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Contenuti video: quelli lunghi o ad episodi rendono meglio a livello adv, secondo gli editori

Oggi nella nostra rassegna parliamo di video, Snapchat e società di consulenza.

Contenuti video: quelli lunghi o ad episodi rendono meglio a livello adv, secondo gli editori

Gli editori sembrano preferire video di lunga durata o ad episodi, rispetto a brevi contenuti virali. I video più corti e virali, infatti, sarebbero una fonte più instabile di ricavi pubblicitari, in quanto la loro popolarità sarebbe legata alle piattaforme di distribuzione come Facebook, e ai suoi algoritmi sempre in evoluzione. I video più lunghi, invece, risulterebbero più efficaci sia a livello di mantenimento dell’audience che di ricavi adv, in quanto percepiti come premium rispetto ad altre tipologie di contenuto. Leggi di più su Axios.

Snapchat, in autunno arriva la nuova piattaforma di gaming

Snap, la società cui fa capo Snapchat, sta attivamente lavorando ad una piattaforma di gaming, il cui lancio è previsto per questo autunno. Il progetto, a cui l’azienda sta lavorando da almeno un anno, consentirà a sviluppatori esterni di creare giochi utilizzabili all’interno dell’app di Snapchat. Una mossa con cui Snap punta ad attirare nuovi utenti sul social e portarli a passare più tempo sull’app. La società starebbe già avviando accordi con alcuni produttori di giochi. Leggi di più su CNET.

L’epoca d’oro delle società di consulenza, sull’onda del trend del marketing “in-house”

Con la tendenza di molte aziende a portare in-house la gestione di parte del proprio business pubblicitario, le società di consulenza stanno vivendo una nuova epoca d’oro. Player come Accenture Interactive, PwC e Deloitte Digital si stanno infatti ponendo sempre più sul mercato come “abilitatori”, capaci di insegnare alle aziende come gestire qualcosa prima appaltato ad agenzie esterne e su cui le imprese hanno spesso carenza di competenze. E le aziende le percepiscono come partner obiettivi, non semplici venditori. Leggi di più su Digiday.

Accenture Interactive lancia una divisione dedicata al Programmatic

Proprio poche settimane fa Accenture Interactive è stata riconosciuta da AdAge, per il terzo anno consecutivo, come l’agenzia più grande al mondo nel mercato del digital. Un successo dovuto al forte sviluppo del suo new business, a un team in costante crescita e a positive performance finanziare (nell’esercizio fiscale terminato il 30 giugno 2017 il suo fatturato è aumentato del 35% raggiungendo i 6,5 miliardi di dollari).

Nonostante questo riconosciuto successo, tuttavia, l’agenzia di Accenture non si ferma, puntando a nuovi obiettivi di crescita attraverso l’approdo a nuovi, floridi, mercati strategici. Come quello del Programmatic.

Accenture Interactive ha infatti annunciato il lancio di una nuova unit specificamente dedicata agli acquisti pubblicitari automatizzati: Accenture Interactive Programmatic Services. Una divisione che, secondo quanto dichiara la società, “aiuterà i clienti a navigare nella complessità del panorama digital, rendendoli in grado di assumere il controllo e la proprietà dei loro dati e tecnologie, fornendo loro ampia trasparenza e consentendogli di recuperare fiducia”.

Nel far questo, Accenture Interactive non punta a sostituirsi del tutto a un’agenzia media, quanto piuttosto a mettere le aziende nella posizione di poter gestire internamente il business programmatico, fornendo anche supporto nell’implementazione tecnologica. Offrirà comunque, a chi lo richiedesse, anche un servizio completo di pianificazione e acquisto di spazi pubblicitari.

Tre infatti sono i servizi che saranno forniti dalla nuova unit: Programmatic Consulting & In-housing, per aiutare i brand ad assumere il controllo delle loro capacità media, attraverso la costruzione di strategie programmatiche a lungo termine e di tecnologie interne, lo sviluppo di competenze in-house e la costruzione di nuovi modelli operativi; Ad Tech Implementation & Support, per affiancare i clienti nell’erogazione delle campagne in maniera fluida e scalabile, anche attraverso la fornitura di infrastrutture “as-a-service” (cioè utilizzabili autonomamente dal cliente); e Media Strategy, Planning & Activation, per offrire una gestione completa della pianificazione e dell’acquisto di inventory digitali in programmatic su ambienti search, social, video, display e altro.

In poche parole, come spiega l’agenzia, la unit aiuterà i clienti a “creare, costruire e formare professionalmente competenze interne da trading desk, o altrimenti gestire in maniera completa campagne digitali a livello globale”. I servizi verranno fatti pagare ai clienti secondo un modello FTE (“full-time equivalent”), e non addebitando una percentuale dell’investimento media effettuato.

Il Programmatic non è esattamente un terreno nuovo per Accenture Interactive. La società infatti forniva già servizi in questo settore, alcuni di consulenza o di formazione in-house, altri inerenti l’esecuzione degli acquisti, ed altri ancora semplicemente di supporto tecnologico. Ma non erano sistematizzati all’interno di una divisione specifica.

Adesso, invece, sarebbe giunto per la società il momento di “formalizzare” il raggruppamento di questi servizi in un’offerta dedicata. Un’offerta capace di rispondere a un bisogno pressante delle aziende di reagire a questioni come trasparenza, brand safety, frodi e utilizzo incontrollato dei dati assumendo il pieno controllo delle proprie capacità media, come evidenzia la tendenza di sempre più brand a gestire internamente il business programmatico. «Crediamo di poter aiutare i nostri clienti a fare le cose in maniera differente – spiega Scott Tieman, global lead of programmatic services di Accenture Interactive -. Accenture Interactive ha un’offerta che si contraddistingue nel mercato e che è costruita su fiducia e trasparenza. Abbiamo la possibilità di sfruttare la portata globale di Accenture e la capacità di integrare strategie, creatività, dati, tecnologie e misurazioni per portare grandi risultati. Un chiaro vantaggio per i nostri clienti».

Instagram, un nuovo strumento facilita la creazione degli annunci sulle Storie

Oggi nella nostra rassegna le ultime novità di Instagram, Accenture Interactive e Havas Group.

Da Instagram un nuovo tool per la pubblicità sulle Storie

Novità per gli inserzionisti delle Storie di Instagram. Il social ha annunciato l’attivazione di una nuova funzionalità, applicabile alle foto e ai video più brevi di 15 secondi, che consentirà di trasformare il formato di un annuncio quadrato o orizzontale per renderlo adatto a una visione verticale full-screen. Una novità con cui Instagram punta ad attirare più brand sul suo contenitore Storie, eliminando la necessità di operazioni manuali per la creazione degli annunci. Leggi di più su Marketing Land.

Accenture Interactive si potenzia sul fronte digital e CRM con una nuova acquisizione

Shopping per Accenture Interactive. La società, parte del colosso della consulenza Accenture, ha acquisito MXM, agenzia digitale e di CRM B2C di proprietà dell’editore Meredith Corp. per ben 46 anni. La sigla andrà ad ampliare le competenze di Accenture Interactive nel setttore del CRM, completando un’offerta già presidiata sul fronte B2B grazie all’acquisizione lo scorso anno dell’agenzia specializzata Wire Stone. Leggi di più su AdExchanger.

Havas Group lancia un’offerta di comunicazione per gli operatori della Blockchain

In seno ad Havas Group nasce una nuova offerta di comunicazione integrata specificamente dedicata a chi opera nel mercato della blockchain. Si chiama Havas Blockchain, opererà in collaborazione con Blockchain Partner, società di consulenza francese specializzata nella tecnologia, e sarà coadiuvata da AMO, il network di agenzie di comunicazione finanziaria del gruppo. Il suo headquarter sarà a Parigi e la sua offerta si concentrerà inizialmente a supportare le ICO, ossia i processi di raccolta fondi per le cryptovalute, ma offrirà anche supporto per la formazione, il coaching, le relazioni esterne e la comunicazione gobale a imprenditori e aziende del settore. Leggi di più su Campaign.

Programmatic, aumentano i prezzi della pubblicità. I dati di uno studio

Il posizionamento “differenziante” di Accenture Interactive, l’esordio in Borsa di Dropbox e la crescita dei prezzi della pubblicità automatizzata. Ne parliamo oggi nella nostra rassegna.

Aumentano i prezzi della pubblicità in programmatic

Il prezzo della pubblicità in programmatic è aumentato nel corso dello scorso anno. Secondo uno studio, i CPM per un formato 300×250 su desktop sono cresciuti considerevolmente tra il Q4 2016 e il Q4 2017: la maggior parte delle piattaforme pubblicitarie coinvolte ha segnalato un aumento del 10%, l’equivalente di circa 25 centesimi di dollaro. La stessa ricerca rivela che con ogni probabilità si assisterà ad ulteriori aumenti nel corso del 2018. Leggi di più su eMarketer.

Dropbox esordisce a Wall Street

Esordio positivo per Dropbox in Borsa. Nel momento della sua quotazione a Wall Street, la società ha visto il valore delle proprie azioni schizzare del 43% a circa 30 dollari. Per il mercato tech si tratta di una delle prime importanti quotazioni dell’anno, a pochi giorni da quella, altrettanto attesa, di Spotify. Leggi di più su Venture Beat.

Accenture Interactive, il posizionamento “diverso” sostiene la crescita

In occasione dell’ufficializzazione dell’ultima trimestrale, che ha visto ricavi oltre le aspettative degli analisti, il CEO di Accenture Pierre Nanterme ha dichiarato che Accenture Interactive, la divisione della società di consulenza dedicata ai servizi di marketing digitale, cresce in maniera sostenuta in quanto si differenzia rispetto alle grandi holding pubblicitarie, in particolare sul business del media planning. «Siamo focalizzati su questa parte dell’ecosistema del marketing digitale in piena crescita che chiamiamo “incontro tra brand e creatività favorito dalla tecnologia“», ha spiegato il manager. Leggi di più su Campaign.

Paolo Pacifici entra in Accenture Interactive come Digital Marketing Manager

Paolo Pacifici ha fatto ingresso in Accenture Interactive in qualità di Digital Marketing Manager, con il compito di supervisionare la data management platform e le attività programmatiche della società di consulenza.

Pacifici viene da Havas Media, dove ha lavorato per circa quattro anni nell’ambito del programmatic. All’interno della centrale, l’incarico più recente è stato quello di Head of Affiperf, il trading desk di Havas Group, mentre precedentemente ha lavorato come Media Trader occupandosi di real-time bidding e video.

In passato, ha rivestito il ruolo di Sales Account Manager di Clickpoint e di Performance Campaign Manager di Quisma, l’agenzia di performance marketing controllata da GroupM.

Da giugno Paolo Pacifici è Iab Board Advisor per il Programmatic e l’automazione del marketing.

Sovrapporre pubblicità ai video: il progetto Native Programmatic di Accenture Interactive

Accenture Interactive punta sul programmatic video.

In occasione dei Cannes Lions, la divisione di Accenture ha annunciato il lancio di un nuovo formato pubblicitario video automatizzato. Non si tratta del solito pre-roll, quanto di una soluzione che si sovrappone in maniera programmatica ai product placement nei contenuti video in streaming, in modalità native.

In occasione della presentazione, Alex Naressi, a capo della unit R&D di Accenture Interactive in France, ha spiegato la novità con questo esempio: se un filmato mostra un aereo in movimento, il logo dell’American Airlines potrà essere sostituito da quello di Air France se il video viene targettizzato sugli utenti in Francia.

La soluzione non è ancora stata integrata con DSP, né pubblicizzata alle aziende, ma ha già un obiettivo a lungo termine: quello di promuovere formati nativi per combattere l’ad blocking. «Teoricamente, [questa soluzione] potrebbe permetterci di creare un futuro in cui pre-roll e interruzioni non esistono», ha dichiarato Naressi.

Customer experience, ai marketer mancano competenze adeguate

Sempre più dirigenti d’azienda stanno realizzando il potenziale dell’esperienza del cliente, la cosiddetta customer experience, una disciplina del marketing tecnologico che utilizza gli analytics dei dati e la personalizzazione per costruire rapporti più forti coi consumatori.

Secondo una ricerca globale di Forbes Insights riportata da eMarketer, più di un quarto dei dirigenti che correntemente utilizza gli analytics ha ravvisato un cambiamento totale nella sua abilità di fornire una superiore customer experience.

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Ma nonostante i vantaggi della disciplina, molte società hanno scoperto di non essere adeguate nelle strategie di customer experience che sono in grado di implementare. I dati elaborati da Accenture Interactive e Forrester Consulting hanno rivelato che meno della metà dei principali manager ha intrapreso delle attività volte a potenziare l’esperienza del cliente, come migliorare le capacità di analytics o creare contenuti di maggior valore.

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Secondo molti dei  soggetti, la colpa di questa crescente incapacità è imputabile per maggior parte a fattori interni all’azienda. In questa ricerca, molti operatori di marketing hanno fatto riferimento ad una mancanza di abilità di customer experience necessarie tra gli impiegati. Meno del 50% dei rispondenti ha dichiarato che le aziende sono in possesso di tutte le competenze necessarie riguardanti la disciplina, come il project management e gli analytics dei dati.

Nel frattempo, gli stessi problemi interni sono evidenti quando si parla di collaborazione. Il 50% o meno dei soggetti coinvolti ha affermato di avere luoghi di lavoro che incoraggiano la collaborazione, mentre solo il 41% ha detto di avere squadre di business, design e sviluppo permanentemente co-locati uno vicino all’altro per facilitare la condivisione delle informazioni.

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