia Guaranteed Viewable Market, piattaforma basata sulla blockchain

Mediamath ha annunciato il lancio di Guaranteed Viewable Market, una nuova offerta di inventory mobile, desktop e digital out-of-home. La piattaforma, rilasciata in versione beta, incorporerà la tecnologia blockchain e la verifica delle impression della demand-side platform.

Secondo quanto riportato da Mediapost, MediaMath ha dichiarato che il marketplace fornirà solo spazi con la più alta probabilità di viewability basandosi sulla valutazione di numerosi fattori, incluse le caratteristiche del posizionamento pubblicitario e la contestualizzazione dell’editore, con analisi effettuate prima degli acquisti in asta.

Guaranteed Viewble Market è stato lanciato in collaborazione con Underscore CLT, che fornisce la tecnologia blockchain a supporto del prodotto. La società è finanziata da MathCapital, il braccio di venture capital di MediaMath.

MediaMath ha inoltre dichiarato che la nuova piattaforma rientra in una più ampia road map di prodotto per creare la filiera pubblicitaria della prossima generazione. Guaranteed Viewble Market è integrato con le soluzioni per l’identità cross-dispositivo e di intelligenza artificiale della DSP, per consentire ai marketer di effettuare agilmente la transizione.

Mindshare, via al primo prototipo di utilizzo della blockchain nel Programmatic

Poco meno di un anno fa, Mindshare aveva siglato un accordo con la società di Singapore Zilliqa, in virtù del quale l’agenzia media avrebbe potuto testare la tecnologia blockchain della piattaforma per affrontare alcune importanti sfide relative ai processi di acquisto pubblicitario, come la pubblicità contestuale in relazione alle fake news, e sviluppare progetti strategici sulla data privacy.

Adesso, la centrale di GroupM ha annunciato il frutto di quella partnership: un primo prototipo per un’alleanza che vedrà diverse società utilizzare la blockchain nell’ambito della pubblicità in programmatic.

Il prototipo ha già un nome, “Project Proton“, e i suoi primi partner: MediaMath, Integral Ad Science e Rubicon Project. Costruito utilizzando la piattaforma blockchain di Zilliqa, il progetto è volto a creare un sistema di contratti intelligente per il mercato del programmatic, consentendo a tutti i player della catena del valore di avere maggiore trasparenza sui processi di compravendita.

«Ci sono molte richieste e speculazioni sull’applicabilità della tecnologia [blockchain] al nostro business. Project Proton è disegnato per metterla alla prova, in particolare nella costruzione del protocollo di consenso e nella gestione di alte capacità di trasmissione», ha dichiarato Gowthaman Ragothaman, chief development officer AMENA di Mindshare.

L’obiettivo di questo prototipo è quello infatti di testare l’applicabilità della tecnologia blockchain nella pubblicità automatizzata, un settore che prevede una lunga filiera e il coinvolgimento, per ogni operazione di compravendita di un annuncio, di diversi operatori. Non per niente, nell’alleanza lanciata da Mindshare possono trovare spazio varie tipologie di player del mercato: aziende, agenzie, DSP, SSP, DMP, trading desk, società di misurazioni indipendenti ed editori, e la centrale media non esclude la possibilità di coinvolgere anche opinion leader ed esperti della industry, se necessario.

I risultati dei primi test – secondo quanto dichiara Mindshare in una nota – dovrebbero essere pronti prima della fine dell’anno.

Acquisizioni in vista per MediaMath? Tra i nomi spunta quello di Rubicon Project

Oggi nella nostra rassegna parliamo di MediaMath, Netflix e di un nuovo accordo tra Snapchat e Nielsen.

Acquisizioni in vista per MediaMath? Tra i nomi spunta quello di Rubicon Project

MediaMath ha recentemente ottenuto un’importante iniezione di capitali, da utilizzare – anche – per possibili acquisizioni. E il mercato si è già scatenato su quali potrebbero essere le società più papabili per un eventuale acquisto da parte della società. Tra i vari, spunta anche il nome di Rubicon Project, SSP di pregio che potrebbe far gola a MediaMath (specializzata invece sul fronte domanda) per completare in chiave full stack la propria offerta. Leggi di più su AdExchanger.

Netflix top spender pubblicitario: raddoppiati gli investimenti nel 2018

Netflix non è ancora nell’arena pubblicitaria come editore (non ospitando pubblicità all’interno dei suoi contenuti) ma lo è già – ed anche ad alti livelli – come inserzionista. In un documento presentato all’americana Securities and Exchange Commission, l’azienda ha dichiarato di aver speso in marketing ben 527 milioni di dollari nel trimestre chiusosi il 30 giugno, e oltre un miliardo nel primo semestre di quest’anno. Entrambe le cifre costituiscono il doppio di quanto la società ha investito negli stessi periodi del 2017. Leggi di più su MediaPost.

Snapchat si rafforza sul targeting grazie a un accordo con Nielsen

Snapchat ha esteso la sua partnership con Nielsen sul fronte dati. I due player adesso offriranno agli inserzionisti la possibilità di effettuare acquisti pubblicitari ancora più targettizzati sulla base di dati offline. Ad esempio, un’azienda potrà utilizzare i dati di audience di Nielsen per raggiungere su Snapchat una persona che ha acquistato un rossetto in un negozio fisico. Il nuovo accordo mette a disposizione dei brand circa 30mila segmenti di audience. Al momento l’accordo è operativo solo sul mercato americano. Leggi di più su AdAge.

MediaMath amplierà l’offerta con nuove acquisizioni?

Mentre MediaMath pensa a nuove acquisizioni dopo la recente iniezione di capitali, Snapchat vede crescere il valore della propria inventory agli occhi degli inserzionisti, e uno studio fotografa il sentiment delle aziende nei confronti del MarTech.

MediaMath amplierà l’offerta con nuove acquisizioni?

Grazie a un round di capitali di 225 milioni di dollari appena ottenuto, MediaMath ha a disposizione circa 180 milioni di dollari che potrà spendere su acquisizioni e sviluppo di nuovi prodotti. In particolare, secondo quanto dichiarato dal CEO Joe Zawadzki, possibili acquisizioni potrebbero avvenire nei prossimi 9-12 mesi. Tre in particolare le aree su cui il manager intende focalizzare i prossimi sforzi della società: identity, riprogettazione della supply chain e Intelligenza Artificiale. Leggi di più su AdExchanger.

Cresce per gli inserzionisti il valore della pubblicità su Snapchat

La pubblicità sulle Storie di Snapchat acquista sempre più valore agli occhi degli inserzionisti. A un costo estremamente più basso rispetto a quello dei suoi competitor, 1,88 dollari di CPM contro 19 dollari per le Storie di Instagram, garantisce comunque un alto ROI e livello di conversione. Inoltre, col tempo il social del fantasmino sta mettendo a punto delle buone funzionalità di misurazione e varie opzioni per l’acquisto self-service, altre due cose particolarmente apprezzate dalle aziende. Leggi di più su Digiday.

MarTech, le aziende ci credono ma faticano a tenere il passo con la sua evoluzione

Il MarTech è un campo in rapidissima evoluzione e, nonostante gli investimenti delle aziende in questo settore siano in crescita, molte società fanno fatica a tenere il passo con i suoi cambiamenti e novità. È quanto rivela lo studio “State of Marketing Technology 2018: Maximizing the Value of Martech Innovations”, effettuato dall’agenzia di comunicazione Walker Sands su 300 professionisti del marketing. La maggioranza dei manager (65%) conta di aumentare la propria spesa in marketing tecnologico, e il 63% ammette che questo mercato sta evolvendo a rapidissima velocità: solo il 28% dichiara che l’uso del MarTech da parte della propria azienda stia crescendo di pari passo con lo sviluppo del settore. Leggi di più su MarTech Today.

Iniezione di capitali per MediaMath: arrivano 225 milioni di dollari

Nuovi investimenti per MediaMath. La società di ad tech ha ottenuto dalla società Searchlight Capital Partners un’iniezione di capitali di 225 milioni di dollari. Il fondo, che sarà fornito in due differenti tornate, “porta il capitale totale investito di MediaMath a oltre 500 milioni di dollari, e fornisce le risorse necessarie per aiutare a guidare la sua prossima fase di crescita”, spiega la società in una nota.

I fondi verranno utilizzati soprattutto per rafforzare l’offerta di MediaMath, accelerando lo sviluppo delle sue DSP e DMP “attraverso iniziative di crescita sia organiche che inorganiche”, ma potranno servire anche per finanziare delle acquisizioni e per sovvenzionare la messa a punto di soluzioni in determinate aree strategiche come l’identity (l’individuazione di profili unici a partire dai dati provenienti da varie fonti) e l’intelligenza artificiale, ma anche la tv connessa e il digital out of home.

La società, infatti, è attualmente impegnata nell’espansione del suo “identity stack“, un’infrastruttura capace di connettere i vari punti di contatto delle aziende con i consumatori per garantire l’individuazione di profili unici (anche attraverso attività su mezzi in grande crescita come le tv connesse e il DOOH) e nell’ampliamento dell’adozione dell’intelligenza artificiale per garantire maggiori performance di business ai clienti nel rispetto della privacy dei loro utenti.

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, inoltre, alcuni dei fondi verranno utilizzati per acquisire le quote di uno degli investitori di MediaMath, Safeguard Scientifics, che a gennaio aveva dichiarato di voler terminare gli investimenti in nuove compagnie a causa di una strategia di taglio dei costi.

L’iniezione di capitali per MediaMath arriva in un periodo particolarmente “caldo” di consolidamento per il mercato ad tech, che nell’ultimo mese ha visto sia l’acquisizione di AppNexus da parte del gigante telco AT&T, sia quella della divisione Marketing Solutions di Acxiom da parte di IPG, sia l’acquisto della maggioranza di Integral Ad Science (IAS) da parte di Vista Equity Partners.

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