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MarTech, uno studio fotografa ruoli e responsabilità di chi lavora nel settore

Quali sono i ruoli e le responsabilità di chi lavora nel marketing tecnologico? E quali i salari? Ci sono differenze tra la retribuzione di uomini e donne?

Una ricerca internazionale realizzata dai siti MarTech Today e Chiefmartec.com ha provato a dare risposta a queste domande, intervistando 432 professionisti del settore, la maggior parte dei quali (il 43,1%) ha dichiarato di avere un ruolo sia operativo che tecnologico.

Secondo lo studio, i ruoli di marketing technology e operations sono presenti in società di varie dimensioni: il 43% degli intervistati fa parte di aziende di più di 1000 dipendenti, il 57% di società con meno di 1000 dipendenti. Inoltre, il 49% è appartenente al settore B2B, il 16% a quello B2C, e il 35% a società che fanno sia marketing business che consumer.

Ancora, il 57,6% hanno un ruolo staff o manager, e il 41,3% sono direttori o hanno ruoli ancora più alti, l’11% sono VP o SVP.

La ricerca ha anche evidenziato che il settore sta acquisendo una sempre maggiore maturità: i partecipanti al sondaggio, infatti, hanno rivelato avere una media di 6-7 anni di esperienza nel mercato.

Per quanto riguarda i salari, il trend che purtroppo balza più all’occhio è la presenza di un “gender gap”, ossia di una certa differenza tra gli stipendi di uomini e donne.

Un gap che è meno evidente all’inizio della carriera e tra i ruoli “top”, ma che nella fascia media si fa più ampio, con solo il 35% delle donne che guadagnano più di 100 mila dollari all’anno, contro il 55% degli uomini.

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Il programmatic advertising farà sparire i sales e i planner dal flusso?

Torna l’appuntamento con “L’esperto risponde”: uno spazio a cadenza settimanale in cui Cristina Pianura, Ceo Italy di Prime Real Time, risponde a una serie di F.A.Q. sul mondo della pubblicità “automatizzata”.

Se avete qualche domanda particolare da sottoporre a Cristina, scriveteci a redazione@programmatic-italia.com!


Il programmatic advertising farà sparire i sales e i planner dal flusso?

Questa domanda è figlia di un misunderstanding di fondo: poiché si parla di “automation advertising” si tende a pensare che tutto verrà mosso dalle piattaforme, qualcuno pigerà un bottone da una parte della filiera (submit) qualcun altro che ne pigerà un altro (approve) e nel mezzo tanti ruoli al capolinea. In realtà, è impensabile che il programmatic possa funzionare senza una adeguata struttura sales e una valida struttura operativa e di marketing che ne conosca il flusso e le condizioni.

Il programmatic advertising necessita di proprie competenze specifiche che si innestano e sono complementari ai più tradizionali ruoli delle ad operations, del marketing operativo, del sales, degli analitics, di planner. Ma una cosa è certa: non è più sostenibile la netta separazione tra “ruolo tecnico” e “ruolo analitico”, tra marketing e sales, tra planner e analyst. La tecnologia pervade la logica del selling e del buying per cui per tradurre una strategia correttamente occorre capire bene come funzionerà.

Il programmatic advertising pertanto apre enormi opportunità a tutte le risorse della filiera, ma solo se queste sapranno umilmente fare un passo laterale e accettare che esiste una dimensione per alcuni del tutto sconosciuta, che il modo di fare il proprio lavoro cambierà, e che saranno vincenti nuove attitudini e competenze per restare in prima fila. Insomma per molti ma non per tutti.