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Mobile: le aziende puntano a inventory premium e "brand safe". Cresce l'uso dei private marketplace

Secondo uno studio di ExchangeWire Research per Rubicon Project, la spesa complessiva sui PMP aumenterà del 27% quest’anno. Su smartphone & co si preferiscono formati native e targettizzati per luogo

di Alessandra La Rosa
19 febbraio 2016
Mobile_generica

Gli advertiser puntano sempre più sui formati native video per raggiungere il pubblico sul mobile, in particolar modo quelli in-app.

A rivelarlo è una ricerca sviluppata da ExchangeWire Research per Rubicon Project, secondo cui, tra l’altro, i buyer “aziende”, a differenza delle “agenzie”, preferiscono acquistare questi formati tramite private market place, attenzionando in particolar modo un’inventory “brand safe”. Circa la metà delle aziende coinvolte, infatti, ha detto di voler spendere tra l’81% e il 100% dei propri budget pubblicitari mobile in mobile private marketplace automatizzati nel 2016.

Quello dei programmatic mobile private marketplace è una modalità di acquisto sempre più utilizzata a livello globale, e che testimonia l’intenzione da parte dei buyer di acquistare inventory prestigiose e “brand safe”: la spesa sui PMP da parte dei buyers nel mondo (includendo in questa dicitura aziende, centri media e piattaforme di programmatic come DSP e agency trading desk) infatti è prevista in crescita del 27% quest’anno.

Lo studio, inoltre, ha messo in luce che le aziende preferiscono il native a qualsiasi altro formato mobile, e che il 100% di questi buyer in Nord America, APAC e LATAM ha intenzione di aumentare la spesa sul mobile video quest’anno, percentuale che scende di poco (il 90%) in EMEA. Le agenzie media, invece, dimostrano preferire i formati native solo nel 42% dei casi, percentuale comunque in crescita del 32% rispetto allo scorso anno.

Un’altra evidenza è relativa alla targetizzazione per luogo: tre quarti delle aziende intervistate ha detto che una quota tra l’81% e il 100% dei propri acquisti adv su mobile sarà geolocalizzata, rispetto al 27% delle media agency. Un trend probabilmente guidato dal maggiore focus delle aziende alla vendita finale dei prodotti: una pianificazione targettizzata per luogo infatti più facilmente conduce alla vendita in-store, rispetto a una non targettizzata.

«L’adozione dei private marketplace per il mobile è oggigiorno una chiara forza trainante in campo pubblicitario su tutti i mercati; i brand scelgono gli editori e gli sviluppatori di applicazioni più prestigiosi per stipulare private deal su vasta scala – ha commentato Joe Prusz, SVP e Global Head of Mobile di Rubicon Project -. Questo cambiamento, assieme all’aumento della targettizzazione per luogo e all’adozione di formati ad alto impatto native e video per il mobile ha fatto sì che questo tipo di pubblicità ora rappresenti più di un quarto di tutte le transazioni a livello globale».

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