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Ads.txt ha già un suo successore: Ads.cert. Ecco cos’è e come funziona

Parte del nuovo protocollo OpenRTB 3.0 di IAB Tech Lab, punta a superare i limiti dello strumento anti-frode lanciato a maggio. Sarà disponibile dal prossimo anno

di Alessandra La Rosa
13 dicembre 2017
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Mentre nel mercato si diffonde sempre più l’utilizzo di ads.txt, la cui presenza è in sempre più casi una condizione imprescindibile per l’ammissione alle piattaforme di compravendita pubblicitaria, IAB Tech Lab ha già sviluppato il successore di questo strumento. Si chiama Ads.cert ed è un tool che autentifica le inventory attraverso l’utilizzo di informazioni crittografate.

Con Ads.cert, IAB punta a superare i limiti di una soluzione come ads.txt. Limiti che in qualche caso costituiscono delle vere e proprie falle grazie a cui i cosiddetti “fraudsters” (ossia chi vende spazi pubblicitari fake) riescono ad aggirare il sistema di sicurezza e continuare ad agire indisturbati. Poco tempo fa, ad esempio, AdExchanger ha riportato il caso di alcune piattaforme tecnologiche che hanno esercitato pressioni sugli editori chiedendo di essere inseriti nei loro file ads.txt per continuare a rivendere la loro inventory; ma esisterebbero anche publisher di bassa qualità che duplicherebbero le pagine ads.txt di editori premium per attaccarle ai loro domini e continuare a vendere le loro inventory. Questo perché, in qualche modo, non è possibile verificare la “autenticità” di una lista ads.txt.

Ed è qui che interviene Ads.cert. Questo nuovo strumento consente infatti di creare una sorta di “firma di autenticità” applicabile a tutto il percorso di vendita di una inventory. Questa firma, crittografata, verrà poi sovrapposta a una “chiave” di cui i buyer verranno dotati per confermare la sorgente dello spazio pubblicitario.

Proviamo a fare un esempio. Una persona sta per comprare un Rolex e si interroga se il venditore lo sta truffando. A questa persona Ads.txt fornirà l’elenco dei rivenditori autorizzati (“se lo hai comprato in uno di questi negozi, puoi stare tranquillo che è autentico”), mentre ads.cert gli fornirà due immagini, quella di un Rolex vero e quella del Rolex che si sta per acquistare (“se l’immagine non combacia, l’orologio è falso”).

Questa “immagine” che ads.cert fornisce contiene le informazioni che passano tra compratore e venditore ad ogni stadio della supply chain pubblicitaria, ed assicura che tali informazioni non siano modificabili o imitabili. In questo modo, diventa più difficile per i truffatori riuscire a manomettere il sistema.

Ads.cert non sarà disponibile immediatamente, però. Il progetto infatti è parte del nuovo protocollo OpenRTB 3.0 di IAB Tech Lab, il quale, dopo essere stato aperto ai commenti pubblici per tre mesi, il 15 dicembre avvierà la fase di revisione dei feedback ricevuti, cui seguirà poi la messa a punto delle tecnologie. La definitiva immissione sul mercato di Ads.cert è attesa per il primo trimestre del 2018.

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