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Spotify punta sul Programmatic, mentre aumentano gli abbonati

Il popolare servizio di streaming musicale ha raggiunto il traguardo dei 50 milioni di sottoscrittori. Intanto la sua offerta pubblicitaria evolve, sfruttando al meglio il bacino di dati di prima parte a disposizione dell’app

di Alessandra La Rosa
06 marzo 2017
spotify

Galoppano i nuovi abbonamenti di Spotify: il più popolare tra i servizi di streaming musicale ha infatti raggiunto il traguardo dei 50 milioni di abbonati.

Lo ha annunciato la compagnia con un tweet in cui ringrazia gli utenti. Il dato segna una crescita del 25% in sei mesi: nel settembre scorso, infatti, la società svedese aveva reso noto di aver toccato i 40 milioni di utenti paganti.

Ma se da un lato cresce la sua utenza ad-free, l’app ha d’altro canto messo a punto diverse nuove opportunità per gli inserzionisti pubblicitari, con un’offerta commerciale che ha dalla sua un’importante bacino di dati di prima parte, utili alle aziende che vogliono massimizzare le loro possibilità di targeting.

Non per nulla, per Spotify il Programmatic è una modalità di vendita sempre più strategica, come ci ha spiegato recentemente il sales director italia Luca Daher: «Abbiamo lanciato da qualche mese il Programmatic Audio a livello globale e stiamo lavorando su questo prodotto con tre delle maggiori e più consolidate piattaforme nell’ambito del “programmatic advertising”: AppNexus, Rubicon Project e The Trade Desk – ci ha detto il manager -.  Abbiamo abilitato i Private Marketplace sulla nostra piattaforma pubblicitaria consentendo l’acquisto di spot audio da 15 e 30 secondi su dispositivi mobile. Questo rende Spotify il primo publisher che ha messo a disposizione Deal ID/PMP su un’inventory audio per l’acquisto in real time bidding. Inoltre, gli acquirenti avranno la possibilità di accedere ai first party data di Spotify sia socio-demografici sia relativi all’ascolto di playlist».

Un’offerta che è in continuo divenire. Alla fine del 2016, Spotify ha iniziato i test dei “Branded Moments”, un contenitore pubblicitario data-driven tagliato su specifici “momenti” della giornata di un utente, e composto da diversi formati, dalla display ai video verticali, e avviato una importante collaborazione con WPP sul fronte dei dati. Grazie a questo accordo, la holding pubblicitaria avrà accesso alle preferenze e ai comportamenti di ascolto dei 100 milioni di utenti dell’app in 60 Paesi, e le sue agenzie potranno essere partner di lancio, insieme a Spotify, di piattaforme di marketing programmatico audio attraverso AppNexus, di cui WPP possiede una quota (leggi l’articolo con i particolari della partnership).

Ed ulteriori novità sono già all’orizzonte: «Abbiamo appena lanciato il Programmatic ed è in costante evoluzione all’interno di Spotify. Stiamo lavorando per avere ogni singola impression su ogni singolo formato disponibile in Programmatic», ha dichiarato Daher (Qui il testo dell’intervista completa).

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