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Barrett, Rubicon Project: «Il grande tema del 2019? La partecipazione degli inserzionisti»

Oggi nella nostra rassegna: il tema chiave del 2019 secondo il CEO di Rubicon Project, lo smantellamento di una multimilionaria operazione di ad fraud in USA e l’ampliamento dell’accordo tra Amobee e Oracle sul fronte dati.

Michael Barrett, Rubicon Project: «Il grande tema del 2019 sarà la partecipazione degli inserzionisti»

«Sono accaduti più cambiamenti nei passati 18-24 mesi nel business che negli ultimi 5 anni. Quella velocità continua», ha risposto il CEO di Rubicon Project Michael Barrett, a cui è stato chiesto dove sarà la sua società tra un anno. Secondo il manager, «Il grande tema del 2019 sarà la partecipazione degli inserzionisti. Non molto tempo fa, il nostro solo contatto col lato domanda erano le DSP. Poi sono diventate le DSP e le agenzie. Ora sono le DSP, le agenzie e gli inserzionisti. Questi ultimi spingeranno per una maggiore trasparenza, perché sono loro a mettere i soldi. Tra un anno esatto, parleremo di una dozzina di inserzionisti che raccoglieranno dati in maniera diretta [dagli exchange] e adatteranno le strategie sulla base delle fee tecnologiche coinvolte». Leggi di più su AdExchanger.

In USA smantellata un’operazione di ad fraud da oltre 30 milioni di dollari

Il Dipartimento di Giustizia americano ha incriminato sei russi e due kazaki per il loro coinvolgimento in un’operazione di ad fraud del valore di oltre 30 milioni di dollari. L’accusa nasce da un’indagine pluriennale su due gruppi di cybercriminalità, che adesso dovranno rispondere di frode informatica, violazione di computer, furto di identità aggravato e riciclaggio di denaro. Fino ad ora, degli otto imputati, solo tre sono stati arrestati, mentre gli altri sono in libertà. L’indagine ha visto la collaborazione di vari player del mercato digitale, tra cui Google, White Ops, Microsoft e MediaMath. Leggi di più su AdWeek.

Amobee estende la collaborazione con Oracle Data Cloud

La società di marketing technology Amobee ha annunciato di avere ampliato la sua collaborazione con Oracle Data Cloud per l’attivazione di dati terzi su piattaforme programmatiche e social. L’accordo è volto ad ottimizzare le decisioni di pianificazione cross-canale ed a ridurre lo spreco di investimenti pubblicitari, offrendo agli inserzionisti accesso ai segmenti di dati di Oracle relativi agli acquisti offline. In ultima istanza, dichiara Amobee, l’ampliata collaborazione consentirà ai brand di erogare messaggi coerenti e misurabili ai loro consumatori. Leggi di più su The Drum.

Il futuro del digital? Passerà da header bidding, evoluzione del dato e blockchain

Formare e informare, offrendo la propria personale visione del mercato ad tech e della sua evoluzione. Con questo obiettivo, Rubicon Project ha organizzato nei giorni scorsi a Milano il Milan Seller Exchange 2018, un incontro dedicato alla industry “lato offerta” della pubblicità digitale, e che per la prima volta ha riunito a livello internazionale player italiani, spagnoli e dell’area MENA.

«Il nostro obiettivo, con eventi come questo, è riuscire a fare il punto sulla situazione del mercato con i nostri partner, e condividere con loro la nostra visione del mercato attuale e di quelli che saranno i suoi prossimi trend – spiega a Programmatic Italia Sara Buluggiu, managing director Italy, Spain e MENA di Rubicon Project -. Quest’anno siamo molto soddisfatti perché l’evento prende un respiro internazionale: pensiamo sia molto importante mettere nella stessa stanza varie realtà affini di Paesi diversi».

E ad alternarsi sul palco dell’evento sono stati non solo manager – italiani e internazionali – della società, ma anche numerosi ospiti. Tanti i temi toccati, dallo scenario del mercato ai consigli sui contenuti di successo per colpire determinati target, dallo stato degli exchange ai prossimi sviluppi dell’header bidding, dagli effetti del GDPR a 5 mesi dalla sua definitiva entrata in vigore alla visione del mercato lato buyer e lato seller.

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Tom Kershaw all’evento di Rubicon Project

Ospite d’eccezione dell’incontro, il CTO di Rubicon Project Tom Kershaw, che ha fornito una sua personale visione del futuro del digitale. Un mercato destinato ad evolvere profondamente da qui a 7 anni, complici l’effetto blockchain, un uso più avanzato dei dati e l’apporto dell’header bidding, che ormai è diventato uno standard.

«La blockchain avrà importanti effetti sulla pubblicità digitale, migliorerà l’efficienza, le infrastrutture di lavoro, la trasparenza e le discrepanze in termini di billing», e non a caso Rubicon Project sta lavorando su vari progetti che vedranno la luce nel 2019 e che utilizzeranno questa tecnologia a favore di un servizio ai clienti più efficace ed efficiente, che coinvolgerà gli ambiti della trasparenza, dei pagamenti in tempo reale, dei micropagamenti, della viewability e dell’identity. Sul fronte dati, fondamentale sarà invece il tema dell’identity mapping, con la necessità di avere dei data model capaci di fornire una visione più completa dell’utente, laddove i cookie verranno progressivamente abbandonati come strumenti di targeting a favore di un utilizzo più forte dell’AI e di modelli predittivi.

Allo stesso modo, cambierà anche la user experience: «Le aziende avranno necessità di adattarsi a un nuovo modello di erogazione del contenuto – ha spiegato Kershaw -, si sta infatti passando da un paradigma basato sulla ricerca e sulla scoperta, ad un altro in cui non sono gli utenti a cercare i contenuti ma il contrario». Ed evolveranno anche i formati, «a favore di un ampliamento dell’uso del video, e di altre innovazioni come la realtà virtuale».

Non a caso il video, che tra l’altro è ancora uno dei driver di crescita di Rubicon Project come è emerso dall’ultima trimestrale, continuerà ad essere uno dei principali focus della società anche nel prossimo futuro, come ci ha spiegato il CTO a margine dell’evento: «Nel prossimo futuro ci concentreremo soprattutto su tre aspetti: il video, mirando a consentire ai nostri clienti di sfruttarne il potenziale su più mezzi attraverso format innovativi; l’header bidding, per cui abbiamo appena lanciato la nostra offerta managed; e i private marketplace».

Rubicon Project: il Q3 2018 supera le aspettative, trainato da audio, video e mobile

Trimestrale sopra le aspettative per Rubicon Project.

La società di ad tech ha pubblicato i suoi dati finanziari relativi al terzo trimestre 2018, rivelando un trend del giro d’affari ancora in calo anno su anno (-15%) ma in crescita del 4% sui tre mesi precedenti, a quota 29,7 milioni di dollari. Anche la spesa pubblicitaria è aumentata in un anno: +24%, trainata soprattutto dal programmatic video e dalla pubblicità audio. Bene anche la spesa mobile, in aumento anno su anno del 45% e giunta a rappresentare il 55% del totale investimenti gestiti; quella desktop è cresciuta nell’anno del 6%.

Risultati che fanno ben sperare per il prossimo trimestre. La società si aspetta di registrare una crescita dei ricavi nel Q4 2018 del 20% anno su anno, e un aumento della spesa adv – nello stesso periodo – di circa il 20%.

Il cosiddetto “take rate“, una metrica di performance calcolata dividendo il fatturato per la spesa pubblicitaria, è cresciuto fino a raggiungere il 12,3% nel terzo trimestre, e si stima possa arrivare al 13% nel quarto trimestre.

«Siamo felici di comunicare un’accelerazione dell’aumento della spesa pubblicitaria in questo trimestre, e ci aspettiamo una crescita del fatturato anno su anno di oltre il 20% nel Q4. Video, audio e mobile, collegati a una crescita del desktop, ci stanno aiutando ad iniziare a generare un aumento complessivo della quota di mercato – commenta il Presidente e CEO di Rubicon Project Michael G. Barrett -. Il nostro robusto focus sulla trasparenza e la qualità dell’inventory, insieme a una forte proposizione come exchange indipendente diversificato e di punta, ci mette nella posizione per una crescita continuativa e per migliori performance finanziarie con le leve positive che abbiamo nel nostro business».

Rubicon Project al Dmexco: focus sull’header bidding “server-side”

Sono oltre 220 i meeting previsti nello stand di Rubicon Project al Dmexco, il più grande evento europeo sulla comunicazione digitale in corso di svolgimento a Colonia. Un fitto calendario di appuntamenti e networking per far fronte al quale l’exchange globale dell’advertising ha deciso di essere presente in forze, con oltre 40 membri dello staff in loco.

Tra questi c’è anche Sara Buluggiu. «Mi sembra un’edizione meno affollata delle precedenti, ma la qualità dei partecipanti è molto alta. Stiamo avendo un ottimo riscontro dai nostri appuntamenti», ci ha raccontato la managing director Italy, Spain e MENA dell’azienda.

Le “buzzword” di quest’anno in ambito ad tech? A Colonia sembrano essere le tematiche connesse al GDPR. «Cloud, conservazione e sicurezza dei dati, transparency sono sulla bocca di tutti – ci dice Sara Buluggiu -. Per quanto ci riguarda però il tema è l’header bidding, che sempre più editori vogliono adottare e maneggiare. Noi stiamo spingendo la nostra nuova soluzione “server-side”.

Grazie a questa tecnologia, le aste “parallele” per accedere all’inventory si svolgono su un server ospitato da Rubicon Project e non su quello dell’editore, alleggerendone l’attività ed eliminando i rischi di latenza che l’header bidding “tradizionale” può comportare».

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Sara Buluggiu

Tra le conseguenze della sempre maggiore adozione di soluzioni di header bidding da parte degli editori per monetizzare al meglio le proprie property, c’è anche la transizione del mercato del programmatic advertising da un modello basato sulle aste “second-price” a quelle “first-price”, in cui il prezzo della bid vincente è anche quello che viene effettivamente pagato, e che secondo i suoi sostenitori risolverebbe alcuni problemi dell’header bidding, oltre a offrire più trasparenza in termini di valore della compravendita per entrambe le parti.

«C’è però la possibilità – avverte Sara Buluggiu – che le inventory siano scambiate a un prezzo non adeguato rispetto al loro reale valore. Per risolvere il problema stiamo lanciando un nuovo prodotto, “EMR”. Si tratta di un protocollo basato su intelligenza artificiale che serve a “calmierare” l’asta in first-price, in modo che il prezzo dell’impression venga parametrato a un range corretto di mercato, evitando esagerazioni».

Mindshare, via al primo prototipo di utilizzo della blockchain nel Programmatic

Poco meno di un anno fa, Mindshare aveva siglato un accordo con la società di Singapore Zilliqa, in virtù del quale l’agenzia media avrebbe potuto testare la tecnologia blockchain della piattaforma per affrontare alcune importanti sfide relative ai processi di acquisto pubblicitario, come la pubblicità contestuale in relazione alle fake news, e sviluppare progetti strategici sulla data privacy.

Adesso, la centrale di GroupM ha annunciato il frutto di quella partnership: un primo prototipo per un’alleanza che vedrà diverse società utilizzare la blockchain nell’ambito della pubblicità in programmatic.

Il prototipo ha già un nome, “Project Proton“, e i suoi primi partner: MediaMath, Integral Ad Science e Rubicon Project. Costruito utilizzando la piattaforma blockchain di Zilliqa, il progetto è volto a creare un sistema di contratti intelligente per il mercato del programmatic, consentendo a tutti i player della catena del valore di avere maggiore trasparenza sui processi di compravendita.

«Ci sono molte richieste e speculazioni sull’applicabilità della tecnologia [blockchain] al nostro business. Project Proton è disegnato per metterla alla prova, in particolare nella costruzione del protocollo di consenso e nella gestione di alte capacità di trasmissione», ha dichiarato Gowthaman Ragothaman, chief development officer AMENA di Mindshare.

L’obiettivo di questo prototipo è quello infatti di testare l’applicabilità della tecnologia blockchain nella pubblicità automatizzata, un settore che prevede una lunga filiera e il coinvolgimento, per ogni operazione di compravendita di un annuncio, di diversi operatori. Non per niente, nell’alleanza lanciata da Mindshare possono trovare spazio varie tipologie di player del mercato: aziende, agenzie, DSP, SSP, DMP, trading desk, società di misurazioni indipendenti ed editori, e la centrale media non esclude la possibilità di coinvolgere anche opinion leader ed esperti della industry, se necessario.

I risultati dei primi test – secondo quanto dichiara Mindshare in una nota – dovrebbero essere pronti prima della fine dell’anno.

Rubicon Project, ricavi in calo del 33% nel Q2. Ma sulla piattaforma cresce la spesa pubblicitaria

Rubicon Project ha comunicato i risultati finanziari riguardanti il secondo trimestre.

Da aprile a giugno, i ricavi sono calati del 33% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a quota 28,6 milioni di dollari; se raffrontato con il trimestre precedente, il dato segno però una crescita del 15%. Nei prossimi tre mesi, la società ad-tech si aspetta di registrare entrate flat o in leggero aumento in termini congiunturali.

Il take rate, ossia la tariffa richiesta ai clienti sulle transazioni effettuate sulla piattaforma, è calato dal 21% del 2017 a 12,1% e, secondo quanto riporta il bilancio, dovrebbe restare invariato o aumentare lievemente nel terzo trimestre. Positivo l’andamento della spesa pubblicitaria sulla piattaforma, che anno su anno ha segnato +16% ed è prevista in aumento di oltre il 20% nel terzo trimestre. A trainare questa crescita sono stati il programmatic audio e video.

Nel Q2 la spesa in annunci mobile è incrementata del 40% anno su anno e rappresenta ora poco più del 50% della spesa pubblicitaria totale. Rubicon Project ha inoltre comunicato di aver superato le mille connessioni in header bidding, modalità di transazione che è arrivata a costituire 77% dei ricavi complessivi.

Le perdite della struttura, infine, sono state di 18 milioni di dollari, una cifra maggiore se paragonata agli 11,6 milioni dello stesso periodo dell’anno corso.

“Evidenziamo con piacere che la crescita della spesa pubblicitaria sta accelerando nel corso di questo trimestre e crediamo che ciò sia direttamente correlato alle azioni strategiche e agli investimenti compiuti a favore della nostra piattaforma anno dopo anno. Video, audio e mobile continuano a imprimere un’espansione forte, differenziandoci da molti altri operatori del settore”, ha dichiarato Michael G. Barrett, President and CEO of Rubicon Project, “Il consolidamento dell’industria sta guadagnando slancio e continuamo a credere che questo ci permetterà di posizionarci come principale exchange indipendente. La spesa pubblicitaria sempre maggiore ci dà maggiore fiducia che raggiungeremo un adjusted EBITDA positivo nel quarto trimestre dell’anno”.

Acquisizioni in vista per MediaMath? Tra i nomi spunta quello di Rubicon Project

Oggi nella nostra rassegna parliamo di MediaMath, Netflix e di un nuovo accordo tra Snapchat e Nielsen.

Acquisizioni in vista per MediaMath? Tra i nomi spunta quello di Rubicon Project

MediaMath ha recentemente ottenuto un’importante iniezione di capitali, da utilizzare – anche – per possibili acquisizioni. E il mercato si è già scatenato su quali potrebbero essere le società più papabili per un eventuale acquisto da parte della società. Tra i vari, spunta anche il nome di Rubicon Project, SSP di pregio che potrebbe far gola a MediaMath (specializzata invece sul fronte domanda) per completare in chiave full stack la propria offerta. Leggi di più su AdExchanger.

Netflix top spender pubblicitario: raddoppiati gli investimenti nel 2018

Netflix non è ancora nell’arena pubblicitaria come editore (non ospitando pubblicità all’interno dei suoi contenuti) ma lo è già – ed anche ad alti livelli – come inserzionista. In un documento presentato all’americana Securities and Exchange Commission, l’azienda ha dichiarato di aver speso in marketing ben 527 milioni di dollari nel trimestre chiusosi il 30 giugno, e oltre un miliardo nel primo semestre di quest’anno. Entrambe le cifre costituiscono il doppio di quanto la società ha investito negli stessi periodi del 2017. Leggi di più su MediaPost.

Snapchat si rafforza sul targeting grazie a un accordo con Nielsen

Snapchat ha esteso la sua partnership con Nielsen sul fronte dati. I due player adesso offriranno agli inserzionisti la possibilità di effettuare acquisti pubblicitari ancora più targettizzati sulla base di dati offline. Ad esempio, un’azienda potrà utilizzare i dati di audience di Nielsen per raggiungere su Snapchat una persona che ha acquistato un rossetto in un negozio fisico. Il nuovo accordo mette a disposizione dei brand circa 30mila segmenti di audience. Al momento l’accordo è operativo solo sul mercato americano. Leggi di più su AdAge.

Rubicon Project, fatturato a 24,9 milioni di dollari nel primo trimestre, oltre le aspettative

Rubicon Project ha registrato ricavi pari a 24,9 milioni di dollari nel primo trimestre dell’anno, in calo del 46% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nonostante questo, il fatturato ha superato le stime (23 milioni) precedentemente formulate dalla società ad-tech.

Il bilancio relativo al periodo gennaio-marzo riporta un aumento della spesa pubblicitaria sulla piattaforma del 10% anno su anno, a 211 milioni, con un take rate a 11,8% e una perdita netta incrementata del 76% anno su anno, a 27,8 milioni.

Il programmatic audio e video sono stato i principali motori della crescita sia per la spesa pubblicitaria che per le entrate. L’EBITDA adjusted è stato di -14,2 milioni, nel primo trimestre del 2017 era positivo, a quota 1,1 milioni.

“La crescita della top line combinata con l’abbattimento dei costi ci hanno messo in carreggiata per raggiungere un EBITDA adjusted positivo nel quarto trimestre dell’anno”, ha dichiarato il Chief Executive, Michael Barrett.

Nel precedente trimestre, il fatturato di Rubicon Project ha segnato un calo del 57%. Questi risultati sono riconducibili anche all’annullamento delle tariffe lato acquisto sulla piattaforma, avvenuto a novembre, un’iniziativa che si inserisce nella politica della società orientata alla trasparenza.

Da tempo la società sta adottando una politica di razionalizzazione dei costi operativi, che ha previsto a gennaio licenziamenti di circa cento dipendenti.

Brand safety e tanta formazione, così il Programmatic continuerà a crescere

Il mercato del Programmatic cresce anche se con trend meno marcati rispetto a quelli degli anni scorsi. Il comparto, giunto evidentemente ad un livello ormai di maturità, come hanno messo in evidenza i dati presentati da Andrea Lamperti, in apertura della seconda giornata di Programmatic Day(s), si trova dunque oggi ad affondare sfide sino a poco tempo fa sconosciute.

E’ questo uno dei temi al centro della tavola rotonda di esperti che ha coinvolto Sara Buluggiu, Managing Director Italia, Spagna e MENA di Rubicon Project, Cristina Ughes, PM Precision Lead in Publicis Media Italy, e Simone Pepino, Sales Director di Ligatus.

«Brand safety e trasparenza, i clienti sono molto attenti a queste tematiche divenute d’attualità nell’ultimo anno», ha spiegato Simone Pepino. «Le aziende ci chiedono infatti spesso qual è la scelta migliore, tra Reservation e Programmatic, in relazione alla sicurezza dei loro investimenti. La nostra sfida, quindi, è raccogliere queste istanze e permettere così al mercato del Programmatic di continuare a crescere, tenero conto che la qualità non deve essere solo intesa solo come contenuto proposto dall’editore, ma anche come posizionamento della spazio pubblicitario che offriamo al mercato».

La frenata della crescita degli investimenti del Programmatic, che comunque dovrebbe porre fine al 2018 con un aumento del 20%, è, per Sara Buluggiu «un fattore positivo. Il mercato ha infatti bisogno, oggi più che mai, di tanta formazione, di conoscenza e, dunque, di professionisti preparati a raccogliere le sfide della pubblicità automatizzata: solo in questo modo il Programmatic potrà diventare ancora più autorevole».

La stabilizzazione della crescita del Programmatic, per Cristina Ughes, «era prevedibile e, dunque, attesa. Nessuno pensava che il mercato potesse aumentare ancora con trend a tre cifre o comunque di oltre il 30%, come avvenuto negli anni passati. Quel che è certo, lo vediamo tutti i giorni, è che il Programmatic è definitivamente entrato nei piani digitali delle aziende come modalità di buying. Il suo utilizzo è una prassi consolidata, naturalmente preso in considerazione e sposato dai clienti».

Non solo digital

L’evoluzione del Programmatic guarda oggi ad altri media, oltre al digitale. Un percorso ancora agli albori, per Sara Buluggiu, «considerando che, ad esempio per quanto riguarda le tv, mancano nel nostro paese le infrastrutture necessarie. La tv via cavo, condizione imprescindibile per lo sviluppo del Programmatic, è infatti ancora poco diffusa. Siamo all’inizio ma la strada è comunque segnata». Nei prossimi anni, dunque, anche grazie alla diffusione dei servizi di connettività, «la Programmatic tv sarà di certo una realtà sempre più consolidata».

Publicis Media, conferma Cristina Ughes, «si occupa già da tempo di digital out of home, la radio sta iniziando ora ad entrare nei piani marketing delle aziende, mentre la televisione sta arrivando». E’ una questione, dunque, solo di tempo.

 

 

Rubicon Project, fatturato a 155,5 milioni di dollari. Il CEO Barrett: «Riprenderemo a crescere a fine 2018»

Per Rubicon Project non è ancora tempo di festeggiare un bilancio positivo. La società ad tech ha ufficializzato i dati relativi alla sua quarta trimestrale 2017, che vede un calo del 57% del fatturato, a quota 31,4 milioni di dollari (l’anno prima erano 72,7 milioni), e perdite nette pari a 23,8 milioni. Nell’anno 2017 Rubicon Project ha invece totalizzato un giro d’affari di 155,5 milioni di dollari, in discesa del 44% anno su anno. La spesa pubblicitaria è invece cresciuta a doppia cifra, con un +11% nel trimestre e un +18% nell’anno complessivo.

Performance su cui potrebbe aver giocato un ruolo anche la decisione, presa all’inizio di novembre, di tagliare le fee lato-acquisto sulla piattaforma, un passo compiuto dalla società in nome di una maggiore trasparenza nell’ecosistema programmatico.

Ma nonostante i trend negativi, il player resta fiducioso su una prossima inversione di tendenza, che secondo quanto ha dichiarato il CEO Michael Barrett dovrebbe arrivare nell’ultimo trimestre di quest’anno.

Proprio con questo obiettivo, la società ha dato il via a una seria strategia di revisione dei costi, che ha previsto tra l’altro a gennaio il taglio di un centinaio di dipendenti: una mossa presa per ridurre le voci dei costi “generali e amministrativi” relativi alle attuali operazioni e che, secondo quanto riporta la testata The Drum citando un portavoce dell’azienda, avrebbe portato a un risparmio di oltre 100 milioni di dollari sul bilancio della compagnia.

In occasione della earning call, Barrett e il management della società hanno sottolineato anche alcune recenti novità in termini di offerta che potrebbero contribuire a una ripresa dei conti. Tra queste c’è ad esempio l’adozione del nuovo modello “first-price” per le aste in header bidding: una nuova modalità di assegnazione delle aste che, fornendo maggiore trasparenza, più possibilità di scelta per gli inserzionisti e una migliore monetizzazione per i venditori, dovrebbe secondo Rubicon attirare un maggior numero di clienti, sia “lato buy” che “lato sell”.

«Abbiamo compiuto passi significativi per rafforzare la nostra posizione finanziaria e competitiva durante e dopo questo quarto trimestre – ha dichiarato Barrett -. Mentre il nostro mercato si muove verso una fase di maggior consolidamento, noi continuiamo a primeggiare in termini di trasparenza, fiducia, supporto e tecnologia, il tutto con dei prezzi estremamente invitanti, per offrire risultati vincenti agli inserzionisti e crescite significative di ricavi ai nostri editori. Il 2017 è stato un anno in cui abbiamo investito fortemente per gettare le basi per una crescita dell’azienda e nel 2018 abbiamo cominciato a compiere importanti passi per ridurre i nostri costi operativi e i flussi di cassa. Il risultato della recente crescita a doppia cifra della spesa pubblicitaria, insieme alle nuove riduzioni dei costi, sono destinati a darci più forza a livello finanziario e a rendere il nostro margine operativo lordo positivo nel quarto trimestre del 2018».

Riduzione dei costi a parte, un ruolo importante nella futura crescita di Rubicon lo avrà anche l’offerta di servizi. Un campo in cui la società non ha smesso di investire: tra le novità ci sono il nuovo formato Vertical OutStream – in ambito Video la società ha tra l’altro recentemente messo a segno importanti crescite – e l’apertura del Private Marketplace Guaranteed a DSP terze.