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InMobi viola la privacy degli americani, dovrà pagare un milione di dollari

La Federal Trade Commission, agenzia governativa per la tutela del consumatore, ha accusato l’ad network di aver ingannato i consumatori, bambini inclusi, tracciando le loro posizioni

di Cosimo Vestito
24 giugno 2016
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L’ad network InMobi ha acconsentito al pagamento di circa un milione di dollari per patteggiare le accuse, mosse dalla Federal Trade Commission, di aver ingannato i consumatori tracciando le loro posizioni, senza che ne avessero conoscenza e avessero rilasciato il loro consenso.

Nel suo reclamo per danni civili e nell’ingiunzione permanente, l’agenzia governativa americana per la tutela del consumatore ha sostenuto che anche se i consumatori avessero negato la richiesta dei servizi di localizzazione da parte delle app partner di InMobi, la compagnia avrebbe comunque utilizzato la triangolazione WiFi per tracciarli. L’FTC ha aggiunto che InMobi ha ignorato le preferenze di privacy di “centinaia di milioni di consumatori, inclusi i bambini” e che tracciando la posizione di quest’ultimi, la compagnia ha violato le normative contenute nel Children’s Online Privacy Protection Act (COPPA).

Il patteggiamento richiede che InMobi paghi una ammenda ridotta di 950 mila dollari da una penale civile originaria pari di 4 milioni; inoltre, è obbligata a cancellare permanentemente le informazioni raccolte sulla locazione e i movimenti dei bambini. L’ultima condizione impone all’ad network di creare “programma di privacy completo che sarà ispezionato in maniera autonoma ogni due anni per i prossimi 20 anni”.

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