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Header bidding, Rubicon Project acquisisce RTK.io per 11 milioni di dollari

Rubicon Project ha acquisito RTK.io, società fornitrice di strumenti e servizi di header bidding, per 11 milioni di dollari.

Fondata nel 2014 e con quartier generale a New York, RTK è proprietaria di un’infrastruttura programmatica, è attiva nelle ad operation e fornisce agli editori un’interfaccia utente integrata per configurare, installare e implementare una soluzione completa di header bidding. Inoltre, l’offerta tecnologica della società è costruita su Prebid, lo stesso framework open source di Demand Manager, la soluzione di header bidding che Rubicon Project ha lanciato a maggio di quest’anno.

La tecnologia e la squadra di RTK, si legge nella nota, permetteranno a Rubicon Project di estendere il portafoglio prodotti e la base clienti di Demand Manager. L’integrazione delle due soluzioni avverrà nei prossimi mesi, con l’obiettivo di affrontare i crescenti bisogni degli editori a livello globale.

“RTK condivide il nostro impegno nell’open source e la passione con cui offriamo agli editori strumenti efficaci e un incredibili servizio clienti”, ha dichiarato Michael Barrett, President e CEO of Rubicon Project, “La struttura possiede un talentuoso gruppo di esperti di header bidding e sviluppatori Prebid che aggiunge profondità al nostro già grande team. Insieme, accelereremo la nostra visione condivisa: aiutare gli editori a riguadagnare il controllo della loro monetizzazione e a compiere decisioni rapide e informate per far crescere il loro business”.

Rubicon Project, ricavi a +32% nel secondo trimestre, trainati da mobile, audio e video

Nel secondo trimestre 2019 Rubicon Project ha totalizzato 37,9 milioni di dollari di ricavi, con una crescita del 32% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, secondo la relazione presentata mercoledì. L’aumento dei ricavi è più sostenuto sul mobile (+42%) che non sul desktop, che pure registra un solido +21%.

Continua, dunque, il trend positivo per la società americana di tecnologia pubblicitaria, che segnala anche una crescita “doppia rispetto alle medie di mercato” nell’ambito del video e un raddoppio anno su anno dei ricavi nel capo dell’advertising audio, settore in cui è tra i first mover.

Il flusso di cassa è positivo per il secondo trimestre consecutivo e, benché la società abbia registrato una perdita netta di 8,3 milioni di dollari, anche questa cifra è in calo rispetto al secondo trimestre del 2018, quando Rubicon era in rosso 18 milioni di dollari.

“Nel secondo trimestre abbiamo nuovamente conseguito una forte crescita dei ricavi anno su anno, un Ebitda adjusted positivo e generato un flusso di cassa positivo”, ha affermato in una nota Michael G. Barrett, Presidente e Ceo di Rubicon Project. “Le nostre ottime prestazioni si basano sulla continua crescita della quota di mercato nell’audio e nel video, l’aggiunta di nuovi clienti e sul successo continuo” in un momento in cui i clienti razionalizzano le sorgenti di inventory.

“Stiamo sovraperformando il nostro obiettivo di un tasso di crescita dei ricavi a lungo termine del 20%, il che ci consente di investire in settori come Demand Manager (la soluzione di header bidding costruita sul codice open-source Prebid, ndr) e video che guideranno la crescita negli anni futuri”.

Programmatic più trasparente, il progetto di MediaMath insieme a Rubicon Project

Una supply chain che funzioni meglio a beneficio dell’intero mercato. Con questo obiettivo, MediaMath ha siglato un accordo con Rubicon Project, che vedrà le due società impegnate nella realizzazione di un’infrastruttura di erogazione di pubblicità in programmatic diretta e trasparente. Tra i partecipanti al progetto, attualmente in fase beta, c’è anche Havas.

«L’attuale catena del valore media danneggia inserzionisti, editori e consumatori – spiega Joe Zawadzki, Founder & CEO di MediaMath -. Stiamo compiendo i primi passi per produrre un cambiamento necessario, attraverso un accordo con Rubicon Project e Havas. Un’ecosistema più affidabile e addressable, con i giusti valori e proposizioni, verrà solo dal lavoro congiunto di un’alleanza unita e motivata di aziende e agenzie di punta, insieme ai giusti editori e società tecnologiche».

MediaMath si è alleata con Rubicon Project con l’intenzione di creare una supply chain più trasparente attraverso un’alleanza di agenzie, brand, società tecnologiche e publisher capace di offrire soluzioni sostenibili a lungo termine tra cui trasparenza sulle fee end-to-end, connessioni dirette tra compratori e venditori e la disponibilità di inventory visibili, libere da frodi e sicure per i brand.

«Lavorando insieme – commenta Michael Barrett, CEO di Rubicon Project -, ci auguriamo di capeggiare il mercato nella rimozione di cattivi attori ed etichette negative, attraverso una supply chain ottimizzata e addressable. Modernizzare il modus operandi della catena del valore avrà un impatto benefico sull’intero ecosistema».

«Havas è entusiasta di essere parte di questo movimento che apre la strada a un’offerta pulita e di alta qualità, e crea soluzioni da cui potranno trarre vantaggio tutti gli attori del mercato», aggiunge Andrew Goode, Executive Vice President, Head of Programmatic, Havas Media Group.

Semplicità e controllo nell’uso dell’header bidding: Rubicon Project lancia Demand Manager

Rubicon Project arricchisce la sua offerta con il rilascio in versione beta privata di Demand Manager. Demand Manager è un nuovo servizio dedicato ai grandi publisher, che semplifica l’implementazione, la configurazione e l’ottimizzazione delle soluzioni di header bidding basate su Prebid. Tra i primi clienti ad integrarlo nelle loro attività operative quotidiane ci sono Discovery Communications, Publishers Clearing House, AutoTrader, Southern Cross Austereo e Domain.

“Grazie a Demand Manager – spiega Rubicon Project in una nota -, i team che si occupano di monetizzazione per i publisher possono riprendersi il controllo delle proprie attività programmatiche con strumenti che consentono loro di prendere decisioni rapide e informate volte a incrementare i ricavi. Poiché la soluzione si basa su Prebid, lo standard tecnologico globale per l’header bidding open source, il servizio è trasparente, flessibile e pronto a connettersi con oltre 70 exchange e SSP. Rubicon Project supporta gli utenti di Demand Manager ospitando e aggiornando il codice Prebid e fornendo competenze tecniche e di gestione dei rendimenti su base costante”.

L’ascesa dell’header bidding ha prodotto per gli editori ricavi più alti per i publisher e per i buyer un maggiore accesso alle inventory, ma d’altro canto ha reso più complesso il mercato. Nel 2017, Rubicon Project è stato tra i cofondatori di Prebid.org, Inc. con l’obiettivo di promuovere soluzioni guidate dalla community per affrontare le nuove sfide del mercato. Benché oggi centinaia dei principali publisher al mondo si affidino a Prebid, essi sono ancora costretti a sacrificare tempo, impegno e soldi per combattere quotidianamente con le complessità tecniche di questo strumento.

«Man mano che Prebid aumentava a livello globale, diventava chiaro che i publisher dovevano dedicare molto tempo e risorse per adattarlo alle loro esigenze, il che era insostenibile oltre che inutile – ha affermato Tom Kershaw, Chief Technology Officer di Rubicon Project -. Con Demand Manager, invece, c’è l’opportunità di combinare la trasparenza e la flessibilità dell’open source con un servizio “chiavi in mano” che consente ai publisher di riprendersi il controllo, così da non dover fare affidamento su di noi o su altri per portare avanti il proprio business».

«L’implementazione di Demand Manager ci ha fatto registrare immediatamente un aumento a due cifre dei nostri ricavi – ha affermato Matt Burgess, Business Development & Programmatic Partnerships, Publishers Clearing House -. Questa soluzione ci consente di ridurre le latenze della pagina e di migliorare la nostra esperienza utente, ma la vera rivoluzione è la facilità con cui possiamo eseguire transazioni con tutti i nostri partner».

«Siamo entusiasti di poter sfruttare questo nuovo servizio di Rubicon Project – ha affermato Bill Murray, Vicepresidente, Programmatic Solutions, Discovery Inc. -. Gli strumenti e il supporto forniti da Demand Manager ci consentono di accedere facilmente a dati dall’immediato valore pratico e ci permettono al contempo di operare in un contesto trasparente».

Tra le funzioni chiave di Demand Manager ci sono: analytics universali sulle performance e interfacce utente per la configurazione che consentono ai publisher di monitorare e ottimizzare la demand in tutte le fonti di demand; l’integrazione con il marketplace di Rubicon Project in tutti i tipi di deal, garantendo un’integrazione perfetta con i deal in private marketplace e guaranteed; e competenze tecniche e di gestione dei rendimenti dedicate, tra cui supporto a livello di implementazione, configurazione, hosting e gestione dei rendimenti.

Lo strumento è l’ultima novità che va ad arricchire l’offerta di soluzioni di monetizzazione di Rubicon Project. La società, che nei primi tre mesi del 2019 ha visto aumentare i propri ricavi del 30%, complici soprattutto le performance in ambito mobile e video, è in costante ampliamento, sia da un punto di vista di servizi che di organico. Nel team italiano, guidato dalla Managing Director Italia, Spagna e MENA Sara Buluggiu, è recentemente entrata una nuova Account Manager Buyer, Chiara Bruni.

Rubicon Project, fatturato a +30% nel primo trimestre

Rubicon Project ha pubblicato i risultati finanziari relativi al primo trimestre. I ricavi della piattaforma sono saliti del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, a quota 32,4 milioni di dollari.

Motore della crescita è stato il segmento mobile, il quale ha registrato +63% tra gennaio e marzo e ora rappresenta il 53% del fatturato complessivo. Grandemente inferiore il tasso di crescita del desktop: +6% nello stesso periodo. Inoltre, si legge nella nota dedicata agli investitori, i ricavi dalla pubblicità video sono quasi raddoppiati.

In miglioramento l’Adjusted Ebitda, Rubicon Project ha infatti ridotto la perdita a 0,1 milioni di dollari; nel primo trimestre del 2018 era di 14,2 milioni. La piattaforma prevede un Adjusted Ebitda sensibilmente positivo nel prossimo trimestre.

Le perdite nette sono state pari a 12,5 milioni di dollari, nettamente inferiori ai 27,8 milioni messi a bilancio nello stesso periodo dello scorso anno. La società proietta ora un’ulteriore crescita del fatturato nel prossimo trimestre, compresa tra il 20% e il 25%.

“Nel primo trimestre, abbiamo ottenuto una forte crescita dei ricavi anno su anno e raggiunto essenzialmente un pareggio dell’Adjusted Ebitda nel nostro trimestre stagionalmente più lento”, ha dichiarato Michael G. Barrett, Presidente e CEO di Rubicon Project, “Le nostre robuste prestazioni sono state rese possibili dalla continua crescita della quota di mercato nel video e dalla forte posizione competitiva in un periodo in cui i compratori continuano a ridurre il numero di exchange con cui lavorano. Il nostro successo è un diretto risultato delle numerose azioni intraprese negli ultimi due anni e ci aspettiamo che il nostro business beneficerà ulteriormente dagli investimenti che faremo nel lato vendita del nostro business nel 2019”.

[Videointervista] Buluggiu (Rubicon Project) a Programmatic Day 2019: «Semplifichiamo la complessità del programmatic»

Sara Buluggiu, Managing Director Italia, Spagna e MENA di Rubicon Project, ha raccontato nel corso del suo intervento a Programmatic Day 2019 gli sforzi della società per “rendere semplice la complessità” dell’attuale panorama della pubblicità programmatica, in particolare con il notevole contributo offerto alla diffusione dell’header bidding e con alle sue soluzioni evolute di SPO (Supply Path Optimization).

Nel corso del suo intervento, la manager ha poi tratteggiato le possibili linee di sviluppo del settore delle tecnologie pubblicitarie nei prossimi anni, preconizzando uno sfoltimento della pletora di operatori del mercato.

Guarda la videointervista a Sara Buluggiu, Managing Director Italia, Spagna e MENA di Rubicon Project, a margine del suo intervento a Programmatic Day 2019:

Programmatic, la nuova parola d’ordine è “qualità”

Dopo alcuni anni di crescita rapida e “tumultuosa”, il programmatic advertising sta acquisendo una nuova maturità e questo porta aziende ed editori a dover approcciare il settore in modo più strutturato ed evoluto sfruttando tutte le opportunità fornite dalla tecnologia, dai formati e dalla multimedialità. Il tema, sotto angolazioni differenti, è stato approfondito dagli interventi di Evolution Adv, Tradelab, Teads e Rubicon Project al Programmatic Day 2019.

Rubicon Project: il programmatic è “maggiorenne”

Di programmatic «maggiorenne» ha parlato Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project. La manager ha raccontato gli sforzi della società per rendere “semplice la complessità” dell’attuale panorama del Programmatic, in particolare con il contributo offerto alla diffusione dell’header bidding allo sviluppo della Supply Path Optimization. Buluggiu ha poi tratteggiato le possibili linee di sviluppo dell’ad tech nei prossimi anni, prevedendo l’affermazione del “Programmatic Open Source” e il superamento dei walled garden che attualmente dominano lo scenario digitale.

«Nell’evoluzione del programmatic advertising è importante garantire un traffico umano e scegliere bene i propri partner. Per Rubicon Project il 2018 è stato un anno di grande collaborazione. Siamo passati al first price in header bidding ed è stato l’anno della trasparenza per l’introduzione del Gdpr. E’ stato introdotto il concetto di Universal ID e la Demand manager, un’interfaccia che semplifica i processi che stanno dietro alla complicazione della tecnologia che sta alla base del programmatic», spiega Buluggiu.

Sara Buluggiu
Sara Buluggiu

Teads: qualità in 4 step

Nello speech “Programmatic Match: strategie di qualità in 4 step”, Luca Aiello, Head of Business Development di Teads Italia, e Giuseppe Brugnone, Senior Digital Marketing Manager di Lego, hanno sviscerato i quattro punti strategici attraverso cui si snoda una strategia qualitativa nell’advertising online, spaziando tra creatività, audience, erogazione e analisi, anche attraverso l’esempio concreto del lavoro svolto dalla società specializzata in soluzioni per l’advertising online con l’iconico brand di giocattoli.

«Una campagna di successo dovrebbe essere strutturata in quattro step ben definiti. Si parte con una prima fase di valutazioni in cui le tecnologie vengono impiegate per avere insight, per passare poi alla comprensione di come realizzare la creatività, puntando su elementi interattivi. Si passa poi all’erogazione che deve essere effettuata tramite inventory safe e viewable, oltre che libere da frodi, e, infine, analizzare i risultati con una reportistica dettagliata. Teads accompagna, in questo, i clienti in ogni passaggio grazie a soluzioni come Creative Lab, Brand Pulse, Teads Studio e Teads Ad Manager», spiega Aiello.

Tradelab e il controllo dell’ad tech

Gaetano Polignano, Country Manager Italia del trading desk indipendente Tradelab, ha invece approfondito il percorso che le aziende devono compiere per «riprendere il controllo dell’ad tech», superando le più comuni difficoltà tecnologiche e organizzative. Un percorso che, ha spiegato Polignano, passa per vari step: innanzitutto selezionare le proprie stack tecnologiche sulla base delle proprie esigenze e costruire le proprie competenze in collaborazione con i propri partner, quindi razionalizzare i propri canali e mettere in atto strategie audience-centric, in particolare imparando a creare sinergie tra i dati di prima e terza parte. Si deve poi innovare per garantirsi un vantaggio, specialmente nel campo della valutazione dei diversi touch point e farsi accompagnare dai giusti partner per ottimizzare il proprio ecosistema digitale.

Gaetano Polignano
Gaetano Polignano

«Il rapporto tra brand e agenzie nella gestione dell’ad tech si sta evolvendo profondamente e si aprono nuove sfide del panorama globale del programmatic. P&G ha lavorato con 6.000 agenzie in tutto il mondo. Sono state ridotte a 2500 e ora le ridurranno ancora per avere un rapporto più stretto con i consumatori e con le proprie properties. Ci sono 7000 aziende adtech disponibili oggi. Per gli inserzionisti è difficile capire chi scegliere e giudicare i partner e capire se si è intrapreso il percorso giusto. Inoltre, gli editori affrontano problematiche sia tecnolgoche che organizzative. La sfida per i publisher è riuscire a integrate tutto e ottimizzare il proprio sistema digitale. Noi operatori dobbiamo essere dei partner per i clienti e non dei fornitori, essere trasparenti e consulenziali ed essere sempre alla conoscenza delle nuove tecnologie. Inoltre, dobbiamo avere l’integrazione di tutte le varie parti per avere pianificazioni di un certo livello», ha spiegato il manager.

Evolution ADV: la ricerca di un nuovo equilibrio

Ha, infine, ruotato attorno al concetto di “qualità” l’intervento al Programmatic Day di Francesco Apicella. Secondo il co-Founder di Evolution ADV, concessionaria indipendente di pubblicità online, il punto di arrivo è un nuovo equilibrio tra le esigenze della domanda (brand e agenzie) e dell’offerta (editori e concessionarie), fondato sulla “qualità al giusto prezzo”.

Francesco Apicella e Michele Carbonara
Francesco Apicella e Michele Carbonara

«Il programmatic ha un potere di dettaglio tale che permette di dire dove va a finire il budget investito nelle campagne. Purtroppo però a volte non è sempre così e si apre la necessità di proporre qualità a un costo giusto. La nostra concessionaria seleziona, per questo, editori di qualità a cui chiediamo di dare spazio a un minor numero di bunner sulle loro properties, mettendone di più qualitativi. Inoltre, grazie all’header bidding si premia l’interesse e la qualità dell’inventory con il giusto prezzo. La tecnologia Optiload ci permette di mostrare i banner quando sono in focus con l’utente e quando è il momento giusto».

L’intervento di Evolution ha costituito l’occasione anche per presentare ufficialmente Michele Carbonara, che si è unito al team della concessionaria come Sales Director: «Evolution ADV arriva da due anni di crescita e prevede una chiusura del 2019 tra i 7 e i 10 milioni. Nel primo trimestre abbiamo superato i 2 milioni».

Verizon Media, sulla DSP arriva il Digital Out of Home, grazie a un accordo con Rubicon Project

Verizon Media ha annunciato oggi l’arrivo dell’inventory Digital Out-of-Home sulla sua DSP. Una novità grazie alla quale i clienti della società potranno scegliere di erogare campagne sugli schermi digitali di luoghi pubblici.

In particolare, chi utilizza la DSP della società potrà mostrare le proprie campagne sugli schermi di fermate di bus e metropolitane, spazi aeroportuali, palestre, bar, billboard a bordo strada, ascensori e altri spazi. Al momento, l’inventory è disponibile solo in USA, UK, Canada e Olanda, grazie a un accordo con Rubicon Project che consente l’accesso alle piattaforme di Clear Channel Outdoor, Lamar, Zoom Media, Captivate, Hivestack e Broadsign. Ma Verizon Media conta di ampliare le disponibilità a livello globale nel corso di quest’anno, grazie a integrazioni con altre società come Vistar Media.

Anche per gli spazi DOOH saranno utilizzabili le opzioni di targeting messe a disposizione dalla DSP di Verizon Media, che consentono di segmentare il pubblico per localizzazione, condizioni meteo, momento della giornata, caratteristiche demografiche e interessi, grazie alla varietà dei suoi dati unici.

«L’interesse nei confronti del DOOH sta crescendo, e sappiamo che i consumatori vogliono connettersi con i brand attraverso vari canali prima dell’acquisto – spiega Jeff Lucas, Head of North American Sales and Global Client Solutions di Verizon Media -. Grazie al più diversificato set di fonti di dati, Verizon Media sta costruendo un punto di accesso impareggiabile ad inventory esclusive, per aiutare gli inserzionisti a coinvolgere le loro audience su canali premium e rilevanti in maniera scalabile».

Per Verizon Media – che recentemente ha annunciato di voler spegnere il proprio ad server come parte di una revisione strategica del proprio business – si tratta di un ulteriore arricchimento dell’offerta della DSP, dopo l’apertura della piattaforma alle inventory audio a novembre, sempre grazie a un accordo con Rubicon Project.

Rubicon Project: «Il mercato punta a replicare il modello della reservation nel Programmatic»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Secondo gli ultimi dati del Politecnico di Milano, nel 2018 la pubblicità automatizzata in Italia ha raggiunto un valore di 482 milioni di euro, in aumento del 18% sull’anno precedente. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project. Ecco cosa ci ha risposto.

Sara, come si caratterizza oggi il mercato del Programmatic Advertising in Italia?

«Una delle principali peculiarità nel nostro Paese è che si sta cercando di replicare il modello della reservation nel Programmatic con vari tentativi. Attualmente la risposta migliore che è stata individuata è il Programmatic Guaranteed. Ma non è detto che questa sia la soluzione che poi vincerà a lungo termine».

Come evolverà la vostra offerta quest’anno?

«Il 2018 è stato sfidante, in quanto è stato l’anno delle grandi integrazioni nel nostro Paese, che fossero Prebid.js o l’integrazione di DFP all’interno di Exchange Bidder. Un anno di grande lavoro ma anche di grandi soddisfazioni, in quanto abbiamo visto account tornare a crescere in maniera positiva. Per il 2019 contiamo che queste integrazioni diano appieno i loro frutti, portandoci anche ad avere più inventory video tramite Exchange Bidder di Google».


Rubicon Project sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

Programmatic Day, manca poco all’appuntamento. Scopri l’agenda dell’evento (parte 1)

Ci siamo: mancano pochi giorni all’edizione 2019 del Programmatic Day, l’evento di riferimento in Italia per chi vuole conoscere e scoprire tendenze e novità nell’ambito del Programmatic Advertising e delle novità tecnologiche legate al mondo della pubblicità.

L’appuntamento è all’Auditorium IULM di Milano, in via Carlo Bo, mercoledì 11 aprile. Mentre invitiamo a iscriversi chi non l’avesse già fatto (abbiamo già raggiunto quota 1500 registrazioni per questa edizione, che promette di essere come sempre molto seguita) iniziamo a scaldare i motori entrando nel dettaglio del programma, partendo dall’agenda della prima parte della giornata.

Per partire, vedremo “che aria tira” nelle percezioni degli operatori del mercato pubblicitario attorno ai temi del digital advertising e dell’ad tech. Stiamo raccogliendo gli ultimi dati per l’edizione 2019/1 di YourSight, la ricerca congiunta di Engage e Human Highway che due volte all’anno costruisce una visione d’insieme su cosa sta succedendo e cosa si prevede che accadrà nel campo della comunicazione online.

Se lo desideri, puoi dare il tuo contributo compilando questo questionario.

I risultati dello studio saranno presentati in apertura di evento (ore 9:00) da Giacomo Fusina, Ceo di Human Highway, e saranno discussi nel primo panel della giornata che coinvolgerà Davide Fiorentini (Manager, Demand Sales di FreeWheel Italia) e Massimo Pattano (Marketing Manager di 4w MarketPlace).

James Prudhomme, Executive Vice President International di Index Exchange, sarà invece il protagonista del primo speech della giornata (9:25). Ogni anno, il Programmatic Day è vetrina di una novità per il nostro mercato, e stavolta tocca a questo importante marketplace canadese, che ha appena aperto un ufficio a Milano e parteciperà per la prima volta a un evento pubblico nel nostro Paese, condividendo la sua visione circa le nuove frontiere della monetizzazione pubblicitaria.

Il palinsesto del Programmatic Day 2019 darà ampio spazio ai temi del mobile, ambito da cui passano gran parte delle aspettative del mercato pubblicitario per l’uso intensivo che gli utenti fanno dello smartphone e per i margini di crescita in ambito ecommerce e proximity. Diversi e ricchi di spunti gli interventi dedicati: limitandoci alla prima parte della giornata Nicolò Palestino, Country Manager Italy di Widespace, spiegherà come districarsi tra le possibili strategie data-driven (9:45); mentre Stefania Giovinazzo, Account Director Italy e Stefano Guidi, Business Development Manager di Sublime illustreranno come realizzare campagne mobile che uniscono creatività ed efficacia (11:50).

Dopo i primi anni di crescita rapida e per certi versi “incontrollata”, il Programmatic sta acquisendo una certa maturità, e questo porta a dover approcciare il settore in modo più strutturato ed evoluto sfruttando tutte le opportunità fornite dalla tecnologia, dai formati e dalla multimedialità. Di questo parleranno sotto prospettive diverse Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project, che descriverà le caratteristiche salienti di un mercato del programmatic diventato “maggiorenne” (10:05); Luca Aiello, Head of Business Development di Teads Italia, che nello speech “Programmatic Match: strategie di qualità in 4 step” (10:25) sarà accompagnato da un brand tanto importante quanto universalmente conosciuto; Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab Italia, che spiegherà come le aziende possano progressivamente prendere un maggior controllo sulle strategie dell’ad tech; e Francesco Apicella, Co-Founder di Evolution ADV, che ci aiuterà a tracciare i contorni di una nuova prospettiva di “qualità” nel Programmatic a beneficio degli editori (12:10).

Dati, KPI e Performance sono senz’altro tre parole chiave dell’edizione 2019 del Programmatic Day: approfondiremo ulteriormente questi punti in un panel apposito (11:25) con Greta Gilardi, Sales Director di Viralize; Elisa Lupo, Director Italy di IAS; Enrico Quaroni, VP of Global Sales di Fanplayr; Gino Ruli, Programmatic Sales Director di Ogury Italia e Domenico Pascuzzi, Direttore National Marketing BU Large Account di Italiaonline.

Non mancheranno poi interventi dedicati a due ambiti emergenti: l’audio, un settore di cui si stanno letteralmente riscrivendo le regole sotto la spinta del digitale e delle tecnologie, come spiegherà Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo (10:45); e l’intelligenza artificiale, che entra anche nel programmatic aprendo nuovi scenari non solo in fatto di targeting ma anche di personalizzazione del contenuto. A illustrare questo trend (12:30) sarà Julien Gardès, VP Southern Europe & Middle-East Africa di Adform, cui spetta il compito di chiudere la prima parte della giornata, prima del lunch break by Edimaker e della seconda parte dei lavori, di cui parleremo nei prossimi giorni… annunciando anche qualche sorpresa!

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