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Facebook si prepara alla GDPR; Condé Nast punta sulla data science; McDonald’s e i walled garden

Cos’è successo oggi oltreconfine nel mondo dell’ad tech? Ecco alcune notizie interessanti trovate in giro per il web

di Alessandra La Rosa
24 gennaio 2018
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Nuova giornata di rassegna per la rubrica di Programmatic Italia che raccoglie ogni giorno le notizie internazionali più interessanti sul mondo dell’advertising tecnologico, scovate in giro per la rete.

Oggi fari puntati su Facebook, Conde Nast e McDonald’s.

Anche Facebook si prepara alla GDPR

In occasione di un evento a Bruxelles, il COO di Facebook Sheryl Sandberg ha dichiarato che sul social network nei prossimi mesi sono in arrivo grandi cambiamenti sul fronte della privacy. Una mossa volta a rendere la piattaforma conforme alla GDPR dell’Unione Europea, la cui definitiva entrata in vigore è prevista a maggio. La manager ha spiegato che verrà presto lanciato un nuovo “privacy center” globale, un luogo unico in cui verranno contenuti i setting principali di Facebook per i dati personali, che renderà molto più facile per gli utenti la gestione dei propri dati. Leggi di più su TechCrunch.

Condé Nast acquisisce una società di data science

Condé Nast sembra particolarmente interessata a rafforzare la propria data stack. L’editore ha infatti acquisito la società di data science Lighthouse Datalab, e portato all’interno del proprio team il fondatore Sriram Subramanian e altre due persone, che si occuperanno di rafforzare le capacità di Intelligenza Artificiale e machine learning della sua piattaforma dati Spire. L’obiettivo ultimo è quello di migliorare le performance di annunci pubblicitari e contenuti ospitati sulle property. Leggi di più su AdExchanger.

McDonald’s e i “walled garden”

Le aziende avrebbero molto da guadagnare se perseguissero una visione olistica del consumatore e riducessero la loro dipendenza dai “walled garden”. E’ quanto ha detto Bob Rupczynski, Global Vice President/Media, CRM & Digital Merchandising di McDonald’s, in occasione della conferenza ad:tech New York. Secondo il manager, molti potenziali partner dei brand costruiscono deliberatamente dei “giardini chiusi” di dati che rendono difficile avere una visione completa dei consumatori. Per questo, è necessario «riprendere il controllo nelle nostre mani» e cercare di generare autonomamente insight sugli utenti ed esperienze capaci di entusiasmarli», invece che «fare esclusivamente affidamento sui grandi colossi del mercato per darci ciò di cui abbiamo bisogno». Leggi di più su Warc.

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