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Contenuti video: quelli lunghi o ad episodi rendono meglio a livello adv, secondo gli editori

Nella nostra rassegna anche i progetti sul fronte gaming di Snapchat, e il nuovo ruolo delle società di consulenza con la tendenza del marketing “in-house”

di Alessandra La Rosa
28 giugno 2018
video-advertising

Oggi nella nostra rassegna parliamo di video, Snapchat e società di consulenza.

Contenuti video: quelli lunghi o ad episodi rendono meglio a livello adv, secondo gli editori

Gli editori sembrano preferire video di lunga durata o ad episodi, rispetto a brevi contenuti virali. I video più corti e virali, infatti, sarebbero una fonte più instabile di ricavi pubblicitari, in quanto la loro popolarità sarebbe legata alle piattaforme di distribuzione come Facebook, e ai suoi algoritmi sempre in evoluzione. I video più lunghi, invece, risulterebbero più efficaci sia a livello di mantenimento dell’audience che di ricavi adv, in quanto percepiti come premium rispetto ad altre tipologie di contenuto. Leggi di più su Axios.

Snapchat, in autunno arriva la nuova piattaforma di gaming

Snap, la società cui fa capo Snapchat, sta attivamente lavorando ad una piattaforma di gaming, il cui lancio è previsto per questo autunno. Il progetto, a cui l’azienda sta lavorando da almeno un anno, consentirà a sviluppatori esterni di creare giochi utilizzabili all’interno dell’app di Snapchat. Una mossa con cui Snap punta ad attirare nuovi utenti sul social e portarli a passare più tempo sull’app. La società starebbe già avviando accordi con alcuni produttori di giochi. Leggi di più su CNET.

L’epoca d’oro delle società di consulenza, sull’onda del trend del marketing “in-house”

Con la tendenza di molte aziende a portare in-house la gestione di parte del proprio business pubblicitario, le società di consulenza stanno vivendo una nuova epoca d’oro. Player come Accenture Interactive, PwC e Deloitte Digital si stanno infatti ponendo sempre più sul mercato come “abilitatori”, capaci di insegnare alle aziende come gestire qualcosa prima appaltato ad agenzie esterne e su cui le imprese hanno spesso carenza di competenze. E le aziende le percepiscono come partner obiettivi, non semplici venditori. Leggi di più su Digiday.

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