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[Videointervista] Buluggiu (Rubicon Project) a Programmatic Day 2019: «Semplifichiamo la complessità del programmatic»

Sara Buluggiu, Managing Director Italia, Spagna e MENA di Rubicon Project, ha raccontato nel corso del suo intervento a Programmatic Day 2019 gli sforzi della società per “rendere semplice la complessità” dell’attuale panorama della pubblicità programmatica, in particolare con il notevole contributo offerto alla diffusione dell’header bidding e con alle sue soluzioni evolute di SPO (Supply Path Optimization).

Nel corso del suo intervento, la manager ha poi tratteggiato le possibili linee di sviluppo del settore delle tecnologie pubblicitarie nei prossimi anni, preconizzando uno sfoltimento della pletora di operatori del mercato.

Guarda la videointervista a Sara Buluggiu, Managing Director Italia, Spagna e MENA di Rubicon Project, a margine del suo intervento a Programmatic Day 2019:

Programmatic, la nuova parola d’ordine è “qualità”

Dopo alcuni anni di crescita rapida e “tumultuosa”, il programmatic advertising sta acquisendo una nuova maturità e questo porta aziende ed editori a dover approcciare il settore in modo più strutturato ed evoluto sfruttando tutte le opportunità fornite dalla tecnologia, dai formati e dalla multimedialità. Il tema, sotto angolazioni differenti, è stato approfondito dagli interventi di Evolution Adv, Tradelab, Teads e Rubicon Project al Programmatic Day 2019.

Rubicon Project: il programmatic è “maggiorenne”

Di programmatic «maggiorenne» ha parlato Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project. La manager ha raccontato gli sforzi della società per rendere “semplice la complessità” dell’attuale panorama del Programmatic, in particolare con il contributo offerto alla diffusione dell’header bidding allo sviluppo della Supply Path Optimization. Buluggiu ha poi tratteggiato le possibili linee di sviluppo dell’ad tech nei prossimi anni, prevedendo l’affermazione del “Programmatic Open Source” e il superamento dei walled garden che attualmente dominano lo scenario digitale.

«Nell’evoluzione del programmatic advertising è importante garantire un traffico umano e scegliere bene i propri partner. Per Rubicon Project il 2018 è stato un anno di grande collaborazione. Siamo passati al first price in header bidding ed è stato l’anno della trasparenza per l’introduzione del Gdpr. E’ stato introdotto il concetto di Universal ID e la Demand manager, un’interfaccia che semplifica i processi che stanno dietro alla complicazione della tecnologia che sta alla base del programmatic», spiega Buluggiu.

Sara Buluggiu
Sara Buluggiu

Teads: qualità in 4 step

Nello speech “Programmatic Match: strategie di qualità in 4 step”, Luca Aiello, Head of Business Development di Teads Italia, e Giuseppe Brugnone, Senior Digital Marketing Manager di Lego, hanno sviscerato i quattro punti strategici attraverso cui si snoda una strategia qualitativa nell’advertising online, spaziando tra creatività, audience, erogazione e analisi, anche attraverso l’esempio concreto del lavoro svolto dalla società specializzata in soluzioni per l’advertising online con l’iconico brand di giocattoli.

«Una campagna di successo dovrebbe essere strutturata in quattro step ben definiti. Si parte con una prima fase di valutazioni in cui le tecnologie vengono impiegate per avere insight, per passare poi alla comprensione di come realizzare la creatività, puntando su elementi interattivi. Si passa poi all’erogazione che deve essere effettuata tramite inventory safe e viewable, oltre che libere da frodi, e, infine, analizzare i risultati con una reportistica dettagliata. Teads accompagna, in questo, i clienti in ogni passaggio grazie a soluzioni come Creative Lab, Brand Pulse, Teads Studio e Teads Ad Manager», spiega Aiello.

Tradelab e il controllo dell’ad tech

Gaetano Polignano, Country Manager Italia del trading desk indipendente Tradelab, ha invece approfondito il percorso che le aziende devono compiere per «riprendere il controllo dell’ad tech», superando le più comuni difficoltà tecnologiche e organizzative. Un percorso che, ha spiegato Polignano, passa per vari step: innanzitutto selezionare le proprie stack tecnologiche sulla base delle proprie esigenze e costruire le proprie competenze in collaborazione con i propri partner, quindi razionalizzare i propri canali e mettere in atto strategie audience-centric, in particolare imparando a creare sinergie tra i dati di prima e terza parte. Si deve poi innovare per garantirsi un vantaggio, specialmente nel campo della valutazione dei diversi touch point e farsi accompagnare dai giusti partner per ottimizzare il proprio ecosistema digitale.

Gaetano Polignano
Gaetano Polignano

«Il rapporto tra brand e agenzie nella gestione dell’ad tech si sta evolvendo profondamente e si aprono nuove sfide del panorama globale del programmatic. P&G ha lavorato con 6.000 agenzie in tutto il mondo. Sono state ridotte a 2500 e ora le ridurranno ancora per avere un rapporto più stretto con i consumatori e con le proprie properties. Ci sono 7000 aziende adtech disponibili oggi. Per gli inserzionisti è difficile capire chi scegliere e giudicare i partner e capire se si è intrapreso il percorso giusto. Inoltre, gli editori affrontano problematiche sia tecnolgoche che organizzative. La sfida per i publisher è riuscire a integrate tutto e ottimizzare il proprio sistema digitale. Noi operatori dobbiamo essere dei partner per i clienti e non dei fornitori, essere trasparenti e consulenziali ed essere sempre alla conoscenza delle nuove tecnologie. Inoltre, dobbiamo avere l’integrazione di tutte le varie parti per avere pianificazioni di un certo livello», ha spiegato il manager.

Evolution ADV: la ricerca di un nuovo equilibrio

Ha, infine, ruotato attorno al concetto di “qualità” l’intervento al Programmatic Day di Francesco Apicella. Secondo il co-Founder di Evolution ADV, concessionaria indipendente di pubblicità online, il punto di arrivo è un nuovo equilibrio tra le esigenze della domanda (brand e agenzie) e dell’offerta (editori e concessionarie), fondato sulla “qualità al giusto prezzo”.

Francesco Apicella e Michele Carbonara
Francesco Apicella e Michele Carbonara

«Il programmatic ha un potere di dettaglio tale che permette di dire dove va a finire il budget investito nelle campagne. Purtroppo però a volte non è sempre così e si apre la necessità di proporre qualità a un costo giusto. La nostra concessionaria seleziona, per questo, editori di qualità a cui chiediamo di dare spazio a un minor numero di bunner sulle loro properties, mettendone di più qualitativi. Inoltre, grazie all’header bidding si premia l’interesse e la qualità dell’inventory con il giusto prezzo. La tecnologia Optiload ci permette di mostrare i banner quando sono in focus con l’utente e quando è il momento giusto».

L’intervento di Evolution ha costituito l’occasione anche per presentare ufficialmente Michele Carbonara, che si è unito al team della concessionaria come Sales Director: «Evolution ADV arriva da due anni di crescita e prevede una chiusura del 2019 tra i 7 e i 10 milioni. Nel primo trimestre abbiamo superato i 2 milioni».

Verizon Media, sulla DSP arriva il Digital Out of Home, grazie a un accordo con Rubicon Project

Verizon Media ha annunciato oggi l’arrivo dell’inventory Digital Out-of-Home sulla sua DSP. Una novità grazie alla quale i clienti della società potranno scegliere di erogare campagne sugli schermi digitali di luoghi pubblici.

In particolare, chi utilizza la DSP della società potrà mostrare le proprie campagne sugli schermi di fermate di bus e metropolitane, spazi aeroportuali, palestre, bar, billboard a bordo strada, ascensori e altri spazi. Al momento, l’inventory è disponibile solo in USA, UK, Canada e Olanda, grazie a un accordo con Rubicon Project che consente l’accesso alle piattaforme di Clear Channel Outdoor, Lamar, Zoom Media, Captivate, Hivestack e Broadsign. Ma Verizon Media conta di ampliare le disponibilità a livello globale nel corso di quest’anno, grazie a integrazioni con altre società come Vistar Media.

Anche per gli spazi DOOH saranno utilizzabili le opzioni di targeting messe a disposizione dalla DSP di Verizon Media, che consentono di segmentare il pubblico per localizzazione, condizioni meteo, momento della giornata, caratteristiche demografiche e interessi, grazie alla varietà dei suoi dati unici.

«L’interesse nei confronti del DOOH sta crescendo, e sappiamo che i consumatori vogliono connettersi con i brand attraverso vari canali prima dell’acquisto – spiega Jeff Lucas, Head of North American Sales and Global Client Solutions di Verizon Media -. Grazie al più diversificato set di fonti di dati, Verizon Media sta costruendo un punto di accesso impareggiabile ad inventory esclusive, per aiutare gli inserzionisti a coinvolgere le loro audience su canali premium e rilevanti in maniera scalabile».

Per Verizon Media – che recentemente ha annunciato di voler spegnere il proprio ad server come parte di una revisione strategica del proprio business – si tratta di un ulteriore arricchimento dell’offerta della DSP, dopo l’apertura della piattaforma alle inventory audio a novembre, sempre grazie a un accordo con Rubicon Project.

Rubicon Project: «Il mercato punta a replicare il modello della reservation nel Programmatic»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Secondo gli ultimi dati del Politecnico di Milano, nel 2018 la pubblicità automatizzata in Italia ha raggiunto un valore di 482 milioni di euro, in aumento del 18% sull’anno precedente. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project. Ecco cosa ci ha risposto.

Sara, come si caratterizza oggi il mercato del Programmatic Advertising in Italia?

«Una delle principali peculiarità nel nostro Paese è che si sta cercando di replicare il modello della reservation nel Programmatic con vari tentativi. Attualmente la risposta migliore che è stata individuata è il Programmatic Guaranteed. Ma non è detto che questa sia la soluzione che poi vincerà a lungo termine».

Come evolverà la vostra offerta quest’anno?

«Il 2018 è stato sfidante, in quanto è stato l’anno delle grandi integrazioni nel nostro Paese, che fossero Prebid.js o l’integrazione di DFP all’interno di Exchange Bidder. Un anno di grande lavoro ma anche di grandi soddisfazioni, in quanto abbiamo visto account tornare a crescere in maniera positiva. Per il 2019 contiamo che queste integrazioni diano appieno i loro frutti, portandoci anche ad avere più inventory video tramite Exchange Bidder di Google».


Rubicon Project sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

Programmatic Day, manca poco all’appuntamento. Scopri l’agenda dell’evento (parte 1)

Ci siamo: mancano pochi giorni all’edizione 2019 del Programmatic Day, l’evento di riferimento in Italia per chi vuole conoscere e scoprire tendenze e novità nell’ambito del Programmatic Advertising e delle novità tecnologiche legate al mondo della pubblicità.

L’appuntamento è all’Auditorium IULM di Milano, in via Carlo Bo, mercoledì 11 aprile. Mentre invitiamo a iscriversi chi non l’avesse già fatto (abbiamo già raggiunto quota 1500 registrazioni per questa edizione, che promette di essere come sempre molto seguita) iniziamo a scaldare i motori entrando nel dettaglio del programma, partendo dall’agenda della prima parte della giornata.

Per partire, vedremo “che aria tira” nelle percezioni degli operatori del mercato pubblicitario attorno ai temi del digital advertising e dell’ad tech. Stiamo raccogliendo gli ultimi dati per l’edizione 2019/1 di YourSight, la ricerca congiunta di Engage e Human Highway che due volte all’anno costruisce una visione d’insieme su cosa sta succedendo e cosa si prevede che accadrà nel campo della comunicazione online.

Se lo desideri, puoi dare il tuo contributo compilando questo questionario.

I risultati dello studio saranno presentati in apertura di evento (ore 9:00) da Giacomo Fusina, Ceo di Human Highway, e saranno discussi nel primo panel della giornata che coinvolgerà Davide Fiorentini (Manager, Demand Sales di FreeWheel Italia) e Massimo Pattano (Marketing Manager di 4w MarketPlace).

James Prudhomme, Executive Vice President International di Index Exchange, sarà invece il protagonista del primo speech della giornata (9:25). Ogni anno, il Programmatic Day è vetrina di una novità per il nostro mercato, e stavolta tocca a questo importante marketplace canadese, che ha appena aperto un ufficio a Milano e parteciperà per la prima volta a un evento pubblico nel nostro Paese, condividendo la sua visione circa le nuove frontiere della monetizzazione pubblicitaria.

Il palinsesto del Programmatic Day 2019 darà ampio spazio ai temi del mobile, ambito da cui passano gran parte delle aspettative del mercato pubblicitario per l’uso intensivo che gli utenti fanno dello smartphone e per i margini di crescita in ambito ecommerce e proximity. Diversi e ricchi di spunti gli interventi dedicati: limitandoci alla prima parte della giornata Nicolò Palestino, Country Manager Italy di Widespace, spiegherà come districarsi tra le possibili strategie data-driven (9:45); mentre Stefania Giovinazzo, Account Director Italy e Stefano Guidi, Business Development Manager di Sublime illustreranno come realizzare campagne mobile che uniscono creatività ed efficacia (11:50).

Dopo i primi anni di crescita rapida e per certi versi “incontrollata”, il Programmatic sta acquisendo una certa maturità, e questo porta a dover approcciare il settore in modo più strutturato ed evoluto sfruttando tutte le opportunità fornite dalla tecnologia, dai formati e dalla multimedialità. Di questo parleranno sotto prospettive diverse Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project, che descriverà le caratteristiche salienti di un mercato del programmatic diventato “maggiorenne” (10:05); Luca Aiello, Head of Business Development di Teads Italia, che nello speech “Programmatic Match: strategie di qualità in 4 step” (10:25) sarà accompagnato da un brand tanto importante quanto universalmente conosciuto; Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab Italia, che spiegherà come le aziende possano progressivamente prendere un maggior controllo sulle strategie dell’ad tech; e Francesco Apicella, Co-Founder di Evolution ADV, che ci aiuterà a tracciare i contorni di una nuova prospettiva di “qualità” nel Programmatic a beneficio degli editori (12:10).

Dati, KPI e Performance sono senz’altro tre parole chiave dell’edizione 2019 del Programmatic Day: approfondiremo ulteriormente questi punti in un panel apposito (11:25) con Greta Gilardi, Sales Director di Viralize; Elisa Lupo, Director Italy di IAS; Enrico Quaroni, VP of Global Sales di Fanplayr; Gino Ruli, Programmatic Sales Director di Ogury Italia e Domenico Pascuzzi, Direttore National Marketing BU Large Account di Italiaonline.

Non mancheranno poi interventi dedicati a due ambiti emergenti: l’audio, un settore di cui si stanno letteralmente riscrivendo le regole sotto la spinta del digitale e delle tecnologie, come spiegherà Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo (10:45); e l’intelligenza artificiale, che entra anche nel programmatic aprendo nuovi scenari non solo in fatto di targeting ma anche di personalizzazione del contenuto. A illustrare questo trend (12:30) sarà Julien Gardès, VP Southern Europe & Middle-East Africa di Adform, cui spetta il compito di chiudere la prima parte della giornata, prima del lunch break by Edimaker e della seconda parte dei lavori, di cui parleremo nei prossimi giorni… annunciando anche qualche sorpresa!

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Rubicon Project, il business cresce del 32% trainato dal video. E il titolo corre in Borsa

Rubicon Project chiude l’ultimo trimestre 2018 col segno “più”. La società di ad tech ha comunicato i dati del suo ultimo bilancio 2018, rivelando un aumento del fatturato del 32% rispetto al Q4 2017, a quota 41,4 milioni di dollari. Anche l’amministrato ha visto un buon incremento: +22% a 301 milioni di dollari. Il take rate è passato dal 12,3% del Q3 2018 al 13,8% del Q4.

Nel trimestre, Rubicon ha raggiunto l’obiettivo di un adjusted EBITDA positivo e, inoltre, ha ottenuto un flusso di cassa positivo un anno prima delle stime. Risultati brillanti, che hanno fatto balzare il titolo in borsa del 15% nell’after-hours.

A far da traino alle performance dell’azienda, è stato soprattutto il video: i ricavi di questo canale nel trimestre (la società gestisce annunci video su mobile web e app, desktop, tv connesse e DOOH) sono più che raddoppiati anno su anno. Bene anche il mobile, +43% anno su anno e ora il 55% del totale giro d’affari di Rubicon, e il desktop, +21%.

In considerazione di questi risultati, l’azienda guidata in Italia da Sara Buluggiu ha ipotizzato per l’apertura dell’esercizio 2019 un ulteriore trend di crescita: la stima è di un aumento di ricavi del 25% tra gennaio e fine marzo 2019.

La società ha anche reso noti i risultati del complessivo anno 2018. Qui il fatturato si è attestato sui 124,7 milioni di dollari, in calo del 20% sul 2017 soprattutto per la riduzione e poi l’eliminazione delle fee per i buyer a fine 2017. L’amministrato 2018 è invece cresciuto: +18% a 992,1 milioni di dollari, con un take rate del 12,6%, in calo rispetto al 18,5% del 2017.

«Abbiamo raggiunto una serie di significativi traguardi finanziari nell’ultimo trimestre. Siamo tornati ad una robusta crescita di ricavi anno su anno, ad un adjusted EBITDA positivo con un margine del 24% e, cosa più importante, abbiamo avuto un flusso di cassa positivo, escludendo le oscillazioni di mercato, un anno prima di quanto ci eravamo prefissati – ha commentato Michael G. Barrett, Presidente e CEO di Rubicon Project -. Le nostre buone performance di ricavi sono basate su solidi aumenti della quote di mercato, avendo significativamente superato i trend di mercato su video, audio e mobile».

«La crescita è confermata anche per la regione Italia, Spagna e Medio Oriente – ha dichiarato Sara Buluggiu, MD Italy, Spain & MENA di Rubicon Project, contattata da Programmatic Italia – prevalentemente grazie a pre-bid e all’integrazione con Exchange Bidding di Google. Siamo soddisfatti dei risultati messi a segno, frutto anche di un’ottimizzazione dei rapporti coi nostri clienti. Quanto all’importanza del Video come traino della crescita complessiva della società, possiamo dire che la nostra region è tra quelle che più hanno contribuito all’aumento del business su questo canale».

E, forte di questi risultati positivi, Rubicon Project ha inaugurato il 2019 investendo sulla sua squadra: «Il team italiano è recentemente cresciuto – ci ha rivelato Buluggiu – e continuerà a crescere nel prossimo futuro».

Barrett, Rubicon Project: «Il grande tema del 2019? La partecipazione degli inserzionisti»

Oggi nella nostra rassegna: il tema chiave del 2019 secondo il CEO di Rubicon Project, lo smantellamento di una multimilionaria operazione di ad fraud in USA e l’ampliamento dell’accordo tra Amobee e Oracle sul fronte dati.

Michael Barrett, Rubicon Project: «Il grande tema del 2019 sarà la partecipazione degli inserzionisti»

«Sono accaduti più cambiamenti nei passati 18-24 mesi nel business che negli ultimi 5 anni. Quella velocità continua», ha risposto il CEO di Rubicon Project Michael Barrett, a cui è stato chiesto dove sarà la sua società tra un anno. Secondo il manager, «Il grande tema del 2019 sarà la partecipazione degli inserzionisti. Non molto tempo fa, il nostro solo contatto col lato domanda erano le DSP. Poi sono diventate le DSP e le agenzie. Ora sono le DSP, le agenzie e gli inserzionisti. Questi ultimi spingeranno per una maggiore trasparenza, perché sono loro a mettere i soldi. Tra un anno esatto, parleremo di una dozzina di inserzionisti che raccoglieranno dati in maniera diretta [dagli exchange] e adatteranno le strategie sulla base delle fee tecnologiche coinvolte». Leggi di più su AdExchanger.

In USA smantellata un’operazione di ad fraud da oltre 30 milioni di dollari

Il Dipartimento di Giustizia americano ha incriminato sei russi e due kazaki per il loro coinvolgimento in un’operazione di ad fraud del valore di oltre 30 milioni di dollari. L’accusa nasce da un’indagine pluriennale su due gruppi di cybercriminalità, che adesso dovranno rispondere di frode informatica, violazione di computer, furto di identità aggravato e riciclaggio di denaro. Fino ad ora, degli otto imputati, solo tre sono stati arrestati, mentre gli altri sono in libertà. L’indagine ha visto la collaborazione di vari player del mercato digitale, tra cui Google, White Ops, Microsoft e MediaMath. Leggi di più su AdWeek.

Amobee estende la collaborazione con Oracle Data Cloud

La società di marketing technology Amobee ha annunciato di avere ampliato la sua collaborazione con Oracle Data Cloud per l’attivazione di dati terzi su piattaforme programmatiche e social. L’accordo è volto ad ottimizzare le decisioni di pianificazione cross-canale ed a ridurre lo spreco di investimenti pubblicitari, offrendo agli inserzionisti accesso ai segmenti di dati di Oracle relativi agli acquisti offline. In ultima istanza, dichiara Amobee, l’ampliata collaborazione consentirà ai brand di erogare messaggi coerenti e misurabili ai loro consumatori. Leggi di più su The Drum.

Il futuro del digital? Passerà da header bidding, evoluzione del dato e blockchain

Formare e informare, offrendo la propria personale visione del mercato ad tech e della sua evoluzione. Con questo obiettivo, Rubicon Project ha organizzato nei giorni scorsi a Milano il Milan Seller Exchange 2018, un incontro dedicato alla industry “lato offerta” della pubblicità digitale, e che per la prima volta ha riunito a livello internazionale player italiani, spagnoli e dell’area MENA.

«Il nostro obiettivo, con eventi come questo, è riuscire a fare il punto sulla situazione del mercato con i nostri partner, e condividere con loro la nostra visione del mercato attuale e di quelli che saranno i suoi prossimi trend – spiega a Programmatic Italia Sara Buluggiu, managing director Italy, Spain e MENA di Rubicon Project -. Quest’anno siamo molto soddisfatti perché l’evento prende un respiro internazionale: pensiamo sia molto importante mettere nella stessa stanza varie realtà affini di Paesi diversi».

E ad alternarsi sul palco dell’evento sono stati non solo manager – italiani e internazionali – della società, ma anche numerosi ospiti. Tanti i temi toccati, dallo scenario del mercato ai consigli sui contenuti di successo per colpire determinati target, dallo stato degli exchange ai prossimi sviluppi dell’header bidding, dagli effetti del GDPR a 5 mesi dalla sua definitiva entrata in vigore alla visione del mercato lato buyer e lato seller.

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Tom Kershaw all’evento di Rubicon Project

Ospite d’eccezione dell’incontro, il CTO di Rubicon Project Tom Kershaw, che ha fornito una sua personale visione del futuro del digitale. Un mercato destinato ad evolvere profondamente da qui a 7 anni, complici l’effetto blockchain, un uso più avanzato dei dati e l’apporto dell’header bidding, che ormai è diventato uno standard.

«La blockchain avrà importanti effetti sulla pubblicità digitale, migliorerà l’efficienza, le infrastrutture di lavoro, la trasparenza e le discrepanze in termini di billing», e non a caso Rubicon Project sta lavorando su vari progetti che vedranno la luce nel 2019 e che utilizzeranno questa tecnologia a favore di un servizio ai clienti più efficace ed efficiente, che coinvolgerà gli ambiti della trasparenza, dei pagamenti in tempo reale, dei micropagamenti, della viewability e dell’identity. Sul fronte dati, fondamentale sarà invece il tema dell’identity mapping, con la necessità di avere dei data model capaci di fornire una visione più completa dell’utente, laddove i cookie verranno progressivamente abbandonati come strumenti di targeting a favore di un utilizzo più forte dell’AI e di modelli predittivi.

Allo stesso modo, cambierà anche la user experience: «Le aziende avranno necessità di adattarsi a un nuovo modello di erogazione del contenuto – ha spiegato Kershaw -, si sta infatti passando da un paradigma basato sulla ricerca e sulla scoperta, ad un altro in cui non sono gli utenti a cercare i contenuti ma il contrario». Ed evolveranno anche i formati, «a favore di un ampliamento dell’uso del video, e di altre innovazioni come la realtà virtuale».

Non a caso il video, che tra l’altro è ancora uno dei driver di crescita di Rubicon Project come è emerso dall’ultima trimestrale, continuerà ad essere uno dei principali focus della società anche nel prossimo futuro, come ci ha spiegato il CTO a margine dell’evento: «Nel prossimo futuro ci concentreremo soprattutto su tre aspetti: il video, mirando a consentire ai nostri clienti di sfruttarne il potenziale su più mezzi attraverso format innovativi; l’header bidding, per cui abbiamo appena lanciato la nostra offerta managed; e i private marketplace».

Rubicon Project: il Q3 2018 supera le aspettative, trainato da audio, video e mobile

Trimestrale sopra le aspettative per Rubicon Project.

La società di ad tech ha pubblicato i suoi dati finanziari relativi al terzo trimestre 2018, rivelando un trend del giro d’affari ancora in calo anno su anno (-15%) ma in crescita del 4% sui tre mesi precedenti, a quota 29,7 milioni di dollari. Anche la spesa pubblicitaria è aumentata in un anno: +24%, trainata soprattutto dal programmatic video e dalla pubblicità audio. Bene anche la spesa mobile, in aumento anno su anno del 45% e giunta a rappresentare il 55% del totale investimenti gestiti; quella desktop è cresciuta nell’anno del 6%.

Risultati che fanno ben sperare per il prossimo trimestre. La società si aspetta di registrare una crescita dei ricavi nel Q4 2018 del 20% anno su anno, e un aumento della spesa adv – nello stesso periodo – di circa il 20%.

Il cosiddetto “take rate“, una metrica di performance calcolata dividendo il fatturato per la spesa pubblicitaria, è cresciuto fino a raggiungere il 12,3% nel terzo trimestre, e si stima possa arrivare al 13% nel quarto trimestre.

«Siamo felici di comunicare un’accelerazione dell’aumento della spesa pubblicitaria in questo trimestre, e ci aspettiamo una crescita del fatturato anno su anno di oltre il 20% nel Q4. Video, audio e mobile, collegati a una crescita del desktop, ci stanno aiutando ad iniziare a generare un aumento complessivo della quota di mercato – commenta il Presidente e CEO di Rubicon Project Michael G. Barrett -. Il nostro robusto focus sulla trasparenza e la qualità dell’inventory, insieme a una forte proposizione come exchange indipendente diversificato e di punta, ci mette nella posizione per una crescita continuativa e per migliori performance finanziarie con le leve positive che abbiamo nel nostro business».

Rubicon Project al Dmexco: focus sull’header bidding “server-side”

Sono oltre 220 i meeting previsti nello stand di Rubicon Project al Dmexco, il più grande evento europeo sulla comunicazione digitale in corso di svolgimento a Colonia. Un fitto calendario di appuntamenti e networking per far fronte al quale l’exchange globale dell’advertising ha deciso di essere presente in forze, con oltre 40 membri dello staff in loco.

Tra questi c’è anche Sara Buluggiu. «Mi sembra un’edizione meno affollata delle precedenti, ma la qualità dei partecipanti è molto alta. Stiamo avendo un ottimo riscontro dai nostri appuntamenti», ci ha raccontato la managing director Italy, Spain e MENA dell’azienda.

Le “buzzword” di quest’anno in ambito ad tech? A Colonia sembrano essere le tematiche connesse al GDPR. «Cloud, conservazione e sicurezza dei dati, transparency sono sulla bocca di tutti – ci dice Sara Buluggiu -. Per quanto ci riguarda però il tema è l’header bidding, che sempre più editori vogliono adottare e maneggiare. Noi stiamo spingendo la nostra nuova soluzione “server-side”.

Grazie a questa tecnologia, le aste “parallele” per accedere all’inventory si svolgono su un server ospitato da Rubicon Project e non su quello dell’editore, alleggerendone l’attività ed eliminando i rischi di latenza che l’header bidding “tradizionale” può comportare».

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Sara Buluggiu

Tra le conseguenze della sempre maggiore adozione di soluzioni di header bidding da parte degli editori per monetizzare al meglio le proprie property, c’è anche la transizione del mercato del programmatic advertising da un modello basato sulle aste “second-price” a quelle “first-price”, in cui il prezzo della bid vincente è anche quello che viene effettivamente pagato, e che secondo i suoi sostenitori risolverebbe alcuni problemi dell’header bidding, oltre a offrire più trasparenza in termini di valore della compravendita per entrambe le parti.

«C’è però la possibilità – avverte Sara Buluggiu – che le inventory siano scambiate a un prezzo non adeguato rispetto al loro reale valore. Per risolvere il problema stiamo lanciando un nuovo prodotto, “EMR”. Si tratta di un protocollo basato su intelligenza artificiale che serve a “calmierare” l’asta in first-price, in modo che il prezzo dell’impression venga parametrato a un range corretto di mercato, evitando esagerazioni».