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Il New York Times punta su Programmatic e Native Advertising. Ricavi digital +17% nel Q3

Nell’ultima trimestrale, la crescita dell’area digitale compensa le perdite del business tradizionale per il New York Times. Il ceo Thompson: «In futuro maggiore ottimizzazione dei contenuti grazie a Programmatic e Native Advertising».

di Francesco Tempesta
03 novembre 2014
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Il New York Times diventa sempre più digital. L’autorevole quotidiano americano ha infatti reso noto i numeri relativi al terzo quadrimestre dell’anno (luglio-agosto-settembre 2014) che sostanzialmente evidenziano una crescita dei guadagni provenienti dai canali digital.

In particolare, il fatturato dell’area digital è cresciuto del 17% nel Q3 – con le iscrizioni alla versione mobile del New York Times che nello stesso periodo sono aumentate del 20% – contribuendo in maniera decisiva al risultato complessivamente positivo per l’editore, che riporta ricavi totali in aumento dell’1%.

Come sottolineato anche dal CEO Mark Thompson, questi dati confermano il naturale declino della carta stampata in favore dei media che consentono l’immediata fruizione dei contenuti giornalistici: «Smartphone, tablet e piattaforme video sono la principale ragione che ci hanno spinto a investire cospicuamente sul digital» – ha detto Thompson in occasione della tradizionale conferenza stampa di presentazione dei risultati.

Tuttavia, seppur in crescita, i ricavi pubblicitari su internet non riescono ancora a compensare completamente le perdite della pubblicità tradizionale (un trend che peraltro trova corrispondenza anche in Italia, come dimostra per esempio l’ultima relazione finanziaria del Gruppo Espresso) e permane il gap con il mobile, che rappresenta appena il 10% dei guadagni complessivi. Per ovviare a questa criticità, il New York Times ha creato delle apposite unità aziendali che si occupano d’individuare e sperimentare nuove modalità pubblicitarie per il mobile, come ad esempio il Native Advertising e i contenuti 100% touchable a schermo intero, fruibili sia su smartphone che su tablet.

Il New York Times sta puntando sempre di più anche sul Programmatic Advertising. L’obiettivo è favorire la compravendita degli spazi pubblicitari così da creare una maggiore dinamicità sul mercato e generare valore per il business, contestualmente ad una comprensione più puntuale e mirata dell’audience cross-device.

«Stiamo compiendo tanti passi avanti nello spazio Programmatico – ha detto l’executive vice presidente Advertising del NYT, Meredith Levien -. Abbiamo fatto un bel po’ di lavoro quest’anno sul nostro stack tecnologico e ci aspettiamo che quest’area rappresenti una parte più significativa della nostra attività nel corso del 2015».

La strategia recentemente presa dal quotidiano sembra cominciare a dare i suoi primi risultati. Dalla relazione trimestrale si evince infatti che le iscrizioni sono aumentate del +20% (+44.000 nuovi abbonati), in larga parte dovute all’ottimizzazione dell’offerta pubblicitaria sui canali digital & mobile.

Per quanto riguarda il futuro, il New York prevede una chiusura d’anno positiva, con un aumento dei ricavi e delle iscrizioni, anche se non ai livelli del Q3/2014.

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