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Il programmatic advertising farà sparire i sales e i planner dal flusso?

Torna l’appuntamento con “L’esperto risponde”: uno spazio a cadenza settimanale in cui Cristina Pianura, Ceo Italy di Prime Real Time, risponde a una serie di F.A.Q. sul mondo della pubblicità “automatizzata”

Programmatic-Italia
18 dicembre 2015
Cristina Pianura-prime real time-sharethrough
Cristina Pianura

Torna l’appuntamento con “L’esperto risponde”: uno spazio a cadenza settimanale in cui Cristina Pianura, Ceo Italy di Prime Real Time, risponde a una serie di F.A.Q. sul mondo della pubblicità “automatizzata”.

Se avete qualche domanda particolare da sottoporre a Cristina, scriveteci a redazione@programmatic-italia.com!


Il programmatic advertising farà sparire i sales e i planner dal flusso?

Questa domanda è figlia di un misunderstanding di fondo: poiché si parla di “automation advertising” si tende a pensare che tutto verrà mosso dalle piattaforme, qualcuno pigerà un bottone da una parte della filiera (submit) qualcun altro che ne pigerà un altro (approve) e nel mezzo tanti ruoli al capolinea. In realtà, è impensabile che il programmatic possa funzionare senza una adeguata struttura sales e una valida struttura operativa e di marketing che ne conosca il flusso e le condizioni.

Il programmatic advertising necessita di proprie competenze specifiche che si innestano e sono complementari ai più tradizionali ruoli delle ad operations, del marketing operativo, del sales, degli analitics, di planner. Ma una cosa è certa: non è più sostenibile la netta separazione tra “ruolo tecnico” e “ruolo analitico”, tra marketing e sales, tra planner e analyst. La tecnologia pervade la logica del selling e del buying per cui per tradurre una strategia correttamente occorre capire bene come funzionerà.

Il programmatic advertising pertanto apre enormi opportunità a tutte le risorse della filiera, ma solo se queste sapranno umilmente fare un passo laterale e accettare che esiste una dimensione per alcuni del tutto sconosciuta, che il modo di fare il proprio lavoro cambierà, e che saranno vincenti nuove attitudini e competenze per restare in prima fila. Insomma per molti ma non per tutti.

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