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Lorenzo Sassoli de Bianchi (UPA): «Necessaria più trasparenza nel Programmatic»

In occasione della conferenza stampa di presentazione dell’Assemblea annuale, il presidente UPA ha espresso la sua personale opinione sulla pubblicità automatizzata, ed ha confermato una crescita, per il mercato adv nel 2015, tra l’1 e il 2%

Alessandra La Rosa
01 luglio 2015
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«Il Programmatic è una novità che non dobbiamo demonizzare, ma è necessaria più trasparenza in questo mercato».

Sono le parole di Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente UPA, che in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’Assemblea annuale dell’associazione degli investitori pubblicitari ha espresso la sua personale opinione su un settore in rapida ascesa, quello della pubblicità automatizzata, che le aziende stanno cominciando definitivamente ad approcciare.

«Il Programmatic si basa sui dati – ha detto -, ma non è ancora chiaro da quali dati venga alimentato. Per ovviare a questo, sempre più aziende si stanno assumendo il controllo del meccanismo, dotandosi di DMP proprietarie. Inoltre, non è possibile verificare se la campagna viene erogata accanto a quella di un competitor e, a quanto dicono le concessionarie, spesso gli spazi messi a disposizione sono quelli invenduti, quindi non premium: tutti limiti del sistema che vanno a discapito delle aziende. E’ necessario insomma che il Programmatic venga reso più trasparente».

Ai giornalisti che hanno partecipato alla conferenza stampa precedente all’Assemblea, Sassoli ha confermato le previsioni sul mercato annunciate in occasione della presentazione dei dati di Nielsen sul 2014 lo scorso febbraio.

«Complessivamente il mercato nel 2015 crescerà tra l’1 e il 2%. Pur senza avere dati specifici sui vari media, possiamo dire che la TV è certamente in crescita (sulla base del fatto che è un mezzo che attualmente assorbe oltre il 50% degli investimenti adv e dunque necessariamente influenza il trend complessivo), così come anche la Search sta godendo di una crescita significativa, mentre la Display è stabile, la Stampa è ancora in negativo, anche se le sue performance migliorano rispetto al passato, e la Radio sta crescendo piuttosto bene grazie a un nuovo dinamismo».

Ovviamente, alcuni settori sono più trainanti di altri: come Auto, Finanza e Assicurazioni, Cura della Persona, Alimentari, GDO, tutti settori in incremento, mentre le Telecomunicazioni sono tra lo stabile e il negativo.

«Naturalmente – ha aggiunto -, sul fronte Digital non è dato sapere quanta crescita è dovuta a Google, Facebook o Youtube. Noi possiamo solo suggerire delle stime. Ovviamente, il fatto che questi player over the top non forniscono i loro dati contribuisce a dare opacità al sistema, ma non possiamo essere noi a forzare le cose, piuttosto dovrebbero essere le istituzioni, italiane ed europee, a dare precise indicazioni a queste società in nome della trasparenza».

Attualmente UPA conta circa 450 associati che rappresentano l’85% degli investimenti pubblicitari. In crescita la presenza delle media imprese.

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